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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘alleanze’

Veeam rafforza le alleanze e velocizza la strategia enterprise

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 luglio 2018

Veeam® Software, l’innovativo fornitore di soluzioni di Intelligent Data Management per la Hyper-Available Enterprise™, ha annunciato i risultati finanziari del secondo trimestre 2018. Confermando il quarantesimo trimestre consecutivo di crescita a due cifre delle vendite, Veeam ha registrato una crescita annuale degli ordini pari al 20%, mantenendo una media di 4.000 nuovi clienti al mese, per un totale di 307.000 clienti a livello mondiale.
“Secondo IDC, Veeam è leader in termini di performance aziendale nel mercato del software per la protezione e il recupero dei dati [i], sorpassando e distanziando i vendor tradizionali che non sono in grado di soddisfare le richieste della clientela in termini di hyper-availability,” ha affermato Peter McKay, Co-CEO e President di Veeam. “Veeam ha raggiunto questa posizione di leadership grazie alle solide relazioni con i nostri partner di canale e alleanze strategiche, oltre alla competenza nel comprendere le esigenze e le richieste dei clienti, rispondendo a queste ultime con soluzioni innovative, potenti e di facile utilizzo.“Ci prepariamo alla seconda parte dell’anno con massimo entusiasmo”, ha aggiunto McKay. “Abbiamo investito in modo significativo in strategie go-to-market, abilitazione dei clienti, dipendenti e processi e stiamo continuando in questo senso, rafforzando il nostro impegno nei segmenti di mercato principali. Il nostro focus sull’hyper-availability è costante e i clienti stanno rispondendo positivamente. Continuiamo a conquistare quote di mercato sia su aziende tradizionali che su nuovi protagonisti del settore, che provano a raggiungerci e ad essere profittevoli, un benchmark che Veeam ha raggiunto e mantenuto per oltre un decennio”. https://www.veeam.com

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Un sordo, due sordi, tutti sordi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 agosto 2017

poker d'assiMa nella casa dei sordi c’è anche da dire: non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. E’ che in Italia sta di nuovo prendendo piede la vecchia politica che con il governo Renzi ha cercato di seguire la strada camaleontica del tutto cambiare per nulla cambiare e con la segreta, ma mica tanto, volontà di ciurlare nel manico i ben pensati. Non sembra esserci riuscito e ora si esce dal giro e si scoprono le carte cercando di vincere con un full d’assi. Resta la scala reale ma nessuno, per il momento, mostra d’averla. Forse ci riuscirà il vecchio giocoliere della politica: Silvio Berlusconi. Il suo revival appare sempre più praticabile e già si coltivano le alleanze europee per puntellare l’Europa che mai come di questi tempi è andata giù nei consensi popolari. Sembra quasi che per vincere questa partita delle elezioni politiche italiane sia necessario fare il “passo del gambero” per una certa nomenclatura partitica. Il tutto senza tenere in conto i reali bisogni del paese, il suo spirito innovativo, la sua voglia di crescita culturale e sociale. Nessuna voce riesce a scuotere i grandi signori della politica, sembrano sordi ad ogni istanza. Per loro conta solo il potere, l’interesse di bottega, il toto ministri e gli inciuci di basso profilo. Chi è povero può gridare alla luna le sue miserie, chi si barcamena nel precariato teme il peggio e si illude di esserne uscito sia pure per il rotto della cuffia, chi è pensionato si attacca alla miseria della sua rendita ma non sa di rischiare di comprometterla quando decideranno di far scomparire il calcolo retributivo e già le premesse di sono tutte. E poi vi sono i molti giovani senza futuro e prima o poi dovranno vedersela con gli immigrati che per rabbonirli occorre trovare loro da subito un impiego. C’è solo una speranza ma saranno capaci gli italiani di coglierla al volo prima che la voce suadente dell’imbonitore di turno non li seduca? E in questo caso non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire l’altro suono della campana. (Riccardo Alfonso)

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Regionali sicilia: alleanze e programmi

