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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 338

Posts Tagged ‘ambientali’

Torino: I dati ambientali di Città metropolitana in modalità aperta

Posted by fidest press agency su martedì, 18 Maggio 2021

I dati in possesso della Pubblica Amministrazione sono un patrimonio informativo prezioso. Le informazioni del settore pubblico sono un fattore chiave di crescita economica e sociale e il loro riutilizzo commerciale contribuisce ad attuare la trasparenza amministrativa e la democrazia elettronica. È questo il presupposto su cui si basa la Direttiva 2003/98/CE del Parlamento europeo che definisce i dati pubblici “un’importante materia prima per i prodotti e i servizi imperniati sui contenuti digitali.” La Regione Piemonte, nel recepire gli indirizzi della Direttiva Europea fin dal 2009, ha stilato le linee guida per il riuso dei dati e il modello di licenza standard per fornirli ed ha creato il portale dati.piemonte che consente di ricercare i metadati all’interno dei cataloghi regionali e di scaricare set di dati che vengono via via arricchiti con le altre informazioni del patrimonio informativo regionale. Anche Città metropolitana di Torino ha aderito all’ecosistema dei dati aperti del Piemonte, pubblicando il proprio patrimonio informativo in formato aperto, mediante l’utilizzo della piattaforma Yucca: gli ultimi dati in modalità aperta pubblicati sono le anagrafe delle attività che gestiscono i dati ambientali.

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Il PE investe 5,4 miliardi in progetti climatici e ambientali

Posted by fidest press agency su sabato, 1 Maggio 2021

Il Parlamento europeo ha approvato in via definitiva l’accordo con i Paesi UE su LIFE, l’unico programma a livello UE dedicato esclusivamente all’ambiente e al clima. Entrerà in vigore retroattivamente dal 1° gennaio 2021.Il testo è stato approvato senza votazione perché non sono stati presentati emendamenti, secondo i termini della procedura legislativa ordinaria in seconda lettura.Il programma UE contribuirà a compiere il passaggio necessario verso un’economia ecologica, circolare, efficiente dal punto di vista energetico, a basse emissioni di carbonio e sostenibile per il clima, a proteggere e migliorare la qualità dell’ambiente e ad arrestare e invertire la perdita di biodiversità.Il bilancio totale assegnato a LIFE nel compromesso sul quadro finanziario pluriennale 2021-2027 è di 5,4 miliardi di euro (prezzi correnti), di cui 3,5 miliardi di euro saranno destinati alle attività ambientali e 1,9 miliardi di euro all’azione per il clima.Per i finanziamenti, la Commissione dovrebbe dare la priorità ai progetti che, tra le altre cose, hanno un chiaro interesse transfrontaliero, il più alto potenziale di replicabilità e di adozione (nel settore pubblico o privato), o di mobilitare i maggiori investimenti. LIFE promuoverà anche l’uso di appalti pubblici verdi.Il programma contribuirà a rendere le azioni per il clima un aspetto fondamentale di tutte le politiche dell’UE e a raggiungere l’obiettivo generale di spendere almeno il 30% del bilancio dell’UE per gli obiettivi climatici. LIFE sosterrà anche molti progetti sulla biodiversità e contribuirà a spendere il 7,5% del bilancio annuale dell’UE per gli obiettivi della biodiversità dal 2024 e il 10% nel 2026 e nel 2027.La Commissione monitorerà e riferirà regolarmente sull’integrazione degli obiettivi del clima e della biodiversità, tracciando anche la spesa.

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Proposta carabinieri ambientali al ministero della transizione ecologica

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 aprile 2021

“Guardiamo con molta attenzione e apprensione la proposta, inserita all’interno della bozza del decreto Semplificazioni PNRR da parte del ministro Cingolani, che punta a trasferire sotto la competenza del MiTE (Ministero della Transizione ecologica) i carabinieri del CUFAA (Comando unità forestali, ambientali e agroalimentari) oggi di competenza del Ministero delle Politiche Agricole”. A dichiararlo sono i deputati 5 Stelle Maurizio Cattoi, primo firmatario della proposta di legge “Istituzione della polizia forestale, ambientale e agroalimentare” e Filippo Gallinella, presidente della commissione Agricoltura della Camera. “Il cambio di denominazione del Comando carabinieri per la tutela ambientale e la transizione ecologica non è sufficiente a modificare il baricentro funzionale di quanto, in grande maggioranza e per storica missione, ancora si deve richiamare al Corpo forestale dello Stato. Resta intatta, infatti, – proseguono – la missione strategica di essere (e ritornare auspicabilmente come forza di polizia ad ordinamento civile) organo di garanzia dello Stato, di supporto alle politiche regionali per la gestione sostenibile delle foreste e delle aree montane, della prevenzione e della lotta alle emergenze ambientali”.“È necessario che qualsiasi intento di modifica di assetto del CUFAA trovi l’avallo del Parlamento attraverso un confronto proficuo e propositivo, anche alla luce delle proposte di legge sulla creazione di una polizia ambientale e forestale in discussione a Montecitorio. Prima di operare ulteriori modifiche, è bene fermarsi a comprendere l’effettivo risultato funzionale e per le casse dello Stato della dispersione delle competenze e della militarizzazione subita dal Corpo Forestale con la riforma Madia del 2016”, concludono.

