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Posts Tagged ‘alimentari’

Altroconsumo contro gli sprechi alimentari e a sostegno di una sana alimentazione

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 aprile 2020

Cucinare utilizzando gli scarti è una buona abitudine che, oggi più che mai, va incentivata: consente di perseguire un’alimentazione sana e di alleggerire sia il portafoglio (l’utilizzo degli scarti offre il beneficio di aumentare la resa dei prodotti che compriamo) sia la nostra impronta sull’ambiente.Bucce, foglie e gambi infatti non sono da considerare come scarti, ma come miniere di sostanze nutritive addirittura in misura maggiore rispetto alla polpa, una “regola” che vale – ad esempio – per zucca, porro e sedano. Purtroppo, oltre alle sostanze nutritive, spesso nelle bucce ci sono anche i pesticidi. Ecco perché Altroconsumo ha condotto un’indagine sul tema pubblicata nel numero di InSalute di aprile 2020 – per capire quante sostanze nutritive e quanti pesticidi contengono le bucce, i gambi e le foglie di 7 ortaggi e 3 frutti, sia biologici sia convenzionali.Per quanto riguarda le sostanze nutritive, nel caso dei prodotti convenzionali, le foglie del sedano ad esempio sono molto più ricche di polifenoli rispetto al gambo (77 mg/100 g contro 9,7); la buccia di mela è più ricca di fibre e polifenoli rispetto alla polpa (107,6 mg/100 g contro 64,1); le foglie verdi del porro hanno più vitamina C rispetto al bulbo (7,6 contro 3,6 mg/100 g). (Vedi schede di seguito).Per quanto riguarda i pesticidi, invece, queste sostanze, sono state ritrovate sia su frutta e verdura convenzionale sia su quella biologica (anche se in misura limitata). In generale i valori riscontrati sono bassi e al di sotto dei limiti di legge, anche se sarebbe stato meglio non trovarne affatto, visto che lavaggio e cottura non sempre sono sufficienti ad eliminarli. Primato negativo alla buccia del limone convenzionale, in cui sono stati trovati 14 pesticidi, seguito dalle foglie del sedano convenzionale (10 pesticidi). Nessun principio attivo in cavolfiore, e porro sia convenzionale che biologico.
Tra i consigli per utilizzare queste parti considerate meno nobili, c’è ad esempio quello di utilizzarle per dare profumo ai brodi o per preparare dei centrifugati. Le foglie di alcuni ortaggi che solitamente vengono buttate (come ad esempio per il cavolfiore) invece, possono essere cucinate per preparare sformati e vellutate, oppure possono essere bollite e poi saltate in padella. I ciuffi dei finocchi invece, si possono ad esempio usare per preparare un pesto per la pasta.Altroconsumo è impegnata da anni su temi legati alla sana alimentazione, alla riduzione degli sprechi e all’attenzione alla sostenibilità delle proprie scelte. Cucinare ricette con ingredienti di stagione, ridurre il consumo di carne, ignorare la moda dei “superfood”: sono solo alcuni dei suggerimenti concreti che possono aiutare a “fare del bene” non solo al nostro organismo, ma anche a quello ambientale. E proprio per essere vicini ai consumatori in maniera concreta è nato il progetto “La Spesa che Sfida” finanziato dal Ministero dello Sviluppo Economico (DM 7 febbraio 2018).Obiettivo del progetto è rendere più semplice la vita dei consumatori, spiegando a cosa fare attenzione, quali informazioni cercare in etichetta, ma anche come non farsi ingannare da immagini e claims pubblicitari o dal posizionamento negli scaffali. Attraverso brevi video e consigli l’Organizzazione vuole aiutare le persone a fare la spesa in maniera consapevole per preservare la salute, l’ambiente e il portafoglio: online sono disponibili due video su come non sprecare cibo in casa e come organizzare il frigorifero e conservare meglio la spesa.

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Allergie alimentari nei bambini

Posted by fidest press agency su martedì, 18 febbraio 2020

Le allergie alimentari rappresentano un problema comune in età pediatrica, tuttavia secondo gli allergologi, che conoscono bene l’impatto sulla qualità di vita delle gravi allergie alimentari a rischio shock anafilattico con i suoi esiti potenzialmente mortali, in termini di reale prevalenza ed impatto del problema, c’è una sostanziale tendenza a sovradimensionare il fenomeno. Qual è quindi il reale l’impatto dell’allergia alimentare in età pediatrica? Anche se alcuni studi stimano una prevalenza di allergia alimentare in età pediatrica fino al 20%, tuttavia il dato più realistico è quello compreso tra lo 0,5% ed il 5%, riportato da trials condotti utilizzando il test di provocazione con l’alimento sospetto, ad oggi, il criterio diagnostico più attendibile. Otto alimenti causano il 90% delle allergie nei bambini!
Latte e uova, nei primi anni di vita
Grano, arachidi, soia, frutta a guscio, crostacei e pesce, nelle fasi della crescita
La prevenzione delle allergie nel primo anno di vita, cosa è cambiato? Negli anni ‘80 e ‘90 si pensava che l’assunzione precoce, nei primi mesi di vita, degli alimenti “allergenici” potesse favorire la sensibilizzazione e il successivo sviluppo di allergie alimentari. I pediatri, pertanto, nell’attuare lo svezzamento, ritardavano l’introduzione degli alimenti ritenuti “allergizzanti”. Questa strategia preventiva si è dimostrata non solo inefficace, ma forse addirittura dannosa. Si sono accumulate, infatti, numerose evidenze a conferma del fatto che ritardare l’introduzione degli alimenti solidi oltre il 6° mese di vita non previene l’allergia alimentare anzi può favorirla. In quest’ottica gioca un ruolo fondamentale l’allattamento al seno, la cui durata ottimale dovrebbe essere prolungata, laddove possibile, almeno per i primi 6 mesi di vita e, in ogni caso, non sospeso durante tutto il periodo dello svezzamento, da iniziare tra il 4° e il 6° mese di vita.
E allora quando va introdotto il latte vaccino? Fino al 2014 si raccomandava, al posto del latte materno, l’utilizzo di formule lattee a ridotta allergenicità, ma recentemente queste raccomandazioni sono state messe in discussione. Oggi, sia nei casi di mancanza del latte materno sia al momento dello svezzamento, gli esperti consigliano di ricorrere alle normali formule derivate dal latte vaccino.
E le uova di gallina? Fino a pochi anni fa l’uovo veniva introdotto nella dieta del lattante con grande cautela: non prima dei 6-7 mesi il tuorlo, e non prima dell’anno l’albume. Numerosi trials hanno mostrato come sia più vantaggiosa, ai fini della riduzione del rischio di comparsa di allergia all’uovo nei mesi successivi, un’introduzione precoce, cioè tra il 4° e il 6° mese di vita. L’unica situazione che richiede una certa prudenza riguarda il bambino affetto da dermatite atopica medio-grave: in questi casi l’introduzione dell’uovo deve essere preceduta da una valutazione allergologica che escluda l’esistenza di una sensibilizzazione verso le proteine dell’uovo, potenzialmente pericolosa al momento dell’assunzione dell’alimento.
Il caso arachidi: una precoce introduzione riduce il rischio di sviluppo di allergie. Nonostante si tratti di un alimento poco usato nei primi anni di vita nei paesi non-anglosassoni, è quello che ha raccolto le evidenze maggiori circa l’utilità di una precoce introduzione nella dieta del lattante, al fine di ridurre il rischio di comparsa di allergia all’arachide. Nei lattanti “ad alto rischio”, affetti da dermatite atopica grave, allergia all’uovo o entrambe, è raccomandata l’introduzione delle arachidi durante lo svezzamento (tra il 4° e l’11° mese di vita), sotto forma di burro, crema, granulato. Sta arrivando la Desensibilizzazione Orale Per Alimenti (DOPA), una tecnica sperimentale che riesce a indurre la tolleranza alimentare tramite la somministrazione graduale e progressiva di un alimento, partendo da piccole dosi, con l’obiettivo di arrivare a una quantità predeterminata (considerata protettiva) oppure alla dose massima tollerata dal paziente.

