Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘amianto’

“L’Europa agisca in fretta per arginare le morti causate dall’amianto”

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 aprile 2019

Secondo l’Oms sono 107mila ogni anno, di cui circa 6mila in Italia. Un’emergenza sanitaria che fa paura e che riguarda ogni cittadino”. Lo afferma Luisa Regimenti, responsabile Sanità nel Lazio per la Lega e candidata alle elezioni europee nella circoscrizione Italia centrale.“Oggi è la giornata mondiale delle vittime dell’amianto – prosegue Regimenti – ma non basta un giorno all’anno per ricordarci di questo pericolo. Perché, nonostante siano trascorsi quasi trent’anni da quando il nostro Paese ha messo al bando l’amianto, questa fibra killer è ancora presente in molte strutture, scuole e persino ospedali. E le prospettive non sono certo rosee, visto che nei prossimi anni la situazione, secondo gli esperti, è destinata a peggiorare”.“E’ perciò necessario un cambio di rotta nelle politiche europee, una presa di coscienza collettiva e interventi mirati” – conclude.

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Giornata mondiale delle Vittime di amianto

Posted by fidest press agency su domenica, 28 aprile 2019

I rappresentanti della tutlea vittime amianto ricordano alla Giunta Di Pillo che in Italia mediamente si ammalano di cancro circa mille persone al giorno, un uomo ogni tre e una donna ogni sei muoiono per patologie oncologiche e il dato su Ostia è superiore alla media nazionale.Le statistiche riguardanti i malati oncologici dell’Ospedale Grassi lasciano emergere l’aumento di patologie dell’apparato respiratorio, mentre il Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario Regionale specifica che qui le leucemie infantili sono superiore del 30% rispetto alla media nazionale. Dalla stessa ASL Roma D si apprende che sono ben 12mila i ricoveri annui per malattie tumorali che vanno ad incidere fino al 16% del budget dell’azienda sanitaria.E’ per questo che alcuni mesi fa abbiamo protocollato un atto in Municipio dove chiediamo ancora una volta che la Regione Lazio proceda alla mappatura dei siti contenenti asbesto e derivati, come già previsto dalla normativa vigente mai rispettata. E’ indispensabile anche che venga istituito il Registro Mesoteliomi, Tumori Nasali e Sinusali presso la ASL RM D competente per territorio, in modo che si possano raccogliere dati e referti epidemiologici ai fini della catalogazione e della diagnosi preventiva.Sottolineiamo, infatti, alla Giunta Di Pillo che lo scorso mese il Parlamento ha approvato la istituzione della Rete Nazionale dei Registri e che quello riguardante il litorale laziale diventa fondamentale in un Municipio martoriato da inquinamento elettromagnetico, radiazioni ionizzanti emesse dalle nuove scogliere a mare, fabbricati in amianto e coperture in eternit, malfunzionamento delle fogne che questa estate rischiavano addirittura di sversare liquami in spiaggia, discariche a cielo aperto, molte delle quali contenenti a loro volta amianto abbandonato.Chiediamo, pertanto, che il documento venga finalmente discusso in consiglio e che la attuale Giunta si attivi prontamente presso le Istituzioni componenti al fine di una sua rapida istituzione.Così dichiarano in una nota Cinzia Pellegrino, Coordinatore nazionale del Dipartimento tutela Vittime di Fratelli d’Italia, e Pietro Malara, Capogruppo FdI in Municipio X.

