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Posts Tagged ‘alimentare’

Alimentare: Ferrarini lancia da Catania “Sapori d’Italia”

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 aprile 2019

Ferrarini (https://www.ferrarini.com) lancia partendo da Catania il progetto “Sapori d’Italia” per valorizzare la cultura alimentare italiana e la vendita al dettaglio e rafforza il legame con il territorio e la vicinanza al consumatore con due nuovi prodotti 100% italiani, rivolti al dettaglio tradizionale: il “Big Storico” e “il Nazionale”. Due prosciutti cotti top di gamma pensati per soddisfare le richieste del mercato che premiano l’altissima qualità e l’artigianalità, insieme alla trasparenza sulla provenienza, a partire dalla materia prima.Lo storico marchio, fondato nel 1956 da Lauro Ferrarini, è oggi tra i leader sul mercato nazionale del prosciutto cotto, sia nel canale della grande distribuzione organizzata, sia in quello del dettaglio tradizionale su tutto il territorio nazionale grazie ad una propria struttura distributiva.
Primo brand italiano a produrre prosciutto cotto senza polifosfati aggiunti, Ferrarini è ormai una tra le più importanti realtà europee nel settore agroalimentare e propone in tutto il mondo, oltre al suo prosciutto cotto, i prodotti simbolo del Made in Italy: dal prosciutto di Parma alle diverse specialità di salumeria, accompagnate dai prodotti dell’azienda agricola Ferrarini, dalla quale l’attività imprenditoriale ha preso avvio, come il Parmigiano Reggiano Dop, i vini e l’aceto balsamico di Modena e Tradizionale Dop.
Forte della sua capillarità sul territorio italiano, “Ferrarini- afferma la presidente di Ferrarini Spa, Lisa Ferrarini- è un brand solido, apprezzato e richiesto dal mercato. Siamo storicamente legati al mondo del dettaglio tradizionale, nel quale vogliamo consolidare sempre più la nostra presenza, valorizzando la ‘bottega’ di fiducia dove vince il rapporto umano e il salumiere chiama il cliente per nome”.“Il sostegno all’economia locale – continua Lisa Ferrarini – è per noi fondamentale e riteniamo che il dettaglio tradizionale possa coesistere con la grande distribuzione organizzata”. Per l’imprenditrice, “i negozi di quartiere italiani continuano a rappresentare la storia di questo paese e l’eccellenza del Made in Italy. Lì vince il rapporto umano e il consumatore si affida al salumiere, che si distingue per la sua offerta selezionata di prodotti di alta qualità e gourmet. Questa è la forza che ha consentito a molti negozi al dettaglio di alimentari di crearsi una nicchia di mercato sempre più apprezzata dal consumatore”.

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Active packaging per limitare lo spreco alimentare

Posted by fidest press agency su sabato, 19 gennaio 2019

Sviluppare co-cristalli (cioè cristalli formati da molecole diverse) che contengano ingredienti naturali da impiegare per l’active packaging: per realizzare imballaggi che siano capaci di prolungare la conservazione dei prodotti alimentari, dando così una bella mano alla lotta agli sprechi. Questa l’idea di fondo del Progetto PAC/Packaging Attivo Cristallino dell’Università di Parma, finanziato con 50mila euro dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari, Forestali e del Turismo nell’ambito di una selezione di progetti innovativi di ricerca e sviluppo tecnologico finalizzati alla limitazione degli sprechi e all’impiego delle eccedenze alimentari. Il progetto è coordinato dalla prof.ssa Alessia Bacchi e coinvolge il prof. Paolo Pelagatti del gruppo di Crystal engineering e le prof.sse Maria Careri e Federica Bianchi del gruppo di Chimica Analitica, del Dipartimento di Scienze Chimiche, della Vita e della Sostenibilità Ambientale dell’Università di Parma.
PAC/Packaging Attivo Cristallino prevede la progettazione intelligente e la sintesi di materiali solidi cristallini a base di oli essenziali naturali che possano essere integrati nelle catene di produzione di materiali per imballaggio, in modo da ottenere smart materials per l’active packaging in grado di estendere la shelf life dei prodotti confezionati e limitare lo spreco alimentare. Si ottiene così un active food packaging: i co-cristalli inclusi nel packaging rilasciano gli oli essenziali e i partner molecolari a seguito di una “dissoluzione controllata”, permettendone la diffusione nel cibo e prolungando la sua conservazione.

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Sicurezza alimentare: maggiore trasparenza e migliore prevenzione dei rischi

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 dicembre 2018

Una proposta legislativa per consentire all’Agenzia europea per la sicurezza alimentare (EFSA) di lavorare in modo più efficiente e trasparente è stata approvata dal Parlamento martedì con 427 voti in favore, 172 voti contrari e 67 astensioni. Il testo rappresenta il mandato negoziale del PE per raggiungere un accordo con i Ministri UE.Le nuove norme mirano a rendere più trasparente la valutazione del rischio e a garantire che gli studi utilizzati dall’EFSA per autorizzare l’immissione sul mercato di un prodotto siano affidabili, oggettivi e indipendenti.Studi supplementari a quelli presentati dalle aziende. Il testo propone:
l’accesso del pubblico a tutte le informazioni sulla valutazione di sicurezza;
la possibilità per EFSA di consigliare al richiedente su come fornire tutte le informazioni richieste per decidere sull’autorizzazione, per consentire di accelerare la procedura;
un registro comune europeo degli studi commissionati, per dissuadere le imprese che richiedono l’autorizzazione dal non presentare studi sfavorevoli alle loro domande;
in caso di dubbi sulle prove fornite dalle imprese, l’Agenzia potrebbe anche consultare enti terzi per verificare l’esistenza di altri dati scientifici o studi pertinenti.
Il Parlamento ha inoltre approvato una serie di criteri per decidere quali informazioni possano essere mantenute riservate, ad esempio il marchio con cui un prodotto sarà commercializzato o descrizioni dettagliate dei preparati.
Dopo la votazione, la relatrice Renate Sommer (PPE, DE) ha dichiarato di non poter sostenere l’esito della votazione e ha chiesto che il suo nome sia ritirato dal dossier.

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Yemen: 18,5 milioni di persone vivono in condizioni di insicurezza alimentare

Posted by fidest press agency su sabato, 20 ottobre 2018

“Milioni di bambini e famiglie disperati in Yemen potrebbero presto rimanere senza cibo, acqua pulita o servizi igienico sanitari a causa della profonda crisi economica e delle violenze incessanti al porto della città di Hudaydah. La confluenza di questi due fattori è probabile renda la terribile realtà che i bambini e le famiglie stanno affrontando ancora peggiore mentre sempre più persone stanche della guerra si trovano a dover affrontare una prospettiva reale di morte e malattie. Il prezzo di cibo, carburante e risorse idriche è arrivato alle stelle dato che la valuta della moneta nazionale è precipitata.I servizi idrici e di trattamento delle acque reflue rischiano di collassare per l’elevata crescita del prezzo del carburante – questo significa che molti di quegli stessi bambini e famiglie potrebbero rimanere senza accesso ad acqua sicura e servizi igienico sanitari. A sua volta, tutto questo potrebbe comportare epidemie di malattie e un incremento della malnutrizione – questi due fattori combinati all’insicurezza alimentare fanno crescere il rischio di una carestia. Si stima che altri 1,2 milioni di persone presto saranno in grave bisogno di assistenza idrica di base e di servizi igienico sanitari. Questo numero probabilmente crescerà nei prossimi giorni.Le famiglie che non possono più permettersi alimenti di base potrebbero presto aggiungersi ai 18,5 milioni di persone che già vivono in condizioni di insicurezza alimentare – un numero destinato ad aumentare di 3,5 milioni, compresi circa 1,8 milioni di bambini.
Queste condizioni, già di per sé devastanti, sono aggravate dalla situazione ad Hudaydah dove le violenze minacciano di uccidere i bambini e interrompere la catena di approvvigionamento di base di carburante e degli aiuti umanitari che sostengono 28 milioni di Yemeniti. Se il porto sarà attaccato, danneggiato o bloccato, si stima che altri 4 milioni di bambini nel paese vivranno in condizioni di insicurezza alimentare.L’unico modo per interrompere l’incubo dello Yemen è di ristabilire la pace attraverso esaustive politiche di risoluzione. Fino ad allora, l’UNICEF continuerà a chiedere alle parti in conflitto e a tutti coloro che possono esercitare un’influenza di rispettare gli obblighi legali a porre fine agli attacchi contro le infrastrutture civili – compreso il porto di Hudaydah – e a garantire un accesso sicuro, incondizionato e costante a tutti i bambini che hanno bisogno di aiuto in Yemen”.