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Dazi Airbus: intervenire rapidamente in supporto ai produttori alimentari

Posted by fidest press agency su domenica, 1 dicembre 2019

Il Parlamento ha chiesto alla Commissione europea di agire rapidamente per aiutare gli agricoltori indebitamente colpiti dai nuovi dazi imposti dagli Stati Uniti per 6,8 miliardi di euro.I deputati hanno espresso profonda preoccupazione per il danno collaterale cui è esposto il settore agroalimentare dell’UE per effetto della decisione degli Stati Uniti di imporre contromisure in seguito alla disputa relativa ad Airbus. Ritenendo inaccettabile che un settore del tutto estraneo a quello della disputa giuridica debba farsi carico di gran parte dei costi, i deputati hanno criticato la decisione di imporre dazi su un gran numero di prodotti agricoli come i vini francesi, i formaggi italiani e l’olio d’oliva spagnolo.Inoltre, hanno espresso profondo rammarico per la mancanza di impegno da parte degli Stati Uniti nei confronti dei tentativi dell’UE di trovare una soluzione negoziata tempestiva prima dell’applicazione delle tariffe.Il Parlamento ha sottolineato la necessità di una risposta coordinata e unita dell’Unione europea. Alla Commissione ha chiesto, innanzitutto, di monitorare attentamente il mercato agroalimentare dell’UE, di prendere in considerazione il ricorso a strumenti come i regimi di ammasso privato e il ritiro dal mercato, il ricorso a tutti gli strumenti nuovi o già esistenti per far fronte alle turbative che si verificheranno nel mercato interno, e di mobilitare un sostegno rapido per i settori maggiormente colpiti.Inoltre, il Parlamento ha chiesto alla Commissione di approvare un aumento degli stanziamenti destinati alla promozione per il 2019. In questo senso, ha accolto con favore l’intenzione della Commissione di prevedere una maggiore flessibilità nella gestione delle campagne di promozione in corso nei paesi terzi.Il Parlamento ha chiesto che tali modifiche siano introdotte il prima possibile al fine di permettere agli operatori di reagire e rafforzare le loro azioni negli Stati Uniti e di contrastare l’impatto sui consumatori o di riposizionarsi, se necessario, su mercati alternativi.Per diversificare i mercati delle esportazioni dei prodotti colpiti dalle tariffe statunitensi, i deputati ritengono sia necessario eliminare ostacoli tecnici persistenti che hanno impedito agli operatori di trarre pieno vantaggio dalle possibilità di esportazione offerte nell’ambito di altri accordi commerciali. In tali circostanze, è essenziale evitare ulteriori tagli al bilancio della PAC e proseguire con la riforma della riserva di crisi della PAC.Infine, si chiede alla Commissione di continuare a cercare soluzioni negoziate per allentare le attuali tensioni commerciali tra Unione europea e Stati Uniti. La risoluzione non legislativa è stata approvata per alzata di mano.

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Integratori alimentari e standard di qualità

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 settembre 2019

Nella fabbricazione di integratori alimentari occorre impiegare materie prime di qualità per garantire ai consumatori “un elevato livello di tutela”, obiettivo che si prefigge la direttiva 2002/46/CE. È l’inizio della nota con cui il Ministero della Salute fissa gli standard di qualità delle materie prime e buone pratiche di fabbricazione per gli integratori alimentari.Sono diverse le indicazioni riportate nel provvedimento, in cui si sottolinea che la qualità è assicurata dalla rispondenza a standard di purezza generalmente riconosciuti. Non solo. La fabbricazione richiede la documentazione di procedure di controllo sulle condizioni operative dello stabilimento. “Richiami ed indicazioni importanti – dichiara il Segretario Nazionale di Codici Ivano Giacomelli – ci auguriamo che vengano presi alla lettera per tutelare i consumatori. Solo pochi mesi fa, come si ricorderà, si sono registrati casi di epatite colestatica acuta segnalati dopo l’assunzione di integratori alimentari alla Curcuma. Stiamo assistendo alcuni cittadini che hanno avuto problemi di salute. Andremo fino in fondo su questa vicenda, abbiamo chiesto anche l’accesso alla relazione degli esperti – conclude il Segretario Nazionale di Codici Ivano Giacomelli – intanto ci auguriamo che la nota del Ministero contribuisca a tutelare i consumatori”.