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“La lotta all’amianto resta un’emergenza”

Posted by fidest press agency su sabato, 29 settembre 2018

Ancora 40 tonnellate da smaltire in tutta Italia, tra luoghi di vita e di lavoro. Solo la rimozione definitiva del materiale cancerogeno e la tutela di chi corre più pericoli da esposizione, ci consentono di dare delle risposte efficaci per contrastare questo dramma”. E’ quanto dichiarano in una nota congiunta i deputati di FdI, Walter Rizzetto e Ella Bucalo, entrambi componenti della commissione lavoro alla Camera. “A tutela dei lavoratori, abbiamo sollecitato il Governo ad introdurre innovative misure di protezione per scongiurare il contatto con le polveri di amianto durante le attività lavorative. Chiediamo la riapertura dei termini per la presentazione delle istanze di riconoscimento dei benefici previdenziali attribuiti a chi è esposto ad amianto e che siano estesi anche al personale civile e militare delle Forze Armate e del Comparto Sicurezza: a parità di diritto, i benefici previdenziali devono infatti essere gli stessi, escludendo le discriminazioni che purtroppo si sono verificate in passato – concludono i deputati”.

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Danni d’amianto e risarcimenti

Posted by fidest press agency su domenica, 15 ottobre 2017

amiantoL’esposizione all’amianto è senz’altro causa di patemi d’animo e turbamenti per chi ha lavorato per anni senza adeguate protezioni, come tanti lavoratori italiani che ancora oggi ne pagano le conseguenze così come i loro familiari che ne hanno visti tanti strappati alla vita. Di questo lo “Sportello dei Diritti”, ne ha parlato più volte evidenziando analoga consapevolezza maturata nella giurisprudenza, anche di legittimità secondo la quale anche la paura di ammalarsi di cancro per un lavoratore che ha placche pleuriche per essere stato esposto per lungo tempo all’amianto deve essere risarcita. È quindi, legittima la parametrazione del danno morale ai patemi e turbamenti provati per il sospetto di una malattia futura, correlata al maggior rischio di contrarre il mesotelioma (tumore maligno) rispetto a soggetti con storie espositive comparabili non affetti da placche pleuriche (paura di ammalarsi). Peraltro, le prestazioni del fondo vittime dell’amianto sono comunque cumulabili con il risarcimento a carico del datore e le rendite Inail, diretta o in favore dei superstiti. Ad affermare questi importanti principi, la sentenza 24217/17, depositata il 13 ottobre dalla sezione lavoro della Cassazione che Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, ritiene un precedente assai significativo. Nella fattispecie è stato rigettato il ricorso dell’autorità portuale avverso la sentenza resa dalla Corte d’Appello di Venezia che l’aveva condannata a risarcire i danno patrimoniali e non ad un dipendente che aveva lavorato per anni quale scaricatore di porto e poi ammalatosi per l’inalazione delle microfibre di asbesto. Per i giudici di legittimità dev’essere affermata la responsabilità ai sensi dell’articolo 2087 del codice civile nei confronti dell’Autorità Portuale che dal ’95 è subentrata al provveditorato del porto e non ha introdotto l’uso delle mascherine nello svolgimento delle operazioni. Anche se il dipendente aveva cominciato a lavorare nel lontano 1968, non si può certo affermare che all’epoca non si conoscessero i rischi dell’asbesto, come già da tempo la Corte di Cassazione ha ricordato la raggiunta conoscenza di tale pericolosità ai primi anni del Novecento (cfr., ex plurimis, Cass. n.4721/1998; Cass. n.18626/2013; Cass.n.18041/2014; Cassi 7258/2016). Pertanto, per quanto puntualmente questa Corte ha ricostruito in materia di lavorazioni pericolose ed esposizione alle polveri di amianto, di cui in questa sede giova citare soltanto il R.D. n.442/1909 che, approvando il regolamento per il T.U. della legge per il lavoro delle donne e dei fanciulli, all’art. 29, tabella B, n. 12, già includeva la filatura e tessitura dell’amianto tra i lavori insalubri e pericolosi nei quali l’adibizione delle donne e dei fanciulli era vietata o sottoposta a speciali cautele, con una specifica previsione dei locali ove non era assicurato il pronto allontanamento del pulviscolo. Alla datrice di lavoro doveva essere ben nota l’intrinseca pericolosità delle fibre d’amianto, materiale il cui uso risulta fin dal principio dello scorso secolo sottoposto a particolari cautele, indipendentemente dalla concentrazione di fibre per i periodi temporali di esposizione per attività lavorativa. In definitiva, il risarcimento riconosciuto è legittimo e la Corte d’Appello ha commisurato il danno morale spettante all’appellante precisamente al patema e al turbamento provati per il sospetto di malattia futura, correlata al maggior rischio di contrarre il mesotelioma (tumore maligno) rispetto a soggetti con storie espositive comparabili non affetti da placche pleuriche (paura di ammalarsi). Perciò la quantificazione del danno morale, lungi dal conseguire da meccanismi semplificati di liquidazione automatica, è scaturita da un’adeguata e circostanziata “personalizzazione” del pregiudizio subito e, pertanto, risulta adeguata ai criteri generalmente accolti.

