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Allianz: nel 2021 nuovi rischi a causa di insolvenze, minacce informatiche e adempimenti ESG

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 dicembre 2020

La pandemia di Covid-19 ha creato un ambiente altamente volatile e incerto per le imprese, determinando una serie di nuovi o aggravati rischi per amministratori e dirigenti (D&O), oltre ad inasprire la situazione in un mercato assicurativo D&O già teso, secondo quanto emerge dal nuovo rapporto Directors and Officers Insurance Insights 2021 di Allianz Global Corporate & Specialty (AGCS).L’aumento dell’esposizione all’insolvenza, le crescenti minacce alla sicurezza informatica e la persistente attività di class action relative a strumenti finanziari sono tra i principali rischi per i quali gli amministratori e i manager delle aziende potrebbero essere ritenuti responsabili. Nel 2021, le imprese devono anche essere preparate ad affrontare controversie causate da eventi che possono derivare da fattori scatenanti come la scarsa attenzione alla diversity o alla sustainability, oppure derivanti dalla sottovalutazione o errori di interpretazione dei rischi legati al Covid-19.La crescita del numero di cause legali e l’aumento della frequenza e della gravità delle richieste di risarcimento hanno già determinato negli ultimi anni un contesto difficile per il settore assicurativo D&O. I rapporti Sinistri/Premi sono stati superiori al 100% in molti mercati nel mondo, tra cui Regno Unito, Stati Uniti e Germania. All’inizio del 2020 il mercato si stava riallineando, prima di essere duramente colpito dall’attuale pandemia e dalla crisi economica. Gli attesi warning circa le insolvenze sono tra le principali preoccupazioni del settore assicurativo D&O, poiché l’insolvenza è tra le primarie cause dei sinistri D&O stessi – i commissari di solito tendono a recuperare le perdite attraverso gli amministratori. Secondo Euler Hermes, la grande massa di questi avvisi arriverà durante la prima metà del 2021 e l’indice di insolvenza globale presumibilmente raggiungerà un picco di fallimenti fino al 35% entro la fine del 2021; i maggiori aumenti sono previsti negli Stati Uniti, in Brasile, in Cina e nei principali paesi europei come Regno Unito, Italia, Belgio e Francia. “La graduale eliminazione delle politiche governative temporanee di sostegno alle aziende è una delle maggiori preoccupazioni per il 2021”, afferma David Van den Berghe, Global Head of Financial Institutions di AGCS.Le aziende devono anche affrontare la costante evoluzione delle minacce alla sicurezza informatica, poiché gli attacchi ransomware e le violazioni dei dati continuano ad essere in aumento con il passaggio al lavoro da remoto dovuto a Covid-19 che acuito le vulnerabilità della sicurezza. Gli investitori considerano la gestione del rischio informatico e l’adeguatezza degli standard di sicurezza come una componente critica delle responsabilità di supervisione di un consiglio di amministrazione. Le class action, in particolare negli Stati Uniti sono un rischio fondamentale per qualsiasi consiglio di amministrazione anche se, secondo la Cornerstone Research, le nuove class action statunitensi sugli strumenti finanziari hanno registrato un rallentamento di circa il 18% durante il primo semestre del 2020 rispetto al 2019. Questo è dovuto in gran parte all’interruzione delle attività commerciali e giudiziarie causata dalla pandemia.

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Antitrust: avvia procedimento su UnipolSai, Generali e Allianz

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 dicembre 2020

L’Antitrust ha avviato un procedimento nei confronti di UnipolSai, Generali e Allianz per pratiche commerciali scorrette. “Speriamo che finalmente si faccia luce sui continui ostacoli che vengono posti ai consumatori per ottenere la liquidazione dei danni in caso di incidente” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Scoraggiare l’assicurato nelle sue giuste pretese, ponendo ostacoli di ogni natura, è una moda assai diffusa. Basta accampare scuse per non pagare! Nel caso sia accertata una pratica scorretta chiediamo non una chiusura del procedimento con impegni, ma la sanzione massima possibile, sperando sia superiore all’illecito guadagno. Quei soldi, poi, vogliamo siano restituiti agli assicurati danneggiati da quei comportamenti dilatori e ostruzionistici” conclude Dona.

