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Posts Tagged ‘alleanza’

Covid-19: Al via l’alleanza fra oncologi, cardiologi e ematologi

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 ottobre 2020

Martedì 20 ottobre, alle 12, è prevista una conferenza stampa on line. Interverranno Francesco Cognetti (Presidente Fondazione Insieme contro il Cancro e Direttore Oncologia Medica Istituto Nazionale Tumori Regina Elena di Roma), Giordano Beretta (Presidente Associazione Italiana di Oncologia Medica e Responsabile Oncologia Medica Humanitas Gavazzeni di Bergamo), Paolo Corradini (Presidente Società Italiana di Ematologia e Direttore Ematologia Istituto Nazionale Tumori di Milano), Ciro Indolfi (Presidente Società Italiana Cardiologia e Ordinario di Cardiologia Università Magna Grecia di Catanzaro), Fabrizio Pane (Ordinario di Ematologia e Direttore Unità Operativa di Ematologia e Trapianti di Midollo Università Federico II di Napoli) e Francesco Romeo (Presidente Fondazione Italiana Cuore e Circolazione Onlus e Direttore Cardiologia Policlinico Tor Vergata Roma). Sono stati invitati il Ministro della Salute, Roberto Speranza, e il Presidente del Consiglio Superiore di Sanità, Franco Locatelli. Le malattie oncoematologiche e cardiovascolari colpiscono un cittadino su 6. Sono grandi patologie, le più frequenti fra quelle “non trasmissibili”, che rendono fragili i pazienti colpiti e ancora più a rischio di sviluppare forme gravi di Covid-19 rispetto alla popolazione sana, fino alla morte. Questi pazienti, nella prima fase della pandemia, sono andati incontro a sospensioni di terapie o cancellazioni di interventi chirurgici, visite di controllo e altri gravi inconvenienti. L’inizio della seconda ondata della pandemia richiede interventi urgenti. Per questo, nasce la prima alleanza al mondo che riunisce oncologi, cardiologi ed ematologi.

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Alleanza mondiale per valutare i danni cardiaci da Covid 19

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 luglio 2020

Un’alleanza mondiale di cardiologi esperti di ecocardiografia scruterà nel cuore dei malati di Covid 19 per valutare gli eventuali danni causati dal coronavirus. Si tratta di uno dei più vasti screening di ecocardiografia che coinvolge centri cardiologici d’eccellenza dei 5 continenti. Il Cardiocenter di Niguarda, sostenuto dalla fondazione De Gasperis, è uno dei partner italiani dell’iniziativa promossa dall’ASE (American Society of Echocardiography): la World Alliance Societies of Echocardiography. «Sottoporremo a ecocardiografia (esame non invasivo che permette un’esplorazione approfondita della morfologia e funzione delle strutture cardiache) – spiega Antonella Moreo, responsabile del Laboratorio di Ecocardiografia nell’ambito di Cardiologia 4 all’Ospedale Niguarda di Milano – i pazienti ricoverati per Covid-19 per valutare, se e come il muscolo cardiaco sia stato interessato dall’infezione, inoltre, essendo lo studio internazionale, potremo anche valutare se nelle diverse etnie e regioni del mondo la malattia abbia avuto un comportamento differente». Lo studio coinvolgerà circa 2000 persone nel mondo, la partecipazione dei pazienti sarà assolutamente su base volontaria. Durerà tre mesi. Sarà indagata la funzionalità dei due ventricoli, il coinvolgimento del pericardio e la funzionalità delle valvole. Il cuore puo’ essere uno dei target del coronavirus. Sono infatti stati segnalati casi di miocarditi ed altre disfunzioni cardiache, talvolta letali, per cui è importante sapere se possa provocare alterazioni cardiache e compromettere la funzione contrattile del muscolo cardiaco. L’ecocardiografia sarà effettuata dai tre ai sei mesi dopo la diagnosi iniziale di infezione. Entro la fine dell’anno avremo i primi risultati di questa ricerca che avrà importanti risvolti clinici.

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Ue: Urso (FdI) incontra Lászlo Lövér, “ora alleanza Italia Ungheria”

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 luglio 2020

“Italia e Ungheria possono realizzare un’alleanza strategica tra i Paesi dell’Europa meridionale e i Paesi di Visegrad. Insieme per fronteggiare il ‘fronte del Nord’ e riaffermare i valori fondamentali dell’Unione Europea. Oggi più che mai è necessario anche a fronte di quanto sta accadendo a Bruxelles. È quanto emerso nell’incontro che ho avuto oggi pomeriggio con il presidente della Assemblea Nazionale ungherese, Lászlo Lövér, in cui abbiamo riaffermato i valori della solidarietà europea anche sulla base della comune identità storica tra Roma e Budapest. La determinazione con cui Orban sta sostenendo le ragioni dell’Italia, insieme con i leaders di Polonia, Slovacchia e Repubblica Ceca è di straordinaria importanza perché segna una svolta nella narrazione delle vicende europee che nessuno può misconoscere. Non riguarda i partiti ma le Nazioni”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Adolfo Urso, presidente della Associazione parlamentare di amicizia Italia Ungheria, in visita politica e istituzionale a Budapest.

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Ue. Urso (FdI): alleanza Italia-Visegrad contro Olanda

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 luglio 2020

“Oggi tutti i principali giornali ungheresi danno grande rilevanza al ruolo di Fratelli d’Italia e all’alleanza tra Italia e Ungheria da noi prospettata. Orban e i Paesi di Visegrad si sono dimostrati in questa occasione i migliori amici dell’Italia. Ora è necessario fare fronte comune tra i Paesi Mediterranei, Italia, Spagna e Portogallo con quelli dell’Europa centrale, Ungheria, Polonia, Slovacchia e Repubblica Ceca contro l’arroganza dell’Olanda che vuole decidere a casa nostra”. A dirlo il senatore di Fratelli d’Italia, Adolfo Urso, presidente della Associazione parlamentare di amicizia Italia Ungheria in vista degli incontri politici e istituzionali che avrà oggi e domani a Budapest, in un post su Facebook in cui riporta le testate ungheresi che evidenziano la posizione della destra italiana e il supporto di Orban all’Italia nella trattativa in sede europea. “Auspichiamo – ha aggiunto Urso – che la ritrovata intesa possa contribuire a riaffermare i valori della solidarietà dei padri fondatori della Comunità Europea”.