Posted by fidest press agency su sabato, 5 agosto 2017

palermo palazzo normanni regione“Il governo e il ministro Padoan tirino fuori il Dpcm sui ‘tagli’ ai ministeri”. Lo afferma, in una nota, Rocco Palese, deputato di Forza Italia. “Il decreto della presidenza del Consiglio attuativo della manovrina di primavera, quella che l’Europa ha imposto al governo, nonostante sia stato approvato il 28 giugno scorso non è stato ancora pubblicato in Gazzetta ufficiale. Non si sa che fine abbia fatto. E indiscrezioni di stampa ci raccontano che i ministeri che rischierebbero di più sarebbero quelli dell’istruzione e del lavoro. Insomma – conclude -, il solito gioco delle tre carte del governo e della sinistra. Prima hanno distribuito mance e mancette, adesso sono costretti a ridurre capitoli di spesa in ministeri fondamentali. L’ennesimo imbroglio”.

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Alleanza tra Istituzioni e società scientifiche

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 dicembre 2011

Un nuovo modello di prevenzione per ridurre del 20% entro i prossimi 10 anni le malattie che non guariscono e che devono essere seguite sul territorio. Le patologie croniche non trasmissibili (diabete, cardiopatie, ictus, cancro, disturbi respiratori cronici) ogni anno colpiscono in massa gli italiani: sono circa 3,9 milioni i diabetici, 2milioni e 250mila vivono con una diagnosi di tumore. Ancora più alto è l’impatto delle malattie cardiovascolari, la prima causa di morte nel nostro Paese, con circa 250.000 decessi ogni anno (il 40% del totale). La situazione è allarmante, anche per i riflessi di carattere sociale ed economico. Circa l’80% di queste malattie potrebbe essere prevenuto eliminando alcuni fattori di rischio come il consumo di tabacco, la dieta poco sana, l’inattività fisica e l’abuso di alcol, ma senza un’adeguata prevenzione il loro peso sulla salute globale potrebbe crescere del 17% nei prossimi 10 anni. Per delineare nuove strategie di prevenzione, basate su innovativi sistemi di monitoraggio e campagne di sensibilizzazione, nasce oggi l’Health Prevention Institute, il primo progetto in Italia di questo tipo, con la firma di un accordo di programma tra l’Associazione parlamentare per la tutela e la promozione del diritto alla prevenzione, l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, la Società Italiana di Medicina Generale (SIMG) e la Fondazione “Livio Patrizi”. L’iniziativa viene presentata al Senato (Palazzo Madama) alla presenza del Ministro della Salute, prof. Renato Balduzzi. “Abbiamo avviato un progetto di alleanza istituzionale con organizzazioni accademiche e scientifiche che sono in grado di fornire strumenti d’analisi utili a valutare i meccanismi assistenziali, economici, clinici, sociali in atto in Italia – afferma il sen. Antonio Tomassini, Presidente della XII Commissione Igiene e Sanità del Senato –. Le Istituzioni devono impegnarsi sul fronte della prevenzione attraverso strategie mirate. È necessario sviluppare politiche di sanità pubblica volte a rimuovere gli elementi che favoriscono lo sviluppo delle patologie croniche non trasmissibili”. Verrà realizzato un report annuale nazionale sullo stato di attuazione delle politiche sanitarie, assistenziali e sociali volte alla prevenzione. “Restare a guardare è costoso e inaccettabile – spiega il dott. Claudio Cricelli, presidente SIMG –. Vogliamo ridurre del 20% l’impatto di queste malattie, i mezzi di controllo sono noti e sperimentati. Individueremo una road map nazionale in grado di tracciare le priorità di intervento. Metteremo a disposizione gli strumenti di monitoraggio che abbiamo sviluppato in questi anni, in particolare Health Search. Nato per raccogliere informazioni sui comportamenti dei medici, Health Search è un database che si è evoluto fino a offrire uno spaccato degli effetti degli interventi di cura. Oggi rappresenta un sistema di valutazione dei costi sanitari ‘pesati’ per risultati, uno strumento essenziale per favorire il governo clinico del sistema”. “L’Università ‘Tor Vergata’ – sottolinea il Rettore, prof. Renato Lauro – dispone di dipartimenti di ricerca clinica, epidemiologica ed economica in campo sanitario, in grado di monitorare costantemente l’evoluzione del sistema sanitario nazionale e, in particolare, l’impatto delle malattie croniche, per questo ha costituito al suo interno l’Italian Barometer Diabetes Observatory. Con SIMG è stato inoltre avviato il progetto Sissi, modello di simulazione dei costi sanitari messo a punto in collaborazione con il Ceis di Tor Vergata”. Verranno creati tavoli di lavoro con Istituzioni pubbliche, scientifiche e con i rappresentanti delle associazioni dei pazienti, per individuare le strategie idonee alla prevenzione. Tra gli obiettivi dell’Health Prevention Institute anche un think tank in grado di sviluppare un pensiero strategico su queste patologie. “È essenziale realizzare campagne di sensibilizzazione rivolte ai cittadini – conclude la dott.ssa Maria Patrizia Patrizi, presidente della Fondazione ‘Livio Patrizi’ –. Finanzieremo anche ricerche economiche, epidemiologiche, sociali, sanitarie e cliniche”. Spesso si crede che le morti per malattie croniche interessino solo le persone più anziane, ma non è vero. A livello globale provocano ogni anno circa 35 milioni di decessi: di questi, 16 milioni riguardano persone al di sotto dei 70 anni di età. Inoltre, nei Paesi a reddito medio-basso questo accade in fasce d’età molto più basse rispetto alla nazioni più sviluppate.

