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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘allattamento’

Farmaci oppioidi e allattamento

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 agosto 2019

La revisione della letteratura medica in materia di assunzione codeina e allattamento ha evidenziato un numero elevato di casi di eccessiva sonnolenza nei neonati, oltre a gravi complicazioni respiratorie, una delle quali con esito mortale. La revisione del materiale sull’utilizzo di tramadolo in allattamento non ha evidenziato eventi avversi, ma la presenza del metabolita M1 riscontrata nel latte materno suscita preoccupazioni per potenziali rischi mortali dovuti alla possibile presenza nell’organismo di un “metabolizzatore ultra-rapido” e alle eventuali insufficienze respiratorie.
La codeina e tramadolo sono due analgesici oppioidi. La prima è utilizzata nel trattamento del dolore da leggero a grave, solitamente in combinazione con altri medicinali come acetaminofene in forma di farmaco prescritto o Otc; il secondo è utilizzato nel trattamento del dolore nei casi di dolore serio, non alleviabile in altro modo. Quando la codeina raggiunge il fegato, viene trasformata in morfina, la forma attiva con effetto analgesico e responsabile dei possibili effetti colaterali. Il tramadolo invece viene convertito in O-desmetil tramadolo (detto M1), principio attivo estremamente più efficace.
Entrambi gli oppioidi vengono metabolizzati e trasformati nella forma attiva dal fegato tramite l’enzima Citocromo P450 2D6 (CYP2D6). Tuttavia, la possibile presenza di una variazione di questo enzima nell’organismo espone gli utilizzatori a ulteriori pericoli. La presenza di un CYP2D6 “ultra-rapido” potrebbe generare una trasformazione delle due sostanze in forma attiva non solo più veloce, ma anche più copioso, portando a un aumento delle probabilità di incorrere in eventi avversi. Il numero di individui con “metabolizzatori ultra-rapidi” varia a seconda della popolazione: nei caucasici si riscontra in 1/10 casi su 100; nella popolazione afroamericana l’incidenza e di 3/4 su 100; nelle popolazioni dell’est asiatico si attesta a 1/2 su 100; nelle popolazioni dell’Oceania, dell’Africa settentrionale, del Medio Oriente e del Porto Rico supera i 10 casi su 100.
I sintomi riscontrati nei bambini sono aumento della sonnolenza (i neonati allattati normalmente devono essere nutriti ogni 2/3 ore e solitamente dormono non più a lungo di circa 4 ore), difficoltà nell’allattare, complicazioni respiratorie nella madre e nel bambino, spossatezza.
La Fda sottolinea come l’utilizzo degli oppioidi sia sconsigliato durante l’allattamento, e invita le madri a porre estrema attenzione all’insorgere di segni e sintomi nei neonati. Dato che è difficile che le madri sappiano se sono “metabolizzatrici ultra-rapide”, l’assunzione è sconsigliata a prescindere, per non esporre i bambini a potenziali rischi mortali. (fonte Farmacista33)

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Il Corso di laurea in Ostetricia di Milano-Bicocca confermato dall’UNICEF “Amico dell’allattamento”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 Mag 2018

Oggi, presso l’Università Milano – Bicocca ha avuto luogo la cerimonia di riconferma, da parte dell’UNICEF Italia, del Corso di laurea in Ostetricia a “Corso di laurea amico dell’allattamento materno”, il primo in Italia ad aver ricevuto questo riconoscimento. La riconferma del titolo è avvenuta in seguito ad un’attenta valutazione dell’offerta formativa, dei tirocini curriculari e di interviste con docenti e studenti per verificare la coerenza con gli standard previsti dall’UNICEF sulle competenze e le abilità necessarie a sostenere le madri che allattano e le famiglie nei percorsi di genitorialità. Da quando il Corso di Laura è iniziato al 2016 sono stati circa oltre 500 i laureati in Ostetricia all’Università di Milano-Bicocca. I Corsi di Laurea riconosciuti dall’UNICEF Amici dell’Allattamento raggiungono un ‘cambiamento culturale’ nel loro insegnamento, nell’apprendimento e nella valutazione degli studenti in relazione all’alimentazione infantile. Gli Standard dell’Iniziativa mantengono il focus sugli stili di comunicazione e un approccio centrato sulla madre, e rispondono anche alla necessità di colmare le disuguaglianze in salute fra i più ricchi e più poveri della società, individuando la prima infanzia come il momento ottimale per fare questi miglioramentiGli standard formativi previsti dall’UNICEF per ottenere il riconoscimento riguardano sei macro aree: 1. descrivere come funziona la lattazione umana e l’allattamento; 2. sostenere le madri nell’avvio e nel proseguimento dell’allattamento; 3. gestire le sfide che potranno insorgere nel corso dell’allattamento; 4. facilitare e proteggere la relazione madre-bambino; 5. diffondere la cultura dell’allattamento e di una corretta alimentazione per madre e bambino attraverso una comunicazione efficace; 6. descrivere l’Iniziativa UNICEF Insieme per l’Allattamento e il Codice Internazionale sulla Commercializzazione dei Sostituti del Latte Materno.Hanno preso parte alla cerimonia Prof.ssa Cristina Messa, Rettore Università degli Studi di Milano – Bicocca, Dott. Stefano Taravella – Presidente Comitato UNICEF Lombardia, Dott.ssa Anna Miccoli – Presidente Comitato UNICEF Monza Brianza, Dott.ssa Elisabetta Paganessi – Presidente Comitato UNICEF Bergamo, Prof.ssa Patrizia Vergani – Direttrice Area Ostetrica Fondazione MBBM, Università degli Studi di Milano-Bicocca, Prof. Paolo Tagliabue – Direttore del Dipartimento Materno Infantile Fondazione MBBM, Dott.ssa Elise Chapin – Programma UNICEF Insieme per l’Allattamento, Dott.ssa Enrica Capitoni – Dirigente della Formazione Universitaria – ASST Papa Giovanni XXIII, Bergamo, Dott.ssa Nadia Rovelli – Presidente del Collegio Interprovinciale delle Ostetriche di Bergamo, Cremona, Lodi, Milano, Monza-Brianza, Prof.ssa Antonella Nespoli – Coordinatrice Generale Corso di Laurea in Ostetricia, Università degli Studi di Milano-Bicocca, ed una Rappresentanza Studentesca del Corso di Laurea In Ostetricia.Il corso di laurea in Ostetricia ha due sedi didattiche: a Bergamo, all’Ospedale Papa Giovanni XXIII, e a Monza, presso l’Ospedale San Gerardo-Fondazione Monza e Brianza per il Bambino e la sua Mamma.