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Roma Capitale aderirà al progetto “Alleanza per Roma”

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 giugno 2020

“Le parole di Papa Francesco ci indicano la strada da seguire per non lasciare indietro chi è più in difficoltà dopo quest’emergenza sanitaria. Accogliamo con favore l’appello del Santo Padre: è fondamentale che le istituzioni collaborino per supportare, soprattutto in questo momento così delicato, le fasce più deboli e fragili. Roma dall’inizio dell’emergenza ha messo in campo diverse misure e iniziative per rimanere vicino agli ultimi. Ora, aderendo a questo progetto facciamo un ulteriore passo in questa direzione: non lasceremo indietro nessuno”. Così la Sindaca di Roma Virginia Raggi dopo l’annuncio di Papa Francesco dell’istituzione del Fondo Gesù Divino Lavoratore.
“Alleanza per Roma”, ha come obiettivo quello di lavorare insieme per aiutare le persone e i nuclei più fragili colpiti duramente dall’emergenza coronavirus. Roma Capitale alimenterà il Fondo Gesù Divino Lavoratore, voluto da Papa Francesco, con un contributo iniziale di 500mila euro.

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Venti raccomandazioni per siglare l’alleanza strategica fra oncologi e media

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 giugno 2020

Sono state presentate al più importante congresso mondiale sui tumori, il Congresso della Società Americana di Oncologia Clinica (ASCO), che si è svolto recentemente in forma virtuale. Le raccomandazioni sono raccolte nella prima Dichiarazione mai realizzata in Europa e dedicata alla corretta comunicazione in campo oncologico. Il lavoro è frutto di una consensus conference tra professionisti dell’informazione e operatori sanitari, che vede la Regione Marche come prima promotrice.
“Per sconfiggere il cancro abbiamo bisogno di tante armi, non solo quelle fondamentali e insostituibili della medicina e della ricerca scientifica – spiega la prof.ssa Rossana Berardi, Ordinario di Oncologia Medica presso l’Università Politecnica delle Marche, Direttore della Clinica Oncologica Ospedali Riuniti di Ancona e coordinatore AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica) Marche -. Avvertiamo la forte necessità di una vera alleanza tra medico e paziente, in cui vi sia un dialogo costante ed aperto nel comune intento di superare la malattia. L’alleanza, in realtà, dovrebbe essere triplice, perché abbiamo anche bisogno dell’aiuto dei media, e più in generale di chi fa informazione, affinché non si cada nelle trappole della disinformazione. In ambito oncologico, la cattiva informazione è forse più deleteria che in altri campi, perché impatta sulla salute pubblica e potenzialmente sui pazienti, che potrebbero assumere decisioni sbagliate per il loro percorso di cura”. “La Dichiarazione è il risultato di un lungo periodo di studio e di un tavolo tecnico composto da un panel di autorevoli esperti del mondo della comunicazione e della salute – continua la prof.ssa Berardi -. Quando il clinico comunica i risultati di studi scientifici e i passi in avanti della ricerca, è elevato il rischio che, soprattutto nel web, si diffondano informazioni inesatte o distorte, talvolta addirittura false e gravemente dannose per il cittadino, che recepisce messaggi illusori e fuorvianti. Un fenomeno evidente durante l’emergenza causata dal COVID, anche per l’incremento iperbolico di strumenti quali il web e i social, che in troppi casi diffondono e potenziano notizie che non hanno ragione di circolare. Talvolta anche i media tradizionali seguono questa pericolosa tendenza”. “L’obiettivo della nostra Dichiarazione è individuare un percorso più equilibrato attraverso una serie di ‘raccomandazioni’ relative alla comunicazione in ambito oncologico e, più in generale, medico – afferma la prof.ssa Berardi -. Opporsi al dilagante fenomeno delle fake news, ad esempio, è solo uno degli scopi della Dichiarazione: è inaccettabile che circolino ancora false credenze per cui il cancro si può curare con estratti naturali. Dall’altro lato, vanno fissati parametri con cui evitare il sensazionalismo legato a notizie prive di attente verifiche della fonte. E, per costruire una comunicazione che sia davvero efficace verso il cittadino, è altrettanto fondamentale limitare, da parte dei medici, il ricorso a un gergo tecnico non comprensibile”.
Nel dettaglio, nella Dichiarazione sono state individuate cinque aree specifiche con le relative raccomandazioni: esaminare la terminologia utilizzata per non danneggiare o ingannare gli utenti, evitando facili sensazionalismi e dare più spazio a tematiche del fine vita, cure palliative e assistenza domiciliare (area assistenza e comunicazione); fornire indicazioni complete sui farmaci, mantenere cautela nelle indicazioni off-label dei farmaci o in merito a farmaci ancora in fase sperimentale (farmaci e comunicazione); valutare la rilevanza clinica e l’uso dei risultati degli studi e l’accuratezza dei protocolli di ricerca (ricerca e comunicazione); rafforzare il concetto per cui le informazioni sulla salute non possono sostituire la figura del medico e riportare sempre, nei rapporti sulla salute, il contesto di riferimento (esiti delle cure e comunicazione); limitare da parte della comunità scientifica l’adozione di terminologie complesse e ridurre il ricorso al gergo medico per una migliore comprensione della notizia da parte del cittadino (tecnologia e comunicazione). Altre 10 raccomandazioni riguardano tematiche trasversali, cioè comuni alle 5 aree specifiche, e spaziano dell’uso della terminologia al ricorso a fonti affidabili fino alla trasparenza nella comunicazione.
La consensus conference che ha dato vita alla Dichiarazione è stata promossa dalla Clinica Oncologica degli Ospedali Riuniti di Ancona ed ha visto, tra i protagonisti e sottoscrittori dell’intesa, Rossana Berardi (Direttore Clinica Oncologica Università Politecnica delle Marche – Ospedali Riuniti di Ancona), Maurizio Blasi (giornalista, ex caporedattore RAI TGR Marche), Andrea Brusa (caporedattore Il Resto del Carlino Ancona), Michele Caporossi (Direttore Generale Ospedali Riuniti Ancona), Franco Elisei (Presidente Ordine Giornalisti Marche), Gian Luca Gregori (Prorettore Università Politecnica delle Marche), Giancarlo Laurenzi (Direttore Corriere Adriatico), Massimiliano Marinelli (bioeticista e docente di Medicina Narrativa Facoltà di Medicina Università Politecnica delle Marche), Graziella Mazzoli (Direttore Istituto per la Formazione al Giornalismo Urbino) e Fabrizio Volpini (Presidente IV Commissione Salute Regione Marche).
“È doveroso da parte mia, in tempo della prima pandemia in era social, definita infodemia dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) – conclude Michele Caporossi, Direttore Generale Ospedali Riuniti di Ancona -, sottolineare con un pizzico di orgoglio la lungimiranza che due anni or sono spinse operatori sanitari della nostra azienda, universitari e direttori di testate giornalistiche a mettersi seduti intorno ad un tavolo, percependo la necessità di esplorare un metodo di lettura comune della nuova era del mondo. ‘Superare il dialogo tra sordi’, dicemmo allora. Penso che la consensus conference ci sia riuscita. Abbiamo fugato il rischio di esprimere semplicemente opinioni, adottando un metodo condiviso su basi scientifiche. La strada è quella giusta per continuare a consolidare un metodo di lotta alle post verità e alle fake news efficace e duraturo”.

