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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 229

Posts Tagged ‘alternanza’

I rischi di una democrazia senza alternanza di governo

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 maggio 2019

di Giuseppe Bianchi (Nota Isril n. 19 – 2019) Come spiegare che Lega e 5 Stelle mantengono un elevato consenso almeno sulla base dei sondaggi, nonostante l’immobilismo di un Governo paralizzato dai reciproci veti tra i due partiti dell’attuale maggioranza? La spiegazione può essere data dal loro forte radicamento in due bacini elettorali di cui hanno assunto la rappresentanza politica. La Lega che si è fatta carico dei bisogni di sicurezza dei cittadini, sfidati dall’immigrazione clandestina e suggestionati da improbabili paure di invasione dello straniero; i 5 Stelle che si sono fatti portatori degli interessi di quanti, soprattutto nelle aree meno sviluppate del Paese, hanno vissuto la globalizzazione dei mercati in termini di discriminazione economica e sociale. Un’operazione politica di grande efficacia che ha definito un campo di gioco per la prossima competizione elettorale europea, su misura delle due forze di maggioranza, con l’obiettivo di precludere l’accesso alla partita da parte delle forze di opposizione.È quanto sta avvenendo a pochi giorni dall’appuntamento elettorale europeo che rischia di divenire ancora una volta un macro-sondaggio a favore delle politiche del Governo rafforzate dal sovrapporsi di promesse. Un Paese che va alle urne disinformato della posta in gioco e illuso che la Nuova Europa, a cui strumentalmente aderiscono anche gli antieuropeisti di ieri, segnerà il passaggio a una fase di facile spesa pubblica con cui l’attuale maggioranza pensa di consolidare la fedeltà elettorale del proprio elettorato.
Che l’insicurezza dei cittadini, coincidente con il disagio sociale delle classi sociali più povere, sia gestibile al di fuori di una politica che ponga questi bisogni insoddisfatti dei cittadini all’interno di una strategia economica di sviluppo. L’Italia ha le risorse per riprendere la strada di un benessere diffuso. L’elevato risparmio delle famiglie, la capacità delle imprese più dinamiche di esportare e fare profitti, la qualità professionale del lavoro difficilmente riproducibile nei paesi emergenti, una diffusa propensione imprenditoriale delle giovani generazioni.Ma si tratta di un mondo frenato nelle sue potenzialità di sviluppo da un’altra Italia fatta di una classe politica, quale quella attuale, priva di progettualità di futuro, alla ricerca del consenso di breve periodo e da una classe burocratica tendenzialmente servile ‘terreno di pascolo”per quanti si affidano più alla ricerca della protezione dello Stato che alla propria capacità di competere in un mercato aperto.La prima Italia è quella che vuole più Europa, la seconda è quella che la teme perché la pacchia finirebbe usando il linguaggio del nostro forbito Ministro dell’Interno. È questa seconda Italia, che dietro il velo di ignoranza di un populismo ottuso, occupa una posizione centrale nel dibattito europeo, facendo del disagio sociale la leva del proprio prevedibile successo.Il rischio è quello di un’Italia subalterna nella nuova Europa perché indebolita nella crescita ed esposta ai condizionamenti degli investitori nel nostro debito pubblico. C’è poca speranza che nei pochi giorni che ci separano dalla prova elettorale l’Italia ritrovi la sua dignità di paese fondatore dell’Europa.Importante è considerare provvisorio questo periodo di oscuramento. Perché il nostro Paese trae dalla sua storia, oltre che dai suoi interessi, la vocazione europeistica e perché la democrazia ha la capacità di rigenerarsi potendo contare sull’alternanza della maggioranza. Un’alternanza che va creata perché la regola fondamentale della democrazia è che senza alternanza il rischio è di cedere il campo a forme di governo autoritario.

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Alternanza scuola lavoro

Posted by fidest press agency su domenica, 2 dicembre 2018

“I dati dei maggiori Paesi europei ci raccontano, da molti anni, che i giovani impegnati in progetti come Alternanza Scuola-Lavoro hanno maggiori possibilità di trovare un buon lavoro e soprattutto il lavoro che desiderano. È per questo che il CNEL, che riunisce i rappresentanti di migliaia di imprese, milioni di lavoratori e centinaia di organizzazioni non-profit, può essere una sede naturale di monitoraggio costante dell’efficacia dei progetti. Un osservatorio con il Ministero dell’Istruzione, l’Associazione Nazionale dei Presidi e il portale Skuola.net è senz’altro un buon inizio, dato che l’inserimento tra le materie d’esame aumenterà l’interesse”. Ad affermarlo il presidente del CNEL Tiziano Treu – nel corso di un’iniziativa svoltasi oggi nel Parlamentino di fronte a una platea interessata di studenti – che è stato in qualche modo tra i teorizzatori dei training in azienda. Nel famoso pacchetto-Treu del 1997, che affrontava le misure contrattuali di adeguamento ad un mercato del lavoro divenuto più flessibile, proponeva infatti il Tirocinio Formativo “al fine di realizzare momenti di alternanza tra studio e lavoro”.
L’incontro, promosso dal CNEL con l’ANP (Associazione nazionale dirigenti pubblici e delle alte professionalità della scuola) e con il supporto di Skuola.net, assume particolare importanza ora che il Ministero dell’Istruzione ha reso noti i quadri di riferimento per il nuovo esame di Stato, che debutta a giugno. Nel corso delle prove orali, infatti, gli studenti esporranno con una breve relazione o un elaborato multimediale, le esperienze di Alternanza Scuola-Lavoro svolte. Nello stesso colloquio per l’esame di maturità, si accerteranno anche le conoscenze e le competenze maturate nell’ambito delle attività di Cittadinanza e Costituzione.
Per Antonello Giannelli, presidente ANP, “Non dimentichiamo che il CNEL è un organo di rilievo costituzionale e che il primo articolo della nostra costituzione afferma che l’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro. L’alternanza non è manodopera a costo zero per le aziende, ma un progetto formativo che consente di entrare in contatto con questo il principio fondante della nostra Costituzione. Le esperienze negative sono in percentuale insignificante rispetto ai successi. Ora che al tessuto di micro-imprese che aveva difficoltà ad accogliere studenti si sono aggiunti anche i Musei, gli enti statali e tanti altri soggetti anche nel mondo del turismo e della cultura, l’Alternanza ha spazi di crescita enormi, da valorizzare e non da tagliare”.

