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Seconda edizione del Food Sustainability Media Award

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 gennaio 2018

alimentareA poche settimane dal successo della prima edizione, che ha visto 7 vincitori imporsi tra 500 proposte provenienti da 72 Paesi del mondo tra articoli (oltre 330), foto (80) e video (oltre 80), arriva un’edizione rinnovata del Food Sustainability Media Award, il premio giornalistico realizzato dal Barilla Center for Food & Nutrition (BCFN) insieme alla Fondazione Thomson Reuters e nato per premiare chi propone soluzioni concrete per rendere più sostenibili le nostre scelte in fatto di cibo e che siano in grado di superare i paradossi che da sempre contraddistinguono il nostro sistema alimentare. Il premio resta destinato a giornalisti, blogger, freelance e talenti emergenti che vogliono presentare i propri lavori, sia inediti che già pubblicati, legati alla sicurezza alimentare, alla sostenibilità o all’agricoltura e alla nutrizione. Saranno premiati i contenuti (multimediali e non) che puntano a far luce sui paradossi del sistema alimentare, denunciando e proponendo soluzioni per combattere la coesistenza di fame e obesità o lo spreco alimentare e lo sfruttamento della Terra. Il Food Sustainability Media Award si divide, per la nuova edizione, in due categorie: giornalismo scritto e multimedia – includendo in questo termine video (corti e animazioni), audio e foto. Proprio gli audio, come ad esempio i programmi e servizi radiofonici, entrano dunque a far parte della possibile galassia delle candidature al premio. Per ogni categoria verrà premiato un lavoro inedito e uno già pubblicato. Inoltre, tutti i lavori finalisti saranno automaticamente candidati per la categoria “Best of the web”, scelta direttamente dal pubblico.
I vincitori premiati per un lavoro già pubblicato riceveranno un premio di € 10.000. I vincitori che presenteranno lavori inediti e il vincitore della categoria “Best of the web” riceveranno come premio un viaggio per partecipare a un corso di media training sulla sostenibilità alimentare organizzato dalla Fondazione Thomson Reuters. Inoltre, i lavori inediti dei vincitori verranno pubblicati sui siti della Fondazione Thomson Reuters e della Fondazione BCFN, oltre a essere distribuiti attraverso l’agenzia di stampa di Reuters che conta circa un miliardo di lettori. I lavori potranno essere presentati dal 15 gennaio fino al 31 maggio 2018 e i partecipanti potranno iscriversi al contest attraverso il sito web del Food Sustainability Media Award http://www.goodfoodmediaaward.com/. I lavori finalisti verranno annunciati sul sito a ottobre 2018. Nello stesso periodo si apriranno le votazioni per la categoria “Best of the Web”. I vincitori di ogni categoria saranno annunciati durante il 9° Forum Internazionale della Fondazione Barilla Center for Food & Nutrition (BCFN) il 27-28 novembre 2018.
Tutti i pezzi selezionati saranno valutati da una giuria d’eccellenza formata da professionisti di primo piano nel campo del giornalismo, della fotografia e delle politiche di sostenibilità agroalimentare. La giuria include: Mario Calabresi (Direttore de La Repubblica); Laurie Goering (Climate Editor presso la Fondazione Thomson Reuters); Irene Mia (Direttore Editoriale Globale, Thought Leadership presso The Economist); Paul Newnham (Coordinatore per il World Food Programme dell’SDG2 Advocacy Hub); Danielle Nierenberg (Fondatrice di Food Tank); Finbarr O’Reilly (Fotografo e scrittore).

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IBM Watson Health e Food and Drug Administration valutano insieme l’uso della tecnologia blockchain per lo scambio sicuro dei dati sanitari

Posted by fidest press agency su sabato, 14 gennaio 2017

ibmMilano/Armonk, IBM Watson Health ha firmato un’accordo con la Food and Drug Administration (FDA), l’agenzia statunitense per gli alimenti e i medicinali, per definire una modalità di scambio sicuro, efficiente e scalabile dei dati sanitari attraverso la tecnologia blockchain. IBM e FDA esploreranno lo scambio di dati mediati dal proprietario provenienti da diverse fonti, quali cartelle cliniche elettroniche, sperimentazioni cliniche, dati genomici e dati sanitari generati da dispositivi mobili, dispositivi indossabili ed “Internet of Things”. Il progetto si focalizzerà inizialmente con la valutazione dei dati oncologici.Soluzioni sanitarie innovative sono possibili quando i ricercatori e le strutture che operano nel campo hanno accesso a 360 gradi ai dati dei pazienti. Oggi i pazienti hanno un accesso limitato ai propri dati sanitari e non sono in grado di condividerli facilmente con ricercatori o strutture. Consentire ai pazienti una condivisione sicura dei propri dati, per finalità di ricerca o tra varie strutture sanitarie, crea l’opportunità di compiere grandi progressi nell’assistenza sanitaria. Da qui la scelta di utilizzare proprio la tecnologia blockchain, che permette alle organizzazioni di collaborare in modo più sicuro.
Mantenendo traccia di tutte le operazioni su un “libro mastro” distribuito immodificabile, la tecnologia blockchain rende irreprensibile e tracciabile il processo di scambio dei dati. Precedentemente, la condivisione di dati sanitari su grande scala è stata limitata dai timori per la sicurezza dei dati e per la violazione della privacy dei pazienti durante il processo di scambio.
Un recente articolo dell’IBM Institute for Business Value “Healthcare rallies for blockchains”, basato su un’indagine condotta su circa 200 dirigenti sanitari, ha rilevato che più di sette leader su dieci prevedono che blockchain porterà importanti vantaggi soprattutto nella gestione della documentazione degli studi clinici, nella compliance normativa e nella documentazione medica/sanitaria.
IBM e FDA esploreranno i potenziali vantaggi che un framework blockchain potrà fornire alla Sanità supportando casi d’uso importanti per lo scambio di informazioni su un’ampia varietà di tipi di dati, inclusi studi clinici ed evidenze del “mondo reale”. Le nuove informazioni che combinano i dati di tutto l’ecosistema sanitario potranno portare anche a nuove scoperte nel campo biomedico. I dati dei pazienti provenienti da dispositivi indossabili e connessi possono, ad esempio, aiutare medici ed assistenti a gestire meglio la salute della popolazione.La collaborazione prevede anche di studiare nuovi modi per sfruttare i grandi volumi di dati eterogenei esistenti nei settori biomedico e sanitario di oggi. Un ecosistema di condivisione dei dati sicuro, mediato dal proprietario, promette nuove scoperte e una migliore salute pubblica.
IBM sta continuando a investire sulla tecnologia blockchain ed è stata tra i membri fondatori del progetto Hyperledger della Linux Foundation.L’iniziativa con l’FDA si basa su un accordo biennale. IBM Watson Health e l’FDA prevedono di condividere i risultati iniziali della ricerca nel 2017.

