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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 338

Posts Tagged ‘alitalia’

Alitalia-Ita: fari accesi su piano industriale e occupazione

Posted by fidest press agency su domenica, 19 settembre 2021

“Le commissioni continueranno a tenere accesi i fari sulla questione Ita-Alitalia: la prossima settima saranno in audizione l’azienda e i Ministeri di riferimento. Approfondiremo il piano industriale di Ita che ci pare abbia ridimensionato le ambizioni in termini di prospettive industriali e di riposizionamento sul mercato e inoltre chiederemo con molta chiarezza che anche Ita, a totale capitale pubblico, rispetti le leggi dello Stato in tema di applicazione del contratto collettivo nazionale e tutte le altre disposizioni di legge”. Lo hanno dichiarato la presidente della commissione Lavoro della Camera Romina Mura e il capogruppo Pd in commissione Trasporti Davide Gariglio, oggi a margine dell’audizione delle sigle sindacali e le associazioni nelle commissioni Trasporti e Lavoro della Camera sulla situazione di Alitalia e della Newco Ita (Italia Trasporto Aereo). Ribadendo che “si devono accompagnare i lavoratori di Alitalia con strumenti di sostegno al reddito e politiche attive in attesa che si realizzino le condizioni di ricollocazione in Ita”, Mura e Gariglio hanno chiesto nuovamente “un tavolo unico del settore del trasporto aereo, per rilanciare un asset industriale fondamentale e per dare risposte strutturali a un settore le cui crisi si susseguono da anni. Solo qualche mese fa abbiamo congelato la crisi Air Italy con la cig ma a fine anno ci ritroveremo questa vertenza da risolvere”.

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Alitalia/Ita e Montepaschi. Finanza di regime… fallimentare

Posted by fidest press agency su sabato, 4 settembre 2021

In questa estate si è consumato meno del solito il dibattito su alcune mostruosità finanziarie del nostro Stato, Alitalia/Ita e Montepaschi. I soldi dei contribuenti, però, nonostante urgenze come covid e Afghanistan, vengono indirizzati verso il mantenimento di queste aziende decotte.Alitalia è costata al contribuente una decina di miliardi e verrà mandata a casa non pagando debiti e prestiti. Sarà sostituita da Ita che, nonostante le restrizioni imposte dall’Ue, ha tutte le caratteristiche di gigantismo e pretesa finanziaria di Alitalia, e votata a bilanci in rosso, sempre a spese dello Stato. Ita parte con una cinquantina di aerei e cinquemila dipendenti (tutto pianificato per crescere nel tempo): un gigante che dovrebbe fare concorrenza alle low cost che sono ovunque nei cieli nazionali ed europei, e concorrenza con 7 aerei ai big mondiali intercontinentali. Tra qualche anno sarà piena di debiti e forse si farà avanti qualche big del cielo interessato all’unico patrimonio in loro possesso, gli slot di Linate e Fiumicino. E, ovviamente, siamo pronti al ritornello dell’importanza di avere una compagnia di bandiera e ad altri nostri soldi riversati nel suo nuovo pozzo senza fondo.Montepaschi ci è costata finora 5 miliardi e dovrà essere venduta entro marzo 2022 altrimenti, non potendo restituire i prestiti di Stato, è destinata al fallimento. Unicredit è interessata ad acquistarla senza debiti e tagliando 5.000 lavoratori… un “affare” che i contribuenti pagheranno tra i 6 e gli 8 miliardi. E’ da tempo che avrebbe potuto/dovuto fallire, ma è vigente la filosofia che le banche non falliscono mai.Insomma, una ventina di miliardi che avrebbero potuto ben essere utilizzati per, cancellando il passato, avviare nuove aziende.Perché questo non accade? I partiti al potere, coi loro interessi spacciati per impegni di pubblica utilità, ne sono responsabili. Anche i sindacati, in piccola parte, con politiche di difesa di posti di lavoro dove quest’ultimo è solo quello che viene pagato da altri lavoratori. Questo lo chiamano mercato e concorrenza…. Vincenzo Donvito, Aduc

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Alitalia: Le ‘sofferenze’ di chi ha malauguratamente acquisto un biglietto non più utilizzabile