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Settimana mondiale allattamento

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 agosto 2017

allattamentoDal 1 al 7 agosto in occasione della Settimana Mondiale dell’Allattamento UNICEF e OMS lanciano un nuovo studio che analizza 194 nazioni, rilevando che solo il 40% dei bambini più piccoli di sei mesi è esclusivamente allattato (ricevendo solo latte materno) e solo 23 paesi hanno un tasso di allattamento che supera il 60%. È stato dimostrato che l’allattamento porta benefici a livello cognitivo e di salute sia per i bambini sia per le madri. È particolarmente importante durante i primi 6 mesi di vita, aiuta a prevenire diarrea e polmonite, due tra le principali cause di morte tra i neonati. Le madri che allattano hanno un rischio ridotto di soffrire di cancro alle ovaie e al seno, due delle principali cause di morte tra le donne.
Secondo lo studio Nurturing the Health and Wealth of Nations: The Investment Case for Breastfeeding, raggiungere questo obiettivo potrebbe salvare le vite di 520.000 bambini sotto i 5 anni e generare potenzialmente guadagni economici per 300 miliardi di dollari in circa 10 anni, perché ridurrebbe le malattie e i costi dell’assistenza sanitaria e aumenterebbe la produttività.
A livello globale, gli investimenti nell’allattamento sono troppo pochi. Ogni anno, i governi nei paesi a basso e medio reddito spendono circa 250 milioni di dollari in programmi per l’allattamento, mentre i donatori forniscono solo altri 85 milioni di dollari. Il Global Breastfeeding Collective chiede ai paesi di:
Aumentare lo stanziamento di fondi per ampliare i tassi di allattamento dalla nascita per due anni;
Implementare pienamente il Codice Internazionale sulla Commercializzazione dei Sostituti del Latte Materno e le risoluzioni dell’Assemblea Mondiale della Sanità attraverso dure misure legali che siano rafforzate e monitorate in modo indipendente da organizzazioni libere da conflitti di interesse;
Promuovere il congedo familiare retribuito e politiche per l’allattamento sui posti di lavoro, che abbiano come requisito minimo le Linee guida sulla protezione della maternità dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro, compresi provvedimenti per l’economia sommersa;
Implementare i 10 passi per l’allattamento nelle strutture per la maternità, che comprendano anche la fornitura di latte materno per i neonati malati e vulnerabili;
Migliorare l’accesso per il personale qualificato per l’allattamento, come parte di programmi e politiche per l’allattamento nelle strutture sanitarie;
Rafforzare i collegamenti tra le strutture sanitarie e le comunità e incoraggiare le reti comunitarie per proteggere, promuovere e supportare l’allattamento al seno;
Rafforzare sistemi di monitoraggio che traccino i progressi delle politiche, dei programmi e dei finanziamenti per raggiungere gli obiettivi nazionali e globali per l’allattamento. (foto. allattamento)

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Unicef: Neonati e l’allattamento al seno