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I Veterinari in campo per 1 kilometro zero più sicuro

Posted by fidest press agency su domenica, 30 ottobre 2016

animali-domesticiMaggiore sicurezza per le famiglie e per i prodotti della nostra tavola. La qualità e la tipicità delle filiere corte hanno un alleato in più con la sinergia tra l’Ordine dei Medici Veterinari di Roma e Provincia e produttori: un pool di esperti che unitamente si propongono di lavorare per una corretta tracciabilità degli alimenti confezionati artigianalmente e definiti a kilometro zero. L’occasione di rilancio e sviluppo per la produttività del Lazio arriva durante il workshop “Le filiere corte”, organizzato dalla Società Italiana di Medicina Veterinaria Preventiva del Lazio con il patrocinio, fra gli altri, della Azienda Sanitaria Locale Roma 6 e dello stesso Ordine dei Medici Veterinari di Roma e Provincia. Nel complesso delle Mura Valadier di Frascati si sono riuniti medici veterinari pubblici e privati, mondo produttivo della ricerca e istituzioni, tutti pronti a sostenere e valorizzare le eccellenze agroalimentari della regione. “E’ indispensabile che la qualità includa, non dandola per scontata, la sicurezza sanitaria degli alimenti, fondata su una analisi dei rischi connessi e supportata da una loro adeguata gestione”, ha dichiarato il Dott. Mariano Sigismondi, Capo Dipartimento Prevenzione della ASL RM 6 nella presentazione del workshop. La filiera corta, ambito di interscambio di prossimità tra produttore e consumatore, tutela la biodiversità, valorizza i territori, promuove una sana alimentazione e la qualità dei prodotti agroalimentari. “Qualità e origine, tracciabilità, eticità e salubrità dei prodotti di filiera corta, stanno abbandonando l’autoreferenzialità e conquistando lo scenario di un territorio sempre più sostenibile, etico, rassicurante: dalla terra, per la terra.” Queste le motivazioni esposte dalla Dott.ssa Anna Maria Giovanna Fermani, responsabile della Società Scientifica, rilanciate dalla dichiarazione del Presidente dell’ Ordine dei medici veterinari di Roma e Provincia, Dott. Guido Castellano : “Anche nella filiera corta si innesta un meccanismo bilaterale di assistenza professionale e controlli sanitari che nei fatti salda veterinaria pubblica e privata in un percorso professionale di supporto e controllo”. E per potenziare al meglio la validità della nuova legge regionale sulle filiere corte, approvata all’unanimità dal Consiglio Regionale nella seduta n.62 del 12 ottobre scorso, l’Assessore Regionale all’agricoltura Carlo Hausmann ha annunciato l’imminente istituzione di un tavolo tecnico in grado di coinvolgere tutte le categorie per dare avvio ad un efficace gioco di squadra. (Federica Rinaudo)

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Pane buono, ma con meno sale

Posted by fidest press agency su martedì, 20 settembre 2016

pane laterzaC’è troppo sale nella nostra dieta: tra quello naturalmente contenuto negli alimenti (10%), quello che aggiungiamo noi con la saliera (36%) e quello presente nei prodotti trasformati (54%), siamo assai più esposti al rischio di malattie cardiovascolari e renali. Ridurre il sale, dunque, è una importante obiettivo di salute pubblica e il pane è stato individuato dal Ministero della Salute come un alimento target in tal senso. E’ possibile, però, fare un pane ugualmente buono, con meno sale? Il cloruro di sodio, infatti, viene utilizzato nella panificazione non solo per dare più sapidità, ma anche per migliorare le caratteristiche qualitative del prodotto finale. Occorre quindi lavorare sulle qualità della materia prima, cioè il grano, per poter ottenere un pane appetitoso e più sano. Ed è stato proprio questo l’obiettivo del progetto EUSAL “Strategie per il miglioramento della competitività della produzione italiana di frumento attraverso la riduzione dell’uso del sale in panificazione”, partito nel 2011, condotto dal CREA e finanziato dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, i cui risultati sono stati presentati oggi a Roma, presso la sede centrale del CREA. I ricercatori, coordinati da Marina Carcea, ricercatrice del CREA-Alimenti e Nutrizione, hanno dapprima selezionato e raccolto le varietà di frumento tenero maggiormente impiegate per fare il pane(123 campioni di frumento tenero da tutta Italia e appartenenti a 54 varietà italiane di qualità panificabile e panificabile superiore), poi hanno individuato marcatori correlati alla qualità del glutine in risposta all’aggiunta di sale e osservato come il sale e i suoi sostituti influiscano su consistenza ed elasticità degli impasti derivati dagli sfarinati di frumento nonché sulla qualità del pane convenzionale. Quindi, sono stati sperimentati processi innovativi di panificazione a ridotto contenuto di sodio ed infine, dei pani così ottenuti, è stata effettuata l’analisi sensoriale ed è stato testato il gradimento da parte di gruppi di consumatori.
“EUSAL ha evidenziato – afferma Marina Carcea – che gli effetti dell’aggiunta di sale ad un impasto dipendono in particolar modo dalla qualità della sua frazione proteica o, in altre parole, dalla varietà di frumento tenero utilizzata. Il sale aggiunto può migliorare la qualità tecnologica di impasti deboli e, in ogni caso, gli effetti non sono proporzionali alla quantità di sale aggiunto. Inoltre, è emerso come la distribuzione disomogenea di sale nell’impasto, e quindi nel pane, possa essere una strategia per mantenere la percezione di salato e ridurre la quantità di sodio ingerito”.

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Aumentare il presidio della legalità a tutela degli agricolti e della salute dei cittadini

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 giugno 2016

agricolturaI sigilli posti dalla Guardia di Finanza di Foggia a un opificio clandestino – dichiara il presidente nazionale Confeuro, Rocco Tiso – conferma l’esigenza di mantenere alto il presidio della legalità all’interno del comparto agricolo.I sequestri di 58 tonnellate di alcool puro, di 4 tonnellate di oli vegetali, di vari macchinari per l’imbottigliamento e l’etichettatura del prodotto, oltre a un’evasione di accisa per migliaia di euro – prosegue Tiso – dimostrano ancora una volta i molteplici rischi di infiltrazioni illecite nell’ambito di un settore che rappresenta l’immagine dell’Italia nel mondo, e in più i tanti danni che da condotte di questo tipo possono essere arrecati alla reputazione dell’intero sistema paese.In un perdio delicato come quello che stiamo vivendo, in particolare con l’arrivo del periodo estivo, quando queste pratiche si intensificano – conclude Tiso – è bene che il governo incentivi il prezioso e imprescindibile lavoro svolto dalle forze dell’ordine, mettendo a loro disposizione gli strumenti più idonei per salvaguardare gli interessi degli agricoltori onesti e la salute dei cittadini.

