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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 250

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Massimo Teodori: Il genio americano

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 giugno 2020

Il movimento Black Lives Matter può essere una grande opportunità per gli Stati Uniti. Ne è convinto Massimo Teodori, tra i maggiori americanisti italiani, in questi giorni in libreria con il suo ultimo libro, edito da Rubbettino «Il genio americano. Sconfiggere Trump e la pandemia globale», il quale ha così commentato le recenti vicende d’oltreoceano:
Per Massimo Teodori «Il comportamento razzista verso i neri dei distretti di polizia, emerso con gli assassini di Floyd a Minneapolis e Brook ad Atlanta, ha aggravato la crisi materiale e morale che divide l’America dopo la pandemia. Le elezioni sono alle porte: il razzismo potrà essere arginato da una grande protesta nonviolenta piuttosto che da saccheggi e incendi rabbiosi. La violenza chiama sempre altra violenza. I leader e i personaggi neri (come James LeBron) esortano i loro fratelli a registrarsi in massa per pesare sul voto presidenziale. L’atteggiamento ambiguo di Trump nei confronti dei razzisti può essere sconfitto solo da una larga partecipazione elettorale dei non-bianchi che in maggioranza votano democratico. Se la liberaldemocrazia del “Genio americano” prevarrà sul populismo autoritario, gli effetti positivi si faranno sentire su tutto l’Occidente e non solo sugli Stati Uniti».Insomma, se gli afroamericani concluderanno la loro protesta antirazzista andando a votare, la democrazia liberale potrà sconfiggere il populismo autoritario di Trump e ancora una volta il «Genio americano» trionferà.Con l’irruzione del Covid-19, le presidenziali USA 2020 sono divenute ancora più rilevanti non solo per l’America ma per tutto l’Occidente. La più ricca nazione del mondo rivela il suo lato debole: né la forza delle armi né la potenza del dollaro sono in grado di affrontare la sfida del momento. La democrazia americana ha saputo resistere a guerre, crisi sociali e tentativi autocratici: saprà ora battere Trump e risollevarsi dalla pandemia? La sua forza è il Genio americano che poggia sul Rule of Law e sul Bill of Rights. Dal 1790 il cuore della nazione batte al ritmo del voto presidenziale che anche quest’anno sceglie il suo leader. America First ha generato molti abusi di potere. In passato altri movimenti (nativismo, maccartismo, militarismo) hanno convertito il patriottismo in nazionalismo e l’amore per la propria comunità in razzismo, senza tuttavia rendere l’America illiberale se non per limitati periodi. Finora la nazione ha trovato gli antidoti per resistere alle involuzioni e difendere il suo regime di libertà. Cosa accadrà alle presidenziali di novembre di fronte all’irruenza di Trump e alla prova del Covid-19? Massimo Teodori con l’esperienza dello storico individua i dilemmi del momento: egemonia finanziaria o rispetto dei diritti umani? Populismo o democrazia? Se sarà confermato, l’attuale Presidente potrebbe trasformare in senso illiberale le istituzioni con un danno per l’Occidente democratico. Se Joe Biden andrà alla Casa bianca, gli Stati Uniti potrebbero riprendere la strada maestra, interna ed estera, tracciata dal Genio americano.Massimo Teodori, professore di Storia e istituzioni degli Stati Uniti, è autore di Storia degli Stati Uniti e sistema politico americano, il manuale in materia più diffuso in Italia. È stato parlamentare radicale per tre legislature, distinguendosi per le battaglie sui diritti civili. Da opinionista collabora con radio, tv e giornali italiani ed esteri. Questo è il suo cinquantesimo volume: tra i precedenti di americanistica ricordiamo i bestseller Maledetti americani (2002) e Benedetti americani (2003), Raccontare l’America (2005), Obama il grande (2016), Ossessioni americane (2018). Ha vinto numerosi premi, ed ha ricevuto, primo in Italia, la “Menorah d’oro”. Con Rubbettino ha pubblicato Risorgimento laico (2011).

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Massimo Teodori: “Il genio americano”

