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I trasporti marittimi per l’economia globale

Posted by fidest press agency su sabato, 23 dicembre 2017

trasporti marittimiAMBURGO, Germania/PRNewswire/DNV GL ha pubblicato le previsioni per il settore dei trasporti marittimi (Maritime Forecasts) fino al 2050 in una relazione che analizza l’impatto del cambiamento del sistema energetico globale sul settore dei trasporti marittimi fino al 2050. Nella relazione si esamina come i cambiamenti previsti nella produzione e nella domanda di energia, nella crescita del PIL, nella produzione industriale e nella produzione manifatturiera regionale possano cambiare il settore marittimo e l’impatto sui singoli segmenti dei trasporti per nave.
“Si stanno verificando cambiamenti radicali e rapidi nel modo in cui il mondo usa e produce energia”, afferma Remi Eriksen, Presidente del gruppo e Amministratore Delegato di DNV GL. “La nostra panoramica sulla transizione energetica (ETO – Energy Transition Outlook) mostra che entro la metà del secolo è probabile che la combinazione dell’approvvigionamento energetico sarà ripartita in parti uguali tra energie fossili e rinnovabili. Il progresso dell’efficienza energetica vedrà anche un appiattimento della domanda mondiale di energia dopo il 2030. Queste tendenze avranno ricadute su tutti gli operatori del settore dei trasporti marittimi”.Secondo le previsioni per i trasporti marittimi, fino al 2030 il settore continuerà a registrare una robusta crescita, comparabile a quella degli ultimi decenni. Tra il 2030 e il 2050 la domanda continuerà ad aumentare, ma in misura leggermente meno rapida: la crescita riguarderà principalmente le merci non energetiche, come il commercio containerizzato e le rinfuse non carbonifere. Oltre all’evoluzione dei modelli di produzione e di esportazione di energia, la gamma dei combustibili utilizzati per il trasporto marittimo diventerà molto più diversificata. Nel 2050, il petrolio rimarrà il combustibile principale per le navi mercantili, ma l’uso del gas naturale aumenterà fino ad arrivare essere il secondo combustibile più utilizzato e prolifereranno nuove alternative a basse emissioni di carbonio.”Nelle previsioni per il settore dei trasporti marittimi possiamo vedere come le tendenze di oggi diventeranno i paradigmi di domani”, dichiara Knut Ørbeck-Nilssen. “Il settore dei trasporti marittimi continuerà a promuovere una maggiore efficienza grazie alla riduzione dei costi, al miglioramento del tasso di utilizzo, alla riduzione del consumo di combustibili, all’aumento delle dimensioni delle navi e all’impiego di nuove tecnologie. Anche l’attuale ondata di digitalizzazione che sta trasformando il settore avrà un impatto profondo, con progressi nella progettazione e gestione e con la creazione di nuovi modelli commerciali”.DNV GL ha pubblicato una serie di relazioni che possono essere scaricate gratuitamente dal sito web Energy Transition Outlook. La principale panoramica sulla transizione energetica tratta della transizione dell’intera combinazione di opzioni energetiche fino al 2050. Oltre alle previsioni per il settore dei trasporti marittimi, due altri supplementi specifici per settore, che si appoggiano sulla profonda conoscenza e competenza di DNV GL nei settori del petrolio e gas, e in quello dell’energia e delle sorgenti rinnovabili, accompagnano la panoramica principale. (foto: trasporti marittimi)

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Pericolosi passi indietro al G20 di Amburgo