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Tracciabilità degli alimenti

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 marzo 2016

alimentareLe recenti polemiche sull’ingresso senza dazi, per due anni, dell’olio tunisino nel mercato europeo ha riacceso la discussione sull’importanza dell’etichettatura e della tracciabilità degli alimenti. L’Adoc evidenzia quattro punti chiave per migliorare e rendere ancora più trasparenti le informazioni sui prodotti alimentari per i consumatori, in modo da garantire la loro salute e tutelare i prodotti locali.
“Non siamo contrari all’ingresso dell’olio tunisino, ma siamo preoccupati dalla poca trasparenza sull’utilizzo e sulla distribuzione dello stesso – dichiara Roberto Tascini, Presidente dell’Adoc – dato che ha un costo pari alla metà di un’extra vergine Dop italiano, temiamo che venga utilizzato e proposto in modo ingannevole ai consumatori. Per ovviare a questa carenza di trasparenza, come Adoc proponiamo l’utilizzo obbligatorio in etichetta, per tutti gli alimenti, di un’icona rappresentante la bandiera dello Stato d’origine dei principali ingredienti utilizzati nella composizione dell’alimento destinato alla vendita un pittogramma, dotato degli stessi standard anti-frode utilizzati sulle banconote, che sarebbe in grado di aumentare la consapevolezza dei consumatori sull’origine del prodotto che intendono acquistare, tutelando al contempo il Made in Italy e le produzioni locali. Proponiamo anche l’introduzione di un Codice QR che rimandi a pagine informative, vigilate dal Ministero della Salute, dal Mipaaf e dall’Iss, esplicanti l’origine di tutti gli ingredienti utilizzati nella produzione. Inoltre sosteniamo il Ministro Martina nella battaglia al fine di abolire la c.d. “etichettatura a semaforo” adottata in Gran Bretagna, basata su un sistema nutrizionale fuorviante per i consumatori e penalizzante le eccellenze nostrane. Infine chiediamo il ritorno in etichetta dell’indicazione dello stabilimento di produzione per tutti gli alimenti presenti nel mercato europeo. Indicazione abolita dal regolamento europeo 1169/2011 e in procinto di essere reintrodotta in Italia ma solo per gli alimenti prodotti in Italia e destinati al mercato italiano. Riteniamo sia un’indicazione essenziale per la tracciabilità e la sicurezza degli alimenti, che non può mancare in etichettatura”. Le proposte dell’Adoc sull’etichettatura
· Apposizione sull’etichetta, obbligatoria per tutti gli alimenti, della bandiera dello Stato di origine dei principali ingredienti utilizzati nella composizione del prodotto. E’ necessario che i consumatori abbiano da subito la consapevolezza del luogo di origine del prodotto che intendono acquistare. L’utilizzo di pittogrammi come la bandiera dello Stato d’origine aumenterebbe il livello di trasparenza e sicurezza, garantendo l’acquirente sull’origine territoriale del prodotto. Al fine di evitare truffe, contraffazioni e usi illeciti dell’icona, fenomeno purtroppo in espansione oltre oceano, l’icona stessa deve adottare gli identici standard di sicurezza, in particolare riguardanti la filigrana, attualmente in uso sulle banconote, in modo da evidenziare, ad un rapido controllo, che si tratti di un’apposizione in regola con le normative nazionali ed europee e non di un falso.
· Apposizione sull’etichetta, obbligatori per tutti gli alimenti, di un Codice QR che, una volta scansionato con il proprio dispositivo mobile, rimandi a pagine informative, realizzate a cura del produttore e verificate a intervalli regolari dagli organismi posti a tutela della salute degli alimenti, che indichi la provenienza d’origine di ogni ingrediente utilizzato nella produzione. In questo modo si avrebbe piena consapevolezza dell’origine di ogni singolo ingrediente, senza compromettere la leggibilità dell’etichetta.
· Abolizione del sistema “Traffic Lights” o etichettatura a semaforo degli alimenti, tipo adottato nel Regno Unito, che penalizza i prodotti italiani e di altri paesi europei con perdite nelle quote di mercato, soprattutto per le produzioni più piccole, locali e tradizionali, e in particolare per i prodotti d’eccellenza Made in Italy come l’olio extra vergine e il Parmigiano Reggiano DOP. Questo sistema evidenzia le calorie, i grassi, gli zuccheri ed il sale presenti in 100 grammi di prodotto. Quando in un determinato alimento uno di tali aspetti è presente oltre certe concentrazioni, in etichetta viene indicato con un bollino rosso, se è presente in quantità basse il colore è verde, nei casi intermedi il colore è giallo. Il sistema c.d. “a semaforo” non si basa sulle quantità di consumo del prodotto bensì sulla semplice e generica presenza di alcuni elementi. Di fatto in questo modo i consumatori vengono ingannati sul reale valore nutrizionale dell’alimento
· Prevedere nell’etichettatura l’indicazione obbligatoria della sede dello stabilimento di produzione o confezionamento per i prodotti alimentari, abolita dal regolamento europeo 1169/2011 in materia di etichettatura degli alimenti e in procinto di essere reintrodotta nel nostro Paese per gli alimenti prodotti in Italia e destinati al mercato italiano. Crediamo sia opportuno che l’Unione Europea estenda questa corretta previsione a tutti gli alimenti presenti nel mercato europeo, in modo da garantire la salute degli oltre 700 milioni di cittadini europei.

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Latte e frutta nelle scuole: migliorare l’educazione alimentare

Posted by fidest press agency su sabato, 5 marzo 2016

fruttaParlamento europeo lunedì 7 marzo Secondo il progetto di legge, concordato a titolo provvisorio con i ministri dell’UE in discussione lunedì e in votazione martedì, i bambini europei dovrebbero presto ottenere maggiori benefici da una migliore educazione alimentare e dal finanziamento dei programmi su latte, frutta e verdura nelle scuole.Qualora il progetto fosse approvato, i programmi scolastici su latte e frutta, attualmente separati, verranno accorpati, e i fondi annuali destinati al nuovo programma unico passeranno da 20 milioni di euro a 250 milioni di euro.Quasi 10 milioni di bambini nell’UE hanno beneficiato del programma sulla frutta e circa 19 milioni del programma sul latte nel periodo 2013/2014.
Il programma per il latte nelle scuole è stato istituito nel 1977. Il programma per la frutta, che include attività di formazione, è stato introdotto invece nel 2009. Entrambi i programmi sono stati creati per promuovere il consumo di frutta, verdura, latte e prodotti lattiero-caseari, ma hanno finora operato sotto diversi regimi giuridici e finanziari. Tutti i 28 Stati membri partecipano al programma per il latte nelle scuole e 25 di essi a quello per la frutta nelle scuole (non partecipano: Regno Unito, Finlandia e Svezia).
Il consumo di frutta, verdura e latte è in calo in tutta Europa. Più di 20 milioni di bambini europei sono sovrappeso e gli adolescenti mangiano in media solo il 30 o 50% della dose giornaliera consigliata di frutta e verdura.