Posted by fidest press agency su domenica, 17 maggio 2020

“Sconfiggere Trump e la pandemia globale”, pp. 132, € 14,00 A quanto pare il Covid non interromperà il rito laico delle elezioni presidenziali americane, le cinquantanovesimo della storia del paese yankee. Ma com’è l’America che si prepara alle urne? E quale America ne verrà fuori? A descrivere la situazione attuale e costruire alcuni possibili scenari futuri è Massimo Teodori, tra i più noti americanisti italiani, nel libro, edito da Rubbettino, «Il genio americano. Sconfiggere Trump e l’economia mondiale», in libreria da questo giovedì (14 maggio).Alle presidenziali del 3 novembre l’America affronterà una prova decisiva per il suo futuro e per il destino dell’Occidente. All’impatto della pandemia la nazione più ricca del mondo ha rivelato una società tormentata e divisa tra l’opulenza privata e lo squallore pubblico che tiene fuori dal “sogno americano” i deboli e i poveri. Trump, abusando del potere, ha accentuato le disuguaglianze sociali a favore dei bianchi e contro gli immigrati soprattutto di colore. Il nativismo populista di America First ha allontanato il paese dalla tradizione liberale. Massimo Teodori, tra i massimi conoscitori della politica e della storia americani, in «Genio americano», scrive che al fondo del sistema politico-istituzionale degli Stati Uniti vi è una riserva di antidoti all’autoritarismo – Rule of Law, Checks and Balances, Bill of Rights – con al vertice il presidenzialismo che ogni quattro anni restituisce la sovranità ai cittadini impedendo ai presidenti malintenzionati di consolidarsi al potere. Massimo Teodori, con l’esperienza dello storico e la chiarezza del saggista, fornisce tutti gli elementi per comprendere la realtà degli Stati Uniti di ieri e di oggi; e individua le alternative provocate dall’irruenza di Trump e dallo shock del Covid-19: egemonia finanziaria o rispetto dei diritti umani; egoismo individuale o responsabilità pubblica; società chiusa o liberaldemocrazia pluralista.Se vince l’attuale presidente, prevarranno le prime alternative; se è eletto l’antagonista democratico, è possibile che da oltre Atlantico giunga un nuovo messaggio di speranza per l’Occidente liberale.
Massimo Teodori, professore di Storia e istituzioni degli Stati Uniti, è autore di Storia degli Stati Uniti e sistema politico americano, il manuale in materia più diffuso in Italia. È stato parlamentare radicale per tre legislature, distinguendosi per le battaglie sui diritti civili. Da opinionista collabora con radio, tv e giornali italiani ed esteri. Questo è il suo cinquantesimo volume. Ha vinto numerosi premi, ed ha ricevuto, primo in Italia, la “Menorah d’oro”. Con Rubbettino ha pubblicato «Risorgimento laico» (2011).

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Il sistema postale americano: Trump lo privatizzerà?