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Alternanza scuola/lavoro: studenti protagonisti in Città metropolitana

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 novembre 2018

Torino giovedì 29 novembre dalle 14 alle 16 nell’auditorium della Città metropolitana di Torino, sede di corso Inghilterra 7, si terrà il seminario “Studenti protagonisti in alternanza nell’area metropolitana di Torino”, che rientra nel programma del 3° Festival dell’Educazione, organizzato a Torino dal 29 novembre al 2 dicembre. I lavori, coordinati dalla consigliera metropolitana delegata all’istruzione e al sistema educativo Barbara Azzarà, saranno introdotti dal sottosegretario di Stato per l’istruzione, l’università e la ricerca Salvatore Giuliano. Interverranno direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale per il Piemonte Fabrizio Manca, l’assessore all’istruzione, al lavoro e alla formazione professionale della Regione Piemonte Gianna Pentenero, il dirigente dell’Ufficio scolastico territoriale di Torino Stefano Suraniti, il direttore Saa-School of Management Torino Davide Caregnato, la docente del Dipartimento di filosofia e scienze dell’educazione dell’Università di Torino Daniela Maccario e il coordinatore del progetto della Saa “Scopri Talento” Giorgio Gallo.

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Alternanza scuola-lavoro: si volta pagina

Posted by fidest press agency su domenica, 4 novembre 2018

Dal testo della manovra 2019, appena inviato al Quirinale, l’esperienza formativa degli studenti presso le aziende diventa percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento, già dall’anno in corso. Inoltre, viene più che dimezzata la loro durata complessiva. La quale passa da 400 ore a 150 ore per tecnici e a 180 per i professionali, mentre per i licei scende da 200 a 90. E i finanziamenti si andranno a determinare sulla base del numero minimo di ore da svolgere. Lascia però molto a desiderare la decisione di introdurre le nuove linee guida in piena seconda parte dell’anno scolastico. I dubbi si sommano a quelli emersi già qualche settimana fa, quando il Miur ha deciso che da giugno avremo un esame di maturità diverso dall’attuale, con il “congelamento” dell’obbligo, ai fini dell’ammissione, del conseguimento del monte orario maggiorato di esperienze in azienda o con esperti del mondo del lavoro.

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L’Alternanza Scuola Lavoro all’Università di Parma

Posted by fidest press agency su martedì, 16 ottobre 2018

Parma È stato pubblicato sul sito web di Ateneo l’elenco delle proposte di percorsi formativi nell’ambito dell’Alternanza Scuola Lavoro che l’Università di Parma attiverà in questo anno accademico 2018-19. Saranno attivati 43 percorsi formativi, per un totale previsto di oltre 700 studenti coinvolti in attività che investono tutti i Dipartimenti e numerosi Centri e strutture amministrative dell’Università di Parma.L’Università di Parma, infatti, fin dall’avvio delle attività di Alternanza Scuola Lavoro ha progettato percorsi specifici, dal taglio sia esperienziale che orientativo, rivolti agli studenti di tutte le tipologie di scuole del proprio bacino d’utenza. Il primo anno di attivazione, (a.a. 2015-16) ha visto la definizione di 48 percorsi formativi, per un totale di 400 studenti coinvolti; l’a.a. 2016-17 ha visto promuovere ben 123 percorsi formativi, per un totale di 790 studenti coinvolti, mentre nell’a.a. appena concluso, il 2017-18, sono stati promossi 62 percorsi formativi che hanno visto coinvolti complessivamente 680 studenti.Anche il numero di scuole coinvolte, mediante la sottoscrizione della specifica convenzione, è aumentato negli anni, passando dalle 18 dell’a.a. 2015-2016 alle 53 di oggi.L’interesse manifestato per i percorsi di Alternanza Scuola Lavoro attivati dall’Università di Parma e coordinati dalla UO Accoglienza e Orientamento travalica i confini del territorio della Provincia, estendendosi anche oltre le province limitrofe.Lo sforzo organizzativo attuato dall’Ateneo e dai numerosi docenti referenti e tutor dei percorsi, così come dei docenti e dal personale tecnico amministrativo a vario titolo coinvolto nelle attività di ASL, è stato negli anni ampiamente ripagato dalle numerose richieste di partecipazione ricevute, in costante crescita, che hanno portato gli studenti a frequentare le strutture didattiche e di ricerca dell’Università di Parma, ma anche le strutture gestionali e amministrative, le biblioteche dei vari plessi, le strutture museali e lo CSAC.Nel corso degli anni, i percorsi formativi progettati hanno affinato le proprie impostazioni per incontrare il più possibile le esigenze formative degli studenti dalle più diverse provenienze scolastiche, potenziando la valenza orientativa dei progetti proposti, al fine di costituire uno strumento veramente efficace nella trasmissione dei contenuti formativi peculiari dei vari ambiti interessati.

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Alle Scuole FAES di Milano l’alternanza scuola-lavoro è personalizzata