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 agosto 2016

unicefSecondo l’UNICEF, circa 77 milioni di neonati – 1 su 2 – non vengono allattati al seno nell’arco di un’ora dalla nascita, non ricevendo così elementi nutritivi essenziali, anticorpi e il contatto con il corpo della madre che li protegge da malattie e morte. A livello globale, solo il 43% dei bambini sotto i 6 mesi vengono allattati esclusivamente al seno.
Più si ritarda l’allattamento al seno, più alto sarà il rischio di mortalità neonatale (decesso entro il primo mese di vita). Ritardare l’allattamento tra 2 a 23 ore dopo la nascita aumenta del 40% il rischio di morte entro i primi 28 giorni di vita del bambino, mentre prolungare il ritardo oltre le 24 ore comporta un incremento dell’80% del rischio di mortalità neonatale.
I dati dell’UNICEF mostrano che, negli ultimi 15 anni, il tasso di allattamento al seno entro un’ora dal parto è cresciuto troppo lentamente. In Africa, dove si registrano i livelli di mortalità infantile sotto i 5 anni più alti al mondo, il tasso di allattamento al seno immediato è aumentato solo del 10% dal 2000 a oggi in Africa orientale, mentre è rimasto invariato in Africa centrale e occidentale. Anche in Asia meridionale, dove il tasso di allattamento al seno immediato è triplicato negli ultimi 15 anni – passando dal 16% nel 2000 al 45% del 2015 – il progresso è comunque insufficiente: ben 21 milioni di neonati ogni anno aspettano troppo a lungo prima di essere allattati al seno. “Far passare troppo tempo tra la nascita e il primo contatto del bambino con la madre diminuisce le sue possibilità di sopravvivenza, limita la produzione del latte materno e riduce le possibilità di un allattamento esclusivo al seno” dichiara France Bégin, UNICEF Senior Adviser per la nutrizione infantile. “Se tutti i bambini ricevessero soltanto latte materno dal momento della nascita fino al sesto mese di vita, ogni anno si salverebbero oltre 800.000 vite.” “L’allattamento materno è il primo vaccino di un bambino, la prima e la migliore protezione possibile dalle malattie” ha aggiunto France Bégin. “Considerato che quasi la metà di tutte le morti di bambini sotto i cinque anni sono neonati, si comprende quanto l’allattamento al seno può fare la differenza tra la vita e la morte.” Le indagini dell’UNICEF rivelano che le donne non stanno ricevendo l’aiuto di cui hanno bisogno per iniziare ad allattare al seno subito dopo il parto, anche quando sono seguite da un medico, da un’infermiera o un’ostetrica. In Medio Oriente, Nord Africa e Asia meridionale, ad esempio, le donne che accedono a un parto medicalmente assistito hanno meno probabilità di iniziare ad allattare entro la prima ora di vita del bambino, rispetto alle donne che partoriscono assistite da personale non qualificato o da parenti. Nutrire i bambini con alimenti liquidi o solidi diversi dal latte materno è un’altra ragione per cui l’allattamento al seno viene ritardato. In molti paesi, è consuetudine dare a un bambino nei primi tre giorni di vita sostituti del latte materno, come latte vaccino o acqua zuccherata. Quasi metà di tutti i neonati ricevono qualche tipo di surrogato del latte materno. Quando vengono somministrati ai bambini nelle prime ore di vita alimenti alternativi, meno nutrienti del latte materno, le mamme allattano meno spesso, rendendo così più difficile iniziare o continuare l’allattamento stesso. I bambini che non vengono allattati al seno hanno 14 probabilità in più di morire rispetto a quelli allattati esclusivamente al seno.
Qualsiasi quantitativo di latte materno contribuisce a ridurre il rischio di morte, per un neonato. I bambini che non ricevono affatto latte materno hanno 7 volte più probabilità di morire per infezioni rispetto a quelli che hanno ricevuto almeno un po’ di latte materno nei primi 6 mesi di vita.

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Allattamento al seno per fronteggiare malattie e malnutrizione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 agosto 2015

allattamento al senoFar crescere il numero dei bambini allattati al seno è una delle strade migliori per far progredire il mondo nella lotta alla malnutrizione. Nella settimana mondiale dedicata all’allattamento esclusivo al seno (1-7 agosto), Amref – la più grande organizzazione no profit sanitaria in Africa – promuove l’allattamento al seno esclusivo per i primi sei mesi di vita del neonato. Come avviene in tutti i suoi progetti sul campo, in particolare, nei suoi programmi di formazione per ostetriche, infermieri e volontari sanitari a livello comunitario. Un impegno che non ha risvolti solo in termini di salute, ma anche in termini di progresso sociale ed economico.
A livello mondiale solo il 38% dei bambini tra 0 e 6 mesi viene nutrito tramite allattamento esclusivo. Secondo una recente analisi – rileva l’Organizzazione Mondiale della Sanità – pratiche di allattamento al seno non ottimali, come l’allattamento non esclusivo, contribuiscono per l’11,6% alla alla mortalità dei bambini al di sotto dei 5 anni. Questo equivarrebbe a circa 800 mila morti in un anno. Il mondo si è dato un obiettivo per il 2025: aumentare il tasso di allattamento esclusivo nei primi sei mesi di vita del bambino: arrivare al 50%.
Salute del bambino e salute della madre. Il latte materno rappresenta il miglior alimento per i neonati, perché fornisce tutte le sostanze nutrienti di cui hanno bisogno nella prima fase della loro vita. Protegge il nuovo nato da malattie infettive e croniche (come le infezioni respiratorie, aiuta a diminuire la mortalità infantile causata da diarrea e polmonite, e accelera il processo di riabilitazione dalle stesse). L’’allattamento al seno ha delle ricadute positive anche sulla salute della madre. In linea generale aiuta a diminuire il rischio di cancro alla mammella prima della menopausa, accelera la ripresa dal parto e l’involuzione dell’utero e riduce il rischio di emorragia e di mortalità, prolunga il periodo di infertilità post parto, assicurando così che il periodo tra una gravidanza e l’altra sia più lungo. Non solo questione di latte. Importante intervenire a livello di sistemi sanitari, far arrivare alle comunità la bontà di questa pratica e a livello politico-legislativo ribadire il ruolo della donna. Migliorare, negli ospedali e nelle strutture sanitarie, il supporto all’allattamento esclusivo, rendendolo più facile e più comprensibile, lì dove ancora ci fossero delle remore. Arrivare nelle comunità e nei villaggi attraverso operatori che possano spiegare l’importanza di allattare. Investire nella formazione. Ma anche battersi contro pubblicità aggressive e non appropriate che presentano prodotti sostituitivi al latte materno. Fondamentale promuovere politiche in grado di conciliare l’allattamento al seno e il rientro all’attività lavorativa. Amref sostiene l’allattamento al seno insegnando le buone pratiche attraverso un manuale, elaborato appositamente nel 1992 e rivisto nel 2002, intitolato “Allattamento al seno: come aiutare le madri” di Felicity Savage King (pediatra e docente presso il Centro per la Salute Internazionale del Bambino all’Istituto per l’Infanzia di Londra). Il manuale, tradotto in più lingue, si è rivelato essere uno strumento essenziale per combattere la mortalità materna in Africa.
Amref Health Africa promuove la salute materna anche attraverso Stand Up for African Mothers, una campagna che vuole formare 15.000 ostetriche dell’Africa sub-Sahariana e contribuire ad una riduzione del 25% della mortalità materna nel continente. La sezione italiana di Amref Health Africa promuove la campagna in Mozambico, dove nell’arco di 6 anni saranno formati 1,100 ostetriche (825 attraverso corsi di aggiornamento, 275 attraverso corsi di formazione di durata biennale) e 30 formatori di ostetriche.