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Allianz: la criminalità informatica comporta perdite costose

Posted by fidest press agency su domenica, 22 novembre 2020

Secondo un nuovo rapporto di Allianz Global Corporate & Specialty (AGCS), Managing The Impact Of Increasing Interconnectivity – Trends In Cyber Risk (Gestire l’impatto della crescente interconnettività – Tendenze nei rischi informatici) gli attacchi esterni alle imprese comportano le perdite più costose per le polizze cyber, ma sono gli errori dei dipendenti e i problemi tecnici che generano il numero maggiore di sinistri. Lo studio analizza 1.736 sinistri assicurativi legati al cyberspazio per un valore di 660 milioni di € (770 milioni di $) che hanno coinvolto AGCS e altri assicuratori dal 2015 al 2020.Il numero dei sinistri cyber di cui AGCS è stata interessata è aumentato regolarmente negli ultimi anni, passando da 77 nel 2016, quando il cyber era una linea assicurativa relativamente nuova, a 809 nel 2019. Nel 2020 AGCS ha già registrato 770 indennizzi nei primi tre trimestri. Questo costante aumento di sinistri è stato trainato, in parte, dalla crescita del mercato globale della cyber-assicurazione che, secondo Munich Re, è attualmente stimato a 7 miliardi di $. AGCS ha iniziato a offrire polizze cyber nel 2013 e, nel 2019, ha generato in questo segmento più di 100 milioni di € di premi lordi. Allo stesso tempo, il rapporto evidenzia anche un aumento nell’arco di cinque anni di oltre il 70% del costo medio, dovuto alla criminalità informatica, fino a 13 milioni di $ per azienda, e un aumento del 60% del numero medio di violazioni della sicurezza.Il rapporto prevede che il rischio cyber non tenderà a diminuire in futuro. Le imprese e gli assicuratori si trovano ad affrontare una serie di sfide, come la prospettiva di interruzioni di attività più costose, la crescente frequenza di incidenti di tipo ransomware, le conseguenze più costose di violazioni di dati di maggiori dimensioni a causa di normative e controversie più stringenti, nonché l’impatto del cyber terrorismo. L’impatto di queste tendenze è anche oggetto di un nuovo podcast AGCS.Anche l’enorme aumento del lavoro a distanza dovuto alla pandemia di coronavirus è un problema. L’accesso da remoto ai sistemi informativi aziendali crea nuove opportunità per i cybercriminali di accedere alle reti e alle informazioni sensibili. Gli incidenti di malware e ransomware sono già aumentati di oltre un terzo dall’inizio del 2020, mentre le truffe online a tema coronavirus e le campagne di phishing sulla pandemia continuano. Allo stesso tempo, anche l’impatto potenziale di errori umani o di guasti tecnici può aumentare. Mentre le esposizioni sono in aumento, non si può ancora dire che l’epidemia di Covid-19 sia una causa diretta di sinistri cyber. AGCS ha assistito ai primi sinistri che possono essere indirettamente attribuiti al panorama del Covid-19, compresi gli attacchi ransomware attribuibili al passaggio al telelavoro. Tuttavia, è troppo presto per confermare una tendenza più ampia.Il costo della gestione di una grande violazione dei dati sta crescendo con l’aumentare della complessità dei sistemi IT e degli eventi informatici e con lo sviluppo del cloud e dei servizi di terze parti. Anche la normativa sulla privacy dei dati, che è stata recentemente inasprita in molti Paesi, è un fattore chiave in termini di costi, così come la crescente responsabilità civile e la prospettiva di una class action. I cosiddetti “Mega Data Breach” (che coinvolgono più di un milione di dati) sono più frequenti e onerosi, ora costano in media 50 milioni di $, con un aumento[3] fino al 20% rispetto al 2019. Il panorama Covid-19 porta con sé nuove sfide. Con la diffusione del telelavoro è divenuta importante la sicurezza dei punti di accesso e di autenticazione, ma le aziende dovrebbero anche garantire una sufficiente capacità di rete, poiché ciò può avere un impatto significativo sulla perdita di profitto in caso di interruzione dell’attività.

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I principali rischi aziendali a livello globale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 gennaio 2018