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Amazzonia: fermiamo il trattato Eu-Mercosur

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 febbraio 2021

Il trattato Ue-Mercosur ha l’intento di creare la più grande area di libero commercio del mondo, che riguarderà 800 milioni di persone. Una deregolamentazione degli scambi fra i due blocchi per promuovere un aumento delle importazioni europee di carne bovina, soia e biocarburanti, in cambio di maggiori esportazioni di automobili nei Paesi sudamericani. Uno scambio fra agroindustria e automotive le cui pesanti esternalità ricadranno sulle condizioni della foresta amazzonica, già gravemente colpita da incendi e deforestazione guidata dai grandi allevatori e agricoltori con l’appoggio del governo brasiliano, in prima linea nella cancellazione dei vincoli ambientali. In un momento in cui la crisi climatica e sociale è più grave che mai, è del tutto inaccettabile che si propongano ricette economiche e commerciali improntate all’abbattimento di regole e controlli su prodotti e metodi di produzione devastanti per gli ecosistemi e le comunità. Ad oggi, infatti, è virtualmente impossibile tracciare le importazioni provenienti dall’area del Mercosur, e in particolare dal Brasile. Il sistema di controlli europeo non pone sanzioni sostanziali sulle importazioni di materie prime collegate alla deforestazione, mentre la scarsa trasparenza delle imprese che operano nella zona rende difficile anche solo individuarle. Le stime dicono che l’80% della distruzione dell’Amazzonia è collegato al settore della carne bovina. L’Unione europea è il primo partner commerciale in questa filiera, e l’Italia il primo mercato di sbocco: stringendo un accordo che indebolisce ulteriormente ispezioni e controlli, l’UE e i paesi membri rischiano di rendersi complici della definitiva distruzione di un bioma fondamentale per la vita sul pianeta, una foresta in grado di assorbire il 9% del carbonio globale. Inoltre, accanto al disastro ambientale e climatico, ci sono le crescenti violazioni dei diritti umani: violenze e minacce nei confronti delle comunità native abitano la foresta stanno aumentando, con persone espulse e famiglie decimate da paramilitari al soldo delle imprese.
In un momento in cui la crisi climatica e sociale è più grave che mai, per noi è del tutto inaccettabile che si propongano ricette economiche e commerciali improntate all’abbattimento di regole e controlli su prodotti e metodi di produzione devastanti per gli ecosistemi e le comunità. L’Italia, che opera nell’area con oltre 500 aziende (la lista nel report “Colpevoli di ecocidio”), deve scegliere se stare dalla parte della distruzione o della cooperazione e della costruzione di un futuro migliore per tutti. Come Paese ospite del G20 dobbiamo dimostrare con i fatti di essere coerenti con gli impegni confermati anche dal nuovo Governo verso la transizione ecologica, la protezione sociale e evitare che le imprese che lavorano in qualità e nel rispetto degli standard ambientali e sociali in Europa come nel Mercosur vengano ulteriormente danneggiate da una liberalizzazione non accompagnata da adeguate valutazioni e analisi, anche alla luce del nuovo quadro determinato dalla pandemia. Chiediamo la riapertura di un tavolo sul trattato con i dicasteri competenti per un dialogo costruttivo con la società civile che ascolti anche le voci e le richieste di indigeni e associazioni dell’area Amazzonica”.

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Il Parlamento intensifica gli sforzi per migliorare le sue prestazioni ambientali

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 dicembre 2019

Lunedì l’Ufficio di presidenza del Parlamento europeo, l’organismo che stabilisce le regole di lavoro dell’istituzione, ha presentato obiettivi ambientali ambiziosi per la legislatura 2019-2024.Il Parlamento europeo si impegna a contribuire allo sviluppo sostenibile in termini politici, legislativi e operativi. I nuovi obiettivi per il 2024 comprendono:
· una riduzione dell’impronta di carbonio di almeno il 40% rispetto al 2006
· ridurre le emissioni di carbonio dei trasporti di persone del 30% rispetto al 2006
· una riduzione del consumo di energia di almeno il 20% rispetto al 2012
· ridurre il consumo di carta del 50% nel periodo 2019-2024 rispetto al 2010-2014.
Gli obiettivi riguardano anche la riduzione e la gestione dei rifiuti, il consumo di acqua, le energie rinnovabili e gli appalti pubblici verdi.
Cosa è stato realizzato finora: alcuni esempi
· Il Parlamento europeo è stato la prima istituzione dell’UE neutrale dal punto di vista dell’impronta di carbonio al 100%, compensando tutte le emissioni attualmente irriducibili;
· Il Parlamento ha ottenuto una riduzione delle emissioni di carbonio del 37,7% (rispetto al 2006);
· L’elettricità “verde” al 100% viene utilizzata nei tre luoghi di lavoro (Bruxelles, Strasburgo, Lussemburgo) dal 2006;
· L’infrastruttura tecnica (pompe di calore, sistemi di raffreddamento, ecc.) è più efficiente dal punto di vista energetico;
· Vengono utilizzati treni ad alta velocità al posto dei voli charter tra Bruxelles e Strasburgo;
· Flotta di auto completamente elettriche entro il 2024;
· La flotta di biciclette è in costante aumento e sono state introdotte e-bike/scooter;
· Il consumo di gas, olio combustibile e teleriscaldamento per ETP è stato ridotto del 20,6% dal 2012 al 2018;
· Dal 2012 il consumo di elettricità è diminuito del 14,9%;
· Il tasso di riciclaggio dei rifiuti è aumentato al 69,1%;
· La plastica monouso viene gradualmente eliminata: ad esempio, verranno eliminate le bottiglie di plastica nelle riunioni e le bottiglie di plastica da tutti i distributori automatici, bar, ristoranti e altri punti vendita nei tre luoghi di lavoro.