Posted by fidest press agency su sabato, 16 giugno 2018

Milano Oltre 200 ore di formazione su soft skills, simulazione di impresa, coaching e orientamento individuale per scegliere consapevolmente la propria carriera universitaria e professionale, incontri con professionisti e aziende, e 74 stage estivi in partenza, pianificati in collaborazione con università e imprese. Sono i numeri del progetto di Alternanza Scuola-Lavoro delle Scuole FAES Milano (1050 studenti ripartiti tra asilo nido, scuola materna, primaria, secondaria di primo grado e licei, con un trend di crescita costante), che negli scorsi mesi ha coinvolto 126 studenti del triennio di tutti gli indirizzi liceali (58 studenti delle classi terze, 28 studenti delle quarte e 40 delle quinte).Un progetto partito quattro anni fa, prima ancora che l’Alternanza Scuola-Lavoro diventasse obbligatoria, e che ha nella personalizzazione del percorso la sua caratteristica più distintiva: “Non crediamo in percorsi standardizzati, uguali per tutti gli studenti e tutte le classi – afferma Anna Benvenuti, professoressa di Italiano ai Licei classico, scientifico e delle scienze umane delle Scuole FAES e responsabile del progetto di Alternanza Scuola-Lavoro –. Nei nostri progetti di alternanza ha un ruolo centrale l’orientamento individuale, che gli studenti svolgono con professionisti che li aiutano a scoprire se stessi, i propri talenti e le proprie inclinazioni. Dopo questa prima importantissima fase, gli studenti vengono formati sulle soft skills e seguiti in moduli di simulazione d’impresa, per apprendere competenze fondamentali nel mondo del lavoro, e infine assegnati a progetti di stage, sempre individuali”.
Le soft skills al centro del progetto di alternanza – Il progetto di alternanza delle Scuole FAES comincia con un potenziamento teorico in due materie a scelta degli studenti fra Economia e Linguaggi dei Media, per aumentare le conoscenze su un ambito di loro interesse. Ma sono le soft skills il cuore del progetto. Le ore dedicate alle competenze trasversali, umane e relazionali si dividono tra moduli più generali focalizzati sulla capacità di parlare in pubblico, sostenere un dibattito, gestire le proprie emozioni, coltivare relazioni positive e lavorare in squadra, e moduli più specifici dell’alternanza scuola-lavoro. Fra questi figurano, ad esempio, le ore dedicate alla formazione di un’idea di business, in cui i ragazzi, guidati da professionisti provenienti da diversi ambiti lavorativi, analizzano il territorio e i competitor e imparano a dare forma a un’attività imprenditoriale, a sviluppare un modello di business e un piano d’impresa e a fare un bilancio.Oltre alle simulazioni di impresa, i ragazzi apprendono come scrivere un curriculum efficace e come sostenere colloqui di lavoro individuali e di gruppo, quali sono le tecniche di leadership, di gestione dell’innovazione e sviluppo delle risorse umane, e vengono formati sugli aspetti giuridici e gestionali di un contesto aziendale. Nelle classi quinte, infine, il focus del programma formativo si sposta sulle attività di orientamento universitario e professionale, con sessioni di coaching in cui gli studenti imparano a conoscere meglio se stessi, a fare emergere le soft skills personali e a scoprire le proprie attitudini.Gli stage – Nella fase conclusiva del percorso di Alternanza Scuola-Lavoro, gli studenti accedono a stage individuali, che possono durare da una a quattro settimane, organizzati con aziende, università e istituzioni per rispondere alle aspirazioni dei ragazzi. Fra le esperienze recenti, alcuni ragazzi in stage all’Humanitas hanno affiancato i medici nel giro di visite in reparto, altri hanno lavorato al Museo dei Bambini (MUBA) come guide, i ragazzi assegnati a istituzioni o associazioni si sono occupati di gestione amministrativa, raccolta fondi, comunicazione e rapporti con le aziende, mentre chi ha svolto il tirocinio in università ha seguito il lavoro dei ricercatori, partecipando, ad esempio, alla catalogazione dei reperti nel dipartimento di archeologia.

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Alternanza Scuola-Lavoro

Posted by fidest press agency su domenica, 20 maggio 2018

Milano 4 giugno: ore 14.00 – 21.00 5 giugno: ore 9.00 – 17.00 Palazzo Lombardia, Piazza Città di Lombardia. Organizzato dall’associazione non profit Junior Achievement Italia (www.jaitalia.org), BIZ Factory (www.jabizfactory.org/) è il primo evento nazionale che da 15 anni celebra e divulga gli impatti positivi di un’educazione imprenditoriale nella scuola superiore.150 studenti italiani tra i 16 e i 19 anni che hanno dimostrato doti di intraprendenza e innovazione vengono messi così al centro della narrazione, nuovi leader e protagonisti di storie d’eccellenza che daranno forma ai business del futuro. Individuati nel corso di selezioni regionali tra gli oltre 18 mila ragazzi che JA coinvolge ogni anno nel suo programma di educazione imprenditoriale per le scuole superiori Impresa in azione (www.impresainazione.it), BIZ Factory è per loro un palcoscenico da cui presentare originali e creative vision imprenditoriali e testimoniare l’impegno, le sfide, le soddisfazioni, i successi, l’entusiasmo di una modalità di fare scuola attiva, pratica, coinvolgente, che orienta e prepara a costruirsi un posto rilevante nel mondo.In loro sostegno, partecipano i rappresentanti delle istituzioni, del mondo scolastico, delle aziende e dell’imprenditorialità che credono nei giovani e hanno scelto di investire nell’educazione imprenditoriale come migliore modalità per prepararli adeguatamente al loro futuro.

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IX Salone dell’alternanza Scuola-Lavoro e delle Professioni

