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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 289

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“Così sarà la spending review nell’ambulatorio del diabetologo”

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 ottobre 2015

diabete_21-300x224No agli sprechi, si all’appropriatezza prescrittiva e clinica. Questo il mantra della Società Italiana di Diabetologia, declinato in esempi concreti anche nell’ambito del congresso ‘Panorama Diabete’, che chiude oggi i battenti a Riccione. Il budget sanitario è una coperta corta e tutti sono ormai convinti della necessità di tagliare gli sprechi. I diabetologi ne hanno fatto da epoca non sospetta un loro cavallo di battaglia e una missione. Ma è anche giusto che ogni categoria di specialisti si interroghi in casa propria per valutare dove si annidano gli sprechi e come limitarli. Senza aspettare la scure dei tagli lineari o le imposizioni dall’alto. Una sessione del congresso ‘Panorama Diabete’ è stata appunto dedicata a come individuare gli esami inutili in ambito diabetologico e come fare ad evitarli. “I diabetologi sono determinati a fare la loro parte – sottolinea il presidente della SID Enzo Bonora – e muoversi in due direzioni: 1) rivedere il proprio comportamento nel prescrivere esami di laboratorio minimizzando le prescrizioni non giustificate dalle linee guida e dalle evidenze scientifiche che le alimentano; 2) invitare i colleghi che collaborano con loro nella cura delle persone con diabete ad adottare lo stesso comportamento. Solo con una prescrizione più oculata degli esami di laboratorio nelle persone con diabete potrebbero essere risparmiati a livello nazionale fino a 50 milioni di euro. Questo è solo un ambito di intervento. Altri interventi che potrebbero immediatamente conseguire un risparmio di decine di milioni di euro riguardano la tecnica di iniezione dell’insulina con prevenzione delle lipodistrofie e la riduzione della dose test di insulina da espellere dall’iniettore a penna prima dell’iniezione”.
Il problema della richiesta eccessiva degli esami diagnostici investe in generale tutta la popolazione italiana e riguarda tanto gli esami di laboratorio, che quelli strumentali. Ma tra la popolazione diabetica c’è una prescrizione di esami di laboratorio decisamente superiore a quella della popolazione non diabetica: Il 47% delle prestazioni ambulatoriali delle persone con diabete sono costituite da esami di laboratorio. E questo è comprensibile vista la complessità della malattia e anche perché alcuni esami di laboratorio sono essenziali per il buon controllo del diabete. “La spesa degli esami di laboratorio – spiega il dottor Roberto Miccoli, membro del Consiglio Direttivo SID e ricercatore presso il Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale, Università di Pisa – sebbene rappresenti appena il 7-10% della spesa totale della malattia diabetica (circa 800 milioni di euro su un totale di 10 miliardi di euro l’anno), deve essere vista anche in funzione dei costi aggiuntivi che si vengono a determinare, quali quelli derivanti dagli interventi sanitari (ulteriori esami di laboratorio, indagini di imaging, ricoveri) generati dagli stessi esami di laboratorio. Ma l’inappropriatezza prescrittiva può essere non solo per eccesso ma anche per difetto: tutta una serie di esami di laboratorio non vengono utilizzati al meglio e con la frequenza prevista. Ad esempio una persona con diabete su 4 non esegue neppure un dosaggio dell’emoglobina glicata l’anno, mentre questo esame andrebbe ripetuto almeno due volte l’anno. Per contro, in un paziente su 5, questo esame viene richiesto troppo di frequente rispetto a quanto raccomandato dalle linee guida. E’ necessario dunque migliorare l’appropriatezza prescrittiva sia per quanto riguarda le prescrizioni in eccesso, che quelle in difetto.Altri esempi di eccessi prescrittivi riguardano gli indici di funzionalità epatica (transaminasi, gamma GT), che nelle