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A settembre sono molti gli studenti italiani in partenza per un interscambio all’estero!

Posted by fidest press agency su sabato, 9 settembre 2017

Gli studenti universitari italiani si accingono ad iniziare il nuovo anno accademico e molti di questi spenderanno i primi mesi all’estero. Secondo i dati raccolti annualmente dal Consorzio interuniversitario AlmaLaurea, infatti, il numero di laureati degli atenei italiani che svolge un periodo di scambio all’estero è in aumento: nel 2016,ad esempio, più del 10% ha svolto un periodo di formazione in un altro Paese. momondo (www.momondo.it) ha quindi analizzato i prezzi dei voli dai principali aeroporti italiani verso i quattro paesi più scelti per programmi di scambio evidenziando che, in almeno una data vicina all’inizio dell’anno accademico, il prezzo di un biglietto aereo con partenza da Milano o Roma ha un costo che si aggira fra i 12 e i 34 Euro. Spagna, Francia, Germania e Regno Unito in quest’ordine sono le destinazioni maggiormente scelte dagli universitari Italiani secondo i dati di AlmaLaurea. momondo.it ha quindi analizzato i prezzi dei voli verso le città che ospitano i principali poli universitari dei quattro Paesi compresi fra l’1 e il 30 settembre 2017 e ha scoperto che è possibile raggiungere la propria destinazione di scambio preferita a partire da 12 euro.
E’ la Spagna la destinazione preferita dagli universitari italiani quando si tratta di spendere un periodo di studi all’estero. In particolare momondo.it ha rilevato che è il capoluogo lombardo la città più conveniente da cui partire per un Erasmus presso i principali poli universitari iberici con Milano direttamente collegata a Madrid e Barcellona con voli a partire da 17 Euro e a Valencia a partire da 22 Euro, leggermente più caro il prezzo del biglietto per gli studenti in partenza da Roma, connessa direttamente a Madrid con voli a partire da 43 euro, a Barcellona con prezzi a partire da 19 Euro e a Valencia a partire da 29 Euro.
Al secondo posto la Francia, con Parigi, Nizza e Lilla al centro dell’interesse degli studenti italiani. La tratta Milano – Parigi risulta la più economica in assoluto, con biglietti a partire da 12 Euro. I voli Roma – Parigi risultano anch’essi fra i più economici, con un prezzo a partire da 14 Euro. Meno fortunati gli studenti in partenza da Milano con destinazione Nizza: la tratta infatti non è coperta da voli diretti e le opzioni con scalo disponibili su momondo.it partono da 78 Euro, mentre la tratta Roma – Nizza è collegata direttamente con prezzi a partire da 30 Euro. Per chi è diretto a Lilla, invece, il trucco per risparmiare sul volo è atterrare a Brussels e spostarsi poi in treno o autobus: Milano è collegata direttamente all’aeroporto principale di Brussels (BRU) con voli a partire da 13 Euro; mentre da Roma, si trovano biglietti a partire da 21 euro.
La terza classificata fra le destinazioni più scelte dagli universitari italiani è la Germania, con prezzi simili a Spagna e Francia. Milano – Berlino è infatti servita da voli con prezzi a partire da 13 Euro. Leggermente più costosa la tratta Milano – Monaco di Baviera, (da 29 Euro). Anche la partenza da Roma è vantaggiosa anche se meno economica rispetto alla città meneghina: Roma – Berlino da 23 Euro, Roma – Monaco di Baviera da 43 Euro.
Per finire, il Regno Unito, anche grazie all’elevata domanda e ai diversi vettori in concorrenza che coprono le tratte dai principali scali italiani, è raggiungibile con prezzi altrettanto convenienti. Da Milano, infatti, Londra è raggiungibile a soli 13 Euro e Manchester con 34 Euro. Anche gli studenti romani possono approfittare di settembre per raggiungere la capitale britannica con Roma – Londra a partire da 17 Euro. Roma – Manchester è invece la tratta meno conveniente, con voli a partire da 84 euro. (foto: sorbonne, barcellona, manchester)

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Dal Rapporto 2016 sul profilo e la condizione occupazionale dei laureati

