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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 348

Posts Tagged ‘alunni stranieri’

Scuola: Aumentano ancora gli alunni stranieri sui nostri banchi

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 ottobre 2021

Cresce l’incidenza degli alunni stranieri sul totale della popolazione scolastica: è passata dal 10% a 10,3%. Tra il 2010/2011 e il 2019/2020, gli studenti con cittadinanza non italiana sono aumentati del 23,4% (+166 mila unità). Prevalgono sempre più le seconde generazioni: il 65,4% delle studentesse e degli studenti di origine non italiana è nato nel nostro Paese. Il ministero dell’Istruzione, riportano le agenzie di comunicazione, ha spiegato che “la crescita complessiva di 19 mila studenti con cittadinanza non italiana deriva da andamenti piuttosto diversi nei vari gradi di istruzione”. In particolare, nella scuola dell’Infanzia l’aumento dei bambini di origine migratoria è stato di circa 1.100 unità con una crescita della loro incidenza sul totale da 11,4% a 11,8% per effetto del più consistente calo degli allievi italiani (- 36.929 unità), mentre nella scuola secondaria di I grado l’aumento è stato di oltre 7.700 unità”. La scuola primaria rimane il settore che assorbe il maggior numero di studenti stranieri. Se la Lombardia si conferma la Regione con il maggior numero di studenti di cittadinanza non italiana (224.089), in Emilia-Romagna si registra la loro maggiore incidenza: si rileva, infatti, in rapporto alla popolazione scolastica regionale il valore più elevato a livello nazionale (17,1%). Un deciso “scatto” in avanti nella presenza di studenti stranieri nati nel nostro Paese sono si è avuto nel quinquennio 2015/2016-2019/2020: gli allievi con cittadinanza non italiana nati in Italia sono passati da oltre 478 mila a quasi 574 mila (+20% circa). Nell’ultimo anno l’incremento è stato di oltre 20 mila unità (+3,7%), portando la quota dei nati in Italia sul totale degli studenti di origine non italiana al 65,4%, quasi un punto percentuale in più rispetto al 2018/2019 (64,5%). In Veneto il 71,7% è nato in Italia. Studentesse e studenti con cittadinanza non italiana sono originari di quasi 200 paesi nel mondo, ma il 45,4% proviene da un Paese europeo. Seguono gli studenti di provenienza o origine africana (26,1%) e asiatica (20,5%).

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Aumentano gli alunni stranieri, ma mancano i docenti che dovrebbero insegnare a loro l’italiano

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 aprile 2018

Dati ufficiali Miur: gli studenti con cittadinanza non italiana che siedono ai banchi delle nostre scuole sono 826mila, il 9,4% della popolazione studentesca complessiva, 11mila in più rispetto all’anno scolastico precedente. La Lombardia è poi la regione che registra un maggior numero di studenti con cittadinanza non italiana, circa 208.000, mentre la quota più bassa si riscontra in Campania. Dieci le nazioni più rappresentate, prima fra tutte la Romania, seguita da Albania, Marocco, Cina, Filippine, India e Moldavia, Ucraina, Pakistan ed Egitto.
Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Nessuno ne parla, ma questi alunni sono senza insegnante specializzato. Infatti, quasi il 10% della nostra attuale popolazione studentesca è straniero; tuttavia, a due anni dal DPR 19/16 e dall’ultimo concorso a cattedre, non parte la classe di concorso per l’insegnamento di italiano ad alunni stranieri benché abbia fatto registrare centinaia di vincitori. Con le ultime indicazioni ministeriali sugli organici, l’unica novità è avere introdotto nel Cpia un posto su potenziamento, ma è una goccia nel mare: gli alunni sono 11mila in più rispetto all’anno scorso e bisogna pensare a un’implementazione delle forze di docenza specializzate in questa disciplina. Assumendo dei docenti già selezionati e che non aspettano altro di essere assunti.