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Emergenze italiane: L’acqua, il fuoco, l’amianto

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 settembre 2017

vigilidelfuoco14Ci vorrebbe una battuta fulminante di Totò per descrivere la situazione attuale. Quest’estate non avevamo la palla di vetro quando annunciavamo che dall’emergenza fuoco saremmo passati all’emergenza acqua. Era solo questione di logica: il corpo nazionale è di fatto ai minimi storici. E con tutti gli occhi puntati su Irma, nessuno si è accorto che l’Italia stava per essere investita da un ciclone mediterraneo. Anzi sì, quelli della Lega Calcio che hanno vietato Sampdoria-Roma per rischio alluvione.
Però la gente è morta in Toscana. Però c’è un disastro in corso, in un paese che da sempre violenta il territorio, tombando corsi d’acqua e cementificando ogni centimetro quadrato. Così la pioggia diventa catastrofe. E quelli che dovrebbero portare i soccorsi magari devono aiutare prima di tutto se stessi: come a Ostia, dove la caserma dei vigili del fuoco è stata invasa da 40 cm di acqua che ha anche schiantato le serrande. E poi, persa la sfida sul Morrone, ecco che anche l’amianto, da dover riconoscere ai fini pensionistici con tanto di nota Inps, aggiunge un altro tassello all’infame condizione lavorativa a cui sono sottoposti i vigili. Siamo nelle mani di nessuno, anzi, verrebbe da dire che: siamo gestiti da curatori fallimentari. Non troviamo nessun termine appropriato per definire un gruppo manageriale che “non ne imbrocca una”. E dire che come organizzazione sindacale anche sul versante amianto li avevamo avvisati e denunciati. Ma non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. La sicurezza sui luoghi di lavoro è una politica che proprio non riusciamo a far comprendere al dipartimento. Quasi quasi verrebbe da dire che: “non ci sono più i pompieri di una volta”. Sì. Quelli che se uscivano sei in partenza, se chiamavano la sala operativa e chiedevano un rinforzo arrivavano mezzi da ogni parte. Tempi belli, ma passati. Qui oggi le sedi si chiudono: Padova docet. Allora ecco che il titolo da noi scelto “cade proprio a fagiolo”. E tempo di smetterla con questa politica di governo di destra. Con questo ministro chiaramente “amante del ventennio che fu” che usa impropriamente i vigili del fuoco in operazioni di ordine pubblico, che fa la nuova versione delle leggi razziali attraverso un decreto a suo nome, che copre spudoratamente chi si è appropriato dei fondi dell’ONA (Opera Nazionale Assistenza), che permette che l’arma dei carabinieri si arroghi il diritto di fare accordi con la protezione civile.
Che blocca Villa San Giovanni (RC) con veri e propri posti di frontiera che impediscono, palesemente, non soltanto il diritto a manifestare il proprio dissenso sociale ma, molto più banalmente, il diritto alla mobilità e alla libera circolazione delle persone.
Il controllo è riservato non soltanto a chi fermato risulta un soggetto con “precedenti” e\o segnalazioni di tipo politico, ma anche a tutte le persone che anche vagamente hanno qualcosa che possa ricondurli a “soggetti sovversivi” (kefiah, capelli lunghi, orecchini, felpa, tatuaggi, piercing, ecc.). Ecco cosa è importante in questo Paese: un buon taglio di capelli e lui, il nostro ministro, non è tipo proprio da non essere inquadrato come uno che abbi sempre il giusto taglio.
Noi vigili del fuoco continuano ad essere gestiti male e speriamo nel prossimo governo che sicuramente non sarà più a “destra” di questo. fonte: Coordinamento nazionale Vigili del Fuoco USB)