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 aprile 2016

università bocconi«Siamo soddisfatti dei risultati dello studio di AlmaLaurea: i dati ribadiscono che gli studi universitari sono decisivi per l’ingresso nel mondo del lavoro, anche nei momenti di crisi e nonostante i tagli delle risorse», spiega Mario Panizza,dell’Università degli Studi Roma Tre, il rettore del più giovane ateneo romano, tra i primi 100 emergenti al mondo secondo la classifca “Times Higher Education 150 under 50”. «Anche altri dati sono per noi molto positivi: l’età media dei nostri studenti alla laurea è di 26,3, in linea con il dato nazionale, pari al 26,2, e di poco inferiore al dato regionale, pari al 26,5; il radicamento sul territorio e l’accessibilità sono indicati dall’alta percentuale di laureati che durante gli studi hanno svolto un’attività lavorativa, pari al 76%, contro il dato nazionale del 65% e quello regionale del 68%); infine ci fa particolarmente piacere che l’83% dei nostri laureati si dichiari soddisfatto del rapporto con il corpo docente, che la stessa percentuale consideri le aule adeguate che l’88% valuti positivamente i servizi di biblioteca».
Venendo al tema della condizione occupazionale dei laureati di Roma Tre, l’indagine ha coinvolto 3.232 laureati triennali del 2014 intervistati dopo un anno dal titolo; 1.851 laureati magistrali biennali del 2014 a un anno dal titolo; 2.008 del 2012 a tre anni; 1.973 del 2010 a cinque anni.Sebbene una quota elevata di laureati di primo livello, il 65%, prosegua il percorso formativo con la magistrale e isolando tra i laureati triennali coloro che non si sono mai iscritti a un corso di laurea magistrale (33%), il tasso di occupazione (si considerano occupati anche quanti sono in formazione retribuita) è del 67% (tasso a livello regionale: 61%; nazionale: 67%), mentre quello di disoccupazione (calcolato sulle forze di lavoro, cioè su coloro che sono già inseriti o intenzionati a inserirsi nel mercato del lavoro) è pari al 20% (tasso a livello regionale: 28%; nazionale: 23%) Il 43% degli occupati può contare su un lavoro stabile, ossia contratti a tempo indeterminato o attività autonome effettive (liberi professionisti, lavoratori in proprio, imprenditori, ecc.). Il guadagno è in media di 932 euro mensili netti.
A un anno. Il 70% dei laureati magistrali biennali del 2014, compresi coloro che sono in formazione retribuita, è occupato (tasso a livello regionale: 68%; nazionale: 70%). Il tasso di disoccupazione, calcolato sulle forze di lavoro, è pari al 23%. 38 occupati su cento possono contare su un lavoro stabile (contratti a tempo indeterminato e lavoro autonomo). Il guadagno è di 1.076 euro mensili netti e l’efficacia è pari al 41%.
A tre anni. L’82% dei laureati magistrali biennali del 2012 è occupato (tasso a livello regionale: 81%; nazionale: 82%). Il tasso di disoccupazione è pari al 12%. Gli occupati stabili sono il 53%. Le retribuzioni arrivano a 1.238 euro mensili netti. L’efficacia coinvolge 50 laureati su cento. Ma dove vanno a lavorare? L’80% dei laureati è inserito nel settore privato, mentre il 14% nel pubblico. La restante quota lavora nel non-profit (6%). L’ambito dei servizi assorbe l’82%, mentre l’industria accoglie il 16% degli occupati. Marginale la quota di chi lavora nel settore dell’agricoltura.
A cinque anni. L’85% dei laureati magistrali biennali del 2010 è occupato. Il tasso di disoccupazione è pari al 9% (tasso a livello regionale: 84%; nazionale: 84%). Gli occupati stabili sono il 69%. Le retribuzioni arrivano a 1.362 euro mensili netti. L’efficacia coinvolge 49 laureati su cento.Ma dove vanno a lavorare? Il 78% dei laureati è inserito nel settore privato, mentre il 17% nel pubblico. La restante quota lavora nel non-profit (5%). L’ambito dei servizi assorbe l’82%, mentre l’industria accoglie il 16% degli occupati. Marginale la quota di chi lavora nel settore dell’agricoltura.

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