Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Posts Tagged ‘alimentare’

Spreco alimentare

Posted by fidest press agency su domenica, 25 luglio 2021

Tra gli effetti collaterali della crisi sanitaria, c’è anche il maggiore spreco alimentare – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. Secondo la ricerca dell’Osservatorio Metronomo, commissionata da Metro Italia alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, il 26,18% dei produttori intervistati ha dichiarato di aver assistito a un incremento dello spreco nel corso del 2020, con una variazione compresa tra il 5 e il 15%. Si tratta di percentuali non trascurabili, anche in considerazione della strategicità del settore per l’intero Paese.La lotta contro gli sprechi alimentari è uno degli otto obiettivi della strategia ‘Farm to Fork’ approvata dall’Unione Europea. Le ripetute chiusure hanno avuto il loro effetto su un fenomeno già esistente, aggravandolo ulteriormente e costringendo l’agroalimentare a trovare soluzioni rapide – continua Tiso. Produttori e distributori hanno risposto all’emergenza spostandosi su segmenti di mercato alternativi, riducendo così le perdite.Il mondo della ricerca e le nuove tecnologie possono dare un contributo decisivo per contrastare il fenomeno: dalle confezioni sostenibili al digitale, dalle vendite sui mercati secondari alle donazioni delle eccedenze, le soluzioni adottabili sono molteplici. Non bisogna poi dimenticare il consumatore finale, che con i suoi comportamenti e le sue scelte di acquisto può fare la sua parte. La crisi in corso può insomma essere un’occasione per rendere ancora più efficiente la catena distributiva e produrre risultati anche nel medio e lungo termine.

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Contraffazione alimentare

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 luglio 2021

Lottare contro la contraffazione alimentare significa tutelare la salute e il benessere dei cittadini, così come il territorio e il reddito agricolo – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. Il sequestro di 30mila litri di prodotti vinosi. altre sostanze e attrezzature nell’ambito dell’operazione “Ghost Wine” coordinata dai Nas, riporta in primo piano un fenomeno che affligge ancora il nostro agroalimentare. Molto è stato fatto in passato per sconfiggere la contraffazione, ma con la globalizzazione e l’integrazione crescente dei mercati è ora indispensabile rafforzare il sistema di controlli a livello europeo, con particolare attenzione ai porti – prosegue Tiso. E’ attraverso questi ultimi, infatti, che gran parte della merce contraffatta riesce a passare eludendo i controlli alla frontiera. Una volta che i prodotti illegali fanno ingresso nel nostro territorio, è molto difficile intercettarli ed è alto il rischio che finiscano sulle tavole degli italiani. La promozione delle eccellenze alimentari italiane deve andare di pari passo con la lotta alla contraffazione. Oltre alla preoccupazione per le conseguenze sulla salute, che resta prioritaria, c’è quella per le ricadute economiche. Ogni volta che viene smascherata una truffa nel settore agroalimentare, risulta infatti minata la fiducia dei consumatori e occorrono a volte anche anni per ripristinarla. I produttori che rispettano le regole finiscono così per pagare il prezzo della condotta scorretta di pochi disonesti.

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Promuovere l’educazione alimentare nelle scuole è essenziale

Posted by fidest press agency su sabato, 19 giugno 2021

Affinché i giovani consumatori possano effettuare scelte consapevoli a tutela della propria salute, ma anche dell’ambiente in cui viviamo – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. L’invito del presidente Mattarella e del ministro Patuanelli a rafforzare la conoscenza degli studenti su questioni vitali come quella del cibo, dimostra che i tempi sono maturi per introdurre nei programmi scolastici discipline che rispondano ai nuovi scenari di una realtà in rapida evoluzione. La crisi sanitaria e ambientale richiedono capacità di cambiare e ambizione anche al mondo scolastico. La nostra confederazione ha proposto da tempo di inserire nelle scuole secondarie l’insegnamento dell’educazione ambientale e dello sviluppo sostenibile, materie strettamente legate all’educazione alimentare – continua Tiso. Quest’ultima, infatti, deve essere inserita in un quadro più ampio che includa anche nozioni di agricoltura, per fornire una reale conoscenza delle conseguenze delle nostre scelte. Altrettanto importante è che i programmi scolastici tengano conto della pluralità di voci esistenti nel campo della scienza dell’alimentazione, non sempre in accordo tra loro, arrivando a una sintesi equilibrata delle varie posizioni. È inoltre fondamentale che l’insegnamento di questa materia non finisca per essere indebitamente influenzato dalle pressioni delle grandi aziende e dei gruppi di produttori, ma resti indipendente evitando quindi sponsorizzazioni e partnership che potrebbero inficiarne la neutralità.

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Accordo tra Ue e Canada e sicurezza alimenti

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 giugno 2021

Le possibili conseguenze dei negoziati del G7 sull’agricoltura europea destano forte preoccupazione – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. Più in particolare, l’invito rivolto dal primo ministro canadese Justin Trudeau al premier italiano Mario Draghi affinché ratifichi il Ceta, l’accordo di libero scambio tra Unione europea e Canada, rimette sul tavolo un trattato che può seriamente minacciare la qualità e la sicurezza del nostro cibo.L’Europa, e ancor di più l’Italia, possono vantare migliori standard qualitativi e di sicurezza rispetto agli alimenti prodotti oltreoceano. Questa qualità è il nostro segno distintivo e ha ricadute positive sia a livello economico che di salute – prosegue Tiso. Com’è noto, la ratifica del Ceta consentirebbe, tra le altre cose, l’importazione di grano coltivato con l’utilizzo del pericoloso glifosato e di carne prodotta in allevamenti intensivi dove si fa largo impiego di ormoni, scavalcando così le più severe norme vigenti a livello europeo e nazionale.L’adesione dell’Europa al Ceta andrebbe contro gli obiettivi ambiziosi che la stessa Unione ha definito come essenziali per realizzare il Green Deal. Viviamo in un mondo globalizzato dove i prodotti, anche quelli alimentari, viaggiano a grandi velocità. Non basta darsi regole più rigide per la tutela dell’ambiente e della salute dei consumatori, se queste ultime possono essere scardinate da un accordo internazionale che non ne le tiene in alcun conto. Invitiamo pertanto il Governo italiano e l’Unione europea a declinare l’invito di Ottawa per difendere le nostre produzioni e la qualità dell’agroalimentare italiano.