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 maggio 2020

By Domenico Maceri, PhD. “Non permetterò mai che il nostro sistema postale fallisca”. Così Donald Trump in uno dei suoi recentissimi tweet. Poco dopo il 45esimo presidente ha attaccato il sistema postale americano asserendo, senza dare dettagli precisi, che la gestione dell’USPS (United States Postal Service) “è stata un disastro”. L’attuale inquilino della Casa Bianca ha continuato accusando i vertici del servizio postale di non volere aumentare i prezzi dei loro servizi perché colpirebbero finanziariamente Jeff Bezos, padrone di Amazon. Secondo Trump tutto si potrebbe risolvere aumentando i prezzi per le consegne pacchi che l’USPS fornisce a Amazon.La recentissima nomina di Louis DeJoy a postmaster, il leader del servizio postale, spianerà la strada a Trump di mettere in atto questi aumenti e imporre altri cambiamenti all’USPS che lo porteranno a funzionare come un’azienda privata invece di un’agenzia apolitica al servizio degli americani. DeJoy, un imprenditore del North Carolina, è un importante finanziatore della campagna politica di Trump come pure del Partito Repubblicano. La sua nomina è stata resa possibile per il fatto che l’attuale postmaster Megan Brennan ha annunciato il suo pensionamento, azione causata almeno in parte dalle pressioni della Casa Bianca di cambiare la direzione dell’USPS da un’agenzia apolitica a un ente che riflette i desideri del 45esimo presidente.Si prevedono tempi poco belli per il servizio postale con possibili riduzioni di servizi e inevitabili conflitti con il sindacato dei dipendenti. Al momento tutte le zone degli Stati Untisi sono incluse nei loro servizi anche quelle rurali e isolate. Non sorprende dunque che il 90 percento degli americani la considera l’agenzia federale di massima fiducia. Si tratta però di un’agenzia indipendente quasi-governativa che non riceve fondi del governo, mantenendosi in piedi mediante le risorse che guadagna con i servizi offerti. A differenza di altre aziende, l’USPS non è tenuto a generare profitti ma semplicemente ad offrire servizi indispensabili, coprendo le spese della gestione.Ciononostante, come tutte le altre aziende, di questi giorni sta soffrendo del calo economico. Una parte delle entrate dell’USPS viene dalla distribuzione di pubblicità per le aziende le quali in questo trimestre hanno ridotto le loro attività del 50 percento. Come hanno riportato i media l’economia ha subito un calo del 4,8 percento nei primi tre mesi dell’anno e più di 33 milioni di americani sono disoccupati. Si prevede un calo di Pil molto più profondo nei prossimi tre mesi che potrebbe raggiungere il 30 percento.La situazione del servizio postale è in un certo senso molto più grave perché a differenza delle altre aziende private ha difficoltà a ridurre i servizi in quanto il governo lega le sue mani. Uno di questi impedimenti al funzionamento efficace è stata la “The Postal Accountability and Enhancement Act (PAEA)”, una legge approvata nel 2006 durante l’amministrazione di George W. Bush. La legge ha imposto al servizio postale un limite di 10 anni per pre-pagare le pensioni e i benefici medici dei loro 630mila dipendenti per i prossimi 75 anni. L’altro punto scioccante è che il servizio postale è l’unica azienda a dovere pre-pagare le pensioni e i benefici dei suoi dipendenti. Di solito, le aziende, il Social Security, e gli altri fondi pensionistici sia statali che privati, mettono i soldi da parte per il futuro gradualmente e non anticipatamente per 75 anni. Non è rarissimo infatti che se un’azienda fallisce mette anche in pericolo le pensioni dei lavoratori. Nel caso dell’USPS la legge del 2006 è diventata un albatro attorno al collo che aggrava la sua situazione economica. Nel mese di febbraio di quest’anno la Camera ha approvato una nuova legge che revocherebbe quella del 2006. Il voto è stato fornito principalmente da parlamentari democratici ma anche 87 repubblicani hanno votato a favore (309 sì, 106 no). Il Senato, dominato dai repubblicani, fino ad adesso non ha considerato la misura della Camera e sembra che Mitch McConnell, presidente della Camera Alta, non abbia nessuna intenzione di sottoporla al voto.Non è stata l’unica opposizione repubblicana all’USPS. Nel recente stimolo di 2mila miliardi di dollari a beneficio di individui e aziende, il sistema postale non ha ricevuto nulla. I democratici non hanno insistito abbastanza e i repubblicani hanno avuto la meglio. Non si escludono altri stimoli perché la situazione economica continua e stentare e forse il servizio postale potrà ricevere qualche sussidio che lo manterrà a galla.In questi giorni di pandemia si parla giustamente di lavoratori e anche di servizi essenziali. L’USPS è una di queste agenzie che riesce a fornire assistenza a quasi tutti gli americani. Distribuisce lettere e pacchi, alcuni dei quali contenenti medicine ma in alcuni casi anche cibo. A differenza di altre aziende private come l’UPS (United Parcel Service) e FedEx (Federal Express), che gli fanno concorrenza diretta, il servizio postale copre tutto il territorio non solo i posti redditizi. Infatti, l’USPS assiste queste aziende a completare le ultime tappe di consegna di pacchi quando devono raggiungere zone isolate non servite da loro.Il valore dell’USPS si vede anche nei suoi contributi a facilitare il voto per corrispondenza offerto gratis ai cittadini e governi statali e locali. Queso modo di votare continua a divenire più popolare e viene permesso da trenta Stati e in cinque è quasi l’unico modo di votare. Nel 2018 il 65 percento dei californiani ha votato per posta. In altri Stati il numero di persone che si reca alle urne il giorno dell’elezione continua a diminuire. Con la pandemia in corso e le incertezze generate il numero di americani che vorrà votare per posta aumenterà anche per evitare le tipiche lunghissime file. Alcuni hanno suggerito votare mediante l’Internet ma l’idea è stata quasi subito messa da parte per il pericolo di hacking. Il voto per corrispondenza mediante il servizio postale è però sicuro nonostante le obiezioni di Trump dovute principalmente al fatto che permetteranno a più cittadini di partecipare nella democrazia.Trump, però, come tutti i repubblicani, vorrebbe approfittare della crisi attuale per colpire di più l’USPS e privatizzarlo come vogliono fare con tutte le agenzie del governo. La nomina di DeJoy rende questa possibilità più probabile. Il nuovo postmaster dovrà lavorare in fretta. Inizierà il suo lavoro il primo giugno e avrà poco più di quattro mesi prima delle elezioni di novembre. Con l’economia a pezzi Trump potrebbe essere fuori dalla Casa Bianca nel mese di gennaio, sfrattato dal suo avversario democratico Joe Biden.

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Mercato azionario americano: un cambio di paradigma all’orizzonte?