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L’Ospedale “San Luca” di Lucca riconfermato dall’UNICEF “Ospedale amico dei bambini”

Posted by fidest press agency su martedì, 30 giugno 2015

Ospedale “San Luca” di LuccaL’Ospedale “San Luca” di Lucca (Azienda USL 2 Lucca) è stato riconfermato da OMS e UNICEF “Ospedale amico dei bambini” . L’Ospedale di Lucca, grazie al lavoro di qualità effettuato dagli operatori del Dipartimento Materno Infantile, ha visto riconfermare questo importante riconoscimento poiché ha garantito negli anni iniziative di promozione, protezione e sostegno all’allattamento al seno. Il personale delle strutture ospedaliere dell’Azienda USL 2 Lucca che entra in contatto con donne assistite ha la responsabilità di promuovere, proteggere e sostenere questa buona pratica e pertanto ricevono una specifica formazione. Sono quindi stati attivati percorsi facilitanti il contatto madre-bambino.Al Punto Nascita di Lucca, che applica il decalogo per l’allattamento al seno, gli operatori sanitari, ginecologi, ostetriche, pediatri, infermiere, agiscono affinché la prima poppata avvenga nella stessa sala parto o nell’ambiente nel quale la madre trascorre l’immediato periodo post-partum. Inoltre il neonato viene sistemato nella stessa stanza della madre, in modo che stiano insieme 24 ore su 24 (rooming-in); questo favorisce l’inizio dell’allattamento al seno e l’attaccamento madre-bambino. La neo-mamma è supportata nelle prime cure del neonato da personale qualificato, sempre a disposizione, per il sostegno all’allattamento al seno.A Lucca è presente, inoltre, la Banca del Latte Umano di Lucca, una delle prime nate a livello nazionale, che permette di raccogliere ogni anno centinaia di litri di questo prezioso alimento, da utilizzare poi per quei bambini che ne hanno necessità.L’iniziativa internazionale “Baby Friendly Hospital – Ospedale Amico dei Bambini” è stata lanciata nel 1991 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e dal Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia (UNICEF) per assicurare che tutti gli ospedali accolgano nel miglior modo possibile i bambini neonati e che divengano centri di sostegno per l’allattamento materno. Il riconoscimento internazionale dall’UNICEF è stato assegnato all’Ospedale di Lucca nel 2008 ed è stato confermato nel 2011 dal Gruppo di valutazione, che è tornato nel 2015 a verificare il mantenimento degli standard qualitativi e dei requisiti.La cerimonia di riconoscimento si è svolta oggi all’Aula “Piera Sesti” dell’Ospedale “San Luca”, alla presenza dei vertici della Direzione dell’ Azienda USL 2 Lucca – con il Direttore Generale Joseph Polimeni – e di: Raffaele Domenici, Direttore Dipartimento Materno Infantile, Gian Luca Bracco Direttore Ginecologia e Ostetricia, Maria Valeria Acquaro Presidente Comitato Regionale Toscano UNICEF, Elise Chapin Responsabile UNICEF Ospedali e Comunità Amici dei Bambini; alcuni professionisti hanno raccontato la propria esperienza; tra questi: Lucia Matteucci Medico Referente Allattamento al seno Azienda USL 2 Lucca, Sauro Franceschini Coordinatore Infermieristico a nome di tutti i suoi colleghi ospedalieri, Rosaria Papini Coordinatrice Infermieristica Dipartimento Materno Infantile, Maria Paola Belluomini Ostetrica Ginecologia ed Ostetricia, Domenico Fortunato Pediatra di Libera Scelta. Alla fine della cerimonia c’è stato anche il ringraziamento, per questo importante percorso di alcune delle molte mamme presenti.

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Allattamento al seno

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 giugno 2011

Roma 17 giugno dalle ore 12,30 alle ore 13,30 presso la sala 12 piano terra, Palazzo dei Congressi di Roma Eur, 100 mamme dell’Associazione allatteranno i loro bambini in uno spazio dedicato, indossando un grande bavaglino con la scritta Io allatto dove mi pare . Partecipa all incontro Roberta Angelilli, Vicepresidente del Parlamento Europeo e Delegata del Comune di Roma per i diritti dei minori, da anni al fianco dell’associazione come donna e come madre. Interviene Roberta Angelilli Anche quest’anno Salvamamme prenderà parte al SANIT Forum Internazionale della Sanità presso il per promuovere e diffondere la cultura dell’allattamento al seno. Le mamme che parteciperanno al SANIT indosseranno dei bavaglini provocatori per promuovere un diritto indiscutibile di ogni madre: quello di poter allattare il proprio bambino ovunque ci si trovi. Ogni estate si ripropone il problema in ristoranti ed alberghi. L allattamento è un momento di speciale sintonia tra mamma e bambino, una scelta naturale che non deve essere fonte di discriminazione ha dichiarato Grazia Passeri, Presidente dell’Associazione.