allianzPuntano alla spina dorsale dell’economia connessa e, quando colpiscono, possono mettere a repentaglio il successo, o addirittura l’esistenza, di aziende di ogni dimensione e settore. Secondo l’Allianz Risk Barometer 2018 realizzato da Allianz Global Corporate & Specialty (AGCS), i principali rischi aziendali a livello globale sono rappresentati dalla Interruzione di attività (n°1 con il 42% delle risposte / n°1 nel 2017) e dai Rischi informatici (n°2 con il 40% delle risposte, in aumento rispetto al 3° posto nel 2017). Anche le maggiori perdite dovute alle Catastrofi naturali (n°3 con il 30% delle risposte, in aumento rispetto al 4° posto del 2017) sono una preoccupazione crescente per le aziende, con il 2017 che si è distinto come anno peggiore; questo ha anche fatto sì che il Cambiamento climatico/aumentata instabilità metereologica (n°10) si collochi per la prima volta tra i primi 10 rischi più importanti. Mentre, l’impatto del rischio delle Nuove tecnologie (n°7 nel 2018 / n°10 nel 2017) è uno di quelli in maggior crescita, in quanto le aziende riconoscono che innovazioni come l’intelligenza artificiale o la mobilità autonoma potrebbero creare in futuro nuove responsabilità e perdite su larga scala, così come le opportunità. Al contrario, le imprese sono meno preoccupate degli Sviluppi del mercato (n°4 nel 2018 / n°2 nel 2017) rispetto a 12 mesi fa.Sono questi i principali risultati del settimo Allianz Risk Barometer, pubblicato ogni anno da Allianz Global Corporate & Specialty (AGCS), che per il 2018 si basa sull’analisi di ben 1.911 esperti di rischio provenienti da 80 Paesi.“Per la prima volta, l’interruzione di attività e il cyber risk hanno la stessa importanza secondo quanto emerge dall’Allianz Risk Barometer, e questi rischi sono sempre più interconnessi”, afferma Chris Fischer Hirs, CEO di AGCS. “Che si tratti di attacchi come WannaCry, o più frequentemente di guasti di sistema, gli incidenti informatici sono oggi una delle principali cause di interruzione di attività per le aziende collegate in rete, i cui principali asset sono spesso i dati, le piattaforme di servizio o i loro gruppi di clienti e fornitori. Tuttavia, i gravi disastri naturali dello scorso anno ci ricordano che l’impatto dei pericoli dell’ambiente o del clima non dovrebbe essere sottovalutato. I risk manager dovranno affrontare in futuro un ambiente estremamente complesso e imprevedibile, caratterizzato sia dai rischi aziendali tradizionali che dalle nuove sfide tecnologiche”.
Anche in Italia il rischio più temuto dalle aziende si conferma l’Interruzione di attività, indicato dal 51% (in crescita rispetto al 36% della precedente rilevazione). Al secondo posto troviamo i Rischi informatici, che con il 38% guadagnano ben due posizioni, seguiti dalle Catastrofi naturali (30%). Il Danno reputazionale o d’immagine, che passa dalla 10a alla 4a posizione nel 2018, è invece il rischio in maggior crescita.

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Allianz GCS si associa a Cyence per la modellizzazione e l’analisi del rischio cyber

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 settembre 2017

allianzAllianz Global Corporate & Specialty SE (AGCS), centro di competenza assicurativa del Gruppo Allianz per il business corporate, si è associata alla statunitense Cyence per spingere al massimo le proprie capacità di analisi del rischio cyber a livello mondiale. Grazie all’unione tra l’avanzata piattaforma di analisi informatica di Cyence e i processi di underwriting di AGCS, la compagnia di assicurazioni potrà prendere in esame le esposizioni informatiche delle aziende, permettendo una comprensione accurata dei loro rischi e consentendo di personalizzare rapidamente la copertura in base ai profili specifici dei clienti. In una seconda fase, AGCS prevede di integrare l’analisi sul cyber risk di Cyence nelle nuove piattaforme di distribuzione digitale che consentono la sottoscrizione automatizzata e semplice di politiche informatiche per le piccole e medie imprese. Entrambe le società stanno inoltre unendo le forze per sviluppare un nuovo strumento di modellizzazione predittiva per i rischi di interruzione delle attività informatiche.Hartmut Mai, Chief Underwriting Officer e membro del Consiglio di amministrazione di AGCS, spiega la logica alla base di questa strategia: “Il futuro dell’underwriting e della gestione quotidiana dei rischi si baserà sull’uso intelligente della tecnologia e dei dati. AGCS è da sempre nota per la sua competenza specifica nel settore, ma l’esperienza umana non basta. Dobbiamo integrare il nostro know-how tecnico con un’analisi approfondita dei dati se vogliamo tenere il passo con i nuovi rischi, come quello informatico, della supply chain o dell’emergente esposizione alla responsabilità civile”.AGCS ha già annunciato una partnership analoga con Praedicat, società esperta in modelli per i rischi di responsabilità civile, mentre continua a sviluppare le proprie capacità per aiutare i clienti ad affrontare la nuova generazione di rischi corporate. Mentre l’accordo con Cyence si concentra sul rischio cyber, la partnership di AGCS con Praedicat si focalizza sull’analisi dei big data per identificare le tendenze di rischio nella responsabilità civile generale.Cyence è considerato il principale fornitore di risk analysis e modellizzazione economica del rischio cyber. Con sede a San Mateo, California, l’azienda ha sviluppato una piattaforma esclusiva per valutare l’esposizione informatica in ammontare e probabilità, raccogliendo ed esaminando i dati da una gran varietà di fonti pubbliche e proprietarie. Sulla base di queste informazioni, Cyence è in grado di creare valutazioni del rischio cyber per singole aziende o per interi settori, nonché modelli di rischi aziendali come scenari catastrofici di rischio informatico che potrebbero influenzare contemporaneamente molte aziende presenti nel portafoglio di AGCS.

