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Posts Tagged ‘alunno’

Comunicare con un alunno affetto da un disturbo dello spettro autistico è sempre possibile

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 aprile 2021

Non bisogna temere di non capirlo, e la classe in questo lavoro riveste un ruolo centrale. L’Istituto di Ortofonologia (IdO) lancia un messaggio rassicurante a tutti gli operatori del settore, dagli insegnanti ai medici, e lo fa con la forza dell’esperienza: dal 2000 segue i bambini con autismo grazie al ‘Servizio Scuola’ nato nell’ambito del modello riabilitativo DERBBI (Developmental, Emotional Regulation and Body-Based Intervention) – Progetto Tartaruga. È una storia lunga 20 anni, quindi, quella raccontata oggi dall’equipe degli operatori IdO attivi nelle scuole, in occasione della sesta ed ultima lezione del corso di formazione gratuito online proprio su ‘Autismo e Progetto Riabilitativo Tartaruga DERBBI’, promosso insieme alla Fondazione Mite con il patrocinio della Società italiana di pediatria (Sip). Il corso ha già totalizzato nelle cinque lezioni precedenti oltre 19.000 visualizzazioni.La proposta formativa è stata rivolta a psicologi, pediatri, neuropsichiatri infantili, logopedisti, psicomotricisti, educatori professionali, insegnanti di sostegno e curriculari, pedagogisti, operatori del settore e genitori, con lo scopo di diffondere un’informazione approfondita e fornire strumenti osservativi e operativi per predisporre interventi mirati rivolti ai minori che rientrano nei disturbi dello spettro autistico alla luce dei risultati raggiunti attraverso l’approccio evolutivo DERBBI.In sostanza, l’equipe del Servizio Scuola assume la funzione di sostegno delle dinamiche attuate dal bambino all’interno del gruppo classe, proponendo un confronto sugli strumenti da adottare in funzione delle esigenze e delle potenzialità del bambino. “Le difficoltà maggiori che incontrano i docenti e gli operatori scolastici- spiega Gianluca Panella, psicoterapeuta dell’età evolutiva dell’IdO e membro dell’equipe che lavora nelle scuole- riguardano la pianificazione di strategie adeguate per favorire gli apprendimenti e l’inclusione del bambino. Talvolta si rilevano criticità per quel che concerne la comunicazione e la relazione con il piccolo e i suoi genitori, il processo di autonomia inerente la routine scolastica e l’area dell’alimentazione”.Parte essenziale del Servizio Scuola IdO è l’osservazione in classe. “Si tratta di un intervento indiretto sul bambino, ad opera dei referenti delle osservazioni, che passa attraverso la costruzione di una relazione di fiducia con l’insegnante. Il referente accompagna l’insegnante durante il percorso scolastico, accogliendo i suoi vissuti e offrendo un confronto costante, per sostenere la sintonizzazione tra l’insegnante e l’alunno. Si individuano insieme le strategie operative più adeguate alla specificità del singolo bambino- conclude l’equipe IdO- per quel che concerne anche gli apprendimenti e l’inclusione”.Ai partecipanti saranno inviati gratuitamente articoli e libri sul progetto Tartaruga – DERBBI e alla fine del corso sarà rilasciato un attestato di partecipazione. Inoltre verrà proposto un questionario su alcuni dei contenuti affrontati nell’ambito delle lezioni al fine di rilevare il livello di gradimento. E’ possibile rivedere le lezioni: https://www.ortofonologia.it/autismo-progetto-riabilitativo-tartaruga-derbbi-2/

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Scuola: Il docente di sostegno può fare lezione a casa dell’alunno disabile