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Sicurezza alimentare ed eccellenze italiane

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 giugno 2021

La dieta mediterranea e il cibo italiano possono fornire le risposte a molte della sfide attuali dell’agricoltura e dell’alimentazione. Per questo vanno tutelati e promossi con ancora maggior forza nel difficile periodo che stiamo vivendo – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. Nella Giornata mondiale della sicurezza alimentare che si celebra oggi, l’eccellenza delle produzioni del nostro Paese emerge ancora una volta. Sono gli stessi dati diffusi dalle istituzioni europee a confermare che il cibo italiano è più sano e può vantare una migliore qualità rispetto alla concorrenza. Un primato che possiamo rivendicare non solo nel Vecchio continente, ma anche a livello mondiale. Nel suo ultimo rapporto, l’Agenzia europea per la sicurezza alimentare (Efsa) ha analizzato oltre 96mila campioni di alimenti in vendita nell’Unione europea per verificare la presenza di residui di pesticidi su frutta, verdura, cereali e vino. Dall’analisi emerge che i residui chimici irregolari sono presenti soltanto nello 0,9% dei prodotti agroalimentari italiani, contro una media Ue dell’1,3% che sale addirittura al 5.6% per i prodotti extracomunitari – spiega Tiso.Sempre in tema di fitofarmaci, la nostra agricoltura si distingue anche per un altro record: le vendite dei pesticidi in Italia sono crollate di circa un terzo (-32%) nell’ultimo decennio. Un dato che fa dell’agricoltura italiana la più verde d’Europa, davanti ad altri grandi produttori come Francia, Spagna e Germania.Mentre l’approvazione della nuova legge sul biologico ha fatto emergere resistenze e riserve che appaiono ormai anacronistiche, il primato del nostro Paese deve essere da stimolo per proseguire senza esitazioni il cammino intrapreso. C’è ancora molto da lavorare per rendere il nostro settore primario sostenibile. Ma, forte di questi numeri, l’Italia può fare da apripista per vincere la sfida della sostenibilità.

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Guida strategica per migliorare la sostenibilità degli Schemi di Qualità Alimentare

Posted by fidest press agency su sabato, 24 aprile 2021

La guida verrà presentata nell’ambito di un webinar in programma per mercoledì 26 aprile a partire dalle 12 (è possibile registrarsi qui).La Guida, attraverso l’esperienza maturata da diversi casi di studio, costituisce uno strumento per professionisti, responsabili politici e istituzioni per approfondire la relazione tra schemi di qualità alimentare e sostenibilità attraverso la generazione di beni pubblici. Strength2Food è un progetto quinquennale Horizon 2020 avviato a marzo 2016. Ha lo scopo di fornire all’UE e ai suoi Stati membri raccomandazioni basate su dati concreti sull’attuazione della politica per la qualità. L’Università di Parma ha il ruolo di vice coordinatore del progetto.

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Decreto-legge in materia di sicurezza alimentare

Posted by fidest press agency su domenica, 11 aprile 2021

“Ha preso avvio a Montecitorio l’esame del Decreto-legge 42 che contiene misure urgenti sulla disciplina sanzionatoria in materia di sicurezza alimentare. E’ un provvedimento che si è reso necessario per sanare la ‘depenalizzazione’ prevista dal decreto legislativo 27 dello scorso marzo di adeguamento della normativa nazionale al regolamento comunitario sui controlli lungo la filiera agroalimentare” dichiara il deputato Alberto Manca (M5S), relatore del decreto in Commissione Agricoltura a Montecitorio. “I reati di adulterazione sarebbero stati depenalizzati – aggiunge il parlamentare – con l’eliminazione delle sanzioni previste per chi vende sostanze alimentari in cattivo stato di conservazione o con cariche microbiche superiori ai limiti, invase da parassiti, con l’aggiunta di additivi chimici non autorizzati, che contengano residui chimici tossici per l’essere umano. Reati che sarebbero stati perseguibili solo a titolo di illecito amministrativo pecuniario, per cui sarebbe stato sufficiente il pagamento di poche migliaia di euro”. “Il tempestivo intervento del Governo Draghi, avvenuto anche in seguito a nostre sollecitazioni dalla Camera, rappresenta un passo fondamentale per la tutela della salute dei consumatori. Un aspetto fondamentale su cui proseguirà il nostro lavoro in Commissione – conclude Alberto Manca (M5S) – non solo per ripristinare le misure sanzionatorie ma anche per rafforzare queste norme volte a proteggere i cittadini e le imprese agroalimentari di qualità”.

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Dazi Usa al settore alimentare