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Come cambiano le scelte dei Consumatori nella spesa alimentare

Posted by fidest press agency su martedì, 22 Mag 2018

Cosa mettono nel carrello gli italiani? Quali sono i fattori che influenzano la loro scelta di consumo nella spesa alimentare? A queste e molte altre domande risponde un’indagine condotta da Nielsen.Un’interessante trend di consumo sarebbe quello dell’allontanamento dai grandi marchi, i brand delle multinazionali sono in calo, mentre emergono dati positivi sul comportamento d’acquisto dei consumatori più mirato e consapevole.La ricerca di prodotti di qualità e la conseguente scelta orientata all’acquisto di alimenti provenienti da aziende medio-piccole è un aspetto che denota una maggiore attenzione alla salute e una fiducia in marchi più versatili al cambiamento dei gusti dei consumatori.Dai dati che emergono sui consumi, c’è una flessione delle vendite, contemporaneamente ad un calo del consumo di prodotti tradizionali, come i primi piatti.Dall’altra parte, negli ultimi mesi, è stato registrato un importante elemento: è aumentato il livello di spesa relativo a prodotti più ricercati, “di nicchia”, come gli alimenti salutistici e gourmet.I numeri parlano chiaro: ad aprile 2018 il consumo di primi piatti tradizionali si è attestato a -1,1%, i primi e secondi pronti: +7,1%, l’aperitivo in casa: +3,8%, i gourmet, quelli tipici regionali o di alta qualità raggiungono il +7%, i prodotti relativi a benessere e salute registrano +5,6%.Consumatori sempre più attenti alla propria salute e al palato, dunque, che si accostano ai prodotti in modo sempre più attento e mirato. Un percorso che porta inevitabilmente a rivedere le regole della GDO, un circuito che comincia ad offrire reparti specialistici dedicati per ogni genere di consumatore (biologico, intollerante, celiaco, alla ricerca di prodotti regionali o light, ecc..), che nelle previsioni future sarà più esigente e si aspetta un’offerta variegata che soddisfi richieste specifiche.Le nuove generazioni vanno alla ricerca di prodotti “cruelty free”, prima di quelli “bio” o “DOP”. Con l’avanzare dell’età del consumatore, il trend si inverte. Dunque, entrano in gioco una complessità di fattori nel momento in cui si parla di spesa alimentare.Altro dato che indica come siano cambiate le abitudini degli italiani è quello relativo al consumo di cibo etnico: ben 14 milioni di italiani hanno scelto ristoranti di cucina etnica tra gennaio e marzo 2018, un numero considerevole che denota come il consumatore sia sempre più globalizzato e parte di una società multiculturale.L’Associazione CODICI ha riscontrato un occhio sempre più attento da parte dei Consumatori e si augura che a questo corrisponda una maggiore attenzione da parte del retail alimentare; una sfera, quella della GDO, che deve essere pronta a gestire questa evoluzione dei consumi da parte dei consumatori per soddisfare adeguatamente i loro bisogni.

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Le strategie dell’alimentare italiano

Posted by fidest press agency su sabato, 14 aprile 2018

Parma dal 7 al 10 maggio, organizzata da Fiere di Parma e Federalimentare 19° edizione di Cibus. Il fatturato dell’industria alimentare ha raggiunto i 137 miliardi di euro mostrando una crescita del 3,8%; l’export però cresce di oltre il 6% e ormai vale complessivamente oltre 41 miliardi di cui oltre 32 di prodotti finiti (dati 2017, Federalimentare e Osservatorio CibusExport). Con i consumi alimentari ancora deboli in Italia, l’export quindi diventa sempre più strategico. Le esportazioni crescono in tutte le geografie, ma si registra finalmente un recupero di Russia, Spagna e Sud America mentre si mantiene estremamente sostenuta la crescita in Nord America e in Asia. Le merceologie che performano meglio anche nel 2017 sono formaggi, salumi, dolciario e spumanti ma mostrano tassi di sviluppo molto interessanti le farine speciali, i preparati gastronomici e dietetici, distillati e acque minerali. Nell’Anno del Cibo Italiano la filiera dell’agroalimentare celebrerà i risultati raggiunti e presenterà nuovi prodotti alla 19° edizione di Cibus. Saranno 3.100 gli espositori presenti (+100 espositori rispetto all’edizione 2016); più di 135.000 mq espositivi (con un incremento di +5.000 mq rispetto all’edizione 2016 grazie alla realizzazione di un nuovo padiglione temporaneo); sono attesi 80.000 visitatori professionali, di cui il 20% dall’estero, e, tra questi, 2.500 top buyers; arriveranno circa 1300 giornalisti, i maggiori quotidiani e tv nazionali oltre alle testate specializzate.Mille i nuovi prodotti che saranno esposti a Cibus, il cui elenco verrà pubblicato a fine aprile sul sito Cibus.it. Una selezione dei 100 prodotti più innovativi sarà esposta nel Cibus Innovation Corner, una nuova area di esposizione e talks. Cresce il numero degli chef che cucineranno i nuovi prodotti per il tasting dei visitatori, sia nei singoli stand che nelle Food Court dedicate ai prodotti tipici regionali. E l’ampia gamma dei prodotti a denominazione d’origine saranno esposti dai Consorzi di tutela nell’area di AICIG, Associazione Italiana Consorzi Indicazioni Geografiche. Le tendenze dell’alimentare emergeranno dal momento espositivo e da quello convegnistico: la continua crescita dei prodotti salutistici, ma anche dei ready meals; la richiesta dei consumatori focalizzata sia sui prodotti premium sia su quelli low cost.
Tra le tante tavole rotonde, convegni, seminari, workshop e talks, Cibus sarà l’occasione per fare il punto sulle tematiche più rilevanti: biotecnologie e ricerca scientifica nell’alimentare; innovazione e sostenibilità; prevenzione degli sprechi alimentari; le fake news nell’alimentare; la promozione all’estero dei prodotti italiani e la piaga dell’italian sounding; punto vendita fisico e vendite on line, come sarà il negozio del futuro; le frontiere del marketing nei punti vendita; i novel foods (insetti e carne coltivata); dove va il packaging; gli chef come influencer; ed altro ancora.
Il fuori salone in città, CIBUS OFF, si terrà dal 5 al 13 maggio in piazza Garibaldi a Parma e si integra nell’organizzazione delle attività di promozione di “Parma City of Gastronomy”.“Cibus è tradizione e innovazione, con la stessa formula vogliamo raccontare lo straordinario patrimonio agroalimentare italiano – ha dichiarato in conferenza stampa Andrea Olivero, Vice Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali – Il Governo aveva posto, già in occasione di Expo2015, il traguardo dei 50 miliardi di euro di export entro il 2020 e fa piacere constatare che la tabella di marcia verso questo ambizioso obiettivo sia rispettata. Certamente il 2018, con le iniziative dell’Anno del Cibo italiano, rappresenta un’occasione per porre al centro dell’attenzione la grande eredità culturale che ci contraddistingue e contribuire alla crescita economica di un settore strategico per l’economia del nostro Paese”. Antonio Ferraioli, Vicepresidente di Federalimentare (che terrà la propria assemblea generale a Cibus) ha presentato lo stato dell’arte del comparto agroalimentare: “Siamo nell’anno che celebra il cibo italiano e i dati di settore appoggiano pienamente l’importante investitura. Dopo un 2017 che si è lasciato finalmente alle spalle la crisi, infatti, anche per il 2018 l’agroalimentare sembra confermarsi il settore trainante dell’economia italiana crescendo di più e meglio di altri comparti ed è proprio per questo che la valorizzazione e la promozione del nostro Made in Italy deve essere centrale non solo nelle politiche italiane, ma anche a Bruxelles dove si giocano le battaglie su cui si decide la nostra competitività”. Un concetto che è stato sottolineato anche dal Gian Domenico Auricchio, Presidente di Fiere di Parma: “Cibus sarà quindi l’espressione apicale dell’Anno del Cibo Italiano, in ambito business. Un parterre espositivo unico nel panorama internazionale che esprime al meglio l’eccellenza della produzione agroalimentare italiana e che è, da sempre, la piattaforma privilegiata per l’export dei prodotti nazionali verso tutti i mercati obiettivo. L’impegno di Agenzia ICE per l’export alimentare è stato sottolineato da Ines Aronadio, Dirigente dell’Ufficio Coordinamento Promozione del Made in Italy di ICE-Agenzia: ” L’export ha registrato un aumento del +7% sull’anno precedente e in vista della celebrazione del 2018 come l’Anno del Cibo italiano, l’Agenzia ICE, grazie alla sua diffusa rete di uffici all’estero e all’esperienza maturata in oltre 90 anni di attività di promozione del Made in Italy, è ancor più attenta nel cogliere le opportunità presenti nei mercati esteri per le PMI italiane. In occasione del Cibus 2018, registriamo la presenza record di 370 buyer opportunamente selezionati ed invitati dalla rete estera, d’intesa con Fiere di Parma”.Sulle nuove tendenze di consumo dell’alimentare e sulle novità di Cibus2018 è intervenuto Antonio Cellie, Ceo di Fiere di Parma: “La capacità di innovazione delle imprese alimentari italiane riesce sempre a sorprenderci e rappresenta la vera competenza distintiva del settore e quindi di Cibus. Ognuno dei nostri oltre 3.000 espositori presenterà innovazioni di prodotto sempre più mirate ai diversi mercati internazionali garantendo la tenuta o addirittura l’incremento dello straordinario ciclo di sviluppo del nostro export nonché la soddisfazione degli 80.000 visitatori che arriveranno da tutto il mondo a Parma dal 7 al 10 maggio”.