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Principali minacce ambientali per la salute

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 settembre 2016

ambienteRoma 1-3 settembre 2016 Auditorium – Parco della Musica di Roma 28esima edizione della Conferenza della Società internazionale di epidemiologia ambientale (ISEE). Per tre giorni più di 1.500 fra ricercatori e studenti provenienti da tutto il mondo discuteranno i risultati delle nuove ricerche sulle principali minacce ambientali per la salute: dall’inquinamento dell’aria a quello acustico, dai pesticidi alle altre innumerevoli fonti di contaminazione chimica, dagli effetti sulla salute globale del cambiamento climatico ai disastri ambientali che caratterizzano sempre più la nostra vita sul pianeta.“L’obiettivo principale delle conferenze internazionali ISEE è di promuovere la ricerca in epidemiologia ambientale per cogliere in modo sempre più chiaro i legami fra condizioni ambientali alterate ed effetti sulla salute” spiega Francesco Forastiere del Dipartimento di epidemiologia del Servizio sanitario della Regione Lazio (ASL Roma 1), organizzatore, insieme a Carla Ancona e Paola Michelozzi, dell’evento ISEE di quest’anno. “Le nuove conoscenze sviluppate da queste ricerche permettono di informare al meglio le politiche tese a limitare il più possibile l’esposizione agli agenti inquinanti e promuovere condizioni di vita più sane”.La conferenza si struttura in sessioni plenarie e parallele, poster ed eventi collaterali. Il primo giorno di convegno verrà aperto da una presentazione dell’epidemiologo dell’Università di Milano Pier Alberto Bertazzi sull’eredità dell’incidente di Seveso, occorso quarant’anni fa, che ha inaugurato la stagione degli studi ambientali in Italia sugli incidenti industriali. A questa presentazione seguirà il contributo di Annette Peters, del Centro Helmholtz di Monaco sullo stato dell’arte degli studi sull’inquinamento dell’aria: dagli effetti classici sul sistema respiratorio e cardiaco alle nuove evidenze sui danni metabolici, neurologici e sulla salute riproduttiva.
Nei giorni seguenti le relazioni d’apertura riguarderanno: le differenze di genere rispetto alle esposizioni ambientali; i possibili danni alla salute umana dai nuovi sistemi di prelievo di gas e petrolio dal sottosuolo (fracturing), molto diffuso negli Stati Uniti; gli effetti sanitari del cambiamento climatico in corso (dalle ondate di calore al riemergere delle malattie infettive). Una sessione affronterà anche il tema di frontiera degli effetti dei diversi inquinanti sull’assetto genetico ed epigenetico delle persone esposte. La lecture finale prenderà spunto dal caso del glifosato – l’erbicida più diffuso al mondo recentemente vietato in Italia – per trattare il tema dei limiti, delle responsabilità pubbliche e i possibili conflitti d’interesse della ricerca in epidemiologia ambientale.
Fra gli argomenti che ricorrono nella tre giorni ISEE di Roma di particolare interesse anche il tema di come il verde pubblico e la mobilità sostenibile possano condizionare considerevolmente le condizioni di vita nelle nostre città.

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Giornata nazionale giornalisti nell’erba

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 Maggio 2011

Frascati (Roma), 27 Maggio 2011 – ore 9.30-16.30 European Space Agency (Esa-Esrin) Via Galileo Galilei Hanno scritto, girato, scattato, registrato, indagato con ogni mezzo possibile su questioni ambientali. Tutti insieme sono oltre 4mila: la più giovane e grande redazione Ambiente del mondo. Hanno dai 5 ai 21 anni e sono i partecipanti al concorso nazionale e internazionale di giornalismo ambientale Giornalisti Nell’Erba, ideato e realizzato dall’associazione di promozione sociale Il Refuso. Quest’anno si sono occupati del “pianeta vivente”, tema scelto insieme all’ESA, partner del progetto.
Si parte la mattina con le tre cerimonie di premiazione dei vincitori di Giornalisti Nell’Erba 5. Si continua con visite guidate al centro dell’Agenzia Spaziale Europea per gruppi di età compresa fra 10-15 e 15-21 anni, incontri con i ricercatori delle tre università romane che illustreranno i loro progetti più innovativi in materia di energie rinnovabili (Chose, di Tor Vergata, e Med in Italy di Roma Tre e La Sapienza), il virtual theatre sull’esplorazione dello spazio e l’osservazione del pianeta Terra, lavisita al Centro operativo multi-missione di Osservazione della Terra e dell’antenna Artemis, le presentazioni delprogetto Living Planet di Osservazione della Terra e del sistema ecosostenibile dell’ESA, i laboratori sostenibili con le associazioni “Le Meraviglie”, “Ciripà” e segreteria della Settimana Europea di Riduzione Rifiuti (SERR), e infine, per i più piccoli gNe, anche “interviste spaziali”.
Ma non è tutto. Il 27 maggio si avvera un sogno: Giornalisti Nell’Erba diventa anche una testata online dedicata all’informazione ambientale, fatta da ragazzi per i ragazzi, ma non solo. La “redazione centrale”, la torre di controllo del giornale, che sarà presentata ufficialmente il 27 maggio, nasce nei dintorni della Capitale, grazie a un finanziamento del Piano Locale Giovani 2007-2009 della Provincia di Roma. Il Refuso, l’associazione che organizza Giornalisti Nell’Erba, se l’è aggiudicato vincendo un bando, e “la più grande e più giovane redazione ambiente del mondo” diventa realtà. La “redazione centrale” sarà formata da una ventina di ragazzi che si sono distinti nelle 5 edizioni del progetto, e da altri che, pur non avendo partecipato al concorso, hanno voluto aderire e hanno dimostrato interesse e capacità di comunicazione ambientale. Il giornale di gNe avrà poi centinaia, migliaia di corrispondenti in tutta Italia e anche in Europa. Il 27 maggio Giornalisti Nell’Erba affida le redini delle prime redazioni regionali a qualche gNe più grande. Tutti i partecipanti al concorso appartengono alla redazione della loro regione e sono invitati e sollecitati ad inviare articoli, reportages, denunce, segnalazioni al loro giornale. Possono proporsi come “redattori” anche tutti i giovani dai 16 ai 35 anni che abbiano voglia di cimentarsi nell’informazione in materia di ambiente. Al fianco dei Giornalisti Nell’Erba, oltre allo staff del Refuso che coordina il progetto, ci sono giornalisti professionisti, comunicatori ed esperti d’ambiente.
Il 27 maggio all’ESA è in programma anche la prima edizione del Premio dei gNe d’Italia ai grandi giornalisti. Questa volta saranno i piccoli informatori a dare i voti ai professionisti adulti: con quanta chiarezza parlano di ambiente? queste notizie, così importanti, sono accessibili a tutti i lettori, anche ai più giovani? Fra gli appuntamenti della Giornata Nazionale dei Giornalisti Nell’Erba, da non perdere quello con i ricercatori delle tre università romane che presenteranno i loro progetti d’avanguardia mondiale in tema di fotovoltaico: Chose (università di Tor Vergata e Regione Lazio) per il fotovoltaico organico, e Med In Italy (università Roma Tre e La Sapienza) per casa a zero emissioni, che per la prima volta porta l’Italia alle olimpiadi del solare, il Solar Decathlon di Madrid 2012. Accanto ad Ansa ed Agenzia Spaziale Europea, che sono partner di Giornalisti Nell’Erba 2011, aderiscono alla manifestazioneOrdine Nazionale dei Giornalisti e Federazione Nazionale della Stampa. Il Capo dello Stato ha concesso alla manifestazione 3 medaglie di rappresentanza della Presidenza della Repubblica. L’Ordine Nazionale dei Giornalisti conferirà 5 targhe d’argento. In occasione della cerimonia di premiazione è prevista la diretta streaming di tutto l’evento nella sezione italiana del sito dell’Agenzia Spaziale Europea: http://www.esa.it.