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 marzo 2021

“La sospensione dei dazi da parte degli Stati Uniti sull’agroalimentare è una notizia importante per il mondo dei salumi, dei formaggi e dei vini italiani. L’amministrazione Biden non ha perso tempo e si vedono già i frutti del lavoro messo in campo dalla Commissione Europea e dalla presidente Ursula von der Leyen per la ripresa delle relazioni euro-atlantiche.” Lo dichiara la Presidente di Ferrarini Lisa Ferrarini nel commentare la sospensione dei dazi da parte degli Stati Uniti sull’agroalimentare.Ferrarini negli Stati Uniti è presente in alcuni tra i più importanti ristoranti italiani, nella grande distribuzione e in luoghi iconici come i negozi di Eataly, segnando fino allo scoppio della pandemia un forte incremento delle vendite negli ultimi anni. Oltre al Prosciutto di Parma, stagionato nelle cantine di Lesignano de’ Bagni, ai Salami e alla Mortadella, è molto apprezzato negli store statunitensi il Burro non OGM, ottenuto esclusivamente con il latte proveniente dagli allevamenti delle Fattorie Ferrarini. I prodotti Ferrarini si trovavano anche nei menù dei ristoranti di Eataly negli Stati Uniti e Canada.
Grazie all’offerta completa dell’alimentare italiano di alta qualità, Ferrarini è presente in 34 paesi ed è tra i leader di mercato nel food made in Italy di qualità in Giappone, USA, Svizzera, Spagna, Hong Kong e in importanti Paesi del Sud Est Asiatico come Singapore e Thailandia.Fondata a Reggio Emilia nel 1956, Ferrarini è ormai una tra le più importanti realtà europee nel settore agroalimentare e propone in tutto il mondo, oltre al suo prosciutto cotto, i prodotti tipici dell’italianità: dal prosciutto di Parma alle diverse specialità di salumeria, accompagnate dai prodotti dell’azienda agricola Ferrarini, dalla quale l’attività imprenditoriale ha preso avvio, come il Parmigiano Reggiano DOP, i vini e l’aceto balsamico di Modena IGP e il Tradizionale di Reggio Emilia DOP.
L’area della produzione agricola, delle Fattorie Ferrarini, dalla quale l’attività imprenditoriale ha preso avvio, si è notevolmente sviluppata nel tempo e rappresenta oggi un importante supporto all’attività industriale.
La produzione del “Parmigiano Reggiano DOP” vanta il presidio da parte di Ferrarini dell’intera filiera, dal foraggio, alle bovine da latte, alla lavorazione fino alla stagionatura; nella primavera del 2007 Ferrarini stata inoltre la prima azienda del comprensorio del Parmigiano Reggiano che ha ottenuto la certificazione di prodotto “con latte ottenuto da alimentazione NON OGM”.

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Sicurezza alimentare e Covid-19, come proteggere le filiere?

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 dicembre 2020

Il webinar si tiene stamani 4 dicembre 2020, ore 10.00-13.00. Secondo l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) l’impatto economico negativo della pandemia da Covid-19 durerà anni. Le ripercussioni nel settore alimentare sono gravi, a soffrirne tutte le filiere che vuol dire gli agricoltori, i sistemi di stoccaggio e di trasformazione del cibo, i trasporti. In un momento come questo è ancora più lampante come la sicurezza alimentare rappresenti una condizione indispensabile per tutti e quanto sia fondamentale il ruolo di agenzie internazionali come il Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (IFAD).Cosa sta facendo il Governo italiano per la sicurezza alimentare come condizione mondiale? Come lavorano assieme Italia e realtà internazionali? Come sostenere i sistemi agricoli e aiutare le filiere produttive ad adattarsi alle emergenze? Cos’è il food divide? Sono alcune delle domande a cui darà risposta il webinar “La Sicurezza alimentare durante l’emergenza Covid-19, quali sono i passi compiuti dall’Italia e dalle istituzioni internazionali?”.Relatori: Emanuela Claudia Del Re, Viceministra per gli Affari Esteri e la Cooperazione Internazionale Luis Jimenez-McGinnis, Segretario, IFAD Andrea Segré, professore all’Università di Bologna, fondatore della campagna Spreco Zero e di Waste Watcher, l’Osservatorio nazionale sugli sprechi e l’economia circolare Paolo Silveri, Lead Regional Economist, Divisione America Latina e Caraibi, IFAD Coordina Maria Cuffaro, giornalista Rai tg3.

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Inflazione: preoccupa la crescita dei prezzi nel settore alimentare

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 novembre 2020

L’Istat conferma, ad ottobre, un tasso di inflazione al -0,3%, negativo per il sesto mese consecutivo. Un andamento, riporta l’istituto di Statistica, che risente ancora del calo dei prezzi dei beni energetici, seppur più contenuto rispetto al passato. Come avevamo già segnalato, era prevedibile che gli aggiornamenti dei costi dell’energia elettrica e del gas (rispettivamente +15,6% per l’elettricità e +11,4% per il gas) a partire da ottobre avrebbero inciso su tale voce, determinando una lenta inversione di tendenza.A preoccupare maggiormente è il trend relativo ai prezzi dei beni alimentari: i prodotti non lavorati appartenenti a tale comparto crescono ancora, passando dal +2,7% di settembre al +3,5% di ottobre.Un andamento che conferma, ancora una volta, le nostre preoccupazioni: tale incremento si traduce in un aumento medio dei costi sostenuti per la spesa alimentare di +196 Euro annui a famiglia.Un aggravio che pesa soprattutto sulle tasche delle famiglie con redditi medio-bassi, costrette, a causa degli aumenti e della delicata situazione determinata sul piano economico-occupazionale dalla pandemia, a ridurre i propri consumi ai beni essenziali. Lo dimostrano i dati sull’andamento delle vendite al dettaglio: -0,4% proprio nel settore alimentare.Tale dinamica produrrà evidenti ricadute sul fronte del commercio e della produzione, peggiorando ulteriormente l’attuale situazione, che già segna forti difficoltà.Per questo è ora che il Governo avvii con urgenza piani per la ripresa economica, per il rilancio dell’occupazione e per la promozione dello sviluppo tecnologico. Bisogna mettere in campo ogni sforzo ed ogni risorsa per sostenere l’economia e le famiglie in questa delicata fase, sfruttando tutti gli strumenti a disposizione (senza dimenticare il MES, indispensabile per la tenuta del sistema sanitario). Nel programmare tali interventi è fondamentale che il Governo non si limiti a misure emergenziali, ma getti le basi per una ripresa stabile e duratura.