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 agosto 2021

257 mila persone hanno acquistato un biglietto Alitalia prenotando un volo che avrebbe dovuto partire entro maggio 2022, ma l’ex-vettore di bandiera dal 15 ottobre non esisterà più e sarà sostituita da Ita (che proprio ieri ha avuto le autorizzazioni Enac per operare), ma a condizione che questa nuova compagnia non erediti la biglietteria di Alitalia, come imposto dall’Ue. Per queste 257 mila il Governo ha creato un fondo di 100 milioni di euro . Il ministero dello Sviluppo Economico dice che sta preparando uno specifico decreto che dovrebbe essere pronto ai primi di settembre.Le domande per tutelare queste 257 mila persone sono tante. Tutte per il fatto che l’utente che ha acquistato un volo e/o un servizio in cui era previsto un volo Alitalia, si troverà di fronte a difficoltà per essere tutelato in merito al volo e ai servizi acquistati in connessione al volo: – I voucher emessi durante la pandemia, saranno rimborsati o convertiti in altrettanti voucher con nuove scadenze? – Chi parte con Alitalia prima del 14 ottobre, e poi per tornare sempre con un biglietto Alitalia, che tutela avrà? – Chi ha prenotato tramite agenzie (anche le moto diffuse online), a chi dovrà rivolgersi senza, magari, dover aprire un contenzioso con la specifica agenzia a cui ha già pagato? – Chi ha comprato un biglietto con diversi voli (magari anche intercontinentali) e tra questi c’è un volo Alitalia venduto in accordo “codeshare”, a chi dovrà rivolgersi e cosa dovrà fare senza dover rincorrere l’agenzia o la compagnia aerea presso cui ha fatto l’acquisto dell’intero biglietto? – Chi ha comprato un pacchetto viaggio in cui è previsto un volo Alitalia, sarà tutelato per tutto il pacchetto, che è probabile qualche albergatore o noleggiatore di servizi a terra non vorrà rimborsare (magari in un Paese extracomunitario, quindi difficilmente ragionevole di fronte alle imposizioni delle autorità italiane)? Oppure avrà tutela solo per il volo? (fonte Aduc)

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Mps, ma sappiamo bene chi è e cosa ha fatto? Verso una nuova Alitalia?

Posted by fidest press agency su martedì, 3 agosto 2021

Mps è il nome di una banca che dovrebbe incutere timore e sicurezza perché nel suo logo primeggia la data di fondazione (1472), evocando la grandezza rinascimentale dei banchieri senesi, Ma oggi è una banca che, in base agli stress test dell’Eba (l’autorità europea di sorveglianza sul sistema bancario) è il peggiore dei 50 istituti analizzati. E per non andare a fondo avrebbe bisogno di 2,5 miliardi; bisogno per il quale si è fatta avanti Unicredit (azionisti di ogni tipo), promossa dall’Eba. Mps è proprietà, dalla fine del secolo scorso (legge Amato per far uscire lo Stato dalla gestione) di una fondazione espressione del potere locale (Comune, Provincia, Regione, Università, tutti di sinistra con in più anche l’Arcidiocesi senese). E’ bene premettere che dal 2017 Mps è al 70% dello Stato italiano. Che ha rimediato alle politiche disastrose per i risparmiatori, smascherate anche da associazioni come Aduc (per cui ci siamo beccati anche delle denunce finite poi nel nulla): “4You” e “My Way”, schemi di indebitamento dei primi anni 2000 per risparmiatori privati che consentivano di investire in Borsa con capitali prestati dalla banca; carta straccia con lo scoppio della bolla speculativa delle dotcom, e Mps, grossomodo, ha dovuto rimborsare. Nonostante questo flop Mps subito dopo si espanse acquistando Antonveneta (16,5 miliardi tra esborso e accollo debiti) a cui rimediò, sempre grazie alla nomea del marketing e con aiuti politici di ogni dove, con un aumento di capitale di 9 miliardi. E poi (crisi finanziaria 2008) Mps attinge ai “Tremonti Bond” (diventati poi “Monti bond”) che riesce a rimborsare solo nel 2015 facendo entrare lo Stato col 4% nel capitale. Non paga, coi prodotti derivati Alexandria e Santorini (tenuti nascosti anche a Bankitalia) fa un nuovo buco di 730 milioni (conseguenza di rilevo: il presunto suicidio del capo della comunicazione David Rossi). Tutto questo, per far fede all’assioma che “le banche non falliscono mai” ha portato lo Stato, nel 2017, ad acquisire appunto il 70% di capitale per evitare il cosiddetto peggio. E siamo all’oggi. Prospettiva Unicredit con ridimensionamento o, come vorrebbero tanti politici con in testa la Regione Toscana che si preoccupa della toscanità, confermarla come carrozzone dello Stato (le nostre tasse) al pari di Alitalia, in vista di una resurrezione che suona impossibile… i fatti sopra elencati sono eloquenti. Fatti che hanno nomi e cognomi, il fior fiore di quelli che una volta si chiamavano boiardi di Stato ma che oggi si chiamano manager privati che rischiano coi soldi dello Stato. Ecco alcuni nomi dei protagonisti passati e attuali: Vincenzo De Bustis, Giuseppe Mussari, Antonio Vigni, Gianluca Baldassarri, Daniele Pirondini, Alessandro Profumo, Massimo Tononi, Fabrizio Viola , Marco Morelli, Alessandro Falciai, Guido Bastianini.Le banche devono continuare a non fallire mai? Vincenzo Donvito, presidente Aduc

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Codici: i miliardi bruciati da Alitalia

