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Americana: Per una storia del romanzo degli Stati Uniti di oggi

Posted by fidest press agency su martedì, 4 aprile 2017

Roma Martedì 4 Aprile 2017, ore 9:00 Dipartimento di Lingue, Letterature e Culture Straniere. Sala Ignazio Ambrogio Via del Valco di San Paolo 19 Chi sono oggi gli autori statunitensi più rappresentativi? Che ne è stato dell’eredità della grande triade modernista Fitzgerald-Hemingway-Faulkner? E dell’eredità Raymond Carver o di David Foster Wallace? Che direzioni indicano gli ultimi due premi Nobel assegnati agli USA, a Toni Morrison e a Bob Dylan? In quali territori si addentra oggi la scrittura letteraria? Dove si sta dirigendo il romanzo e dove l’industria editoriale? Mattia Carratello e Sara Antonelli ne parlano con Luca Briasco, autore di Americana. Libri, autori e storie dell’America contemporanea. Luca Briasco, editor di narrativa straniera per minimum fax, è stato direttore editoriale di Fanucci ed editor di narrativa e saggistica straniere per Einaudi Stile libero. Collabora da più di dieci anni con Alias, il supplemento di il manifesto, e più recentemente a Il Venerdì di Repubblica. Tra le sue pubblicazioni, Retoriche del conflitto. Identità, amore e guerra in A Farewell to Arms (2001) e La letteratura americana dal 1900 a oggi. Dizionario per autori (2011), curato con Mattia Carratello. Ha tradotto quasi 50 tra romanzi e racconti, tra gli altri, di James Ballard, Jim Thompson, Ed. McBain, Richard Powers, Paul Harding, Edward St. Aubyn. Le ultime due traduzioni, Una vita come tante di Hanya Yanagihara e Il simpatizzante di Viet Thanh Nguyen, premio Pulitzer 2016, sono state particolarmente apprezzate da recensori e critici. Mattia Carratello è editor presso Sellerio di narrativa italiana e straniera. Ha curato la collana Bloom di Neri Pozza, è stato direttore editoriale di Fanucci ed editor di narrativa straniera per Einaudi Stile libero. Insieme a Stefano Ratchev ha scritto le colonne sonore di diversi film, tra cui Pranzo di ferragosto di Gianni Di Gregorio, Il rosso e il blu di Giuseppe Piccioni, Un giorno speciale di Francesca Comencini, Tommaso di Kim Rossi Stuart e la serie televisiva I delitti del BarLume di Sky Cinema.

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150 anni fa la guerra civile americana

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 aprile 2011

Il 12 aprile 1861 con l’attacco dei confederati a Port Sumter nella Carolina del Sud  si apriva la guerra civile americana che per quattro anni avrebbe opposto sul terreno e sui mari le truppe di Lincoln a quelle degli stati secessionisti. Tra le pagine della guerra di secessione ha indagato Donatello Bellomo, scrittore e storico della navigazione, per il suo romanzo Undici lettere all’ammiraglio (Mursia 436 pagine; 18 euro), in cui  rivive la straordinaria figura di Raphael Semmes, ammiraglio confederato che al comando del Sumter e dell’Alabama ingaggiò le navi commerciali unioniste su tutti gli oceani: dal Cile al Brasile, dalla Malacca all’India, dal Sudafrica alla Spagna sino allo scontro finale nel Canale della Manica contro il Kearsage del capitano nordista Winslow. La guerra ai confini del mare condotta da Semmes si intreccia con una controversa storia d’amore – quella tra il falco degli oceani e la possidente inglese Louise Tremlett, – dando vita a una potente narrazione che ha il fascino di romanzi epocali come Via col vento e allo stesso tempo conduce il lettore dietro le quinte dello scontro tra unionisti e confederati.Nel 1861, mentre nasceva l’Italia unita e si apriva la difficile stagione della guerra al brigantaggio del sud che sarebbe costata  centinaia di migliaia di morti in nome dell’unificazione,  l’America si spaccava in una guerra fratricida con un gravissimo tributo di morti e di danni che avrebbero messo in ginocchio le regioni del Sud. E ancora: se il Risorgimento italiano fu segnato dalle gesta del capitano Garibaldi, uomo di mare prima di essere generale e stratega, la guerra civile americana ebbe in Semmes il suo eroe: 83 le navi nemiche conquistate, accusato di aver condotto una guerra da corsa, fu processato e poi liberato grazie alle testimonianze dei comandanti che aveva sconfitti. Undici lettere all’ammiragliocontrappone le regole della marineria agli orrori della guerra, l’amore e l’onore contro il cinismo della ragione politica in una trama che trascina il lettore in mezzo a battaglie navali mozzafiato tra marinai indimenticabili. (bellomo)