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Un’alleanza strategica per salvare l’Italia

Posted by fidest press agency su sabato, 14 dicembre 2019

In un’intervista, il segretario della CGIL reclama un’alleanza strategica “per impedire che il paese si sbricioli sotto i colpi di un processo di deindustrializzazione” attraverso “una convergenza su obiettivi condivisi con il pieno coinvolgimento di tutti gli azionisti dell’azienda”. Il sindacato sembra svegliarsi dopo decenni di torpore e trova il vuoto politico attorno a sé. In pieno di una crisi del sistema produttivo che è tutt’uno con la conseguente debolezza della posizione internazionale dell’Italia. E’ completamente assente un partito del lavoro, dei lavoratori e degli imprenditori, che solo il sindacato riprendendo il modello della formazione del laburismo inglese può riuscire ad aggregare in una alleanza repubblicana e nazionale. Critica Sociale ha dato voce direttamente – nelle scorse settimana – agli operai dell’ILVA con un’Inchiesta condotta da un proprio inviato a Taranto presso gli stabilimenti. Le dichiarazioni degli operai riportate sono coperte da nomi di fantasia come richiesto espressamente dagli intervistati. Nessuna fiducia nella Mittal e in come è impostata la trattativa dal Governo. Oggi un operaio dell’ex ILVA che ha preso parte alla mobilitazione delle aziende in crisi, nella intervista alla Critica afferma che per i lavoratori l’unico riferimento di garanzia, in questa situazione è il Presidente della Repubblica, Mattarella.

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Alleanza scuola-famiglia: è ancora possibile?

Posted by fidest press agency su martedì, 8 ottobre 2019

Roma mercoledì 9 ottobre 2019, ore 17.00 Istituto Paritario Antonio Maria Gianelli ( via Mirandola, 15) È sempre più condivisa la necessità che esista anche in Italia un pluralismo educativo, degno della libera scelta dei genitori. Ma in quali termini è possibile oggi nel nostro Paese costruire un’alleanza fra scuola e famiglia, al fine di consentire realmente il diritto di apprendere dello studente, senza alcuna discriminazione economica? È questo il nodo dell’incontro aperto a genitori, docenti e cittadini. Lorenzo Malagola (Segretario generale della “Fondazione De Gasperi”) e Silvia Guidi (giornalista de “L’Osservatore Romano”) ne discuteranno con sr. Anna Monia Alfieri, esperta di politiche scolastiche e da anni al centro del dibattito su questi temi, con proposte illustrate anche nella recente “Lettera ai politici sulla libertà di scuola” edita da Rubbettino e scritta a quattro mani col filosofo Dario Antiseri.Come sottolinea Alfieri, “non è possibile accettare un futuro che veda in Italia il monopolio educativo della scuola di Stato. Sarebbe come ritenere i genitori incapaci di intendere e di volere ai sensi dell’art. 33 comma 2 della Costituzione: per essi provvede lo Stato”. È chiaro che la modalità per garantire la libertà di scelta educativa è quella di fare chiarezza di numeri e dati della scuola e assegnare ad ogni studente una quota capitaria. Da qui, la proposta del costo standard di sostenibilità, una soluzione concreta a costo zero: occorre rendere conto ai genitori delle centinaia di ottime scuole pubbliche non gestite dallo Stato, che ogni anno chiudono a danno del pluralismo educativo, e del modo in cui vengono spesi i soldi che i cittadini pagano per l’istruzione. “Nessun favore si domanda ai politici – si legge sul sito ildirittodiapprendere.it – nessuna falsa promessa si pretende la loro: si chiede che venga garantita la libertà di scelta educativa dei genitori, che hanno già pagato le tasse, in un pluralismo educativo che incentivi la buona scuola pubblica – statale e paritaria – come ascensore sociale”.

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Un’alleanza per formare professionisti in International Business