Posted by fidest press agency su domenica, 16 Maggio 2021

A volte i numeri valgono più di molte parole. È il caso, secondo l’associazione Codici, di quelli di Alitalia, snocciolati in un report di Mediobanca, che ha calcolato quanti soldi pubblici ha ricevuto la compagnia aerea dallo Stato.“Il bilancio è catastrofico – afferma Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici –, parliamo di un pozzo senza fondo, di una situazione peggiore di qualsiasi fallimento. Nel decreto Rilancio di maggio erano stati stanziati 3 miliardi per la costituzione della newco Ita. Soldi bruciati nell’arco di un solo anno, con la spesa totale sostenuta dallo Stato italiano in 47 anni che raggiunge la cifra allucinante di circa 13 miliardi. Uno scandalo, che in un momento come questo caso assume i contorni dell’affronto per un Paese ridotto in ginocchio dall’emergenza Covid19. Adesso dovrebbero essere stanziati circa 100 milioni per garantire l’operatività di Alitalia mentre le negoziazioni con l’Europa per la nascita di Ita vanno avanti. Se la paragoniamo ai numeri del passato, anche recente, è una cifra che sembra una paghetta settimanale. È arrivato il momento di tirare una linea. Non è possibile continuare a mettere le mani nelle tasche degli italiani per tenere in piedi la compagnia aerea”.

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Air Italy e Alitalia crisi unitarie di settore

Posted by fidest press agency su martedì, 4 Maggio 2021

“La crisi Air Italy non può più essere lasciata alle trattative in sede aziendale ma deve essere presa in carico dalle istituzioni, con la precisa volontà di trovare una soluzione che eviti i licenziamenti di massa. Il Governo consideri Air Italy e Alitalia come crisi unitarie di settore e le inserisca entrambe nelle trattative per la costituzione della newco Ita. Al contempo ci aspettiamo che la Regione Sardegna dia garanzie sulla partenza del Piano delle politiche attive per la promozione del reinserimento occupazionale dei lavoratori di Air Italy e, se li ha, esponga i suoi progetti industriali”. Lo dichiarano i deputati dem Romina Mura, presidente della commissione Lavoro della Camera e Graziano Delrio, già capogruppo Pd e ministro dei Trasporti, in vista dell’incontro convocato dalla Regione Sardegna con i sindacati sulla vertenza Air Italy. “E’ irricevibile la posizione della proprietà che – aggiungono i deputati dem – si frappone alla sottoscrizione dell’accordo necessario alla proroga della cassa integrazione: la situazione è di emergenza e serve una stretta sinergia tra i soggetti istituzionali e i sindacati”.

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Alitalia, Fast Trasporto Aereo: “Serve un atto di coraggio del governo”

Posted by fidest press agency su domenica, 18 aprile 2021

“Continuano a parlare male di Alitalia, ma stavolta la colpa è della politica, che non ha controllato adeguatamente la gestione commissariale, ha accettato un piano industriale inadeguato e non ha saputo far valere gli interessi dell’Italia nella Ue”. Questa la denuncia di Fast Trasporto Aereo. “Siamo stufi – spiegano dal sindacato – di sentire accusare i lavoratori. Alitalia è una delle compagnie più puntuali e più sicure d’Europa. Ha il numero di dipendenti in rapporto agli aerei più basso e il costo del personale minore dei suoi competitor. E’ora che qualcun altro si assuma la responsabilità di questa situazione” “Il piano industriale presentato con una previsione di 45 aerei – prosegue Fast Trasporto Aereo – non serve a nessuno, perché oltre a generare 7-8mila esuberi non garantisce neanche il rilancio della compagnia. Neanche i 3 miliardi stanziati sono sufficienti. Per mantenere e sviluppare un asset strategico per il Paese serve una vera nazionalizzazione con almeno 5 miliardi di capitale iniziale”. “A questo punto – conclude il sindacato -serve un atto di coraggio di governo, che dovrà anche difendere gli interessi nazionali chiedendo immediate spiegazioni alla Commissione europea in merito al vice direttore generale dell’Antitrust Ue, che sta bloccando la nascita della nuova Alitalia, passato alle dipendenze, come legale, di Lufthansa. Fast Trasporto Aereo è disponibile a battersi per qualsiasi soluzione che garantisca la salvaguardia occupazionale e retributiva dei dipendenti”.

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Alitalia? Avrà un futuro?

Posted by fidest press agency su sabato, 6 marzo 2021

“Pur apprezzando l’interesse del nuovo Governo sul dossier Alitalia, l’impegno dell’esecutivo potrebbe non bastare. L’idea di una mini compagnia, con una flotta di aerei ridotta a 45 mezzi, un personale sotto organico con 4500 dipendenti, la vendita degli asset come richiesto dall’Europa e lo stanziamento che si assottiglia da 3 miliardi a 1 non sono di buon auspicio. Nei prossimi giorni il Governo incontrerà l’Ue e a Draghi ricordiamo che il rilancio di Alitalia non può prescindere da obiettivi ambiziosi, dal rilancio di Alitalia e dal potenziamento del trasporto, della logistica e dell’intermodalità, dal rafforzamento del segmento manutentivo e dalla tutela dei livelli occupazionali, seguendo peraltro numeri ampiamente confermati dalle altre compagnie europee. Non è vero in sostanza che ci sia un’eccedenza di personale, a meno che non si voglia ridimensionare o svendere la compagnia aerea. Dobbiamo mantenere un vettore nazionale autonomo e competitivo, moltiplicatore di turismo e commercio, cioè capace di contribuire alla creazione di nuova ricchezza”. E’ quanto dichiara in una nota Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi.