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Sicurezza Alimentare Mondiale

Posted by fidest press agency su domenica, 15 ottobre 2017

Fao-RomaLa 44a sessione della Commissione per la Sicurezza Alimentare Mondiale (CFS) – Fare la differenza nella sicurezza alimentare e nella nutrizione – ha approvato a chiusura della settimana di lavori nuove raccomandazioni sul ruolo di una gestione forestale sostenibile nel raggiungere la sicurezza e la nutrizione alimentare per tutti. Le raccomandazioni si concentrano sulla necessità di un approccio politico integrato per la silvicoltura, l’agricoltura, le risorse idriche e la sicurezza alimentare, rafforzando il coordinamento intersettoriale. I regimi di proprietà della terra e di altre risorse sono stati anche evidenziati come elementi chiave nell’approccio raccomandato, con la Commissione che ha riconosciuto che le Linee Guida Volontarie di CFS sulla proprietà potrebbero svolgere un ruolo più importante.La CFS ha anche discusso dell’urbanizzazione e dello sviluppo rurale e ha offerto una piattaforma per le parti interessate per lavorare insieme ed evitare di affrontare l’urbanizzazione e lo sviluppo rurale come settori separati, come spesso è stato nel passato. Questo è particolarmente vero nel contesto di un mondo sempre più urbanizzato e di grandi cambiamenti dei sistemi alimentari. Il numero di persone che vivono nelle città entro il 2050 salirà dal 50 al 66%.Nel corso dei prossimi due anni la Commissione esaminerà l’impatto dell’urbanizzazione sulle persone con redditi bassi e come promuovere il coinvolgimento e l’occupazione dei giovani e delle donne nei sistemi alimentari, incluso il collegamento dei produttori ai mercati.La sessione plenaria ha avuto inizio lunedì scorso con l’appello della FAO di nuovi sistemi alimentari per combattere la malnutrizione in tutte le sue forme. Il Direttore Generale della FAO, Jose Graziano da Silva, nel suo intervento ha alimentareaffermato che sono necessarie “politiche più attive” per garantire sistemi alimentari sostenibili, sottolineando che le aziende e i consumatori devono svolgere un ruolo più importante nella revisione dei sistemi alimentari mondiali in un momento in cui sia la fame che l’obesità sono in aumento.Durante una giornata dedicata alla nutrizione, partecipanti della società civile, del settore privato, degli agricoltori africani su piccola scala e altri, hanno presentato le buone pratiche e le lezioni apprese sugli investimenti in sistemi alimentari sani. Un messaggio ricorrente da parte di tutti i partecipanti è stato l’importanza di utilizzare le esistenti linee guida politiche della CFS, che potrebbero fare una grande differenza nella capacità dei governi di raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile. Oltre 50 eventi collaterali hanno permesso ai partecipanti di approfondire una varietà di temi, dall’occupazione giovanile rurale all’imprenditorialità per la sicurezza alimentare e nutrizionale, dai pasti scolastici alle iniziative di protezione sociale in Medio Oriente e Nord Africa, dall’agricoltura intelligente dal punto di vista del clima alla minaccia della formazione di mega imprese agroalimentari per la sicurezza alimentare mondiale.
Alla cerimonia di chiusura, il Comitato ha dato il benvenuto al nuovo presidente eletto, Mario Arvelo, Rappresentante permanente della Repubblica Dominicana presso le agenzie delle Nazioni Unite di Roma. Con un background in diritto e scienze politiche, Mario Arvelo è diplomatico da più di vent’anni e ha svolto funzioni di presidenza di commissioni e partnership legati al settore alimentare e agricolo a livello globale e regionale (America Latina e Caraibi).La Commissione ha ringraziato la Presidentessa uscente, l’Ambasciatrice e Rappresentante Permanente del Sudan, Amira Gorness per il suo ottimo servizio nel corso dei due anni del suo mandato. (fao)

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Etiopia: una crisi alimentare che sta peggiorando