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 marzo 2018

Venezia il 21 e il 22 marzo dalle 9 alle 14, nel Magazzino 42 della Stazione Marittima la IX edizione della manifestazione nata per far incontrare studenti delle scuole superiori e mondo del lavoro pensa in grande e fa il salto di qualità. Saranno più di 1000 gli studenti partecipanti, più del doppio dello scorso anno, e un centinaio i professionisti coinvolti. Non più le sale della sede camerale, ma i padiglioni del Magazzino 42, in testa alla Stazione Marittima, ospiteranno l’evento promosso dalla Camera di Commercio Venezia Giulia e realizzato da Aries in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale.
La fiera coinvolgerà gli studenti delle classi quinte delle scuole secondarie di secondo grado di Trieste e saranno 30 gli stand dove Enti (Regione, Comune e Unioncamere) rappresentanze delle imprese (Associazioni di categoria) ordini e collegi professionali, Università, Azienda sanitaria, Istituti Tecnici Superiori (Its) e di Formazione Tecnica Superiore (Ifts), Forze Armate, Protezione civile potranno incontrare gli studenti e fornire tutte le informazioni richieste sulle diverse opportunità di orientamento e di lavoro.
Con la legge di riforma del Sistema Camerale, entrata in vigore a fine 2016, è stato ufficialmente assegnato alle Camere di commercio la funzione di orientamento al lavoro e alle professioni: “Questo è il primo anno che questo lavoro, fatto da 8 anni, è certificato da una nuova legge che formalizza il compito dell’Ente camerale nell’alternanza scuola-lavoro – spiega Antonio Paoletti, presidente della Camera di Commercio Venezia Giulia -. Il salone è un importante momento per rendere più stretto il collegamento fra formazione-orientamento-lavoro-impresa. Voglio ricordare anche l’importante strumento del Registro dell’Alternanza Scuola Lavoro, la piattaforma ufficiale realizzata e gestita dal sistema camerale, che permette di consultare online gratuitamente una mappa delle imprese e degli Enti disposti ad ospitare gli studenti per un’esperienza formativa”.Sono previsti, inoltre, dei workshop informativi (curriculum e colloquio di lavoro, le professioni più richieste, l’idea imprenditoriale vincente) e workshop settoriali su alcuni settori trainanti per delineare i profili professionali che saranno richiesti sul futuro mercato del lavoro. “Grazie a questi workshop puntiamo l’attenzione su tre settori che conosciamo molto bene e sono riconosciuti come strategici anche dalla Regione: il biomedicale, la filiera del caffè e l’economia del mare – spiega Patrizia Andolfatto, direttore di Aries- Azienda Speciale della Camera di Commercio Venezia Giulia -. Settori che sono o saranno sempre più importanti, in cui sono racchiuse tante figure professionali che i giovani spesso non conoscono, ma che riservono loro opportunità di lavoro. Qui sul nostro territorio”. D’altro canto verrà spiegato anche come compiere, a livello pratico, i primi passi nel mondo del lavoro: “Nulla di nuovo, ma sapere scrivere correttamente un curriculum, sapere come presentarsi a un colloquio di lavoro o ancora da dove partire per mettersi in proprio sono tutti argomenti che affronteremo con i ragazzi con workshop dedicati” spiega Francesco Auletta, Responsabile Area Creazione e Sviluppo d’impresa di Aries.

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Alternanza scuola-lavoro

Posted by fidest press agency su domenica, 18 marzo 2018

“Il lavoro che cambia oltre il mito del posto fisso” spiegato a 25mila studenti delle scuole superiori delle principali città italiane nell’ambito dei percorsi di alternanza scuola – lavoro. Questo lo scopo del tour promosso da Orienta (una delle principali Agenzie per il lavoro italiane) in numerose scuole d’Italia con l’obiettivo di promuovere le cosiddette “competenze umane”. Si tratta di quelle competenze decisive sulle quali i direttori del personale decidono le assunzioni. Le scuole italiane da questo punto di vista sono molto indietro e i percorsi di alternanza scuola –lavoro sono una grande opportunità per colmare questo gap. Il progetto di Orienta prevede il coinvolgimento di numerosi direttori del personale di importanti aziende in un confronto diretto e interattivo con i ragazzi in modo da costruire un dialogo autentico e schietto tra i due mondi con lo scopo soprattutto di trasmettere ai ragazzi la giusta mentalità che dovrebbero avere per entrare con successo nel nuovo mondo del lavoro. Ad oggi sono stati già coinvolti 20mila studenti ed entro fine anno verranno coinvolti oltre 5mila ragazzi. Gli incontri prevedono il racconto di quello che le aziende chiedono ai giovani in termini di soft skills o competenze umane. Trasmettere tali competenze è decisivo per far incontrare le aspettative di milioni di giovani con quelle delle imprese. Competenze sulle quali si decide oltre il 94 per cento delle assunzioni secondo i direttori del personale (fonte AIDP), e considerate più importanti delle competenze professionali. Parliamo di competenze quali l’intraprendenza, la capacità di lavorare in team, lo spirito di sacrificio, l’autonomia, l’etica del lavoro, e poi capacità relazionali, motivazione, orientamento al risultato. “Il nuovo mercato del lavoro è permeato dal concetto di flessibilità. Il mito del posto fisso è definitivamente tramontato – spiega Giuseppe Biazzo, AD Orienta SpA – e la garanzia del lavoro, oggi, passa soprattutto dalla capacità di essere costantemente attrattivi per il mondo del lavoro. Questo vuol dire maggiori incertezze ma anche più opportunità. Per cogliere tali opportunità occorre una nuova mentalità capace di metter in sintonia le nuove generazioni con il loro futuro. Una nuova mentalità fatta soprattutto di intraprendenza, etica del lavoro e umiltà. In questo senso il ruolo della scuola è decisivo. Alla luce anche delle novità introdotta con l’obbligo dell’alternanza scuola – lavoro, che introduce un dialogo più stretto tra scuola e lavoro con l’obbligo della formazione on the job. Per facilitare questo rapporto abbiamo deciso di dare il nostro contributo incontrando 25 mila giovani studenti delle scuole superiori”.
Il tour prende spunto dal Libro Nove Mosse per Il Futuro di Giuseppe Biazzo che ha individuato in nove capitoli le principali caratteristiche da seguire per proporsi al meglio nel nuovo lavoro. Tra queste caratteristiche ci sono: l’atteggiamento mentale (il carattere), l’etica del lavoro, le pari dignità tra lavoro manuale e lavoro intellettuale, trovare lavoro con metodo e senza improvvisazione, il giusto valore del titolo di studio, sentirsi cittadini del mondo, la scelta del lavoro autonomo, le opportunità dei settori e delle professioni in crescita oltre ad una caratteristica pubblica, ossia cosa chiedere alla politica per creare un contesto favorevole al nuovo mondo del lavoro e ai giovani.

