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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 250

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Messaggio di Diego Della Valle ai lettori di America Oggi e agli italiani che vivono negli Stati Uniti

Posted by fidest press agency su domenica, 14 giugno 2020

“L’orgoglio con cui mi rivolgo a voi è quello di un italiano che, da sempre, ha sostenuto il nostro Paese nel mondo e che sa di trovare in voi interlocutori sensibili e fieri delle proprie radici. Perché è di questo che si parla quando si parla di italianità: non solo una provenienza o una nazionalità ma una appartenenza a una cultura che affonda le proprie radici in quella storia che tutto il mondo ci riconosce. Stiamo dimostrando quanto noi italiani possiamo affrontare le emergenze, con determinazione e, ancora più importante, con grande senso di solidarietà. Il nostro tessuto economico è forte di una rete di piccole e medie realtà che si integrano e sono sinergiche con il territorio che le ospita. Gli imprenditori sono parte delle aziende e ne conoscono le caratteristiche e le potenzialità. Una vicinanza al territorio che permette di pianificare, oggi, azioni che avranno un impatto nell’immediato futuro e, spero, sull’intero sistema produttivo che verrà.La collaborazione con le associazioni e i centri territoriali dovrà essere parte integrante delle strategie aziendali. Solamente in una società solidale potranno prosperare le aziende e il supporto al territorio deve diventare una voce importante del conto economico.Pensando alla storia degli italiani in America, questo concetto diventa sempre più evidente. La costruzione della comunità italiana in USA ha basato la sua solidità sui principi di reciprocità e di supporto tra connazionali che, anche e soprattutto a livello imprenditoriale, hanno saputo creare una rete che comprendesse anche chi non aveva immediato accesso al tessuto produttivo. Dal piccolo salone del barbiere alla grande catena di ristorazione, ai grandi player dell’import/export, fino alle più alte cariche rappresentative, gli italiani e i loro discendenti si sono distinti per la loro capacità di declinare sul territorio quelle che sono sempre state le nostre caratteristiche più riconosciute: creatività, voglia di fare, entusiasmo e velocità nell’apprendere.Io, personalmente, ho un legame inscindibile con gli Stati Uniti perché se è vero che i primi segni del successo delle mie aziende sono arrivati dall’Italia, sono stati gli Stati Uniti a consacrarne l’internazionalità. Sono stato a New York per la prima volta a 16 anni e mi ha subito molto colpito l’approccio completamente diverso al lavoro da quello che avevamo noi. Dopo più di 30 anni posso dire che rimane uno dei posti più affascinanti al mondo. Oggi ho un figlio e tre nipoti che vivono a NY, ho casa a NY e Miami, è un Paese che, quando posso, frequento sempre molto volentieri, dove spero di poter tornare presto”.

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La crisi dei quotidiani italiani nel mondo

Posted by fidest press agency su martedì, 8 ottobre 2013

Chi non capisce molto di editoria, vede magari che i quotidiani in lingua italiana all’estero percepiscono contributi pubblici (in tutto il mondo civile la stampa è sovvenzionata) e si immagina proprietari di giornali che si arricchiscono vivendo felici e contenti. Se così fosse, ci sarebbe la corsa a fondare nuovi giornali in ogni parte del globo. Ma, siccome così non è, assistiamo ad un triste, inarrestabile stillicidio di chiusure.I numeri sono drammaticamente esplicativi.
Un anno fa i quotidiani italiani nel mondo erano 8: uno in Europa: La Voce del popolo (Croazia), due in Nord America: America Oggi (USA) – Il Corriere Canadese (Canada) , tre in Sud America: La Voce d’Italia (Venezuela) – Gente d’Italia (Uruguay) – L’Italiano (Argentina), 2 in Australia: Il Globo (Melbourne) e La Fiamma (Sidney).
Oggi sono esattamente la metà (4): La Voce del Popolo (Croazia) al suo 69mo anno di vita, America Oggi (USA) al suo 26mo anno, Gente d’Italia (Uruguay), al suo 14mo anno e L’Italiano (Argentina) al suo 7mo anno.
Il Corriere Canadese ha sospeso le pubblicazioni nel maggio 2013. Recentemente la testata è stata acquistata dall’ex ministro Joe Volpe che vorrebbe tentare di rilanciarla. La Voce d’Italia (Venezuela) è solo online da luglio 2012, Il Globo e La Fiamma, entrambi di proprietà dell’Italian Media Corporation, sono diventati bisettimanali (escono lunedì e giovedì).Perdendo la metà dei suoi quotidiani all’estero, l’Italia è diventata più povera, ha perso molto. Perché i quotidiani italiani nel mondo sono il collegamento tra l’Italia e le sue comunità, il veicolo principale dell’internazionalizzazione del prodotto italiano e del made in Italy, lo strumento di preservazione e diffusione della lingua italiana.Che fare? Il quotidiano più giovane di tutti, L’Italiano, sta tentando la strada della comunicazione globale già percorsa da testate illustri specie negli USA. Al tradizionale cartaceo, che serve la zona a più alta concentrazione di italiani al mondo (la Gran Buenos Aires dove vivono quasi 400mila connazionali) ha affiancato la possibilità di sfogliare in abbonamento le edizioni del giornale sui tablet e sui computer. Ha infatti un’App sull’Apple Store per iPad ed Iphone e su apparati Android è leggibile con il medesimo sistema con il quale è leggibile su computer. E naturalmente ha anche un suo portale sul web.Per quanto riguarda la strategia editoriale, L’Italiano ha scelto di essere il quotidiano “locale” della grande comunità italiana di Buenos Aires ed è ormai diventato il punto focale delle attività legate all’italianità. Solo nell’ultimo mese il giornale è stato adottato come strumento didattico nei corsi di lingua italiana dell’Istituto di Cultura ed è stato co-organizzatore di eventi culturali, scientifici e gastronomici di grande successo.

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