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Quotidiano di informazione – Anno 31 n°159

Posts Tagged ‘alimentazione’

Seminario: I disturbi dell’alimentazione e della nutrizione

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 marzo 2019

Prof. Fabbricatore.JPGRoma. Martedì 26 Marzo 2019, alle 10:00, all’Università Europea di Roma (via degli Aldobrandeschi 190) si terrà un seminario clinico sul tema dei Disturbi del Comportamento Alimentare organizzato dal Corso di Laurea in Psicologia in collaborazione con l’associazione UER Alumni.L’incontro è nell’ambito delle manifestazioni della Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla di sensibilizzazione verso i Disturbi del Comportamento Alimentare.Il seminario prevede diversi interventi scientifici come quello del dott. Enrico Prosperi, medico specialista in Psicologia Clinica, presidente della sezione Lazio della Società Italiana per lo Studio dei Disturbi del Comportamento Alimentare (SISDCA) nonché presidente della Società Italiana di Educazione Terapeutica (SIET), che parlerà del rapporto tra social network e disturbi alimentari, quello della prof. Mariantonietta Fabbricatore, medico Nutrizionista e Psicoterapeuta, professore straordinario di Psicologia Clinica presso l’Università Europea di Roma, che affronterà la tematica delle nuove forme del disturbo del comportamento alimentare.Interverranno inoltre la dott.ssa Daniela Bevivino presidentessa dell’Associazione La Fenice Onlus Lazio, associazione dei genitori dei pazienti con disturbi del comportamento alimentare, l’attrice di Teatro Carlotta Piraino autrice di un lavoro teatrale sul tema del disturbo alimentare e la dott.ssa Giulia D’Ari laureata in Psicologia presso l’Università Europea di Roma, che ha conseguito un Master specialistico sul trattamento dei disturbi alimentari. (foto copyright università europea)

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Come ritornare in forma grazie all’acqua

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 gennaio 2019

Anno nuovo, vita nuova. Dopo le feste natalizie i buoni propositi per l’anno appena iniziato accompagnano il nostro rientro alla vita di tutti i giorni, e tra i pranzi e le cene in famiglia del periodo delle feste, uno dei primi obiettivi spesso è quello di recuperare al più presto il peso forma. “Durante le festività natalizie si rischia infatti un’assunzione di circa 1.000 calorie in più al giorno, arrivando al tanto temuto confronto con la bilancia con un aumento di peso tra i due e i tre chili – spiega la dottoressa Elisabetta Bernardi, Biologa specialista in Scienza dell’Alimentazione e membro dell’Osservatorio Sanpellegrino – Questo incremento di peso però non è dovuto solo alla maggiore quantità di calorie che si assumono, ma anche all’abitudine di mangiare più volte durante tutto l’arco della giornata, trascurando inoltre alimenti fondamentali come frutta e verdura”.
Al rilassato clima familiare tipico delle festività si contrappone quindi ogni anno l’ansia di rimettersi in forma nel più breve tempo possibile, complice anche l’incombenza del rientro in ufficio: per la salute del nostro organismo però è importante evitare diete drastiche e digiuni che possono avere conseguenze che si ripercuotono sulla nostra salute: “Per recuperare la linea – prosegue la dottoressa Bernardi – ma in generale per mantenere in salute il nostro corpo, un valido aiuto è rappresentato sicuramente dalla ripresa dell’attività fisica, spesso abbandonate durante il periodo delle feste, e da una corretta idratazione che, insieme ad una sana alimentazione, aiuta a favorire la perdita di peso: l’acqua infatti contribuisce a far aumentare temporaneamente il nostro tasso metabolico e in questo modo il nostro organismo utilizza più calorie. Bere acqua anche prima dei pasti permette inoltre di raggiungere prima il senso di sazietà”.
L’acqua rappresenta un valido alleato della nostra salute anche perché premette l’eliminazione del carico tossinico e garantisce il trasporto all’interno del nostro organismo dei nutrienti. È importante quindi scegliere le acque più ricche di sali come magnesio e calcio: i sali minerali sono indispensabili come costituenti dell’organismo e fondamentali per il mantenimento del nostro equilibrio idrico salino. Attraverso la sua funzione depurativa e all’elevato contenuto salinico dunque, l’acqua rappresenta un importante strumento di cura e di prevenzione. “Una cattiva idratazione può essere spesso anche causa di irregolarità intestinale – prosegue la dottoressa Bernardi – L’acqua infatti facilita la digestione e il lavoro delle fibre che riescono ad avere effetti sulla regolarità intestinale se aiutate dalla giusta quantità di acqua bevuta, circa 8 bicchieri durante l’arco della giornata”. Idratarsi correttamente, dunque, non solo può rappresentare, unito ad una sana alimentazione, il primo passo per tornare in forma dopo il periodo delle festività natalizie, ma anche e soprattutto un importante alleato per mantenere in salute il nostro corpo.

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Le piante e l’uomo

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 dicembre 2018

Roma Eur 21 dicembre 2018 – 21 aprile 2019 Palazzo delle arti e delle tradizioni popolari mostra “Le piante e l’uomo: scienza, riti, arte e tradizioni – per uno sviluppo sostenibile”.La mostra, curata da Paolo Maria Guarrera, è un itinerario attraverso l’immenso patrimonio del Museo delle arti e tradizioni popolari, elaborato sulla base di uno studio botanico sulle raccolte iniziato fin dagli anni ’80. Sono state individuate dal curatore, biologo ed etnobotanico, 100 specie, nel loro legame con la tradizione popolare passata e presente, prendendo in considerazione, per ogni specie, gli utilizzi in medicina, veterinaria e zootecnia, alimentazione, artigianato, tessitura e tintoria, religione e ritualità e portando per la prima volta in evidenza aspetti naturalistici, finora poco indagati all’interno delle collezioni del museo.

