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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

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Un libro sulle tradizioni liturgiche della Cristianità nel periodo dell’Alto Medioevo

Posted by fidest press agency su domenica, 15 aprile 2012

Le tradizioni liturgiche della Cristianità nel periodo dell’Alto Medioevo nel loro rapporto con la sede di Roma e con l’azione dei Papi sono il tema del volume miscellaneo Liturgie e culture tra l’età di Gregorio Magno e il pontificato di Leone III. Aspetti rituali, ecclesiologici e istituzionali a cura di Renata Salvarani appena pubblicato dalla Libreria Editrice Vaticana nella collana Monumenta, studia, instrumenta liturgica.
Il volume raccoglie gli atti del convegno che si è tenuto all’Università Europea di Roma nel febbraio dello scorso anno con la collaborazione dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, della Pontificia Accademia di Teologia e della Rivista Liturgica e rientra in un progetto di ricerca pluriennale che ha l’obiettivo di analizzare dal punto di vista storico forme e modalità di diffusione delle liturgie latine nel’Età Tardoantica e nel Medioevo, mettendo in evidenza le trasformazioni degli usi nelle diverse aree, anche in relazione con i mutamenti ecclesiologici. In particolare, sono esaminati aspetti propriamente liturgici e rituali, dinamiche istituzionali, interrelazioni culturali, mutuazioni reciproche fra tradizioni diverse, rapporti fra elaborazioni liturgiche, processi di cristianizzazione e mutamenti degli assetti geopolitici.
L’iniziativa si pone lo scopo di fare il punto sulla situazione degli studi condotti in Italia e in Europa e di fornire strumenti e analisi ai ricercatori di storia della liturgia e di storia del Cristianesimo in vista di ulteriori sviluppi di indagine. Il prossimo convegno si terrà nel mese di novembre 2012 e avrà come tema lo sviluppo delle liturgie latine in epoca carolingia. Il Comitato Scientifico del progetto è composto da: Cesare Alzati, (Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano), Manlio Sodi (Pontificia Accademia di Teologia), Johan Ickx (Università Europea di Roma), Rainer Berndt, (Hugo von Sankt Viktor Institut, Frankfurt am Main), con il coordinamento di Renata Salvarani (Università Europea di Roma).
Il libro con gli atti del convegno raccoglie i contributi di studiosi da prospettive diverse. Cesare Alzati presenta gli sviluppi storiografici del tema, dagli studi di fine ottocento fino a oggi. Manlio Sodi delinea l’epoca compresa fra il pontificato di Gregorio Magno e quello di Leone III come fase di origine di motivi caratterizzanti delle liturgie latine romane, nel loro rapporto con le traditiones non romane. Il saggio di Renata Salvarani delinea i tratti delle liturgie celebrate nel Santo Sepolcro e nella città di Gerusalemme, presentate come modelli per l’ecumene cristiana. Il contributo di Thomas Pott analizza gli influssi “orientali” sulla liturgia di Costantinopoli a partire dal ruolo svolto dagli ambienti monastici greci, mentre Marco Bais sviluppa le trasformazioni della liturgia armena in relazione con l’identità del popolo e con le principali riforme adottate in quest’epoca. Norberto Valli ha considerato il tema dell’originalità delle liturgie ambrosiane durante la prima fase di diffusione delle liturgie romane nell’Europa occidentale. Giuseppe Cuscito propone un approfondito esame degli elementi architettonici più legati allo sviluppo delle liturgie (altare, solea, pulpito), mentre Giacomo Baroffio propone la rilettura delle tradizioni musicali elaborate nei centri liturgici italici. Johan Ickx ha esaminato dal punto di vista storico ed ecclesiologico il tema del primato petrino e l’affermazione della centralità istituzionale della cattedra di Roma nell’età tardoantica e altomedievale, mentre Pietro Sorci ha percorso le tappe della genesi degli ordines romani. Le conclusioni sono affidate a Cettina Militello.

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Berlusconi e il “volo alto”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 settembre 2010

Gli autorevoli portavoce del presidente del consiglio  Bonaiuti e Capezzone nel TG 4 di Emilio Fede, hanno preannunciato il tono del discorso che il premier terrà alle Camere il 29 settembre, proprio nell’anniversario del suo 74° anniversario. Hanno detto che “volerà alto”, che sarà il discorso di uno statista rivolto all’intero popolo che attende la soluzione alla miriade dei problemi che lo assillano, sarà il toccasana alla precarietà, alla disoccupazione, all’aumento pernicioso del  debito pubblico, alla disperazione dei giovani. Un volo alto che non guarderà alle miserie umane, alle persecuzioni giudiziarie, agli accanimenti giudiziari, ai plotoni di esecuzione che pazientemente attendono; volando alto queste miserie appaiono nella giusta dimensione e non meritano più di tanto. Mi è capitato di ascoltare taluni commenti… per carità non certo da politologi raffinati, ma da gente comune, quella che va al bar a sorbire un caffè, come pausa di un lavoro diventato mal retribuito; dicevano che il premier volerebbe tanto alto da sorvolare, superandole, le varie amene dimore come Regina Coeli, Rebibbia, San Vittore.  Ma non vogliamo mischiarci a queste malelingue ed esprimere giudizi o pareri personali prima ancora di avere ascoltato lo statista. Certo se la priorità nei cinque punti dovesse essere focalizzata nel processo breve, anzi brevissimo, anzi già terminato e concluso con la prescrizione che l’indefesso Minzolini svenderà come assoluzione;  se la priorità dovesse essere esaltata in un lodo costituzionale, grazie al baratto “tu  mi dai una cosa a me ed io ti do una cosa a te”; se le esigenze della nazione dovessero venire disattese in forza di una priorità a carattere personalissimo, allora ci sarebbe da dire che a pensar male, spessa ci si coglie.Volare alto, ma… “Chi troppo in alto sale, cade sovente precipitevolissimevolmente”. (Rosario Amico Roxas)

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Crisi: prezzo troppo alto per pubblico impiego

Posted by fidest press agency su martedì, 1 giugno 2010

«Riteniamo che la manovra debba essere cambiata perché diventi più equa e più equilibrata. E abbiamo chiesto il sostegno delle lavoratrici e dei lavoratori della sanità e delle autonomie locali, dichiarando lo stato di agitazione delle due categorie». Così Giovanni Torluccio, segretario generale della Uil-Fpl, sulla manovra correttiva dei conti pubblici varata dall’Esecutivo. «Pur nella consapevolezza della necessità di un intervento per difendere il Paese dagli effetti della speculazione internazionale che attacca l’intero sistema dell’euro – secondo Torluccio – la manovra economica varata dal Governo impone un pesante e ingiustificato contributo al settore pubblico. Apprezziamo l’impegno su temi importanti quali i costi della politica e l’evasione fiscale – prosegue il sindacalista in una nota – ma non possiamo accettare la solita penalizzazione del lavoro pubblico». «Rispediamo al mittente l’ormai logoro slogan «Lavoratori pubblici uguale fannulloni» – aggiunge – utilizzato per scaricare sui lavoratori del pubblico impiego la responsabilità di anni di incapacità gestionali, di clientelismo, di utilizzo del denaro pubblico per il finanziamento della politica. I lavoratori pubblici sono pronti, ancora una volta, a fare la loro parte per fronteggiare l’emergenza nell’interesse del Paese, ma non possono continuare a fungere da bancomat, né tantomeno ad essere insultati nella loro dignità professionale», conclude.

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