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Barbareschi su radio 24

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 febbraio 2011

Radio 24 – Barbareschi: “Berlusconi mi ha offerto di tutto per tornare al Pdl” Cosi Barbareschi ha detto alla Zanzara su Radio 24. “Ad Arcore abbiamo parlato di temi legati alla comunicazione, alla cultura, al lavoro ed è ovvio che Berlusconi mi abbia chiesto di tornare nel Pdl  – prosegue il deputato di Fli – ed è ovvio che mi abbia fatto delle proposte: ci sono 11 posti liberi da sottosegretario, ma non siamo entrati nel merito. La cosa peggiore è il berlusconismo non Berlusconi e La Russa e Gasparri hanno fatto più danni a Berlusconi di chiunque altro.” Poi sulle alleanze, Barbareschi si è così pronunciato: “Con Fini abbiamo parlato e ci siamo concentrati sul Congresso. Lunedì avremo un altro incontro. Noi dobbiamo tenere una posizione di destra e con Rutelli mai: Io non dimentico la battaglia  contro Rutelli. Io non voglio che diventi un partito allineato con la sinistra” (Chioda Maria Luisa)

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Piemonte: Intese Pd terzo polo?

Posted by fidest press agency su domenica, 19 dicembre 2010

Dichiarazione di Mariano Rabino (Vice Segretario PD Piemonte) Bene ha fatto il Segretario regionale Gianfranco Morgando ad aprire la strada per un’interlocuzione autonoma da parte del PD con il Terzo polo al fine di individuare punti comuni e arrivare ad un’alleanza politica. Mi pare evidente che nel PD è maturata la consapevolezza che, a livello nazionale come a livello locale,  si debba lavorare per costruire alleanze serie, credibili, di governo, il che è possibile solo sulla base di convergenze programmatiche e non dando per scontato che il PD debba rinchiudersi dentro a un perimetro che comprende solo ciò che sta alla sua sinistra.  E’ giunto il tempo di non nascondersi dietro a formule alchemiche come il Nuovo Ulivo o l’alleanza democratica o altro ancora. Bisogna dire subito con chi intendiamo allearci in vista delle elezioni di primavera. Alla nostra sinistra, escludendo i grillini che sono espressione cancerosa e qualunquistica dell’antipolitica, abbiamo Di Pietro e Vendola. Su quali contenuti vogliamo costruire un’alleanza elettorale con questi partiti? Su temi importanti come grandi opere, politiche industriali, politica estera, etc., possiamo arrivare a sintesi comuni che, in caso di vittoria elettorale, non ci riportino allo psicodramma che caratterizzò l’Unione ai tempi del secondo Governo Prodi?
Se a questi interrogativi non troviamo risposte pienamente convincenti, allora sarebbe folle non guardare alla nostra destra. Se il ‘Terzo polo’ si tradurrà davvero e presto da definizione giornalistica a soggetto politico organizzato, il PD dovrà avere il coraggio di costruire con questa inedita realtà un’alleanza capace di far girare pagina alla politica italiana: chiudere l’epoca del berlusconismo, impedire l’affermazione di nuovi populismi, dare al Paese un governo serio e competente.  Dunque, a Roma come a Torino, costruire un’alleanza con Vendola o con Di Pietro solamente se questo non impedisce un’alleanza con il nascente Terzo polo.  Rimanere a galleggiare senza scegliere con chi allearsi non può che avere come conseguenza quella di favorire l’emorragia di consenso verso l’abile pifferaio Vendola, favorire nuove uscite dal PD verso lidi centristi e ridurre il Partito Democratico in un qualcosa di sempre più simile a una riedizione del PDS”.