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“Serve spinta verso agroecologia e scelte alimentari consapevoli”

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 agosto 2019

Il Direttore scientifico di Kyoto Club, Gianni Silvestrini, commenta il Rapporto IPCC su cambiamenti climatici e territorio: per evitare la catastrofe è necessario favorire “pratiche agricole che aumentano il contenuto del carbonio nei suoli” e contenere il consumo di carne.Se non invertiamo la rotta con il taglio drastico delle emissioni, l’aumento della siccità, delle piogge estreme e delle calamità naturali e l’avanzamento del processo di desertificazione dei territori dovuti al riscaldamento globale comprometteranno la produzione agricola e la sicurezza alimentare dell’umanità, soprattutto delle popolazioni più povere del Pianeta, in primis quelle di Asia e Africa.È questo il monito lanciato dall’IPCC, il comitato scientifico dell’Onu sul clima, nell’ultimo report “Cambiamento climatico e territorio” diffuso oggi. Lo studio è incentrato sul rapporto tra cambiamento climatico e territorio, ed il focus principale è sull’impatto del surriscaldamento globale sull’agricoltura e sulle foreste.Secondo i ricercatori dell’IPCC, le conseguenze dei cambiamenti climatici saranno molto dannose anche se riuscissimo a contenere le temperature terrestri entro 1,5 gradi centigradi, come previsto dall’Accordo di Parigi, con scarsità d’acqua, incendi e degrado del permafrost e dei suoli.Ma se la soglia dei 2 gradi venisse superata, i rischi saranno “molto alti”: l’aumento dell’intensità e della durata delle ondate di calore nelle regioni del Mediterraneo e dell’Africa meridionale, e l’incremento degli eventi climatici estremi, afferma lo studio, comprometteranno seriamente la qualità dei raccolti causando conflitti per le risorse e migrazioni ambientali.Il messaggio di questo nuovo Rapporto rappresenta un ulteriore forte stimolo a rivedere le attuali pratiche agricole, favorendo quelle che consentono di aumentare il contenuto del carbonio nei suoli, e sottolinea l’importanza del contenimento del consumo di carne – afferma il Direttore scientifico di Kyoto Club, Gianni Silvestrini. Il nostro impegno contro l’emergenza climatica deve quindi sempre più affiancare al sostegno a rinnovabili, efficienza e mobilità elettrica, anche una decisa spinta verso l’agroecologia e una revisione delle scelte alimentari”.

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Prima piattaforma digitale che identifica gli allergeni alimentari

Posted by fidest press agency su sabato, 20 aprile 2019

AllerGenIO (www.allergenio.com), in oltre 18.000 ingredienti validati scientificamente, ha stipulato una nuova partnership commerciale con Nexi (www.nexi.it), la PayTech delle banche leader nel mercato italiano dei pagamenti digitali.Grazie a questo accordo, una versione del software AllerGenIO creata appositamente verrà prossimamente integrata all’interno degli SmartPOS di Nexi, i POS più evoluti sul mercato che facilitano e semplificano la gestione delle attività commerciali, migliorando l’esperienza di pagamento per esercenti e clienti e integrandola con servizi a valore aggiunto.Nexi ha già iniziato a distribuire gli SmartPOS con l’obiettivo di evolvere digitalmente gli esercizi commerciali in Italia: la società, in partnership con le Banche, serve oltre 890.000 merchant distribuiti su tutto il territorio nazionale. L’obiettivo di AllerGenIO è raggiungere il massimo numero di attività food che disporanno dello SmartPOS di Nexi.Attraverso lo SmartPOS Nexi il ristoratore avrà così la possibilità di certificarsi AllergenSafe™ effettuando il download dell’APPlicazione “IO” (gratuita per 30 gg.), che ha tutte le funzionalità di AllerGenIO e sarà in grado di sfruttare le potenzialità della versione “Business” a pagamento, al costo promozionale di €9,90/mese. Un endorsement molto importante per la startup fiorentina, che proprio in queste settimane è impegnata in una campagna di equity crowdfunding sul portale Starsup (www.starsup.it) e ha un piano di sviluppo molto preciso in Italia e in Europa nei prossimi 24 mesi.Con AllerGenIO e lo SmartPOS Nexi verranno quindi tutelate le persone che hanno allergie ed intolleranze alimentari garantendo loro la possibilità di gustare un piatto fuori casa in totale sicurezza in 1 click.Grazie al servizio e supporto del ristoratore, già dal tavolo del ristorante, i consumatori potranno selezionare gli ingredienti che possono o non devono mangiare tra i 14 allergeni presenti e ottenere così un menu personalizzato e creato sulle loro esigenze e preferenze: una vera Food Revolution che cambia per sempre il mondo del Food Outdoor.Allo stesso tempo, questa partnership permetterà a tutti i ristoratori di essere conformi alla normativa europea ed evitare pesanti sanzioni amministrative (previste fino a 24.000€) e offrire loro un servizio innovativo ad un mercato potenziale di oltre 15 milioni di clienti in Italia tra allergici e intolleranti alimentari.

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Integratori alimentari: il farmacista al centro di un modello virtuoso

Posted by fidest press agency su martedì, 21 marzo 2017

integratoriLe patologie croniche sono un ampio gruppo di malattie caratterizzate da una progressiva degenerazione, con un forte impatto socio economico e una ricaduta sulla qualità di vita di chi ne è affetto. In particolare, quelle legate alla salute delle ossa, al colesterolo alto, all’ipertensione, al diabete, all’apparato circolatorio, incidono su una popolazione caratterizzata da un elevato invecchiamento. Esse sono infatti più frequenti nella fascia dei Senior, tra i 55 e i 74 anni, composta da quasi 15 milioni di individui. Una quota non trascurabile di queste malattie è dovuta a stili di vita scorretti, quali fumo, alcool, mancanza di attività fisica, cattiva alimentazione. Tuttavia all’interno di questa categoria della popolazione, come emerge dalla ricerca di Gfk per FederSalus “Salute, ciclo di vita e integratori”, circa 2 milioni sono i cosiddetti Active Aging, persone attive, dedite alla cura di sé e alla promozione del proprio benessere, che mettono in pratica atteggiamenti verso la salute competenti e responsabili. In una logica di attenzione alla salute e orientamento alla prevenzione, gli Active Aging integrano più degli altri la propria alimentazione. Questa nuova fascia della popolazione costituisce un modello comportamentale da tenere in considerazione e che, se supportato, porterebbe a significativi risparmi per il Servizio Sanitario Nazionale.Il ruolo del farmacista, attore fondamentale nel processo di cura, in termini di relazionalità sociale, assume in questo contesto un’importanza determinate per l’affermarsi di questo modello virtuoso che potrebbe contribuire al contenimento dei costi del SSN, abituando il paziente ad adottare atteggiamenti che prevengano l’insorgere di patologie ospedaliere.“FederSalus ha accettato l’invito a partecipare a FarmacistaPiù nella convinzione che il farmacista rappresenti una figura determinante per l’industria degli integratori alimentari – afferma Marco Testa, Presidente FederSalus -. L’integratore alimentare si è progressivamente affermato con un ruolo funzionale per affrontare e gestire specifiche esigenze di trattamento e prevenzione di malattie promuovendo il mantenimento della salute. Questi prodotti potrebbero risultare utili per la riduzione dell’incidenza di alcune patologie e delle loro complicanze e comportare quindi un reale risparmio per il Sistema Sanitario Nazionale. In questo il Congresso dei farmacisti italiani ha rappresentato un’importante occasione di confronto con le Istituzioni e gli attori del Sistema Salute”.