Posted by fidest press agency su sabato, 18 maggio 2019

Perugia. Molte imprese italiane si stanno orientando sempre più verso i mercati internazionali: nuovi sbocchi commerciali, collaborazioni con partner esteri, lancio di nuovi business, accordi di fornitura strutturati, nonché strategie di back reshoring, si verificano con sempre maggiore frequenza. Le imprese si trovano, quindi, ad affrontare nuove sfide e nuove problematiche che riguardano aspetti organizzativi, produttivi, finanziari e commerciali. Per questo risulta fondamentale disporre di persone adeguatamente preparate, con competenze mirate e con un forte orientamento alla risoluzione di problemi complessi.Una sfida per il tessuto universitario italiano con l’obiettivo di formare figure professionali ad hoc. Per questo, l’università per Stranieri di Perugia ha attivato un master di I livello in International Business and Intercultural Context per un massimo di 35 studenti neolaureati.Di quei posti, fino a 15 saranno riservati ai ragazzi assistiti dall’ONAOSI (Opera Nazionale Assistenza Orfani dei Sanitari italiani).Lo prevede un accordo sottoscritto tra il presidente dell’ONAOSI, Serafino Zucchelli e la rettrice dell’università per Stranieri, professoressa Giuliana Grego Bolli: “É un ulteriore tassello della mission che la Fondazione ONAOSI ha da quando è stata costituita 145 anni fa: aiutare il percorso formativo ed educativo dei figli rimasti orfani di medici, veterinari e farmacisti che operano nella sanità italiana. E siamo felici di questa partnership con un ateneo così prestigioso” spiega Zucchelli. In base all’accordo, l’Università per Stranieri di Perugia assicurerà lo svolgimento delle attività̀ presso le proprie strutture didattiche e presso i laboratori informatici. La fondazione Onaosi assicurerà invece l’ospitalità per i docenti del Master presso il Collegio di Perugia. “Inoltre – prosegue Zucchelli – metteremo a disposizione due tutor: uno accademico per seguire i corsisti durante le attività in aula e uno organizzativo che si occuperà della gestione amministrativa del master”.Per ogni studente, l’università per Stranieri organizzerà degli stage da svolgere presso istituzioni a supporto dell’internazionalizzazione e in aziende operanti in tutto il territorio nazionale con particolare attenzione alle opportunità occupazionali offerte e alla loro localizzazione sul territorio rispetto alla residenza dei partecipanti al master. Qualche esempio? L’agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane (ICE), Zeta farmaceutici Spa, Fondazione Umbria Jazz, Legacoop, Regione Umbria, Confcommercio, Maison Gattinoni, Università dei Sapori. “L’obiettivo del Master in International Business and Intercultural context – commenta la rettrice Grego Bolli – è quello di fornire ai partecipanti una concreta autonomia nella gestione di progetti di Internazionalizzazione. In particolare, il master intende fornire conoscenze e competenze tali da definire le politiche di marketing per il lancio di nuovi prodotti in mercati internazionali, acquisire autonomia nell’analisi dei nuovi mercati di sbocco, individuare i finanziamenti a supporto delle aziende, conoscere le modalità di ingresso nei mercati e il quadro giuridico della regolamentazione, nonché le differenze interculturali che si riflettono nei processi di negoziazione”

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Lotta alle infezioni: alleanza tra 3M e Copag

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 maggio 2019

Pioltello (MI) E’ stata presentata in occasione della 55esima Assemblea Generale AIOP, Associazione Italiana Ospedalità Privata, che si è aperta ieri a Villa Erba, la collaborazione tra 3M e COPAG, Consorzio della Ospedalità Privata per gli Acquisti e le Gestioni.“In un momento storico in cui le risorse sono sempre più limitate, poter offrire prodotti di qualità è l’unica logica vincente. Oggi, infatti, una corretta gestione dell’assistenza sanitaria non può guardare solo al singolo risparmio ma deve puntare sull’affidabilità e sull’efficienza – illustra il dottor Marco Miraglia attuale Presidente della Copag – L’Ospedalità privata riunita in AIOP e servita da COPAG, da sempre attenta al contenimento dei costi, è certamente il partner ideale per avviare il processo di trasformazione del sistema sanitario grazie ad una visione d’insieme che permette loro di capire che oggi bisogna andare oltre il prezzo d’acquisto e valutare il costo reale della cura!”
Tra gli obiettivi di questa alleanza, c’è quindi quello di contribuire alla lotta alle infezioni correlate all’assistenza, una lotta in cui 3M è protagonista attraverso la Campagna “Ospedale Senza Infezioni”, un’iniziativa nata per sensibilizzare i cittadini e diffondere un programma d’azione condiviso con gli operatori sanitari verso l’adozione di sempre più efficaci modelli di prevenzione.Proprio sul tema della diffusione delle infezioni in ospedale non si può più rimandare un piano di azione. Come riportato nel rapporto redatto recentemente da ONU e OMS “No Time to Wait” relativo alle catastrofiche proiezioni derivanti dalla resistenza agli antibiotici non saremo più in grado di sconfiggere i batteri e nel 2050 si prevedono 10 milioni di decessi legati a questo fenomeno. Le resistenze si sviluppano da abuso di antibiotici assunti dall’uomo in casi non strettamente necessari, oppure indirettamente legati ad assunzione di cibi derivanti da allevamenti o coltivazioni in cui vengono usati antibiotici, o infine per curare le infezioni che si possono contrarre durante una degenza ospedaliera. Quest’ultimo dato in Italia conta 530.000 casi all’anno, come incidenza e numeri di cittadini coinvolti è il peggiore di tutta Europa. Mediamente 1 paziente su 15 che entra in Ospedale per un percorso di cura ha una probabilità di acquisire un’infezione, le più diffuse sono polmoniti, infezioni vie urinarie, infezioni della ferita chirurgica e quelle legate a dispositivi invasivi come i cateteri vascolari. Rispetto all’ultima indagine di sorveglianza del 2013 si è notato un incremento dei casi dovuto all’aumento dei pazienti più “fragili”, con un’età superiore ai 65 anni, all’utilizzo di sistemi sempre più invasivi per l’organismo umano come cateteri o endoscopi che costituiscono veicoli di batteri, ma soprattutto alla scarsa adozione di strategie di prevenzione.
In Italia si stimano circa 7.800 casi di decessi l’anno per infezioni acquisite nei nosocomi, pari al doppio delle morti legate agli incidenti stradali. Da un’altra prospettiva l’impatto è devastante se si considera che rappresentano un rischio fatale quanto la somma delle maggiori malattie infettive messe insieme: influenza, tubercolosi e HIV.Per questo motivo è più che mai necessario aumentare la consapevolezza dei cittadini e sensibilizzare gli operatori sanitari sul tema della prevenzione e dell’antibiotico resistenza, affinché il Piano Nazionale di Contrasto dell’Antimicrobico-Resistenza (PNCAR) 2017-2020, a cura di Ministero della Salute, entri a far parte definitivamente dei programmi condivisi e applicati da Regioni e Ospedali. Corrette pratiche di prevenzione, che passano da rinnovati e adeguati protocolli, potrebbero ridurre del 20-30% questo “gap” nel percorso assistenziale, concorrendo a migliorare anche l’impatto economico sul Sistema Sanitario Nazionale, considerato che i costi di trattamento di una singola infezione pesano dai 5 ai 9 mila euro. Questo risultato è raggiungibile anche attraverso l’adozione di alcuni semplici ma fondamentali passaggi. Partendo dalla più nota pratica lavaggio delle mani – un gesto prezioso che proprio in questi giorni è stato celebrato in occasione della Giornata Mondiale del Lavaggio delle Mani – fino alla consapevolezza della necessità di implementare un sistema di prevenzione lungo tutto il percorso assistenziale, partendo da una sicura e certificata sterilizzazione dello strumentario chirurgico, ad un’ottima preparazione del campo operatorio e sistemi di barriera, al riscaldamento del paziente durante un’operazione chirurgica, all’uso di medicazioni in grado di tenere sotto controllo eventuali infezioni dovute all’accesso venoso attraverso il catetere.