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 aprile 2020

A cura di Alberto Artoni, Portfolio Manager US Equity di AcomeA SGR. Dall’inizio della crisi ad oggi l’indice S&P500 ha perso circa il 26%, toccando il suo minimo di periodo il 23 marzo. Sono bastati soltanto 21 giorni, per proiettare l’indice S&P500 da un bull market a un bear market. La rapidità con cui tutto questo è accaduto non si era mai vista prima d’ora. Il mercato sconta ormai una recessione inevitabile dell’economia statunitense.Il coronavirus determinerà una contrazione del PIL americano, con variazioni negative in doppia cifra nel primo e nel secondo trimestre. A partire dal terzo e quarto trimestre inizierà la fase di ripresa. Ma la recessione non è la descrizione corretta di ciò a cui stiamo assistendo attualmente. È una brusca interruzione dell’attività economica, da 100 a zero in pochi giorni o settimane.Almeno 10 milioni di persone hanno fatto richiesta di sussidi di disoccupazione nelle ultime due settimane e maggiori perdite si avranno man mano che le misure di contenimento di Covid-19 si diffondono e si intensificano. Il tasso di disoccupazione negli Stati Uniti potrebbe passare da un minimo storico del 3,4% prima della crisi Covid-19, a un massimo storico del 15-20% entro giugno di quest’anno. Si stima comunque che circa il 5% di questo incremento potrebbe tornare immediatamente al lavoro alla fine delle misure di contenimento. Per fare un confronto storico, la crisi finanziaria globale ha visto il picco del tasso di disoccupazione al 10%, mentre il massimo postbellico è stato del 10,8% nel 1982.La risposta della politica fiscale allo shock di COVID-19 è stata considerevole e di vasta portata. Il CARES Act recentemente approvato è un atto legislativo gigantesco che dovrebbe aiutare a proteggere l’economia statunitense dagli effetti economici della pandemia. Il disegno di legge assegna circa $ 2,3 trilioni a famiglie, aziende e governi statali e locali. L’iniezione più immediata di liquidità nell’economia ammonta a circa $900mld e arriva attraverso tre canali: sostegno ai redditi dei cittadini ($ 290 miliardi), aumento dell’indennità di disoccupazione ($ 260 miliardi) e prestiti/sovvenzioni alle piccole e medie imprese ($ 350 miliardi).Il sostegno al reddito dei cittadini prevede pagamenti diretti per un importo di $ 1.200 per adulto e $ 500 per bambino, stimati per un totale di $ 290 miliardi. Sono esclusi i sostegni ai redditi superiori a 100mila dollari.Un altro elemento chiave del pacchetto di incentivi è l’aggiunta di $ 600 ai sussidi di disoccupazione settimanale ordinaria per i prossimi quattro mesi, insieme all’espansione delle regole di ammissibilità per includere i lavoratori autonomi e a un’estensione per ulteriori 13 settimane di benefici. Si stima che l’intero pacchetto fornirà $ 260 miliardi di benefici aggiuntivi.Infine, le piccole e medie imprese possono richiedere prestiti fino a $ 10mln per pagare le spese operative. Anche se strutturati come prestiti, i fondi saranno prestati con l’intenzione di essere cancellati per le imprese che mantengono intatta la loro forza lavoro e, quindi, potrebbero essere considerati come vere e proprie sovvenzioni.
Da inizio anno, i settori che hanno registrato le migliori performance relative sono i consumer staples (-11,61%), farmaceutici (-14,39%), utilities (-19,05%). Questi settori più difensivi non hanno, infatti, risentito dello shock della domanda a causa delle misure di lockdown e degli effetti economici del virus. È interessante notare come la tecnologia (-15,43%), pur essendo tradizionalmente correlata al ciclo economico, si posizioni ancora tra i migliori settori, premiata dagli investitori grazie al profilo strutturale di crescita superiore al resto del mercato.I settori ciclici sono invece quelli che in questa fase stanno risentendo maggiormente il calo congiunturale della domanda di beni e servizi legati all’andamento dell’economia globale. I più penalizzati sono l’energy (-49,21%), finanziari (-35,65%), industrials (-30,31%), materials (-30,16%) e consumer discretionary (-25,96%).
Rispetto alla crisi finanziaria del 2008, oggi la risposta dei governi e delle banche centrali è stata tempestiva e rilevante. Oltre al supporto della FED, attraverso acquisti “infiniti” dei titoli del debito statunitense, il Tesoro ha messo in atto il piano di stimoli fiscali da 2,3 trilioni di dollari.Il maggior interventismo sul fronte fiscale da parte dei governi potrebbe dunque rappresentare uno dei catalist per il recupero della performance dei settori ciclici nei prossimi anni. Dall’inizio della crisi, il fondo America è passato da una esposizione netta di poco inferiore al 90% a una di poco superiore al 100%, tenendo conto della posizione in derivati.
La nostra view rimane di lungo termine. Oggi, il mercato azionario americano tratta a circa 16 volte gli utili. Un livello che potrebbe non sembrare estremamente a sconto su base storica, ma che sicuramente va interpretato con un’ottica differente dal passato. Questa crisi determinerà inevitabilmente un aumento dell’indebitamento pubblico e privato dell’economia e l’unico modo per mantenere la sostenibilità dei debiti è attraverso un bassissimo livello dei tassi di interesse. È lecito dunque attendersi tassi di interesse vicini allo zero per ancora molti anni. L’effetto di questo “new normal” è che potremmo ritrovarci in un nuovo contesto di mercato caratterizzato da multipli più elevati rispetto alla media storica. Per gli investitori dunque l’attrattività del mercato azionario sarà ancor più marcata rispetto all’investimento in titoli del reddito fisso.