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Libro: Un’americana a Roma

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 gennaio 2011

Un viaggio verso l’Italia che si trasforma in un viaggio dentro se stessi. Gail e Corinna, due turiste americane, lasciano gli Stati Uniti per qualche giorno di riposo a Roma, pensata come una vacanza all’insegna della cultura e del buon cibo si trasforma ben presto in qualcosa di inaspettato ed emozionante. Sulla loro strada incontreranno un pilota dell’Alitalia, Massimo, insieme al suo amico Emiliano scopriranno le meraviglie della città eterna nelle sere d’agosto, posti che dovrebbero risultare familiari ma che riescono a regalare emozioni sempre nuove. La storia si snoda tra Roma ed Amalfi durante il fine estate del 1992, viene raccontata a distanza di quasi vent’anni dal protagonista ad un giovane amico tra i tavolini di un bar; tra un giornale letto ed un caffè ancora da prendere emergeranno discussioni profonde tra i due, due generazioni a confronto sui temi dei sentimenti. Nel libro non viene mai esplicitata una domanda, che avrà sicuramente sfiorato in molti leggendolo, i sentimenti vengono descritti e vissuti senza freni, come meglio non si potrebbe, ciò che poi alla fine rimane permette di riflettere riguardo se ne sia valsa davvero la pena, se siano una cosa che “convenga” o magari invece non proprio un grande affare. L’opera è stata realizzata anche per fare da supporto all’insegnamento della lingua italiana, reso possibile dalla sintassi semplice e diretta e da un utilizzo variegato ma mirato di coniugazioni verbali. Scritto in italiano ma edito negli Stati Uniti, proprio per favorirne la diffusione tra i stranieri che si stanno avvicinando alla nostra lingua o che la praticano già da qualche anno, dedicato a tutti gli emigranti, come del resto anche l’autore è stato, affinchè sfogliando quelle pagine si riescano a riassaporare certi sapori, suoni e quelle emozioni che soltanto il nostro paese riesce a regalare. L’opera è rivolta anche a tutte quelle persone che si sono sempre domandate se i sentimenti ed i modi d’amare cambiano a seconda delle latitudini, chiedendosi magari se un amore “straniero” è da considerarsi un qualcosa di “diverso”, per poi rendersi conto che gli attori principali sono sempre gli esseri umani, non le culture o gli stili di vita. (Claudio Ruggeri “Un’Americana a Roma”, ISBN 9781446629635)
Claudio Ruggeri, 27 anni residente a Grottaferrata (Roma). Il suo mestiere è quello di impiegato presso un’azienda di assistenza informatica a Tor Vergata, scrivere è più che altro un hobby. Ha vissuto all’estero un paio d’anni, prima in Inghilterra e poi negli Stati Uniti dove ha anche studiato.