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Crimini ambientali addio

Posted by fidest press agency su martedì, 5 aprile 2011

Il “processo breve” mette a rischio i processi per illeciti ambientali. L’inquinamento della Valle del Sacco e lo smaltimento illegale di rifiuti  del viterbese potrebbero restare impuniti Il “processo breve” tanto voluto dal Governo significherà, tra le altre cose, lo stop ai processi per reati ambientali e l’impunità di coloro che hanno danneggiato gravemente l’ambiente e la salute delle persone che ci vivono. Il meccanismo prescrittivo previsto, infatti, scatterà prima per i reati la cui pena è minore: illeciti ambientali in primis, dunque, i quali vengono per la maggior parte considerati contravvenzioni e non delitti e dunque sanzionati in maniera lieve. Ma non basta: la scure della prescrizione si abbatterà anche sui reati collegati a quelli ambientali, rendendo così impossibili le indagini, oltre che i processi. Questa miscela sarà ancora più esplosiva se non si recepirà la direttiva europea in materia di tutela penale dell’ambiente che prevede, tra l’altro, la responsabilità penale delle persone giuridiche – quindi degli inquinatori – che commettono reati ambientali. Nel Lazio sono diversi i processi su reati ambientali a rischio. Le popolazioni avvelenate della Valle del Sacco potrebbero non vedere mai fatta giustizia relativamente ai pesantissimi capi d’accusa imputati agli inquinatori:disastro ambientale, contaminazione dei siti destinati ad insediamenti abitativi, agricoli e di allevamento, avvelenamento delle acque del fiume Sacco destinate all’irrigazione e all’abbeveraggio degli animali con conseguente avvelenamento di sostanze destinate all’alimentazione umana, scarico di acque reflue industriali in assenza di autorizzazioni con conseguente assenza dei sistemi di sicurezza, controllo e trattamento depurativo. Ma rischiano di non scontare la pena neanche i colpevoli del traffico illecito di rifiuti che ha interessato il viterbese: dopo il sequestro di 250.000 tonnellate di rifiuti speciali, pericolosi e non, smaltiti illegalmente e dopo alcuni arresti eccellenti anche nella Pubblica Amministrazione, il processo ancora pendente potrebbe non arrivare mai a sentenza definitiva.

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Contaminanti ambientali nei prodotti alimentari

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 febbraio 2011

Quanti e quali contaminanti ambientali assorbiamo con la nostra alimentazione?  L’Istituto federale tedesco per la valutazione dei rischi (BfR) ha calcolato la quantità di cadmio, piombo, mercurio, diossine e bifenili policlorurati (PCB), che i consumatori assorbono con gli alimenti.  Secondo lo studio, le principali fonti per l’assunzione di cadmio sono ortaggi e cereali, il metilmercurio e’ contenuta principalmente nel pesce, mentre i prodotti lattiero-caseari e le carni sono determinanti per le diossine e i PCB. Ovviamente la tossicita’ dei contaminanti dipende dalla loro concentrazione negli alimenti. Purtroppo tali inquinanti si accumulano nel nostro organismo che ha una capacita’ di eliminazione non proprio rapida e la diffusione ambientale e’ tale che e’ difficile trovare un posto totalmente incontaminato. Che fare, dunque? Variare l’alimentazione, per esempio non consumare sempre pesci di grandi dimensioni poiche’ la catena alimentare (il pesce piu’ grande mangia  il piu’ piccolo) porta ad un accumulo di metilmercurio che poi introduciamo nel nostro organismo. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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La cultura dell’emergenza