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Gravi carenze alimentari dei rifugiati in Africa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 febbraio 2017

africa7Il Direttore Esecutivo del Programma Alimentare Mondiale (WFP/PAM) Ertharin Cousin e l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati Filippo Grandi esprimono profonda preoccupazione per la grave carenza alimentare che sta interessando circa 2 milioni di rifugiati in dieci Paesi africani.
La disponibilità di alimenti potrebbe diminuire ulteriormente nei prossimi mesi se non si troveranno nuove risorse a cui attingere.
Il numero di rifugiati in Africa è quasi raddoppiato passando dai 2,6 milioni del 2011 ai quasi 5 del 2016. Se da un lato, in questo periodo, sono aumentate le donazioni per l’assistenza ai rifugiati, dall’altro non hanno tenuto il passo con la crescita repentina dei bisogni. Di conseguenza, la risposta umanitaria risulta fortemente sotto finanziata e ciò ha portato a dover ridurre la distribuzione di alimenti per alcuni gruppi di rifugiati.
Il Direttore Esecutivo del WFP e l’Alto Commissario dell’UNHCR avvertono che questa carenza alimentare produrrà conseguenze disastrose sulla salute e sui sistemi di protezione di queste popolazioni così vulnerabili, se non si riuscirà a garantire maggiore assistenza.
“Non possiamo nemmeno immaginare quanto possa essere difficile la vita per le migliaia di famiglie rifugiate che non hanno cibo sufficiente e, spesso, non hanno la possibilità di lavorare o trovare altri mezzi di sostentamento. I rifugiati sono persone straordinariamente resilienti, ma i tagli alla distribuzione di alimenti – a volte perfino del 50 per cento – stanno avendo un impatto devastante sulla salute e sulla nutrizione di migliaia di famiglie”, ha dichiarato l’Alto Commissario Filippo Grandi. “Il diritto al cibo è un diritto fondamentale. Collaboriamo con il WFP per assicurarci che nessun rifugiato debba soffrire la fame, ma è necessario ottenere ulteriore sostegno al più presto”.
“Per poter sopravvivere, milioni di rifugiati dipendono dagli aiuti alimentari distribuiti dal WFP e dal nostro lavoro per gestire e prevenire la malnutrizione. Ma in Africa essi rischiano di passare in secondo piano a causa delle grandi crisi umanitarie in corso altrove”, ha dichiarato il Direttore Esecutivo Ertharin Cousin. “I nostri sostenitori si sono dimostrati davvero generosi di fronte a crisi globali senza precedenti. Tuttavia, nessun rifugiato merita di essere abbandonato e dimenticato”.
L’UNHCR e il WFP riconoscono che la situazione nel Corno d’Africa in termini di sicurezza alimentare e nutrizione è estremamente preoccupante e che i bisogni di assistenza sono di una portata senza precedenti. Le persone in fuga dalla Somalia e dal Sud Sudan arrivano nei campi di accoglienza in condizioni critiche. A partire da gennaio oltre il 75 per cento dei minori somali che sono arrivati a Dollo Ado, in Etiopia, erano gravemente malnutriti.
Dieci operazioni di assistenza per i rifugiati in Africa sono state interessate da tagli che hanno avuto ripercussioni sulla quantità e la qualità degli alimenti da distribuire a circa 2 milioni di rifugiati. Le razioni di cibo sono state drasticamente ridotte – in alcuni casi anche del 50 per cento – nelle operazioni su vasta scala quali quelle in Camerun, Ciad, Kenya, Mauritania, Sud Sudan e Uganda.
I rifugiati di Burkina Faso, Gibuti, Burundi ed Etiopia hanno subito tagli alla distribuzione di prodotti specifici quali gli alimenti fortificati contenenti micronutrienti, necessari per garantire una dieta adeguata.
L’UNHCR e il WFP temono che i significativi tagli alla distribuzione di alimenti avranno gravi conseguenze sulla nutrizione e sulla protezione dei rifugiati, che saranno spinti ad adottare espedienti per far fronte alla situazione come saltare i pasti o tenere i figli a casa o mandarli a lavorare piuttosto che a scuola.
La situazione nutrizionale di questi rifugiati destava preoccupazione prima ancora dei recenti tagli all’assistenza alimentare e ora sta peggiorando. Le analisi sulla nutrizione effettuate nel 2016 hanno documentato elevati livelli di malnutrizione acuta, anemia e di arresto della crescita. In molti campi rifugiati in Etiopia, Ciad, Sudan e Gibuti la malnutrizione acuta ha raggiunto uno stato critico e l’anemia è diffusa in oltre il 40 per cento della popolazione, dati che indicano una crisi di salute pubblica.

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Truffe alimentari e come difendersi

Posted by fidest press agency su martedì, 4 ottobre 2016

alimentareMolto spesso non sappiamo cosa mangiamo e ci cibiamo di prodotti dalle dubbie qualità nutrizionali. Per combattere tutto questo e le tante frodi alimentari che proliferano nel settore primario – dichiara in una nota il presidente nazionale Confeuro, Rocco Tiso – abbiamo deciso di promuovere, nell’ambito del progetto ministeriale Care Sharing, una giornata di formazione a Monselice (PD). L’evento si terrà il 7 Ottobre, dalle ore 20.30 presso la Sala della Loggetta del comune.
Il tema delle frodi alimentari – continua Tiso – sta diventando ogni giorno più pressante e pericoloso per i tanti agricoltori che svolgono diligentemente il proprio lavoro. Per capirne la portata basta citare alcuni numeri: nel 2015 in Italia sono state sequestrate oltre 77mila tonnellate di prodotti per un valore pari a 70milioni di euro.
Questo mercato fraudolento si sta ampliando sempre di più fino a rischiare di compromettere le peculiarità di un Paese come il nostro, storicamente legato alle produzioni agricole di qualità. La prima cosa da fare per arginarlo – conclude Tiso – è quella di parlarne per informare i cittadini. L’appuntamento di Monselice infatti non è la fine di un percorso, ma solo il suo inizio.

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Costo della vita: aumentano gli alimentari

Posted by fidest press agency su martedì, 27 settembre 2016

istatI dati diffusi oggi dall’Istat sull’aumento dei consumi alimentari dello 0,3% in valore e dello 0,1% in volume – dichiara in una nota il presidente nazionale Confeuro Rocco Tiso – rappresentano sicuramente un segnale positivo per il primario, in un conteso in cui i prodotti non alimentari fanno invece segnalare un crollo molto preoccupante.Ma nonostante questi trend positivi – sottolinea Tiso – al mondo agricolo non viene dato quel riconoscimento, da parte delle istituzioni e della società civile, tale da venir considerato il settore di riferimento per la via d’uscita dalle crisi sistemiche dell’economia.E’ invece quanto mai indispensabile in questo dato momento storico – conclude Tiso – che l’agricoltura sia ricollocata al centro del dibattito politico e soprattutto, attraverso interventi concreti e mirati per il suo sviluppo, le sia data la possibilità di poter rilanciare l’intero sistema paese.