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9° Forum Internazionale su Alimentazione e Nutrizione

Posted by fidest press agency su sabato, 24 novembre 2018

Milano 27 (dalle ore 14,00) e 28 novembre (dalle 9,00) torna a Milano (presso il Pirelli HangarBicocca in via Chiese 2), per la nona edizione, il Forum Internazionale su Alimentazione e Nutrizione organizzato dalla Fondazione Barilla Center for Food & Nutrition.
Da Raj Patel, attivista, giornalista e scrittore, a Felix Finkbeiner, che con la sua organizzazione ha fatto piantare 3 miliardi di alberi in tutto il mondo, passando per l’italiano Pietro Laureano l’architetto che studia le metodologie di agricoltura tradizionali per applicarle alle più moderne tecniche di sostenibilità: sono loro alcuni degli ospiti che si alterneranno al Forum nella due giorni dedicata al cibo a 360°. Un’occasione per condividere evidenze, dati scientifici e best practice utili a raggiungere gli SDGs dell’Agenda 2030 dell’ONU. Il programma dei lavori prevede:
27 novembre ore 14.10: Cerimonia di premiazione della seconda edizione del Food Sustainability Media Award, il premio giornalistico internazionale su cibo e sostenibilità
28 novembre ore 13.15: keynote di Guido Barilla, Presidente Fondazione BCFN sul tema “La roadmap di BCFN e UN SDSN per il raggiungimento dei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile promossi dalle Nazioni Unite”
28 Novembre ore 13.45: conferenza stampa che vedrà la presenza di:
GUIDO BARILLA, Presidente della Fondazione BCFN
RICCARDO VALENTINI, Coordinatore di Su-Eatable life; Gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici IPCC, premio Nobel per la pace 2007; membro dell’Advisory Board, Fondazione BCFN
LEO ABRUZZESE, Global Director of Public Policy, EIU

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I consigli del chirurgo plastico: Trattamenti mirati e alimentazione corretta

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 settembre 2018

Tornare in forma dopo l’estate: più che un must, la necessità di recuperare la via della normalità e porre un freno a quelli che possono essere stati gli eccessi del periodo vacanziero. Una strada che passa attraverso due elementi: «Il rimodellamento del corpo con l’eliminazione dei piccoli accumuli di grasso è possibile attraverso puntali trattamenti. Questi però da soli non bastano: è indispensabile tornare a regimi alimentari adeguati, supportati da una dieta proteica mirata e da un’attività fisica specifica», spiega Patrizia Gilardino, chirurgo estetico di Milano.Punto di partenza è sempre la condizione della persona. «Il fai da te solitamente non porta da nessuna parte e non esiste una soluzione che va bene ed è efficace per tutti. Ogni percorso terapeutico deriva da una specifica visita medica; ed è il medico che indica la strada da percorrere», precisa Gilardino. Le indicazioni per i trattamenti guardano a quelli a minor impatto senza effetti collaterali. «Per un rimodellamento corporeo dove non vi sono particolari situazioni da affrontare, l’Icoon è un trattamento che dà sempre ottimi risultati senza complicanze di sorta», continua Gilardino. «Si tratta di una tecnologia innovativa che effettua un massaggio drenante e connettivale profondo; non è invasiva e assicura un trattamento soft nel rimodellamento del corpo e nel ringiovanimento della pelle». Per un intervento un po’ più in profondità si può optare per la carbossiterapia. «Sfruttando le proprietà benefiche dell’anidride carbonica, un potente vasodilatatore capace di attivare il microcircolo in alcune particolari zone del corpo – prosegue la dottoressa – attraverso dei microaghi si va a stimolare la riossigenazione dei tessuti e, potendone variare dose, volume, velocità e profondità di iniezione, consente di intervenire anche in profondità nel rimodellamento della silhouette del corpo». Fino alle onde d’urto. «Qui i trattamenti sono ancora più localizzati», continua Gilardino. «Agendo direttamente sul metabolismo cellulare hanno un effetto rigenerativo importante sia quando si tratta di intervenire su cellulite, sia su piccoli accumuli di grasso, ma anche per restituire tonicità alla pelle». Come impegno, si parte dalle 12 sedute richieste dall’Icoon per arrivare alle 8-10 delle onde d’urto. «A seconda delle situazioni, è possibile studiare anche trattamenti combinati per avere risultati più mirati», precisa la specialista. La medicina estetica non è però la bacchetta magica del remise en forme: è indispensabile intervenire anche a livello dell’alimentazione. «Il problema maggiore che si riscontra soprattutto nelle donne over 40 riguarda il calo di massa muscolare. Una dieta proteica, efficace nel perdere peso, deve essere abbinata a una ginnastica mirata». Gilardino nel proprio studio di Milano ha dato vita ad un team capace di indirizzare e seguire il paziente nel tempo affinché i risultati raggiunti non restino un traguardo passeggero.