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6° sondaggio annuale realizzato da Allianz Global Corporate & Specialty SE (AGCS) che analizza i rischi più temuti dalle aziende

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 gennaio 2017

allianzA livello globale le aziende temono sempre più l’imprevedibilità del contesto economico, laddove i mercati sono volatili (2°) e crescono i rischi politici come il protezionismo o il terrorismo. Altre preoccupazioni crescenti riguardano le nuove tecnologie e i rischi informatici (3°), ma anche le catastrofi naturali (4°). Tuttavia, a preoccupare maggiormente le aziende rimangono le perdite dovute a interruzione delle attività (1°). Sono questi i risultati dell’Allianz Risk Barometer, il 6° sondaggio annuale realizzato da Allianz Global Corporate & Specialty SE (AGCS) che analizza i rischi aziendali a livello mondiale, ma anche per area, Paese, settore e dimensione di attività. Anche in Italia i principali rischi più temuti dalle aziende sono dovuti alle interruzioni di attività (36%) e ai cambiamenti nei mercati (30%), mentre, diversamente, al terzo posto rientrano le catastrofi naturali (25%). Con il 23% seguono, a pari merito, i rischi informatici e i timori dei cambiamenti nello scenario macro economico.
L’interruzione delle attività (Business interruption, BI) rimane il rischio principale per il quinto anno consecutivo (37% delle risposte a livello globale e 36% in Italia), soprattutto perché può provocare perdite di reddito significative, ma anche perché emergono nuove cause scatenanti, quali i danni immateriali o i rischi intangibili, come gli attacchi informatici e l’interruzione delle attività dovuta a instabilità politiche, scioperi o attacchi terroristici. Questa tendenza è guidata in parte dalla crescita dell’“Internet delle cose” (Internet of Things, IoT) e dalla sempre maggiore inter-connettività delle macchine, delle aziende e delle loro supply chain, che può facilmente moltiplicare le perdite in caso di incidente. Le aziende si trovano anche di fronte a potenziali perdite finanziarie derivanti dal continuo mutamento dello scenario politico (Brexit, Elezioni Usa, imminenti elezioni UE, etc.) che generano paure di un maggiore protezionismo e di un processo di anti-globalizzazione.
“Le aziende di tutto il mondo si stanno preparando ad un anno di incertezze”, afferma Chris Fischer Hirs, CEO di AGCS. “Sono preoccupate per i mutamenti imprevedibili nel panorama legale, geopolitico ed economico di tutto il mondo. Stanno emergendo nuovi rischi, oltre a quelli classici di incendio e di catastrofi naturali; per questo è necessario ripensare agli attuali strumenti di monitoraggio e gestione del rischio”.
Evoluzioni e volatilità del mercato (31% delle risposte a livello globale e 30% in Italia) è il secondo più importante rischio aziendale del 2017 e la preoccupazione principale nei settori dell’aviazione/difesa, dei servizi finanziari, del marittimo e dei trasporti, così come in tutta l’Africa e il Medio Oriente in generale. Per anticipare eventuali modifiche normative improvvise che potrebbero influire sui mercati, le aziende nel 2017 dovranno investire più risorse in un miglior monitoraggio della politica e della definizione delle politiche mondiali. Secondo Euler Hermes, assicuratore del credito commerciale e società del Gruppo Allianz, dal 2014 sono state introdotte a livello mondiale 600-700 nuove barriere commerciali all’anno.Nel contempo, la crescente dipendenza dalla tecnologia e dall’automazione trasforma e condiziona le aziende in tutti i settori industriali. Infatti, se è vero che la digitalizzazione assicura nuove opportunità alle imprese, è vero anche che essa trasforma la natura dei beni aziendali da fisica a sempre più immateriale, portando con sé nuovi rischi, primi fra tutti quelli informatici (30% delle risposte). A livello mondiale, le minacce informatiche si posizionano al 3° posto, mentre salgono al 2° nelle Americhe e in Europa, per diventare il rischio n°1 in Germania, Regno Unito e nei Paesi Bassi, mentre in Italia si posizionano al 4° posto, con il 23% delle risposte. Al tempo stesso, è il timore principale nel mondo per le aziende che operano nel campo della tecnologia informatica e delle comunicazioni, o in quello delle vendite/ingrosso.