Posted by fidest press agency su sabato, 27 novembre 2010

“La cultura dell’emergenza non ha prospettive e costa di più.” Lo afferma Massimo Gargano, intervenuto alla tavola rotonda “Grandi infrastrutture di accumulo e derivazione: utilità e prospettive”, organizzato a Passignano sul Trasimeno, in provincia di Perugia, in occasione dell’inaugurazione delle opere di adduzione idrica da Montedoglio verso la Valdichiana ed il Trasimeno, realizzate per iniziativa dell’Ente Irriguo Umbro Toscano.  “Sono opere importanti, che permettono di rendere compatibili interessi ambientali ed agricoli, considerato che ben l’84% della produzione agricola nazionale di qualità, quella del made in Italy, dipende dalla disponibilità d’acqua. E’ ora di decidere quale modello di sviluppo vogliamo per l’Italia. L’unico che non si può delocalizzare è quello legato al territorio, nel quale la carenza di infrastrutture penalizza dell’ 1% il Prodotto Interno Lordo. E’ evidente, però, che tale territorio va salvaguardato, garantendo sicurezza idrogeologica alle comunità, che lo abitano. In questo è necessario affermare la cultura del fare, di cui i consorzi di bonifica sono portatori; per questo, abbiamo presentato un Piano per la riduzione del rischio idrogeologico e da anni chiediamo il varo di un Piano straordinario di manutenzione del territorio, la cui rete idraulica è da adeguare a causa dell’accresciuta urbanizzazione e dei cambiamenti climatici in atto. Al Ministero dell’Ambiente – conclude Gargano- chiediamo ancora una volta l’apertura di un confronto per individuare soluzioni a tutela della risorsa idrica: a fronte dei crescenti interessi sul suo utilizzo non possiamo più permetterci di disperdere in mare ogni anno un autentico patrimonio d’acqua piovana che, se non gestito, rischia di creare gravi problemi di carattere idrogeologico, come testimoniato dagli eventi di questi giorni.”

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Le Pmi e le politiche ambientali crotonesi

Posted by fidest press agency su sabato, 20 novembre 2010

Casartigiani, CNA, Confartigianato, Confcommercio e Confesercenti, le cinque associazioni datoriali che costituiscono R.Ete Imprese Italia Crotone, in un lungo incontro hanno deciso una serie di importanti attività per le prossime settimane  oltre a continuare nella  ricognizione analitica di tutti i danni subiti dalle imprese di Crotone e della sua provincia.  Sulla ventilata questione della discarica di amianto che qualcuno vuole  costruire a Scandale, R.ETE Impresa Italia Crotone esprime il suo disappunto e le proprie preoccupazioni per questa ventilata e sciagurata ipotesi che di fatto snaturerebbe la destinazione urbanistica di un territorio vocato a ben altre attività. Paradossale è l’idea di sviluppo che si cerca di concretizzare nella provincia di Crotone: nel mentre viene realizzata una centrale turbogas coogenerativa  e, nelle sue vicinanze, con il sano intento di sfruttare il calore da essa prodotta, si decide di avviare un progetto (tramite l’accordo di programma di Scandale- Crotone) che prevede la realizzazione di un distretto agro-alimentare ove molti imprenditori locali (e non) abbiano la possibilità di fare impresa e creare delle  prospere realtà aziendali dell’agroalimentare al servizio del territorio, nel contempo altri cercano di realizzare discariche e quant’altro.  R.Ete Imprese Italia Crotone vuole invitare da queste colonne il Sindaco di Scandale e le altre autorità competenti  ad attivare tutte quelle iniziative e determinazioni atte a scongiurare questa malaugurata evenienza che di fatto allontanerebbe tutte quelle aziende che in questa provincia hanno pensato all’agro alimentare,  al turismo ed a tutte quelle attività collaterali che sicuramente non hanno nulla da spartire con l’amianto e/o con altri tipi e categorie di rifiuti. Questa provincia, proprio in virtù di quello che ha già dato al Sistema Paese per la risoluzione del problema “rifiuti”,  ha il sacrosanto diritto di essere esclusa da qualsiasi altra autorizzazione   e da questo vero e proprio stillicidio. Se il caso, R:Ete Imprese Italia Crotone,  si attiverà in tutte le sedi opportune per scongiurare ogni eventuale progetto di questo genere.  Il coordinatore, Salvatore Lucà, ha inoltre dichiarato che nei prossimi giorni inviterà ad un incontro i Dirigenti del mondo associativo agricolo,  con cui si vuole concordare una serie di iniziative atte a creare un vero distretto virtuoso dell’agro alimentare e del turismo e gli Organismi della Camera di Commercio di Crotone con cui ragionare su altre attività sinergiche. Nella prima decade di dicembre, inoltre  in un’apposita conferenza stampa, verrà  presentato un primo consuntivo dell’attività fin qui svolta e nel contempo sara prennunciato l’organizzazione di un’importante incontro con tutti gli operatori economici e con le istituzioni per portare all’attenzione dell’opinione pubblica tutta una serie di problematiche e di politiche che dovranno contribuire a risollevare le sorti di un tessuto economico che è in un vero e proprio stato di grande sofferenza. Lucà ha sottolineato che, per tantissime ragioni che prossimamente approfondiremo ulteriormente, le PMI devono  essere, per forza di cose,  ai primi punti di ogni agenda operativa, dai politici alle istituzioni, dagli imprenditori alle rappresentanze finanziarie.