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No agli sprechi alimentari

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 agosto 2016

cibi“Con l’approvazione in Senato del testo di legge sugli sprechi alimentari che abbiamo elaborato nella Commissione Affari Sociali della Camera si dà finalmente il via ad un grande cambiamento culturale: meno sprechi, più solidarietà, ma anche più aiuto a chi è in difficoltà”. dichiara Mario Marazziti, Presidente della Commissione Affari sociali della Camera, dopo il sì di Palazzo Madama al testo di legge per la limitazione degli sprechi, l’uso consapevole delle risorse e la sostenibilità ambientale.
Il testo, dopo due mesi, era stato approvato senza nessuna modifica nella Commissione Agricoltura del Senato rispetto a quello varato dalla Camera.“Non si tratta di una legge sanzionatoria – commenta Marazziti – E’ una svolta culturale che ridurrà disuguaglianza e povertà coniugando sicurezza alimentare, semplificazione nelle donazioni e mondo non profit. La legge inoltre, regolando la distribuzione degli alimenti, permetterà di sostenere chi ha più bisogno.”
“Si tratta – aggiunge Marazziti – di una legge che incoraggia a donare non solo le eccedenze di cibo, ma anche di farmaci, vestiti ed altri generi, aumentando la disponibilità di beni destinati alla redistribuzione gratuita. La distribuzione dei farmaci, in particolare, rappresenta un’opportunità per aiutare chi, in questo tempo di crisi, fa fatica ad ottenerli.
Il meccanismo della donazione viene semplificato anche attraverso agevolazioni fiscali e burocratiche per imprese, supermercati e aziende che intendono donare eccedenze. Al contempo, sono previsti controlli rigorosi perché le cessioni non diventino uno strumento di evasione fiscale”.“La legge – conclude Marazziti – E’ un passo in avanti enorme, che incarna in Italia il primo risultato dell’EXPO, ovvero ‘Nutrire il pianeta’. E’ un provvedimento legislativo che ho sempre avuto il piacere di sostenere e difendere durante il suo iter nella Commissione Affari Sociali della Camera e che risponde al bisogno di invertire le tendenze culturali di società avanzate assuefatte all’imbarazzante pratica dello spreco, in un’ottica rivolta anche al rispetto della sostenibilità ambientale”.

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UNC: crollano vendite alimentari, solo i discount si salvano

Posted by fidest press agency su sabato, 25 giugno 2016

istatSecondo i dati Istat resi noti oggi, ad aprile le vendite al dettaglio aumentano dello 0,1% in valore rispetto a marzo e calano dello 0,5% rispetto al 2015.”Ci preoccupa il calo su base annua, dato che riguarda sia le vendite in valore, -0,5%, che in volume, -0,9%. In particolare è un campanello d’allarme il crollo tendenziale delle vendite alimentari, -1,6% in valore e -1,5% in volume, una caduta dalla quale non si salva né la grande distribuzione, -1,2%, né ovviamente i piccoli negozi, -2,8%. Tengono solo i discount, registrando un +0,8%” dichiara Massimiliano Dona, segretario dell’Unione Nazionale Consumatori.
“Insomma, solo i discount in questi anni di crisi hanno registrato aumenti delle vendite. Questo indica che le famiglie sono ancora in difficoltà e che, persino su spese obbligate come quelle alimentari, sono costrette ad andare a caccia di offerte e sconti se vogliono arrivare a fine mese” conclude Dona.

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Etichette alimentari: PE rinnova richiesta per indicazione d’origine obbligatoria per carne e latte

Posted by fidest press agency su sabato, 14 maggio 2016

integratori alimentariL’indicazione del Paese d’origine per l’etichettatura per tutti i prodotti trasformati a base di carne e per il latte dovrebbe essere obbligatoria. Lo ribadiscono i deputati in una risoluzione non vincolante votata giovedì, precisando che l’etichettatura obbligatoria renderebbe più trasparente la catena di approvvigionamento alimentare e aiuterebbe pertanto a mantenere la fiducia dei consumatori nei prodotti alimentari.Il Parlamento chiede che l’indicazione del Paese d’origine o del luogo di provenienza per tutti i tipi di latte, di prodotti lattiero-caseari e di prodotti a base di carne sia resa obbligatoria. È inoltre richiesto alla Commissione e agli Stati membri di valutare la possibilità̀ di estendere l’indicazione obbligatoria del Paese di origine ad altri prodotti alimentari mono-ingrediente o con un ingrediente prevalente.
Per permettere ai consumatori europei di essere meglio informati, in seguito allo scandalo della carne equina e di altri casi di frodi alimentari, e per migliorare la trasparenza in tutte le fasi della catena alimentare, nel testo si sottolinea che l’indicazione del Paese d’origine dovrebbe essere resa obbligatoria in tutti i prodotti trasformati a base di carne. Il testo è stato approvato con 422 voti favorevoli, 159 contrari e 68 astensioni.I deputati evidenziano che:
· l’84% dei cittadini europei ritiene necessario indicare l’origine del latte (dati sondaggio Eurobarometro 2013);
· l’88% considera tale etichettatura necessaria per la carne (escluse le carni di manzo, suine, ovine, caprine e pollame, che sono già coperte);
· oltre il 90% reputa che l’etichettatura sia importante per gli alimenti trasformati (dati relazione Commissione europea 2013).
I deputati rilevano inoltre che, secondo la relazione della Commissione, i costi operativi dell’indicazione obbligatoria del Paese d’origine sull’etichetta per le carni contemplate dallo studio sarebbero relativamente ridotti.