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La scuola italiana al Forum mondiale dell’Acqua

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 febbraio 2018

sdrPerugia 6 e il 7 febbraio 2018 Centro Unesco Villa La Colombella in vista del Forum Mondiale dell’Acqua, che si terrà a Brasilia, Brasile, dal 18 al 23 marzo, il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) promuove un evento satellite della scuola italiana interamente dedicato ai giovani e al tema dell’Acqua, come elemento chiave dello sviluppo sostenibile, che si svolgerà presso il centro UNESCO per la Valutazione delle Risorse Idriche Mondiali (WWAP) e coinvolgerà circa 100 studentesse e studenti delle scuole superiori, provenienti da tutta Italia.
Partendo dagli obiettivi dell’Agenda Globale 2030 per lo sviluppo sostenibile e dai risultati di WATER-HACK (il primo hackathon della scuola italiana interamente dedicato all’Acqua organizzato dal MIUR a settembre 2017), questo appuntamento sarà una maratona di formazione dove 100 giovani, divisi in team e rappresentanti 15 scuole del Paese, con l’aiuto di mentori e degli esperti internazionali di risorse idriche dell’UNESCO, lavoreranno insieme per elaborare la Dichiarazione dei Giovani sull’Acqua, che verrà presentata al Forum Mondiale dell’Acqua in Brasile (marzo 2018).
L’obiettivo è rafforzare e comunicare il punto di vista dei ragazzi sulle priorità relative alla gestione dell’acqua a livello locale, regionale e globale e suggerire soluzioni per rispondere alle sfide che minacciano le risorse idriche del nostro pianeta.Durante il Forum Mondiale dell’Acqua, l’evento più grande al mondo dedicato alle risorse idriche, il centro UNESCO (WWAP) pubblicherà l’edizione 2018 del Rapporto sullo Sviluppo delle Risorse Idriche Mondiali, la voce dell’ONU su questo tema, intitolato “Soluzioni basate sulla Natura per l’Acqua”. Il Rapporto dimostrerà come in natura siano presenti soluzioni per una migliore gestione delle risorse di acqua dolce del nostro pianeta.

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Alternanza Scuola Lavoro

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 febbraio 2018

sdrCamerino. Inizierà il prossimo lunedì 5 febbraio presso l’Istituto di Istruzione Superiore “Gentili” di San Ginesio, in particolare nei locali del Liceo Scientifico e delle Scienze applicate di Sarnano, il progetto formativo di alternanza scuola lavoro sulla classificazione, conservazione e restauro dei beni culturali. Il progetto, voluto fortemente dalla dirigenza scolastica e dall’Università di Camerino con il corso di laurea in “Tecnologie e Diagnostica per la Conservazione ed il Restauro” e la Scuola di Architettura e Design con sede ad Ascoli Piceno, prevede un ciclo di lezioni tenute da docenti Unicam e attività laboratoriali nel campo della conservazione dei beni culturali di cui il nostro territorio è ricco. Le lezioni spazieranno da argomenti di Teoria e Tecniche applicate come quelle multi spettrali e termografiche tenute dai professori Roselli e Di Girolami alle analisi storico-architettonica presentate dalla professoressa Petrucci; si passerà poi allo studio delle malte storiche con la Prof. Roselli, alla georeferenziazione con il professor Bisci, all’utilizzo della piattaforma elettronica Arduino per il monitoraggio degli ambienti di conservazione con il dottor Cinaglia e il professor Vittori, alla realtà aumentata con il dottor Olivieri, fino al trattamento statistico dei dati con la professoressa Bernabei. Terminato il ciclo di lezioni gli alunni si recheranno in alcuni siti scelti nel contesto di Sarnano per effettuare rilevazioni e monitoraggi e mettere in pratica quanto acquisito. Per la realizzazione del progetto formativo ci si è avvalsi della collaborazione dello spin-off dell’Università di Camerino “A.R.T. & Co”, attivo presso il Laboratorio di Tecnologie e Diagnostica per la Conservazione ed il Restauro dell’Università di Camerino con sede ad Ascoli Piceno. (foto: scuola lavoro)

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Blocco Studentesco: sit-in in tutta Italia per protestare contro l’alternanza scuola-lavoro

Posted by fidest press agency su domenica, 28 gennaio 2018

blocco studentesco“Sfruttamento e inefficienza: basta con questa alternanza!”, queste le parole che campeggiano sugli striscioni esibiti durante i blitz dei ragazzi del Blocco Studentesco in tutta Italia per contestare la gestione dell’alternanza scuola-lavoro. “Dopo un anno dall’avvio del programma istituito con la “Buona scuola” abbiamo svolto un sondaggio tra gli studenti italiani – si legge in una nota diffusa dal movimento del fulmine cerchiato – e il risultato è una piena bocciatura per le modalità con le quali viene gestita l’alternanza”.”Gli studenti vengono impiegati in mansioni del tutto sconnesse dalla realtà scolastica di appartenenza, rendendo inefficace lo svolgimento del lavoro rapportato al piano di studi di ognuno. Crediamo fermamente che si debbano istituire appositi consigli costituiti da professori, studenti e tutor aziendali – prosegue la nota – ai quali assegnare non solo il compito di individuare i progetti più coerenti con ogni percorso formativo, ma anche quello di controllare come venga svolto il lavoro”.”Ricorrere all’alternanza per avere manodopera da sfruttare è una pratica che va assolutamente interrotta. Il sol fatto che gli studenti si ritrovino spesso a lavorare per più di 8 ore al giorno è indicativo del basso livello di tutela predisposta nei loro riguardi. La nostra proposta al riguardo è la rivalutazione del ruolo delle Consulte Provinciali degli studenti: da meri organi consultivi ad organi con poteri decisionali in grado di raccogliere le testimonianza degli studenti e formulare piani di azione congiuntamente con gli uffici scolastici locali”.”Chiediamo inoltre che vengano coinvolte più piccole e medie imprese italiane per valorizzare quel tessuto economico produttivo d’eccellenza tipicamente rappresentativo del nostro paese. È inaccettabile che delle 16 multinazionali coinvolte, ben 7 siano straniere.È indispensabile effettuare un’inversione di rotta – conclude la nota – affinché l’alternanza inizi ad essere realmente un valore aggiunto e non l’ennesima zavorra per la formazione scolastica”. (foto: blocco studentesco)