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Un americano su quattro prende Asa, spesso senza raccomandazione del medico

Posted by fidest press agency su martedì, 17 settembre 2019

Negli Stati Uniti, circa un quarto degli adulti assume farmaci a base di acido acetilsalicilico (Asa) ogni giorno per prevenire le malattie cardiache. Questa conclusione è frutto di uno studio, pubblicato sulla rivista Annals of Internal Medicine, che ha analizzato i dati di 14.000 individui con più di 40 anni che hanno compilato un sondaggio nazionale nel 2017. I risultati mostrano che, tra coloro che hanno riportato l’uso del farmaco per la prevenzione primaria, il 23% non lo fa a seguito di una raccomandazione di un medico. Inoltre, il farmaco viene preso dal 45% degli anziani con età superiore ai 70 anni. Le analisi hanno anche rivelato che lo utilizza circa il 28% delle persone che hanno precedente sofferto di ulcera peptica. Come sottolineato dagli autori dello studio, guidati da Colin O’Brien, del Beth Israel Deaconess Medical Center della Harvard Medical School a Boston, l’uso di Asa nella prevenzione primaria è stato discusso nelle linee guida del 2019 dell’American Heart Association and American College of Cardiology. Il farmaco non viene raccomandato negli anziani con più di 70 anni, mentre la sua assunzione può essere presa in considerazione negli adulti di mezza età (40-70 anni) se sono ad alto rischio cardiovascolare, a patto che non ne abbiano uno aumentato di sanguinamento. «Alla luce degli studi e delle linee guida recenti, i nostri risultati mostrano l’enorme necessità degli operatori sanitari di informarsi sull’uso continuo di Asa e consigliare i pazienti sull’equilibrio tra benefici e danni, in particolare gli anziani e coloro con precedente ulcera peptica» concludono gli autori. (fonte: doctor33)

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Tayari Jones: Un matrimonio americano

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 dicembre 2018

Roy e Celestial sono sposati da piú di un anno. Sono neri di Atalanta, convinti di avere tutta la vita davanti, regni sconfinati di pagine bianche ancora da scrivere. Roy non è certo un magnate, ma ha un lavoro tale da permettergli di accarezzare l’idea di comprare casa. Celestial è «un’artista da tenere d’occhio», come recita il titolo di un articolo a lei dedicato. Gran cespuglio di capelli neri e un sorriso malizioso, Celestial fabbrica bambole considerate vere e proprie opere d’arte. Il loro matrimonio è come un arazzo finissimo. Spesso lo strappano, soprattutto perché Roy ama piacere alle donne, ma altrettanto spesso lo rammendano, sempre con un filo di seta, bellissimo.
Una sera, dopo aver fatto visita ai genitori di lui, a mamma Olive, che ha trascorso una vita intera a riempire vassoi in un self service per permettere al figlio di andare all’università, e a Big Roy, tuttofare per la medesima ragione, Roy e Celestial decidono di trascorrere la notte al Piney Woods, l’unico hotel a Eloe, la città dei genitori. È il week-end del Labor Day e una meteora distruggerà la loro vita.Una volta in camera, Roy si lascia andare a una rivelazione che fa infuriare Celestial. Per ritrovare in qualche modo il filo di seta capace di rammendare quello strappo, prende poi il secchiello di ghiaccio ed esce dalla stanza con l’intenzione di andarlo a riempire. In corridoio incrocia una donna all’incirca dell’età di sua madre, con una faccia simpatica e il braccio stretto dentro una benda appesa al collo. Siccome è un gentiluomo, Roy l’accompagna in camera, l’aiuta ad aprire la finestra e le sistema anche il water che perde come le cascate del Niagara. Infine rientra nella sua stanza, dove Celestial allunga il bellissimo braccio nella sua direzione e gli porge i cocktail che ha preparato.
Quella sarà, per Roy, l’ultima serata felice che trascorrerà per molto, molto tempo.
Accolto al suo apparire negli Stati Uniti da un enorme successo di pubblico e dall’entusiasmo della critica, Un matrimonio americano è uno di quei rari romanzi in cui la narrativa illumina davvero la condizione umana, una condizione, nelle sue pagine, in cui i pregiudizi razziali, l’ineguaglianza della legge e la crudeltà stessa, che è sempre in agguato in ogni relazione davvero profonda, sono in grado di distruggere l’amore e mettere alla prova ogni sentimento morale.
Tayari Jones è laureata presso lo Spelman College, l’Arizona State University e l’Università dell’Iowa. Docente di scrittura creativa presso l’Emory University, collaboratrice del Believer e del New York Times, vincitrice di numerosi premi letterari, è autrice dei romanzi Silver Sparrow, The Untelling e Leaving Atlanta. (by Neri Pozza Editore)

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Tulipier americano: un suono nuovo per una nuova generazione