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Governo. Facciamo un po’ di conti su Alitalia

Posted by fidest press agency su domenica, 28 febbraio 2021

Negli ultimi 12 anni ha avuto 13 miliardi di soldi pubblici, cioè nostri, ma è, ancora, in crisi. L’Alitalia gestisce l’8% del traffico aereo da e per l’Italia. E’ superata da Ryanair e da Lufthansa. Chiunque voglia prendersi l’Alitalia dovrà accollarsi i relativi debiti. Tutto questo indipendentemente dalla pandemia. Così è intervenuto il segretario della Lega, Matteo Salvini, che ha dichiarato: “Ci sono investitori privati che si stanno riaffacciando; io personalmente sto dialogando con alcuni di questi.” Frase che ricorda “L’Alitalia agli italiani”, dell’allora presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Si fece appello ai “capitani coraggiosi”. Era il 2008 e Salvini era stato eletto deputato per la Lega. Quella operazione costò alle tasche del contribuente 3,2 miliardi di euro e non risolse la crisi dell’Alitalia. Oggi, Salvini ripropone l’operazione “capitani coraggiosi”, e “l’Alitalia agli italiani”, che non esiste perché Alitalia non è compagnia di bandiera, e non impatta sul 13% del settore turistico se non in misura minima, cioè l’1%. Salvini ha un suo uomo al ministero dello Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti, che ha sul tavolo i dossier delle aziende in crisi, Alitalia compresa. Vedremo quello che proporrà. Nel frattempo Salvini ha il problema del consenso elettorale, visto che in prossimità ci sono le elezioni nei più importanti comuni (Roma, Milano, Torino, Napoli, ecc.).Insomma, è in campagna elettorale. Comprensibile, ma non risolve. Primo Mastrantoni, segretario Aduc

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Alitalia e gli impegni a non truffare più i passeggeri…

Posted by fidest press agency su sabato, 6 febbraio 2021

Nel giorno in cui Alitalia si appresta a pretendere ulteriori soldi per pagare gli stipendi dei propri dipendenti, di un’azienda in difficoltà come tante altre a causa della pandemia, ma che a differenza di queste ha diversi santi in paradiso… in questo giorno ci arriva comunicazione da parte di Antitrust che il cosiddetto vettore nazionale, nonostante abbia truffato, essendosi impegnata a non continuare a farlo e a rimborsare le vittime, ne può venire fuori indenne.Il fatto: Alitalia ha venduto l’anno scorso biglietti per voli la cui effettuazione era incerta. Se abitualmente potrebbe essere normale, l’anomalia era che, annullando questi voli per pandemia, per legge emergenziale, Alitalia non rimborsava e dava un voucher di altrettanto valore. Quindi aveva trovato un modo truffaldino per farsi finanziare ulteriormente dai passeggeri.Oggi l’Antitrust fa sapere che Alitalia ha detto che non lo farà più e che avrebbe trovato adeguati metodi per informare le sue vittime dell’epoca e quelle future.Quindi, commetti l’illecito, nessuno interviene finché un’associazione come Aduc non denuncia, dici che non lo farai più e tutti amici come prima. Chissà cosa succederebbe ad Aduc se violasse la legge e, per non incappare nei rigori delle pene, dicesse “non lo faccio più”.Ci si stupisce se poi Alitalia, oltre ai miliardi già persi in tutti questi anni per la sua incapacità, continui ad esistere e a pretendere soldi pubblici mentre altre aziende, anche floride e che non hanno avuto soldi dallo Stato, non sanno in pandemia come sbarcare il lunario. Santi in paradiso… Vincenzo Donvito, presidente Aduc

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Alitalia: Leogrande, rimborsi per oltre 265 mln

Posted by fidest press agency su martedì, 13 ottobre 2020

Il commissario di Alitalia Giuseppe Leogrande, in audizione alle commissioni riunite Trasporti e Attività produttive della Camera, ha dichiarato che la compagnia ha rimborsato fino al 30 settembre oltre 265 milioni in biglietti venduti per voli cancellati per l’emergenza Covid.”Peccato che per rimborsare i consumatori ci sia voluto l’intervento dell’Antitrust che il 3 luglio ha avviato un procedimento istruttorio cautelare nei confronti di Alitalia perché offriva ai suoi clienti l’erogazione dei voucher in luogo del rimborso del prezzo del biglietto previsto dal Regolamento (CE) n. 261/200″ afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Solo grazie all’intervento dell’Authority sono state modificate le pratiche commerciali della compagnia e modificate le comunicazioni inviate ai clienti. Inoltre, ci piacerebbe sapere quanti sono i viaggiatori che ancora attendono il rimborso e se, quando parlano di rimborsi, intendono in denaro o con voucher” conclude Dona.

