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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

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Giorgio Cremaschi Eurostop – Potere al Popolo

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 gennaio 2018

europa“Renzi e Gentiloni, Berlusconi e Salvini, Grillo e Di Maio apparentemente si scontrano su tutto. Se però andiamo a vedere la sostanza dei loro programmi economici, beh l’ubbidienza ai vincoli dell’austerità europea è comune.Il PD ha lanciato la campagna elettorale assieme ai suoi cespugli rispolverando dalle ragnatele l’idea degli Stati Uniti d’Europa. Naturalmente nella versione da figurine Panini, la sola che possa essere compresa dal segretario democratico. Gli Stati Uniti socialisti di Europa erano l’idea originaria di Altiero Spinelli. Come si sa la UE ha imposto il potere autoritario liberista delle banche sugli stati sottomessi d’Europa. Quindi Renzi con questa battuta, naturalmente epurata di ogni legame con il socialismo, semplicemente issa la bandiera UE a copertura della continuità delle politiche di austerità. Come hanno sempre fatto tutti i governanti in questi anni. Nel settembre del 2016 l’allora presidente del consiglio incontrò su una nave da guerra, al largo di Ventotene, Hollande e Merkel. Allora non poteva parlare di Stati Uniti alla presenza dei padroni della UE, lo avrebbero ridicolizzato, quindi fece solo qualche spot elettorale per il referendum che poi avrebbe perso.
Ora ci riprova. Nel 1700 un conservatore inglese, Johnson, affermò che il patriottismo era l’ultimo rifugio dei mascalzoni. Oggi vale per l’europeismo. Non toccare la Fornero e il Jobsact, avanti con i tagli alla spesa pubblica, mantenere gli impegni di applicazione del fiscal compact che Gentiloni e Padoan hanno sottoscritto a Bruxelles e che la UE verrà a riscuotere il 5 marzo. Missioni di guerra europee come quella sporchissima in Niger. Il centrosinistra vuole semplicemente continuare a fare ciò che ha fatto e si è impegnato a fare. La bandiera degli Stati Uniti d’Europa, che hanno minori possibilità di realizzarsi di quelli mondiali, serve a raccogliere un poco di elettorato liberaldemocratico, quello che una volta si chiamava atlantico per la sua fedeltà ai soli stati uniti esistenti, quelli d’America. Ma soprattutto serve ad accreditare il PD come solo riferimento per i padroni della UE, Macron, Merkel, Rajoy. Cui però oggi si rivolge anche Berlusconi.
Il capo del centrodestra ha lasciato a Salvini il lavoro sporco sulla xenofobia e sul razzismo, peraltro oggi perfettamente compatibile con la UE che fa accordi coi tagliagole libici, o con Erdogan, per fermare i migranti. Così mentre il leghista urla padroni in casa nostra, Berlusconi va dai padroni veri a concordare il programma. Ha bisogno di ottenere il via libera UE alla colossale riduzione delle tasse per i ricchi e al piccolo aumento delle pensioni più basse, nonché ad una abolizione della Fornero più simbolica che effettiva.I vertici europei non sono affezionati a questa o a quella misura, dall’epoca di Monti e dei massacri greci hanno appreso che si possono avere migliori risultati, se si allunga il guinzaglio con cui si tengono legati i governi degli stati sotto controllo. Berlusconi questo lo sa benissimo, quindi ha fatto alla Ue una proposta che non può rifiutare. L’obbedienza assoluta al Fiscal Compact e un gigantesco piano di privatizzazioni a garanzia di essa. Quindi per banche e multinazionali tedesche e francesi,e naturalmente per tutte le altre, si preparano nuove occasioni di ottimi affari. Perché la commissione UE dovrebbe fare obiezioni a chi realizza la parte fondamentale del suo programma liberista, mettendo all’asta il proprio paese così come ha fatto per la sua squadra di calcio?
Berlusconi ha promesso alla UE che il suo governo rispetterà rigidamente il vincolo del deficit di bilancio al di sotto del 3%. Il Movimento 5 Stelle invece propone di superarlo per far crescere l’economia. Sembrerebbe che con questa e altre misure la forza politica guidata da Di Maio abbia davvero deciso di rompere con l’austerità europea. Ma non è così. Si chiama clausola di dissolvenza la parte di un trattato o accordo che può mettere in discussione tutto il resto. Il programma in 20 punti varato dai cinque stelle ha la propria dissolvenza al punto 16 . Lì si propone la ridurre il debito pubblico di ben 40 punti in dieci anni.È la pura applicazione del peggior vincolo del Fiscal compact, che non impone solo il pareggio di bilancio, ma la riduzione dell’ammontare del debito fino al 60 % del PIL. Con un rapporto attualmente al 130% nessuno nella UE pensa che l’Italia possa, e neppure debba, raggiungere quell’obiettivo. Ma la riduzione del rapporto debito PIL al 90% farebbe felice anche Schaeuble. E questo è quanto propongono Di Maio e i suoi, cioè un taglio di spesa pubblica di 40 e più miliardi all’anno aggiuntivo a tutti gli altri. O pensano alla più ingegnosa finanza creativa del nuovo millennio, o credono ad un tasso di sviluppo del 5% all’anno, oppure i cinque stelle hanno programmato dieci anni di lacrime e sangue.. E tutte le altre loro proposte sono aria fritta, perché solo il punto 16 conta davvero e li accredita preso la UE.
Diversi sono gli strumenti, Jobsact e Fornero, privatizzazioni, tagli draconiani alla spesa pubblica, ma tutti i principali schieramenti elettorali hanno in comune la volontà di essere accettati dalla UE come fedeli esecutori del suo comando e dei suoi vincoli, primo fra tutti il fiscal compact. Il liberismo europeo in Italia può giocare su tre tavoli, sicuro di vincere in ogni caso.
Liberi e Uguali, a sua volta, non rappresenta certo un’alternativa ai tre schieramenti liberisti che si contendono il governo, non solo perché su questi temi non sono pervenuti, ma perché come massima ambizione i suoi leader si propongono di rifare il centrosinistra col PD. La bufala degli Stati Uniti d’Europa vale anche per loro.Solo Potere al Popolo propone la rottura con trattati e vincoli UE come condizione per realizzare davvero un’altra politica economica e sociale. Per questo oggi è la sola forza di alternativa, destinata a crescere nonostante tutto le si opponga”. (n.r. Da questa diagnosi politica che ci sta portando al voto del 4 marzo esce un quadro sconfortante. Si ha netta la sensazione che l’Europa dei tecnocrati e dei finanzieri fa davvero paura e ogni movimento politico cerca non di combatterla o di limitarne gli effetti distorsivi ma di blandirla in tutti i modi.)