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Diventa legge la sorveglianza sanitaria per gli esposti all’amianto

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 gennaio 2017

amianto“Con l’approvazione della manovra di bilancio è diventato legge anche l’articolo 2 della proposta di legge regionale n.93/2013 sull’amianto della quale sono prima firmataria. In questo modo introduciamo la sorveglianza sanitaria per gli esposti, ex esposti e potenzialmente esposti all’amianto per motivi di lavoro, familiari o ambientali.” Dichiara Cristiana Avenali, Consigliera regionale del PD.”Secondo i dati del Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario Regionale del Lazio, i casi registrati di Mesotelioma maligno dal 1 gennaio 2001 al 31 dicembre 2015 sono 1122, con un incremento di 80 nell’ultimo anno, e le conseguenze di un uso eccessivo e improprio della fibra killer devono ancora manifestarsi in tutta la loro gravità e lo faranno nei prossimi anni. – spiega Avenali – Questo passaggio é un primo segnale di inversione di tendenza su questo tema da parte della Regione Lazio rispetto ad una questione sanitaria ed ambientale enorme ed urgente per cui ringrazio veramente per la sensibilità e l’attenzione il Presidente Zingaretti e la struttura commissariale della sanità.””Saranno istituiti anche degli Sportelli Amianto nelle aree più colpite da malattie asbesto correlate per informare e sensibilizzare, far conoscere e diffondere buone pratiche perché si possono e si devono salvare vite umane e allo stesso tempo formare le imprese che si occupano di ritirare e smaltire l’amianto per abbassare i costi per i cittadini.
Conclude la Consigliera: “È la concretizzazione di un lavoro che porto avanti sin dai primi mesi in consiglio, con la collaborazione ed il dialogo continuo con associazioni, comitati, cittadini, Asl. Sempre attraverso il confronto e la partecipazione attueremo la legge affinché il provvedimento sia veramente utile ed efficace.” (foto: amianto)

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Amianto Lazio: approvare la legge regionale è una priorità

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 luglio 2016

amiantoRoma. È urgente e necessario approvare una legge regionale sull’amianto, che manca da 24 anni, e cioè da quando la legge nazionale stabilì che le regioni dovevano intervenire e legiferare. Nel Lazio la mappatura è ancora ferma al 12% del territorio e nell’ultimo anno, secondo i dati del Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario Regionale del Lazio, i casi registrati di Mesotelioma maligno dal 1 gennaio 2001 al 31 dicembre 2015 sono 1122, con un incremento di 80 nell’ultimo anno. Non dobbiamo abbassare la guardia sull’amianto perché il problema è presente con gravi conseguenze su salute e ambiente che devono ancora manifestarsi in tutta la loro gravità. Per questo ho presentato una proposta di legge che affronta il tema in maniera sinergica e completa: prevede infatti completamento della mappatura e bonifica, sorveglianza e prevenzione sanitaria per esposti ex esposti e potenzialmente esposti, smaltimento di piccole quantità ed un piano regionale per le opere complesse, formazione e informazione per Asl operatori e imprese, sportelli amianto per i cittadini”, così Cristiana Avenali, consigliera regionale che venerdì ha partecipato al convegno “A come amianto, A come asbestosi” organizzato dal Circolo Legambiente Lamasena all’Abbazia di Casamari a Veroli, in provincia di Frosinone.
“Il convegno di venerdì scorso é stata un’ottima opportunità partecipata per informare e sensibilizzare, conoscere e diffondere buone pratiche che si stanno portando avanti come il sostegno della ASL di Frosinone ai malati di Mesotelioma della provincia e la formazione alle imprese che si occupano di ritirare e smaltire l’amianto che ha consentito anche di abbassare i costi per il privato cittadino. Occasioni come questa sono fondamentali per mantenere viva l’attenzione sul tema in una regione come il Lazio, dove la presenza di amianto è purtroppo alta, ed è per questo che approvare la legge regionale è una priorità nella nostra regione”, conclude Cristiana Avenali.