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 novembre 2017

TulipierTulipier1Freshwater, Australia. Vedendo le tavole orizzontali realizzate in solido legno di tulipier, sfalsate in larghezza, che scorrono attorno al palcoscenico del Performance Theatre del Freshwater Senior Campus, si potrebbe presumere correttamente che questa non sia la creazione di una società standard di pannelli acustici. Il design è stato infatti ideato e creato del giovane designer di arredi Ben Percy da 3 metri cubi di tulipier americano. Percy ha volutamente cercato un legno che fornisse una varietà di colori e toni tale da creare interesse sullo sfondo del teatro da 300 posti. I lampi di viola e nero in alcune sezioni del muro e il grigio sporco che ne attraversa altre, hanno portato a risultati straordinari e sono stati, a detta di Percy, uno degli elementi più discussi del design. Il tulipier è stato finito con un olio trasparente per valorizzarne il colore naturale. La sostenibilità del tulipier americano è stata un fattore chiave nella scelta del materiale “Penso sia fondamentale un’idea di design che resista oltre la singola generazione – soprattutto in un ambiente come questo, dove i giovani australiani stanno creando valori e idee per il loro futuro ” ha commentato il designer. Non avendo competenze sui requisiti tecnici dei rivestimenti acustici, il primo passo di Percy è stato quello di fare una “tonnellata di ricerca”, come lui la descrive. Questo ha portato alla struttura ondulata della superficie per ridurre al minimo le superfici piane e rompere le onde sonore in modo da ridurre il Tulipier2riverbero quando il palcoscenico è in uso. Percy ammette che il progetto l’ha spinto al di là della sua comfort zone “Volevo creare qualcosa che riportasse al mio background da designer di arredi. Ho usato quindi le tecniche del design di arredi piuttosto che della pannellatura, come laminazione e piegatura del legno” “Sono rimasto entusiasta della facilità con cui il legno si taglia e si lavora in generale” aggiunge Percy “Ho preso in considerazione anche altre specie di legno come l’acero duro americano che sarebbe stato veramente bello, ma troppo complicato per questo progetto”.Il palcoscenico ha fornito un immediato miglioramento all’acustica del teatro, che viene regolarmente utilizzato per concerti e proiezioni della scuola, ed è messo anche a disposizione di aziende esterne per conferenze ed eventi. I pannelli di tulipier americano sono stati installati con l’aiuto dell’impresa locale Altone Constructions.
Il tulipier americano è commercialmente una delle specie di legno di latifoglia americano più prolifica dei boschi di latifoglia statunitensi ed è unica del Nord America, essendo stata eliminata in Europa dall’ultima era glaciale. Il tulipier è caratterizzato da un venatura poco pronunciata rispetto ad altre specie come il frassino e la quercia, è più simile all’acero di carattere ma è anche più scuro. Tuttavia, c’è comunque una differenza marcata tra l’alburno e il durame del tulipier: l’alburno è bianco crema mentre il durame può variare da giallo pallido e marrone e persino verde, a porpora in casi estremi. Il legno diventa più scuro in base al tempo che rimane esposto alla luce UV, e il colore verde diventerà marrone. Il legno del tulipier è dritto con una trama media e fine. (foto: tulipier)

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Primo edificio al mondo realizzato in tulipier americano lamellare a strati incrociati

Posted by fidest press agency su sabato, 1 luglio 2017

tulipier americanoIl Maggie di Oldham, il primo edificio al mondo in legno di latifoglia americano lamellare a strati incrociati (CLT) ha aperto i battenti in Inghilterra. Progettato da dRMM Architects con il supporto di American Hardwood Export Council, esso rappresenta una svolta per l’architettura e l’edilizia moderna.
Maggie’s è un ente benefico che fornisce supporto pratico ed emotivo alle persone colpite da tumore. Costruiti come gli ospedali specialistici per il cancro del Servizio Sanitario Nazionale (NHS, National Health Service), i centri Meggie sono luoghi caldi e accoglienti, con personale qualificato per offrire un programma di supporto che migliora il benessere fisico ed emotivo.
dRMM ha scelto il tulipier per la progettazione del Maggie a Oldham per l’influenza positiva che il legno ha sulle persone e per la bellezza, la forza e il calore che lo caratterizzano. Il legno è noto per ridurre significativamente la pressione sanguigna, le frequenze cardiache e i tempi di recupero; esercita inoltre benefici sulla salute e sul benessere più di qualsiasi altro materiale usato nell’edilizia, come testimoniato dal Wood Housing Humanity Report 2015.
Questa opera di architettura pionieristica permanente è formata da più di 20 pannelli di tulipier americano lamellare a cinque strati, di dimensioni da 0,5 a 12m di lunghezza.
Il tulipier americano CLT è stato pioneristicamente utilizzato nel 2013 da dRMM, AHEC e Arup per la sua impareggiabile forza, leggerezza, velocità di costruzione e sostenibilità. Il tulipier americano è tulipier americano1approssimativamente il 70% più resistente alla flessione di un tipico legno di conifera CLT. I pannelli strutturali CLT per il Maggie di Oldham sono stati sviluppati da Züblin Timber, specialisti in CLT.
Il primo esperimento pubblico con questo materiale da costruzione è stato The Endless Stair, realizzato per il London Design Festival del 2013. I calcoli ingegneristici di Arup mostrano che la struttura avrebbe potuto sostenere 100 persone contemporaneamente.
Il tulipier CLT è una delle specie di legno più sostenibili grazie alla sua capacità di ricostituzione, attraverso la crescita naturale.
Il rivestimento esterno del Centro è costituito da frassino americano trattato termicamente. Fotografia: Jon Cardwell. Il Maggie di Oldham contiene 27.6m³ di tulipier americano e 1.1m³ di frassino americano, pari rispettivamente a circa 55,22m³ e 2,1m³ di segato, che significa circa 115,7m³ di tulipier americano2tronchi. Tutti questi tronchi sono capaci di ricostituirsi in soli 120 secondi (108 secondi per il tulipier e 12 secondi per il frassino).
Gli esperimenti con il legno ingegnerizzato di Alex de Rijke, co-fondatore di dRMM, hanno fatto grandi progressi durante 30 anni di pratica e accademia. Gli studi in ambito costruzione e arredo hanno spinto le proprietà strutturali, ambientali ed estetiche del legno ingegnerizzato, dal legno compensato al legno di conifere ingegnerizzato, e ora all’invenzione collaborativa del legno di latifoglia CLT.”Dall’inizio del progetto di Oldham sapevamo che era il materiale giusto per il Maggie, non solo dal punto di vista strutturale ma anche dal punto di vista ambientale ed estetico. Un edificio sopraelevato, open space, tutto in legno e vetro – con alberi che crescono intorno e all’interno e ogni dettaglio pensato in funzione di usabilità, salute e piacere – che sarà sempre speciale “, afferma Alex de Rijke. (foto: tulipier americano)

