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Posts Tagged ‘American Heart Association’

Congresso Mondiale dell’American Heart Association

Posted by fidest press agency su sabato, 11 novembre 2017

_anaheimAnaheim California dall’11 al 15 novembre 2017 uno studio di ricerca condotto dalla cardiologia del Santo Stefano di Prato, diretta dal dottor Francesco Bellandi, sarà presentato al Congresso Mondiale dell’American Heart Association. Ad illustrare la ricerca, denominata “Prato ACS 2“, sarà la dottoressa Anna Toso, cardiologa del Santo Stefano. L’importante studio riguarda il ruolo delle statine ad alta potenza, somministrate ai pazienti ricoverati per sindrome coronarica acuta al momento della diagnosi.
Le statine sono farmaci impiegati per ridurre l’ipercolesterolemia, cioè l’eccesso di colesterolo nel sangue. La novità della ricerca è quella di aver somministrato le statine ad alta potenza al momento della diagnosi e non alla dimissione del paziente che ha avuto una sindrome coronarica acuta.
Lo studio, nel quale sono stati impegnati i medici e gli infermieri della cardiologia del Santo Stefano, coordinati dai dottori Anna Toso e Mario Leoncini, ha dimostrato che l’uso precoce di statine ad alta potenza permette, già in fase intraospedaliera ed a breve termine, un significativo beneficio clinico che si esplica prevalentemente, attraverso la protezione della funzione renale. I valori di colesterolo e dei fattori di infiammazione dei pazienti sottoposti a statine ad alta potenza si sono ridotti marcatamente dopo un mese di terapia, ma per circa il 30% dei pazienti l’obiettivo terapeutico auspicato è ancora distante. Proprio i pazienti compresi nella percentuale del 30% saranno i possibili candidati all’impiego delle nuove molecole (antilipidici, antiinfiammatori), oggi studiate dai più grandi Centri di ricerca mondiali.E’ importante sottolineare che lo studio è stato sostenuto dall’Associazione Centro Cardiopatici Toscani – sezione di Prato.

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A Scientific Statement From the American Heart Association

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 novembre 2016

circulationIn 2013, the American Heart Association and American College of Cardiology published the “Guideline on Lifestyle Management to Reduce Cardiovascular Risk,” which was based on a systematic review originally initiated by the National Heart, Lung, and Blood Institute. The guideline supports the American Heart Association’s 2020 Strategic Impact Goals for cardiovascular health promotion and disease reduction by providing more specific details for adopting evidence-based diet and lifestyle behaviors to achieve those goals. In addition, the 2015–2020 Dietary Guidelines for Americans issued updated evidence relevant to reducing cardiovascular risk and provided additional recommendations for adopting healthy diet and lifestyle approaches. This scientific statement, intended for healthcare providers, summarizes relevant scientific and translational evidence and offers practical tips, tools, and dietary approaches to help patients/clients adapt these guidelines according to their sociocultural, economic, and taste preferences. (photo: circulation) (font: http://dx.doi.org/10.1161/ CIR.0000000000000462)

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American Heart Association, IBM Watson Health e Welltok lavoreranno insieme per trasformare la salute del cuore