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Working Group Immunoterapia di Alleanza Contro il Cancro

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 marzo 2019

Grazie al lavoro degli oltre 250 ricercatori che cooperano con il Working Group Immunoterapia di Alleanza Contro il Cancro – la Rete Oncologica Nazionale fondata dal Ministero della Salute – entro il 2019 si concretizzeranno i primi risultati del progetto di creazione e validazione dell’algoritmo ideato per predire la responsività di un Paziente a un trattamento immunoterapico o, in alternativa, ad altre soluzioni terapeutiche. L’obiettivo primario è evitare al Paziente di ricevere terapie poco idonee e potenzialmente tossiche e consentire – come conseguenza – al SSN, di ridurre le spese associate a terapie non efficaci né nel breve, né nel lungo periodo.A questo task è coinvolta una molteplicità di professionisti – ricercatori, clinici, bioinformatici, biologi, anatomo patologi e chirurghi – degli Istituti associati alla Rete, ciascuno con un compito fondamentale. «Siamo partiti da uno studio retrospettivo – spiega Concetta Quintarelli, segretario del WG Immunoterapia, responsabile del Laboratorio di terapia Genica e Cellulare presso l’IRCCS Ospedale Pediatrico Bambino Gesù – condotto su alcune decine di Pazienti. Per ognuno di essi siamo in procinto di ottenere uno score immunologico da validare in una corte di Pazienti prospettici in cura per carcinoma del polmone, arruolati nello studio clinico multicentrico e coordinato da Vanesa Gregorc dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano».
Grazie ai risultati dello studio retrospettivo «potremo iniziare le analisi anche nei nuovi Pazienti – spiega ancora – che riceveranno immunoterapia come prima linea terapeutica, al fine di verificare l’efficacia dell’algoritmo predittivo di risposta anche in questa categoria di Pazienti. Tutto ciò è stato possibile solo perché gli Istituti partecipanti hanno messo in moto una macchina operativa in cui più unità hanno dato il loro contributo fondamentale, dagli Uffici che si occupano dell’approvazione della progettualità da parte dei Comitati Etici, alle Unità cliniche che selezionano i pazienti idonei per le loro caratteristiche ad essere arruolati nello studio, alle anatomie patologiche che sono state impegnate in prima linea nella sezione e preparazione dei materiali biologici da studiare».
Il progetto è molto ambizioso poiché, come sottolineato dalla stessa Quintarelli «il materiale biologico viene sottoposto a quattro differenti analisi, che non potrebbero essere eseguite se non sussistesse una forte collaborazione tra diversi IRCCS: RNASeq presso Istituto Regina Elena, WES (Whole Exome Sequencing) presso Istituto Europeo di Oncologia, TCR (T Cell Receptor) sequencing presso Ospedale Pediatrico Bambino Gesù e tipizzazione HLA (Human Leukocyte Antigens) presso Ospedale San Raffaele IRCCS di Milano. Lo studio è disegnato dentro un range di casi compreso tra i 50 e i 100 – al fine di disporre del potere statistico necessario all’elaborazione. Elaborazione bioinformatica che è fortemente basata sul grande impegno del gruppo di Bioinformatica dell’IRCCS Regina Elena in collaborazione con IEO. I bioinformatici stanno al momento elaborando una piattaforma che sia in grado di integrare le quattro classi di dati in una matrice (l’algoritmo) per offrire corrispondenza tra l’outcome del Paziente e il fenotipo caratterizzato con i test. Soddisfazione, oltreché dai vertici di ACC, è stata espressa dal DS del Regina Elena, Gennaro Ciliberto, che ha sottolineato l’importante ruolo dell’IRCCS romano nello studio dell’immunoscore del polmone, strumento prognostico che misura l’incidenza del microambiente tumorale sulla risposta immunitaria.

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4rt Annual Meeting Alleanza Contro il Cancro

Posted by fidest press agency su domenica, 17 febbraio 2019

Si svolgerà dal 20 al 22 novembre prossimi nell’Aula Magna del Rettorato dell’Università Sapienza di Roma il quarto Annual Meeting di Alleanza Contro il Cancro, la Rete Oncologica Nazionale fondata dal Ministero della Salute.L’evento, dal titolo New Technologies and Strategies to Fight Cancer, è organizzato dall’Istituto Nazionale Tumori IRCCS Regina Elena, tra i soci fondatori di ACC. La tre giorni mira a coinvolgere quei ricercatori e quei clinici – che tramite la ricerca traslazionale hanno il compito di caratterizzare le alterazioni molecolari dei tumori a livello ‘omico – a scoprire nuovi biomarcatori e a disegnare protocolli terapeutici innovativi in un processo che parte dal letto del Paziente, arriva nei laboratori di ricerca e ritorna al Paziente stesso.«Un forum – è il commento degli organizzatori – per discutere tutti gli argomenti della ricerca contemporanea sui tumori umani, un percorso che potrà creare nuove opportunità e sfide per la medicina oncologica di precisione». Il meeting affronterà in particolare i seguenti temi:
– Come il genoma dei tumori guida e modifica le attuali cure oncologiche;
– Le sfide precliniche e cliniche nell’immunoterapia dei tumori;
– I temi relativi alla resistenza farmacologica che genera progressione e metastatizzazione neoplastica.
I dati raccolti condurranno ad una discussione generale al fine di comprendere se sarà possibile disegnare nuovi protocolli terapeutici per la sperimentazione clinica.

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Nasce l’alleanza per migliorare il percorso di cura

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 febbraio 2019

Roma Martedì 19 febbraio alle 11 (Hotel Nazionale, Piazza Montecitorio 131, Sala Cristallo) è prevista la conferenza stampa di presentazione di All.Can con gli interventi, tra gli altri, della senatrice Emilia Grazia De Biasi (Portavoce All.Can Italia), del prof. Gianni Amunni (Direttore Generale ISPRO, Istituto per lo studio, la prevenzione e la rete oncologica), del prof. Paolo Marchetti (Direttore Oncologia Medica B del Policlinico Umberto I di Roma e Ordinario di Oncologia all’Università La Sapienza), della dott.ssa Antonella Cardone (European Cancer Patient Coalition), dell’Avv. Elisabetta Iannelli (Segretario Generale FAVO – Federazione Associazioni Volontariato in Oncologia) e della dott.ssa Nicoletta Cerana (ACTO – Alleanza contro il Tumore Ovarico).