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Mangiare informati è meglio

Posted by fidest press agency su martedì, 21 agosto 2018

Basta correggere alcuni comportamenti a tavola per ottenere un buon risultato in termini di protezione cardiovascolare. Le informazioni più recenti confermano che la prevenzione è più semplice di quanto si possa immaginare: migliorare l’alimentazione è un’arma efficace contro le malattie cardiovascolari. La dieta, e in particolare quella mediterranea, dichiarata patrimonio dell’Unesco, è in grado, infatti, di garantire un’azione protettiva sul cuore e sui vasi sanguigni. Largo, quindi, ad alimenti che possano favorire la salute del cuore, come frutta e verdura, cereali integrali e fibre, evitando invece cibi poveri di grassi saturi, colesterolo e sodio. Ma gli italiani come si comportano a tavola? In generale evitano di mangiare ciò che dal loro punto di vista può far male, riducendo il più possibile i grassi, con un’attenzione maggiore ai prodotti freschi. Il merito di questa educazione all’alimentazione sana e corretta è in gran parte da attribuire alle numerose campagne di informazione e di comunicazione sul miglioramento dello stile di vita e in particolare sull’importanza della dieta nella prevenzione alle malattie. Si pensava che da sola questo tipo di informazione non potesse migliorare realmente il modo in cui le persone mangiano e prima ancora acquistano cibo. Ora uno studio pubblicato sulla rivista International Journal of Public Health dimostra che una maggiore attenzione alla sfera emotiva porta effettivamente a una dieta più sana. Un esempio per tutti è l’“Agenda per la prevenzione cardiovascolare 2012” nata da un’iniziativa della Siprec (Società italiana per la prevenzione Cardio-vascolare) con il supporto di Teva, multinazionale farmaceutica, leader nella produzione di farmaci equivalenti, impegnata nel miglioramento della qualità dell’assistenza ai pazienti associata al concetto di qualità e di sicurezza. L’agenda comprende un diario, dove annotare i valori di pressione arteriosa, colesterolo, glicemia, ecc., e una trentina di ricette semplici e gustose, tratte dalla cucina regionale nostrana, in grado di prevenire le malattie cardiovascolari. Ebbene, dal momento del lancio, 90mila agende sono andate letteralmente a ruba in pochi mesi. (Servizio Fidest)

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Alimentazione dei padri e dei figli

Posted by fidest press agency su domenica, 19 agosto 2018

“Dimmi cosa mangi e ti dirò chi sei”, recita un celebre motto. Ma Melarossa.it ha pensato di riformularlo in “Dimmi cosa mangiava tuo padre e ti dirò chi sei”, almeno alla luce di uno studio dell’università del Massachuttes Medical School, che ha evidenziato che l’alimentazione dei nostri genitori ha il potere di influenzare in modo rilevante il nostro metabolismo e, quindi, la nostra predisposizione a determinate malattie. I ricercatori hanno studiato gli effetti di una dieta standard ed equilibrata e di una dieta a basso contenuto di proteine su due gruppi di topolini. L’analisi dei profili genetici della loro prole ha rivelato che i discendenti dei topi, alimentati con la dieta a basso contenuto proteico, avevano manifestato un marcato aumento dei geni responsabili della sintesi dei lipidi e del colesterolo. Sono tutti elementi che si traducono in un più alto rischio di sviluppare patologie cardiache e che non possono essere ricondotti se non a un’alterazione genetica trasmessa dai padri ai figli, giacché i piccoli non avevano trascorso neanche un minuto con i genitori. In sostanza, lo studio suggerisce che le abitudini alimentari dei genitori possono alterare in modo permanente lo sviluppo di alcuni geni che, poi, vengono tramandati già alterati ai figli. Come affermano gli esperti di melarossa.it sapere cosa e come hanno mangiato i nostri genitori prima di darci alla luce può essere un importante alleato per capire quali sono i nostri punti deboli e imparare a proteggere meglio la nostra salute. (Servizio Fidest)

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Nanotecnologia e alimentazione

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 agosto 2018

Il futuro degli alimenti sarà contrassegnato dall’infinitamente piccolo. Tutto quello che mangiamo, nei prossimi anni avrà avuto a che fare, in una delle sue fasi di produzione, con la nanotecnologia. E’ quella scienza che consente di manipolare e controllare i materiali a livello di atomo e molecole (materiali di dimensioni che variano approssimativamente da 0,1 a 100 nanometri, cioè un milionesimo di millimetro) per, ad esempio, conservare più a lungo il cibo confezionato, renderlo resistente al calore e alle contaminazioni batteriche, ma anche per impedire l’alterazione della struttura e del sapore dei prodotti conservati in frigorifero. Si stanno studiando sistemi di ‘Smart packaging’ in grado di proteggere meglio gli alimenti e aumentare le tecniche di monitoraggio che permettono la tracciabilità del prodotto dal produttore al consumatore. Materiali di imballaggio più leggeri e più flessibili che sono più resistenti al calore, alla luce, al danno meccanico e materiali in grado di assorbire l’ossigeno e l’umidità ci aiuteranno a mantenere freschi gli alimenti più a lungo. Nanoparticelle dotate di proprietà antimicrobiche e con superfici repellenti allo sporco si spera trovino un’applicazione diffusa nei materiali di confezionamento e nei macchinari utilizzati nei processi di produzione degli alimenti. Inoltre vi sono le pipeline, materiali che possono modificare le loro proprietà in base alle condizioni interne o esterne, come ad esempio la temperatura, e quelli che si autoriparano in caso di strappamento o bucatura. Un’altra idea innovativa è l’utilizzo di nanosensori all’interno delle confezioni in grado di rilevare piccolissime quantità di sostanze chimiche come quelle rilasciate dagli alimenti quando iniziano a deteriorarsi. Il consumatore si accorge del deterioramento o della contaminazione del prodotto attraverso il cambio di colore della confezione. La nanotecnologia non ha nulla a che vedere con i nano inquinanti. La nanotecnologia promette molto, ma crea anche inquietudini. Tempo fa la Commissione Europea ha dibattuto con esperti e scienziati di varie branche per capire se fosse necessario disciplinarne le applicazioni in campo alimentare. Poiché nessuno sembra ancora in grado di dare risposte convincenti alle domande più pressanti dei consumatori, Bruxelles ha deciso di non regolare la materia e di risolvere la questione con un codice di comportamento per le aziende interessate. In pratica, un via libera. Il codice richiesto prevede dei criteri piuttosto semplici e prevedibili; si limitano a suggerire prudenza ed eticità per non danneggiare la salute e l’ambiente. (Redazione Fidest)

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“Alimentazione e diabete: la sfida contro il tempo”