La minaccia va molto oltre la pirateria informatica e la violazioni dei dati e della privacy, anche se le nuove normative sulla protezione dei dati accentueranno gli effetti negativi che queste possono avere sulle aziende. Resta ormai poco tempo perché le aziende si preparino all’attuazione, che avverrà in tutta Europa nel 2018, del nuovo Regolamento generale sulla protezione dei dati, e, anche se il costo dell’adattamento sarà alto, le sanzioni per inadempienza saranno ancora più costose. La crescente interconnessione e la sofisticatezza degli attacchi informatici non solo pone le aziende di fronte ad un enorme rischio diretto, ma le mette di fronte anche a quelli indiretti, per via dell’esposizione di infrastrutture sensibili come l’IT e le forniture di energia e acqua. Inoltre c’è anche la minaccia costituita dai guasti tecnici o dall’errore umano, che può provocare esposizioni diffuse e durature all’interruzione delle attività. Nell’ambito della produzione digitalizzata o dell’Industria 4.0, l’incapacità di presentare o interpretare correttamente i dati potrebbe provocare un’interruzione della produzione. Le aziende devono pensare ai dati come ad un bene, e a ciò che ne può impedire l’utilizzo. I risultati dimostrano inoltre che le piccole aziende talvolta sottovalutano il rischio informatico: in questa categoria (ricavi <€250 milioni), infatti, il rischio informatico è solo al 66° posto. Tuttavia, l’effetto di un incidente grave potrebbe essere molto più dannoso per questo tipo di aziende.Anche le catastrofi naturali (4° posto a livello mondiale) e i cambiamenti climatici/la crescente variabilità del meteo (rispettivamente il 24% e il 6% delle risposte), si trovano tra i primi rischi percepiti dalle aziende, soprattutto in Italia (3° posto con il 25% delle risposte) e in Asia dove si sono verificati molti terremoti (Italia centrale e zona di Kumamoto). Le catastrofi naturali sono la preoccupazione principale in Giappone e ad Hong Kong, come anche a livello mondiale tra le aziende di ingegneria/costruzioni e servizi/energia.“Le catastrofi naturali e il cambiamento climatico preoccupano i nostri clienti e le società in generale”, conferma Axel Theis, Membro del Consiglio Amministrativo di Allianz SE. “Riteniamo che il riscaldamento climatico superiore a 1,5 gradi Celsius possa intensificare in modo significativo i danni climatici come, ad esempio, le ondate di calore e l’innalzamento del livello del mare. Come assicuratori, è nostro compito sviluppare soluzioni per queste eventualità e creare una prevenzione e protezione per i nostri clienti e partner pubblici, avvalendosi anche della loro collaborazione”.
“I terremoti verificatisi nel centro Italia nel corso del 2016 hanno sicuramente aumentato la percezione del rischio, nonché riacceso le discussioni su come migliorare la prevenzione e finanziare meglio i rischi in modo da dipendere meno dagli aiuti del Governo, che sono sempre più difficili da ottenere in questo periodo di limitazioni di bilancio”, aggiunge Nicola Mancino, CEO di AGCS Italia.
Il 6° rapporto annuale Allianz Risk Barometer pubblicato da Allianz Global Corporate & Specialty SE si basa su un sondaggio condotto su 1.237 esperti di rischio di 55 Paesi. (foto: allianz)

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MoneyFarm: siglato accordo strategico con Allianz per un nuovo aumento di capitale