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Workshop “Le patologie ambientali”

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 ottobre 2010

Bologna Lunedì 15 Novembre 2010 (Palazzo d’Accursio –  Cappella Farnese – Piazza Maggiore, 6) Prime proposte per una rete di Medici sentinella sulle malattie di origine ambientale”.. L’evento è organizzato dal Servizio di Sanità Pubblica della Regione Emilia Romagna, ARPA Emilia Romagna e Associazione Medici per l’Ambiente – ISDE Italia, con il Patrocinio dell’Ordine dei Medici di Bologna e della Federazione Regionale degli Ordini dei Medici della Regione Emilia Romagna. Il seminario è rivolto prevalentemente a Medici di Medicina Generale, ma anche a Pediatri di Libera Scelta, Operatori della Prevenzione, Epidemiologi, Specialisti in tutte le branche. In tale occasione si ritiene utile fare il punto della situazione a livello nazionale ed internazionale, verificando quali possano essere le possibilità di attivare sinergie per iniziative a livello locale e nazionale.

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Nuove Malattie Ambientali

Posted by fidest press agency su domenica, 26 settembre 2010

“E’ stato l’oggetto del convegno organizzato assieme all’Associazione A.M.I.C.A. (Associazione Malattie da Intossicazione Cronica e/o Ambientale)”. Così l’On. Scilipoti (IDV), in riferimento all’evento tenutosi a Palazzo Marini. “Abbiamo illustrato le novità in materia di salute ambientale a cominciare da malattie emergenti come la Sensibilità Chimica Multipla (MCS), la Sindrome da Fatica Cronica (CFS) e la Fibromialgia – continua il deputato di Italia dei Valori – fino ad esplorare nuovi paradigmi della tossicologia e della medicina ambientale, come l’epigenetica, che possono aiutare comprendere lo sviluppo delle malattie come conseguenza dell’esposizione cronica a basse dose, ad inquinanti chimici e a campi elettromagnetici”. “Sono intervenuti il Prof. Giuseppe Genovesi del Policlinico Umberto I e la dott.ssa Chiara De Luca. Il dott. Dino Pische, Presidente dell’Accademia Internazionale di Odontoiatria Biologica e il Dr. Gianpaolo Guzzi, Odontoiatra, Associazione Italiana per la Ricerca sui Metalli e Biocompatibilità – A.I.R.M.E.B., hanno illustrato i rischi della tossicità cronica dei metalli delle otturazioni dentali in amalgama”. “Tra gli ospiti stranieri – prosegue l’On. Scilipoti – c’erano il dott. Peter Ohnsorge di Berlino, Presidente dell’Accademia Europea di Medicina Ambientale, e il prof. Olle Johansson dell’Istituto Karolinska e membro del Gruppo di Ricerca Bioinitiative, massimo esperto mondiale sugli effetti dei campi elettromagnetici e soprattutto sulla Elettrosensibilità”. “Il cittadino è esposto a troppi rischi ambientali di tipo chimico ed elettromagnetico soprattutto perché le nostre politiche di salute pubblica fanno prevalere l’interesse dell’industria su quello della prevenzione primaria”, ha commentato la dott.ssa Francesca Romana Orlando, Vice Presidente di A.M.I.C.A.”. “L’aumento delle patologie legate alla chimica ci insegna che la nostra società impostata sugli interessi economici non funziona e bisogna ricostruire tutti insieme un paradigma nuovo basato sull’Ecologia Profonda e sul rispetto della vita in tutte le sue forme”, conclude l’On. Scilipoti (IDV), medico olistico, relatore di una proposta di legge sulle malattie e sulle disabilità ambientali e di una proposta di legge per la messa al bando dell’amalgama dentale. (Dott. Giuseppe Cuschera)

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“Liberi da Ogm”

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 giugno 2010

Si è costituito a Roma, presso la sala Poli di Palazzo Marini, l’intergruppo parlamentare ‘Liberi da Ogm’, di cui fanno parte rappresentanti di tutti i gruppi politici. Erano presenti i deputati Pd Massimo Fiorio, Luciano Agostini, Sandro Brandolini, Susanna Cenni, Giuseppina Servodio, Nicodemo Nazzareno Oliverio, Ermete Realacci e Marco Carra; i senatori Pd Francesco Ferrante, Roberto Della Seta e Leana Pignedoli; il deputato Pdl Francesco Biava; il senatore Pdl Fedele Sanciu; i deputati della Lega Nord Corrado Callegari e Sebastiano Fogliato; il deputato Udc Teresio Delfino; il senatore dell’Idv Elio Lannutti; e il sindaco di Roma Gianni Alemanno. L’intergruppo nasce dall’incontro dei parlamentari con la ‘task force’ delle associazioni agricole, ambientali e dei consumatori che da alcuni mesi e’ impegnata nel Paese su questi temi. L’intergruppo ‘Liberi da Ogm’ nasce con l’obiettivo di promuovere ogni utile iniziativa tesa a tutelare l’agricoltura italiana, raccogliendo la proposta che la Ue consegnerà agli Stati nazionali nei prossimi giorni di esercitare la propria sovranità su questi temi. “Libero da Ogm” si propone di escludere l’utilizzo di Ogm dal territorio nazionale italiano. Nei prossimi giorni il gruppo promotore sottoporrà a tutti i parlamentari un documento per la costituzione formale dell’intergruppo.