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 giugno 2018

Milano, martedì 12 giugno 2018 – ore 12.30 Eataly Milano Smeraldo Piazza XXV Aprile, 10 Lo stare a tavola è senza dubbio una parte importante della cultura italiana e il momento del pasto è un vero piacere. Ma cosa succede nel nostro organismo quando si mangia? La glicemia sale e, in risposta, il pancreas secerne insulina per abbassarla. Questo però non accade in oltre 3 milioni di italiani con diabete.L’iperglicemia post-prandiale è associata a un elevato rischio cardiovascolare. L’introduzione di nuove insuline sempre più rapide, più vicine all’azione fisiologica di quella umana, come l’insulina aspart fast-acting, rappresenta in questo contesto un importante vantaggio. Si parlerà con:
Concetta Irace, Ricercatrice presso il Dipartimento di medicina sperimentale e clinica dell’Università della Magna Grecia di Catanzaro
Edoardo Mannucci, Professore associato al Dipartimento di scienze biomediche, sperimentali e cliniche Mario Serio dell’Università di Firenze
Antonio Nicolucci, Direttore Coresearch – Center for outcomes research and clinical epidemiology
Modera Elena Meli.

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“Welfare che non c’è”

Posted by fidest press agency su martedì, 27 marzo 2018

È necessario un cambio di mentalità, è necessaria la promozione di una nuova cultura del risultato per incidere in profondità sul sistema Paese. Non è più valida l’equazione tra produttività e durata della presenza in ufficio, ogni forma di taylorismo è ormai anacronistica. Sono alcune delle riflessioni emerse all’unanimità dall’incontro “Il Welfare che non c’è” svoltosi questa mattina nell’ambito di Nobìlita, il festival dedicato alla cultura del lavoro organizzato dalla community FiordiRisorse, in programma fino a questa sera all’Opificio Golinelli di Bologna. Gli ospiti sul palco – Alessandra Stasi, Group Talent&People Development di Barilla, Giordano Curti, Direttore Generale Cir Food, Michele Riccardi, HR Manager di EdenRed Italia e Andrea Montuschi, Presidente di Great Place to Work – si sono confrontati sui temi del welfare, tentando di definire cosa significhi oggi. Le best practice in essere all’interno delle singole realtà aziendali – dalla cura dell’alimentazione alla disponibilità di piattaforme che consentono alle persone di disporre dei propri budget individuali secondo formule di flexible benefits fino allo smart working – disegnano uno scenario di costante tentativo di armonizzazione tra i bisogni delle aziende e quelli dei lavoratori. Un tentativo che risulta essere conveniente, sia per quanto comporta in termini di defiscalizzazione sia in quelli di soddisfazione del dipendente e, conseguentemente, di maggior produttività. “
Uno scenario che apre uno spiraglio di positività in una realtà del mondo del lavoro che molto spesso è raccontata solo al negativo, tra incongruità retributive e costanti ricatti al lavoratore. “Quel che manca è un cambio di mentalità – dice Alessandra Stasi di Barilla. – Misure di welfare come lo smartworking comportano investimenti ridotti da parte delle aziende ma si traducono in miglior qualità della vita del lavoratore, e, di conseguenza, dell’azienda stessa. È un passaggio culturale nel quale occorre accompagnare i lavoratori, instillando una cultura degli obiettivi, così come nei manager, troppo ancorati alla necessità del controllo sull’operato dei propri dipendenti”. E se il modello olivettiano non è più percorribile in un panorama così profondamente mutato dal punto di vista storico, sociale, economico, tecnologico, occorre trovare altri strumenti, “destrutturare più che organizzare” secondo le parole di Michele Riccardi, che con EdenRed disegna soluzioni di welfare per le aziende. “E’ impossibile pensare a misure che possano essere identiche per 300 persone: le esigenze variano di individuo in individuo, e di anno in anno: ecco perché quello cui puntiamo è la creazione di un bouquet di offerte in cui le persone possano trovare sempre quello di cui hanno bisogno. Dello stesso avviso Andrea Montuschi, Presidente di Great Place to Work, azienda che misura proprio la soddisfazione delle persone in azienda per comprendere quali misure di welfare si possano adattare ai bisogni dei singoli. Anche lo smart working va in questa direzione, a patto che non lo si sovrapponga con il telelavoro, il lavoro a distanza, ma gli si riconosca la natura di modalità organizzativa intelligente, che consente di organizzare i propri tempi e di riconoscere di volta in volta le modalità operative più performanti: un giorno fuori dall’ufficio, l’altro in riunione con lo staff. E il settore pubblico, sollecita un intervento dalla platea, a che punto è? Nonostante normative specifiche impongano agli enti pubblici di implementare il lavoro a distanza, siamo ben lontani dall’applicazione effettiva: una sinergia privato-pubblico potrebbe essere la strada per costruire assieme nuovi scenari, in cui si faccia strada un modello culturale squisitamente anglosassone – ciò che è tradito dall’abbondanza di anglicismi utilizzati per definire queste modalità – per attivare da un lato responsabilità di comportamenti nei dipendenti, dall’altro la fiducia dei capi nei confronti dei collaboratori. (fonte: Ufficio Stampa Fior di Risorse a cura di Mec&Partners)

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I desideri degli italiani per il nuovo anno