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 febbraio 2016

cuoreCon il cognitive computing l’AHA personalizza e basa su standard scientifici una nuova offerta per la prevenzione sul posto di lavoro.
Nel primo giorno dell’American Heart Month, l’American Heart Association (AHA) ha annunciato di avere a piano lo sviluppo di una soluzione prima nel suo genere per migliorare la salute dei dipendenti sul posto di lavoro che sfrutta le potenzialità del cognitive computing di IBM Watson. La prima applicazione di Watson alle malattie cardiovascolari combina le metodologie di misurazione scientifica di AHA con le valutazioni sanitarie ottenute grazie al cognitive analytics e sarà messa a disposizione attraverso la piattaforma per l’ottimizzazione della salute di Welltok. Il progetto ha lo scopo di contribuire ad alleviare l’impatto delle malattie cardiovascolari, che colpiscono oggi più di 85 milioni di americani.Il programma aiuterà a valutare le condizioni dell’ambiente di lavoro, così come la salute dei dipendenti in base alla metodologia di misurazione di AHA. Punto centrale dell’offerta è il nuovo Workplace Health Achievement Index. L’Index utilizza le migliori esperienze per misurare e classificare le iniziative che le aziende propongono ai dipendenti in tema di salute, valutandole anche su quanto viene fatto in termini di prevenzione sul luogo di impiego. L’Index è il risultato dell’impegno della AHA CEO Roundtable, un’organizzazione dedicata alla salute sul posto di lavoro di cui fanno parte alcuni dei CEO delle più grandi imprese degli USA. La AHA CEO Roundtable è servita da “laboratorio” di sviluppo, test e perfezionamento dell’Index. Nello sviluppo della nuova offerta, Watson avrà il ruolo di fornire, grazie all’analisi cognitiva dei dati contenuti nell’Index, una guida su come un datore di lavoro supporti la salute dei propri dipendenti, ad esempio verrà condiviso come le aziende progettino, misurino e promuovano programmi di prevenzione e tutela della salute dei lavoratori.
Utilizzando la piattaforma Welltok online o via mobile, ogni singolo dipendente potrà decidere se compilare il questionario “My Life Check” di AHA, che misura “Life’s Simple 7”, i principali indicatori relativi alla salute cardiovascolare: niente fumo, mangiare sano, essere fisicamente attivi, raggiungere e mantenere il peso forma, tenere monitorata la pressione arteriosa, controllare il colesterolo e ridurre gli zuccheri nel sangue. Welltok sfrutta le informazioni fornite dai consumatori attraverso il questionario e i dati raccolti tramite i device indossabili per il fitness, le bilance wireless e i dispositivi da polso per misurare la pressione per fornire consigli personalizzati e aiutare l’individuo a fare scelte sane che potrebbero ridurre l’eventuale rischio di malattie cardiovascolari.
“Con ‘Life’s Simple 7’ e ‘Workplace Health Achievement Index’, proponiamo un programma scientifico per una vita sana e per il benessere in azienda”, ha detto Eduardo Sanchez, MD, MPH, Chief Medical Officer for Prevention, American Heart Association. “Con questo programma, gli individui e i loro datori di lavoro saranno in grado di beneficiare di soluzioni cognitive personalizzate, progettate per aiutare a migliorare la salute del cuore e ridurre i costi dell’assistenza sanitaria. La nostra speranza è che si possa stabilire un nuovo standard per il miglioramento continuo della qualità del luogo di lavoro. ”
Ginni Rometty CEO di IBM è un membro della AHA CEO Roundtable e IBM integrerà questa offerta nella propria strategia per la prevenzione in tema di salute. Il programma sfrutterà la capacità di elaborazione del linguaggio naturale di Watson, le competenze di question and answer e di analisi, e Watson sarà “istruito” sulle finalità e sulle misure sanitarie specifiche per il benessere del sistema cardiaco in modo da poter raccomandare alle imprese le modalità di creazione di un “ambiente sano” per il cuore.
“La nuova era del cognitive computing ha il potenziale per contribuire a trasformare la salute personale, ed è per questo che siamo ansiosi di vedere questa offerta in azione per sostenere il benessere dei lavoratori”, ha detto Kyu Rhee, MD, MPP, Chief Health Officer, IBM Watson Health. “Questa è la prima volta che Watson si occupa della salute del cuore, e non vediamo l’ora di lavorare con un maggior numero di membri della AHA CEO Roundtable, modello per le iniziative dedicate alla salute cardiaca in azienda”.Il carico globale relativo a possibili malattie cardiache che affliggono la forza lavoro di una multinazionale, ammonta in un anno a circa 1 – 3 morti e a più di 312.6 miliardi di dollari in spese sanitarie e perdita di produttività. La cattiva alimentazione, la mancanza di attività fisica regolare e altri importanti fattori di rischio che causano malattie cardiache e ictus sono responsabili di almeno il 25% delle spese sanitarie attribuibili ai datori di lavoro.Un nuovo studio condotto da AHA e Nielsen ha rilevato che i dipendenti che si sentono incoraggiati dal proprio management a partecipare a programmi di prevenzione sanitaria sul luogo di lavoro hanno circa il doppio di probabilità di mangiare sano, e il 69% di essi sostiene che le iniziative di prevenzione hanno un forte impatto sulla soddisfazione relativa al lavoro.
La ricerca AHA ha dimostrato che attenersi semplicemente ai ‘Life’s Simple 7’ può aiutare a ridurre il rischio di malattie cardiache, ictus, cancro e molti altri problemi di salute. Le persone che raggiungono l’equilibrio ideale in tutti i sette i punti (“salute cardiovascolare ideale”) a 50 anni possono diminuire significativamente il rischio di incorrere in malattie cardiache e ictus.
“Mettere questo innovativo programma nelle mani dei consumatori, li aiuterà a mantenere e anche a migliorare il proprio stato di salute”, ha dichiarato Jeff Margolis, presidente e CEO di Welltok. “Non vediamo l’ora di lavorare con IBM e AHA, nonché con le più importanti aziende del Paese, per ottimizzare la salute dei lavoratori degli Stati Uniti e cercare di eliminare il tributo umano e minimizzare l’impegno finanziario relativo alle malattie del cuore.”
Welltok mette a disposizione una piattaforma HIPAA compatibile che consente ai dipendenti di partecipare ai programmi relativi alla salute, proteggendo la propria privacy. I dati del Workplace Health Achievement Index e l’adesione a Life’s Simple 7 saranno de-identificati e memorizzati in Watson Health Cloud.