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Tumore e terapie bersaglio

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 gennaio 2015

amianto2Una nuova tecnica mirata per identificare i geni mutati responsabili della ridotta sopravvivenza nel mesotelioma, il tumore associato all’esposizione all’amianto. Si chiama sequenziamento mirato di nuova generazione (NGS) ed è stato utilizzato per la prima volta dai ricercatori del Dipartimento di Oncologia dell’Università di Torino in collaborazione con i colleghi dell’Ospedale San Antonio e Biagio di Alessandria. La scoperta è molto importante perché in questo modo è stato individuato un alto numero di mutazioni geniche, legate alla precoce progressione del tumore e alla riduzione della sopravvivenza. Sarà inoltre possibile valutare il ruolo delle terapie a bersaglio molecolare in una neoplasia particolarmente aggressiva, che presenta tassi di sopravvivenza a tre anni pari all’8%. Lo studio è stato pubblicato sul Journal of Thoracic Oncology, la rivista ufficiale dell’Associazione internazionale per lo studio del carcinoma polmonare (International Association for the Study of Lung Cancer – IASLC). “Abbiamo utilizzato un approccio mirato – spiega il prof. Giorgio Scagliotti, Direttore del Dipartimento di Oncologia dell’Università di Torino e primo autore dello studio – per valutare retrospettivamente alterazioni in 52 geni, fra quelli più frequentemente mutati nei tumori, in 123 pazienti con mesotelioma maligno della pleura in stadio avanzato (III e IV). Il sequenziamento di nuova generazione è un metodo affidabile, si concentra infatti su un gruppo specifico di geni, invece di ricorrere al più complesso sequenziamento dell’intero genoma. Questo procedimento ha il potenziale per descrivere accuratamente il tipo, la posizione e il numero di mutazioni genetiche nel mesotelioma e consente di indentificare associazioni con le caratteristiche del paziente, compresi i dati di sopravvivenza”. Nel 2014 in Italia sono state stimate 1.800 nuove diagnosi di mesotelioma, nella maggior parte dei casi la malattia è diagnosticata quando è già in fase avanzata e le opzioni terapeutiche sono limitate. “Lo stato mutazionale del mesotelioma è molto complesso – sottolinea la prof.ssa Silvia Novello, oncologa dell’Università di Torino e componente del Comitato esecutivo dello IASLC – con un elevato numero di alterazioni in geni coinvolti nella riparazione del DNA, nella sopravvivenza delle cellule neoplastiche e nei processi di proliferazione cellulare”. Il mesotelioma continua a provocare decessi nonostante la sua produzione sia cessata nel nostro Paese dal 1992. La latenza infatti può andare da 20 a oltre 45 anni dall’inizio dell’esposizione. Per fare il punto su terapie, prevenzione, assistenza psico-sociale e legale dei malati e ricadute giudiziarie il 29 e 30 gennaio a Bari l’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) organizza la III Consensus Conference italiana per il controllo del mesotelioma maligno della pleura. “I nostri dati – continua il prof. Scagliotti – non indicano la presenza di una specifica mutazione ‘driver’, cioè in grado di influenzare il comportamento della cellula malata, come si è osservato in alcuni casi di adenocarcinoma del polmone, soprattutto nei non fumatori. Tuttavia nel mesotelioma vi è un accumulo di numerose mutazioni cosiddette ‘temporanee’, che potrebbe spiegare la fase di latenza molto lunga della comparsa clinica della malattia”. Le alterazioni si concentrano essenzialmente nell’ambito di due vie molecolari (quella che coinvolge il gene p53 e i geni concentrati nella via PI3K-AKT). “Alcune – conclude il prof. Mauro Papotti, Ordinario di Anatomia Patologica all’Università di Torino e co-autore dello studio – potranno essere attentamente considerate in futuri studi clinici per valutare il ruolo delle terapie a bersaglio molecolare in questa neoplasia”.