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L’informazione sugli integratori alimentari viaggerà sempre più sul web

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 marzo 2016

integratori alimentariSempre più connessi attraverso tablet, smartphone ed il più tradizionale pc da scrivania, medici di famiglia e specialisti utilizzano Internet, oggi più di prima, per approfondire tematiche specifiche, inclusi gli integratori alimentari. Una tendenza in forte crescita secondo le previsioni di GfK Eurisko emerse dallo studio “Gli integratori alimentari: il ruolo del medico e la comunicazione digitale”, condotto su un campione di 217 medici di famiglia e 456 specialisti, presentato al recente seminario FederSalus “Integratori alimentari: trend, prospettive di mercato e multicanalità”.Negli ultimi anni il web si è integrato sempre di più alle fonti più tradizionali di aggiornamento, il medico si aggiorna sugli integratori attraverso un mix ricco ed articolato di canali di comunicazione. Ai tradizionali incontri con gli ISF (utilizzati dall’ 83% degli MMG e dal 67% degli specialisti), alle riviste mediche (36% dei MMG e 33% degli specialisti) e ai congressi e simposi nazionali ed internazionali (14% degli MMG e 24% degli specialisti), si affiancano strumenti digitali quali newsletter (22% degli MMG e 17% degli specialisti), siti aziendali (9% degli MMG e 13% degli specialisti) e di informazione sulla salute (11% degli MMG e 18% degli specialisti), social media quali facebook, Linkedin, YouTube e Twitter.Dall’indagine emerge inoltre che l’interesse verso la categoria degli integratori da parte della classe medica è ormai consolidato: i medici riconoscono agli integratori razionale scientifico e li considerano validi strumenti nella loro pratica clinica, tanto che ben il 65% degli MMG e il 41% degli specialisti li consigliano abitualmente ai propri pazienti. “4,7 milioni di italiani ricevono abitualmente consigli e prescrizioni di integratori alimentari da parte del medico, dato questo che ben sintetizza come l’integratore sia entrato nella pratica clinica quotidiana per la gestione o prevenzione di piccoli disturbi – sottolinea Isabella Cecchini, Direttore del Dipartimento Salute di GfK Eurisko e curatore della ricerca – Cresce quindi il bisogno di informazione sui diversi integratori da parte del medico, sia esso medico di medicina generale o specialista. E se oggi gli ISF sono la fonte di informazione centrale per i medici, nel prossimo futuro i medici attendono che questo ruolo sia svolto dal canale web, nelle sue diverse piattaforme.”
FederSalus, Associazione Nazionale produttori e distributori di prodotti salutistici è l’associazione italiana rappresentativa del settore degli integratori alimentari. Fondata nel 1999, attualmente conta oltre 160 aziende associate. Attraverso la collaborazione con strutture di ricerca ed istituzioni nazionali ed europee, l’associazione si propone di sostenere le istanze del comparto e, al contempo, tutelare la salute del consumatore promuovendo la corretta informazione sui prodotti salutistici e la loro qualità e sicurezza. Per approfondimenti è disponibile il sito http://www.federsalus.it

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Strategie delle imprese alimentari

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 marzo 2016

strategie impreseDopo Expo2015, il Governo ha indicato come obiettivo per il settore alimentare un aumento dell’export che porti a 50 miliardi di euro entro il 2020. Grazie ad un aumento dell’8% nel 2015 si è arrivati alla quota di 36,9 miliardi. L’imminente fiera alimentare Cibus (a Parma in maggio), dove sono attesi migliaia di buyer da ogni continente, potrà essere una prima verifica della tendenza dell’export nel 2016 e nei prossimi anni in USA, Europa, ASIA nonché nei nuovi mercati come Iran e Argentina.
Ma cosa c’è dietro il successo di un comparto come l’alimentare, uno dei migliori tra i manifatturieri, con un fatturato di 133 miliardi e 58mila imprese? Innovazione dei processi produttivi, sviluppo di nuovi prodotti, valorizzazione della tradizione e attenzione ai mercati esteri, secondo un gruppo di ricerca della Università Cattolica che ha presentato oggi il libro “Strategie e performance dell’industria alimentare”, edito da McGraw-Hill.
Per la prima volta è stata indagata la performance economico-aziendale del settore, attraverso la rielaborazione dei dati di bilancio di 448 imprese ed un questionario rivolto a 120 di esse, caratterizzate da maggiore competitività.“All’inizio dell’indagine intuivamo che il settore alimentare aveva risposto bene alla crisi, ma l’obiettivo era proprio quello di scoprire le cause di questa tenuta – ha dichiarato il professor Lorenzo Ornaghi, Presidente dell’Alta Scuola di Economia e Relazioni Internazionali dell’Università Cattolica – Immaginavamo di dover analizzare sicuramente ragioni di ordine economico, ma la nostra attenzione si è focalizzata anche nel capire chi fossero gli imprenditori, i loro percorsi personali, la loro capacità di far tesoro delle esperienze dei fondatori e, non da ultimo, le modalità con le quali affrontano il tema della successione nella guida dell’impresa”. La prima fase della ricerca ha visto l’analisi dei principali dati di bilancio delle imprese nei sette anni dal 2007 al 2013. In particolare, l’analisi si è focalizzata su: Ricavi, EBITDA/Vendite (margine lordo), ROA (Return on Assets), Posizione finanziaria netta (PFN), Mezzi propri/Mezzi di terzi, liquidità primaria. La seconda fase della ricerca si è basata sulla somministrazione di un questionario alle 120 imprese caratterizzate da maggiore competitività e rappresentative dei diversi comparti.«L’internazionalizzazione – ha spiegato Fabio Antoldi, Direttore del Centro di ricerca per lo Sviluppo imprenditoriale (CERSI) dell’Università Cattolica e autore del libro insieme a Daniele Cerrato e Antonio Campati – denota inequivocabilmente il Dna delle imprese di successo, un processo non recente e che si sta allargando: stanno comparendo nuove direttrici di export che sono prevalentemente Stati Uniti, Canada e mercati asiatici. A ciò si associa spesso una notevole capacità innovativa, incrementale non radicale, che si manifesta soprattutto nel packaging, nei nuovi formati e nel lancio di nuovi prodotti. Mediamente le imprese d’eccellenza presentano tre, quattro innovazioni all’anno, puntando sulla qualità, ma anche sulla tradizione perché si tratta per la maggior parte di aziende familiari dove le generazioni che si susseguono garantiscono una certa continuità”.Questa forza strutturale del comparto rende possibile l’obiettivo dei 50 miliardi di euro di export da raggiungere entro il 2020, come ha sottolineato Luigi Scordamaglia, Presidente di Federalimentare:“C’è un percorso di continuità che parte dalla ricerca fatta da Ornaghi sulle principali imprese italiane dell’industria alimentare, passa attraverso la grande vetrina di Expo 2015 che si è rivelata un palcoscenico unico per il nostro modello agroalimentare ed una piattaforma unica d’incontri di affari, grazie alla presenza d’imprese straniere, top buyer, investitori da tutto il mondo, distributori e fornitori, e arriva fino a Cibus 2016.
La prossima edizione di Cibus rappresenterà, quindi, l’occasione di consolidare e rilanciare l’eredità di Expo e sarà una nuova occasione di business, l’obiettivo è chiaro: 50 miliardi di export entro il 2020, un obiettivo possibile anche grazie all’apertura verso nuovi mercati dove esportiamo non solo il Made in Italy, ma quello che definiamo Made with Italy, il know how italiano ed il modo efficiente e sostenibile di produrre eccellenze”.“Mostreremo al mondo – ha concluso Scordamaglia – come nessuno al pari delle nostre aziende alimentari è in grado di coniugare innovazione e tradizione con prodotti d’eccellenza che da un lato affondano in un’ inimitabile tradizione secolare, dall’altro hanno un contenuto di innovazione e servizio che li rende adatti non solo alle esigenze del consumatore di oggi, ma anche a quello di domani”. (foto: strategie imprese)