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La malasanità americana

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 febbraio 2010

La lettera della compagnia di assicurazioni Anthem Blue Cross annunciava a mio figlio che il costo della sua polizza aumenterebbe del trentanove per cento fra due mesi. Tutto normale per le compagnie che sono guidate solo dal guadagno. In un periodo economico poco promettente quando la disoccupazione si aggira sul dieci per cento, ci sono sempre quelli che prosperano. Le compagnie di assicurazioni aumentano i prezzi senza controlli e il governo americano continua ad essere bloccato senza riuscire a creare un sistema di sanità che offra copertura a tutti e allo stesso tempo controlli la cupidigia delle corporation. Dopo quasi un anno di discussioni e un disegno di legge approvato dalla Camera e uno meno buono dal Senato, si continua ad essere alla mercé delle ditte di assicurazione. Mio figlio ha poca scelta e dovrà quindi pagare l’aumento o rischiare la bancarotta in caso di malattie serie. I politici statali e federali sono stati scioccati dalla notizia dell’aumento. L’amministrazione di Barack Obama ha iniziato un’investigazione per cercare di vedere se l’aumento è legale. Steve Poizner, il commissioner dell’assicurazione della California, ha anche lui iniziato un’inchiesta al livello statale. Sembra che l’aumento sia stato rimandato di qualche mese. Ciò che sciocca di più è il fatto che i profitti delle compagnie di assicurazioni hanno raggiunto cifre oscene nel 2009. Uno studio del gruppo Healthcare for America ha rilevato che le cinque aziende di assicurazioni più grandi hanno generato profitti del 56% nel 2009. Fra di queste Cigna ha avuto un aumento del 346% di profitti mentre allo stesso tempo aveva ridotto il numero di assicurati del 5,5 %. Wellpoint che include Anthem fra le sue filiali ha generato un aumento del 91% dal 2008 mentre allo stesso tempo ha ridotto il numero di assicurati del 3%. In effetti, queste compagnie non rinnovano l’assicurazione a coloro i quali gli causano spese ingenti e si concentrano invece sui clienti che pagano e non rappresentano un rischio al loro portafoglio. Fanno il loro mestiere che è quello di guadagnare quattrini ai loro investitori. Tutto legale. Tutto parte del sistema capitalista. Chi non vuole comprare l’assicurazione può farne senza. Se i dirigenti delle corporation fanno il loro mestiere, i politici invece non fanno il loro. Si sa che i legislatori repubblicani vedono poco di male quando le aziende di assicurazione aumentano i prezzi perché accettano volentieri il sistema di offerta e richiesta senza pochi o nessun controllo. I democratici però che sempre dicono di difendere  i più poveri rimangono bloccati dalle regole del governo. Il Senato americano, nonostante abbia passato il disegno di legge per riformare la sanità, continua ad operare con la necessità della supermaggioranza di 60 voti per approvare disegni di legge. In effetti, ciò dà alla minoranza, in questi tempi il Partito Repubblicano, il potere di bloccare leggi che non siano piacevoli alle aziende alle cui il Gop è legato ideologicamente. I democratici però con la loro maggioranza hanno nelle mani lo strumento legale di approvare leggi schivando il filibuster. Si tratta del processo chiamato “reconciliation” che solo richiede 51 voti al Senato invece di 60 per approvare leggi. La reconciliation si applica solo a leggi che hanno a che fare con questioni di bilancio. La mggior parte del disegno di legge sulla riforma della sanità ha infatti implicazioni sul bilancio. I democratici quindi potrebbero agire. Obama però continua ad insistere che vuole trattare di governare in modo bipartisan e spera che i repubblicani alla fine comincino a cooperare. Nel frattempo dopo quasi un anno di dibattiti sulla sanità le corporation continuano a fare quello che vogliono. Brian Sassi, il direttore delle polizze individuali della Anthem, ha spiegato che il 39% riflette l’aumento massimo possibile ma ciò non tocca la maggioranza dei loro assicurati. L’aumento massimo è infatti quello che ha ricevuto mio figlio. Non è l’unico. Sassi ha anche dichiarato che i clienti come mio figlio sono molto importanti per la sua azienda. È vero. Senza di loro i profitti della Anthem svanirebbero. (Domenico Maceri)

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