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Rapporto 2013 dell’American Heart Association su cardiopatie e stroke

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 gennaio 2013

Ogni anno l’American Heart Association, insieme al Center for Disease Control and Prevention ed il National Institute of Health, pubblica i dati statistici raccolti negli Stati Uniti riguardanti le malattie cardio- e cerebro-vascolari ed i relativi fattori di rischio. Si tratta di un documento ricchissimo di dati, che costituisce un importante punto di riferimento per medici, ricercatori, gestori e manager della sanità, riportando indici di morbilità e mortalità, rischi, qualità delle cure, procedure mediche e interventistiche e costi complessivi. Di seguito viene riportata una breve sintesi dei dati presentati:
i fattori di rischio per mortalità cv nella popolazione americana sono costituiti dall’ipertensione arteriosa nel 40.6%, il fumo nel 13.7%, una alimentazione scorretta nel 13.2%, l’inattività fisica nel 11.9% e una iperglicemia nell’8.8% dei casi nonostante gli interventi promossi il 21.2% dei maschi ed il 17.5% delle donne americane di età superiore a 18 anni continua a fumare ed il 40.1% dei soggetti non fumatori nel 2007-2008 aveva livelli elevati di nicotina nel sangue per esposizione al fumo passivo (percentuali molto più basse in bambini e adolescenti) 1/3 degli adulti non pratica attività fisica nel tempo libero
negli anni si osserva un aumento di apporto calorico (carboidrati in particolare), per pasti più abbondanti ed assunzione di bevande zuccherate
la pr evalenza di sovrappeso ed obesità in età superiore a 20 anni è pari al 68.2% e tra 2 e 19 anni è del 31.8%
la prevalenza di colesterolemia > 240 mg/dL negli adulti sopra i 20 anni è del 13.8% il 33% degli adulti > 20 anni di ambo i sessi è iperteso (l’82% è consapevole di questa condizione, il 75% assume farmaci ma solo il 53% raggiunge il target previsto) la prevalenza di diabete noto nella popolazione adulta è dell’8.2%, con l’aggiunta del 4% di diabete misconosciuto e 39.2% di prediabete; il 34% della popolazione ha una sindrome metabolica (35.1% nei maschi e 32.6% nelle donne). Altri dati di notevole interesse riguardano i tassi di mortalità:
il tasso di mortalità per malattie cv è pari a 236.1 per 100.000, con valori più elevati nei maschi e nella razza negra, con una riduzione tra il 1999 ed il 2009 del 32.7% nel 2009 le malattie cv hanno determinato il 32.3% della morti totali; circa 2.150 soggetti muoiono giornalmente per malattie cv (1 ogni 40 secondi)
1 morte su 6 è correlata a malattia coronarica (nel 2009 n 386.324 decessi); ogni anno 635.000 americani sono ricoverati per un infarto cardiaco di nuova insorgenza o muoiono per cardiopatia ischemica (si registra 1 evento coronarico ogni 25 secondi e una morte coronarica ogni minuto) tra il 1999 ed il 2009 l’incidenza di stroke è diminuita del 36.9% e la conseguente mortalità del 23% (si registra 1 stroke ogni 40 secondi ed 1 su 19 decessi è attribuibile a tale patologia). Gli indicatori di qualità delle cure erogate ai pazienti ospedalizzati per cause cardiovascolari documentano una buona aderenza alle raccomandazioni contenute nelle linee guida. Tra il 2000 ed il 2010 gli interventi e le procedure per problemi cv sono aumentati del 28%, mentre i costi diretti ed indiretti per le malattie cv e stroke nel 2009 sono stimati essere pari a 312.6 miliardi di dollari (a fronte di 228 miliardi per le malattie tumorali).
Go AS et al. Heart Disease and Stroke Statistics-2013 Update. A Report From the American Heart Association. Circulation 2013 DOI: 10.1161/CIR.0b013e31828124ad
(fonte medicinalterna33)

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