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Spreco alimentare: Svolta con Green Deal

Posted by fidest press agency su domenica, 4 ottobre 2020

Di fronte all’avanzare di malnutrizione e cambiamenti climatici, l’emergenza Covid pur con le sue grandi criticità, è emersa sin da subito come una sfida cruciale a tutela della sicurezza alimentare globale. Allo stesso tempo, nel piccolo delle buone pratiche indotte dal lockdown alla vita domestica, si è rivelata un’occasione importante contro lo spreco di cibo, incoraggiando lo sviluppo sostenibile che ci si attende da tempo. E’ quanto afferma Cia-Agricoltori Italiani in occasione della prima Giornata internazionale della Consapevolezza sugli Sprechi e le Perdite Alimentari, con l’auspicio che l’iniziativa fissata per oggi dall’Onu, contribuisca a tracciare un percorso puntuale verso gli Obiettivi dell’Agenda 2030 grazie anche agli input del Green Deal Ue.Per Cia, dunque, è arrivato il momento di capitalizzare i risultati raggiunti, puntando per esempio su quel 41% degli italiani che risulta aver ridotto lo spreco di cibo durante la quarantena, senza dimenticare le importanti risorse stanziate dal Governo negli ultimi mesi, proprio per la lotta contro lo spreco, per il recupero delle eccedenze e gli aiuti alimentari.Inoltre, sottolinea Cia, occorre una svolta anche a livello europeo, tenuto conto che ogni anno circa il 14% della produzione globale di cibo non raggiunge gli scaffali con perdite che hanno un costo stimato annuo di 400 miliardi di dollari. L’opportunità di cambiare le cose arriva ora dal Next Generation Ue e dalla strategia Farm to Fork che prevede un sistema alimentare sostenibile per garantire la sicurezza e l’accesso a cibi sani e che, entro il 2030, verrà arricchita con “obiettivi legalmente vincolanti per ridurre lo spreco alimentare in Ue”. Infine, secondo Cia, è fondamentale recuperare efficienza nell’utilizzo delle risorse e dare sempre più impulso alla legge nazionale anti-spreco 166/2016. Molto, in tal senso, può fare il mondo agricolo e le sue imprese che svolgono un ruolo centrale durante la fase di produzione. Allo stesso tempo però, il problema non coinvolge solo i consumatori finali con il 66% degli italiani sempre più coscienti della connessione tra spreco alimentare, salute dell’ambiente e dell’uomo, ma anche tutti gli altri attori del processo produttivo, dalla trasformazione alla distribuzione e, quindi, anche gli equilibri e le relazioni che li riguardano. E’ necessario tenerne conto, conclude Cia, nell’ambito della transizione verde Ue e nella definizione del Recovery Plan italiano perché si concretizzi una reale innovazione e trasformazione digitale in agricoltura.

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La catena alimentare che ci fa vivere e morire

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 settembre 2020

Oggi possiamo dire che moltissimi lavori sono stati eseguiti, soprattutto in biologia molecolare, allo scopo di conoscere i meccanismi messi in atto per limitare tale capacità totale degli acidi nucleici per operare le sintesi proteiche. Alla fine, c’è da ritenere che quel seme “primigenio”, che taluni pensano possa pervenire dagli spazi intergalattici, sia stato riprodotto in loco rendendogli sufficiente autonomia per cui non si è reso più necessario attingere altrove gli elementi base. Da qui dovrebbe derivare anche l’idea della catena alimentare attraverso la quale vi possa essere l’acquisizione di quelle sostanze che altrimenti non potrebbero essere acquisite e che permettono la stessa sopravvivenza degli individui. Un ambiente, quindi, inteso nella forma più ampia per esercitare un’azione sugli acidi nucleici nel senso di permettere loro di sintetizzare proteine soltanto a immagine e somiglianza di quelle contenute nel citoplasma delle cellule che li ospitano al fine di promuoverne e di mantenerne il differenziamento. Così finiamo con la stessa passione, curiosità e interesse a guardare il microcosmo e il macrocosmo poiché la scintilla della vita può avere un’origine extraterrestre, ma è anche vero che è approdata da noi e ci permettiamo ora di manipolarla a nostro piacimento. Se poi consideriamo il fatto, che sono stati trovati dei geni che hanno perso gran parte della loro struttura, ciò non impedisce loro di fabbricare proteine perfettamente normali e funzionali, significa che ci permette d’aprire un capitolo nuovo nella storia dell’umanità. Le loro implicazioni potrebbero persino avvalorare quanto di fantastico e di straordinario è esistito nella storia degli essi viventi e dei poteri che possono aver perso in questa caduta “qualitativa”, che pur non accertato scientificamente, potrebbero essersi sfibrati nelle più intime strutture cellulari. Un processo che potrebbe avere la sua importanza durante lo sviluppo. Il suo citoplasma potrebbe influire sugli acidi nucleici, limitandone le capacità totali di produrre tutte le proteine dell’individuo, onde permettere il necessario differenziamento cellulare e di agire nel citoplasma di tali protozoi e nel generare un processo di alterazione del Dna che lo renda incapace di curarne l’esatta riproduzione. Usando una parafrasi si potrebbe immaginare di essere presenti a un concerto (fabbrica di proteine) nel momento in cui il direttore dell’orchestra (Dna del nucleo) perda la sua capacità di far tradurre in suoni armonici quanto è stabilito nel pentagramma. Sarà l’intera orchestra (citoplasma) che farà fronte alla situazione avocando a sé la realizzazione della “struttura” armonica indicata nella partitura. In questo senso sono andate le ricerche fatte da Landstainer, Pauling e altri che aprirono orizzonti nuovi sulle influenze che si verificano da parte delle molecole di un antigene artificialmente modificate, sulla formazione dei relativi anticorpi per determinarne direttamente la necessaria struttura atta a farli funzionare su di esse. Sta di fatto che la prestigiosa rivista scientifica americana “Nature” conferisce a quest’ipotesi un notevole risalto e l’astronomo Frank Drake ha inaugurato la prima effettiva ricerca, in proposito, utilizzando il radiotelescopio di Green Bank in West Virginia, verso Tau Ceti e Epsilon Eridani, due stelle vicine, e di tipo solare. Altri hanno seguito l’ipotesi fantascientifica di Crick puntando la ricerca sull’infinitamente piccolo. Per costoro tutto finisce con l’apparire come un fantastico ed un po’ alienante gioco di scatole cinesi: Il DNA, di cui disponiamo, è costituito da milioni di basi in grado di sintetizzare milioni di proteine. A questo punto più si va a ritroso con le tecniche d’ingegneria genetica e maggiormente crescono le difficoltà e s’ingarbugliano i segnali. Dobbiamo forse convenire che è proprio questa la storia della nostra vita e della nostra morte? (Riccardo Alfonso)