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L’Università Roma tre mette online la raccolta della “lettera” del club del coccodrillo

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 marzo 2017

Altiero_SpinelliIl Centro di eccellenza Altiero Spinelli (CeAS) dell’Università Roma Tre, in occasione del 60° dei Trattati di Roma, ha messo online per la libera consultazione la raccolta completa della “Lettera” del Club del Coccodrillo (Crocodile) nato nel 1980 per iniziativa di Altiero Spinelli. All’iniziativa hanno collaborato il Consiglio italiano del Movimento europeo (CIME) e gli Archivi storici dell’Unione europea (ASUE) dell’Istituto Universitario Europeo (IUE).«Si tratta di una raccolta ricca di interesse storico-documentale e di motivi di attualità, resa accessibile a tutta la comunità degli studiosi e al pubblico in generale come contributo di riflessione sulle sorti del progetto di unificazione europea, tanto più utile e significativo nell’occasione delle celebrazioni del 60° anniversario della firma dei Trattati di Roma», spiega il rettore Mario Panizza.
Il 9 luglio 1980 Altiero Spinelli (1907-1986) riunì al ristorante «Crocodile» di Strasburgo otto eurodeputati che avevano accolto il suo appello: “la Comunità deve riformarsi o perire”.Nasceva così il «Club del Coccodrillo» la cui azione, condotta in particolare attraverso la “Lettera ai Membri del Parlamento Europeo”, agli inizi degli anni 1980 portò all’approvazione nel 1984 da parte del Parlamento Europeo del progetto di Trattato sull’UE, che ha avuto una grande influenza sugli sviluppi del processo d’integrazione del Vecchio Continente.«Abbiamo messo a disposizione la versione completa della “Lettera” suddividendola in tre periodi (1980-1981, 1991-1992 e 1993-1995) per una più facile consultazione», spiega il presidente del CeAS, Luigi Moccia, titolare della cattedra Jean Monnet di “Diritto e istituzioni dell’Unione europea” di Roma Tre. «La raccolta è disponibile in italiano, inglese e francese ed è liberamente scaricabile. La “Lettera” è di grande interesse storico e politico poiché fu uno strumento di propaganda e di azione rivolta a deputati europei e nazionali, a sostegno dell’impegno degli ambienti federalisti ed europeisti. Si avvia con questa “Lettera” l’azione costituente e costituzionale che, passando attraverso il Club del Coccodrillo, avrebbe portato il Parlamento europeo ad approvare il 14 febbraio 1984 il progetto di Trattato che istituisce l’Unione europea. La raccolta narra dunque la storia di un periodo particolarmente significativo e possiede un particolare valore documentale reso ora accessibile a tutti, dai singoli, agli archivi, alle biblioteche».