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 agosto 2017

amburgoAmburgo. L’ultimo summit del G20 di Amburgo segna, purtroppo, un grande e pericoloso arretramento sul fronte delle riforme dell’economia e della finanza. Si ha l’impressione che sia stato definito un “commercio internazionale à la carte”. Infatti, nonostante i media abbiano evidenziato il compromesso raggiunto sul commercio estero, secondo noi, non vi è affatto chiarezza. Nel documento si afferma che “continueremo a combattere il protezionismo e tutte le pratiche commerciali scorrette e riconosciamo allo stesso tempo il ruolo degli strumenti di difesa commerciale legittima”, ma sembra proprio che ogni Paese sia legittimato a fare ciò che vuole. Protezionismo no, ma anche sì. Potrebbe aversi una ripresa delle guerre commerciali. L’altro fronte, tanto sbandierato, è quello del clima. Gli Usa hanno bloccato il loro contributo finanziario per la realizzazione del trattato di Parigi, mantenendo un vago impegno ad abbassare le emissioni di co2 nel quadro del sostegno alla propria crescita economica e del miglioramento della propria sicurezza energetica. Ad alcuni può suonare accettabile, ma si tratta di un drastico ritorno alla politica dell’unilateralismo americano. I passi indietro sono ancora più evidenti se si confronta il comunicato di Amburgo con le linee guida e le proposte formulate qualche mese prima a Baden Baden nel summit dei ministri delle finanze e dei governatori delle banche centrali del G20.
Sono del tutto scomparsi alcuni passaggi rilevanti relativi alla politica monetaria. Per non mettere in discussione eventuali prolungamenti del Quantitative easing , non si fa più riferimento al fatto che “la politica monetaria da sola non può portare ad una crescita bilanciata”. Coerentemente con la nuova politica commerciale con meno regole, la dichiarazione finale non menziona più che ”l’eccesso di volatilità e i movimenti disordinati sui tassi di cambio possono avere delle implicazioni negative per la stabilità economica e finanziaria”. Scompare anche la volontà di “trattenersi da svalutazioni competitive e dall’uso dei tassi di cambio per scopi competitivi”.
Scompare il precedente impegno a “ridurre gli eccessivi squilibri economici”. Prima si voleva mitigare i grandi surplus commerciali di alcuni Paesi per non danneggiare gli altri e per evitare eventuali crisi sistemiche.
Nel documento finale non si menziona più “il rafforzamento dei controlli sui flussi di capitale e della gestione dei rischi risultanti da un’eccessiva volatilità del flusso di capitali”. Meno male che si riafferma la necessità di mantenere i controlli su possibili rischi sistemici e sulle vulnerabilità associate al cosiddetto “sistema bancario-ombra”.
Particolarmente grave è l’assenza di ogni riferimento al pericolo rappresentato dai derivati over the counter, notoriamente i più speculativi e destabilizzanti. Mentre a Baden Baden si affermava l’importanza del lavoro del Financial Stability Board nel definire le riforme dei mercati dei derivati otc e si invitava i membri del G20 a completare tempestivamente e a rendere operative in tempi brevi le riforme relative agli otc. Inoltre il G20 ha quasi del tutto ignorato le analisi e le raccomandazioni del Fondo Monetario Internazionale che, poco tempo prima, aveva evidenziato l’importanza della progressiva multipolarità negli affari economici, monetari e commerciali internazionali. Si ricordi che, tra l’altro, il Fondo aveva anche sollevato la questione destabilizzante, divenuta periodica, della volatilità nei flussi di capitali e degli alti debiti pubblici di molti Paesi. Di conseguenza, il Fondo aveva proposto il rafforzamento di una Global Financial Safety Net, che è un insieme di misure per evitare eventuali destabilizzazioni finanziarie. A tal fine poneva l’accento sul ruolo positivamente crescente dei Diritti speciali di prelievo che, com’è noto, sono la moneta internazionale basata su un paniere di valute importanti. Il summit ha anche ignorato le raccomandazioni della Banca dei Regolamenti Internazionali di Basilea che ha evidenziato il rischio rappresentato dal debito globale dei paesi del G20. Si ricordi che, senza contare il settore finanziario, esso è pari a 220% del loro Pil, con un aumento del 40% rispetto al 2007.
Nel documento di Amburgo, purtroppo, non si tiene conto del monito della BRI circa l’aumento del protezionismo: escludendo i dazi, dal 2010 le misure concernenti i regolamenti protettivi e i sussidi, sono quadruplicate. Mentre in dieci anni il commercio internazionale è rimasto fermo al 60% del Pil mondiale.
Si ha l’impressione che il meeting di Amburgo sia stato negativo nei risultati. Tutt’al più è stato uno scenario amplificato per l’ingresso di due nuovi protagonisti, Trump e Macron. (Mario Lettieri già sottosegretario all’Economia e Paolo Raimondi economista)

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Otto Group sceglie PowaTag per lo shopping multicanale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 gennaio 2016

A modern smartphone and a old classic cell phone side by side.

A modern smartphone and a old classic cell phone side by side.