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Alitalia, USB: la ministra De Micheli è fuori rotta, non ci siamo proprio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 settembre 2020

USB esprime la propria delusione rispetto all’audizione alla Commissione Trasporti della Camera della ministra Paola De Micheli sul futuro della nuova compagnia pubblica, in via di costituzione, che prenderà il posto del Gruppo Alitalia.Certamente siamo delusi dal fatto che il progetto non sia entrato ancora nella sua fase esecutiva, quindi senza neanche la formalizzazione degli incarichi ai due manager individuati, Lazzerini e Caio, mentre già si parla di nazionalizzazione a tempo fino ai prossimi 5 anni.Questo ulteriore slittamento non fa che peggiorare la condizione di una compagnia in cui non risulta esserci alcuna collaborazione tra la gestione commissariale e i due manager indicati ma non ancora insediati realmente, mentre Alitalia sta operando attraverso la cancellazione di massa dell’attività internazionale e intercontinentale a causa del Covid in misura superiore ad altri vettori di riferimento.Inoltre, riteniamo completamente fuori rotta le dichiarazioni rilasciate in commissione sia sull’obiettivo di “salvaguardia dell’attuale occupazione” sia sulle future dimensioni a regime della nuova Alitalia ridotte a 100 aerei senza specificare se di medio o di lungo raggio, 18 in meno rispetto alla flotta attuale.L’ulteriore ridimensionamento di Alitalia è inaccettabile oltre che un palese controsenso rispetto alle sbandierate volontà di rilancio da parte del Governo. Se dopo 3 anni di discussione, ancora si preannuncia una compagnia di dimensioni insufficienti e si parla di una gestione “non traumatica” degli esuberi, significa che non si è imparato niente dalle amare lezioni del passato, mettendo a repentaglio i soldi della collettività a causa dell’ennesimo piano industriale asfittico e inutile.Infine, dentro l’auspicata e necessaria riforma del trasporto aereo, riteniamo del tutto sbagliata la dichiarata volontà della ministra di procedere con la riforma dell’Enac (Ente Nazionale Aviazione Civile), non certo perché questo Ente non abbia bisogno di essere potenziato e migliorato, ma in quanto la trasformazione in Ente Pubblico Economico (EPE) è la strada sbagliata oltre che l’anticamera della privatizzazione. Su questo tema ci sarà un primo sciopero del personale Enac il prossimo 16 settembre.USB ha già avviato le procedure per la mobilitazione del personale che valutiamo di estendere a tutto il trasporto aereo. Dobbiamo essere consapevoli che l’occasione della nazionalizzazione di Alitalia non può essere sprecata, anche e soprattutto avendo il coraggio e l’ambizione di costruire il futuro di questo settore strategico nel bel mezzo della maggiore crisi dell’aviazione civile moderna.

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Alitalia. The Brightest star in the sky

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 giugno 2020

Correva l’anno 2008, il governo Berlusconi, con grande consenso tra maggioranza ed opposizione, emanò il decreto “Salva Alitalia”. La compagnia di bandiera non fu venduta ad Air France e si fecero avanti i “Capitani coraggiosi”.
I fatti nel periodo 2008-2020, sono noti, e fanno parte dei numerosi capitoli delle nostre vergogne nazionali.
Corre l’anno 2020, addì 24 giugno, la ministra ai Trasporti ed Infrastrutture, Paola De Micheli, rispondendo ad un Question Time alla Camera: “La futura Newco di Alitalia si dotera’ di un piano industriale che, in assoluta discontinuita’ con i precedenti modelli, consentira’ all’Italia, nel rispetto dei principi di concorrenzialita’ e di libera iniziativa economica, di disporre di una compagnia aerea in grado di contribuire alla ripresa economica del Paese, ma soprattutto di competere sul mercato internazionale del trasporto aereo” . Nello specifico tra le norme per il lancio della newco ce ne sono due che sono una “chicca” di concorrenzialità e libero mercato: La prima prevede che i singoli aeroporti cosiddetti “minori” applichino a tutti i vettori le stesse tariffe; la seconda che tutte le compagnie che operano in Italia debbano applicare il contratto collettivo nazionale praticato da Alitalia. Nel primo caso, al di là dell’apparenza di equità, significa che vengono annullate le facilitazioni che i singoli enti locali concedono alle compagnie low cost per farle operare da scali che convogliano nelle località turistiche decine di migliaia di passeggeri. Nel secondo caso si obbligano le compagnie low cost ad applicare stipendi ben superiori a quelli praticati negli altri Stati europei, stipendi che sono comunque nelle norme del diritto italiano. La norma del decreto rilancio rischia di trasformarsi in un’ondata di licenziamenti e abbandoni degli scali italiani.La nostra ministra, dimentica di questi particolari, o forse proprio per questi particolari, annuncia che Alitalia sarà The Brightest star in the sky in un mercato, tra l’altro, in totale dèbacle e con prospettive più nere dell’oggi. Dove gli investimenti sono solo per salvare il salvabile dell’esistente…. Che non ci sembra – esistente – sia il caso di Alitalia. Dove un qualunque investitore direbbe che sarebbe meglio, con quei soldi dei contribuenti, riparare le buche delle strade delle città che già oggi sono piene di biciclette e monopattini acquistati col relativo bonus. Questi sono i nostri governanti. Queste sono le nostre opposizioni. Queste le politiche per una nuova economia che non sia solo ripresa del passato (oh, lo ha detto il premier Giuseppe Conte, non noi). (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Pandemia e Alitalia: Una storia tutta italiana