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Alternanza scuola-lavoro, arriva il tutor che collega gli istituti con le aziende ma sono pochi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 settembre 2017

opportunita-lavoroA giorni è prevista la sottoscrizione di un accordo del Miur col ministro del Lavoro Gialiano Poletti, a seguito del quale si avranno mille tutor nelle scuole, frutto di un progetto in capo all’Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro che ne prevede uno ogni 5 scuole secondarie di II grado. L’obiettivo, ha annunciato la Ministra Fedeli, è che “possa essere presente almeno un giorno a settimana per istituto”. Allo stesso modo, diventa importante verificare l’efficacia della piattaforma Miur per l’applicazione dell’alternanza, annunciata da tempo. Lo stesso vale per la carta dei diritti degli studenti e delle studentesse in alternanza, su cui un mese fa è arrivato il via libera della Conferenza Unificata, solo pochi giorni fa da parte del Consiglio di Stato e su cui a breve si esprimerà il Consiglio del Ministri.
Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Va bene introdurre delle figure che sorveglino sugli stage, perché lo scorso anno si sono verificati casi di studenti impegnati nelle aziende a pulire i bagni o a fare fotocopie. Diventa quindi importante introdurre delle figure che sorveglino sulle esperienze svolte dagli studenti in azienda. I tutor non possono, tuttavia, essere numericamente così ridotti. Secondo noi ne servono almeno il doppio. Perché, considerando che in un istituto superiore sono impegnate negli stage, in media, tra le quindici e le venti classi del triennio finale, significa che stiamo parlando di circa 400 studenti a scuola. Quindi, in tutto, un tutor è chiamato a seguire qualcosa come 2mila allievi l’anno. Molti dei quali svolgono le attività di alternanza scuola-lavoro in contemporanea: è evidente che il numero di tutor deve essere implementato, altrimenti la visita settimanale a scuola del tutor si tradurrebbe in un controllo di routine senza alcuna efficacia.

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L’alternanza scuola lavoro come condizione lavorativa?

Posted by fidest press agency su sabato, 5 agosto 2017

opportunita-lavoro“Perché la parte dell’alternanza relativa al lavoro non dovrebbe essere riconosciuta come condizione lavorativa?” Così interviene ai microfoni di Ma cos’è questa estate di Elisabetta Fiorito su Radio 24 il sottosegretario al Ministero dell’Economia e Finanze Pierpaolo Baretta.Intervenuto sulle proposte di rendere gratuito il riscatto della laurea, il sottosegretario afferma a Radio 24: “Non c’è dubbio che oggi il riscatto della laurea costi in modo proibitivo. Vogliamo tenerne conto e provare ad andare incontro soprattutto alle persone giovani, partendo da loro? Sono quelle che più difficilmente incrociano immediatamente il mercato del lavoro e quindi potrebbero avere una difficoltà a costruirsi una pensione.” E aggiunge ai microfoni di Radio 24: “L’evoluzione del mondo del lavoro è così forte e tumultuosa che pensare che la partecipazione al lavoro inizi formalmente quando si prende il primo stipendio, che talvolta è anche molto spostato in avanti nel tempo, potrebbe consigliare a riflettere in chiave strategica sul fatto che anche gli studi universitari possono essere considerati una specie di apprendistato all’attività lavorativa. Si tratta di avere una concezione più ampia dell’idea di lavoro comprendendo anche in questo caso una parte della vita di studio e dopodiché le soluzioni si trovano, sono molte le possibilità di studiare soluzioni. Non si tratta di mettersi in un’ottica ‘o questo o niente’, ma si tratta di dire nel campo dell’assunzione della priorità giovani e la priorità di tutto è offrire loro lavoro, valutare l’intera condizione. Il riscatto della laurea è uno dei percorsi che vanno inseriti.
Il sottosegretario al Ministero dell’Economia e Finanze Pierpaolo Baretta continua a Radio 24: “Dovremmo favorire l’accesso all’Università anche alle classi meno agiate. Tutte le forme che vanno in questa direzione vanno studiate e in qualche modo favorite. Pensiamo alle tasse universitarie: una parte di queste potrebbero essere dedicate a una copertura figurativa del percorso previdenziale. La carriera previdenziale deve essere una carriera unica nella vita. Abbiamo ancora degli intoppi sul fatto che se uno cambia attività lavorativa fa fatica anche a ricongiungere i contributi: oltre che costare molto la laurea, costano molto anche le ricongiunzioni. Non c’è solo l’età pensionabile quando si parla di pensioni.” (Franca Piovani – Ufficio stampa Gruppo 24 ORE)

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Progetto-pilota congiunto di alternanza scuola-lavoro