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Critiche alla quantità di zuccheri ammessa in alimenti per l’infanzia

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 gennaio 2016

OMSIl Parlamento dovrebbe porre il veto a un progetto legislativo sulla composizione degli alimenti per l’infanzia che permette una quantità eccessiva di zucchero e quindi non protegge i lattanti e bambini contro l’obesità, secondo un progetto di risoluzione che sarà votato mercoledì. Il testo raccomanda di ridurre il tenore massimo di zucchero in modo che corrisponda alle indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).

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ActionAid Day, Expo Milano 2015 sostiene la campagna “Cibo per tutti”

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 ottobre 2015

cibo2Nutrire il pianeta significa nutrire tutti. Nessuno escluso. In occasione dell’ActionAid Day Expo Milano 2015 sostiene la campagna “Cibo per tutti” a favore dei progetti di ActionAid in Etiopia, India e Italia. Tante le sorprese e le iniziative speciali in programma. I visitatori possono scoprirle tra i padiglioni della grande esposizione che aderiscono all’iniziativa accompagnati da una guida d’eccezione: Veronica Maya, conduttrice tv e madrina dell’iniziativa.
“ActionAid contribuisce al tema di Expo 2015 con la grande campagna ‘Cibo per tutti’, che si pone l’obiettivo di coinvolgere il grande pubblico, le istituzioni e i media sull’esigenza di un cambiamento possibile, anche in questa Esposizione Universale, per ‘nutrire’ non solo il pianeta ma anche tutta la popolazione mondiale. Una grande sfida che invito tutti a sostenere”, dichiara Giuseppe Sala, Commissario unico delegato del Governo per Expo Milano 2015.“Promuovere il diritto universale al cibo all’interno della più grande esposizione mondiale dedicata all’alimentazione è un’occasione unica. Vogliamo far riflettere le persone sull’importanza che ognuno faccia la propria parte, ma anche proporre una visita originale dell’Expo con l’obiettivo di sensibilizzare e informare su questioni delicate in modo coinvolgente”, dichiara Daniele Fusi, direttore Marketing di ActionAid.Madrina dell’iniziativa è Veronica Maya, conduttrice televisiva di tante trasmissioni di successo: “E’ una giornata speciale anche per me. Come mamma di due figli, in attesa del terzo, sono molto sensibile ai temi che riguardano il cibo e la corretta alimentazione dei bambini. Il mio pensiero va in particolare a quelli che combattono ogni giorno contro la malnutrizione”. A partire dalle 11.30, la Maya visiterà i padiglioni partner dell’ActionAid Day e aiuterà i volontari dell’associazione. Infine, dalle 14.30, parteciperà ai laboratori didattici sul diritto al cibo organizzati da ActionAid per le scuole nel Conference Center di Expo.
È possibile sostenere la campagna “Cibo per tutti” dal 27 settembre al 18 ottobre donando 2€ tramite sms solidale da cellulare Tim, Vodafone, Wind, 3, Postemobile, Coopvoce e Tiscali, da telefono fisso Vodafone e TWT o scegliere di donare 2 o 5 € chiamando da telefono fisso Telecom Italia, Infostrada, Fastweb e Tiscali. Simbolo della campagna “Cibo per tutti” è un nodo rosso, che rappresenta il legame indissolubile che unisce i destini del Nord e del Sud del mondo.
I fondi raccolti saranno destinati ai progetti di ActionAid in Etiopia, India e Italia. In Etiopia, ActionAid lavora nell’area di Azernet Berberec per fornire acqua pulita, migliorare l’igiene, promuovere la produzione agricola e l’allevamento. In India, ActionAid interverrà a favore di migliaia di donne in 10 villaggi nei distretti di Vellore, Thiruvallur, Kancheepuram, Villupuram e Tamil Nadu. Tra le azioni previste, la fornitura di acqua potabile, la creazione di cooperative femminili e la formazione per la coltivazione organica. In Italia, la campagna CIBO PER TUTTI sostiene “Io Mangio giusto”, progetto contro gli sprechi alimentari per favorire la trasparenza e l’efficienza nelle mense scolastiche. Nel 2015 il progetto ha già coinvolto 24.300 bambini di 455 scuole in tutta Italia e oltre 2500 tra genitori e insegnanti.

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È tempo di tornare al lavoro: Scopri i buoni propositi degli esperti di Curare la Salute per il rientro dalle vacanze