Posted by fidest press agency su domenica, 10 settembre 2017

etiopiaADDIS ABEBA – Al termine della loro visita di quattro giorni in Etiopia, che ha incluso anche la Regione dei Somali colpita dalla siccità, i capi delle agenzie del polo agroalimentare delle Nazioni Unite hanno fatto un appello congiunto affinchè si aumentino gli investimenti nelle attività a lungo termine che rafforzino la resilienza della popolazioni alla siccità e alle conseguenze degli shock climatici.José Graziano da Silva, Direttore Generale dell’Organizzazione per l’Alimentazione e l’Agricoltura delle Nazioni Unite (FAO), Gilbert F. Houngbo, Presidente del Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (IFAD) e David Beasley, Direttore Esecutivo del World Food Programme (WFP), hanno lanciato un appello dopo aver visitato progetti per la cura delle mandrie in diminuzione limitando ulteriori decessi nel bestiame e dopo aver incontrato le persone colpite dalla siccità che stanno ricevendo le razioni di cibo.
Le siccità che si sono susseguite una dopo l’altra hanno lasciato almeno 8,5 milioni di persone in Etiopia bisognose di aiuti alimentari. E’ il terzo anno consecutivo che non piove nella Regione dei Somali. La morte di molti capi di bestiame ha causato un collasso nei mezzi di sostentamento rurali, contribuendo a peggiorare i livelli di fame e incrementando in modo allarmante i tassi di malnutrizione. Sebbene la risposta del Governo abbia iniziato a stabilizzare la situazione, sono necessarie ulteriori risorse per evitare che le condizioni peggiorino ulteriormente. “E’ fondamentale investire nella preparazione e nel fornire agli agricoltori e alle comunità rurali gli strumenti per salvaguardare loro stessi e i loro mezzi di sussistenza. Abbiamo visto, qui, che salvare i mezzi di sussistenza significa salvare vite – questa è la miglior difesa delle persone contro la siccità”, ha affermato Graziano da Silva, Direttore Generale della FAO, l’organizzazione che sta fornendo sostegno d’emergenza nei mezzi di sostentamento per i proprietari di bestiame e agricoltori colpiti dalla siccità, oltre al supporto nella stabilizzazione della resilienza a lungo termine delle comunità. “Qui in Etiopia abbiamo potuto vedere chiaramente come, lavorando assieme, le tre agenzie del polo agroalimentare delle Nazioni Unite possano realizzare molto di più che da sole,” ha affermato Beasley, Direttore Esecutivo del WFP, l’agenzia che sta fornendo assistenza salvavita a 3,3 milioni di persone nella Regione dei Somali, epicentro di tre anni di siccità.
L’impatto dei progetti di sviluppo a lungo termine, effettuati dalle tre agenzie del polo agroalimentare delle Nazioni Unite, è stato evidente nella Regione del Tigray, dove i capi delle tre agenzie hanno potuto vedere come sistemi d’irrigazione, vivai di frutta e centri sanitari stiano aumentando la produttività, incrementando i guadagni e migliorando la nutrizione dando la possibilità alle persone che vivono nelle zone rurali di resistere meglio a shock esterni come la siccità. Le tre agenzie del polo agroalimentare delle Nazioni Unite stanno lavorando a stretto contatto con il Governo dell’Etiopia per eliminare la fame nel paese. Nel corso degli incontri con il Vice Primo Ministro, Demeke Mekonnen, e altri rappresentanti governativi di alto livello, i capi di FAO, IFAD e WFP hanno discusso della necessità di una maggiore collaborazione e di maggiori investimenti nella resilienza.

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Ridurre lo spreco alimentare

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 Mag 2017

alimentareBruxelles. I deputati europei propongono alcune misure per dimezzare lo spreco alimentare nell’UE, come rimuovere le restrizioni esistenti sulle donazioni di cibo e porre fine alla confusione creata dalle etichette alimentari “da consumarsi preferibilmente entro” e “da consumarsi entro”.Nei paesi sviluppati il cibo viene sprecato soprattutto alla fine della catena alimentare, alla distribuzione e al consumo. Ognuno ha la responsabilità di dover affrontare questo problema”, ha affermato la relatrice Biljana Borzan (S&D, HR).”La mia relazione richiede una risposta coordinata delle politiche in materia di etichettatura, responsabilità e istruzione, poiché la maggior parte dei consumatori non capisce il significato preciso dell’etichettatura da consumarsi preferibilmente entro e da consumarsi entro. Inoltre, dovremmo affrontare le carenze della legislazione comunitaria esistente nei casi in cui si ostacolano le donazioni alimentari”, ha aggiunto.La sua risoluzione è stata adottata martedì da 623 voti a favore, 33 contrari e 20 astensioni.I deputati invitano gli Stati membri a prepararsi a ridurre i rifiuti alimentari del 30% entro il 2025 e del 50% entro il 2030, rispetto ai livelli del 2014 – un obiettivo che il Parlamento ha introdotto nella legislazione sullo spreco alimentare votata a marzo.
Le autorità nazionali dovrebbero informare i consumatori sul significato esatto delle date poste sulle etichette “da consumarsi preferibilmente entro” e “da consumarsi entro”, includendo informazioni sulla possibile fruizione dei prodotti alimentari anche dopo la scadenza della data “preferibilmente entro”. La Commissione dovrebbe inoltre valutare la rimozione delle date di scadenza per i prodotti che non presentano alcun rischio per la salute e per l’ambiente.La Commissione dovrebbe inoltre proporre una modifica della direttiva sull’IVA per autorizzare esplicitamente l’esenzione fiscale per le donazioni di cibo. Il Fondo di aiuti europei agli indigenti (FEAD) dovrebbe essere utilizzato per finanziare la raccolta, lo stoccaggio, il trasporto e la distribuzione degli alimenti donati.

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Controlli più severi sulla qualità alimentare

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 marzo 2017

alimentareBruxelles Nuove misure per inasprire i controlli sulla catena di produzione alimentare sono state approvate mercoledì dal Parlamento. La nuova direttiva, frutto di un accordo informale fra deputati e ministri UE, mira a migliorare la tracciabilità del cibo, combattere le frodi e ristabilire la fiducia nell’integrità della filiera alimentare.
La normativa garantirà un sistema di controllo completo, integrato e più efficiente nel campo delle regole di sicurezza del cibo e delle sementi, dei requisiti di sanità per piante e animali, di produzione organica e di denominazione di origine controllata.
“Dopo lo scandalo della carne di cavallo, i consumatori hanno seri dubbi sulla tracciabilità degli alimenti e sull’integrità della filiera della carne. Il Parlamento europeo si è sforzato per affrontare queste preoccupazioni e per redigere un testo che consenta alle autorità competenti di combattere efficacemente le frodi”, ha detto la relatrice Karin Kadenbach (S&D, AT).”Sono anche orgogliosa che il Parlamento sia riuscito a rafforzare il capitolo sulle misure d’esecuzione, in particolare per quanto riguarda le sanzioni da applicare in caso di violazione intenzionale delle regole. Confido che sanzioni davvero dissuasive saranno uno strumento chiave per combattere la frode in tutti i settori”, ha aggiunto.L’accordo raggiunto tra i deputati e il Consiglio dei ministri include:
un approccio globale, coprente tutte la filiera agroalimentare: controlli su cibo, sementi, sanità della piante, pesticidi, benessere degli animali, indicazioni geografiche, agricoltura biologica;
controlli a sorpresa basati sul rischio in tutti i settori;
maggior impegno contro pratiche fraudolente o ingannevoli;
accordi d’importazione su animali e prodotti importati da Paesi terzi;
controlli da parte della Commissione europea negli Stati membri e nei Paesi terzi.

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Nigeria: cresce il numero di quanti hanno bisogno di assistenza alimentare