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Frodi alimentari: investigazioni in aumento

Posted by fidest press agency su sabato, 14 novembre 2015

AX 2014-05-13 AXERTA

AX 2014-05-13 AXERTA

Non solo olio, ma anche formaggi, latte, pane, carne, pesce, miele, riso, uova, vino, mozzarella. Questi alcuni degli alimenti soggetti al rischio di sofisticazione, contraffazione, adulterazione o alterazione che Axerta ha gestito nel 2015.In crescita il trend della richiesta di interventi registrato dalla società di consulenza investigativa. Sempre maggiori dunque le richieste di indagini investigative che partono dall’interno della stessa azienda, per una segnalazione anonima o a conclusione di un processo di security audit interno.La finalità è quella di prevenire o verificare segnalazioni di reato nell’interesse dell’azienda e dei consumatori.“La discrezione nella gestione dei dati e della reputazione del cliente è assoluta in tutti gli step delle ricerche – spiega Anna Vinci, consulente investigativa di Axerta – anche perché la causa dei comportamenti scorretti può ricercarsi nei fornitori esterni o negli stessi dipendenti.” (foto: anna vinci)

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Allergie respiratorie in Italia

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 ottobre 2015

allergic reactionsLe allergie, sia respiratorie che alimentari, colpiscono in Italia 15 milioni di persone. Un numero importante, ma destinato a crescere, si stima, infatti, che nel 2025 ben il 50% della popolazione italiana diventerà allergica. Eccesiva igienizzazione del nostro stile di vita, inquinamento, ritardo diagnostico ma anche un costante banalizzazione dei sintomi, sono tra le principali cause di questo aumento che si prevede costante nel tempo. Di questo e di molto altro si parlerà nel prossimo Congresso Nazionale di AAITO – Associazione Allergologi Immunologi Territoriale Ospedalieri – in programma a Bergamo dal 22 al 24 ottobre p.v. “Nonostante le allergie siano un argomento sempre più di attualità, c’è molta confusione, il che aggrava spesso i costi socio economici di queste patologie. – afferma la Dottoressa Maria Beatrice Bilò, Presidente AAITO – Il continuo peregrinare dei pazienti tra vari specialisti e figure non mediche con conseguente ritardo della diagnosi, la mancata appropriatezza prescrittiva e l’inevitabile peggioramento della qualità della vita del paziente sono solo alcune delle conseguenze di questa confusione e banalizzazione, in un momento in cui è forte la richiesta di uno sforzo generale per garantire la sostenibilità del Sistema Sanitario Nazionale”.Allergie e intolleranze alimentari sono patologie diverse. I dati epidemiologici ci dicono che c’è una discrepanza tra la percezione che hanno i pazienti di soffrire di allergia alimentare e la reale prevalenza della patologia (che interessa circa il 2-4 % della popolazione adulta) quando viene eseguita una diagnosi corretta con utilizzo di metodiche validate scientificamente. “Le intolleranze hanno per lo più sintomi gastrointestinali e nessuna mediazione immunologica, il cui esempio più classico è rappresentato dalla intolleranza al lattosio – continua Bilò – Invece le allergie implicano l’intervento del sistema immunitario e la produzione di anticorpi specifici detti immunoglobuline di tipo IgE e possono provocare sintomi che vanno dall’orticaria generalizzata alla difficoltà respiratoria grave, fino nei casi più gravi allo shock anafilattico”. Le manifestazioni cliniche, i percorsi diagnostici ma soprattutto le terapie sono differenti. Comprendere la differenza e rivolgersi a uno specialista è quindi fondamentale.
Attenzione ai test. Per quanto riguarda le diagnosi delle allergie alimentari, molto spesso è lo stesso paziente che banalizza la propria sintomatologia e/o si avvale di test diagnostici non attendibili, come quello del capello, la biorisonanza, l’iridologia, il test da sforzo muscolare (Dria) durante somministrazione di allergene. L’utilizzo indiscriminato di queste metodiche diagnostiche può portare non solo ad un danno economico per i pazienti ma anche a gravi ripercussioni sulla loro salute perché inducono i pazienti ad eseguire troppo spesso diete ristrette in grado di determinare carenze nutrizionali e disturbi del comportamento alimentare.
Alcuni highlights dal programma del Congresso Nazionale di AAITO. La tre giorni congressuale, come accennato, toccherà molti temi di grande rilevanza scientifica e sociale, tra i quali si segnala in particolare la tavola rotonda inaugurale, organizzata in collaborazione con FederAsma e Allergie Onlus Fondazione Italiana Pazienti e Food Allergy Italia, nella quale si farà il punto sulla gestione dell’anafilassi nei luoghi pubblici e nelle scuole. Relazioni di grande interesse, presenteranno la situazione su “nuovi allergeni alimentari”, sui possibili interventi tecnologici per limitare l’allergenicità degli alimenti ed ancora le influenze ambientali sugli allergeni respiratori ed alimentari.

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Lotta alla contraffazione nel settore agroalimentare

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 settembre 2015

unioncamedre puglia1unioncamedre puglia2Bari 17 settembre 2015 ore 9,30 padiglione 150 (Unioncamere Puglia). L’agro-pirateria sta diventando un business della criminalità organizzata anche in Puglia. E quanto è emerso nell’ultimo rapporto della Direzione Investigativa Antimafia. Il tema sarà al centro del convegno “Tutela della proprietà intellettuale e lotta alla contraffazione nel settore agroalimentare” che si svolgerà i in Fiera del Levante al Padiglione 150 di Unioncamere Puglia. Il seminario, con un ricco parterre di esperti relatori, si propone di analizzare il fenomeno nei vari aspetti – giuridici, economici, sociali, sanitari – che non poche ricadute hanno anche sulla sicurezza alimentare.
L’iniziativa è realizzata dal ministero per lo Sviluppo Economico (direzione generale per la Lotta alla Contraffazione Ufficio Italiano Brevetti e Marchi), dal Consorzio Camerale per il Credito e la finanza e dalla Camera di Commercio diunioncamere puglia Bari ed è finanziata nell’ambito della collaborazione tra l’Ufficio per l’Armonizzazione nel Mercato Interno (UAMI) e gli Uffici Nazionali per la Proprietà Industriale.
La terra di Bari e la Bat danno un grosso contributo al made in Italy. In termini di prodotti, di idee, di qualità. Non altrettanto viene trattenuto dal territorio, in corrispondente valore aggiunto. Molto va disperso spesso per scarsa conoscenza delle normative e delle forme di tutela.A livello mondiale l’italian sounding, la produzione ed il consumo di falsi prodotti agroalimentari italiani, ha un giro d’affari stimabile in circa 54-55 mld euro (pari a quasi 2 volte il fatturato dell’export alimentare, pari per il 2012 a poco meno di 32 mld euro) ed è la principale causa di mancato guadagno per l’export italiano. La scarsa tutela giuridica da parte di alcuni Paesi per le denominazioni d’origine protetta è un concreto rischio – in molti casi è già una realtà consolidata – che questi possano diventare nomi generici e possano essere usati liberamente nel tempo, diventando il nome di riferimento di una intera categoria di prodotti. (foto: unioncamere puglia)