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Fitofarmaci e allergie

Posted by fidest press agency su martedì, 19 aprile 2011

L’uso di piante medicinali e di prodotti a base delle stesse, è sempre più diffuso. Sono prodotti generalmente assunti per automedicazione, spesso nell’errata convinzione che l’origine naturale sia garanzia di sicurezza. Al contrario, l’uso di prodotti erboristici può essere fonte di effetti avversi dovuti alla qualità delle materie impiegate, al loro uso in concomitanza di farmaci di sintesi o all’assunzione in particolari stati fisiologici quali la gravidanza e l’allattamento. Anche quando tali prodotti vengono utilizzati con le modalità più opportune, possono comunque verificarsi una serie di reazioni non desiderate, in relazione alla qualità del prodotto utilizzato (residui di fitofarmaci, metalli pesanti, purezza degli estratti, variabilità dei principi attivi, ecc.) (1). Insomma, che un prodotto sia “naturale”, cioe’ derivato da una vegetale, non e’ detto che faccia bene. Tanto per fare un esempio, la cicuta e’ una pianta ma gli effetti tossici sono cosi rilevanti che puo’ portare alla morte. Numerosi pazienti si rivolgono alle terapie naturali perché intolleranti o allergici a farmaci (2), ma proprio alcune piante, o i loro principi attivi, possono provocare reazioni allergiche. E’ il caso della “innocua” camomilla, usata in piu’ preparati, dagli infusi, ai colliri, dai colluttori alle creme che puo’ provocare effetti allergizzanti. Lo stesso dicasi della Echinacea, usata per il trattamento dei raffreddori e stati influenzali e del Tanacetum, usato nella cura dell’emicrania. In conclusione, le piante medicinali vanno considerate alla stregua di prodotti farmacologici, la cui assunzione va fatta dietro consiglio medico o con una attenta valutazione del loro uso e degli effetti collaterali. (fonte Aduc)

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L’ospedale “amico dei bambini”

Posted by fidest press agency su venerdì, 31 dicembre 2010

L’Ospedale Castelli Verbania ha raggiunto gli standard validi per il riconoscimento internazionale promosso da UNICEF e OMS “Ospedale Amico dei Bambini”. Per diventare “Ospedale Amico dei Bambini”, un ospedale deve applicare le dieci norme specifiche UNICEF/OMS in favore dell’allattamento al seno, che prevedono, fra l’altro, di: non accettare campioni gratuiti o a buon mercato di surrogati al latte materno, non usare biberon o tettarelle, promuovere la formazione di tutto il personale, il rooming-in (sistemazione del bambino nella stessa stanza della madre 24 ore su 24) e una informazione corretta alle madri per incoraggiarle ad allattare esclusivamente al seno almeno per i primi sei mesi di vita del neonato.
L’Ospedale Castelli Verbania è una struttura dell’ASL VCO Verbania-Cusio-Ossola che , diretta dal dr. Enzo Robotti, si è impegnata da tempo per il raggiungimento di questo obiettivo, e fa parte delle 18 aziende sanitarie in Italia che sperimentano gli standard della Baby Friendly Community Initiative, integrando le attività di eccellenza nel punto nascita con quelle nel territorio e costruendo un solido terreno culturale a favore dell’allattamento materno e sottoponendosi ad una accurata valutazione effettuata da una équipe di esperti del Comitato Tecnico di Valutazione dell’UNICEF Italia, con verifiche approfondite anche attraverso interviste alle madri ed al personale, che hanno evidenziato la piena rispondenza alle norme previste dall’iniziativa internazionale.
Questi nuovo ospedale (il 1° nel Piemonte) si aggiunge agli altri 21 ospedali italiani già riconosciuti:
Azienda ULSS n:3 di Bassano del Grappa (Vi.), Ospedale di San Bonifacio/Soave (VR.), Ospedale aziendale di Merano (BZ.), Ospedali riuniti di Valdichiana/Montepulciano (SI), Casa di Cura La Madonnina di Bari,”Ospedale aziendale  di Bressanone (BZ.), Ospedale di base di Vipiteno- Bressanone (BZ.), Ospedale Santa Maria degli Angeli di Pordenone, Casa di Cura Santa Famiglia di Roma, Ospedale Belcolle di Viterbo, Ospedale SS. Benvenuto e Rocco di Osimo(AN.), Presidio Ospedaliero del Mugello-Borgo San Lorenzo (FI.), Presidio Ospedaliero di San Vito al Tagliamento(PN), Presidio Ospedaliero di Pistoia USL3, Ospedali Riuniti dell’Altavaldelsa di Poggibonsi –AUL 7(Si.), Ospedale S. Maria Annunziata di Firenze, Presidio Ospedaliero di Lucca, Ospedale “Sacra Famiglia Fatebenefratelli” di Erba (CO.) e l’ospedale Beauregard dell’azienda USL Valle d’Aosta, gli ospedali di Recanati e di Civitanova dell’ASUR Marche, zona territoriale 8 Civitanova Marche.