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 agosto 2016

FCO 312 - Nigeria Travel Advice Ed2 [WEB]DAKAR/ABUJA – E’ quasi raddoppiato, da marzo, il numero di persone che, nel nord-est della Nigeria, ha bisogno di assistenza alimentare: sono ora 4,5 milioni, secondo una analisi effettuata a metà agosto (Cadre Harmonisé) da diverse agenzie incluso il Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite (WFP).Il peggioramento dell’economia potrebbe aggiungere, a questa cifra, un altro milione di persone entro il mese prossimo. Una valutazione alimentare del WFP ha messo in guardia sui prezzi alle stelle nelle aree colpite da Boko Haram.“La notizia arriva quando, solo nei giorni passati, decine di persone sono state uccise o ferite in Nigeria e nei paesi vicini del Ciad, del Camerun e del Niger, un segnale che la violenza di Boko Haram continua a spingere sempre più persone alla fame e alla sofferenza”, ha detto Abdou Dieng, Direttore regionale del WFP per l’Africa Occidentale.Secondo il Cadre Harmonisé, il numero di persone che vivono in un grave stato di insicurezza alimentare è quadruplicato da marzo, superando ora il milione (negli stati di Borno, di Yobe e di Adamawa). A questo livello, l’insicurezza alimentare è classificata nella fase ‘d’emergenza’: le persone hanno bisogno di assistenza alimentare per sopravvivere. Si stima che oltre 65.000 persone, che vivono nelle aree da poco liberate ma ancora inaccessibili nel Borno e nel Yobe, vivano in condizioni vicine alla carestia.“Tutte i segnali dipingono una situazione estremamente grave. Con l’arrivo delle piogge e con l’intensificarsi della stagione di magra, man mano che molte aree tornano accessibili agli aiuti umanitari, il quadro completo della fame e della devastazione diventerà evidente”, ha aggiunto Dieng.
La situazione rimane fluida, con più persone sradicate nelle aree dove continuano i combattimenti. Nelle zone rurali, alcuni sfollati stanno, nel frattempo, tornando nelle case che avevano abbandonato, solo per trovarle inabitabili: sono dunque costretti a vivere in zone urbane e a fare completo affidamento sull’assistenza esterna. Le famiglie, colpite anche da un’inflazione galoppante, si ritrovano a chiedere l’elemosina, ad indebitarsi o a saltare pasti per sopravvivere. Molti si riducono a consumare pasti a basso impatto nutritivo e, anche così, solo una volta al giorno.
Il WFP sta aumentando la sua risposta, prevedendo di raggiungere oltre 700.000 persone con cibo e assistenza in contanti nei prossimi mesi. Ciò includerà cibo specialmente nutritivo per 150.000 bambini al di sotto dei cinque anni. Gran parte di questi aiuti, insieme a medicine, a vaccini e ad attrezzature mediche, viene consegnato attraverso il Servizio Aereo Umanitario delle Nazioni Unite, gestito dal WFP, usato frequentemente dalla comunità umanitaria.Il WFP ha bisogno di 52 milioni di dollari per continuare a fornire assistenza vitale nel nord-est della Nigeria fino alla fine dell’anno.

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Sostegno alimentare ai siriani

Posted by fidest press agency su martedì, 1 marzo 2016

Onu palaceIl Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite (WFP) ha annunciato oggi che i nuovi finanziamenti promessi durante la Conferenza di Londra “Supporting Syria and the Region” all’inizio di febbraio, permetteranno al WFP di ripristinare la completa assistenza alimentare ai siriani.Con i fondi promessi, si potrà riprendere l’assistenza alimentare nella sua totalità per i rifugiati in Giordania, Libano, Iraq e Egitto da marzo fino alla fine dell’anno. I fondi permetteranno anche al WFP di fornire razioni complete alle famiglie in Siria da aprile a ottobre 2016. La risposta senza precedenti per un impegno record di circa 675 milioni di dollari alle operazioni del WFP per la Siria aiuterà a salvare la vita delle persone più vulnerabili in Siria e nella regione. Inoltre, i fondi serviranno a sostenere maggiormente i programmi di pasti a scuola e altre attività, aiutando a ridare una speranza per un futuro migliore a milioni di persone colpite dalla crisi.“A nome della popolazione siriana la cui esistenza è stata distrutta dal conflitto, ringraziamo i leader mondiali che si sono impegnati a Londra. Grazie alla loro generosità, possiamo fare fronte in maniera completa ai bisogni alimentari immediati di 1,8 milioni di rifugiati nella regione e di 4,5 milioni di siriani nel paese, che contano ogni giorno sull’assistenza del WFP,” ha detto la Direttrice Esecutiva del WFP Ertharin Cousin.

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Crisi alimentare in Sud Sudan

Posted by fidest press agency su martedì, 9 febbraio 2016

sud sudanJUBA – Il Sud Sudan affronta livelli di insicurezza alimentare senza precedenti, con 2,8 milioni di persone, quasi il 25 per cento della popolazione del paese, che continua ad avere urgente bisogno di assistenza alimentare e almeno 40.000 persone sull’orlo di una catastrofe. Questo l’allarme delle tre agenzie ONU, oggi.L’organizzazione per l’Alimentazione e l’Agricoltura delle Nazioni Unite (FAO), il Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia (UNICEF) e il Programma Alimentare Mondiale (WFP) hanno sottolineato come questi dati siano particolarmente preoccupanti, perché mostrano un aumento della fame durante il periodo successivo al raccolto, un periodo in cui il paese è solitamente caratterizzato da sicurezza alimentare.Si stima che il numero di persone che soffrono di insicurezza alimentare raggiungerà l’apice durante la prossima stagione di magra, solitamente peggiore tra aprile e luglio, quando è più bassa la disponibilità di cibo. Un aggiornamento dello Integrated Food Security Phase Classification (IPC) dei partner umanitari evidenzia come la stagione di magra inizierà presto quest’anno e che il periodo della fame sarà più lungo degli anni passati.Secondo le tre agenzie ONU, la stagione secca, che sta cominciando ora, potrebbe causare ulteriori difficoltà a quanti stanno affrontando dei gravi livelli di fame. Gli sfollati nello Unity State colpito dal conflitto che, per sopravvivere, si sono nutriti di pesce e ninfee, con le acque che recedono stanno esaurendo le uniche fonti di cibo rimaste. Furti di bestiame hanno privato molte persone di prodotti animali come il latte, che erano i principali mezzi di sostentamento durante la scorsa stagione di magra. Senza un’affidabile assistenza umanitaria nella stagione secca, si troveranno, nei prossimi mesi, di fronte a una catastrofe.Per questo motivo, le agenzie ONU chiedono una rapida attuazione dell’accordo di pace firmato lo scorso anno e l’accesso senza limitazioni nelle aree del conflitto per consegnare scorte necessarie alle aree più colpite.“Non sono solo le aree colpite direttamente dal conflitto a soffrire di insicurezza alimentare. Circa 200.000 persone negli stati di Bahr El Ghazal settentrionale e Warrap hanno visto un peggioramento del loro accesso al cibo dovuto a fattori quali inflazione e interruzioni del mercato legati al conflitto,” ha detto Serge Tissot, Rappresentante FAO in Sud Sudan. “Un’implementazione immediata dell’accordo di pace è assolutamente essenziale per migliorare la situazione alimentare.”“Durante la stagione secca, dobbiamo fare grandi sforzi per pre-posizionare cibo in modo da continuare ad assistere le persone quando le strade diventano impercorribili per la pioggia,” ha detto Joyce Luma, Direttrice WFP nel paese. “La crescente insicurezza in Equatoria impedisce la consegna di assistenza umanitaria attraverso le strade principali, rallentando i nostri sforzi nel preparare e rispondere alle persone che hanno più bisogno.”
Il rapporto IPC di oggi evidenzia la grave preoccupazione per la prevalenza generale di livelli di malnutrizione d’emergenza. La malnutrizione in Sud Sudan è dovuta soprattutto al consumo di cibo inadeguato, insieme ad altri fattori quali malattie, abitudini alimentari e limitati servizi sulla salute e sulla nutrizione.“Le famiglie fanno tutto quello che possono per sopravvivere ma ora sono a corto di opzioni,” ha detto Jonathan Veitch, rappresentante UNICEF in Sud Sudan. “Molte aree dove c’è più bisogno sono irraggiungibili a causa della sicurezza. È essenziale che ci venga dato accesso senza impedimenti, ora. Se possiamo raggiungerli, possiamo aiutarli.”
Lavorando con molte organizzazioni non governative internazionali e locali, FAO, UNICEF e WFP continuano a consegnare soccorsi salvavita e per la protezione dei mezzi di sostentamento, in circostanze difficili.La FAO prevede di assistere, nel 2016, 2,8 milioni di persone producendo cibo e proteggendo il bestiame, un numero maggiore delle 2,4 milioni di persone raggiunte lo scorso anno. I soccorsi di emergenza della FAO per i mezzi di sostentamento includono kit di coltivazione, kit di pesca e vaccinazioni per bestiame per oltre 5 milioni di capi. L’ obiettivo dell’UNICEF, nel 2016, è di curare oltre 165.000 bambini per malnutrizione acuta. L’anno scorso il numero di bambini curati ha superato i 144.000, 53 per cento in più rispetto al 2014.Il WFP ha fornito assistenza alimentare e nutrizionale a circa 3 milioni di persone in Sud Sudan nell’ultimo anno, lavorando con 87 NGO partner e usando ogni strumento a disposizione, inclusi lanci aerei, chiatte, trasferimenti di contante, acquisto di cibo locale e cibi nutritivi speciali.