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Italia: Alunni stranieri quasi al 10% ma senza docenti specializzati

Posted by fidest press agency su domenica, 2 aprile 2017

ministero-pubblica-istruzioneLa presenza di allievi non italiani è ormai strutturale e stabile, ma non si fa molto per andare incontro a tale necessità crescente. Attraverso l’ultimo concorso a cattedra, sono stati selezionati centinaia di docenti adatti per soddisfare precise finalità d’insegnamento di Italiano L2 nella scuola secondaria di I e II grado, oltre che nei percorsi d’istruzione per gli adulti, nonché per l’attivazione di laboratori di italiano L2 nella scuola dell’infanzia e primaria. A oggi, tuttavia, gli Uffici Scolastici Regionali non hanno ancora inserito il nuovo insegnamento nell’organico di diritto (54 solo in Emilia Romagna, dove i discenti stranieri superano il 15%). Così, in tal modo, gli alunni non italofoni rimangono senza l’insegnante di cui avevano probabilmente maggiore bisogno. Nel frattempo il Ministro Fedeli dice che occorre ‘fare della scuola e dell’università motori dell’integrazione e dell’accoglienza della diversità’. Problemi di stabilizzazione risultano pure tra i docenti di Cinese alle superiori. Senza dimenticare le difformità che si sono presentate per le prove di lingue straniere nell’ultimo concorso a cattedra.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): siamo arrivati al punto che si bandiscono concorsi per nuove materie e che le scuole fanno esplicita richieste di tali discipline, anche su posti di potenziamento. Ma poi salta tutto, perché probabilmente in certe stanze di Viale Trastevere si lavora senza che la mano destra sappia cosa fa la sinistra. Ci pensi il Ministro a mettere a posto le cose.

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Genitori contro tetto 30% alunni stranieri

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 marzo 2010

“Esprimo la mia solidarietà ai genitori italiani e stranieri che con l’Associazione ‘Progetto Diritti’ questa mattina hanno presentato ricorso al Tar del Lazio contro le circolari del Ministero dell’Istruzione e dell’Ufficio scolastico regionale, datate rispettivamente 8 gennaio e 3 febbraio 2010, che fissano il tetto massimo del 30% di alunni stranieri nelle classi prime delle scuole elementari, medie e superiori”. Lo dichiara la consigliera comunale Maria Gemma Azuni candidata al Consiglio regionale con Sinistra Ecologia Libertà in una nota. “L’accesso all’istruzione per i bambini stranieri e per quelli nati in Italia da genitori stranieri necessita di regole operative certe. In merito a questo aspetto, come consigliere comunale, ho presentato interrogazioni, mozioni e ordini del giorno per sostenere la necessità per tutte le scuole di godere di autonomia gestionale e culturale e per difendere alcuni istituti romani ad alta concentrazione di alunni appartenenti a famiglie migranti. Roma deve restare una città inclusiva per tutti.  Come candidata al Consiglio regionale vorrei aprire una fase con un ruolo più incisivo della Regione nelle politiche scolastiche: nella gestione delle risorse per il diritto allo studio, in merito all’integrazione degli alunni di diversa provenienza etnica, al supporto per lo svantaggio socio-culturale, per una buona scolarizzazione con una necessaria integrazione con i servizi socio-sanitari e culturali del territorio. Vorrei riaprire il dialogo per una effettiva integrazione sociale attraverso il confronto con le scuole, le rappresentanze dei docenti e degli operatori, le famiglie preoccupate per l’istruzione dei propri figli. Sono vicina alle scuole in difficoltà, ai genitori, ai piccoli cittadini. Vorrei rassicurarli dicendo loro che non saranno lasciati soli”.

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Il “tetto” del 30% agli alunni stranieri nelle classi?