persone con diabete vengono richieste due volte più di frequente che nella popolazione generale. Tra i parametri che dovrebbero essere misurati nel paziente con diabete, perché utili per prevenire le complicanze croniche, ci sono i test di funzionalità renale. Anche qui si pone un problema di appropriatezza, infatti nel 30% dei pazienti non si richiede la creatininemia, esame indispensabile per la stima del filtrato renale; al contrario, nel 25% dei pazienti viene richiesta l’azotemia, del tutto inutile a questo riguardo. Dimezzando il numero di pazienti ai quali viene richiesto questo esame, si potrebbe incrementare del 10% il numero dei pazienti nei quali richiedere correttamente la creatinine mia, senza costi aggiuntivi. Un discorso a parte merita il dosaggio della vitamina D, richiesta molto spesso in maniera inutile nelle persone con diabete. Un uso più appropriato di questo esame potrebbe portare a risparmi notevoli: dimezzarne la richiesta, porterebbe ad un risparmio di circa 2 milioni di euro. “Tra le soluzioni possibili – conclude Miccoli – riteniamo che un controllo della richiesta degli esami di laboratorio su base clinica (demand management) potrebbe essere più vantaggioso delle semplici misure restrittive, cioè dei tagli lineari. Fondamentale inoltre sarebbe promuovere un’alleanza tra medici e pazienti per un uso più appropriato delle prestazioni sanitarie potrebbe avere importanti ricadute anche in diabetologia”.
Un altro ambito di possibile risparmio riguarda gli esami strumentali per lo screening delle complicanze del diabete. “Per risparmiare sugli esami strumentali – afferma Laura Sciacca, professore associato di Endocrinologia dell’Università di Catania – o meglio per prescriverli in maniera appropriata, basterebbe attenersi agli Standard Italiani per la cura del diabete, le linee guida nazionali, nostro punto di riferimento.E’ necessario sensibilizzare i medici sia sulla tipologia, che sulla giusta frequenza con la quale richiedere gli esami. Se un soggetto non presenta retinopatia diabetica, l’esame del fondo dell’occhio andrà ripetuto, come stabiliscono gli Standard Italiani, ogni due anni. Non ha senso dunque richiedere di nuovo questo esame, in assenza di complicanze, già dopo un anno. Come non ha senso inviare un paziente dallo specialista oculista per effettuare un fondo dell’occhio e vederselo tornare indietro con una fluorangiografia retinica. “Da qui – sottolinea la professoressa Sciacca – scaturisce anche un forte richiamo a lavorare in team con il diabetologo, nell’interesse della persona con il diabete e dell’appropriatezza prescrittiva”.Altro esempio riguarda l’arteriopatia degli arti inferiori. “Prima di chiedere un ecodoppler degli arti inferiori – afferma Laura Sciacca – bisognerebbe fare un indice di Windsor, test facilmente eseguibile in ambulatorio a costo zero e che richiede solo un apparecchio per misurare la pressione e un fonendoscopio. Se questo è negativo non ha senso richiedere un ecodoppler e ci si può limitare a ripetere l’indice di Windsor a distanza di qualche anno. Le linee guida italiane prevedono di effettuare l’ecodoppler arterioso solo in seconda battuta, dopo avere seguito un indice di Windsor. Ma molti non lo ricordano. Stesso discorso per l’ecodoppler delle carotidi che dovrebbe essere preceduto dalla ricerca di un soffio sulle arterie”. L’idea generale, insomma, è quella di tornare di più a fare i medici e a visitare il paziente, attenendosi scrupolosamente a quanto stabilito dagli Standard Italiani, sia come tipologia di esami da chiedere per lo screening delle complicanze del diabete, sia come frequenza di ripetizione dell’esame. “Insomma il mio è un richiamo a fare più i medici, e meno i prescrittori di esami – conclude la professoressa Sciacca – Oltre a valutare l’appropriatezza prescrittiva, sulla base di quanto stabilito dalle raccomandazioni, va sempre valutata l’appropriatezza clinica, perché siamo sempre dei medici e dobbiamo valutare la situazione clinica”.