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Allattamento al seno mamme veneziane

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 novembre 2010

Allattare al seno è sempre più problematico per le mamme veneziane. Lo evidenziano le statistiche emerse in occasione dell’iniziativa “Cuore di mamma corpo di donna”, che ha recentemente lanciato una campagna per sensibilizzare le donne sull’allattamento naturale e su come ritrovare la perfetta forma fisica una volta che il bebè è svezzato. «Un fenomeno che ha cause diverse: c’è la necessità di riprendere subito la propria attività, la carenza di latte, una forte fiducia per i prodotti sostitutivi del latte, ma anche un certo timore per gli effetti estetici che l’allattamento al seno può avere» osserva Alessandro Casadei, chirurgo plastico di Venezia Mestre. I dati che raccontano il fenomeno non permettono purtroppo di fare un confronto scientifico, ma consentono comunque di evidenziare un calo. I numeri più recenti si riferiscono al 2008 e sono stati raccolti tramite indagine telefonica tra le mamme che hanno partorito nei punti nascita principali di Mestre (Villa Salus e Ospedale Civile dell’Angelo): al momento della dimissione dopo il parto il 91% delle neo-mamme allattava esclusivamente al seno; a un mese dal parto la percentuale è del 57% e dopo 5 mesi scende al 34%. I dati possono essere confrontati, con tutti i distinguo del caso, con quelli registrati nel 1993 all’ospedale Villa Salus di Venezia, una struttura dove l’attenzione per l’allattamento al seno è sempre stata alta. In questo caso si parte da un 94% delle neo mamme dimessa dall’ospedale con allattamento esclusivo al seno; dopo un mese, la percentuale di chi continuava a praticarlo era del 78%, mentre dopo 4 mesi calava al 50%.
Le motivazioni all’origine della disaffezione a questa pratica sono complesse, come aiuta a capire Alessandro Casadei, che collabora anche con l’ospedale Villa Salus: «Le neo mamme devono coniugare due necessità di ordine pratico ed estetico – afferma il chirurgo plastico -. Da una parte c’è spesso l’esigenza di ritornare all’attività lavorativa dopo qualche mese dal parto e con il latte artificiale si riescono a conciliare i nuovi orari e magari anche a organizzare i pasti notturni a turno con il marito; dall’altra c’è il timore di dire addio per sempre al proprio décolleté e di trovarsi dopo l’allattamento con il seno svuotato, privo di tono e con le smagliature». Pur non essendo tra le motivazioni principali per cui si rinuncia, di certo il fattore estetico non è un incentivo. “Di solito hanno figli di almeno tre anni e un situazione sentimentale stabile: quando il bambino è più autonomo, tornano a guardarsi allo specchio e decidono di intervenire per migliorare loro stesse. Una delle soluzioni più apprezzate è l’acido ialuronico macromolecolare Macrolane, un prodotto sicuro che consente di ottenere un risultato immediato con un intervento ambulatoriale e che non richiede tempi di recupero o convalescenza, cosa che di solito mal si concilia con le esigenze delle neo mamme».
Cuore di mamma corpo di donna. E’ un progetto a sostegno di allattamento e maternità promosso da QMed. Scopo dell’iniziativa è aiutare le neo mamme a trovare il giusto equilibrio tra madre “moderna” e “tradizionale”, riuscendo a far convivere il nuovo ruolo con la propria femminilità. Sui siti http://www.senzabisturi.it e http://www.cuoredimammacorpodidonna.it si trovano consigli e informazioni sul tema.

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“Cuore di mamma, corpo di donna”

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 Mag 2010

Dopo l’allattamento, il seno non tornerà mai più come prima: lo credono due donne su tre, anche in Emilia Romagna. È il risultato di un’indagine condotta da Datanalysis su 1000 donne tra i 18 e i 40 anni, che fa emergere un aspetto poco considerato della maternità: la perdita della femminilità tra le neo mamme e le conseguenze fisiche, ma soprattutto psicologiche, che questo comporta. Per informare su questi argomenti arriva anche a Bologna il progetto “Cuore di mamma, corpo di donna”, realizzato in collaborazione con ginecologi, psicologi e medici estetici con l’obiettivo di informare le mamme sull’importanza dell’allattamento al seno, a volte evitato proprio per il timore che perda quel volume naturale indispensabile per mantenere la propria femminilità, e sui modi non chirurgici per farlo tornare come prima. “Cuore di mamma, corpo di donna” è anche un sito internet: http://www.cuoredimammacorpodidonna.it, dove si trovano informazioni, curiosità, indirizzi e recapiti dei medici specialisti di tutta Italia, le città coinvolte nella campagna, e le risposte a molte delle domande che ogni donna si pone dopo aver allattato al seno il suo bambino. “Cuore di mamma, corpo di donna” è una campagna educazionale supportata da Q-Med, produttrice di Macrolane, l’acido ialuronico macromolecolare per il rimodellamento del seno senza chirurgia.
Alessandro Gennai Laureato con lode nel 1988 in Medicina e Chirurgia all’Università degli studi di Modena, Alessandro Gennai ha frequentato la Scuola Internazionale di Medicina Estetica alla Fondazione Fatebenefratelli di Roma e la specializzazione in Chirurgia Generale al Policlinico Universitario di Modena, per poi proseguire gli studi all’estero (Los Angeles, Chicago, Spagna, Brasile e Argentina). In particolare è stato negli Stati Uniti, dove ha appreso, primo fra gli italiani, la tecnica del lifting endoscopico dal suo “padre fondatore”, Nicanor Isse. Gennai è socio della Eafps, European Academy of Facial Plastic Surgery. Lo studio si trova in via delle Lame a Bologna (www.gennaichirurgia.it).