Amburgo. Otto Group, il secondo retailer online più grande al mondo, al quale fanno riferimento oltre 120 brand inclusi BonPrix, Otto, Crate & Barrel e Hermes ha scelto la soluzione di mobile commerce PowaTag per offrire ai suoi milioni di clienti un innovativo e semplice modo per acquistare i prodotti dei suoi brand. L’accordo con Powa Technologies permetterà ai consumatori di portare a termine gli acquisti in pochi secondi con un semplice touch di smartphone attraverso una serie di punti di ingaggio tra cui QR code, Audio Tag, beacon Bluetooth, NFC e social media.Nel corso dell’ultimo esercizio, i ricavi di Otto Group, trascinati dalla divisione e-commerce sono stati superiori ai 12 miliardi di euro. I brand appartenenti ad Otto Group controllano anche 400 negozi fisici. Con le previsioni che stimano il settore del mobile commerce raggiungere il valore di 573 miliardi di euro in due anni[1], la partnership con PowaTag permetterà al Gruppo di valorizzare al meglio i suoi asset, offrendo ai clienti un’esperienza di acquisto multicanale. “PowaTag è una soluzione estremamente intelligente perchè trasforma i dispositivi mobili in una porta d’accesso per effettuare gli acquisti. Grazie alla sue caratteristiche e alla sua presenza globale, PowaTag può migliorare considerevolmente l’esperienza di shopping dei nostri clienti”, ha dichiarato Hanjo Schneider, membro del Consiglio esecutivo di Otto Group.PowaTag è “a prova di futuro” e grazie alla sua piattaforma multi-dimensionale è in grado di adattarsi alle mutevoli esigenze dei consumatori . Il trigger più recente utilizza la tecnologia di riconoscimento visivo, che permette ai consumatori di acquistare un prodotto in pochi secondi semplicemente inquadrando con lo smartphone l’inserzione pubblicitaria senza dover ricorrere alla scansione del QR Code. “I dispositivi mobili hanno agito da catalizzatore per creare una nuova generazione di consumatori sempre connessi e che vogliono interagire con i brand in maniera personalizzata. Otto Group ha pienamente riconosciuto i cambiamenti radicali che si stanno verificando nel settore retail e abbracciando PowaTag sarà in grado di andare incontro alle mutate abitudini dei consumatori, soddisfando le loro crescenti richieste di libertà e flessibilità all’acquisto”, ha dichiarato il CEO e fondatore di Powa Technologies Dan Wagner.”La partnership strategica con il secondo più grande retailer online del mondo – ha concluso Dan Wagner – è un grande attestato di fiducia nei confronti della soluzione che abbiamo ideato per rivoluzionare il settore retail. Questo accordo ha una portata senza precedenti, ci permetterà di trasformare l’esperienza di acquisto di milioni di clienti di Otto Group e supportare la sua continua crescita in tutto il mondo”.
Powa Technologies è un’azienda inglese specializzata nella realizzazione di soluzioni innovative per l’e-commerce con sede a Londra e uffici in oltre 18 città nel mondo tra cui Milano, New York, Città del Messico, Madrid, Parigi, Berlino, Hong Kong e Pechino. Le tecnologie di Powa sono state ideate per offrire un vero e proprio canale omni-comprensivo a brand e retailer. Powa possiede tre linee di prodotto – PowaWeb (soluzione di e-Commerce sul web), PowaPOS (innovativo dispositivo per pagamenti) e PowaTag (una soluzione mobile per effettuare acquisti ovunque ti trovi).Tutti i prodotti Powa hanno la certificazionre PCI di livello 1 e quindi sono completamente sicuri.

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La cultura dell’emigrazione italiana nel Mondo

Posted by fidest press agency su sabato, 24 ottobre 2015

hamburg2Amburgo (Germania) sabato 31 ottobre alle ore 18 nei locali della Missione Cattolica Italiana in Bürgerweide 31 il Coordinamento europeo del MAIE organizza un Convegno ad Amburgo dal titolo: “La cultura dell’emigrazione italiana nel Mondo – La nuova emigrazione italiana in Germania: opportunità e rischi”. L’evento sarà moderato dal Cav. Gian Luigi Ferretti, Coordinatore del MAIE Europa.
Il Console Generale d’Italia nella Circoscrizione Hannover, Flavio Rodilosso, porterà il suo saluto. Parteciperanno i parlamentari: On. Ricardo Merlo (Presidente del MAIE), On. Mario Borghese (Commissione Affari Sociali della Camera) e sen. Vittorio Pessina, neo nominato Consigliere del Cgie per FI. Le relazioni saranno tenute da:
Dott. Giuseppe Scigliano, Presidente del Comites di Hannover (“Presentazione della circoscrizione consolare di Hannover e degli italiani ivi residenti”), Don Pierluigi Vignola (Fondazione Migrantes, Direttore della Missione Cattolica in Amburgo (“Le Città e le nuove emigrazioni italiane”), Francesco Bonsifnore, Patronato Epas Amburgo (“La funxione e i servizi del patronato italiano”) e Anna Mastrogiacomo, Coordinatrice MAIE in Germania (“Emigrazione in Germania ieri e oggi”). A inizio novembre il Coordinamento europeo del MAIE terrà un incontro a Londra.

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Chiusura consolato Amburgo

Posted by fidest press agency su martedì, 29 marzo 2011

“Stiamo combattendo in prima linea fin dal 2008 contro la presunta razionalizzazione consolare avviata dalla Farnesina, ma quando ci si trova dinanzi a scelte palesemente illogiche è forte il senso di smarrimento per l’incapacità amministrativa e gestionale del nostro Paese”. Lo dichiara Aldo Di Biagio in una nota in merito all’annunciata chiusura del Consolato di Amburgo prevista per luglio 2011. “Amburgo è una città riferimento non solo per la cospicua presenza italiana in loco – evidenzia –per il ruolo strategico ricoperto nella regione nonché per l’importanza che ricopre per la nostra economia soprattutto sul versante dei trasporti navali e per l’industria. Ma sembra che questi aspetti non abbiano importanza per il Mae”. “Si preferisce mettere un console onorario, consapevoli che tale carica non può essere minimamente paragonata sotto il profilo istituzionale nonché normativo con quella di una rappresentanza diplomatica. In questa prospettiva tale decisione sa di beffa per i nostri connazionali e per la nostra economia”. “Non cessano i colloqui con la Farnesina per riaprire il tavolo di trattativa chiuso troppo rapidamente – conclude – certi che il Governo non avrà il coraggio di voltare le spalle in maniera così vigliacca a migliaia di italiani che dalla Germania sono parte del motore della nostra economia”

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