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Ospedale Fatebenefratelli dell’Isola Tiberina Novità per l’ambulatorio di medicina estetica

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 maggio 2015

Isola-TiberinaIn occasione del 21° anno di attività l’Ambulatorio di medicina estetica dell’Ospedale Fatebenefratelli dell’Isola Tiberina cambia sede, con l’intenzione e il proposito chiaro di allargare la gamma dei servizi offerti alla clientela. “A fronte di oltre 25mila persone che ci hanno incontrato in prima visita – precisa Fulvio Tomaselli, presidente onorario della SIME e responsabile dell’Ambulatorio – abbiamo in questi anni erogato più di 350mila prestazioni con il massimo dell’attenzione all’estetica del volto in una popolazione di varia origine. Dallo studio delle necessità delle Persone che si sono affidate a noi sono emerse nuove possibilità di ‘specializzare’ meglio la nostra offerta di accudimento. Non vogliamo parlare di ‘Cura’, ma di accadimento di quel gesto medico che prevede la presa in carico della persona che si affida nella sua globalità e non soltanto riferita all’inestetismo dichiarato.Nell’ambito della filosofia della nostra Società scientifica, con l’obiettivo di ‘Prevenire’ ‘Restituire’ e ‘Correggere’ apriremo un ambulatorio specifico dedicato ai giovanissimi – sia bambini che adolescenti – dove si tratterà lo stile di vita, la cosmesi l’educazione alla medicina estetica per il loro futuro.Andremo agli antipodi della vita dedicando la nostra attenzione agli anziani per i quali le possibilità di azione devono tener conto sia dell’attenzione che delle diverse condizioni di salute e comorbidità,Nel mezzo ci occuperemo, in accordo con la nostra ostetricia e ginecologia della donna in gravidanza e in menopausa, momenti spesso difficili da gestire per le fisiologiche modificazioni che l’organismo mette in atto.L’alimentazione è un argomento di grande interesse, spesso stressato fino alla dieta perenne per perdere peso. Il nostro servizio di ‘educazione alimentare’ prevede un progetto formativo per la Clientela non finalizzato al dimagrimento, ma alla conoscenza dei principi molecolari che regolano la fisiologia del corpo legata all’alimentazione secondo un nuovo concetto valutativo. Questi i primi nuovi servizi ambulatoriali che si affiancano a quanto già esistente come ‘l’ambulatorio di medicina estetica per il malato’ in essere da ormai 11 anni che ha riscosso un buon successo emulativo presso altre sedi ospedaliere”.

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L’Ambulatorio Antiusura Onlus

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 settembre 2010

Con l’apertura dello sportello di Grosseto, l’Ambulatorio Antiusura Onlus di Roma dà il via a un progetto di respiro nazionale: la creazione di una rete di ambulatori a presidio delle realtà locali più vessate dal fenomeno usura. L’inaugurazione dell’Ambulatorio di Grosseto è solo il primo passo verso la nascita di un punto di riferimento nazionale di prevenzione e contrasto all’usura. L’Ambulatorio Antiusura Onlus di Roma, dopo 14 anni di attività, è pronto ad ampliare la propria esperienza oltre i confini della Capitale per essere vicino al cittadino, dove ce n’è bisogno.”
L’Ambulatorio Antiusura onlus è un’associazione riconosciuta che opera dal 1996 fornendo assistenza e consulenza legale, psicologica e finanziaria alle vittime dell’usura e ai soggetti in condizioni di sovraindebitamento ed impegnandosi in iniziative volte a diffondere una cultura della legalità e dell’uso responsabile del denaro.

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Inaugurazione ambulatorio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 aprile 2009

San Lazzaro (Bo) 2 maggio, alle ore 11, sarà inaugurata presso i locali comunali di via del Rio 26/A una nuova struttura ambulatoriale, gestita dall’Azienda Usl tramite l’Unità Operativa di Neuro Psichiatria Infanzia e Adolescenza (NPIA).  L’ambulatorio è principalmente centrato su attività riabilitative di psicomotricità per minori con gravi patologie dello sviluppo, compresi i bambini che presentano diagnosi di autismo, ma anche per adulti e anziani.  Il servizio, promosso dall’Assessorato alla Qualità della Salute, è rivolto ai residenti nel Comune di San Lazzaro, ma sarà accessibile anche ai residenti nel Distretto di San Lazzaro, in quanto il servizio rientra nella tipologia dei servizi previsti negli accordi di programma che i sei Comuni del Distretto hanno sottoscritto in occasione dell’approvazione del Piano di Zona 2005/2007.  Il centro sarà gestito dalla Cooperativa Axia , nell’ambito di un accordo poliennale con l’Ausl di Bologna, in integrazione  con gli operatori dell’Azienda, in locali di proprietà del Comune di San Lazzaro, recentemente ristrutturati e messi a disposizione del Distretto sanitario.  L’ambulatorio consentirà ai Comuni del Distretto di usufruire di un servizio di terapia psicomotoria per il quale ora è necessario recarsi nell’ambulatorio di Borgo Panigale, con aggravio di costi e dispersione di risorse.

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