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Etiopia: oltre 4,6 milioni di bambini rischiano la fame per una carestia senza precedenti

Posted by fidest press agency su sabato, 24 ottobre 2015

etiopiaQuasi 5 milioni di bambini rischiano di soffrire la fame a causa del peggioramento della crisi alimentare in Etiopia, carestia dovuta a una forte siccità che ha colpito zone del paese normalmente verdi e fertili. Un disastro senza precedenti nella storia recente.Secondo Save the Children, l’Organizzazione internazionale che dal 1919 lotta per salvare i bambini e tutelarne i diritti, 350 mila bambini sono già gravemente malnutriti e rischiano, se non curati, di avere, ritardi mentali e fisici o addirittura morire.La siccità di quest’anno, causata da una forma particolarmente violenta del fenomeno El Nino, ha colpito direttamente più di 8,2 milioni di etiopi in un’area geografica molto vasta, paragonabile all’Italia, creando insicurezza alimentare o dipendenza per l’approvvigionamento dal Governo o dalle associazioni umanitarie internazionali. Inoltre, i miglioramenti significativi ottenuti negli ultimi anni in merito alla sicurezza alimentare, all’educazione e alla sanità rischiano di essere completamente vanificati a causa di questo evento climatico estremo.
“L’assenza delle piogge all’inizio dell’anno, così come quelle estive, ha avuto un impatto devastante sui raccolti in Etiopia: intere famiglie hanno perso il proprio reddito e le proprie scorte di cibo, e la vita di milioni di persone, in particolare quelle dei bambini, è in bilico”, ha dichiarato John Graham, Direttore per l’Etiopia di Save the Children. Il governo Etiope ha stanziato una somma senza precedenti pari a 192 milioni di dollari come parte di un’enorme mobilitazione nazionale per combattere la crisi e ridurre gli effetti della siccità. Tuttavia, c’è bisogno di un maggiore sostegno da parte dei donatori e un maggiore sforzo da parte della comunità internazionale per impedire il peggioramento della situazione. “Stiamo fronteggiamo gli effetti di un raccolto scarso in tutto il paese, e il prossimo, molto scarso, è atteso non prima del giugno 2016”, aggiunge Graham. “Il Governo dell’Etiopia sta facendo quello che può per fronteggiare la situazione, riallocando risorse economiche dalla costruzione di strade e da altri progetti. Ma i donatori internazionali devono fornire maggiore aiuti ora, per portare sostegno alla popolazione e soprattutto ai bambini prima che sia troppo tardi”. Save the Children è presente in oltre il 70% dei distretti più colpiti. Fornisce cibo, acqua, medicine e sostegno di base alle famiglie che hanno perso il reddito. L’Organizzazione sta inoltre formando operatori sanitari in loco per trattare i casi di malnutrizione e per aiutare le famiglie che hanno perso averi e bestiame attraverso programmi cash-for-work.

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Il futuro del packaging alimentare in un convegno organizzato da Rubbettino Print

Posted by fidest press agency su sabato, 17 ottobre 2015

30 ottobre a Soveria Mannelli, presso la sala convegni “E. Critelli” dello stabilimento Rubbettino dal titolo “Il futuro del packaging alimentare” L’evento che avrà inizio alle 14,30, dopo l’introduzione e i saluti del Direttore Generale Rubbettino Print, Marco Rubbettino e la visita allo stabilimento a cura del Direttore di produzione Michele Marasco entrerà nel vivo del problema con le relazioni di:
Antonio Taormina, responsabile tecnico commerciale per il Sud Italia di Agroqualità SPA che relazionerà su “Sicurezza alimentare e certificazione ISO 22000:2205”
Marco Pasqualini, sempre di Agroqualità, in qualità di Lead auditor SGSA e norme tecniche MOCA che parlerà dei dati del sistema di allerta rapido europeo in rapporto al food packaging e alla sicurezza alimentare;
seguiranno le relazioni di Antonio Sità (QAS Consulting) sui sistemi di gestione della filiera agroalimentare e di Emilio Leo, direttore creativo Rubbettino, sul rapporto tra design e packaging alimentare.
Le conclusioni verranno affidate a Fortunato Amarelli, presidente del Consorzio Kalòs.
L’evento, oltre al fare il punto della situazione in campo di packaging alimentare, vuole richiamare l’attenzione sull’importanza di un elemento della filiera produttiva, quale quello degli imballi alimentari, spesso non adeguatamente considerato da produttori e consumatori. Questi ultimi sono infatti sempre più attenti alla qualità e alla provenienza del cibo ma spesso sono ignari dei possibili pericoli che derivano dagli involucri destinati a presentare e preservare i prodotti che consumano.
È fondamentale invece considerare la possibile contaminazione degli imballaggi da sostanze durante la fase di produzione degli stessi e/o durante la fase di immagazzinamento o confezionamento nell’industria alimentare. Solo una capace ed attenta analisi dei rischi per la sicurezza alimentare effettuata da tutti gli attori della catena produttiva alimentare può infatti salvaguardare e garantire la salute del consumatore.

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ONU e Sicurezza Alimentare Mondiale

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 settembre 2015

YAS_groupI giovani leader dell’agricoltura provenienti da tutto il mondo hanno creato la “Canberra Youth Ag-Declaration”, un appello ad agire a livello globale per aiutare a risolvere questioni riguardanti l’agricoltura moderna e il tema della sicurezza alimentare.
In agosto, Bayer CropScience e Future Farmers Network Australia hanno riunito a Canberra 100 giovani leader, tra 18 e 25 anni, provenienti da 33 nazioni, tra cui l’Italia con i suoi due delegati, per il Youth Ag-Summit. Un grande evento per discutere sull’importante ruolo che giocano la scienza e l’agricoltura sul tema “How to feed a hungry planet?”
La dichiarazione di Canberra delinea le soluzioni e le azioni proposte dai giovani leader e sarà presentata al Comitato dell’ONU per la Sicurezza Alimentare Mondiale a Roma, nel mese di ottobre, dal delegato australiano Laura Grubb e keniota Samba Ouma .
I delegati hanno votato i loro temi prioritari durante tutta la settimana per formare la base della dichiarazione che verte sui seguenti aspetti: istruzione e aumento delle competenze, comunicazione sulle opportunità in agricoltura e sul ruolo nella società, consumo responsabile e sostenibile, innovazione, ricerca e sviluppo, leadership personale e organizzativa.I temi della dichiarazione sono supportati da soluzioni e azioni, presentate dai delegati nell’ultima giornata del Summit.Tra le soluzioni proposte:
Sviluppare una piattaforma aperta e multicanale per educatori del settore agricolo professionisti, e non, per costruire maggiori competenze attraverso una continua formazione;
Promuovere e valorizzare a livello globale l’immagine degli agricoltori e le molteplici opportunità offerte dal settore agricolo;
Potenziare il consumo critico e responsabile puntando sull’educazione e utilizzando meglio le risorse esistenti;
Creare un network globale per avvicinare i giovani innovatori alle esigenze dell’agricoltura moderna, per guidare la condivisione delle informazioni, delle soluzioni o dei fondi a disposizione per il settore;
Creare una piattaforma globale per i giovani per dare vita a un movimento che plasmi le nuove generazioni di leader attraverso attività di formazione e tutoraggio tramite gruppi giovanili.
Queste azioni saranno messe a punto nelle prossime settimane e presentate al Comitato dell’ONU per la Sicurezza Alimentare nel mese di ottobre.
Laura Grubb, studentessa australiana in scienze animali, è sempre stata attiva nel settore agricolo con una passione per la tecnologia e l’innovazione: questi due aspetti sono per lei fondamentali per poter affrontare, in modo sostenibile, le sfide alimentari globali. “È una grande opportunità; solitamente, durante le conferenze, le informazioni e le idee condivise rimangono sterili. Noi, invece, abbiamo l’opportunità di comunicare a tutto il mondo, nei Paesi sviluppati e in via di sviluppo, attraverso diversi eco-sistemi, culture e popolazioni. Questo significa che possiamo davvero mettere in pratica ciò che abbiamo sviluppato al Summit e fare la differenza”, ha affermato Laura.Samba Ouma è uno studente universitario prossimo a una laurea in Economia & Commercio. La sua forte motivazione ad impegnarsi nel campo della sicurezza alimentare deriva dalla sua esperienza personale, in quanto testimone della forte carenza di cibo in Kenya. Samba crede fortemente nella formazione e nella responsabilizzazione, soprattutto dei giovani. “Sono così grato di rappresentare tutti i 100 delegati e di parlare a nome di tutti loro in occasione della conferenza dell’ONU”, ha dichiarato Samba.Oltre a sviluppare la dichiarazione, a ciascun delegato è stato chiesto di pensare a “3 piccole cose” Lucky winnersda fare al rientro nel proprio Paese: piccoli obiettivi legati ad azioni concrete, per fare la differenza.”I miei obiettivi personali, legati alle ‘3 piccole cose’ sono relativi ai bisogni della mia comunità, sui quali posso impegnarmi per guidare il cambiamento”, ha aggiunto Samba.
I delegati rimarranno in contatto attraverso il “Youth Ag-Network”, un’esclusiva piattaforma online per sostenersi e continuare a imparare gli uni dagli altri.
Per dare seguito al Summit Bayer CropScience in Italia organizzerà presso la sede di Milano l’evento “3 giorni con Bayer CropScience”. Dal 16 al 18 settembre, dieci giovani talenti appassionati di agricoltura, tra cui i due delegati italiani selezionati per il Youth Ag-Summit, avranno la possibilità di “calarsi” nella realtà aziendale, visitare EXPO e prendere parte a una giornata di orientamento con la funzione Human Resources di Bayer. Un evento che dimostra l’impegno e l’interesse di Bayer verso la crescita professionale e personale delle future generazioni, vero motore dell’innovazione. (foto: YAS_group, Lucky winners)