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Enrico Letta verso l’unione di centro

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 agosto 2010

“L’intervista di Enrico Letta di questa mattina a Repubblica, nella quale dichiara l’intenzione del Pd di costruire una nuova coalizione alleandosi con l’Udc ed i finiani ed escludendo IdV e Vendola, è straordinariamente grave e resa ancor più intollerabile dal fatto che nessuno all’interno del Pd è intervenuto fino a qui per negarla” così dichiara Massimo Donadi, presidente dei deputati di IDV. “Cosa farà il Pd, a questo punto, abbiamo rinunciato a cercare di capirlo. Ma abbiamo ben chiaro cosa faremo noi. Se il Pd deciderà di uscire dal centrosinistra per dare vita ad un polo moderato, insieme all’Udc ed ai finiani, noi raccoglieremo la bandiera del centrosinistra gettata a terra e lanceremo un appello dentro al Pd, tra le forze di ispirazione liberale e democratica, della tradizione socialista e della sinistra italiana, per non lasciare nella polvere quei valori e quegli ideali nei quali milioni di italiani si riconoscono” aggiunge Donadi. “Se poi si è trattato soltanto di un abbaglio estivo, sarebbe il caso che dalle parti del Pd qualcuno battesse un colpo” conclude il presidente dei deputati di IDV.

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Il mattatore

Posted by fidest press agency su martedì, 23 febbraio 2010

Editorale fidest. I posteri potranno scrivere: “Dopo gli anni bui del grande inquisitore con i processi di mani pulite, degli anni novanta, dove i “mostri sacri” della politica sono stati messi in ginocchio, su di essi si erse un personaggio poco noto al grande pubblico ma non agli addetti ai lavori che con una operazione da manuale riuscì a mettere in piedi un partito e due alleanze ritenute dalla politica off limits. Una con un partito che dal dopoguerra in poi era vissuto con il sospetto d’essere la riedizione del fascismo e l’altro con un movimento che si dichiarava “separatista” e vagheggiante una Padania stato autonomo. E questa specie di armata Brancaleone riuscì al primo colpo a farsi forza di governo, sia pure per poco, ma ci riprovò perfezionando le sue alleanze”. Da allora in poi la politica trasbordò le sue esternazioni senza porsi più limiti e diventando, di per sé, spettacolo dove non mancavano le battute ad effetto, le esternazioni e le provocazioni. Tutto pur di far parlare il suo mattatore. Uomo poliedrico dove sembrava come Mida ogni cosa che toccava diventava oro e l’oro riuscì ad abbagliare anche i ciechi. Era diventato una valanga inarrestabile e che sembrava non riuscire a trovare il suo fondo valle. Precipitava sempre di più, per un abisso senza fondo, e con lui il popolo seguace, i suoi amici e i suoi avversari. Nessuno riusciva a frenarlo perché era come Napoleone che dopo aver imparato sui banchi di scuola le regole per fare la guerra in pratica le stravolse sui campi di battaglia sbaragliando in tal modo i suoi nemici. Comprese prima degli altri che la politica è spettacolo e le sue televisioni divennero degli irresistibili trampolini di lancio. Ma non basta. Occorre arricchire la sua verve con sempre nuove battute e un contorno di fedelissimi ragazzi del coro. Non possono essere consentite stonature. Così divenne il capocomico dello spettacolo. Ogni scena lo rappresentava con le attrazioni che creava riscuotendo applausi e consensi. I suoi avversari, alla fine erano costretti a fargli semplicemente il verso. Alla fine ottenne il massimo del successo riuscendo che ne parlassero tanto che persino i neonati e i vecchi bacucchi avevano sulle loro labbra il suo nome. Tutte le cronache ne parlavano da quelle rosa a quelle gialle, da quelle nere a quelle bluastre, dalle giudiziarie alle politiche. In tutte o vi era dentro o cercavano di farlo entrare e così con questo bla bla insistente, battente, ossessionante abbiamo avuto l’uomo che ha inventato la politica spettacolo o, per meglio dire l’ha importata ma ha saputo darle quel tocco di italianità che non guasta e i fatti lo stanno a dimostrare. E gli oppositori? Perché ve ne sono? Certo ma sono tanto impegnati, poverini, a litigare fra loro che pensano solo di farsi ridere addosso e ad essere umiliati di continuo. Così va la storia. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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“Con quale partito preferireste si alleasse il Pd?”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 ottobre 2009