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Emergenza alimentare per quattro milioni e mezzo di italiani

Posted by fidest press agency su domenica, 7 giugno 2020

La crisi economica determinata dalla pandemia sta avendo impatti devastanti sulle condizioni sociali di milioni di italiani. Si stimano circa 5 milioni di nuovi poveri e quattro milioni e mezzo di italiani rischiano di scivolare in una situazione di indigenza talmente grave da aprire un altro fronte: quello dell’emergenza alimentare.Per fronteggiare tale crisi, Up Day offre la propria disponibilità per replicare, estendendola a tutto il paese, l’esperienza virtuosa dello scorso aprile, a seguito dello stanziamento da parte del Governo di 400 milioni di Euro per l’acquisto di prodotti di prima necessità. In quell’occasione Up Day si è attivata immediatamente e oltre 30 Comuni in tutta Italia, da Torino a Bologna, da Cagliari a Latina, da Cesena a Foggia, sono stati supportati da Up Day con buoni alimentari solidali.In sostanza, Up Day ha anticipato la posta finanziaria necessaria a dare sollievo a decine di migliaia di cittadini in condizioni di grave disagio economico, emettendo buoni alimentari solidali al prezzo di costo e con una marginalità totalmente azzerata.In considerazione della fase delicata che il paese e milioni di cittadini con le loro famiglie si trovano a dover fronteggiare, partendo proprio dall’esperienza positiva dello scorso aprile, Up Day ritiene doveroso chiedere alle autorità competenti di ripetere tale esperienza per il tempo necessario a superare la “tempesta perfetta” che si è abbattuta sugli italiani, mettendo a disposizione, fin d’ora, tutte le sue competenze e strumenti tecnologici e finanziari.In linea con quanto promulgato da ANSEB, l’Associazione nazionale che rappresenta le società che emettono buoni pasto e buoni spesa, Up Day si impegna a scontare l’acquisto dei buoni di almeno il 10%, ossia l’IVA applicabile al valore facciale del buono alimentare solidale, di modo che l’operazione risulti a costo zero per il Comune ordinante rispetto alla legittimazione concessa ai beneficiari assegnatari del buono; ad applicare agli esercenti già convenzionati una commissione mai superiore al 5%, anche in presenza di accordi di convenzionamento con percentuali più elevate; a convenzionare a queste condizioni e in tempi estremamente rapidi i punti vendita interessati a partecipare alla operazione solidale del Governo e/o segnalati dal Comune ordinante i buoni spesa.

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Costruire un sistema alimentare sano e sostenibile

Posted by fidest press agency su sabato, 23 maggio 2020

Bruxelles. La Commissione europea ha adottato una nuova e globale strategia per la biodiversità per riportare la natura nella nostra vita e la strategia “Dal produttore al consumatore” per un sistema alimentare equo, sano e rispettoso dell’ambiente. Le due strategie si rafforzano a vicenda e favoriscono i rapporti tra natura, agricoltori, industria e consumatori affinché lavorino insieme per un futuro competitivamente sostenibile. In linea con il Green Deal europeo entrambe propongono azioni e impegni ambiziosi da parte dell’UE per arrestare la perdita di biodiversità in Europa e nel mondo e trasformare i nostri sistemi alimentari in standard di riferimento per la sostenibilità competitiva a livello globale, la protezione della salute umana e del pianeta nonché la sussistenza di tutti gli attori della catena del valore alimentare. La crisi Covid-19 ha dimostrato quanto la crescente perdita di biodiversità ci renda vulnerabili e come il buon funzionamento del sistema alimentare sia essenziale per la nostra società. Le due strategie pongono il cittadino in posizione centrale, impegnandosi ad aumentare la protezione della superficie terrestre e del mare, ripristinando gli ecosistemi degradati e dando all’UE un ruolo guida sulla scena internazionale sia per la protezione della biodiversità sia per la costruzione di una catena alimentare sostenibile.Le azioni previste per la protezione, l’uso sostenibile e il ripristino della natura apporteranno benefici economici alle comunità locali, creando posti di lavoro e crescita sostenibili. Saranno sbloccati finanziamenti per 20 miliardi di €/anno destinati alla biodiversità provenienti da varie fonti, tra cui fondi dell’UE e finanziamenti nazionali e privati.
Gli agricoltori, i pescatori e gli acquacoltori europei svolgono un ruolo fondamentale nella transizione verso un sistema alimentare più equo e sostenibile: beneficeranno del sostegno della politica agricola comune e della politica comune della pesca attraverso nuovi flussi di finanziamento e regimi ecologici per l’adozione di pratiche sostenibili. Fare della sostenibilità il marchio dell’Europa vuol dire aprire nuove opportunità commerciali e diversificare le fonti di reddito per gli agricoltori e i pescatori europei.
Le strategie contengono inoltre importanti elementi internazionali. La strategia sulla biodiversità riafferma la determinazione dell’UE a dare l’esempio per affrontare la crisi mondiale in questo ambito. La Commissione intende mobilitare tutti gli strumenti di azione esterna e i partenariati internazionali per contribuire a sviluppare un ambizioso nuovo quadro mondiale delle Nazioni Unite per la biodiversità nell’ambito della conferenza delle parti della convenzione sulla diversità biologica prevista per il 2021. La strategia “Dal produttore al consumatore” intende promuovere la transizione mondiale verso sistemi alimentari sostenibili, in stretta cooperazione con i suoi partner internazionali.La Commissione invita il Parlamento europeo e il Consiglio ad approvare le due strategie e gli impegni che vi si assumono.Tutti i cittadini e i portatori di interessi sono invitati ad avviare un ampio dibattito pubblico.