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Reati ambientali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 giugno 2010

Un illecito ambientale ogni 43 minuti, un modo per comprendere il senso del Primo Rapporto sul Contrasto all’illegalità ambientale, presentato dal ministro dell’ambiente, Stefania Prestigiacomo, il 26 maggio scorso. L’indagine raccoglie dati e informazioni relative all’impatto ambientale dell’azione della criminalità lungo l’intero territorio nazionale e individua settori e modalità per sviluppare le più idonee strategie di contrasto al fenomeno. Nel 2009 sono stati effettuati oltre 12 mila controlli in cui sono state riscontrate attività illecite, con oltre 10 mila persone denunciate, 188 arresti e circa 2800 sequestri. Numeri che sottolineano l’impegno e le capacità operative delle forze dell’ordine, di cui si sono rafforzate anche competenze, conoscenze, professionalità specifiche e che traducono l’impegno politico del governo sulla tolleranza zero in materia di illeciti ambientali in azioni concrete di repressione e prevenzione. La stesura del Rapporto raccoglie infatti informazioni e azioni proprie delle Forze (articolazioni operative) di cui si avvale il Ministero dell’Ambiente, acquisite nel corso delle attività di contrasto ai fenomeni di illegalità ambientale nel biennio 2008 – 2009: Comando Carabinieri per la Tutela dell’Ambiente, Corpo Forestale dello Stato, Corpo delle Capitanerie di Porto, Guardia Costiera, e delle altre Forze di polizia: Guardia di Finanza e Polizia di Stato.

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Devastazioni ambientali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 giugno 2010

Roma.10 Giugno 2010 alle ore 12,00 Via Poli, 29 – sala della Regione Lazio – 4° piano, Conferenza Stampa per la presentazione della Manifestazione unitaria dei movimenti del Lazio contro le nocività e le devastazioni ambientali  di venerdi 11 giugno 2010 ore 10,00 alla regione Lazio –  piazza rosa Raimondi Garibaldi.  I Comitati sotto elencati promotori dell’iniziativa, illustreranno le proposte in merito alle singole vertenze e motiveranno la richiesta di moratoria e di ritiro dei progetti di nuove centrali a carbone e nucleare, inceneritori, turbogas, discariche, cementificazioni, autostrade, porti e aeroporti.
Assemblea permanente NO FLY Ciampino, Comitato Fiumicino Resiste NO AL PORTO, Comitato NO COKE Alto Lazio, Comitato NO CORRIDOIO ROMA-LATINA, Comitato RISANAMENTO AMBIENTALE Guidonia, Coordinamento CONTRO L’INCENERITORE d’Albano, Rete dei Cittadini NO TURBOGAS Aprilia, Rete per la TUTELA della VALLE DEL SACCO, Comitato FUORIPISTA Fiumicino.

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Problemi ambientali e sociali

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 Maggio 2010

Quando le Amministrazioni Locali si preoccupano della tutela dell’ambiente e della salute pubblica delle Comunità,  loro affidati dagli Elettori, è un fatto positivo. Soprattutto se questa preoccupazione nasce da una vera e non strumentale “sensibilità sociale e ambientale”.  Lo è meno se il “sacro fuoco” ambientalista prende le mosse dalla preoccupazione personale di perdere consensi e voti.  In questi casi, piuttosto diffusi su tutto il territorio nazionale, quando si tratta di infrastrutture come le Centrali  Elettriche, non prevalgono la ragione, i fatti, gli studi scientifici, su progetti, quasi sempre migliorativi dell’impatto ambientale; i pareri degli Esperti (quelli veri) vengono messi a tacere da aprioristici “No!” .  E’ Il caso di Rossano, che già ospita una centrale termoelettrica a olio combustibile/gas dove, senza aver neanche preso visione del progetto di riconversione, le Amministrazioni locali hanno già espresso un parere negativo.  Come in altre situazioni analoghe, prevale il pregiudizio irremovibile di chi non vuole nemmeno discutere, conoscere, sapere. Basta che si tratti di una trasformazione a carbone per esprimere giudizi negativi. Poco importa se, concretamente, quel progetto riduce l’impatto ambientale, dell’attuale assetto impiantistico, può portare rilevanti investimenti, consistente occupazione (diretta e indotta), sviluppo in una della aree depresse del Paese, che potrà alleviare la bolletta elettrica dei Cittadini, che si realizzerà con le più moderne tecnologie esistenti.  L’Italia  è il Paese dei no “a prescindere”: no al nucleare, no al carbone, no all’eolico, no alle biomasse, no ai termovalorizzatori, no ai rigassificatori. Nessuno, però, dice no o si preoccupa – in modo altrettanto energico – degli abusivismi edilizi, del dissesto idrogeologico, della scarsa cura del patrimonio boschivo, delle coste, ecc… In una situazione di pesante crisi (con il Meridione fortemente penalizzato), gli Italiani hanno il diritto di sapere che vi sono oltre 15 impianti termoelettrici – che hanno prodotto onorevolmente energia elettrica per decenni – che rischiano, come Rossano, la chiusura definitiva, con buona pace degli Utenti (sempre più gravati dall’alto costo del gas, dalla speculazione  del petrolio e dalle importazioni di energia prodotta da centrali nucleari estere), che Lavoratori (diretti e indotti) rischiano di perdere il posto di lavoro, che un patrimonio industriale e professionale sarà distrutto, che verrà sprecata, un’altra occasione per riconvertire detto impianto, rendendolo competitivo e migliorando l’impatto ambientale. La FLAEI CISL, che ha a cuore l’ambiente e soprattutto la salute dei Cittadini, ritiene che ogni intrapresa industriale debba rispondere a criteri di sostenibilità ambientale e sociale, che in luogo di decisioni unilaterali si debbano attivare momenti di concertazione tra Istituzioni, Comunità, Forze sociali, Imprese proponenti, nei quali valutare, discutere e insieme decidere nell’interesse dello sviluppo e della tutela del Territorio.  Ciò per evitare che continuino a prevalere gli interessi (privati ed elettorali) di  pochi – mascherati da un ambientalismo pregiudiziale – in nome dei quali si potrebbe consumare l’ulteriore arretramento sociale ed economico del Paese (in particolare al Sud).