“Lo chiede ai suoi lettori il sito di Repubblica.it diretto da Vittorio Zucconi. Ecco le scelte possibili: Idv; Prc; Sl; Verdi; UdC; Nuova forza di centro Rutelli-Montezemolo; deve andare da solo; non so”.Come già accaduto (e da noi Radicali denunciato) nei sondaggi Internet per le elezioni europee, il partito di Repubblica, con i suoi Direttori e il suo Editore, continua nella linea di eliminazione dell’esistenza stessa della Lista Bonino-Pannella, pur avendo il movimento radicale già iniziato ufficialmente la campagna di raccolta di pre-firme per la presentazione della lista in tutte le Regioni. Con questo tipo di “informazione” e di “sondaggi”, Repubblica condivide con il potere berlusconiano gli stessi metodi di disinformazione e censura contro i quali vengono raccolte, proprio da Repubblica.it, centinaia di migliaia o milioni di firme. Il sondaggio di oggi è la rappresentazione perfetta del regime post-fascista e anti-democratico italiano. E’ anche un sondaggio “berlusconiano”, non solo nei metodi, ma anche nel merito, se è vero come è vero che dall’analisi dell’Istituto Cattaneo alle elezioni europee è proprio la Lista Bonino_Pannella l’unica ad aver portato via voti a Berlusconi. Ragione di più, per Repubblica, per cercare di eliminarci”. Lo dichiara Marco Cappato, Segretario dell’Associazione Luca Coscioni, del Comitato di Radicali italiani.

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Berlusconi sul viale del tramonto