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Alleanza contro il cancro

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 dicembre 2018

Punto di riferimento italiano nella ricerca traslazionale, Alleanza Contro il Cancro – la Rete Oncologica Nazionale – ha attivato working group per singole patologie la cui matrice è rappresentata dal WG Genomics «piattaforma di ricerca trasversale agli altri gruppi clinici – spiega il professor Ruggero de Maria, Presidente ACC – creata per facilitare l’accesso ai ricercatori del network alle tecnologie di analisi molecolare».
Il core della ricerca traslazionale: identificare il miglior trattamento per il Paziente. Centrale, nell’architettura del WG, il cui segretario è Luca Mazzarella dell’Istituto Europeo di Oncologia di Milano – è l’infrastruttura informatica nazionale coordinata da un core di bioinformatici basato allo IEO. Il team sovrintende all’attività dei ricercatori dei singoli Istituti associati ACC; in ogni Centro, infatti, un bio informatico e un wet biologist sono incaricati del processamento, dell’analisi e del successivo trasferimento dei dati ottenuti dai clinical trials alla piattaforma computazionale nazionale. Le informazioni mutazionali confluite al core sono integrate con quelle della letteratura scientifica per predisporre application / banche dati dotate di un’interfaccia user friendly che l’oncologo può utilizzare per individuare il miglior trattamento possibile per il Paziente sulla base del suo profilo molecolare.
Il futuro: maggiori interazioni con la ricerca farmacologica, integrazione delle modalità di analisi molecolare e Dna circolante. Sono tre le traiettorie principali verso cui si orienterà il lavoro futuro del WG Genomics. Anzitutto, per il bene del Paziente, sarà essenziale massimizzare la collaborazione con i WG clinici della Rete e le interazioni con gli stakeholders della ricerca farmacologica. «Perché è chiaro che se alla disponibilità tecnologica più avanzata di poter caratterizzare ogni individuo – spiega Mazzarella – non corrisponderà un’ampia gamma di farmaci taylored, lo sforzo resterà sterile e infruttuoso. Sempre più importante, in secondo luogo, risulterà l’integrazione tra molteplici modalità di analisi molecolare: mutazioni puntiformi, incremento della sensibilità sulle varianti strutturali, utilizzo di informazioni di espressione e di modalità tecnologicamente più avanzate come la RNA Sec e sequenziamento di particolari aspetti della biologia tumorale (geni codificanti i recettori delle cellule T o il sistema dell’HLA)». È certo, infine, sempre per Mazzarella, un forte sviluppo delle tecnologie di analisi del Dna circolante (biopsia liquida) che permetterà di analizzare pannelli ampi di mutazioni ma, anche, ad esempio, metabolomica o proteomica nel sangue. Supereremo così uno dei principali ostacoli all’implementazione della medicina di precisione che è dato dalla continua richiesta di materiale bioptico del Paziente. Il WG Genomics ha in atto una forte collaborazione con il WG Polmone (basato all’Ospedale IRCCS San Raffaele di Milano), un progetto pilota denominato ACC Lung di cui Mazzarella è co-p.i. assieme a Vanesa Gregorc. Altri clinical trials sono in corso di approvazione / disegno di cui il WG Genomics si pone come partner per assistere l’implementazione delle piattaforme.

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“Il valore dell’alleanza tra famiglie ed istituzioni nella lotta alla droga e all’alcol negli incidenti stradali”

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 ottobre 2018

Roma Martedì, 30 ottobre 2018, ore 9.45 Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro Sala del Parlamentino Viale David Lubin, 2 incontro promosso dal MOIGE per la presentazione del progetto “Mano al volante, occhio alla vita”, sostenuto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le Politiche Antidroga. Un progetto che avrà la finalità di far conoscere ai ragazzi delle scuole italiane i pericoli connessi all’uso di droghe ed alcool, sopratutto in relazione alla guida.Si discuterà anche della grande diffusione che stanno avendo in questi mesi gli Shop di cannabis “legale” o “light” e delle gravissime conseguenze che esse possono avere nella banalizzazione o normalizzazione del consumo di droghe tra i minori. Il Moige a tale proposito ha avviato una raccolta di firme che è già arrivata a diverse migliaia di adesioni.Sarà, inoltre, presentata la ricerca svolta per il MOIGE dall’Istituto Piepoli sulla percezione del rischio da parte della popolazione generale e dei genitori dell’uso di droghe e alcol da parte dei minori.

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Terzo Annual Meeting di Alleanza Contro il Cancro

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 ottobre 2018

Milano Dal 29 al 31 ottobre prossimi, all’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano, si svolgerà il terzo Annual Meeting di Alleanza Contro il Cancro, la rete oncologica fondata dal Ministero della Salute alla quale HSR è associato.
L’apertura dei lavori è fissata per il 29 ottobre alle 13.30 alla presenza, tra gli altri, del direttore della Ricerca e Innovazione del Ministero della Salute,Giovanni Leonardi, del Presidente di ACC, Ruggero de Maria e del direttore scientifico dell’IRCCS Ospedale San Raffaele, Gianvito Martino, mentre per la chiusura (31 ottobre ore 12 circa) è prevista una tavola rotonda sul tema Prospettive future della ricerca oncologica in Italia ed Europa – moderata dal direttore Scientifico di AIRC, Federico Caligaris Cappio, e dal direttore Scientifico dell’Istituto Nazionale dei Tumori Regina Elena, Gennaro Ciliberto – in cui il presidente ed il direttore Scientifico di Alleanza Contro il Cancro, Ruggero De Maria e Pier Giuseppe Pelicci, discuteranno con il Sottosegretario alla Salute, Armando Bartolazzi e con il Chief Scientific Officer di Cancer Core Europe, Fabien Calvo.
Una tre giorni dal titolo New Technologies and Strategies to Fight Cancer cui sono accreditati oltre 200 partecipanti – tra ricercatori e clinici – con una faculty di 23 relatori di valenza internazionale, che si confronteranno sulle ultime conquiste e i più recenti progressi nella lotta ai tumori. Particolare focus viene dedicato in questa terza edizione alla caratterizzazione delle alterazioni genomiche dei tumori – e alla conseguente individuazione di nuovi bersagli farmacologici – nelle neoplasie del polmone, colon, mammella, melanoma, sarcoma e glioblastoma, nonché nei tumori ereditari. In agenda anche prospettive e nuove strategie in ambito immuno-terapeutico.