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 ottobre 2020

Permettere al docente di sostegno di svolgere lezione nel domicilio dell’alunno è una facoltà. Dalla scorsa estate, tale possibilità è prevista dalla legge: con il Decreto Scuola, infatti, è stato approvato un emendamento che prevede l’assistenza domiciliare a casa da parte dei docenti di sostegno, per i casi di tutti quegli alunni disabili che necessitano di più ore di attività. In tali contesti, l’insegnante si sposta nel domicilio dello studente.“Quello che suggerisco, con il buon seno di tutti – ha detto il dirigente scolastico Salvatore Giuliano ad Orizzonte Scuola – è consentire al docente di sostegno di recarsi presso il domicilio dell’alunno. È evidente che ci vuole uno sforzo, ci vuole buon senso e tanta volontà. Questo sicuramente può ridurre di molto il disagio dovuto alla didattica a distanza per alunni che hanno bisogno di una pedagogia speciale”. Questa possibilità, tuttavia, comporta una serie di condizioni, non sempre facilmente attuabili. Prima di tutto, perché lo spostamento del docente di sostegno si realizzi occorre che siano rispettate tutte le circostanze di sicurezza, per la salvaguardia della salute di tutti gli individui coinvolti, ad iniziare dal distanziamento anti-Covid. In secondo luogo è indispensabile, come previsto dalla medesima legge, che tutte le parti coinvolte (a partire da famiglia e docenti) siano d’accordo nell’intraprendere la didattica in presenza domiciliare. Infine, va rilevato che l’uscita del docente di sostegno dall’aula scolastica va ben ponderata, poiché si tratta di insegnanti assegnati alla classe e non al singolo alunno disabile. Quest’ultimo punto è regolamentato con chiarezza dalla Legge 5 febbraio 1992, n. 104, ma è stata ribadita recentemente anche dal ministero dell’Istruzione, con la nota n. 2215 del 26 novembre 2019, che così recita: “Il docente di sostegno, come più volte afferma la norma, è assegnato alla classe, di cui diventa pienamente contitolare, e non al singolo alunno”. La stessa nota ministeriale specifica i docenti di sostegno sono “impegnati nella loro complessa azione didattica, collocata spesso tra la necessità di fornire risposte specialistiche ad ogni singolo caso ed un altrettanto necessario coinvolgimento nelle dinamiche inclusive della classe”. Tale specifica va sempre tenuta in debita considerazione, sia in fase formativa sia nel contesto valutativo, poiché il docente di sostegno partecipa attivamente alle fasi di scrutinio non solo dell’alunno con disabilità ma tutto il gruppo-classe.

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Scuola: Non più di 20 alunni per classe se c’è un alunno disabile

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 febbraio 2020

Nella scuola trapela soddisfazione per il via libera della commissione parlamentare di competenza della Camera all’emendamento del M5S al decreto Milleproroghe, con cui si finanziano 55 milioni di euro in tre anni per porre un freno alle classi numerose, al fine di intervenire laddove il numero di iscritti sia superiore a 22 alunni, ridotti a 20 in presenza di studenti con grave disabilità certificata. Il presidente nazionale Anief, Marcello Pacifico, si fa portavoce di tanti lavoratori, docenti e Ata: “Ringraziamo vivamente la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina per la sensibilità e per aver voluto fortemente l’approvazione di tale emendamento del governo in seno al Milleproroghe”Il sindacato rappresenta i lavoratori e opera per il bene della scuola: non può, pertanto, che essere soddisfatto per i nuovi limiti che si stanno realizzando nella formazione delle classi scolastiche, a partire dalla scuola secondaria superiore: “Quello approvato in commissione alla Camera – ha detto Marcello Pacifico, leader dell’Anief – è un provvedimento da sempre richiesto dal nostro sindacato autonomo e dalle principali associazioni delle persone con disabilità, tra cui, in primis l’I.Ri.Fo.R. dell’UICI, nella persona del suo ex direttore scientifico Gianluca Rapisarda, nonché nostro esperto nazionale di inclusione scolastica”.

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Scuola – Incidente a un alunno, condanna definitiva in Cassazione per la preside

Posted by fidest press agency su sabato, 25 Maggio 2019

La dirigente condannata per lesioni colpose gravi, per la caduta di un alunno da un balcone durante gli esami di Stato. Per Udir in questa sentenza è affermato un principio pericoloso: il DS è responsabile comunque sui temi di sicurezza indipendentemente dalle prove, dai fatti oggettivi e dalle evidenze.Sentenza definitiva per la dirigente scolastica del polo liceale di Sapri, per l’incidente a uno studente avvenuto a scuola nel 2011. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la sentenza di secondo grado e la preside è stata condannata, per lesioni colpose gravi, a un mese di reclusione, pena sospesa, col beneficio della non menzione nel certificato penale, e a una provvisionale di 15mila euro. «È una sentenza che deve preoccupare tutti i presidi d’Italia», afferma l’avvocato. «La mia assistista è stata condannata per fatti che sono avvenuti all’interno di un’area dell’edificio che non era nelle competenze della scuola ma della Provincia di Salerno e in un giorno in cui la stessa si trovava fuori Sapri per presiedere una commissione d’esame.»Per Udir questa sentenza afferma un principio molto pericoloso, ovvero che il dirigente scolastico è responsabile comunque sui temi di sicurezza indipendentemente dalle prove, dai fatti oggettivi e dalle evidenze. In questo caso come in molti altri il D.Lsg. 81/2008 presta il fianco a tutta la sua ottusità nel voler considerare il DS alla stregua di datore di lavoro e comunque di responsabile unico in tema di sicurezza. Ricordiamo come il sindacato da anni ormai lanci moniti su questo tema: il dirigente scolastico non è proprietario dell’immobile e nemmeno ha fondi sufficienti per poter intervenire, non è datore di lavoro nel senso esteso della parola e nemmeno può gestire strutture complesse come quelle scolastiche che spesso si estendono su più comuni, con tutte le difficoltà di controllo.Eppure la Cassazione e prima di lei due gradi di giudizio hanno ritenuto la dirigente scolastica, da tutti stimata per la sua precisione, operosità e correttezza, colpevole dei fatti e questo nonostante le evidenze dibattimentali che hanno provato che il ballatoio da cui era caduto il ragazzo non era di pertinenza della scuola. Questo deve allarmare sopra ogni cosa, perché una legge non può esser strutturata per ritenere colpevole al di sopra di ogni prova a discolpa.Ma il fatto che più sconcerta è come la responsabilità in carico al dirigente scolastico sia fortemente sbilanciata rispetto alle leve che ha per difendersi dall’eccessiva responsabilità che la legge stessa carica in seno al DS.Marcello Pacifico, presidente nazionale Udir, afferma che “questa condanna non può che portare a un irrigidimento delle posizioni del sindacato che si vedrà costretto a dare indicazioni per l’eventuale chiusura degli istituti scolastici con problematiche legate alla sicurezza tramite segnalazione in prefettura; lo Stato non può colpire i suoi servitori senza dare gli strumenti per assolvere a quanto ottusamente le sue leggi richiedono”.