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 settembre 2009

La propaganda di Berlusconi perde colpi. “L’onore e il rispetto”, la fiction andata in onda sull’ammiraglia di casa sua, ha battuto negli ascolti la puntata speciale terremoto di Porta a Porta a reti “oscurate”. Il tonfo clamoroso di ascolti non è un caso. E’ il segnale che qualcosa sta cambiando, è la prova che il declino di Silvio Berlusconi è iniziato. La ripresa identitaria di Alleanza nazionale, la Lega che alza sempre di più il tiro di fronte ad  un premier ormai cotto, la rivolta del governatore del Veneto Galan e questo clima da grandi manovre che si respira, sono i segnali evidenti che la parabola discendente del premier è cominciata. Ma non illudiamoci. Berlusconi non starà li a guardare il mondo crollargli addosso. Più sentirà il potere sfuggirgli di mano, più sarà spietato. Come un lupo braccato morderà inferocito. Gli ultimi mesi del suo governo saranno i peggiori della storia della Repubblica. Verranno tempi cupi, come gli ultimi di Hitler, dove i dossier al veleno di Feltri e i Porta a Porta di propaganda, saranno solo un pallido ricordo. Berlusconi non è un politico. Non ha e non ha mai avuto il senso delle istituzioni. Non ha quei valori che caratterizzano un vero servitore dello Stato, né tantomeno la caratura di uno statista. E’ un imprenditore spregiudicato, un tycoon pieno di sé, assetato di potere, che ha usato la politica, lo Stato e le istituzioni per uscire dai suoi guai giudiziari, per coprire le sue nefandezze. Ha un solo motto ed un solo credo “Io sono il miglior presidente degli ultimi 150 anni. Dopo di me il deserto”. Per questo, come un leone vecchio e malato allontanato dal branco, colpirà senza pietà e con ogni mezzo chiunque oserà mettersi di traverso, chiunque oserà sbarrargli la strada. La sua uscita di scena non sarà indenne. Userà ogni mezzo per non far spegnere l’ultimo riflettore sul suo viale del tramonto. Sono profondamente convinto che toccherà prepararsi al peggio. Ma dopo ogni Medioevo ci sarà il Rinascimento. Noi siamo pronti sin da ora a gettare le basi per una politica che si metta finalmente al servizio del Paese. (massimo_donadi deputato Idv)

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Cosa accadrà dopo Berlusconi?

Posted by fidest press agency su domenica, 23 agosto 2009

Editoriale fidest. Alcuni esponenti del Centro destra, in questi giorni, si interrogano seriamente sul dopo Berlusconi. Dai primi segnali pare evidente che sia Sandro Bondi sia Gianfranco Fini guardano con una certa diffidenza l’alleato leghista mentre propendono per il rientro dell’Udc di Casini nell’alveo del centro destra. A bocce ferme queste preferenze sono per lo più legate al fatto che l’attuale patto di ferro tra Bossi e Berlusconi non è destinato ad avere una successione facile se dovesse cambiare la leadership. Ma in tema di alleanze ci sembra di capire che il popolo del centro destra, diciamo del Pdl, è fortemente diviso. Ne riflette il disagio lo stesso Giammario Battaglia che è noto ai media per essere il promotore della candidatura di Berlusconi al Premio Nobel per la pace del 2010. La sua contrarietà al rientro di Casini è motivata dal fatto che reputa l’Udc una “tipica forza politica che ha nel suo DNA il clientelismo come ragione di vita”. Lo comprova, a suo dire, la “fine che ha fatto il povero Walter Veltroni nel PD, il quale, dopo aver messo alla porta i comunisti per rendere la sinistra, meno “sinistra” e più liberale, è stato completamente cacciato dal suo partito, che tornerà ad essere una accozzaglia indegna di socialisti, dipietristi, antiberlusconisti, cattocomunismi, statalisti, messi insieme solo per raggiungere il potere”. A questo punto Battaglia non esita a lodare la lungimiranza di Berlusconi poiché “ha capito che per cambiare questo Paese non c’è bisogno dei “Casini” dell’UDC e lo ha detto agli italiani. Ed ora che gli italiani lo hanno premiato, qualcuno vorrebbe farci tornare indietro, piuttosto che guardare avanti, migliorando la classe dirigente”. Ma al tempo stesso nutre un timore quando spera che “Silvio non si faccia incantare dalle poesie di Bondi e dai desideri di Gianfranco Fini per riavere con sé l’amichetto dei giochi”. Cosa ne dobbiamo dedurre? Che la partita resta aperta ma Battaglia non può farci scivolare da questi tatticismi politici su quello che è o non è il bene per il nostro paese giacché è tutt’altra cosa. Diciamocelo chiaramente. L’Italia è una nazione che ha perso il senso della misura, ha umiliato le regole, ha perso il senso dell’etica, ha sviluppato i lati deboli del nostro carattere volto alla costante ricerca dell’interesse personale. E Berlusconi, checché si possa dire, è il frutto del solito andazzo che non va di certo verso l’interesse generale ma semmai dei gruppi di potere o dei “poteri forti”. Ma il peggio è che i suoi oppositori non rappresentano l’altra faccia ma, semmai, una diversa modalità interpretativa. E gli italiani si sono resi conto che la scelta è tra la padella e la brace. E lo dimostra lo scetticismo di quanti hanno deciso di non andare a votare tanto se “non è zuppa è pampagnato” (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Le alleanze di Idv