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Il latte formulato deve mimare quello materno

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 Mag 2010

L’allattamento al seno prima di tutto ma, nei casi di necessaria sostituzione, sono da privilegiare latti formulati che riproducano gli effetti funzionali del latte materno a breve e lungo termine per evitare anche la carenza di ferro. Lo sostiene Giacomo Biasucci, del Dipartimento Ospedaliero Materno-Infantile U.O.C di Pediatria e Neonatologia dell’Ospedale Guglielmo da Saliceto di Piacenza, in occasione del Convegno Internazionale di Nutrizione Pratica, Nutrimi, ribadendo l’importanza di un’alimentazione ricca di ferro nei bambini. Esiste una forte correlazione, si legge in una nota del congresso, tra un’assunzione adeguata di ferro e lo sviluppo fisico ed intellettivo nei bambini durante i primi mesi di vita, quando il sistema nervoso è ancora in fase di accrescimento. Scientificamente è dimostrata una minore capacità di concentrazione ed apprendimento in bambini con carenza di ferro. I disturbi causati dall’insufficienza di ferro, prosegue il comunicato, possono essere risolti grazie a un’adeguata integrazione di questo minerale nell’alimentazione quotidiana. “Ecco perché – sostiene Biasucci – è fondamentale proibire il latte vaccino, almeno fino al primo anno di vita. La sua composizione risulta inadeguata ai fabbisogni nutrizionali dei bambini durante la fase dello svezzamento. Per esempio contiene troppe proteine, il cui eccesso può essere causa di obesità, ed è carente di ferro, importante per lo sviluppo del sistema nervoso”. Una particolare attenzione deve essere rivolta al periodo dello svezzamento, momento cruciale per la crescita del bambino, al quale si deve garantire un’alimentazione di alto livello nutrizionale. (fonte farmacista33)

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Allattamento al seno non previene l’eczema

Posted by fidest press agency su sabato, 24 aprile 2010

Più è lunga la durata dell’allattamento al seno maggiore è il rischio di eczema nei bambini già a elevato rischio. Al contrario, lunghe assunzioni di latte materno diminuiscono il rischio di asma e la frequenza di gravi esacerbazioni della malattia asmatica. Si tratta dei risultati di uno studio apparso su Journal of Allergy and Clinical Immunology che si spera facciano finalmente luce su un aspetto ancora molto dibattuto. Recenti studi hanno, infatti, smentito il ruolo protettivo attribuito per diversi anni all’allattamento al seno nei confronti di eczema, asma e malattie allergiche, soprattutto in famiglie ad alto rischio. La nuova indagine ha analizzato la comparsa delle suddette patologie nei primi due anni di vita di 411 bambini, facenti parte della coorte Copsac (Copenhagen Study on Asthma in Childhood) e nati da madri affette da asma. Dopo le opportune correzioni per fattori demografici, storia familiare di eczema e presenza di animali domestici, l’allattamento al seno è risultato direttamente associato al rischio di eczema (relative risk, rr = 2,09) ma non a quello di episodi asmatici (rr = 0,67) e di severe riacutizzazioni dell’asma (rr = 0,16). «Abbiamo, inoltre, osservato che non esiste alcuna correlazione tra composizione in acidi grassi del latte materno e rischio di eczema o di asma» ha aggiunto Giwercman C del Copenhagen University Hospital.J Allergy Clin Immunol. 2010 Apr;125(4):866-71. Epub 2010 Mar 17.

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Ginecologi: primo obiettivo allattamento al seno

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 novembre 2009

UNICEF e SIGO fianco a fianco per la tutela materno infantile: due fra i più autorevoli e rappresentativi organismi impegnati a favore della salute di donne e bambini stringono un patto per lavorare insieme in tutto il territorio nazionale. Il protocollo d’intesa è stato siglato a Bari, nell’85° Congresso della Società Italiana di Ginecologia ed Ostetricia (SIGO). La prima campagna congiunta è per la promozione dell’allattamento al seno, rivolta in parallelo a mamme e medici e vede coinvolta direttamente la rete degli Ospedali Amici dei Bambini. Come? Attraverso il rispetto del “Codice Internazionale sulla Commercializzazione dei Sostituti del Latte Materno” dell’OMS/UNICEF e le successive risoluzioni dell’Assemblea Mondiale di Sanità, l’inserimento nei curricula delle Scuole di Specializzazione di Ginecologia e Ostetricia di Corsi di formazione specifici, basati sulle più aggiornate evidenze disponibili e con iniziative di advocacy verso le Istituzioni. Ma i punti toccati dall’accordo riguardano l’intero percorso gravidanza-parto-pueperio, il potenziamento dell’offerta assistenziale, l’umanizzazione dei reparti ostetrici e pediatrici, la lotta alla mortalità materna.  In particolare, oltre al progetto per l’allattamento al seno, la collaborazione tra Comitato Italiano per l’’UNICEF e la SIGO mira a salvaguardare la salute della donna e del bambino attraverso appropriati interventi di promozione della salute, prevenzione e cura in gravidanza, nel parto e nel puerperio, per il miglioramento della qualità dell’offerta assistenziale nelle strutture sanitarie ospedaliere e del territorio. Ma gli orizzonti del Protocollo si estendono ben oltre i confini nazionali, nel sostenere i progetti che l’UNICEF realizza in tutto il mondo per raggiungere gli obiettivi del Millennio, specie nei Paesi in via di sviluppo, in particolare nella lotta alla mortalità materna per gravidanza e parto (5° obiettivo), quella all’infezione da HIV/AIDS (6°obiettivo). Risultati recentemente ribaditi anche al recente Congresso Mondiale di Ginecologia, che ha dedicato a questi temi ampio risalto e di cui la SIGO si fa portavoce in Italia.