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L’Europa che vorremmo e quella che è

Posted by fidest press agency su domenica, 26 marzo 2017

europa comunitaria2A poche ore dalla ricorrenza dei trattati di Roma è davvero impietosa la fotografia attuale dell’Unione Europa. La verità infatti – dichiara in una nota il presidente nazionale Confeuro, Rocco Tiso – è che siamo davvero molto distanti dal progetto di Altiero Spinelli.
La U.E. di oggi è un insieme di interessi particolari che non hanno fatto altro che allontanare la possibilità di una cultura e di un mondo comune nel quale sentirsi a casa pur stando fuori dai propri confini tradizionali.
Tra le categorie maggiormente ingannate dal sogno europeo ci sono senza dubbio gli agricoltori. A loro è stato infatti promesso un mondo fatto di tutela ambientale, di biodiversità e di dignità per chi si occupa di fare il lavoro più importante del mondo: sfamare il pianeta. La direzione presa fino ad ora è però quella opposta e a testimoniarlo in modo chiaro c’è una Pac creata appositamente per sfamare gli interessi delle multinazionali e penalizzare i bisogni delle PMI agricole.
Nonostante tutto questo però – conclude Tiso – come Confeuro abbiamo sempre creduto nel progetto europeo e sappiamo che oggi più che mai è importante lavorare assiduamente per rilanciare il sogno europeo e per non lasciare spazio a chi, giocando con la pancia del Paese, vorrebbe rinchiudersi nel proprio recinto.

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Riconoscimento ad “Altiero Spinelli”

Posted by fidest press agency su martedì, 19 gennaio 2016

aula senatoRoma Venerdì 22 gennaio 2016, alle ore 12.00, si terrà a Roma nella Sala Zuccari, a Palazzo Giustiniani, la cerimonia di consegna da parte del Movimento Federalista europeo del Solenne Riconoscimento “Altiero Spinelli” ai costruttori dell’Europa federale al Presidente emerito della Repubblica, Sen. Giorgio Napolitano. La cerimonia avverrà alla presenza del Presidente della Repubblica e del Presidente del Senato. Hanno già confermato la loro presenza il Sottosegretario di Stato Sandro Gozi, il Presidente Giuliano Amato, i Senatori Pierferdinando Casini, Emanuele Macaluso, Mario Monti, gli Onorevoli Sergio Boccadutri, Roberto Gualtieri e Lia Quartapelle.Nel momento in cui l’Europa soffre di una crisi d’identità che ne minaccia le stesse fondamenta, e in cui le crisi sono diventate più frequenti e virulente, senza che siano stati ancora approntati gli strumenti economici, politici e soprattutto istituzionali per poterle affrontare, la perseveranza e la lealtà verso la causa europea di personalità come il Presidente Napolitano meritano di essere additate come un esempio.Per queste ragioni nel 2007 il Movimento Federalista Europeo aveva attribuito il “Riconoscimento Altiero Spinelli” Presidente emerito Carlo Azeglio Ciampi. Oggi il MFE è onorato di conferire questo riconoscimento al Presidente Napolitano che, in tutti gli alti incarichi che ha ricoperto, ha sempre messo al centro della propria azione nelle istituzioni nazionali ed europee l’obiettivo dell’unione politica e federale dell’Europa, nel solco tracciato dal Manifesto di Ventotene.
Programma della cerimonia Indirizzo di saluto
Pietro Grasso, Presidente del Senato della Repubblica
Motivazioni del Riconoscimento
Giorgio Anselmi, Presidente del Movimento Federalista Europeo
Intervento del Presidente emerito della Repubblica, Giorgio Napolitano

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