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Record illeciti ambientali nel Lazio

Posted by fidest press agency su domenica, 30 Maggio 2010

“Non sono sorpreso che oggigiorno la criminalità organizzata abbia esteso le sue attività anche nel business dei rifiuti.” Con queste parole il vicesegretario per il Lazio, Oscar Tortosa, esprime il suo evidente rammarico nell’apprendere che la regione Lazio è seconda dietro la Campania sul podio degli illeciti legati all’ambiente. Secondo quanto si legge dai dati del Primo rapporto sui reati in questione infatti,  sono state registrate sul territorio laziale per l’anno 2009, 1530 denunce, 29 arresti e 536 sequestri. I principali settori teatro del business delle ecomafie sono il traffico e lo smaltimento illecito dei rifiuti, l’inquinamento dei corsi d’acqua e delle sorgenti e l’abusivismo edilizio. Dal ministero dell’Ambiente arriva la promessa di combattere il racket dell’immondizia con l’inasprimento delle sanzioni scoraggiando le attività che la malavita pianifica con l’evidente complicità di alcuni funzionari pubblici addetti ai controlli. Continua l’esponente del partito guidato da Antonio Di Pietro: “È chiaro che solo con un adeguato e capillare sistema di vigilanza è possibile combattere la criminalità organizzata a partire dall’alto, non escludendo quindi funzionari e dirigenti che si prendono gioco delle istituzioni in cui lavorano e soprattutto dei cittadini”. A gran voce Tortosa conclude: “Guardia alta e pugno duro sono gli atteggiamenti indispensabili per recidere con risolutezza i tentacoli del mostro mafia”.

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Mostra Nicola Evangelisti

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 marzo 2010

Milano 14 aprile 2010, alle ore 18.00, presso l’Hotel Cristoforo Colombo (Corso Buenos Aires 3,) si inaugura la mostra Lighting Hypotesis dell’artista bolognese Nicola Evangelisti a cura di Olivia Spatola.   Saranno presentate installazioni autoportanti in cui lo spazio viene chiuso su se stesso creando dimensioni spaziali dominate da geometrie e forme caotiche di luce elettrica. La tematica cosmologica si fonde con lo spazio ospitante come innesti di finestre aperte su dimensioni alternative.  L’esperienza urbana site specific presso il Museo d’Arte Moderna di Villa Reale di Milano, viene rilanciata quest’anno nello stesso periodo del Salone del Mobile con un intervento di luce pura in cui la smaterializzazione è totale e la rilettura del corpo architettonico diventa soggetto attivo dell’artista. Lighting Hypotesis vuole rappresentare i valori fondanti dell’opera di Nicola Evangelisti partendo dalle opere più significative come le “Strutture Spaziali” fino alle più recenti installazioni ambientali.

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Le emergenze ambientali del paese

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 marzo 2010

“L’emergenza idrogeologica del territorio e la grande macchia oleosa sul fiume Po devono obbligare ad un’univoca riflessione: la necessità della prevenzione.”  Lo afferma Massimo Gargano, Presidente dell’Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazioni (A.N.B.I.) a margine della Preconferenza Organizzativa dei Consorzi di bonifica del Nordest, svoltasi a Mogliano Veneto, in provincia di Treviso. Intervenendo sull’allarme ambientale, che sta interessando il più grande fiume italiano, aggiunge: “Sarebbe bastato che lo sversamento di petrolio fosse avvenuto fra qualche settimana (a stagione irrigua avviata) e quello che oggi è un gravissimo danno ambientale si sarebbe rivelato anche una iattura economica dalle pesanti conseguenze per il settore primario padano. Il paventato blocco dell’irrigazione, infatti, comporterebbe, se prolungato nei giorni, danni per milioni di euro alle coltivazioni in campo che, lungo l’asta del Po, vanno dai seminativi all’ortofrutta fino all’aglio IGP ed ai prati stabili; senza contare l’enorme tragedia, che rappresenterebbe l’ingresso della massa oleosa nel delta polesano e le ancora incerte conseguenze, che potrebbero avere, per la salubrità idrica, i depositi di sostanze inquinanti rilasciati sul fondo dalla macchia oleosa. Non capisco perché – insiste Gargano – al deposito di Villasanta non siano state applicate quelle norme di prevenzione ambientale che, invece, sono imposte alle aziende agricole.”  Intervenendo sulla situazione idrogeologica a Nordest, Gargano ha ricordato come dal quotidiano lavoro dei Consorzi di bonifica sia scaturita la proposta di Piano Nazionale per la Riduzione del Rischio Idrogeologico, fatto di progetti perlopiù immediatamente cantierabili: nel Veneto si tratta di 346 progetti per un importo complessivo di 703 milioni di euro; in Friuli Venezia Giulia, i progetti sono 6 per una spesa totale di 323 milioni di euro; in Trentino Alto Adige, 1 progetto per un importo di 3 milioni di euro; prevedono perlopiù interventi di manutenzione e adeguamento della rete idraulica di scolo delle acque a difesa dei centri abitati.

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