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 gennaio 2018

sicurezza alimentareCon l’arrivo del nuovo anno tutti si augurano – con fare ottimistico – una nuova vita, ma esattamente come vorrebbero che fosse? ProntoPro l’ha chiesto a un panel di 5.000 utenti del sito ed è emerso che più di uno su dieci vuole trovare l’amore, mentre solo l’8% vuole smettere di fumare. Popolo di aspiranti innamorati, che non è preoccupato dalla disoccupazione o dal carico fiscale, ma che mette al primo posto dei propri migliori auspici la forma fisica: la perdita di peso è infatti il buon proposito che accomuna il 40% degli utenti. E se ci si sta chiedendo come vorrebbero raggiungere tale obiettivo si consideri che il 30,91% ha dichiarato di voler mangiare in maniera più consapevole e sana, il 29,09% vorrebbe curare di più la propria immagine e il 25,45% ha deciso di iscriversi in palestra. Interessante scoprire che l’attenzione per la forma fisica è anche intergenerazionale: i giovani tra i 18 e i 25 anni sono i più motivati ad iscriversi in palestra, chi ha tra i 36 e i 45 anni vuole essere più attento all’alimentazione, mentre gli utenti che hanno tra i 46 e i 60 anni vogliono curare di più non solo il proprio corpo (11%), ma anche lo spirito (8%). A proposito di obiettivi diversi a seconda delle diverse fasi della vita, dall’indagine è emerso anche che chi ha tra i 26 e i 35 anni si propone innanzitutto di risparmiare di più (15%) e in secondo luogo, a pari merito, di smettere di procrastinare e di passare più tempo in famiglia (9%). Solo gli over 60 esprimono il desiderio di leggere almeno un libro al mese (11%), secondo solo al desiderio di perdere peso (17%). Numerosi sono anche coloro che sembrerebbero afflitti dalla sindrome di Wanderlust: il 31,82% dei rispondenti all’indagine ha dichiarato di voler viaggiare di più nel 2018 rispondendo ad un nirresistibile desiderio di scoperta. A tal proposito, non è un caso che se il desiderio di viaggiare è secondo solo a quello di perdere peso, è allo stesso tempo primo tra i rimpianti del 2017: il 34,29% degli utenti ha dichiarato che il suo più grande rimpianto è quello di aver viaggiato poco. Tra i più grandi rimorsi dell’anno appena concluso, emergono inoltre: il raggiungimento di meno propositi del previsto (29,52%), l’aver dedicato poco tempo a sè stessi (28,57%) e l’aver speso troppo (23,81%).(fonte: Ufficio Stampa ProntoPro.it Giusy Palmiero)

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Spezie: salute, alimentazione e ricerca

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 novembre 2017

spezieFirenze Auditorium Cto Careggi venerdì 24 novembre ore 9,30 apertura lavori medici e speziali, ricercatori ed erboristi, studenti e infermieri, droghieri e semplici cultori… saranno in 500, a Firenze, al Convegno sulle Spezie, aperto a chiunque sia interessato all’argomento, saporito, piccante e stimolante, per la mente e per il corpo, per gli occhi e per il palato. Utile per aggiornarsi sull’evoluzione della ricerca, ricevere input nuovi, anche sull’alimentazione, arricchita di saperi e sapori, antichi e nuovi, vengano essi da occidente o da oriente. Anche in ambito medico, o semplicemente nutrizionale o salutistico, o erboristico, o farmaceutico. Ma fosse anche solo per imparare l’uso di qualche spezia nuova in cucina. Perché no? Parliamo di spezie e salute? Automaticamente il pensiero di molti corre, ma si ferma spesso alla Curcuma e allo Zenzero. Misconoscendo invece le potenzialità interessanti dello Zafferano, e di moltissime altre spezie, dimenticando le applicazioni medicinali della capsaicina, sulla quale la ricerca è iniziata già decina di anni fa, fino a condurre alla scoperta di nuovi e importanti recettori, non solo per il dolore! Parliamo di spezie nell’alimentazione? E molti di noi confinano la loro mente al pepe e al peperoncino, come stimolanti la digestione. Forse neppure hanno mai sentito parlare del Cardamomo, o sottovalutano tutta la finezza del Cumino, o le possibili sfumature del Curry. Per non parlare dei Chiodi garofano che qualcuno li ricorda solo come desueto rimedio odontoiatrico, non sapendo che ne possiamo ottenere ottimi decotti utili in caso di influenza, come un olio essenziale con interessanti attività antibiotiche. E lo stesso dicasi dell’Origano.

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Progetto “IN-Intelligenza Nutrizionale”