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Lo Spreco Alimentare in Italia

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 settembre 2015

alimentareIn Italia si sprecano 146 kg tonnellate di cibo annui (secondo i dati BFCN). Il valore economico dello spreco alimentare domestico italiano è pari a 8,1 miliardi di euro/anno. Secondo i dati del Last Minute Market il quantitativo di prodotti non raccolti (lasciati in campo) nel 2013 è di circa circa 1,4 milioni di tonnellate, pari a circa il 3% della produzione agricola nazionale. (Fonte: Elaborazione Università di Bologna – Last Minute Market su dati ISTAT). Mentre lo spreco alimentare nella trasformazione industriale si aggira sui circa 2 milioni di tonnellate (Fonte: Elaborazione Università di Bologna – Last Minute Market). Infine lo spreco alimentare nella distribuzione commerciale è di circa 300 mila tonnellate (Fonte: Elaborazione Università di Bologna – Last Minute Market). Il problema dello spreco alimentare è globale, circa un terzo della produzione mondiale di cibo destinata al consumo umano si perde o si spreca lungo la filiera alimentare ogni anno (FAO 2011); circa il 24% se misurata in calorie (WRI 2013). Tale quantitativo corrisponde ad uno spreco di circa 1,6 miliardi di tonnellate di alimenti (inclusa la parte non edibile dell’alimento); 1,3 miliardi di tonnellate se si considera solo la frazione edibile (Ministero Ambente). Il valore economico del cibo sprecato a livello globale si aggira intorno ai 1.000 miliardi di dollari/anno. Dall’altro canto, circa 1/3 della popolazione mondiale ha una alimentazione insufficiente. Secondo l’OMS, 500 milioni di persone non dispongono neppure di 1500 calorie al giorno, per cui soffrono di fame assoluta. Affianco alla grande fame è necessario accostare il problema della grande sete. Le ultime ricerche fatte nel Terzo Mondo indicano che in Africa circa il 75% della popolazione rurale non ha acqua potabile; in America latina sono il 77%; in Estremo Oriente circa il 70%. In valori assoluti, sono più di 600 milioni le persone al mondo prive d’acqua potabile. Carenza di cibo ed eccesso possono portare quindi gravi problemi alla salute delle popolazioni, siano essi adulti che bambini. Il fenomeno dell’obesità infantile cresce nei Paesi industrializzati ed emergenti incidendo fortemente sull’insorgenza di patologie nell’adolescenza e in età adulta. Ormai i bambini obesi superano, a livello globale, in numero quelli denutriti: 155 milioni contro 148 milioni. I bambini in età scolare in sovrappeso, o obesi, nel mondo sono 155 milioni, cioè 1 su 10, mentre i bambini sottopeso con età inferiore ai 5 anni sono 148 milioni, pari al 25% della popolazione mondiale denutrita. (Fonte: Fondazione Barilla Center for Food & Nutrition). Per quanto concerne gli adulti in sovrappeso sono più di un miliardo, dei quali almeno trecento milioni sono obesi. In Italia, secondo ricerche più recenti, un italiano su dieci è obeso, con un incremento annuo dell’8 per cento. Nello specifico meno della metà degli anziani ha un peso regolare (il 38 per cento degli uomini e il 44 per cento delle donne) e tra le donne dopo i 50 anni, oltre il 30 per cento ha problemi di peso e l’80 per cento di queste ha anche problemi di ipertensione. Troppa la disparità quindi tra chi ha eccesso al cibo e chi invece non ha accesso al cibo.

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Spreco alimentare: cosa buttiamo e cosa possiamo recuperare

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 giugno 2015

alimentareParma sabato 13 giugno alle ore 10 al Palazzo del Governatore, con il coordinamento di Arnaldo Dossena (Dipartimento di Scienze degli Alimenti, Università di Parma) e gli interventi di Stefano Sforza (Dipartimento di Scienze degli Alimenti, Università di Parma), Francesca Bigliardi (Kuminda) e Luca Sandei (Stazione Sperimentale per l’Industria delle Conserve Alimentari) si svolgerà l’incontro, intitolato “Spreco alimentare: cosa buttiamo e cosa possiamo recuperare”.
Nella prima sessione Stefano Sforza interverrà sul tema “Del maiale (e non solo) non si butta via niente. Il recupero dei sottoprodotti nella filiera di produzione alimentare”. Un’enorme quantità di materiale alimentare viene scartata durante i processi di produzione. Si stima che nella produzione di carne mediamente circa metà della massa iniziale dell’animale finisca sulle nostre tavole. Parti dell’animale vengono scartate perché tradizionalmente poco “nobili” o per processi di produzione poco efficienti, ma costituiscono spesso un materiale che, se opportunamente recuperato, può divenire nuovo cibo o nuovo mangime di ottima qualità per gli animali.
Nella seconda sessione Francesca Bigliardi terrà la relazione “Mostrami cosa sprechi e ti dirò chi sei. Culture e pratiche intorno al cibo e agli sprechi”. Gli sprechi alimentari parlano delle persone, del loro stile di vita, delle loro scelte rispetto a tutto ciò che è in relazione al cibo. Alcune esperienze virtuose in Europa di lotta agli sprechi e/o di redistribuzione degli sprechi dicono quale sia il nesso tra scelte personali di vita, modalità di consumo di cibo e partecipazione ad azioni di impegno e solidarietà verso chi non ha accesso al cibo.
Nella terza e ultima sessione Luca Sandei si occuperà invece di “Recupero e valorizzazione industriale dei sottoprodotti della filiera del pomodoro. Nuove materie prime per lo sviluppo di prodotti nutraceutici e funzionali”. L’Italia è uno dei principali produttori mondiali di pomodoro lavorato, con circa 5 milioni di tonnellate di prodotto fresco inviato alla trasformazione industriale. Il metodo convenzionale per la lavorazione industriale del pomodoro genera enormi quantità di sottoprodotti non sufficientemente valorizzati (bucce e semi). Attraverso lo sviluppo di nuove tecnologie biocompatibili è possibile estrarre sostanze bioattive naturali, che possono diventare materie prime per lo sviluppo di alimenti nutraceutici e funzionali, basi per coloranti naturali e altre applicazioni.
Gli incontri di “Nutrire il pianeta – I sabati di Unipr per EXPO” sono inseriti nel progetto “Unipr&Expo – L’Università di Parma per Expo 2015”, con il quale l’Ateneo mette in campo il suo patrimonio di saperi nelle tematiche legate all’alimentazione e al cibo, e in genere agli ambiti centrali dell’Esposizione Universale di Milano 2015.L’iniziativa è aperta a tutti i cittadini interessati, ed è rivolta anche alle scuole superiori di Parma.