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 agosto 2015

cibo2Vacanze finite ormai per milioni di italiani: è tempo di tornare in ufficio! Le ferie lasciano dietro di sé il ricordo di aperitivi sulla spiaggia, grigliate, cene con gli amici e tanti piccoli peccati di gola. Al rientro dalle vacanze è bene ritrovare un’alimentazione varia ed equilibrata, per prendersi cura del proprio benessere a partire dalla tavola. Che le abitudini alimentari degli italiani durante le vacanze non siano sempre corrette è confermato dai dati dalla rilevazione di “Curare la Salute 2015”, iniziativa nata con l’obiettivo di informare e sensibilizzare la popolazione sull’importanza di prendersi attivamente cura di sé, che quest’anno ha lanciato in rete la versione interattiva della Piramide Alimentare. Dei circa 7.000 italiani che hanno effettuato il test sul sito http://www.curarelasalute.com scopriamo che anche in estate gli italiani non rinunciano ai dolci: il 42% (34% uomini e 44% donne) dei rispondenti al test ne mangia in eccesso. Nella stagione estiva, complice anche il caldo, il consumo di dolci può essere legato al desiderio di rinfrescarsi con un gelato, che viene favorito rispetto invece alla frutta, consumata in dosi insufficienti da circa il 67% degli italiani, mentre il 10% dichiara di non mangiarne affatto. Anche la verdura e il pesce, nonostante la bella stagione dovrebbe invitarne il consumo, vengono invece spesso esclusi dalla dieta degli italiani: il 62% dichiara di non mangiare mai pesce mentre il 76% mangia poca verdura. Alla luce di questi dati gli esperti del comitato scientifico di Curare la Salute 2015 propongono 6 buoni propositi per il ritorno dalle vacanze, che possono essere approfonditi on-line su http://www.curarelasalute.com, dove gli utenti possono trovare, accanto al test della Piramide, tanti nuovi contenuti aggiornati e consigli per prendersi cura di sé, partendo da alimentazione e sani stili di vita:
1. Inizia la giornata con una buona colazione “È sempre più diffusa la consuetudine di saltare la colazione del mattino, o di consumarla in modo sbrigativo e incompleto – sottolinea il Prof. Lucio Lucchin direttore unità operativa complessa di dietetica e nutrizione clinica, comprensorio sanitario di Bolzano e Membro del Comitato Scientifico di Curare la Salute 2015 – La colazione del mattino, dopo le tante ore di digiuno della notte, costituisce il substrato energetico necessario per le attività fisiche e quelle mentali, come attenzione, concentrazione, prontezza di riflessi, richieste in una normale giornata di studio o di lavoro”.
2. Consuma pasti equilibrati “Ricerche scientifiche hanno evidenziato come la Dieta Mediterranea abbia effetti benefici sulla salute e nel 2010 è stata nominata dall’Unesco Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità – spiega il Prof. Michele Carruba, Direttore del Centro Studi e Ricerche sull’Obesità dell’Università degli Studi di Milano e membro del Comitato Scientifico di Curare la Salute 2015 – La piramide della dieta mediterranea, che è stata strutturata inserendo gli alimenti che compongono un pasto principale alla base e, via via a salire, gli altri alimenti necessari a completare il pasto, distribuiti a seconda che la frequenza di consumo consigliata sia giornaliera o settimanale, è un modello di riferimento molto utile e immediato per conoscere le giuste quantità da assumere dei principali alimenti e consumare quindi pasti equilibrati, senza compiere errori.” “Ad esempio, tra frutta e verdura bisognerebbe consumarne almeno cinque porzioni – aggiunge Carruba -quattro invece sono le porzioni giornaliere per pasta, pane, riso o cereali. Per quanto riguarda invece la carne bianca e il pesce le porzioni settimanali sono due.”
3. Varia la dieta Dieta equilibrata è sinonimo di varietà di scelta degli alimenti. Non mangiare sempre gli stessi cibi, contribuisce all’assunzione dei nutrienti utili al benessere dell’organismo.
Uno spunto per variare la propria dieta arriva, per esempio, dalla cucina etnica che ha portato sulle tavole degli italiani nuovi cereali e pseudocereali come amaranto, grano saraceno, quinoa, sago e manioca. “L’interesse verso questi alimenti è in crescita, grazie anche al contributo offerto da Expo 2015 – commenta il Dott. Francesco Gamaleri, del Consiglio Direttivo dell’Ordine dei Farmacisti delle Province di Milano, Lodi e Monza Brianza e membro del Comitato Scientifico di Curare la Salute 2015 – Da iniziali curiosità etniche questi cibi stanno gradualmente entrando a far parte delle nostre abitudini quotidiane, anche perché in molti casi sono compatibili con l’alimentazione delle persone affette da celiachia, patologia con una frequenza media dell’1% nella popolazione generale e il cui riscontro diagnostico è in crescente aumento in tutte le fasce di età.”
4. Durante la giornata, concediti degli spuntini sani “Gli spuntini sono utili sia per spezzare la fame durante la giornata e arrivare con meno fame ai pasti sia per assumere tutti i nutrienti importanti per la nostra salute – spiega il Dott. Luigi Canciani, Responsabile Area Sanitaria Simg e Membro del Comitato Scientifico di Curare la Salute 2015 – Mediamente il fabbisogno giornaliero di una persona si aggira intorno alle 2.000 kcal, perciò, per non assumerle tutte concentrate nei soli 3 pasti ‘canonici’, è ideale suddividerle in cinque momenti, iniziando da una buona colazione, per proseguire con un piccolo spuntino a metà mattina, il pranzo, uno spuntino nel pomeriggio e la cena.” “Il mio consiglio per uno spuntino sano – aggiunge Canciani – è quello di consumare frutta, yogurt o cereali”
5. All’occorrenza, puoi associare alla dieta un integratore alimentare “Per prevenire il rischio di carenze occorre prestare attenzione all’assunzione di alcuni nutrienti definiti essenziali perché il nostro organismo non è in grado di produrli, e fra questi vi sono vitamine, minerali e alcuni grassi polinsaturi” spiega il Prof. Michele Carruba “Laddove non sia possibile seguire un’alimentazione bilanciata un’integrazione nutrizionale può essere considerata un supporto adeguato. Gli integratori multivitaminici e multiminerali, completi e a dosaggi bilanciati, possono rappresentare un valido aiuto per far fronte a carenze nutrizionali, soprattutto in alcune fasi della vita, in funzione dell’età e del sesso.”
6. Verifica le tue abitudini alimentari con il Test della Piramide di Curare la Salute. Infine, verifica le tue abitudini alimentari al rientro dalle vacanze con il Test della Piramide di Curare la Salute, metti in pratica i nostri suggerimenti e prova a rifare il Test tra qualche mese: potrai mettere a confronto i risultati e scoprire i miglioramenti! “Il test è stato elaborato a partire dalla Piramide Alimentare della Dieta Mediterranea: rispondendo alle domande proposte, viene generata una piramide personalizzata, che permette di evidenziare l’aderenza o lo scostamento tra la propria alimentazione e quanto indicato dalla Dieta Mediterranea – conclude il Prof. Michele Carruba, firmatario, insieme al Prof. Carlo Cannella, della Nuova Piramide Alimentare INRAN 2009 – La piramide personalizzata permette poi di rivolgersi in maniera consapevole al proprio medio o farmacista per chiedere un consiglio mirato”

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Allergeni negli alimenti

Posted by fidest press agency su martedì, 25 novembre 2014

allergeneDal prossimo 13 dicembre anche la ristorazione italiana dovrà informare la propria clientela sugli allergeni alimentari (uova, pesce, frumento, crostacei, molluschi…) eventualmente presenti nei piatti serviti. Lo impone il regolamento CEE 1169/2011 per fornire una più completa tutela ai tanti cittadini, in Italia sono ben otto milioni, che soffrono di allergie o intolleranze alimentari. Il Regolamento, pubblicato nell’ottobre 2011, prescrive che per i prodotti somministrati o venduti sfusi il livello minimo di informazione sia la indicazione degli allergeni utilizzati nella preparazione, lasciando agli Stati membri la facoltà sia di richiedere ulteriori indicazioni che di scegliere la forma con la quale queste debbano essere rese disponibili ai consumatori.“A tre anni dalla pubblicazione del regolamento e a pochi giorni dalla sua applicabilità – denuncia Lino Enrico Stoppani, presidente di FIPE-CONFCOMMERCIO – gli esercenti italiani attendono ancora di sapere quali indicazioni dovranno fornire e come lo dovranno fare, cioè se per iscritto o verbalmente“.“L’inerzia dei nostri governanti è inaccettabile, sia nei confronti dei consumatori con problemi di allergie che degli operatori economici – continua Stoppani – sui quali incombe anche un severo regime sanzionatorio in caso di inadempimento”. FIPE anticipando l’inerzia ed i ritardi della Pubblica Amministrazione ha predisposto una metodologia semplificata di comunicazione degli allergeni dei prodotti somministrati, validata dal Ministero della Salute, inserita all’interno del manuale di corrette prassi igieniche (HACCP), ed ha predisposto un software di gestione del problema, che a breve sarà a disposizione del Sistema Associativo, per fornire un concreto aiuto a ristoratori, baristi, pasticceri, gelatieri e gastronomi.