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Da Pozzo: “Bene l’ordinanza di Udine sui mercati”

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 aprile 2020

Il presidente della Camera di Commercio di Pn-Ud Giovanni Da Pozzo commenta con favore l’ordinanza del Comune di Udine sulle misure da rispettare nei mercati all’aperto per l’alimentare. “Ringrazio il sindaco Fontanini e l’assessore Ciani per questa disposizione – ha detto -, che consente a queste imprese di continuare a operare nei mercati, giustamente mantenendo le corrette e idonee misure per garantire la sicurezza degli operatori e dei cittadini che li frequentano. I nostri imprenditori sapranno operare con il massimo impegno nel rispetto delle indicazioni prescritte e ben definite, necessarie per non fermare questo importante presidio della nostra economia cittadina ma con la necessaria tutela della salute, che rimane prioritaria. Sarebbe importante che tutti i comuni adottassero misure analoghe, per garantire uniformità di applicazione delle regole e consentire il dovuto equilibrio tra le esigenze di tutela della sanità e la tutela del tessuto economico”.

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Assistenza alimentare. Istanza per ottimizzare le risorse, ridurre l’inquinamento e individuare i truffatori

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 aprile 2020

Lettera aperta ai rappresentanti delle istituzioni da parte di Luigi Ciolli PEC ANCC Coordinamentocamperisti. “Si chiede a ciascuno per la propria competenza, l’attivazione una procedura informatizzata per evitare che tali preziose risorse siano disperse o saccheggiate dai truffatori, lasciando in una drammatica condizione milioni di cittadini indigenti.Una procedura che deleghi la gestione ai 7.914 sindaci obbligandoli a fornire un quotidiano flusso di dati a chi indicherete e che provvederà giornalmente a elaborarli consentendovi di verificare e programmare con successo il proseguimento dell’assistenza alimentare.Contestualmente, si chiede alle SS.LL. in indirizzo di far distribuire gli alimenti prossimi alla scadenza prima che siano smaltiti nei rifiuti, recuperando così tonnellate di alimenti. Per constatare tale dispersione alimentare è sufficiente ispezionare a sorpresa un supermercato oppure chiedere a chi si occupa dei rifiuti al suo interno. Basta pensare che sono anni che i supermercati non tengono fuori i cassonetti perché, finché erano presenti, venivano letteralmente “saccheggiati” dai cittadini indigenti. Visto che sui prodotti è indicata la data entro cui consumare “preferibilmente” e non necessariamente entro una certa data, non si tratta di “lasciare ai poveri la roba scaduta” e nemmeno si tratta di un’azione svilente per le persone in difficoltà, ma si tratta di attivare un’iniziativa volta a superare un momento di crisi economica e sociale. Tanto più che anche noi in frigorifero abbiamo spesso prodotti scaduti da qualche giorno e li mangiamo tranquillamente.Per quanto sopra, riteniamo vostro compito emanare un provvedimento diretto ai supermercati e ai sindaci, precisando che gli euro erogati dal settore pubblico, qualunque esso sia, per l’assistenza alimentare devono essere utilizzati UNICAMENTE nei supermercati che aderiscono alla distribuzione degli alimenti prossimi alla scadenza e attivando la seguente procedura:
il comune invia tramite mail a ogni supermercato resosi disponibile un certo numero di famiglie rientranti negli aventi diritto e, in detto elenco, saranno presenti i dati completi di ogni componente il nucleo famigliare convivente (cognome, nome, indirizzo, codice fiscale, eventuale telefono, eventuale mail);
il supermercato prepara le scatole da consegnare con il servizio GUIDA&RITIRA inviando tramite mail al comune e alla Guardia di Finanza lo scontrino comprensivo dei dati del beneficiario, come sopra descritti, e/o ritira per suo conto;
il comune, quale compensazione per il supermercato, acquista, facendoli inserire nei pacchi, prodotti utili a formare un pasto completo e non deperibili quali: sale, zucchero, pasta, riso, olio, pomodori pelati eccetera.
Una procedura facile grazie all’informatizzazione e, inoltre, lo scontrino emesso consentirà:
al supermercato il registrare lo smaltimento merce senza corrispettivo;
al destinatario dei viveri per verificare di ricevere tutti i prodotti descritti;
al comune per registrate il rifornimento e programmare ulteriori consegne;
alla Guardia di Finanza per incrociare i dati ed individuare i truffatori.
Inoltre, questo sistema permetterà anche un notevole risparmio, per il Comune e i cittadini, nello smaltimento e trasporto dei rifiuti con conseguente minor traffico e inquinamento sulle strade. Il risparmio conseguito potrà così essere dedicato alla sicurezza sanitaria, carente delle dotazioni essenziali alla loro salvaguardia (qui uno degli ultimi reportage sulla scarsità dei DPI nella Sanità http://www.rai.it/programmi/report/inchieste/Il-paziente-zero-25806a1c-093b-4124-a7ff-1a2844ff493a.html).
Come Associazione Nazionale Coordinamento Camperisti, portatrice di un interesse collettivo, proseguiamo ogni giorno a fornire analisi e soluzioni tattiche e strategiche, inserendolo su http://www.coordinamentocamperisti.it. Un quotidiano lavoro da espletare, grazie a coloro che inviano notizie e i loro studi.È un diritto/dovere di ogni cittadino per partecipare in modo attivo alla vita e sicurezza della nazione, ricordando sempre:che ogni azione, piccola o grande, è determinante per non farsi rubare la speranza di cambiare, migliorando la qualità della vita; di essere sobri, pazienti, non disperarsi dinanzi a un disinteresse diffuso e non esaltarsi a ogni sciocchezza o piccolo traguardo. Sempre il pessimismo dell’intelligenza e l’ottimismo della volontà” (by Pier Luigi Ciolli – Associazione Nazionale Coordinamento Camperisti)