Posted by fidest press agency su sabato, 27 giugno 2020

In Parlamento i ministri dello Sviluppo Economico e delle Infrastrutture e Trasporti hanno parlato della newco Alitalia. In sostanza: tutto a posto, i soldi ci sono, abbiamo 232 milioni in cassa grazie alle normative emergenziali pandemiche, non ce l’abbiamo con nessuno, abbiamo bisogno di tempo per decidere la spartizione dei posti.
E’ una storia tutta italiana. Costata decine di miliardi ai contribuenti. E che va avanti perché per alcuni sembra che sia un vanto avere una compagnia di bandiera e perché i sindacati dei lavoratori di Alitalia sono potentissimi e ben ammanicati col potere tant’è che riescono a non far mandare a casa i lavoratori di un’azienda decotta.
Nello scandalo che oggi abbiamo denunciato ad Antitrust ed Enac, dove ci sono le compagnie aeree che vendono biglietti di voli che quasi sicuramente non ci saranno, e così incassare soldi che poi non rimborsano se non con l’emissione di un voucher, Alitalia ha un posto di primo piano. Oltre a vendere biglietti per voli fantasma lo fa anche per altrettanto aeroporto fantasma, Linate a Milano, chiuso in agosto e dove, invece, si può prenotare un volo Alitalia in partenza.
Scandalo che ha come molla il fatto che la legge italiana, in violazione di quella comunitaria, consente di rimborsare con voucher e non con soldi.
Ma anche le norme per risollevare il vettore tricolore gridano vendetta. La prima prevede che i singoli aeroporti cosiddetti “minori” applichino a tutti i vettori le stesse tariffe; la seconda che tutte le compagnie che operano in Italia debbano applicare il contratto collettivo nazionale praticato da Alitalia.
Nel primo caso, al di là dell’apparenza di equità, significa che vengono annullate le facilitazioni che i singoli enti locali concedono alle compagnie low cost per farle operare da scali che convogliano nelle località turistiche decine di migliaia di passeggeri.
Nel secondo caso si obbligano le compagnie low cost ad applicare stipendi ben superiori a quelli praticati negli altri Stati europei, stipendi che sono comunque nelle norme del diritto italiano. La norma del decreto rilancio, forse, voleva essere anche un modo per tutelare i lavoratori delle low cost, ma ora rischia di trasformarsi in un’ondata di licenziamenti e abbandoni degli scali italiani, con conseguenze disastrose sul turismo, in un momento di estrema difficoltà per il settore.
Si tratta di un’operazione che, nel complesso, mira a costringere le compagnie low cost a portare il costo dei biglietti a livello di quelli dell’Alitalia. Alitalia che il ministro dei Trasporti oggi in audizione ha detto che non sarà, e non avrà un settore, low cost. Quindi la morte del low cost per chi vola in Italia. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Stato investe più in fornace Alitalia che in scuola

Posted by fidest press agency su martedì, 23 giugno 2020

“Noi dovremmo attuare finalmente una politica di riforme che dimostri che questo Paese ha voglia di cambiare. Sembra sempre che i cattivoni dell’Europa ci vogliono penalizzare dobbiamo invece fare autocritica e vedere cosa non abbiamo fatto”. Lo afferma Carlo Robiglio, vice Presidente di Confindustria e Presidente Piccola Industria, a 24Mattino di Simone Spetia e Maria Latella su Radio 24. “Se la visione di chi governa è di assistenzialismo e non di crescita il Paese non può venirne fuori. Un paese che decide di investire nella scuola la metà di quanto investe nella fornace Alitalia è un paese che non ha visione di futuro. La scuola è l’elemento di base, se non abbiamo una scuola che forma competenze per le imprese di domani e anche dell’oggi per competere sui mercati internazionali. Di cosa stiamo parlando?”.

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«Imbarazzante risposta Alitalia su aeroporto Birgi. Vogliono ancora soldi?»

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 giugno 2020

«Sulla cancellazione delle tratte su Birgi Alitalia, con una nota, conferma la decisione giustificandola in termini di antieconomicita’ e di mancato sostegno economico da parte dell’aeroporto, come fosse una low cost qualsiasi nonostante i miliardi pubblici continuamente erogati all’azienda».A dirlo è Antonio Ferrante del Partito Democratico, commentando la nota di Alitalia sulla cancellazione delle proprie tratte su Birgi.«Credo – continua Ferrante – sia arrivato il momento di fare chiarezza, se Alitalia vuole il diritto di decidere dove e come volare restituisca i miliardi di prestiti ponte che ha ricevuto, in caso contrario ripristini i collegamenti con Birgi e si astenga da note stampa che, alla luce del continuo sostegno pubblico, appaiono quantomeno surreali. In caso contrario sappia che anche noi siamo pronti a dare battaglia».