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il Cavaliere non esclude il Quirinale…

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 maggio 2012

Mentre la disoccupazione è in aumento. Mentre milioni impoveriscono ogni giorno sempre di più. Mentre il governo studia altre gabelle e si è inventata persino la tassa sui cani, poi smentita dopo l’alzata di scudi popolare. Mentre si abbatte sui detentori di redditi da lavoro o di pensione l’addizionale Irpef, nuove strette per ridurre sempre di più la gratuità dei ticket sanitari, il caro carrello della spesa, gli aumenti a due cifre sui consumi di gas e luce. Mentre l’Imu finirà con dimezzare le tredicesime e per chi è in affitto nuovi rincari, il cavaliere non trova di meglio che presentare il suo leitmotiv con una proposta che si traduce in pratica nella sua autocandidatura alla Presidenza della Repubblica, per spirito di servizio, egli dice, e noi dovremmo credergli. E soggiunge: se il partito me lo chiede sono pronto. Manca solo un particolare: il partito è il suo e lo sta già gestendo come meglio gli aggrada e pare che in proposito sia stato aperto il toto candidature parlamentari per la prossima legislatura.
L’impressione che ne traiamo è che stiamo vivendo nel surreale tra chi spende in una manciata di anni 20 milioni di euro per regalie alle sue “ragazze” che frequentano le sue ville per spettacoli “burlesche” e chi non riesce ad arrivare alla fine del mese con stipendi e pensioni ridotti al lumicino. E ancora che razza di “gnoccoloni” che siamo se continuiamo a votare i soliti politici, i soliti partiti e al massimo ci limitiamo a disertare le urne facendo il loro gioco? E ora la sfida è aperta con questa candidatura di un uomo che non gli sono bastati 20 anni per mettere in ginocchio il paese e vuole persino raschiare il fondo. Si dice: chi si contenta gode ma è godimento davvero da masochisti per questo popolo di poeti ecc. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Europa: indicazioni salutiste

Posted by fidest press agency su sabato, 26 maggio 2012

Pubblicato il Registro europeo delle indicazioni salutiste (health claims, come tecnicamente li definisce il Regolamento UE 1924/06) che potranno essere riportate su integratori ed alimenti. Un procedimento complesso, impegnativo, durato 6 anni e non ancora terminato, a termine del quale risultano autorizzate 222 indicazioni sulla salute. Ne erano state proposte quasi 5 mila al vaglio iniziale di EFSA, Autorità europea per la sicurezza alimentare. Risultato? “Lo zinco contribuisce al metabolismo acido base” oppure “la betaina contribuisce al metabolismo dell’omocisteina”.
Queste sono alcune delle indicazioni salutiste valutate positivamente che si potranno presto leggersi sulle etichette degli integratori.“Ci chiediamo anzitutto se sia stato fatto un buon lavoro per il consumatore” dichiara Germano Scarpa Presidente FederSalus, Associazione che rappresenta le aziende italiane operanti nel settore degli integratori e dei prodotti salutistici “temiamo che l’acquirente, a fronte di simili indicazioni, resti perplesso e confuso e finisca per abbandonare i nostri prodotti. Ne avrà così un danno tanto il consumatore quanto l’industria”. Le perplessità suscitate dai lavori sono infatti numerose ed arrivano anche da Bruxelles “Il metodo di valutazione delle prove scientifiche su alcuni health claims sembra essere sproporzionato” ha pubblicamente dichiarato Renate Sommer, eurodeputata del Gruppo PPE. “Come risultato, i criteri risultano essere in contraddizione con quelli rispettati a livello internazionale. La procedura di valutazione impone dei criteri che difficilmente possono essere soddisfatti da parte delle Piccole e Medie imprese”. Infatti, secondo una stima elaborata da uno studio inglese (GBC Ltd, Study on NHCR Economic Impact Assesment), l’impatto del Regolamento UE 1924/2006 avrà esiti devastanti proprio sulle piccole e medi imprese, ricordate dall’europarlamentare, che producono e commercializzano integratori alimentari. Questi prodotti, senza possibilità di comunicare il loro valore salutistico, verranno penalizzati negli acquisti di almeno il 25 % con una conseguente perdita di 13.300 posti di lavoro. I dati sono tanto più preoccupanti se inseriti nel contesto di grave crisi economica ed occupazionale che l’Italia e la Ue stanno attraversando.
Ad alimentare dubbi sugli esiti del processo di autorizzazione contribuiscono anche esponenti della ricerca scientifica. Diversi ricercatori europei hanno dichiarato in un documento di consenso scientifico (Scientific substantiation of health claims: Evidence-based nutrition” Elsevier Nutrition Journal – 2011) che il lavoro svolto da EFSA “non è appropriato per la valutazione di claims per gli alimenti” in quanto sarebbero stati assunti parametri idonei a misurare l’efficacia dei farmaci ma totalmente inadeguati ad appurare l’attività benefiche di sostanze alimentari. Ma allora, a che giova l’applicazione in questi termini del Regolamento sugli health claims? “Crediamo a nessuno” risponde Germano Scarpa “pensiamo anzi che, così come attuato, finisca per alimentare una serie infinita di ricorsi alla Corte di Giustizia contraddicendo in tal modo le sue premesse inziali: chiare informazioni al consumatore e sviluppo della ricerca industriale”.

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Alimenti per l’infanzia: Ieo studia functional food e probiotici

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 aprile 2012

Sarà avviato presso l’Istituto europeo di oncologia (Ieo) un progetto di ricerca per individuare alimenti e molecole funzionali in grado di promuovere il corretto sviluppo del sistema immunitario del bambino al fine di migliorare le sue difese e di ridurre il rischio di patologie immunitarie come allergie, malattie infiammatorie intestinali, morbo celiaco ed eventualmente tumori. Lo studio è condotto da un gruppo di ricercatori guidati da Maria Rescigno, esperta in immunologia, e nasce da un accordo tra l’Istituto e il Gruppo Heinz proprietario di Plasmon. «L’oggetto principale delle investigazioni» si legge in una nota Ieo « è l’approfondimento della capacità dei probiotici di fornire alcune proprietà funzionali agli alimenti in maniera naturale, vale a dire durante la loro semplice crescita all’interno di quest’ultimi, processo definito fermentazione». Il progetto rientra in un programma di studi più ampio che l’azienda sostiene da diversi anni e che ha l’obiettivo di studiare e sviluppare alimenti funzionali per applicazioni esclusive nei prodotti per l’Infanzia. «Gli alimenti funzionali, oltre ad avere un valore nutrizionale» ricorda lo Ieo «agiscono positivamente su una o più funzioni dell’organismo in maniera rilevante per migliorare lo stato di salute e/o ridurre il rischio di malattie. Tali effetti sono di particolare interesse in età pediatrica, quando l’organismo non è ancora completamente maturo, perché possono aiutare il corretto sviluppo del bambino fornendo benefici sia a breve che a lungo termine».(fonte farmacista33)