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Fincantieri e Naval Group dettagliano la loro alleanza con il supporto dei Governi di Francia e Italia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 ottobre 2018

Hanno annunciato l’intenzione di facilitare la creazione di un’industria navalmeccanica europea più efficiente e competitiva e di rafforzare la loro cooperazione navale militare iniziando le discussioni per stabilire un’alleanza industriale tra Fincantieri e Naval Group.
Fincantieri e Naval Group hanno lavorato intensamente da quella data e nel luglio 2018 hanno presentato ai competenti Ministri di Francia e Italia la loro proposta per tale alleanza , includendo un progetto industriale e la relativa tabella di marcia prevista, insieme a una descrizione delle iniziative chiave, che propongono di avviare in tempi rapidi.Attraverso questa joint venture, Fincantieri e Naval Group intendono:
Preparare congiuntamente offerte vincenti per programmi binazionali e per l’export;
Favorire una politica di fornitura più efficiente (cross-sourcing, miglior rapporto qualità-prezzo, economia di scala, ecc.);
Condurre congiuntamente mirate attività di ricerca e innovazione per fornire superiorità operativa ai clienti;
Incoraggiare lo scambio osmotico tra le due società, con la condivisione di strutture / strumenti di test e reti di competenze.
Ad oggi, Naval Group e Fincantieri sono già impegnate in una collaborazione industriale comune per fornire alla Marina francese quattro navi di supporto logistico (LSS), basate sul progetto dell’unità italiana LSS “Vulcano”. Inoltre, dal 2019 e con il sostegno di entrambi i Ministeri della Difesa, Naval Group e Fincantieri considerano di presentare un’offerta comune per i primi studi per l’ammodernamento di “mezza vita” dei cacciatorpediniere classe Horizon francesi e italiani con un comune Combat Management System (CMS).
Fincantieri e Naval Group ritengono che questa alleanza rappresenti una grande opportunità per entrambi i gruppi e i loro ecosistemi, aumentando la loro capacità di servire meglio le Marine di Italia e Francia, per acquisire nuovi contratti di esportazione, aumentare la ricerca di finanziamenti e, in definitiva, migliorare la competitività dei comparti navali dei due Paesi.
Fincantieri è uno dei più importanti complessi cantieristici al mondo e il primo per diversificazione e innovazione. È leader nella progettazione e costruzione di navi da crociera e operatore di riferimento in tutti i settori della navalmeccanica ad alta tecnologia, dalle navi militari all’offshore, dalle navi speciali e traghetti a elevata complessità ai mega-yacht, nonché nelle riparazioni e trasformazioni navali, produzione di sistemi e componenti e nell’offerta di servizi post vendita.
Il Gruppo, che ha sede a Trieste, in oltre 230 anni di storia della marineria ha costruito più di 7.000 navi. Con oltre 19.000 dipendenti, di cui oltre 8.400 in Italia, 20 stabilimenti in 4 continenti, Fincantieri è oggi il principale costruttore navale occidentale e ha nel suo portafoglio clienti i maggiori operatori crocieristici al mondo, la Marina Militare e la US Navy, oltre a numerose Marine estere, ed è partner di alcune tra le principali aziende europee della difesa nell’ambito di programmi sovranazionali. http://www.fincantieri.com

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Plan 1 Health Srl: alleanza con il colosso indiano Poly Medicure

Posted by fidest press agency su sabato, 6 ottobre 2018

Nuove prospettive di sviluppo per Plan 1 Health e Advan Srl. Le due aziende fondate da Mario Zearo, che operano nella zona industriale di Amaro (Udine) e sono impegnate nello sviluppo tecnologico in campo medicale, in particolare quello legato ai sistemi per l’infusione di farmaci e quello odontoiatrico, guardano al futuro con rinnovato vigore. Grazie a recenti sinergie con altre realtà del settore, infatti, si aprono spiragli ancor più interessanti per una presenza sul mercato maggiormente incisiva.La novità più “fresca” riguarda Plan 1 Health (3 milioni di fatturato), specializzata in sviluppo, produzione e commercializzazione di dispositivi medici impiantabili a lungo termine nel corpo umano con accesso al sistema vascolare, che ha da poco un nuovo socio estero: si tratta di Poly Medicure, azienda indiana fra le “top” del settore. Sono i numeri a testimoniarlo: l’azienda asiatica, quotata in Borsa a Mumbai, è un colosso che può contare su 1.700 dipendenti e vanta un fatturato di 100 milioni di dollari ed è specializzata nella produzione di accessi vascolari a breve termine con elevatissimi volumi di produzione. La collaborazione, che vedrà sempre nel friulano Zearo (amministratore delegato di Plan 1 Health) il punto di riferimento, rappresenta una straordinaria possibilità di crescita per Plan 1 Health che potrà sfruttare le sinergie di prodotto, di mercato e di tecnologia che si possono realizzare con Poly Medicure. Ad Amaro rimarranno tutte le produzioni attuali a cui saranno affiancate altre linee di prodotto della fascia alta degli accessi vascolari per la progettazione, la produzione e la certificazione. Sarà inoltre possibile distribuire i prodotti Polymed attraverso la rete commerciale italiana e avere a disposizione, per i prodotti Plan 1 Health, distributori di Poly Medicure in oltre 40 Paesi Esteri.Continua positivamente lo sviluppo di Advan, in partnership con la piemontese Astidental, leader italiano nella vendita di prodotti per l’odontoiatria e forte specializzazione nell’offerta delle applicazioni digitali. Una sinergia che si è rafforzata parecchio in questi mesi, comportando già i primi risultati tangibili. Alla fiera Expodental Meeting di Rimini sono state poste le basi per lo sviluppo in alcuni interessanti mercati internazionali, a cui ha fatto seguito la partecipazione alla missione economica organizzata a luglio dall’Unidi (Unione Nazionale delle Industrie Dentarie Italiane) in collaborazione con l’Ice a Mumbai, dove l’impresa friulana ha presentato i suoi prodotti. «Con le nuove sinergie – evidenzia Mario Zearo – puntiamo a consolidare ulteriormente la nostra presenza sul mercato internazionale. Guardiamo in particolare all’India, uno dei mercati più attrattivi e in fase di crescita. Senza dimenticare, chiaramente, l’impegno in terra italiana».Advan Srl offre nel settore odontoiatrico un sistema implantare molto evoluto e perfettamente integrato nel flusso digitale. Al professionista è offerto il meglio del prodotto impiantabile e della nuova tecnologia digitale per la cura dei denti, per esempio gli scanner intraorali che sostituiscono l’uso delle impronte, con risparmio di tempo e di stress, grazie alla ricostruzione al computer della conformazione della bocca, all’utilizzo della stampa in 3D. L’azienda friulana si concentra sull’offerta di un prodotto che, facendo uso della tomografia computerizzata cone beam (nota anche come Tac a fascio conico), permette la programmazione del trattamento chirurgico mediante l’utilizzo del computer e la possibilità, nei casi più complessi, di ricorrere alla chirurgia guidata per gli impianti.

