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Laurea e imprenditoria

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 dicembre 2019

Roma 16 dicembre 2019 ore 14 Unioncamere Piazza Sallustio, 21. L’indagine su Laurea e imprenditorialità è stata resa possibile dalla collaborazione tra il Consorzio Interuniversitario AlmaLaurea, il DiSA-Dipartimento di Scienze Aziendali dell’Università di Bologna e Unioncamere.Il Report che verrà presentato esplora le caratteristiche del fenomeno dell’imprenditorialità studentesca, analizzando le caratteristiche sia dei laureati imprenditori (con riferimento a genere, contesto familiare, percorso formativo, performance universitaria, esperienze maturate nel corso degli studi) sia delle imprese fondate o partecipate da laureati (con riferimento a tipo di impresa, settore economico, collocazione territoriale, carattere di start-up innovativa) ed esaminando anche la sua evoluzione temporale.La base di dati utilizzata nell’analisi, che consente di esaminare il fenomeno da una duplice prospettiva, deriva dall’integrazione dei dati statistici sui laureati di AlmaLaurea con quelli sulle imprese di Unioncamere. L’indagine riguarda circa 3 milioni di laureati presenti nella banca dati di AlmaLaurea che hanno conseguito un titolo tra il 2004 e il 2018. L’integrazione delle due banche dati ha permesso di individuare e caratterizzare i laureati che hanno una carica o una partecipazione in impresa: si tratta di oltre il 10% della popolazione esaminata, di cui oltre la metà risulta aver fondato un’impresa.Dopo i saluti istituzionali da parte di Marcella Gargano (Direttrice Generale del MIUR), Marina Timoteo (Direttore di AlmaLaurea) e Claudio Gagliardi (Vice segretario generale di Unioncamere), nella prima sessione del Convegno sarà presentato il Report sull’Imprenditorialità dei laureati.Nella stessa sessione è prevista la partecipazione di due ospiti stranieri: Jonathan Eckhardt (Professore Associato presso Wisconsin School of Business; Direttore del Weinert Center for Entrepreneurship) e Philippe Mustar (Professore ordinario presso École Nationale Supérieure des Mines di Parigi).La successiva sessione si incentrerà su una tavola rotonda che approfondirà il tema “Formazione universitaria e imprenditorialità” e che prevede la partecipazione di: Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, Ministero dello Sviluppo economico, Fondazione CRUI, Ufficio Studi Unioncamere, Comitato Scientifico-Strategico AlmaLaurea.Le conclusioni saranno affidate al Presidente del Comitato Scientifico-Strategico di AlmaLaurea, prof. Gilberto Antonelli.

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A settembre sono molti gli studenti italiani in partenza per un interscambio all’estero!

Posted by fidest press agency su sabato, 9 settembre 2017

Gli studenti universitari italiani si accingono ad iniziare il nuovo anno accademico e molti di questi spenderanno i primi mesi all’estero. Secondo i dati raccolti annualmente dal Consorzio interuniversitario AlmaLaurea, infatti, il numero di laureati degli atenei italiani che svolge un periodo di scambio all’estero è in aumento: nel 2016,ad esempio, più del 10% ha svolto un periodo di formazione in un altro Paese. momondo (www.momondo.it) ha quindi analizzato i prezzi dei voli dai principali aeroporti italiani verso i quattro paesi più scelti per programmi di scambio evidenziando che, in almeno una data vicina all’inizio dell’anno accademico, il prezzo di un biglietto aereo con partenza da Milano o Roma ha un costo che si aggira fra i 12 e i 34 Euro. Spagna, Francia, Germania e Regno Unito in quest’ordine sono le destinazioni maggiormente scelte dagli universitari Italiani secondo i dati di AlmaLaurea. momondo.it ha quindi analizzato i prezzi dei voli verso le città che ospitano i principali poli universitari dei quattro Paesi compresi fra l’1 e il 30 settembre 2017 e ha scoperto che è possibile raggiungere la propria destinazione di scambio preferita a partire da 12 euro.
E’ la Spagna la destinazione preferita dagli universitari italiani quando si tratta di spendere un periodo di studi all’estero. In particolare momondo.it ha rilevato che è il capoluogo lombardo la città più conveniente da cui partire per un Erasmus presso i principali poli universitari iberici con Milano direttamente collegata a Madrid e Barcellona con voli a partire da 17 Euro e a Valencia a partire da 22 Euro, leggermente più caro il prezzo del biglietto per gli studenti in partenza da Roma, connessa direttamente a Madrid con voli a partire da 43 euro, a Barcellona con prezzi a partire da 19 Euro e a Valencia a partire da 29 Euro.
Al secondo posto la Francia, con Parigi, Nizza e Lilla al centro dell’interesse degli studenti italiani. La tratta Milano – Parigi risulta la più economica in assoluto, con biglietti a partire da 12 Euro. I voli Roma – Parigi risultano anch’essi fra i più economici, con un prezzo a partire da 14 Euro. Meno fortunati gli studenti in partenza da Milano con destinazione Nizza: la tratta infatti non è coperta da voli diretti e le opzioni con scalo disponibili su momondo.it partono da 78 Euro, mentre la tratta Roma – Nizza è collegata direttamente con prezzi a partire da 30 Euro. Per chi è diretto a Lilla, invece, il trucco per risparmiare sul volo è atterrare a Brussels e spostarsi poi in treno o autobus: Milano è collegata direttamente all’aeroporto principale di Brussels (BRU) con voli a partire da 13 Euro; mentre da Roma, si trovano biglietti a partire da 21 euro.
La terza classificata fra le destinazioni più scelte dagli universitari italiani è la Germania, con prezzi simili a Spagna e Francia. Milano – Berlino è infatti servita da voli con prezzi a partire da 13 Euro. Leggermente più costosa la tratta Milano – Monaco di Baviera, (da 29 Euro). Anche la partenza da Roma è vantaggiosa anche se meno economica rispetto alla città meneghina: Roma – Berlino da 23 Euro, Roma – Monaco di Baviera da 43 Euro.
Per finire, il Regno Unito, anche grazie all’elevata domanda e ai diversi vettori in concorrenza che coprono le tratte dai principali scali italiani, è raggiungibile con prezzi altrettanto convenienti. Da Milano, infatti, Londra è raggiungibile a soli 13 Euro e Manchester con 34 Euro. Anche gli studenti romani possono approfittare di settembre per raggiungere la capitale britannica con Roma – Londra a partire da 17 Euro. Roma – Manchester è invece la tratta meno conveniente, con voli a partire da 84 euro. (foto: sorbonne, barcellona, manchester)