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Indagine sul mercato immobiliare americano

Posted by fidest press agency su sabato, 5 novembre 2016

mercato-immobiliareSecondo l’indagine condotta dal Gruppo Immobiliare RE/MAX sull’andamento del mercato immobiliare in USA, settembre è stato il migliore settembre da 9 anni. Le vendite sono calate dell’11,7% da agosto a settembre, in linea con l’11% di media. Le vendite sono però aumentate del 2% rispetto a settembre 2015, considerato il migliore settembre fino ad ora.Il prezzo mediano di vendita di settembre è di $219.780 maggiore del 5,1% rispetto ad un anno fa. Il maggiore aumento si è registrato a Birmingham, AL (17.,0%) e Miami (15,2%). La media dell’offerta è aumentata da 3.4 di agosto a 3.9, la più alta da febbraio. Nonostante questo, siamo ancora lontani dai 6 mesi di offerta per essere considerati in un mercato bilanciato tra compratori e venditori. Otto mercati, prevalentemente nel nord est, hanno 6 o più mesi di offerta, mentre 19 città ne hanno 3 o meno, la maggior parte si trovano ad ovest del Paese.“Il mercato solitamente vede molto meno vendite tra agosto e settembre, ma nonostante questo le vendite sono state le più alte di tutti i settembre da quando abbiamo lanciato gli Housing Report nel 2008. Inoltre, i prezzi continuano ad aumentare di un moderato 5% di anno in anno. Questo è un mercato di cui si può essere soddisfatti.” – dichiara Dave Liniger, Amministratore delegato e Presidente del consiglio di amministrazione. RE/MAX LLC
Nelle 52 aree metropolitane coinvolte nell’indagine condotta da RE/MAX a settembre, il numero degli immobili venduti è salito del 2,0% rispetto allo scorso anno, che segna l’ottavo mese con aumenti rispetto allo scorso anno. Questo è il settembre più forte di vendite dal 2008, nonostante la diminuzione di 11,7% rispetto al mese scorso, ma comunque in linea con l’11% di media. A settembre, in 34 delle 52 aree metropolitane intervistate si sono registrate vendite maggiori rispetto all’anno scorso, vedendone 6 con aumento percentuale a doppia cifra. Tra queste troviamo Trenton, NJ, +17,9%, Augusta, ME, +14,1%, Des Moines, IA +13,6%, Raleigh & Durham, NC, +11,6%, Boise, ID +11,3% e Seattle, WA 10,6%.Il prezzo mediano di vendita degli immobili venduti nelle aree analizzate nel mese di settembre è stato di $219,780, minore del 3,1% rispetto ad agosto 2016 e maggiore rispetto al mese di settembre 2015. Il prezzo mediano di vendita a Providence, RI è rimasto invariato rispetto allo scorso anno ma le altre città analizzate hanno visto un aumento; 12 con percentuali a doppia cifra: Birmingham, AL +17,0%, Miami, FL +15,2%, Tampa, FL +14,6%, Portland, OR +14,5%, Denver, CO +13,1% e Boise, ID +12,6%. (foto: mercato immobiliare)

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Pena di morte: Il discorso del Papa