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Allergie e intolleranze alimentari

Posted by fidest press agency su martedì, 15 settembre 2015

comoComo venerdì 25 settembre alle 20.45, presso la Biblioteca comunale di Como in via Raimondi, una serata dal titolo “Allergie e intolleranze alimentari tra dubbi e certezze”. La serata, a ingresso libero, è aperta al pubblico e sarà l’occasione per fare chiarezza su un tema tanto discusso e di grande attualità, approfittando degli Specialisti presenti per chiarire eventuali dubbi su tali argomenti.
Le malattie allergiche sono in costante aumento, non solo quelle respiratorie come l’asma e la rinite, ma si assiste sempre più a un progressivo incremento di allergie e intolleranze alimentari. L’epidemiologia dell’allergia alimentare non è chiara ma c’è un generale consenso sulla differenza esistente fra la percezione di allergia alimentare nella popolazione generale (circa il 20%), rispetto all’incidenza reale del fenomeno, che stima la prevalenza dell’allergia alimentare intorno al 2-4 % della popolazione adulta.
Oltre ai classici sintomi come orticaria, dermatite, asma e anafilassi, legati a meccanismi di tipo IgE, sono in aumento sindromi gastrointestinali, in qualche modo correlate a uno stato atopico, e forme gastroenterologiche legate a sindromi di intolleranza alimentare. La difficoltà di inquadramento di tali manifestazioni è ulteriormente complicata dalle numerose offerte sul mercato di metodologie di diagnosi alternative, quasi sempre prive di seri fondamenti scientifici.
All’incontro parteciperanno come relatori il Dott. Daniele Lietti, Direttore della pediatria dell’Ospedale Valduce, la Dott.ssa Marina Russello, Allergologa dell’Ospedale Sant’Anna e il Prof. Brunello Wuetrich, noto Allergologo-Dermatologo, per anni Direttore della Clinica di Allergologia e Dermatologia dell’Ospedale di Zurigo. Modererà il Dr Gianluigi Spata, Presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Como.Sullo stesso argomento verrà inoltre organizzato il convegno rivolto esclusivamente ai Medici “Allergia o intolleranza alimentare? Miti da sfatare per una corretta diagnosi e cura” che si terrà sabato 26 settembre dalle 8 alle 16.30 presso la sede dell’Associazione Cometa a Como (via Madruzza, 36).Durante il convegno interverranno varie figure professionali, Pediatri e Specialisti Allergologi e Ricercatori di alta competenza nel campo.

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Integratori alimentari e internazionalizzazione: opportunità di crescita negli USA

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 gennaio 2015

integratori alimentariAl primo posto secondo il AT Kearney 2014 FDI Confidence Index, gli Stati Uniti rappresentano il più grande e ricco mercato mondiale, che nello stesso anno vale quasi 25 MLD di dollari[i], con margini interessanti alle aziende che decidono di investire. Questo anche grazie agli accordi di libero commercio e agli scambi bilaterali privilegiati con 20 nazioni che permettono di raggiungere una popolazione complessiva di 695 milioni di consumatori e 7 trilioni di dollari di PIL. Non si hanno dazi e barriere doganali e si può contare sugli incentivi fiscali offerti dai singoli Stati.A differenza di quanto accade per altri mercati che vedono l’internazionalizzazione come una leva di sopravvivenza in un contesto di saturazione del mercato nazionale, per l’industria italiana degli integratori alimentari rappresenta un’occasione di crescita strategica finalizzata a esportare l’eccellenza raggiunta negli anni, grazie allo sviluppo tecnologico e agli elevati livelli qualitativi dei prodotti.«Il know how, la tecnologia e la qualità dell’industria degli integratori alimentari italiana rappresentano ormai uno standard di riferimento nel mondo. I mercati esteri offrono straordinarie potenzialità di sviluppo e oggi ci sono i presupposti per guardare anche gli USA, in cui quest’industria ha avuto origine, come un potenziale mercato di attrattività per investimenti italiani» ha sottolineato Marco Fiorani, Presidente di FederSalus, in occasione dell’incontro di presentazione del programma SelectUSA: Perché investire negli Stati Uniti? organizzato da Federsalus in collaborazione con il Dipartimento del Commercio Americano presso il Consolato USA a Milano.
L’Italia si presenta all’undicesimo posto tra i paesi esportatori e al tredicesimo per quanto riguarda i paesi investitori negli USA. Tra il 2009 e il 2013 lo stock di investimenti diretti italiani negli USA è cresciuto del 35% e nei prossimi anni si stima un ulteriore incremento.
Grazie alla partnership tra FederSalus e l’US Commercial Service, verrà realizzato un percorso di lavoro finalizzato a fornire un supporto concreto alle aziende che vogliono investire negli USA, affinché possano prepararsi adeguatamente, conoscere il contesto, la diversa regolamentazione e cultura del business. «Il SelectUSA Summit del 23-24 marzo 2015 rappresenta un cruciale momento informativo e di incontro con esperti pubblici e privati nel settore degli investimenti – afferma Andrea Rosa, CommerciaI Specialist SelectUSA – In collaborazione con FederSalus, stiamo mettendo a punto possibili spin-off con esperti ed associazioni del settore».
«L’incontro al Consolato USA è stato un momento significativo – conclude il Presidente Marco Fiorani – La massiccia partecipazione e l’interesse mostrato dalle aziende associate è un chiaro segnale di conferma del percorso intrapreso dall’Associazione di esplorazione dei mercati extraeuropei e di sostegno ai progetti di internazionalizzazione delle nostre realtà imprenditoriali. I tempi e il nostro know how sono ormai maturi. La riunione del Gruppo di Studio sull’internazionalizzazione, non a caso fissata nella medesima giornata, rappresenta l’avvio di una serie di attività di networking e di nuovi progetti che stiamo preparando da mesi, anche in vista di Expo».

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