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Coronavirus e misure urgenti di solidarietà alimentare, la parola ai Comuni

Posted by fidest press agency su domenica, 5 aprile 2020

In aggiunta a al DPCM che ha stanziato ai comuni un anticipo del fondo di solidarietà comunale, 4,3 miliardi di euro, la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Protezione civile ha emanato l’ordinanza 658 del 29 marzo 2020 con la quale vengono stanziati ulteriori 400 milioni di euro come risorse da destinare a “misure urgenti di solidarieta’ alimentare”, ripartiti in base alla popolazione (per l’80%) e ai valori reddituali comunali (per il 20%).I Comuni utilizzano il contributo per il rilascio di buoni spesa utilizzabili per l’acquisto di generi alimentari presso gli esercizi commerciali contenuti in un elenco che dovranno pubblicare nel proprio sito istituzionale, o per acquistare e distribuire direttamente generi alimentari e prodotti di prima necessità.
Saranno gli uffici dei servizi sociali di ciascun comune ad individuare il contributo e la platea dei beneficiari tra i nuclei familiari piu’ esposti agli effetti economici derivanti dall’emergenza epidemiologica da virus Covid-19 e tra quelli in stato di bisogno, per soddisfare le necessita’ piu’ urgenti ed essenziali. Viene data priorità a chi non sia già destinatario di altro sostegno pubblico (come il reddito di cittadinanza).Per l’acquisto e la distribuzione dei beni il comune si può avvalere di enti del terzo settore (volontariato, no-profit). Possono anche essere utilizzati fondi derivanti da donazioni.L’entità dei fondi assegnati a ciascun comune è specificata neglli allegati dell’ordinanza. Al Comune di Firenze sono andati 2 milioni di euro. La parola ai Comuni, quindi, diretti interlocutori dei cittadini. (Rita Sabelli, responsabile Aduc aggiornamento normativo)

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Alimentare: domanda in crescita (+25%), difficoltà degli approvvigionamenti

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 aprile 2020

“Il settore alimentare non vive la crisi che sta investendo tante industrie costrette alla chiusura ma, come molti colleghi imprenditori, sentiamo in modo palpabile la responsabilità di produrre un bene primario come la pasta e, allo stesso tempo, anche il dovere di proteggere i nostri dipendenti, che continuano a lavorare a ritmi serrati in una situazione disagevole e senza dubbio dura da un punto di vista psicologico”. È questa la testimonianza di Pierantonio Sgambaro, presidente del pastificio veneto Sgambaro, “confinato” negli uffici semivuoti della sede di Castello di Godego “per mandare avanti l’operatività pur mantenendo la rigorosa distanza sociale”, come lui stesso racconta.I dati di questi giorni raccontano di un’industria alimentare che ha messo l’acceleratore per rispondere alla crescente domanda dei consumatori finali, tornati dietro i fornelli e costretti a consumare in casa tutti i pasti della giornata a causa dell’emergenza sanitaria. Nel mese di marzo Sgambaro, storico produttore di pasta di alta qualità e certificata 100% grano duro italiano dal 2003, ha aumentato la capacità produttiva del 20% a fronte di una domanda domestica che ha segnato il +25% rispetto a febbraio. Le vendite all’estero sono aumentate del 40%. Il pastificio sta producendo al giorno oltre 120 tonnellate di pasta, contro la media di 100 tonnellate. A trainare la crescita è la grande distribuzione, ma anche l’e-commerce registra incrementi significativi: la richieste tramite Amazon sono quadruplicate in solo 15 giorni. Ad oggi la domanda di pasta per il mese di aprile è in aumento dell’30%. Gli impianti all’avanguardia di cui Sgambaro si è dotata negli anni più recenti permettono alla produzione di rimanere al passo con le richieste, pur in carenza di organico all’interno del pastificio.
Per garantire il più possibile il benessere dei propri dipendenti, Sgambaro ha messo in atto una serie di provvedimenti straordinari che rafforzano le già stringenti norme del piano aziendale di igiene e sicurezza.