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 settembre 2015

congresso stati unitiIl discorso di Francesco al congresso degli Stati Uniti ha avuto, nel passaggio sull’abolizione della pena di morte, i suoi accenti più alti. Non solo il Papa ha ricordato a tutti la crudele e inutile vendetta rappresentata da uno strumento giuridico che non rende giustizia ma provvede solo a togliere la vita: ha anche affermato che ogni “punizione” non deve mai escludere “la dimensione della speranza e l’obiettivo della riabilitazione”.Con parole toccanti e ispirate dal Vangelo (“se vogliamo sicurezza, diamo sicurezza; se vogliamo vita, diamo vita; se vogliamo opportunità, provvediamo opportunità”) ha indicato a tutti gli Stati la necessità di legislazioni che siano all’altezza di società inclusive, in cui scompaiano i ghetti, i muri che dividono gli uomini. E ha lanciato un prezioso messaggio per l’umanizzazione di un mondo globalizzato, ma sempre più vittima di una violenza diffusa che colpisce sia i singoli che interi popoli.
La Comunità di Sant’Egidio, che da anni è in prima fila nella battaglia per l’abolizione della pena capitale nel mondo, ringrazia il sostegno annunciato da Papa Francesco “a tutti coloro che sono convinti” della necessità di dare speranza e offrire riabilitazione a chi ha sbagliato. Sono parole che ci incoraggiano a intensificare il nostro impegno in tutti i continenti insieme alla preziosa e vasta rete di personalità e cittadini comuni che hanno già aderito alla nostra campagna con il risultato di migliaia di “Città per la Vita”, Comuni europei, africani, asiatici e americani che hanno già scelto di schierarsi contro la pena di morte.

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Crescita del Pil americano

Posted by fidest press agency su martedì, 19 gennaio 2010

Bill Miller, presidente e CIO di Legg Mason Capital Management è convinto che il mercato stia sottostimando il potenziale di crescita del Pil americano per il 2010, in quanto trascura la forte accelerazione della ricostituzione delle scorte che contribuirà a trainare negli Stati Uniti una ripresa che potrebbe fare rimbalzare il mercato azionario nell’anno in corso addirittura del 20%.  Il calo della produzione industriale cui si è assistito negli USA ha superato notevolmente la contrazione della domanda e ciò perché il taglio della produzione è stato ottenuto con la riduzione delle scorte. Miller prevede dunque che la rapida ricostituzione dei magazzini da parte delle aziende americane sarà lo stimolo per una forte crescita economica che si protrarrà per diversi trimestri.   Benché per la crescita del Pil nel 2010 il consenso preveda un 2,6% e la Federal Reserve un 2,7%, secondo Miller ci sono buone possibilità che l’economia cresca oltre queste stime, arrivando addirittura a un 8%. Sulla scia di una tale ripresa, un balzo del mercato azionario di addirittura un 20% non è da escludere.  L’azionario statunitense continua a registrare utili oltre le aspettative. Un altro dato ricordato da Miller è che, partire dal 1871, i periodi decennali nei quali il rendimento del mercato azionario è stato negativo sono stati 14, incluso quello degli ultimi 10 anni.* A seguito di ciascuno dei precedenti 13 periodi decennali, i rendimenti aggiustati per l’inflazione nei 10 anni successivi hanno superato il 10%, ossia, sono andati ben oltre il 6,66% della media dei rendimenti reali a lungo termine e hanno più che raddoppiato il rendimento delle obbligazioni di Stato. In altre parole, ogni qualvolta per un intero periodo decennale l’azionario ha registrato una performance scarsa, nei successivi 10 anni, la performance dei mercati azionari è stata superiore alla media e ha in media raddoppiato quella dell’obbligazionario. Anche se gli investitori continuano a preferire i titoli obbligazionari a quelli azionari, Miller è dell’avviso che le azioni in questo momento siano molto sottovalutate rispetto alle obbligazioni.  Per sfruttare la crescita dei mercati emergenti nei prossimi anni, le azioni meglio posizionate appaiono quelle delle aziende mega-capitalizzate e in particolare quelle che detengono grandi marchi. Secondo Miller, i guadagni ex-USA permetteranno loro di crescere più rapidamente delle loro controparti più piccole. Inoltre, se la crescente domanda dei consumatori cinesi, incoraggiata anche dal governo cinese, si tradurrà in una maggiore domanda di prodotti di esportazione statunitensi, essa fornirà un sostegno anche al dollaro.  (Fonte: Jeremy Siegel, Università della Pennsylvania)
Legg Mason è una società di gestione di investimenti globale che gestisce asset per un totale di 694 miliardi di dollari Usa al 30 novembre 2009. La società offre una gestione attiva degli asset in molti dei principali centri di investimento del mondo. Legg Mason ha la sua sede centrale a Baltimora, Stati Uniti, ed è quotata presso il New York Stock Exchange (codice: LM).

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