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 ottobre 2016

Mérieux NutriSciencesRoma. È stato presentato davanti al Ministro della Salute, on.le Beatrice Lorenzin, il progetto “IN-Intelligenza Nutrizionale”, un protocollo di ricerca sperimentale e interdisciplinare promosso da GioService, società del gruppo Giomi S.p.A. che da sempre offre servizi alle strutture sanitarie italiane. Il progetto è realizzato in collaborazione con importanti partner quali l’Ospedale Cristo Re di Roma, l’Unità di Ricerca in Scienza dell’Alimentazione e Nutrizione Umana – ’ Sapienza Università di Roma, lo chef 3 Michelin Niko Romito, che partecipa con la sua divisione “Metodo Niko Romito”, e Analysis Group, che ha permesso di testare per la prima volta il valore nutrizionale degli alimenti dopo la trasformazione. Primo e unico nel suo genere, il progetto “IN-Intelligenza Nutrizionale” si propone di re-inventare, rivoluzionandolo, il concetto stesso di mensa ospedaliera, come spiega Lorenzo Miraglia, Amministratore Unico GioService: «Forti di un’esperienza pluridecennale nel settore, abbiamo immaginato la mensa ospedaliera di domani in cui, grazie a tecniche moderne e tecnologie mutuate anche dall’alta cucina, sia finalmente possibile riqualificare le modalità di preparazione del vitto. Proprio la continua ricerca di eccellenza, come risposta ai fabbisogni dei pazienti ma anche la massimizzazione dell’efficienza dei processi industriali ci ha portato, in sinergia con i nostri partner, a ideare un nuovo approccio metodologico per la definizione dei menu e per la formazione degli addetti, in modo da dimostrare che anche le mense ospedaliere e il vitto offerto ai pazienti possono diventare un nuovo paradigma di qualità per la struttura sanitaria. Il nome stesso, Intelligenza Nutrizionale, vuole proprio rappresentare la capacità di ripensare e riparametrare il concetto di nutrizione come momento di grande valore aggiunto per la cura delle malattie e la garanzia dei servizi alla persona più in generale».
Secondo lo chef Niko Romito, infatti, attraverso la creazione di procedure canonizzate, facilmente replicabili da personale adeguatamente formato, è possibile applicare tecniche e conoscenze messe a punto nella ristorazione di ricerca per offrire al paziente un’alimentazione realmente integrata al percorso di cura. «Tutto ciò – sottolinea Niko Romito – è frutto di svariati anni di esperienza e di rigorosa indagine scientifica. È proprio nei luoghi di cura che il cibo dovrebbe fungere da prima cura, eppure non è così. Intelligenza Nutrizionale è un progetto rivoluzionario, socialmente utile, reale perché sarà immediatamente applicato. Le caratteristiche organolettiche e nutrizionali dei nuovi menù sviluppati, la standardizzazione e replicabilità delle ricette sono fondamentali, ma ciò che mi rende particolarmente felice è il pensiero che il paziente potrà affrontare l’esperienza ospedaliera in maniera diversa e che il progetto diventerà parte integrante del suo percorso di cura, oltre a un prezioso strumento di educazione alimentare».
Il tema dell’ottimizzazione economica è fondamentale nel progetto: l’applicazione del modello ‘IN’ prevede, infatti, piccoli costi differenziali rispetto a un modello di ristorazione collettiva tradizionale (per esempio per l’acquisto di abbattitori e forni di ultima generazione), che vengono però ampiamente ammortizzati nel prodotto realizzato. Il food cost resta invariato sotto il profilo delle derrate alimentari utilizzate, ma grazie all’utilizzo di tecniche di cottura più efficienti si abbatte drasticamente il calo peso percentuale delle materie prime (da un valore medio del 25% al 5%). Limare i costi del cibo significa ottenere un risparmio che può essere investito per acquistare materie prime di maggiore qualità.
La nuova cucina sarà inaugurata il prossimo 15 dicembre. «La nascita di un progetto così rivoluzionario – dichiara Andrea Sponzilli General Manager GioService, vicedirettore amministrativo Ospedale Cristo Re – che posa una nuova pietra miliare nell’approccio alla ristorazione ospedaliera e quella collettiva più in generale, in un ospedale noto per i parti come il Cristo Re, è una metafora che ben rappresenta la portata del lavoro di ricerca che ci ha visto impegnati tanti mesi: nutrire meglio dove nasce la vita è motivo di orgoglio e grande soddisfazione. Lungo tutto l’arco della ricerca, abbiamo potuto toccare con mano e prendere atto, insieme ai pazienti, di come servire migliori pasti cambiasse la percezione dell’esperienza di degenza. Del resto, non bisogna dimenticare che il momento del pasto è psicologicamente centrale durante un ricovero in quanto unico momento di contatto con la normale quotidianità. Migliorare la variabile nutrizionale e ribaltare il paradigma per cui se è ospedaliero allora parliamo di cibo frustrante per il gusto è stato fin da subito uno dei principi fondamentali del nostro lavoro».

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Osteoporosi: combatterla con l’alimentazione

Posted by fidest press agency su martedì, 18 ottobre 2016

osteoporosiMantova. L’osteoporosi può essere contrastata da una alimentazione ricca di calcio, quindi principalmente con consumi di latte e formaggi come il Grana Padano, ma anche di piccoli pesci mangiati con la lisca, cicoria, rape, broccoli, legumi, acqua calcarea del rubinetto, acque effervescenti naturali in bottiglia.Sul rapporto tra alimentazione e osteoporosi si è parlato nel corso del convegno scientifico “Prevenzione, diagnosi e terapia dell’osteoporosi – Un modello di gestione integrata ospedale-territorio”, tenutosi a Mantova nell’Aula Magna dell’Università di Mantova.Il convegno è stato organizzato, in occasione della Giornata mondiale dell’Osteoporosi, dal Dott. Lorenzo Ventura, che negli anni passati ha operato a lungo nell’Ospedale Carlo Poma di Mantova, dal Dott. Gherardo Mazziotti (Ospedale Carlo Poma di Mantova) e dal Prof. Andrea Giustina (Università di Brescia).
L’osteoporosi, come è noto, è una malattia cronica che vede lo scheletro soggetto a perdita di massa ossea caratterizzata dal punto di vista clinico da fratture da fragilità, da elevata disabilità e mortalità e da rilevanti ripercussioni sul piano socio-economico. Il convegno ha toccato a 360 gradi tutte le tematiche relative all’osteoporosi e, tra queste, quelle relative all’alimentazione migliore per contrastarla.Tra i relatori la dott.ssa Maria Letizia Petroni, Presidente sezione Lombardia della Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica (ADI), che ha detto nel corso del suo intervento:“In qualsiasi momento della vita è possibile prevenire o migliorare la densità ossea attraverso l’alimentazione. Il nutriente più importante è’ rappresentato dal calcio per il cui assorbimento intestinale e deposito nel tessuto osseo è necessaria la vitamina D. La pianura padana è un luogo privilegiato da questo punto di vista in quanto terra di produzione di un alimento funzionale per la salute dell’osso, il Grana Padano. Per coprire la metà del fabbisogno di calcio di un adolescente e il 60%di quello di una persona senior è sufficiente l’aggiunta di due cucchiai al giorno di grattugiato a primi piatti o verdure e di tre porzioni da 50 grammi alla settimana come secondo piatto, questo alimento è’ adatto anche per persone con colesterolo alto ed intolleranza al lattosio.”
“Per ottimizzare la salute ossea all’alimentazione va associata anche attività fisica in carico – ha sottolineato la dott.ssa Petroni – come le camminate all’aria aperta che aiutano anche la produzione di vitamina D nella pelle grazie all’esposizione al sole. Spesso tuttavia, soprattutto nei mesi invernali e specie per gli anziani, è opportuno assumere anche supplementi di vitamina D prescritti dal medico, che aiutano osso e muscoli riducendo anche il rischio di cadute”.