Posted by fidest press agency su domenica, 10 gennaio 2010

La nota del Ministro dell’Istruzione Maria Stella Gelmini relativa al tetto del 30% di alunni stranieri nelle classi pone l’accento su una complessa realtà che la scuola non può eludere, ma è, nel contempo, da considerare in un’ampia e globale visione: la realtà degli studenti stranieri, infatti, coinvolge anche le politiche familiari e quelle sociali, le scelte delle amministrazioni locali e tutto il privato sociale che, con competenza e dedizione, si occupa da molti anni di un fenomeno inarrestabile che ha origini ben oltre le nostre frontiere.  La forte presenza di stranieri nella scuola italiana è un insieme di opportunità e di problematicità e, e non è certo utile, né risolutivo, un atteggiamento di chiusura: “vogliamo leggere nelle scelte del Ministro l’invito ad una qualificazione della didattica e degli interventi di accoglienza degli stranieri nelle scuole” – dichiara il Presidente nazionale dell’A.Ge. – Associazione Italiana Genitori – “nella consapevolezza che l’istruzione, la formazione e l’educazione sono, per tutti, una leva di sviluppo, di riscatto, di crescita.”  Le competenze degli organi collegiali d’istituto e quelle dell’autonomia delle scuole già affidano alle scuole il compito di determinare i criteri per la formazione delle classi, nonché di individuare attività integrative ed extrascolastiche ai fini del sostegno e del recupero di  svantaggi: pertanto – precisa Guarneri – “il tetto stabilito (che può e dovrà inevitabilmente essere sottoposto a numerose deroghe locali) non potrà essere concretamente attuato senza precise scelte delle scuole che, mirando a non realizzare classi ghetto, stabiliscano anche le diverse fasi necessarie per una vera integrazione, quali le pratiche di accoglienza, la valorizzazione del plurilinguismo come opportunità per tutti gli alunni, oltre che per gli stranieri, la relazione con le famiglie, il coinvolgimento degli enti locali e dell’associazionismo, la formazione dei docenti anche nella conoscenza delle lingue”.  L’A.Ge. ritiene che queste decisioni debbano essere parte di un’azione complessiva del Ministero e delle scuole, che, conclude il Presidente Guarneri, “dovrà anche prevedere lo stanziamento di risorse economiche per la qualificazione dei docenti e la riduzione del numero di alunni per classe. Il tetto del 30%, infatti, fissato in altri provvedimenti contemporaneamente all’aumento del numero di alunni, non modifica il carico delle eventuali difficoltà didattiche. Come genitori, soprattutto pensando ai minori, non potremmo accettare che i provvedimenti sugli alunni stranieri siano frutto di una mentalità difensiva o, peggio, oppositiva: l’accoglienza di ogni diversità, nella scuola, consente alla scuola intera di qualificarsi per potere accogliere meglio tutti.” La conoscenza reciproca e l’integrazione fra culture si poggia anche sul sostegno alle famiglie e sulla promozione di incontri e associazioni di genitori tra e con genitori stranieri. L’AGe, da parte sua, sta già accogliendo in molte realtà locali genitori stranieri ed ha dato vita, inoltre, nella città di Fano, ad una associazione di genitori extracomunitari, che si riconosce nello statuto dell’associazione nazionale”

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Marsilio – Scuola: “Bene tetto 30 per cento alunni stranieri”

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 Maggio 2009

“Esprimo piena soddisfazione per l’approvazione della risoluzione in Commissione Istruzione della Camera con cui si impegna il Ministro Gelmini a fissare un tetto del 30 per cento di presenze di alunni stranieri nelle classi. Più  volte anche nella città di Roma è stata rappresentata la difficoltà di realizzare una piena  integrazione  nelle scuole  – è noto il caso della scuola elementare Pisacane, che aveva nello scorso anno ben l’80 per cento di alunni stranieri –  attraverso l’equa distribuzione degli alunni di cittadinanza non italiana. Proprio per scongiurare la creazione di scuole “monoetniche” come Assessorato alle Politiche Educative Scolastiche ci eravamo impegnati in un accordo di rete, partendo dalla realtà della Pisacane,  con i dirigenti scolastici, l’Ufficio Scolastico Regionale e il Municipio VI. L’intervento dell’Assessorato era teso fin dall’inizio a fissare una quota massima di alunni stranieri per classe in modo da favorire una reale distribuzione e pari opportunità di apprendimento . Proposta, che non è stata accolta nè dal presidente del Municipio tantomeno da alcuni dirigenti scolastici,  motivo per cui  l’accordo non ha funzionato causando un ulteriore incremento del numero di alunni non italiani. Auspico pertanto che il Ministro Gelmini voglia emanare al più presto disposizioni nel merito avviando,  fin dal prossimo mese di settembre, azioni propedeutiche all’introduzione delle quote e prevedendo tavoli interistituzionali che vedano coinvolti anche gli enti locali”.Lo ha dichiarato in una nota l’assessore alle politiche Educative Scolastiche, della Famiglia e della Gioventù, Laura Marsilio.

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