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Alitalia chiude il volo per New York

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 Maggio 2020

A questo riguardo l’USB Lavoro Privato rilascia il seguente comunicato: “Abbiamo appreso nei giorni scorsi che il management Alitalia intenderebbe sospendere il volo da e per New York dal 5 maggio fino alla fine del mese. Contemporaneamente leggiamo che per la NewCo si annuncia un piano di ripresa che passerebbe per un ridimensionamento e una localizzazione della futura compagnia.Si tratta di scelte sbagliate e improvvide. Il volo da e per New York è un caposaldo dell’attività. I passeggeri che dovranno andare o tornare dagli Stati Uniti quindi, se fosse confermata la notizia, passeranno per altre capitali europee, in particolare da Parigi trasportati da Air France. I lavoratori in questi mesi hanno fatto grandi sacrifici lottando per avere DPI e procedure di sicurezza per assicurare le linee e per dare continuità all’attività dell’azienda in un momento veramente difficile. Questi sacrifici ora sono deprezzati da chi fa ragionamenti di risparmio, se di questo si tratta, senza rendersi conto che è una questione d’immagine e di capacità, oltre che di orgoglio aziendale e nazionale, mantenere aperto l’unico collegamento intercontinentale.Ancora più sorprendente che questa decisione arrivi dopo l’audizione del Commissario Leogrande presso la Commissione Trasporti della Camera a valle della quale USB ha rinnovato con urgenza la richiesta di convocazioni da parte del Mise e del Mit.L’azienda non ha dato alcuna comunicazione diretta, anzi si è preferito, ancora una volta, non convocare le parti sociali per i necessari chiarimenti e informative. L’annuncio di voler procedere con la costituzione di due NewCo già era sufficiente a destare preoccupazione. Il commissario in audizione non ha chiarito nulla dei processi, dell’assetto societario degli investimenti, delle regole di costituzione e del passaggio dei processi e dei dipendenti accennando solamente all’affitto di rami d’azienda come l’handling. Totalmente inaccettabile quindi questo modo di procedere per altro molto contestato dai parlamentari sia di maggioranza che di opposizione in Commissione.È logico che lo start up della NewCo sia previsto in modo graduale e con ripresa del traffico nazionale stante la situazione e non ci sorprende, ma procedere con tagli indiscriminati di linee e soprattutto non spiegati è tutt’altra cosa. Sono temi rilevanti su cui sono ancora aperti molti interrogativi.La nazionalizzazione di Alitalia non può essere una foglia di fico per nascondere un ridimensionamento che non porterebbe a nulla, precursore di una svendita successiva, ma deve essere la soluzione alle crisi del passato per ritrovare equilibrio della concorrenza restituendo al vettore nazionale ridefinito prerogative di ruolo e proprie di servizio per il Paese”.

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Alitalia resti italiana

Posted by fidest press agency su martedì, 31 marzo 2020

“La costituzione di una newco per Alitalia al 100% di partecipazione dello Stato attraverso il Mef dev’essere il primo passo per il rilancio della società. E non un preliminare di vendita alla Lufthansa, come viceversa alcuni dati non palesi sembrano indicare. Una newco leggera con 50-70 aeromobili e 2500 dipendenti diventerebbe una low-cost per trasporto aereo nazionale da consegnare alla Germania, mentre la badco resterebbe in capo al popolo italiano. Direi che ormai siamo vaccinati per questi trucchetti e chiederemo al governo nella conversione del decreto ‘cura Italia’ di nazionalizzare sì, ma con una Newco Alitalia che corrisponda a un grande progetto di rilancio e garantisca: l’attuale perimetro aziendale Volo, Manutenzione e assistenza a terra e i relativi livelli occupazionali. Tutto il processo di alienazione delle infrastrutture strategiche nazionali, i tagli orizzontali, il ritiro dello Stato dalle partecipazioni pubbliche in tutti i settori dell’economia e dei gangli vitali dei servizi pubblici ha portato l’Italia al tracollo. Pertanto, lancio questo avviso a Conte e agli amministratori delegati pro tempore dell’azienda Italia: avete gli occhi addosso. Non ci provate”.È quanto dichiara il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia.