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Diabete e alimentazione sbagliata

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 maggio 2016

alimentareIl rapporto annuale presentato da Italian Barometer Diabetes Report – dichiara il Presidente nazionale Confeuro, Rocco Tiso – non lascia dubbi: un italiano su 7 è a rischio diabete a causa di un’alimentazione sbagliata e di una vita troppo spesso sedentaria.
Un tema come questo, che ha a che vedere con la salute dei cittadini – continua Tiso –, non può essere lasciato in secondo piano e richiede delle misure urgenti e tempestive. E’ proprio per queste ragioni che chiediamo un tavolo tecnico composto dalle parti sociali e dal ministero dell’Agroalimentare e dal ministero della Salute. Per una volta infatti, perlomeno su cose tanto importanti, vorremmo che l’esecutivo non vedesse davanti a sé solo gli interessi delle lobby e delle multinazionali, ma le persone.
Come Confeuro – conclude Tiso – siamo certi che la strada da seguire sia quella di investire su di un’agricoltura sana e di qualità, ma anche quella di rigettare con decisione accordi come il TTIP che comporterebbero l’abbattimento sui controlli sanitari e sulle produzioni agroalimentari per fare un’ennesimo favore alle grandi aziende internazionali, ed in particolare statunitensi.

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Un saggio sull’alimentazione in ostaggio

Posted by fidest press agency su giovedì, 31 marzo 2016

alimentazione in ostaggioUn mercato delle sementi controllato da pochissime multinazionali; carne prodotta in laboratorio con l’ausilio di stampanti 3D; prodotti agricoli irrorati di pesticidi non sempre adeguatamente testati nella loro tossicità; fondazioni, come quella di Bill e Melinda Gates, che finanziano think-tank e organismi governativi i cui interessi nel campo dell’alimentazione sono agli antipodi rispetto agli obiettivi delle loro non-profit. Questi sono alcuni aspetti della dettagliata e documentata analisi del controllo e del potere esercitato dalle multinazionali dell’alimentazione su tutta la filiera produttiva, che José Bové e Gilles Luneau propongono nel loro nuovo e rivoluzionario saggio L’alimentazione in ostaggio. Le mani delle multinazionali su quel che mangiamo (Editrice Missionaria Italiana, prefazione di Carlo Petrini), in libreria da giovedì 31 marzo. L’obiettivo di José Bové, contadino, attivista, ecologista e oggi deputato del Parlamento Europeo nella lista dei Verdi, e di Gilles Luneau, giornalista francese esperto di globalizzazione e di questioni agro-alimentari, è quello di denunciare come, negli ultimi decenni, il capitalismo e il suo spirito di profitto abbiano conquistato anche la società rurale, mettendo le mani sulla produzione agricola e, di fatto, impedendoci di scegliere come e con che cosa alimentarci. Gli Autori illustrano come, in pochi anni, un manipolo di aziende transnazionali siano arrivate ad esercitare un controllo quasi totale sul nostro cibo, fornendo da una parte le sementi da loro selezionate e, dall’altra, i fertilizzanti e i pesticidi chimici necessari a non farle ammalare. «Sementieri con la mano sinistra, chimici con la destra, Basf, Bayer, Dow, Chemical, DuPont, Monsanto, Syngenta si spartiscono i tre quarti del mercato mondiale di pesticidi» denunciano Bové e Luneau. O ancora, l’erosione della biodiversità nel campo dell’allevamento, dove per «guadagnare tempo» si raccolgono ovuli già fecondati da una mucca di ottima razza, per poi impiantarli in venti vacche portatrici per ottenerne una migliore e più selezionata; si acquistano embrioni «a pacchetto» per «generare» greggi di pecore omogenee; si selezionano i puledri delle cavalle da corsa e così via, costringendo i contadini a comprare embrioni pre-confezionati che saranno capaci di resistere al cambiamento climatico, invece che seguire metodi antichi e naturali nel rispetto degli animali stessi e dell’ambiente.Tuttavia, come sottolinea Carlo Petrini nella sua prefazione al volume, la forza de L’alimentazione in ostaggio risiede nella capacità degli autori di «svelare al grande pubblico, sia con i loro scritti che con il loro attivismo, le storture di un sistema alimentare che non funziona e il cui obiettivo, ormai da tempo, non è più “nutrire gli esseri umani” ma è diventato “riempire le tasche di alcuni (molto pochi) di loro”».
Non tutto però è perduto. Bové e Luneau, infatti, danno spazio anche alla speranza, elogiando l’operato dei contadini e di semplici cittadini che, con le loro battaglie, possono rifiutare questi meccanismi di controllo e, attraverso scelte informate e responsabili, diventare consumatori veramente liberi. «Non esiste società senza speranza» rimarcano gli autori. «Le speranze migliori sono quelle che si portano e che vengono condivise. Le nostre – a parte le nostre lotte nel Parlamento europeo, sulla stampa e sul terreno delle nostre vite – le leggiamo nelle iniziative dei contadini e dei cittadini».Ricco di infografiche a colori curate da Hughes Piolet, dati scientifici e curiosità – solo per ricordarne alcuni, si scopre che le mele sono la frutta che contiene il più alto residuo di pesticidi, mentre l’avocado il più basso; o che dal 1903 al 1983 si sono perse circa 461 varietà di insalata, 516 varietà di cavolo e 329 varietà di pomodori; infine, che per produrre 1.000 calorie di carne bovina sono necessari 1642,2 litri di acqua, a confronto dei «soli» 145 litri utilizzati per la carne di pollo, il che rende la carne di mucca quella con la più alta impronta ecologica – il volume è una lettura necessaria per coloro che vogliono riappropriarsi dei loro «piatti» e non sottostare alle logiche di profitto di poche multinazionali. (foto: alimentazione in ostaggio)