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 giugno 2009

“Italia dei Valori è disponibile a costruire alleanze senza pregiudizi su un programma condiviso che preveda ai primi punti le nostre priorità, ovvero, la tutela del mondo del lavoro, una forte moralizzazione della politica e la lotta a sprechi e privilegi. Chiunque è disponibile ad impegnarsi su questi punti sarà nostro alleato” lo dichiara l’on. Massimo Donadi, capogruppo di IDV alla Camera.

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La santa casta della Chiesa

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 aprile 2009

santa-castaRoma Piazza Navona 17 aprile – ore 18.00 nella serata inaugurale della manifestazione in collaborazione con la Confesercenti Provinciale di Roma Claudio Rendina presenta il suo libro titolato “La santa casta della Chiesa”. Con l’Autore interviene: Paolo Perelli In questo libro «Lo scrittore ed esperto di romanità Claudio Rendina pubblica un «libro nero» delle gerarchie della Chiesa cattolica. Dall’invenzione della «donazione di Costantino» all’alleanza con le dittature di destra, sino ai nostri giorni, una documentata rassegna di come il potere e il malaffare abbiano spesso preso il sopravvento.» (Massimiliano Panarari, il Venerdì di Repubblica) La storia della Chiesa cattolica è costellata di episodi che hanno ben poco a vedere con la fede e con l’ammaestramento delle anime.  Il testo è diviso in due parti. La prima segue l’evoluzione storica della gerarchia ecclesiastica e delle finanze della Chiesa, dall’istituzione dello Stato Pontificio alle lotte comunali, dalla corte principesca al nepotismo, attraverso vari scandali di natura religiosa e finanziaria, assassini e soprusi di vari membri della santa casta, ma anche persone “sante” e votate all’evangelica missione della Chiesa; e ancora, vicende giuridiche e militari con riferimento alle lotte all’interno della casta, tra papi e antipapi, cardinali e vescovi, nobili e borghesi, che fanno parte in senso ampio della santa casta. Fino all’istituzione di proprietà private nella Santa Sede, alla fine dello Stato della Chiesa e ai Patti Lateranensi, con la fondazione del nuovo Stato della Chiesa identificabile nella Città del Vaticano. Segue quindi la storia di questo nuovo Stato nel contesto dell’affermazione finanziaria, tra proprietà terriere e immobiliari che si ampliano in tutto il mondo con le estreme frange della santa casta, che arriva fino ai vari ordini religiosi, chiese, conventi e istituti, tra le quali si segnalano anche personaggi e opere degne dello spirito evangelico della Chiesa (come missionari e sacerdoti uccisi). Fino alle vicissitudini della banca del Vaticano e agli scandali degli ultimi tempi, con gli eventi fino al dicembre 2008. Una seconda parte, dal titolo “La santa casta del terzo millennio”, traccia le funzioni della gerarchia e della struttura della santa casta oggi, vista come “una famiglia patriarcale” e ne presenta i componenti, dal papa ai cardinali, dai vescovi a sacerdoti, suore e laici lungo gli Istituti di vita consacrata e Le Società di vita apostolica, le Amministrazioni Apostoliche, le Fondazioni e Le Missioni <<Sui Iuris>>,.  Seguono le Appendici relative alla Legge Fondamentale dello Stato della Città del Vaticano emanata nel 2000; al bilancio 2007 della Santa Sede, del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano e dell’Obolo di San Pietro; al glossario della santa casta e alla bibliografia con l’indicazione di documenti, libri e articoli di giornale di vaticanisti ai quali si fa costantemente riferimento nel testo.  «La scrittura di Rendina è chiara e vivace, capace di alternare sintesi storica, aneddoti e curiosità.» (foto santa casta)

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