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Il fotovoltaico e le coperture in amianto

Posted by fidest press agency su martedì, 14 giugno 2011

Torino 15 giugno dalle 9 alle 19 presso il Centro Congressi Incontra, in via Nino Costa 8 convegno su “Il fotovoltaico e le coperture in amianto: stato e prospettive alla luce del quarto conto energia” organizzato dalla Camera di Commercio di Torino, in collaborazione con Provincia di Torino e API Torino e con il supporto scientifico della Fondazione per l’Ambiente Teobaldo Fenoglio. Si analizzeranno le prospettive del settore fotovoltaico in Italia, informando sull’attuale legislazione relativa agli incentivi per l’installazione di impianti per la produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile, e si affronterà anche il tema delle bonifiche da amianto delle coperture degli edifici. I lavori prevedono una sessione mattutina e una pomeridiana di relazioni al termine delle quali, a partire dalle ore 16.00, ci sarà la possibilità di brevi colloqui individuali gratuiti con esperti del settore previa iscrizione, all’atto dell’adesione all’iniziativa, sul sito http://www.promopoint.to.camcom.it

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Vittime d’amianto

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 febbraio 2011

Trieste 25 febbraio con inizio alle ore 11.30, davanti al Tribunale di Trieste l’associazione nazionale denominata “Movimento dei Finanzieri Democratici” prenderà parte al pacifico presidio organizzato dall’Associazione Esposti Amianto del Friuli Venezia Giulia, per sottolineare la solidarietà dei Finanzieri nei confronti della Signora Santina Pasutto vedova Persich, Vice Presidente dell’A.E.A..  Come a molti è  noto Roberto Persich, marito della Signora Pasutto, è deceduto alla prematura età di 46 anni per colpa di un “mesotelioma pleurico”, tumore sicuramente riconducibile alla prolungata esposizione all’amianto.  Il Movimento “nel ringraziare l’A.E.A. per l’invito rivolto ed il suo Presidente Pischianz per l’impegno profuso a difesa delle vittime dell’amianto, ribadisce alla stampa che anche nella Guardia di Finanza si sono verificati dei decessi riconducibili ad una non protetta esposizione all’amianto ed alcuni appartenenti al Corpo o ex soffrono a tutt’oggi di patologie amianto correlate.  A prescindere dal fatto che alcuni dei finanzieri esposti si sono già iscritti all’A.E.A., con questa Associazione condivide, oltre che i valori sociali e morali, anche l’esperienza maturata sul campo dal noto Avvocato Ezio Bonanni del Foro di Roma, il quale tutela lodevolmente gli interessi di tutti gli esposti a qualunque categoria essi appartengano.  Si auspica, pertanto, una rapida soluzione del problema anche grazie ad un proficuo intervento della Magistratura, che si confida voglia analizzare a fondo i vari aspetti dell’intera vicenda”.