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Crisi alimentare nel Sahel

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 febbraio 2020

In un contesto di crescente insicurezza alimentare, in cui 4.3 milioni di donne, uomini e bambini rischiano la fame, il Presidente della Repubblica del Mali, Ibrahim Boubacar Keïta, ha lanciato un appello urgente alla comunità internazionale chiedendo di unificare gli sforzi e mostrare solidarietà in modo da eradicare fame e povertà nel Sahel.Negli ultimi mesi la regione del Sahel è stata testimone di una violenza crescente con attacchi quintuplicati in Burkina Faso, Mali e Niger dal 2016. Queste circostanze hanno creato milioni di sfollati e fatto sì che molte aree si trovino in una situazione di grave carenza di viveri.Durante la conferenza stampa, il Presidente del Mali ha spiegato ai giornalisti che nonostante gli agricoltori abbiamo avuto un raccolto eccezionale, le problematiche legate alle questioni di sicurezza ostacolano la distribuzione del cibo. “Abbiamo avuto un raccolto record di 10 tonnellate, ma non è ancora sufficiente”, ha detto. E ha aggiunto: “Il problema è raggiungere le aree colpite dal conflitto”.Parlando alla cerimonia di apertura della quarantatreesima sessione del Consiglio dei Governatori del Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (IFAD) dal tema “Investire in un Sistema alimentare sostenibile per porre fine alla fame nel mondo entro il 2030”, il Presidente della Repubblica del Mali ha spiegato che “i terroristi” hanno avuto un impatto molto importante sulle aree rurali. Agricoltori e pastori stanno abbandonando i loro campi e il loro bestiame terrorizzati, il risultato è che i mercati locali restano vuoti.La scorsa settimana, le agenzie ONU hanno lanciato l’allarme parlando di milioni di persone affamate in Burkina Faso, Mali e Niger a causa di una situazione di crisi in rapido sviluppo aggravata dai cambiamenti climatici. Cresce il numero di incidenti, inclusi attacchi da parte di gruppi armati e conflitti interni alle communità dovuti alla scarsità di risorse.In Mali il 60 per cento della popolazione vive nelle aree rurali dove allevamento e pastorizia sono le occupazioni principali, e dove il 53 per cento della popolazione si trova in situazione di povertà. Si stima che la produzione agricola possa crollare del 17 per cento entro il 2050. I cambiamenti climatici stanno già colpendo il Mali e altri paesi del Sahel, riducendo le terre coltivabili, i pascoli e le risorse ittiche, inasprendo i conflitti per la terra e spingendo le persone a migrare più a Sud o all’estero. Il Presidente della Repubblica del Mali ha testimoniato però di aver visto maggiore forza e solidità in quelle aree dove l’agricoltura è stata rafforzata da investimenti a lungo termine, come quelli fatti grazie al supporto dell’IFAD. “Il Mali non mollerà mai. Né il Mali, né gli altri paesi del Sahel. Stiamo sanguinando, ma vinceremo. Abbiamo ancora bisogno del supporto dell’IFAD per sostenere un numero maggiore di persone che oggi vive ancora in una situazione di vulnerabilità. L’IFAD ha permesso alle popolazioni in balia dei peggiori attacchi di mantenere i loro valori e la loro dignità”. Oggi l’IFAD ha chiesto ai suoi 177 Stati Membri di aiutare il Fondo a centrare l’obiettivo di duplicare il suo impatto sulla vita delle persone più marginalizzate entro il 2030 con una proposta di un programma di lavoro di 30 miliardi di dollari per i prossimi dieci anni.Le popolazioni mondiali che soffrono la fame sono cresciute per il terzo anno consecutivo. Nel 2015 i leader mondiali concordarono che eliminare la fame entro il 2030 avrebbe richiesto un investimento annuale di più di 115 miliardi. Durante la prossima decade, grazie a un maggiore supporto degli Stati Membri, l’IFAD userà la sua specificità e la sua esperienza unica per definire e avviare progetti di investimento rurale a favore delle popolazioni più vulnerabili, incluse le donne delle aree rurali, i giovani e le popolazioni indigene.“So quanto già avete aiutato il nostro paese, ci congratuliamo per il vostro constante supporto e per il successo nel supportare i nostri giovani, le nostre donne, gli allevatori e gli agricoltori”, ha detto il Presidente Keïta. E ha concluso: “Il Mali è tra quei paesi che credono che l’importanza del lavoro dell’IFAD meriti risorse commisurate alle sue alte ambizioni”.

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Crisi climatiche e insicurezza alimentare

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 dicembre 2019

Almeno 33 milioni di persone in Africa orientale e meridionale, tra cui più di 16 milioni di bambini, sarebbero vittime dell’insicurezza alimentare causata dalle crisi climatiche, che in alcuni casi possono portare fino a una vera propria emergenza fame. Più di 1200 persone hanno perso la vita a causa di cicloni, inondazioni e frane in Mozambico, Somalia, Kenya, Sudan e Malawi nel 2019; in Africa meridionale, inoltre, negli ultimi 50 anni le temperature si sono alzate del doppio rispetto alla media globale, con molti Paesi che sono stati colpiti da crisi multiple, come il Mozambico che quest’anno ha sperimentato due forti cicloni nella stessa stagione per la prima volta nella storia.
Questi alcuni dati evidenziati da Save the Children, l’Organizzazione internazionale che da 100 anni lotta per salvare i bambini a rischio e garantire loro un futuro, a pochi giorni dall’inizio della 25a Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (COP 25). L’Organizzazione chiede ai leader mondiali di impegnarsi per incrementare gli sforzi per ridurre l’impatto della crisi climatica che colpisce in particolar modo i bambini, sia in Africa orientale e meridionale che a livello globale.Un recente rapporto del panel intergovernativo delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (IPCC) mostra come il cambiamento climatico stia contribuendo ad aumentare le temperature nella regione e come le temperature elevate stiano aggravando le conseguenze della siccità e delle inondazioni. Crisi climatiche che decimano i mezzi di sussistenza, lasciando le famiglie alla disperata ricerca di cibo esponendole al rischio di malnutrizione acuta, una condizione pericolosa per la vita che richiede un trattamento urgente. In quasi il 90% dei casi, inoltre, sono proprio i bambini ad essere i più colpiti da malattie attribuibili anche ai cambiamenti climatici come la malaria e la dengue.
A tutto ciò si aggiungono gli spostamenti di massa della popolazione che hanno creato ulteriori rischi di sfruttamento, separazione dalle proprie famiglie o abbandono scolastico per i bambini. Alla fine di giugno 2019, i nuovi sfollati per via di calamità legate ai cambiamenti climatici erano oltre 1 milione. Per oltre la metà dei casi, gli sfollamenti sono stati dovuti alle conseguenze del ciclone Idai, che ha colpito il Mozambico, lo Zimbabwe e il Malawi nel marzo 2019, ed è stato seguito sei settimane dopo dal ciclone Kenneth. Cicloni che sono stati i più forti mai verificatisi nel continente africano
Di fronte a questo scenario, Save the Children chiede alla comunità internazionale di incrementare gli sforzi per affrontare la crisi climatica e il suo impatto sui bambini di tutto il mondo. In particolare, l’Organizzazione esorta i leader mondiali ad impegnarsi a raggiungere gli Obiettivi di sviluppo sostenibile, approvati dalle Nazioni Unite con l’Agenda 2030, e a garantire i diritti di tutti i bambini come sancito dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell’infanzia.Inoltre, sottolinea l’Organizzazione, la comunità internazionale deve lavorare con i governi dell’Africa orientale e meridionale e di tutto il mondo per sostenere lo sviluppo e l’attuazione di piani d’azione nazionali sui cambiamenti climatici.

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