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Dalla matita al pennello

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 luglio 2011

Parma dal 9 luglio 2011 Strada Cairoli (Palazzo Sanvitale) Museo Amedeo Bocchi: Sala polifunzionale Orari: da martedì a domenica dalle 10.30 alle 13.00 Chiuso: tutti i lunedì e lunedì 15/8/2011 Ingresso gratuito.
Quest’estate, il Museo Amedeo Bocchi espone alcune opere appartenenti alla propria collezione: nella Sala polifunzionale è possibile apprezzare 10 opere di epoche, stili, dimensioni e tecniche diverse, che coprono un arco di tempo che va dagli anni ’10 agli anni ’70. “Dalla matita al pennello. Disegni e bozzetti di Amedeo Bocchi” è una piccola mostra, a cura di Maria Chiara Cavazzoni, che permette di attraversare la storia artistica del pittore, di approfondirne la conoscenza e di apprezzarne la capacità di restare fedele a se stesso, pur nel mutare del linguaggio pittorico. Consente inoltre di entrare nel segreto del percorso ideativo del pittore, seguendo l’intensa storia legata alla nascita di ogni opera d’arte: dal disegno, al bozzetto, all’opera finita. Tra le opere esposte spicca una prova ad affresco per la villa dell’attrice Hélène Wnorowska. Alla fine degli anni ‘20 l’attrice polacca si era fatta costruire a Roma una villa dall’architetto Giovanni Michelucci, e aveva affidato a Bocchi l’ideazione degli arredi e la decorazione ad affresco della Saletta da Gioco. Gli affreschi furono poi strappati e sono oggi di proprietà della Cassa di Risparmio di Parma. La prova ad affresco Nudi raffigura tre bellissime donne in un paesaggio sul cui sfondo si staglia una città turrita e cinta da mura. Come nel caso delle prove ad affresco della Sala consiliare della Cassa di Risparmio, le opere sono un’importante documentazione del processo creativo tipico di Bocchi. Il pittore elabora singolarmente ogni figura sulla carta per studiarne la posa, per poi passare all’affresco e verificare la resa coloristica di una tecnica che non ammette velature. (86_a bocchi)

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Amedeo Bocchi: 1919 e dintorni

Posted by fidest press agency su sabato, 7 maggio 2011

Parma 7 maggio p.v. alle ore 11,30 presso il Museo Amedeo Bocchi (Palazzo Sanvitale – ingresso Museo Amedeo Bocchi) inaugurazione della Sala in cui il dipinto Nella veranda potrà essere ammirato al Museo da martedì a domenica dalle ore 10,30 alle 13 con ingresso gratuito.
Il Museo dedicato ad Amedeo Bocchi cambierà aspetto: una sala in particolare, quella de I capolavori, verrà temporaneamente riallestita per ospitare un quadro che non ha mai lasciato le private stanze dei proprietari. La ricostruzione del catalogo pittorico di Bocchi, pittore longevo e prolifico, si arricchisce ora di un nuovo significativo tassello che ammalia per la raffinata bellezza, stupisce per la novità dell’impianto e conquista per la forza del colore. Solo pochi fortunati hanno finora potuto ammirare dal vivo Nella veranda, quadro di grandi dimensioni (cm 130 x 200) che la famiglia degli attuali proprietari ha acquistato direttamente da Bocchi nell’anno stesso in cui venne dipinto: il 1919 e che ora viene concesso in comodato alla Fondazione Monte di Parma. L’opera di grandi dimensioni, presenta un’insolita composizione a più voci non altrimenti presente nei quadri a soggetto familiare: cinque donne, tra cui Niccolina, la seconda moglie del pittore, sono ritratte durante un concerto domestico nella veranda, circondate da magnifici vasi di fiori. Il 1919 è un anno speciale per Bocchi che dipinge, oltre a Nella veranda, due altri capolavori: Nel Parco della Galleria Comunale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma e La colazione del mattinodella Galleria Ricci Oddi di Piacenza. Alla serenità della vita domestica, corrispondeva in quegli anni la vitalità di una ricerca artistica che, sebbene riconosciuta dalla critica solo a partire dagli anni ’70, rappresenta nel panorama pittorico italiano uno dei più alti traguardi. Nella veranda sarà esposto al Museo e sarà circondato da opere con cui è possibile stabilire uno stretto rapporto di parentela: il bozzetto Niccolina con chitarra (1917), ma anche Niccolina ammalata(1919) con cui condivide, ancora una volta, la stessa sensibilità coloristica, espressione però non più di gioia, ma di angosciosa compartecipazione; le prove ad affresco per la Sala della Cassa di Risparmio, passaggio artistico fondamentale per comprendere il nuovo quadro esposto; il bozzetto La malaria (1919) che documenta la parallela ricerca di Bocchi nelle paludi Pontine e il bozzetto La colazione del mattino (1919).(bocchi)

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