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 settembre 2016

londraLondra. MoneyFarm, la società di consulenza finanziaria indipendente online con sede a Milano, Cagliari e Londra, salita alla ribalta pochi mesi fa per un investimento record, per un startup italiana, da 16 milioni di euro, annuncia un nuovo investimento strategico da parte di Allianz SE: il più grande gruppo assicurativo a livello globale e uno dei più grandi asset manager al Mondo. Allianz entrerà nel capitale della compagnia con una quota minoritaria e avrà un posto nel CdA della società.Lanciata in Italia nel 2011 e attiva dal 2016 anche sul mercato inglese (primo “robo-advisor” al Mondo attivo in più mercati), MoneyFarm ha saputo dimostrare negli ultimi anni di poter crescere e attrarre l’interesse di partner industriali, quali Allianz, attratti da un trend, quello della gestione patrimoniale digitale, che sta cambiando il mercato del risparmio gestito. Un fenomeno – il cosiddetto FinTech – che sta profondamente modificando l’approccio delle persone rispetto ai temi di investimento e finanza che hanno un impatto sulla vita di tutti giorni: dai pagamenti ai prestiti passando, appunto, per la gestione del risparmio. Ed è proprio il Digital Wealth management a rappresentare il trend in maggiore fermento e che, solo negli USA, si stima possa raggiungere i 2 Trilioni di Dollari entro il 2020.Lo sviluppo di MoneyFarm è andato di pari passo con la crescita del business e lo sviluppo del prodotto (oltre che del team che oggi può contare su 60 professionisti internazionali dislocati nelle sedi di Milano, Cagliari e Londra) e ha portato la società guidata da Paolo Galvani e Giovanni Daprà ad aprire nel Regno Unito e a triplicare la base clienti in pochi anni.La mission di MoneyFarm è quello di offrire alle persone una soluzione semplice ed efficiente per proteggere e incrementare il proprio patrimonio e con una sostanziale attenzione alla diversificazione e ai costi di gestione.
La partnership con Allianz SE avrà, in questa ottica, un impatto decisivo: il bacino di risorse e di know-how del gruppo tedesco permetterà a MoneyFarm di accelerare ancora di più nel raggiungimento della sua mission a beneficio dei risparmiatori.Inoltre la grande varietà delle soluzioni dal gruppo Allianz forniranno a MoneyFarm importanti risorse per sviluppare nuovi prodotti che rispondano a 360° alle esigenze di gestione del wealth dei clienti. Se infatti oggi Digital Wealth Management fa essenzialmente rima con gestione del risparmio, le possibilità offerte dalla tecnologia andranno presto a interessare altri aspetti previdenziali e di efficientamento fiscale.La dimensione internazionale di Allianz sarà anche di supporto alla strategia di espansione europea di MoneyFarm che punta nei prossimi anni a diventare una piattaforma di investimento paneuropea.
Paolo Galvani, co-fondatore e Presidente di MoneyFarm ha così commentato: “Allianz ha valutato positivamente la nostra tecnologia proprietaria, il team che abbiamo costruito e la nostra ricerca continua di soluzioni che soddisfino i bisogni del cliente oltre, chiaramente, che l’opportunità di business legata a un mercato internazionale come quello che stiamo costruendo. È evidente però che la tecnologia non vale tanto se non è a supporto di un prodotto finanziario che funziona e l’efficacia del nostro metodo di investimento, supportata dalle ottime performance degli ultimi anni, ha fatto la sua parte” ha concluso Galvani.“Questo investimento non rappresenta solo un riconoscimento per quanto abbiamo costruito fino a oggi ma è un’ulteriore conferma del grande interesse che questo mercato, la gestione digitale del risparmio, stia generando. È sempre più evidente come siamo solo alla punta dell’iceberg delle possibilità che la disintermediazione e la tecnologia possono offrire per produrre prodotti e modelli sempre migliori” dichiara Giovanni Daprà Amministratore Delegato e co-founder di MoneyFarm. “Il nostro team, al pari degli altri investitori, ha accolto con grande interesse questo investimento da parte di Allianz. Con oltre 85 milioni di clienti in tutto il Mondo, Allianz porta in dote un’esperienza globale unica, un bacino di risorse e conoscenze che sarà certamente di supporto alla accelerazione della nostra crescita per capitalizzare i recenti successi e assicurare un futuro ancora più roseo per la società.” ha concluso Daprà.“Grazie alla tecnologia, la combinazione della consulenza online e offline sta diventando un elemento chiave nell’evoluzione del wealth management. Grazie alla partnership con MoneyFarm, potremo cavalcare questa innovazione per fornire un servizio migliore ai nostri partner e clienti.” ha dichiarato Solmaz Altin, Chief Digital Officer di Allianz.