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Alleanza tra istituzioni e società civile sulle patologie croniche

Posted by fidest press agency su domenica, 19 agosto 2018

Un nuovo modello di prevenzione per ridurre del 20% entro i prossimi 10 anni le malattie che non guariscono e che devono essere seguite sul territorio. Le patologie croniche non trasmissibili (diabete, cardiopatie, ictus, cancro, disturbi respiratori cronici) ogni anno colpiscono in massa gli italiani. Ancora più alto è l’impatto delle malattie cardiovascolari, la prima causa di morte nel nostro Paese. La situazione è allarmante, anche per i riflessi di carattere sociale ed economico. Circa l’80% di queste malattie potrebbe essere prevenuto eliminando alcuni fattori di rischio come il consumo di tabacco, la dieta poco sana, l’inattività fisica e l’abuso di alcol, ma senza un’adeguata prevenzione il loro peso sulla salute globale potrebbe crescere del 17% nei prossimi 10 anni. Per delineare nuove strategie di prevenzione, basate su innovativi sistemi di monitoraggio e campagne di sensibilizzazione, nacque l’Health Prevention Institute, il primo progetto in Italia di questo tipo, con la firma di un accordo di programma. Per l’allora sen. Antonio Tomassini, Presidente della XII Commissione Igiene e Sanità del Senato –. Le Istituzioni devono impegnarsi sul fronte della prevenzione attraverso strategie mirate. “È necessario sviluppare politiche di sanità pubblica volte a rimuovere gli elementi che favoriscono lo sviluppo delle patologie croniche non trasmissibili”.
Spesso si crede che le morti per malattie croniche interessino solo le persone più anziane, ma non è vero. A livello globale provocano ogni anno circa 35 milioni di decessi: di questi, 16 milioni riguardano persone al di sotto dei 70 anni di età. Inoltre, nei Paesi a reddito medio-basso questo accade in fasce d’età molto più basse rispetto alle nazioni più sviluppate. (Servizio Fidest)

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Fronte rossonero filo russo e anti-USA

Posted by fidest press agency su martedì, 26 giugno 2018

fare fronte.jpgIl movimento Fare Fronte ha partecipato attivamente allo storico incontro milanese, organizzato, settimana scorsa, dall’editore militante Maurizio Murelli (Edizioni AGA, Orion Libri), con il filosofo tradizionalista russo, Prof. Alexander (Aleksandr) Dugin, consigliere geopolitico del presidente Vladimir Putin. Dugin ha presentato il suo ultimo libro “Putin contro Putin”, partecipando ad un dibattito con il filosofo rosso-bruno Diego Fusaro ed il giornalista Adriano Scianca, direttore della rivista Il Primato. Presenti oltre quattrocento attenti ascoltatori, molti i volti noti, fra i quali citiamo: Marco Battarra (altro editore-libraio militante delle Edizioni Ritter), Aldo Braccio (studioso, collaboratore della rivista geopolitca Eurasia), Andrea Scarabelli (intellettuale e direttore della rivista filosofica Antares), Attilio Carelli (esponente della destra aristocratica evoliana e segretario della Fiamma Tricolore), gli avvocati Renato Maturo e Stefano Sutti (punti di riferimento sia della comunità russa lombarda che degli imprenditori italiani che vogliono investire nella ex Unione Sovietica), i docenti universitari Massimilliano Bonavoglia e Sergio Luppi, Giuseppe Ghirardini (presidente del Comitato Europa dei Popoli e fedele della Chiesa Ortodossa Russa), il conte zarista georgiano russofono Nikoloz Verdanisdev (della associazione eurasiatica ACIGEA) e, naturalmente, Gianluca Savoini (presidente della storica associazione Lombardia Russia, influente ed ascoltato consigliere del segretario leghista Matteo Salvini, per la politica estera). In sala anche molti dirigenti del centrodestra (Lega e Fratelli d’Italia) e della destra radicale (Casa Pound e Lealtà Azione), cittadini russi e dell’ex impero russo. Nella giornata milanese, Dugin ha anche approvato la nomina del portavoce ufficiale in Italia del suo movimento politico internazionale eurasiatico (simbolo una runa solare gialla su sfondo nero): Pietro Fraccavento, giovane creativo e tecno musicista. La delegazione di Fare Fronte era guidata dal presidente Roberto Jonghi Lavarini e dall’imprenditore Mirko Cuneo. Jonghi ha confermato le sue antiche simpatie zariste (il “barone nero” è, peraltro, amico personale del Granduca George Romanoff, capo della casa imperiale ed erede al trono di tutte le Russie), la sua adesione alla corrente filosofica e geopolitca di Dugin, ed il suo pieno sostegno politico (più volte espresso anche alla agenzia di stampa internazionale russa Sputnik) ad una grande alleanza (politica, economica e militare) continentale ed euraoasiatica fra l’Europa e la Santa Madre Russia Ortodossa, “ritonata Terza Roma e faro di civiltà”. In questa direzione, Fare Fronte ha annunciato diverse iniziative sia per chiedere l’abolizione delle “infami e autolesioniste” sanzioni economiche alla Russia, che per chiedere l’uscita dell’Italia dalla NATO (esercito coloniale dell’imperialismo USA) e lo smantello delle 115 basi straniere presenti sul territorio nazionale. Da ricordare i solidi rapporti fra lo stesso Jonghi, diversi alti ufficiali delle Forze Armate italiane, e l’ex ministro della difesa, il senatore Ignazio La Russa di Fratelli d’Italia. (Agenzia Stampa Vega)

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