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Alitalia, USB: la newco pubblica è soltanto il primo passo

Posted by fidest press agency su sabato, 21 marzo 2020

Dopo aver reclamato la nazionalizzazione di Alitalia come fatto strategico per il trasporto aereo fin dal commissariamento del 2017, USB oggi prende atto positivamente del riferimento contenuto nel decreto “Cura Italia” per la costituzione di una newco pubblica nella quale trasferire i compendi aziendali del Gruppo Alitalia Sai in AS inclusa Cityliner.Un atto a nostro avviso dovuto in un momento del genere, indispensabile alla luce dell’evidente fallimento delle privatizzazioni tentate fin dal 2008, in cui possiamo vedere uno sforzo da parte del governo. Questa decisione avviene in ritardo, dopo aver sprecato tempo e risorse preziose e in un contesto di crisi drammatica e senza precedenti di tutto il trasporto aereo mondiale, proprio in un momento in cui Alitalia sta dimostrando a tutto il Paese l’importanza del servizio pubblico mentre altri vettori sono scappati a gambe levate.La lettura del testo del decreto lascia aperti i dubbi e le preoccupazioni rispetto le modalità e gli strumenti che saranno utilizzati per gestire il travaso del personale, degli aerei e degli altri compendi dalle attuali aziende alla nuova compagnia pubblica, a partire dalla chiusura del bando di vendita che sarebbe dovuto scadere oggi. Così come le risorse definite, tra l’altro destinate anche ad altre realtà dell’intero comparto, sono insufficienti a garantire un futuro industriale.Prendiamo atto anche del finanziamento di 200 milioni al fondo di solidarietà del trasporto aereo, di cui però verificheremo la tenuta alla luce della fortissima pressione creata da decine di migliaia di cassaintegrazioni che si stanno attuando nel settore in questi giorni. Proprio in un momento di forte emergenza come questo sarebbe un altro errore enorme se questa operazione fosse pensata per “passare la nottata”: sarebbe solo un altro spreco di soldi. Dobbiamo fin da subito rimarcare le condizioni essenziali per garantire un futuro a un vettore nazionale italiano dentro questo mercato, una volta che l’emergenza da Covid-19 sarà terminata:
– sviluppo attraverso la revisione della flotta e il rilancio delle lavorazioni interne incluse quelle da reinternalizzare, quindi il mantenimento dell’unicità aziendale
– revisione di tutti i meccanismi di alleanza finora dimostratisi letali per Alitalia
– riforma complessiva dell’intero sistema di regole che finora hanno distrutto il trasporto aereo nazionale.
Il primario obiettivo è il trasferimento e la salvaguardia di tutta l’occupazione, senza dimenticare quei lavoratori già vittime delle crisi industriali a partire da Airitaly ai quali va data una prospettiva concreta. Prospettiva che deve essere data a tutti i lavoratori del trasporto aereo in forte difficoltà in questo momento. Un impegno che è stato assunto dallo stesso governo nei confronti dell’intera platea del lavoro in Italia. Un percorso complicato, tutt’altro che scontato e sul quale USB manterrà alta l’attenzione affinché non siano commessi gli stessi macroscopici errori del passato.Alitalia e le sue maestranze hanno dimostrato di esserci in un momento drammatico per il Paese. Sarebbe inaccettabile non cogliere quest’opportunità, nell’interesse di tutti.

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Lufthansa fa passo indietro su Alitalia?

Posted by fidest press agency su martedì, 7 gennaio 2020

“Nell’audizione dei rappresentanti di Lufthansa oggi in commissione Trasporti, con i colleghi titolari di commissione Rotelli e Silvestroni, sono intervenuto per ribadire la storica posizione di Fratelli d’Italia nella tutela dei livelli occupazionali di Alitalia e del ruolo della compagnia di bandiera come elemento strategico della nostra politica industriale.Nella “partnership” commerciale delineata dal rappresentante di Lufthansa si legge il tentativo dell’azienda tedesca di fare un passo indietro rispetto l’impegno dell’investimento, limitando forse l’interesse solo ad approfittarsi del capitale umano e degli slot della nostra compagnia di bandiera. L’aeroporto di Fiumicino verrebbe utilizzato come quinto hub di Lufthansa, senza potenziamenti delle tratte da e per i centri urbani principali, e, nel frattempo, il risanamento voluto dai tedeschi vedrebbe la cancellazione delle tratte e, anche se non si può affermare apertamente e si utilizza la formula politicamente corretta della “ultima ratio”, con tagli al personale.Il nuovo commissario Leogrande è stato completamente incapace di fornire numeri sui conti economici e sul dato patrimoniale di Alitalia, costringendoci a fornire una relazione in commissione che racconta una situazione finanziaria pessima: Alitalia ha già bruciato i 900 milioni concessi nel 2017 dal governo Gentiloni e i conti sono in rosso.L’unica certezza occupazionale per il futuro di Alitalia – un solo nuovo posto di lavoro – è quello del nuovo direttore generale, di prassi nominato dopo la definizione di un piano industriale che, ad oggi, non c’è.
In ordini del giorno presentati da FDI e accolti dall’esecutivo, abbiamo ottenuto che il governo si impegnasse a portare avanti tutte le iniziative possibili per la definizione di un nuovo consorzio societario per Alitalia, nel mantenimento degli attuali livelli occupazionali, reintegrando eccellenze come Alitalia Maintenance System, che rappresentano piccoli “gioielli” di formazione e qualifiche nel campo dell’aviazione. Patuanelli, De Micheli e il premier Conte garantiscano una soluzione di rilancio e tutela dei lavoratori, a cui esprimiamo la nostra solidarietà.” E’ quanto dichiara il deputato FDI Federico Mollicone nel corso delle audizioni in commissione Trasporti su Alitalia.

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