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Marco Vincenzi, nuovo Head of Financial Lines per la Regione del Mediterraneo di Allianz Global Corporate & Specialty

Posted by fidest press agency su sabato, 2 luglio 2016

marco vincenziMilano. Allianz Global Corporate & Specialty SE (AGCS), compagnia del gruppo Allianz specializzata nei grandi rischi, annuncia la nomina di Marco Vincenzi in qualità di Head of Financial Lines per la Regione del Mediterraneo (Francia, Italia, Spagna, Portogallo, Benelux, Grecia, Cipro, Malta e Maghreb). La sua funzione è effettiva dal 1° luglio 2016.Marco Vincenzi riferirà direttamente a Patrick Thiels, CEO di AGCS per l’Area del Mediterraneo e a matrice al Global Head of Financial Lines, Bernard Poncin. Marco Vincenzi manterrà, inoltre, l’incarico di Head of Financial Lines per l’Italia.Marco Vincenzi (36 anni) è entrato nel Gruppo Allianz nel 2005 come sottoscrittore D&O (Directors and Officers) per RAS S.p.A (oggi Allianz S.p.A.), prima di passare ad AGCS Italia nel 2008 in qualità di sottoscrittore Financial Lines. Nel 2012 è diventato Head of Financial Lines per AGCS Italia.Prima di entrare in Allianz, ha rivestito il ruolo di consulente finanziario in Deutsche Bank S.p.A..Marco Vincenzi ha una Laurea in Economia Aziendale conseguita all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.
Allianz Global Corporate & Specialty SE (AGCS) è il centro di competenza del Gruppo Allianz per l’assicurazione degli affari “large corporate” e “specialty”. Offre competenze specifiche abbinate alla più completa gamma di servizi assicurativi danni che comprendono oltre alle garanzie Property, Liability, Engineering, Marine, Aviation, Energy, Financial Lines (inclusa D&O), Entertainment e Mid-Corporate, anche la linea specialistica di assicurazione non convenzionale fornita dalla nostra controllata ART (Allianz Risk Transfer), i Programmi Internazionali, i servizi di Risk Consulting oltre alla struttura dedicata alla liquidazione dei sinistri ed all’attività amministrativo contabile. A livello mondiale, AGCS opera in 29 Paesi con unità proprie e in oltre 160 tramite la rete e i partner del Gruppo Allianz, impiegando oltre 5000 persone e fornendo soluzioni assicurative a oltre il 50% delle società presenti nella classifica Fortune Global 500, con premi lordi complessivi pari a 8,1 miliardi di euro all’anno (2015). (foto: marco vincenzi)

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Allianz e IUSS Pavia avviano una collaborazione per unire ricerca e formazione sul rischio

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 giugno 2016

cantiereDuomodiPavia2Durante la cerimonia tenutasi allo IUSS-Pavia è stato firmato l’accordo per unire le proprie competenze su ricerca e formazione per quanto riguarda le calamità, naturali o provocate dall’uomo, che minacciano l’economia mondiale. Grazie alla sinergia tra i ricercatori dello IUSS-Pavia – che vanta importanti accademici e studiosi le cui competenze scientifiche spaziano dall’idrologia alle scienze della Terra, dall’ingegneria alla statistica, dalle neuroscienze alla medicina ed al diritto – e i dati raccolti sul campo da AGCS, derivati dalla sua competenza nella valutazione dei rischi globali, le due realtà potranno esplorare assieme nuove direzioni nel campo del rischio, come ad esempio:
· Gli sviluppi nei rischi relativi al mondo informatico, climatico, politico, legale e normativo;
· L’analisi di rischi catastrofali, anche attraverso l’utilizzo di sensori remoti e di sistemi di informazione geografica;
· Il ruolo della gestione dei big data e delle tecnologie disruptive nella gestione del rischio;
· L’analisi e modellizzazione del rischio e i nuovi approcci al trasferimento del rischio e ai processi decisionali.
IUSS-Pavia e AGCS Underwriting Academy (UWA) collaboreranno anche nell’organizzazione di corsi, seminari e programmi di formazione congiunti su tematiche di interesse comune.
Intervenuto alla cerimonia della firma e al workshop inaugurale che si sono tenuti a Palazzo del Broletto di Pavia, Hartmut Mai, Chief Underwriting Officer di AGCS, ha spiegato i vantaggi di questa collaborazione: “Il mondo del rischio è in continuo mutamento, ed è pertanto fondamentale utilizzare le migliori risorse possibili per guidare l’innovazione nel risk management e superare le sfide che si presenteranno. Ritengo che, grazie alla collaborazione di AGCS con IUSS-Pavia – una delle principali istituzioni accademiche in Europa – riusciremo a creare una combinazione unica di esperienza pratica ed eccellenza scientifica e accademica. Siamo felici di aver avviato questa collaborazione ed abbiamo grandi speranze per il futuro”.Alberto Monti, Professore Ordinario di Diritto Privato Comparato nella Scuola Universitaria Superiore IUSS di Pavia, ha dichiarato: “Oggi IUSS Pavia e AGCS celebrano l’avvio di una partnership pubblico-privata tra istituzioni che condividono l’impegno a migliorare la conoscenza del rischio attraverso ricerche innovative e multi-disciplinari, nonché a valorizzare i giovani talenti. La discussione svolta nel corso del Workshop inaugurale ha già identificato possibili nuove direzioni nello studio del rischio di grande rilevanza sia sul piano teorico che su quello delle applicazioni pratiche. Ci sono tutte le premesse per una proficua collaborazione.”