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“L’evoluzione dell’alimentazione dei soldati: dalla Grande Guerra ad oggi”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 febbraio 2016

Milano Mercoledì 16 marzo p.v., alle ore 10.00, a Milano-Palazzo Cusani avrà luogo il convegno dal titolo “L’evoluzione dell’alimentazione dei soldati: dalla Grande Guerra ad oggi”. Interverranno:
– Stefano Marroni, vice direttore del TG2 e responsabile della rubrica del TG2 “Medicina33”;
– Antonino De Lorenzo, Professore Ordinario di Alimentazione e Nutrizione Umana e direttore della Scuola di Specializzazione in Scienza dell’alimentazione presso l’Università Degli Studi di Roma “Tor Vergata”;
– Generale Stefano Rega, Direttore dell’Amministrazione dell’Esercito.
Il simposio rientra nell’ambito delle attività per la commemorazione del centenario della Grande Guerra organizzate dallo Stato Maggiore dell’Esercito.(Magg. Andrea Maria Gradante)

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Giornata mondiale alimentazione

Posted by fidest press agency su sabato, 17 ottobre 2015

alimentare«Circa il 17% delle famiglie italiane vive in condizione di forte disagio, tra povertà relativa e povertà assoluta, se non di fame. Si tratta di oltre 4 milioni di famiglie, cioè di 12 milioni di persone, in maggioranza donne e minori residenti nel Sud Italia.
Per contrastare questi preoccupanti dati auspichiamo una celere e concreta applicazione della legge italiana n. 141 del 18 agosto 2015, concernente disposizioni in materia di agricoltura sociale, strumento atto allo sviluppo delle aree rurali e alla realizzazione di interventi di inclusione lavorativa di soggetti svantaggiati, tramite l’utilizzo del Fondo Europeo Agricolo per lo Svilupo Rurale (FEASR). Al fine di apportare un aumento della produttività, ma anche una partecipazione più democratica al processo produttivo e all’utilizzo dei frutti che la nostra terra generosamente offre, coerentemente con i principi e gli obiettivi dell’ultima riforma generale della politica agricola comune dell’UE (PAC) e in relazione alla programmazione 2014-2020. Sarebbero così le persone più fragili, a rischio di esclusione sociale, a ricevere una risposta importante dall’utilizzo di tali norme e fondi». Lo dichiara Maria Teresa Bellucci, Presidente Nazionale del Modavi Onlus in occasione della Giornata Mondiale dell’Alimentazione.

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Settimana della salute dell’osso

Posted by fidest press agency su martedì, 6 ottobre 2015

relatoriE’ partita in oltre 50 farmacie del Lazio, e più di 2.600 in tutta Italia, la “Settimana della Salute dell’Osso”, iniziativa di informazione promossa da 5 società scientifiche di riferimento quali Società Italiana dell’Osteoporosi, del Metabolismo Minerale e delle Malattie dello Scheletro (SIOMMMS), Società Italiana di Medicina Generale (SIMG), Gruppo Italiano per lo studio dei BISfosfonati (GIBIS), Gruppo Italiano di Studio in Ortopedia dell’Osteoporosi Severa (GISOOS) e Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia (SIOT), resa possibile grazie al contributo incondizionato di Abiogen Pharma.
L’osteoporosi che in Italia colpisce 4 milioni di persone non è solo un processo naturale legato all’invecchiamento o a altri fattori di rischio non modificabili come il sesso, l’età, la menopausa. Esistono infatti altri elementi come le patologie correlate, la mancanza di esercizio fisico, l’alimentazione, dove con alcuni accorgimenti si può assicurare un futuro alle nostre ossa, possibilmente fin da bambini in considerazione del fatto che lo sviluppo del tessuto osseo avviene soprattutto nei primi 20 anni di vita.
L’iniziativa dedicata a sensibilizzare la popolazione sull’importanza di prendersi cura delle proprie ossa e a informare michieliisaiasulle buone regole da mettere in pratica per prevenire possibili disturbi e patologie. Dal 5 al 10 ottobre 2015 nelle farmacie aderenti sarà possibile ricevere consigli sulla prevenzione e ritirare 3 pratiche brochure – bambini, donne e terza età – con informazioni sulle ossa e su come mantenerle in salute. Per tutti coloro che non potranno recarsi in farmacia durante la Settimana della Salute dell’Osso, è disponibile http://www.salutedelleossa.it, pensato come luogo di approfondimento su come prendersi cura delle ossa e sul ruolo chiave del calcio e della vitamina D, quando e come ricorrere alla supplementazione. Dalla piattaforma sarà inoltre possibile scaricare le brochure e consultare l’elenco delle farmacie aderenti all’iniziativa.
Per tablet e smartphone è stata sviluppata la pratica APP “Salute delle Ossa”, disponibile sia per iOs che Android, uno strumento interattivo per mettere alla prova le proprie conoscenze sul ruolo della vitamina D e che consente di verificare il proprio livello di esposizione settimanale ai raggi solari, fondamentale per il raggiungimento di un buon livello di questa preziosa vitamina. Attraverso l’APP è anche possibile accedere ad alcuni approfondimenti video realizzati dagli esperti del board scientifico. L’APP è scaricabile gratuitamente da http://www.salutedelleossa.it, iTunes e Google Play. (foto: Michieli,isaia, relatori)

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