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 giugno 2017

udineUdine. E’ stato costruito su misura per le esigenze dei licei e coordinato dalla Camera di Commercio, assieme alle scuole stesse e all’Ufficio scolastico territoriale di Udine. Un progetto che punterà sui ragazzi come risorsa in grado, assieme a tutor esperti, di formarsi, di entrare in azienda e di portare, infine, percorsi d’innovazione concreti e sui temi di industria 4.0, di cui l’impresa potrà beneficiare direttamente. È stato accolto con molto favore dai licei del territorio che hanno deciso di aderire alla “chiamata” della Camera di Commercio, che tramite il suo Friuli Future Forum negli ultimi anni ha intensificato e perfezionato il lavoro con le scuole. Scuole che, nelle scorse settimane, avevano proprio chiesto l’aiuto della Camera per riuscire a fare un passo in più, insieme, sul delicato tema dell’alternanza, soprattutto per i licei strada nuova e molto sfidante. Il progetto è ancora in fase di elaborazione e sarà costruito in modo condiviso fra tutti i soggetti coinvolti, ma ha già linee-guida chiare su cui hanno concordato tutti. Come spiega il presidente camerale Giovanni Da Pozzo, impegnato da subito nell’elaborare l’idea anche alla luce della competenza di orientamento al lavoro affidata esplicitamente alle Cciaa dalla riforma, «vogliamo avere al centro, da un lato, i giovani e la loro necessità di essere resi protagonisti di un itinerario di crescita nel mondo dell’economia e delle imprese, che li veda veramente portatori di quella innovazione che naturalmente hanno dentro. Dall’altro, le nostre piccole imprese, per le quali, avendo in genere pochissimo personale, non è sempre facile gestire percorsi di alternanza. Di essa vogliamo “ribaltare” il concetto: da peso vogliamo trasformarla in una risorsa efficace per tutte le parti coinvolte, le scuole, le aziende, gli studenti che si preparano al futuro». Ci sarà una prima fase di coinvolgimento di una decina di studenti per scuola, che vivrebbero poi una “contestualizzazione” preventiva, ossia una formazione e un orientamento specifici su come si caratterizza l’economia friulana, sull’impresa 4.0 e i diversi settori produttivi – specie quelli delle aziende con cui collaboreranno –, tra opportunità, esigenze, difficoltà, ma anche scenari di evoluzione. I gruppi di studenti, sempre seguiti da tutor esperti, sarebbero poi assegnati alle imprese, selezionate dalla Cciaa anche in base all’appartenenza a settori diversi: turismo, artigianato, agrifood, manifattura, Ict, servizi. L’esperienza dovrebbe consistere quindi nell’ingresso in azienda, nell’osservazione dei lavoro e nella produzione di un progetto che suggerisca all’azienda modalità di innovazione nei propri processi e prodotti. «Un’esperienza, quindi, con un obiettivo concreto, utile alle imprese e motivante per i ragazzi», ha spiegato il project manager di Fff Renato Quaglia nel presentare il progetto ai rappresentanti dei licei con il segretario generale Maria Lucia Pilutti. La Pilutti ha anche evidenziato la necessità di puntare sui temi di impresa 4.0 come punto di forza del percorso degli studenti e per le aziende, e ha presentato un’ulteriore opportunità, in questo caso internazionale, di alternanza per i ragazzi, che potranno essere coinvolti in percorsi specifici in alcune Camere italiane all’estero.
Il progetto-pilota d’innovazione potrebbe partire il prossimo autunno, con la prima fase di preparazione degli studenti e l’individuazione dei tutor esperti a fine inverno. A giugno l’ingresso in azienda e infine la produzione del progetto alle imprese ospitanti.

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Alternanza scuola-lavoro, sempre più episodi di sfruttamento

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 aprile 2017

scuolaIl problema esiste e persiste soprattutto per i licei che, a parte quelli con indirizzi già definiti, non fanno riferimento a specifiche realtà lavorative professionali, mentre gli istituti tecnici e professionali, già specializzanti, riescono a creare dei rapporti più diretti con le imprese. In questi ultimi giorni sono emerse esperienze di ragazzi che non hanno nulla di formativo. In Sicilia, dei giovani hanno denunciato di essersi ritrovati a fare i camerieri, i gelatai e le maschere del cinema. Oppur di servire hamburger ai tavoli e allevare cozze. O ancora, di fare i commessi per una nota casa di moda, in attesa che questa selezioni lavoratori all’altezza della situazione. La studentessa di un alberghiero di Bari è finita a lavare i bagni e a fare volantinaggio, per dodici ore consecutive. Non si tratta di casi isolati. L’Unione degli Studenti sta elaborando un dossier da presentare dopo Pasqua all’Usr della Puglia. Per il giovane sindacato è fondamentale che si realizzi a livello nazionale. Anche la Ministra si è detta d’accordo.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): è fondamentale che si approvi da subito il decreto contenente il Regolamento sui diritti e doveri degli studenti impegnati in azienda. Senza quel regolamento-base nazionale, indicante le regole organizzative per svolgere gli stage presso gli enti accrediti dalla Camera di Commercio, gli studenti rimangono esposti ai fenomeni di mancata formazione e sfruttamento. Riteniamo anche importante rimettere mano al Testo Unico sulla sicurezza, il D.L. 81 del 2008, riguardante i piani predisposti dalle scuole organizzatrici e dalle aziende ospitanti gli allievi. Oltre a incentivare le aziende, operando assieme al Ministero del Lavoro.

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Alternanza scuola-lavoro: numerose le denunce di sfruttamento

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 marzo 2017

infortuni-lavoroStudenti che finiscono in agenzie immobiliari a fare i telefonisti. Altri a cui tocca pulire i tavoli o i bagni nei ristoranti. Altri ancora che fanno fotocopie, volantinaggi o catalogano archivi e biblioteche. E’ l’alternanza scuola-lavoro “all’italiana”. Ovvero come vanificare un’ottima occasione – almeno sulla carta – di formazione e di inserimento nel mondo del lavoro attraverso lo sfruttamento di molti studenti come manovalanza gratuita. E’ quanto denuncia l’Unsic, sindacato autonomo con oltre 1.500 Caf sparsi sul territorio nazionale, che ha raccolto le lamentele di una ventina di utenti.
“L’obbligo dell’alternanza scuola-lavoro nelle scuole superiori, previsto dalla ‘Buona Scuola’, ha fatto esplodere un fenomeno un tempo riservato a limitate esperienze nell’istruzione tecnica e professionale – spiega Domenico Mamone, presidente nazionale del sindacato. “La conferma viene dagli stessi numeri ministeriali, secondo cui lo scorso anno hanno partecipato alle attività ben 652.641 studenti rispetto ai 273mila dell’anno precedente. Nonostante ciò e gli aggiustamenti in corso d’opera, il bilancio dell’esperienza non è esaltante a causa principalmente di tre fattori: la difficoltà, da parte del corpo docente, di collocare anche 500 studenti nelle aziende della zona, spesso refrattarie ad accogliere studenti, a cui si aggiungono gli immancabili nodi burocratici e i costi, ad esempio per le assicurazioni, spesso a carico degli studenti”.
Per legge sono 200 le ore minime da effettuare nell’ultimo triennio dei licei e 400 nell’ultimo triennio dei tecnici. “Purtroppo nel nostro Paese, con la scomparsa dell’avviamento professionale e un apprendistato che non decolla, anche per un pregiudizio ideologico è stato tardivo il riconoscimento dell’importanza di un moderno collegamento tra la scuola e il mercato del lavoro, salvo alcune meritorie iniziative nel Nord Italia – continua Mamone. “Eppure la formazione non è semplice addestramento al lavoro, ma è costruzione di una persona. Offrire queste esperienze negative a giovani di 16-17 anni significa determinare un effetto-boomerang nel loro percorso di qualificazione”.