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L’alunno disabile deve fare 22 ore settimanali di sostegno ma gliene concedono solo 12

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 Maggio 2017

ministero-pubblica-istruzioneA stabilirlo è stato il tribunale di Roma facendo seguito alla pronuncia delle Sezioni Unite della Cassazione (n. 25011/2014): i giudici hanno spiegato che ‘il diritto all’istruzione è parte integrante del riconoscimento e della garanzia dei diritti dei disabili, per il conseguimento di quella pari dignità sociale che consente il pieno sviluppo e l’inclusione della persona umana con disabilità’, perché ‘il diritto all’istruzione dei disabili è oggetto di specifica tutela da parte sia dell’ordinamento internazionale che di quello europeo ed interno’. Nella sentenza è stato fatto riferimento anche all’articolo 24 della Convenzione di New York del 13 dicembre 2006 sui diritti delle persone con disabilità (resa esecutiva in Italia con la legge di autorizzazione alla ratifica del 3 marzo 2009, n. 18). Una linea analoga confermata anche dai giudici ordinari di La Spezia e Savona, che condanna il Miur a 7mila euro di spese di soccombenza.
Marcello Pacifico (Anief-Cisal): la nostra ‘battaglia di civiltà’ avviata con l’iniziativa ‘Sostegno, non un’ora di meno!’ raggiunge un altro importante risultato: abbiamo ribadito al Miur che la presenza del docente specializzato non può essere negata o concessa in parte a discrezione dell’amministrazione, ma costituisce un indispensabile strumento per adempiere alle necessarie forme di integrazione e di sostegno a favore degli alunni disabili. I quali, altrimenti, non vedrebbero adeguatamente garantito il loro diritto all’istruzione e allo studio.

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Sostegno: per il Tribunale quando il Miur cancella le ore risparmia sulla pelle dell’alunno

Posted by fidest press agency su sabato, 13 Maggio 2017

tribunale-milanoÈ il senso di due Ordinanze emesse dai giudici di Savona, che in tema di sostegno all’alunno in situazione di handicap, il “piano educativo individualizzato”, definito ai sensi dell’art. 12 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, obbliga l’amministrazione a garantire il supporto per il numero di ore programmato, senza lasciare ad essa il potere discrezionale di ridurne l’entità in ragione delle risorse disponibili”. Una posizione ribadita pochi giorni fa anche dal Consiglio di Stato. E che dà sostanza alla linea dell’Anief, secondo cui la tutela del diritto all’istruzione dei disabili e alla loro integrazione è assicurata da norme imperative da rispettare ab origine.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): è per questo che noi abbiamo offerto e continuiamo ad offrire gratuitamente per le famiglie il patrocinio dei nostri legali. Il diritto allo studio, all’integrazione e all’educazione è, infatti, un diritto soggettivo inviolabile, non suscettibile di discrezionalità o affievolimento da parte di chi gestisce la scuola. Qualsiasi motivo ragionieristico che nega ore di sostegno decretate dalle equipe addette, rappresenta un illecito da sovvertire. Per questo impugneremo le decisioni che non dovessero riconoscere le situazioni di grave disabilità. Il sindacato continuerà poi l’azione legale in Europa per convertire in assunzioni le 50mila supplenze annuali su posti liberi di sostegno che il governo si ostina a voler tenere in organico di fatto. La stessa stampa specializzata parla, non a caso, di ‘sostegno azzoppato’: è impossibile non essere d’accordo.

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