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Tecnologia HYST: dalle biomasse alimenti ed energia sostenibile

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 febbraio 2012

Il giorno 23 febbraio 2012, presso la sede del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Montelibretti (RM), si è tenuto il convegno di studio “Tecnologia HYST: dalle biomasse alimenti ed energia sostenibile” organizzato dal CNR Area della Ricerca RM1 e dall’associazione Scienza per l’Amore, in collaborazione con la società BioHyst.
L’incontro è stato aperto dal Responsabile dell’Area Ricerca CNR Roma 1, Renzo Simonetti, il quale ha brevemente illustrato le attività dei vari dipartimenti che afferiscono alla struttura.
Al suo intervento ha fatto seguito quello del prof. Pier Paolo Dell’Omo (Dipartimento di Ingegneria Astronautica, Elettrica ed Energetica dell’Università La Sapienza). “Con la tecnologia HYST”, ha spiegato l’ing. Dell’Omo, “non solo potremmo produrre biometano a prezzi estremamente bassi (circa 0,6 € a litro di benzina equivalente), ma anche in quantità tali da soddisfare entro il 2020 l’obbligo europeo di sostituire il 10% del fabbisogno energetico con biocarburanti: un risultato che nessuno degli attuali sistemi di produzione di biogas di seconda generazione è in grado di ottenere”.Successivamente il prof. Luca Malagutti, del Dipartimento di Scienze Animali dell’Università di Milano, ha presentato i risultati relativi all’utilizzo della tecnologia HYST nell’alimentazione animale, mostrando come alcuni costituenti tipici degli alimenti zootecnici, quali la crusca e le paglie di cereali, divengano più digeribili e maggiormente nutrienti se sottoposti al trattamento HYST. “Abbiamo sottoposto a trattamento HYST crusca di cereali e stocchi di mais, poi abbiamo effettuato delle analisi chimiche e biologiche per determinare il valore nutrizionale e la digeribilità delle frazioni. […] La tecnologia HYST applicata a sottoprodotti agricoli permette di ottenere prodotti paragonabili a una farina nobile”.Per quanto riguarda l’alimentazione umana, la dott.ssa Luciani dell’Istituto Superiore di Sanità ha poi spiegato come, con la lavorazione HYST, sia possibile ottenere dalla crusca una farina estremamente ricca di proteine, vitamine e micronutrienti, che sono invece carenti nelle farine di uso comune. Con un processo totalmente naturale, la tecnologia HYST rende disponibili prodotti di elevata qualità nutrizionale da sottoprodotti (attualmente considerati “di scarto”) dell’industria molitoria, e proprio per questo rappresenta una irripetibile opportunità per il supporto all’alimentazione nei Paesi in Via di Sviluppo.La seconda parte dell’incontro si è focalizzata sull’aspetto umanitario della tecnologia. Luca Urdich, dell’associazione Scienza per l’Amore, ha illustrato il progetto Bits of future: food for all. “Il progetto”, ha spiegato Urdich, “mira a combattere la fame e a favorire l’ottimale utilizzo delle risorse nei Paesi in Via di Sviluppo attraverso l’uso della tecnologia HYST. Ben cinque paesi africani hanno già aderito ufficialmente al progetto con l’intento di arrivare in tempi brevi alla realizzazione delle prime installazioni industriali”.Il dott. Daniele Lattanzi, della società BioHyst – che gestisce per conto dell’Associazione Scienza per l’Amore gli aspetti economici legati alla tecnologia – ha concluso i lavori evidenziando l’impatto economico, occupazionale e d’investimento che avrebbe l’introduzione della HYST in Italia. Il suo intervento si è concentrato particolarmente sul settore strategico dei biocarburanti. “Non solo con HYST l’Italia potrà ottemperare agli impegni presi in sede comunitaria”, ha detto Lattanzi, “ma sarà possibile far partire sul territorio nazionale una filiera agro-energetica che, a regime, produrrà fatturati per oltre 2 miliardi di euro (il 17% del mercato della benzina italiano) creando oltre 12000 nuovi posti di lavoro”. “Anche nel settore alimentare vediamo grandi possibilità di sviluppo”, ha continuato Lattanzi “sap! piamo di avere prodotti al vertice del mercato funzionale, in un segmento che fattura ogni anno oltre 9 miliardi di euro su scala globale, ed è ritenuto uno dei settori trainanti dell’economia del futuro”.L’intervento è quindi terminato con uno sguardo al mondo politico: “Il progetto HYST ha coinvolto Università di tutta Italia e oggi il più importante istituto scientifico italiano, il CNR. Dopo quest’appuntamento, non resterà che portare il progetto all’attenzione dei massimi vertici istituzionali italiani, per creare un programma di sviluppo tecnico ed economico”.

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Fimp, in alimenti freschi tossine oltre la soglia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 febbraio 2012

Si riapre il dibattito sulla genuinità degli alimenti specifici per l’infanzia da 0 a 3 anni rispetto a quella degli alimenti freschi, a seguito della pubblicazione dei risultati dell’analisi voluta dalla Federazione italiana dei medici pediatri con la collaborazione dell’Università Federico II di Napoli. La Fimp, si legge in un comunicato, ha sviluppato un’analisi sistematica di cibi e prodotti alimentari indirizzati all’infanzia per verificare le effettive composizioni alimentari che ha confermato quanto emerso in merito alla presenza di micotossine e altre sostanze al di sopra delle percentuali previste. «Questi dati sono stati inviati al ministero della Salute e alle autorità competenti» scrive la Fimp «per un’ulteriore verifica di merito». «Abbiamo voluto fare questa verifica scientifica» ha comentato Giuseppe Mele presidente Fimp «con l’obiettivo di valutare l’eventuale presenza di componenti dannose per la salute dei più piccoli, che ci è stata puntualmente confermata, in modo da poterli salvaguardare nel momento più delicato del loro sviluppo, l’età pediatrica. I primi 3 anni sono, infatti, fondamentali per la salute del bambino ed è quindi decisivo per le famiglie disporre di alimenti sicuri».(fonte farmacista33)

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“Tecnologia HYST: dalle biomasse alimenti ed energia sostenibile”