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Alternanza scuola-lavoro “Art & Science across Italy”

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 marzo 2017

Università di Napoli “Federico II”JPGNapoli lunedì 20 marzo, alle 10.30, nella Sala del Consiglio di Amministrazione presso il Rettorato dell’Università Federico II, in corso Umberto I, 40, verrà presentato il progetto di alternanza scuola-lavoro “Art & Science across Italy” del network CREATIONS di Horizon2020 organizzato dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e dal CERN di Ginevra.Alla conferenza stampa di presentazione prenderanno parte il Rettore dell’Ateneo Gaetano Manfredi, il Presidente dell’INFN Ferdinando Ferroni, l’Assessore all’Istruzione della Regione Campania Lucia Fortini, l’Assessore alla Scuola e all’Istruzione del Comune di Napoli Annamaria Palmieri, e il Direttore Generale dell’USR Campania Luisa Franzese. Pierluigi Paolucci, INFN/CERN, responsabile nazionale di “Art & Science across Italy” illustrerà il progetto che sul territorio è realizzato con la collaborazione e il patrocinio dell’Università Federico II, della Regione Campania, dell’Ufficio Scolastico Regionale, del Comune di Napoli, del Museo Città della Scienza, dell’Accademia delle Belle Arti di Napoli e della Società Nazionale di Scienza, Lettere e Arti in Napoli.
Interverranno il Direttore del Science Centre di Città della Scienza Luigi Amodio, il Direttore dell’Accademia delle Belle Arti di Napoli Giuseppe Gaeta, il Direttore del Dipartimento di Fisica della Federico II Leonardo Merola, il professore Rocco Gervasio dell’Ufficio Scolastico Regionale, e il Presidente della Società Nazionale di Lettere e Arti in Napoli Domenico Conte.
Il progetto di alternanza scuola-lavoro “Art & Science across Italy” è rivolto agli studenti del terzo e quarto anno dei Licei Classici, Artistici e Scientifici della città di Napoli.

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Alternanza scuola-lavoro, i privatisti non potranno fare la maturità e manca il regolamento che tutela gli stagisti

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 marzo 2017

scuola-digitale-casnati-como-800x500_cMentre il Miur si limita a far sapere che grazie alla Legge 107/15 è più che raddoppiato il numero di iscritti alle superiori impegnati nella formazione aziendale, a distanza di 20 mesi non si hanno notizie della Carta dei diritti e dei doveri degli studenti. Quando, tra poco più di un anno, avremo la nuova maturità, viene da chiedersi come faranno i privatisti a essere ammessi e ad affrontare la prova orale, dal momento che non hanno svolto questo genere di attività formative divenute nel frattempo imprescindibili.
Marcello Pacifico (presidente Anief e segretario confederale Cisal): servono regole chiare e tutele vere per evitare che gli studenti rimangano esposti ai fenomeni di sfruttamento, di cui oggi purtroppo abbiamo spesso riscontro, così come bisogna dare risposte a chi si presenta da privatista. Oltre che far decollare l’interesse degli imprenditori: senza incentivi veri, ‘accesi’ anche dal Ministero del Lavoro, il progetto è destinato a naufragare.

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Alternanza scuola-lavoro per istituti tecnici

Posted by fidest press agency su sabato, 26 novembre 2016

Paola-Binetti“L’approvazione di un emendamento sull’alternanza scuola-lavoro, che nel prossimo anno estende anche alle scuole paritarie le risorse disponibili, ha un forte valore in chiave orientativa. Soprattutto per coloro che frequentano istituti tecnici e scuole professionali in contesti di antica tradizione formativa, in cui da sempre si è prestata speciale attenzione all’inserimento lavorativo. Attualmente la disoccupazione giovanile nel nostro Paese è tra i livelli europei più elevati e si attesta sul 41, 4 per cento, solo Spagna e Grecia sono in condizioni peggiori. Ciò nonostante le aziende italiane fanno fatica a trovare personale in grado di rispondere alle esigenze di oltre sessantamila profili professionali. Il mondo del lavoro richiede personale sempre più qualificato e la continua evoluzione informatica esige un’istruzione tecnica che la scuola italiana è in grado di garantire. Serve formazione di alta qualità per rispondere alle esigenze di un mercato sempre più competitivo; troppo spesso però i giovani, una volta terminato l’iter scolastico, non sanno quali percorsi intraprendere per inserirsi stabilmente nel lavoro. Il ministro Giannini, rispondendo oggi a una mia interrogazione, ha ribadito che in Italia esistono molti istituiti tecnici di sicura eccellenza, peccato però che non siano sufficientemente conosciuti dagli studenti al momento della scelta della scuola superiore. Evidentemente abbiamo bisogno di un nuovo modello di orientamento alla scelta della scuola superiore, che restituisca alla formazione tecnica pari dignità anche rispetto ai licei. È di fatto indispensabile supportare l’orientamento degli studenti non solo attraverso percorsi scolastici specifici, ma anche fornendo precise indicazioni sulle necessità delle imprese del territorio”. Lo dichiara l’on. di Area popolare, Paola Binetti. “E’ quanto mai necessario rivedere i piani di studi degli istituti tecnici, facendo dell’alternanza scuola-lavoro un loro particolare punto di forza. Devono fornire competenze di alto profilo anche sui contenuti specifici di ogni singolo indirizzo, perché gli studenti imparino a tradurre in pratica ciò che studiano in teoria. Il saper fare è un valore aggiunto rispetto al semplice sapere, o ad un fare senza sapere perché. Nello stesso tempo – spiega Binetti – i piani di studio devono tener conto della formazione culturale generale, perché i neodiplomati possano accedere facilmente alle facoltà universitarie che considerano più e meglio rispondenti ai loro interessi. La scelta del cosa studiare va quindi accompagnata da un lavoro di orientamento costante che li aiuti a capire come studiare. Le esperienze di alternanza scuola lavoro, previste dalla legge sulla Buona scuola, diventano quindi parte integrante di un più generale progetto di orientamento. Solo così sarà più facile, al termine degli studi, individuare le aziende e i contesti in cui andare a lavorare, possedendone le competenze di base necessarie”.

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