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Dal Rapporto 2016 sul profilo e la condizione occupazionale dei laureati

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 aprile 2016

università bocconi«Siamo soddisfatti dei risultati dello studio di AlmaLaurea: i dati ribadiscono che gli studi universitari sono decisivi per l’ingresso nel mondo del lavoro, anche nei momenti di crisi e nonostante i tagli delle risorse», spiega Mario Panizza,dell’Università degli Studi Roma Tre, il rettore del più giovane ateneo romano, tra i primi 100 emergenti al mondo secondo la classifca “Times Higher Education 150 under 50”. «Anche altri dati sono per noi molto positivi: l’età media dei nostri studenti alla laurea è di 26,3, in linea con il dato nazionale, pari al 26,2, e di poco inferiore al dato regionale, pari al 26,5; il radicamento sul territorio e l’accessibilità sono indicati dall’alta percentuale di laureati che durante gli studi hanno svolto un’attività lavorativa, pari al 76%, contro il dato nazionale del 65% e quello regionale del 68%); infine ci fa particolarmente piacere che l’83% dei nostri laureati si dichiari soddisfatto del rapporto con il corpo docente, che la stessa percentuale consideri le aule adeguate che l’88% valuti positivamente i servizi di biblioteca».
Venendo al tema della condizione occupazionale dei laureati di Roma Tre, l’indagine ha coinvolto 3.232 laureati triennali del 2014 intervistati dopo un anno dal titolo; 1.851 laureati magistrali biennali del 2014 a un anno dal titolo; 2.008 del 2012 a tre anni; 1.973 del 2010 a cinque anni.Sebbene una quota elevata di laureati di primo livello, il 65%, prosegua il percorso formativo con la magistrale e isolando tra i laureati triennali coloro che non si sono mai iscritti a un corso di laurea magistrale (33%), il tasso di occupazione (si considerano occupati anche quanti sono in formazione retribuita) è del 67% (tasso a livello regionale: 61%; nazionale: 67%), mentre quello di disoccupazione (calcolato sulle forze di lavoro, cioè su coloro che sono già inseriti o intenzionati a inserirsi nel mercato del lavoro) è pari al 20% (tasso a livello regionale: 28%; nazionale: 23%) Il 43% degli occupati può contare su un lavoro stabile, ossia contratti a tempo indeterminato o attività autonome effettive (liberi professionisti, lavoratori in proprio, imprenditori, ecc.). Il guadagno è in media di 932 euro mensili netti.
A un anno. Il 70% dei laureati magistrali biennali del 2014, compresi coloro che sono in formazione retribuita, è occupato (tasso a livello regionale: 68%; nazionale: 70%). Il tasso di disoccupazione, calcolato sulle forze di lavoro, è pari al 23%. 38 occupati su cento possono contare su un lavoro stabile (contratti a tempo indeterminato e lavoro autonomo). Il guadagno è di 1.076 euro mensili netti e l’efficacia è pari al 41%.
A tre anni. L’82% dei laureati magistrali biennali del 2012 è occupato (tasso a livello regionale: 81%; nazionale: 82%). Il tasso di disoccupazione è pari al 12%. Gli occupati stabili sono il 53%. Le retribuzioni arrivano a 1.238 euro mensili netti. L’efficacia coinvolge 50 laureati su cento. Ma dove vanno a lavorare? L’80% dei laureati è inserito nel settore privato, mentre il 14% nel pubblico. La restante quota lavora nel non-profit (6%). L’ambito dei servizi assorbe l’82%, mentre l’industria accoglie il 16% degli occupati. Marginale la quota di chi lavora nel settore dell’agricoltura.
A cinque anni. L’85% dei laureati magistrali biennali del 2010 è occupato. Il tasso di disoccupazione è pari al 9% (tasso a livello regionale: 84%; nazionale: 84%). Gli occupati stabili sono il 69%. Le retribuzioni arrivano a 1.362 euro mensili netti. L’efficacia coinvolge 49 laureati su cento.Ma dove vanno a lavorare? Il 78% dei laureati è inserito nel settore privato, mentre il 17% nel pubblico. La restante quota lavora nel non-profit (5%). L’ambito dei servizi assorbe l’82%, mentre l’industria accoglie il 16% degli occupati. Marginale la quota di chi lavora nel settore dell’agricoltura.

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