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 febbraio 2012

Montelibretti (RM) 23 Febbraio 2012 – ore 10.00/13.00 CNR: Area della Ricerca RM1 Via Salaria Km 29.300 il CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) e l’Associazione Scienza per l’Amore, in collaborazione con la società BioHyst, organizzano il convegno: “Tecnologia HYST: dalle biomasse alimenti ed energia sostenibile”. La tecnologia HYST (Patent Application WO 2011/061595A1) è un sistema di trattamento delle biomasse, che agisce per via esclusivamente fisica “disaggregando” le strutture dei vegetali attraverso ripetuti stadi d’urto ad alta velocità tra i frammenti del materiale processato. È un procedimento semplice, a basso costo e a impatto ambientale nullo, alternativo ai comuni processi che modificano la materia per via chimica o termochimica. I risultati sin qui conseguiti autorizzano a ritenere che il sistema HYST possa essere una soluzione per la valorizzazione di molte biomasse, tra cui scarti e sottoprodotti, al fine di conciliare necessità alimentari ed energetiche. Impiegare la stessa biomassa per più scopi è il concetto chiave: una risorsa per cibo, energia, chimica, farmacopea. La tecnologia HYST nasce nell’ambito di un progetto umanitario, oggi chiamato Bits of Future: food for all, promosso dall’Associazione Scienza per l’Amore. Lo scopo di tale progetto è quello di sostenere la crescita dei Paesi in Via di Sviluppo ottimizzando, attraverso la HYST, l’utilizzo delle risorse locali per combattere la fame, la povertà e le carenze energetiche. In questo contesto, il Convegno vuole rappresentare un momento di incontro e dialogo tra ricercatori, realtà socio-economiche e industria, per una disamina dei risultati ottenuti e per tracciare nuovi percorsi di ricerca e sviluppo. Programma: http://www.scienzaperlamore.it/allegati/Programma_CNR.pdf

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Sostanze vietate in alimenti ma presenti negli integratori

Posted by fidest press agency su martedì, 7 febbraio 2012

Alcuni integratori alimentari di origine vegetale contengono una sostanza tossica, l’alchilbenzene, in quantità tale da determinare, come dimostrato da sperimentazioni sugli animali, un aumento di casi di cancro al fegato. La sostanza è già vietata nell’Unione europea come aromatizzante per gli alimenti, ma non ancora vietata per gli integratori alimentari. Lo ha segnalato uno studio pubblicato su Food and nutrition sciences, in cui un team di ricercatori dell’università di Wageningen, nei Paesi Bassi, e dell’università di Milano, ha scoperto che sono in vendita alcuni integratori alimentari vegetali contenenti tali sostanze a livelli paragonabili a quelli che aumentano i casi di cancro nei test sperimentali sugli animali. Nell’analisi sono stati valutati 30 composti di integratori alimentari a base di basilico, finocchio, noce moscata, sassofrasso, cannella o calamo o i loro oli essenziali, e alcuni di questi prodotti contengono livelli relativamente alti di alchilbenzeni o composti del gruppo degli alcaloidi pirrolizidinici. L’uso di questi ultimi è già proibito per i cibi e per gli integratori alimentari vegetali nella maggior parte degli Stati membri dell’Unione, così come è proibito l’uso di alcuni alchilbenzeni (estragolo, metileugenolo, safrolo o beta-asarone) come sostanze aromatizzanti negli alimenti, ma mancano ancora le norme che stabiliscano limitazioni sulla presenza degli alchilbenzeni negli integratori alimentari.

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Falsi alimenti biologici

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 dicembre 2011

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Image via Wikipedia

La “megatruffa” scoperta dalla Guardia di Finanza del Comando di Verona ha portato al sequestro di oltre 700 mila tonnellate di prodotti alimentari falsamente etichettati come biologici. Sebbene al momento non si parli di minaccia per la salute dei consumatori, la frode, a causa delle sue inaudite dimensioni, è comunque gravissima. L’operazione condotta dai militari di Verona – ha dichiarato Pietro Giordano, Segretario Generale Adiconsum – merita sicuramente il plauso dei consumatori e degli operatori onesti della filiera del biologico, ma dimostra come il fenomeno della contraffazione continui a prosperare sia all’interno che all’esterno dei nostri confini nazionali. Ora chiediamo che si faccia chiarezza fino in fondo – ha proseguito Giordano – e che ai consumatori si faccia sapere chi intratteneva rapporti commerciali con le sei persone fermate. Soltanto la conoscenza dei canali di vendita cui era destinata la merce sequestrata, infatti, può evitare che ora la prevedibile sfiducia dei consumatori possa mettere in crisi l’intero settore.

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Sanità Lazio: malati di reni in rivolta

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 novembre 2011

Palazzo della Regione Lazio

Image by Air Force One via Flickr

I malati di reni, in rivolta, si appellano alla Regione Lazio. Il finanziamento previsto per l anno in corso di 3.700.000 euro sull erogazione gratuita dei farmaci aproteici, prolunganti l attività renale, impegnato con la delibera di Giunta 570 del 4/12/2010, è terminato e le rassicurazioni della Regione che avevano fatto ben sperare le associazioni sono finite nel dimenticatoio. Le preoccupazioni dei pazienti interessati aumentano, perché vedono profilarsi una sostanziosa spesa mensile fissa per curarsi, se possono permettersela , fanno sapere i vertici delle associazioni interessate.
Per questo, è partita una lettera indirizzata alla Governatrice Polverini e all Assessore Aldo Forte, per avere risposte concrete sulla questione. Abbiamo pazientemente atteso, ma tutte le dichiarazioni in tema sembrano essere sfavorevoli , spiegano il Segretario dell associazione Malati di reni, Roberto Costanzi e quello regionale di Cittadinanzattiva, Giuseppe Scaramuzza. Chiediamo di essere informati con urgenza sulle iniziative in atto sia verso i farmacisti sia per reperire nuovi fondi regionali e avere una data certa per il ripristino dell erogazione degli alimenti . In assenza di risposte, ci riserviamo il diritto di qualsiasi tipo di azione a tutela dei malati nefropatici , concludono.
Sull argomento, sono partite due interpellanze al Presidente del Consiglio regionale del Lazio, Mario Abbruzzese, a firma di Giulia Rodano, consigliera del gruppo Idv alla Pisana e Ivano Peduzzi (Fds), il quale invita a considerare anche l allarme lanciato dal Segretario nazionale dell associazione del cittadino Assotutela , secondo cui i pazienti con insufficienza renale cronica non hanno più la possibilità di usufruire del contributo regionale e ciò sta causando dei gravi problemi economici a tutti coloro che ne usufruivano. Rilevato che ad oggi oltre 5.000 malati sono ancora senza una risposta e non hanno, quindi, la possibilità di effettuare la spesa mensile dei prodotti aproteici gratuitamente, indispensabili per ritardare il loro ingresso in terapia dialitica , si legge nel testo del documento redatto, invece, dalla Rodano, si chiede all Assessore alle Politiche Sociali e alla Presidente della Regione, quali provvedimenti la Regione intenda prendere in merito alla situazione e di dare, a tutela dei malati di insufficienza renale cronica, una data certa per il ripristino dell erogazione degli alimenti aproteici .
La spesa per gli alimenti aproteici per persona da parte della Regione è di 120,00 euro al mese; 160,00 per i bambini, mentre il costo di un mese di dialisi è di 2.500 euro.

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