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ThissenKroup e amianto nelle caserme

Posted by fidest press agency su venerdì, 31 dicembre 2010

Mentre l’amministratore delegato della ThissenKrupp risponderà presto in tribunale del reato di omicidio volontario, così come è stato ipotizzato dal pubblico ministero che conduce le indagini per la morte di sette operai avvenuta all’interno dello stabilimento siderurgico, ci chiediamo quando e se verranno chiamati a rispondere della stessa ipotesi di reato anche quei dirigenti d’azienda, quei funzionari dello Stato e/o quegli ufficiali dei corpi a struttura militare che, pur conoscendo il pericolo di esposizione all’amianto al quale sono stati sottoposti per numerosi anni i loro dipendenti, hanno sottaciuto o minimizzato quanto a loro conoscenza, non prendendo in esame alcuna misura preventiva o informativa per il personale dipendente, tardando di fatto nell’applicazione della Legge 257/1992. E’ chiaro che, almeno per il momento, ogni riferimento a persone è da ritenersi casuale, si parla in astratto e non vogliamo fare allarmismi, l’unica cosa concreta che emerge per ora sono talune morti atroci certamente avvenute per mesotelioma della pleura ed altre probabilmente riconducibili alla stessa causa tuttora in via di accertamento. Ma se di certezze dobbiamo parlare possiamo dire con un ampio margine di sicurezza che, da quanto risulta dagli atti in possesso del Genio Civile e dell’Azienda Sanitaria, in alcune caserme del Friuli Venezia Giulia l’amianto era presente in maniera massiccia, sia in forma compatta sia in forma friabile, quest’ultima di gran lunga la più pericolosa. Noi del Movimento dei Finanzieri Democratici confidiamo nell’intervento della Magistratura a  tutti i livelli possibili affinché chi è stato esposto percepisca un equo risarcimento mentre le famiglie di coloro che sono morti ottengano finalmente giustizia. Il segnale forte che il dott. Raffaele Guariniello della Procura di Torino ha voluto dare non solo ai Giudici che dovranno decidere ma anche a tutti coloro che per alcuni decenni hanno disatteso l’applicazione della legge 257/1992 (quella che aboliva l’amianto specialmente dai luoghi di lavoro), è quello di considerare non un banale incidente sul lavoro le morti che potevano essere evitate ma un vero e proprio omicidio con dolo eventuale, poiché chi sapeva poteva intervenire per evitare e non lo ha fatto. (Lorenzo Lorusso – presidente nazionale dei Finanzieri Democratici)

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Amianto in G. di F: dossier in Magistratura

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 settembre 2010

Dopo l’episodio di “fuoco amico” col peschereccio siciliano, che vedrebbe coinvolti anche militari della Guardia di Finanza, giunge immediata notizia (dalla Presidenza dell’Ass.ne Movimento dei Finanzieri Democratici) che saranno depositati – nei prossimi giorni – dossier alla Magistratura, in varie Procure d’Italia, in favore di tutte le Fiamme Gialle (o ex) che si sono viste negare la concessione del curriculum lavorativo per esposizione alla temibile fibra killer dell’amianto, necessario per l’istruzione della prevista pratica di risarcimento previdenziale, ciò con particolare riferimento alla situazione di Trieste, Città che paga un alto tributo, in morti, per la causa dell’amianto. I Comandi della Guardia di Finanza del Friuli Venezia Giulia, infatti, hanno dichiarato l’esposizione del proprio personale inferiore ai limiti di Legge, senza addurre misurazioni come prova e dichiarando – nonostante la vertenza in corso dal 2004, i finanzieri deceduti e gli illuminanti studi scientifici noti già dal 1960 – di non aver disponibili le carte, per i periodi in esame, in luogo di presunti scarti d’archivio quinquennali,  per via di una “sbaragliante” circolare interna al Corpo (la 70000/01 in data 03.03.04) a firma di Roberto Speciale, Comandante Generale dell’epoca; ciò in barba a Leggi e Logiche sulla tenuta degli atti “sensibili”, e varie incombenze, in tema di Sanità e Sicurezza sul Lavoro (L. 257/92, D.Lgs 626/94… e loro modificazioni) ove vige, per il personale esposto all’amianto, un interesse giuridico-amministrativo permanente (basti pensare al decorso, anche più che quarantennale, delle, spesso letali, patologie asbesto-correlate ed alle eventuali conseguenti ipotesi e prescrizioni in materia penale). Un finale da commedia all’italiana che non convince neanche un poco e che lascia intravedere rivolgimenti legali molto forti con l’avv. Ezio Bonanni del Foro di Roma (specialista nazionale in tema di amianto). Lorenzo Lorusso (Presidente del Movimento dei Finanzieri Democratici)

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Inquinamento da amianto in fiumi italiani?