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Le amiche dell’allattamento

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 settembre 2009

Dall’1 al 7 ottobre  prevista campagna di sensibilizzazione in concomitanza della Settimana Mondiale dell’allattamento promossa da Waba – World Alliance for Breastfeeding Action Il primo progetto italiano per sostenere l’allattamento materno è partito da Verona: creata nelle 14 farmacie comunali veronesi una rete tra ostetriche, pediatri e farmacisti per permettere alle madri di continuare con l’allattamento esclusivo al seno almeno fino ai sei mesi di vita del bambino. L’iniziativa si sta ora estendo a livello nazionale. È proprio nelle farmacie, dove tradizionalmente viene venduto il latte sostituivo, meglio conosciuto come artificiale, che Il Melograno ha deciso di creare un punto di riferimento per le neomamme. È prassi delle stesse farmacie (secondo le regole del marketing commerciale) esibire sugli scaffali tutti i prodotti correlati alla nutrizione artificiale (biberon, tettarelle, etc.), ma non accadrà più nelle farmacie comunali di Verona che hanno deciso di adeguarsi al Codice internazionale sulla commercializzazione dei sostituti del latte materno “evitando così di sottoporre le madri a meccanismi di marketing inappropriati e scorretti con conseguenze dirette e gravi sulla salute del bambino”.  L’idea del progetto è venuta proprio ad un farmacista, Paolo Delaini, che l’ha sviluppata fin da subito con Il Melograno, ritenendo l’associazione la realtà più indicata per mettere a punto un vero e proprio protocollo da proporre a tutti i farmacisti. “Mi sono convinto così che le farmacie, disponendo di una rete efficiente (17.000 sul territorio nazionale con 70.000 farmacisti operativi) possano diventare il luogo di riferimento per la madre che allatta. Abbiamo frequentato corsi tenuti da formatori pediatri e consulenti IBCLC – gli stessi esperti che addestrano il personale che opera negli “Ospedali amici dei bambini” – per essere in grado di accogliere la madre che allatta e ad assicurarle la prima assistenza in caso di difficoltà.  L’allattamento naturale è di fondamentale importanza per la salute di ogni bambino, non esiste alimento migliore in quanto il latte materno contiene tutte le proteine, i grassi, gli zuccheri e i sali minerali di cui un neonato ha bisogno.

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Macrolane, un anno di conferme

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 Mag 2009

“Un prodotto innovativo, riassorbibile, ma soprattutto ‘monitorato’ e validato da studi scientifici – dice Emanuele Bartoletti, Segretario generale della SIME – uno strumento in più della medicina estetica, che consente di modellare non solo il seno, ma l’intera silhouette senza ricorrere all’intervento chirurgico ‘tradizionale’, dunque senza bisturi, né cicatrici”. E le conferme arrivano dalla sperimentazione clinica dopo un anno di utilizzo di Macrolane, l’acido ialuronico stabilizzato di origine non animale di elevata purezza (è acido ialuronico ‘naturale’ al 99%), altamente biocompatibile studiato per il ripristino dei volumi e il rimodellamento del corpo. Il trattamento utilizza la tecnologia NASHATM (la stessa su cui si basa Restylane, il riempitivo per il viso che ha superato i 10 milioni di trattamenti nel mondo), ma è più compatto e viscoso e ha una maggiore capacità di sollevamento, sostegno e ripristino dei volumi: tutte caratteristiche necessarie per plasmare vaste aree del corpo.   La metodica si è rivelata valida anche per l’assenza di importanti complicanze e il prodotto ha dimostrato una buona durata nel tempo. L’acido ialuronico NASHATM è ‘FDA approved’ dal 2003. Macrolane ha ricevuto lo scorso anno l’approvazione CE per il ‘body-shaping’ e per l’utilizzo specifico sul seno, la cui  sperimentazione è iniziata nel 2002.   Ed è proprio per l’utilizzo sul seno, la sede più ‘delicata’ del corpo femminile, che si sono concentrate la maggior parte delle verifiche cliniche e scientifiche dell’ultimo anno. A livello europeo si è appena concluso uno studio clinico volto a sviluppare le tecniche di impianto di Macrolane e a valutarne gli effetti sia a breve che a lungo termine. Tutti i soggetti sono stati esaminati al momento dell’impianto e controllati 12 mesi dopo il trattamento. In particolare una serie di studi internazionali hanno esaminato la leggibilità degli esami diagnostici (ecografia, mammografia) dopo un impianto di gel NASHA, constatando che la presenza del gel Macrolane non interferisce con la possibilità di controllare il tessuto mammario, la cui visualizzazione risulta migliore rispetto alle protesi di silicone o di soluzione salina. Un gruppo di radiologi di vari paesi in Europa ha messo a punto linee guida per la lettura degli esami diagnostici e la loro interpretazione. Lo studio sarà pubblicato entro quest’anno. Altri studi sono in corso: per il mese di luglio sono attesi i risultati di uno studio prospettico in corso in Giappone su 100 pazienti, mirato a verificare la sicurezza e l’efficacia di Macrolane nella valorizzazione della mammella, mentre uno studio osservazionale analogo è iniziato in Francia e in Svezia: coinvolge 75 pazienti e prende in esame anche le tecniche diagnostiche di risonanza magnetica e mammografia.  Queste in sintesi le ‘linee guida’ cui è necessario attenersi in tema di sicurezza:  Prima del trattamento: sottoporsi agli esami mammografici ed ecografici di routine sottoporsi a profilassi antibiotica  Dopo il trattamento continuare a seguire i normali controlli di screening al seno  Possono accedere al trattamento tutte le donne in buona salute.  Devono essere escluse dal trattamento: le donne con un storia di cancro al seno o con qualsiasi lesione in attesa di conferma diagnostica, le donne in gravidanza e le donne in allattamento.

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