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Allianz Risk Transfer e Nephila gestiscono con successo l’applicazione della tecnologia blockchain per i cat swap

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 giugno 2016

Monaco, 15 giugno 2016 – Allianz Risk Transfer AG (ART) e Nephila Capital Limited (Nephila) annunciano di aver applicato con successo la tecnologia blockchain smart contract per la transazione di un nat-cat swap. Questo test non solo dimostra che, in caso di contratti con base blockchain, l’elaborazione e la gestione transazionale di fondi tra assicuratori e investitori possono essere accelerate e semplificate, ma anche che si possono offrire altri vantaggi, come la maggiore commerciabilità dei cat bond ed estendere l’applicazione di questa tecnologia ad altre transazioni assicurative.I cosiddetti catastrophe (abbreviati in‘cat’) swap e bond sono strumenti finanziari che trasferiscono una serie specifica di rischi – solitamente rischi di disastri naturali, come uragani e tifoni – da un assicuratore agli investitori o ad altri assicuratori, utilizzando trigger con parametri ben definiti. Nel caso di un cat swap finanziario, l’assicuratore paga un terzo per assumersi il rischio finanziario di un determinato evento catastrofico, come un uragano in Florida, in cambio di un pagamento o una serie di pagamenti. Se l’evento si verifica e risponde ai criteri trigger predefiniti, la terza parte è responsabile del rischio finanziario pre-concordato.I cat bond seguono un principio simile, con la differenza che varie parti si assumono l’esposizione alla catastrofe tramite uno strumento finanziario cartolarizzato nel quale hanno investito. Se si verifica un evento catastrofico in linea con i parametri definiti, gli investitori perdono il capitale che hanno investito; altrimenti, ricevono interessi sotto forma di un pagamento periodico a “coupon” e la restituzione dell’investimento principale alla maturazione del bond.La tecnologia smart contract su base blockchain ha il vantaggio di semplificare e accelerare il processo di gestione dei contratti di cat swap e cat bond. Ogni contratto convalidato nell’infrastruttura open shared contiene dati e codici auto-estraenti ad esso relativi. Quando si verifica un evento scatenante che risponde alle condizioni concordate, il contratto smart blockchain individua i data source predefiniti di tutti i contraenti, poi attiva ed esegue automaticamente pagamenti da o per le singole parti in causa. “La tecnologia blockchain aumenterebbe affidabilità, verificabilità e rapidità sia per quanto riguarda i cat swap sia per i cat bond, dato che, per confermare la legittimità di pagamenti/transazioni da e verso gli investitori, essa richiede una minore elaborazione manuale, autenticazione e verifica da parte degli intermediari”, spiega Richard Boyd, Chief Underwriting Officer alle Bermuda per ART. “Venendo meno gli interventi umani, che attualmente sono presenti in tutto il processo, si eliminano completamente i ritardi dovuti a dissidi e all’errore umano, con un effetto radicale sulla velocità e l’efficienza del processo e, nel caso dei bond, sulla commerciabilità di questi titoli”.
Blockchain è la tecnologia che sottende alla valuta digitale bitcoin, ma le sue applicazioni, come la crittovaluta o gli smart contracts, sono in fase di esplorazione in tutto il settore dei servizi finanziari. La tecnologia smart contract permette l’esecuzione digitale di contratti con libri contabili automatizzati e distribuiti, progettati per essere indistruttibili, con il vantaggio di ridurre in modo significativo le funzioni di arbitraggio solitamente eseguite da entità terze come banche, intermediari e amministratori, revisori e camere di compensazione.
ART e Nephila hanno collaborato con alcune aziende per effettuare una verifica sperimentale delle applicazioni del Blockchain e vedere come l’uso di questa tecnologia possa avere una rilevanza per il settore assicurativo: uno su tutti, l’ottimizzazione del processo di pagamento nel fronting internazionale per gli assicuratori captive, per il quale sono previste molteplici fasi per il trasferimento del premio da un’azienda alla sua filiale.

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