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Sicurezza alimentare: i deputati chiedono l’indicazione del paese d’origine delle carni utilizzate in alimenti trasformati

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 aprile 2015

parlamento europeoBruxelIes Parlamento europeo. Le carni utilizzate come ingrediente nei prodotti alimentari trasformati, come ad esempio le lasagne, dovrebbero prevedere l’indicazione del paese di origine sulle etichette, come avviene già per le carni bovine fresche, hanno chiesto i deputati mercoledì. Essi invitano la Commissione europea, che ha pubblicato un rapporto su tale questione alla fine del 2013, a presentare proposte legislative in modo da riconquistare la fiducia dei consumatori dopo lo scandalo della carne equina e altre frodi alimentari.La risoluzione, approvata con 460 voti favorevoli, 204 contrari e 33 astensioni, sollecita la Commissione a dare seguito alla propria relazione del 2013 con proposte legislative che rendano obbligatoria l’indicazione del paese di origine delle carni utilizzate nei prodotti alimentari trasformati, in modo da assicurare una maggiore trasparenza in tutta la catena alimentare, informare meglio i consumatori europei aiutando così a riconquistare la loro fiducia.“Oggi dobbiamo riconquistare la fiducia dei consumatori europei, che anche a seguito di frodi alimentari (…) auspicano regole più severe in materia di tracciabilità e informazione” ha affermato il presidente della commissione per l’ambiente Giovanni La Via. “L’intervento legislativo: “dovrà tener conto della trasparenza e della leggibilità delle informazioni per i consumatori pur consentendo allo stesso tempo alle imprese europee di operare in modo economicamente redditizio”, ha aggiunto.
I deputati ribadiscono la loro preoccupazione per il potenziale impatto di frodi alimentari sulla sicurezza alimentare, la fiducia dei consumatori e la loro salute, il funzionamento della catena alimentare e i prezzi dei prodotti agricoli.

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Far progredire la sicurezza alimentare

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 febbraio 2015

sicurezza alimentareGli esperti di IBM Research e Mars, Incorporated hanno fondato il Consortium for Sequencing the Food Supply Chain, una piattaforma di sicurezza alimentare collaborativa che utilizzerà i progressi nella genomica per far progredire le nostre conoscenze in merito a ciò che rende un alimento sicuro. Proteggere l’approvvigionamento alimentare globale è una sfida di dimensioni monumentali per la salute pubblica. Solo negli Stati Uniti, ogni anno, una persona su sei è colpita da malattie di origine alimentare che portano a 128.000 ricoveri ospedalieri, 3.000 decessi e 9 miliardi di dollari di costi sanitari. Ogni anno viene inoltre ritirato ed eliminato cibo contaminato per un valore di 75 miliardi di dollari. Dato che la catena degli approvvigionamenti alimentari sta diventando sempre più globale e complessa, stanno emergendo approcci nuovi e innovativi che utilizzano i dati genetici per comprendere meglio e migliorare la sicurezza alimentare, mantenendo la promessa di fornire informazioni e conoscenze senza precedenti su tutta la catena degli approvvigionamenti. A sostegno di questo obiettivo, il Consorzio condurrà il più ampio studio di metagenomica mai effettuato per classificare e capire i microrganismi e i fattori che influiscono sulla loro attività in un normale ambiente di fabbrica sicuro. Questo lavoro potrebbe essere esteso a un ambito più ampio della catena degli approvvigionamenti alimentari – dalla fattoria alla forchetta – e portare a nuove informazioni relative al modo in cui i microrganismi interagiscono all’interno del sistema ecologico della fabbrica ed essere meglio controllati da dati e pratiche scientifiche.Come primo passo, gli scienziati del Consorzio studieranno le caratteristiche genetiche degli organismi viventi come i batteri, i funghi o i virus e il modo in cui si moltiplicano nei diversi ambienti tra cui i banchi dei negozi, le fabbriche e le materie prime. Questi dati saranno utilizzati per studiare ulteriormente come interagiscono i batteri, fattore che potrebbe portare a modalità del tutto nuove di valutare la gestione della sicurezza della catena alimentare.”Il Consortium for Sequencing the Food Supply Chain ha il potenziale per rivoluzionare la sicurezza alimentare fornendo, su una scala senza precedenti, uno strumento potente per identificare e concentrarsi su nuove minacce, consentendo importanti passi avanti nella sicurezza alimentare globale”, ha affermato Dave Crean, Vice President Corporate Research and Development, Mars, Incorporated. “Siamo entusiasti di poter lavorare con IBM Research a questo progetto, e ci attendiamo di poter accogliere altri partner in futuro per aiutarci a guidare l’innovazione globale nella genomica, nell’alimentazione e nell’agricoltura”.Se molte aziende del settore alimentare come Mars attuano già procedure rigorose per garantire che i rischi relativi alla sicurezza alimentare siano gestiti in modo appropriato, questa applicazione all’avanguardia della genomica consentirà di ottenere una conoscenza approfondita e una classificazione dei microrganismi su una scala molto maggiore rispetto a quanto non sia stato possibile in precedenza. “Il sequenziamento genomico è paragonabile ad un nuovo tipo di microscopio, che utilizza i dati per guardare in profondità il nostro ambiente naturale e scoprire informazioni che erano prima imperscrutabili”, ha affermato Jeff Welser, Vice President e Lab Director IBM Research Almaden. “Ottenendo informazioni dai dati genomici, cerchiamo di capire come identificare, interpretare e quindi creare sistemi di gestione microbici salutari e protettivi all’interno della catena degli approvvigionamenti alimentari”. La ricerca del consorzio sarà inizialmente concentrata su materie prime e ambienti di fabbrica selezionati, ma sarà poi estesa all’intero settore alimentare. Capire i microrganismi del suolo, ad esempio, sarà fondamentale per poter aiutare gli agricoltori a comprendere come proteggere le loro piante dai patogeni, garantendo nel contempo una crescita sana e l’assorbimento dei nutrienti. I primi campioni di dati saranno raccolti negli impianti di produzione di Mars, mentre gli esperti IBM di genomica, analitica e sanità utilizzeranno l’IBM Accelerated Discovery Thinklab, un ambiente collaborativo di ricerca unico, atto a sostenere le esigenze di calcolo e la grande quantità di dati di questa iniziativa. A seguito del progetto di ricerca, i dati e i risultati saranno presentati in modo sistematico per consentire l’uso estensivo di queste tecniche di analisi a prezzi accessibili.
Dato che la catena di approvvigionamento alimentare è cambiata e sono necessari approcci migliori per garantire prodotti sani, il Consorzio si è posto l’obiettivo di portarne la sicurezza ad un nuovo livello, grazie alla visione e ad una comprensione della catena di approvvigionamento nella sua globalità.

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