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 maggio 2010

“Ancora una volta gli italiani non imparano dagli errori commessi. Sembra ieri la notizia dell’inquinamento del fiume Po, e adesso anche altri fiumi entrano a far parte della lunga lista di arterie inquinate che scorrono lungo lo Stivale.” E’ questo il commento del responsabile per l’Ambiente dell’Italia dei Diritti, Alberto Maria Vedova, alla notizia dell’inquinamento da eternit di molti fiumi italiani, rilevazioni fatte dal Wwf per presenziare al processo che si sta svolgendo a Torino e che vede l’associazione di protezione ambientale costituirsi parte civile. Dati che confermano la drammatica situazione di degrado delle “vene blu” del Belpaese, documentati tramite il censimento di 29 corsi d’acqua effettuato dalla più grande organizzazione mondiale per la conservazione della natura nell’ambito della campagna “Liberafiumi”. “Sono quarant’anni che non si riesce a risolvere questo gravissimo problema. Oltre a danneggiare pericolosamente l’ambiente e minacciare il delicatissimo patrimonio di biodiversità fluviale – continua Vedova -; l’amianto provoca effetti devastanti sulla salute umana”. L’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro termina aggiungendo: ” Parliamo di ben 29 fiumi inquinati da questa sostanza cancerogena: un numero altissimo che tende a crescere. Auspichiamo che chi di dovere non permetta più il ripetersi di tali disastri, attivando un piano strategico di controlli mirati e a ciclo continuo”.

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Duro attacco della Sassone al nuovo Ddl lavoro

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 aprile 2010

L’Italia dei Dritti, il movimento per la legalità, la trasparenza e la giustizia presieduto da Antonello De Pierro, prende posizione nella vicenda del Ddl sul lavoro che di recente il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, ha deciso di rinviare alla Camera. In una nota, il Quirinale ha spiegato che tale decisione è dovuta “all’estrema eterogeneità della legge e in particolare alla complessità e problematicità di alcune disposizioni – con specifico riguardo agli articoli 31 e 20 – che disciplinano temi, attinenti alla tutela del lavoro, di indubbia delicatezza sul piano sociale”. Antonella Sassone, viceresponsabile per il Lavoro e l’Occupazione del movimento sottolinea: “I temi  trattati dagli articoli 31, commi da 1 a 9, disciplinano il nuovo arbitrato nelle controversie di lavoro, e l’articolo 20, limita la responsabilità per le infezioni da amianto subite dal personale che presta la sua opera sul naviglio di Stato. Chiedere ai lavoratori – prosegue la Sassone -, al momento dell’assunzione, di optare per l’arbitrato obbligatorio significa sottoporre un cittadino, peraltro in un momento di recessione economica profonda, di fronte alla scelta tra l’avere un posto di lavoro senza la possibilità di adire un giudice in caso di controversie e non avere affatto un posto di lavoro. Com’è facilmente intuibile i lavoratori che ne faranno una questione di principio saranno pochi, così vanificandosi la ratio che sta alla base della legislazione giuslavoristica che ha come obiettivo quello di colmare lo squilibrio contrattuale tra lavoratori e datori di lavori, i quali rappresentano ovviamente la parte contrattuale più forte”. Entrando nello specifico del provvedimento, il cosiddetto “Collegato lavoro” approvato il 3 marzo 2010 dal Parlamento e che Napolitano ha deciso di non firmare, l’esponente dell’Italia dei Diritti fa notare: “Ci sono spunti di approfondimento che meritano una riflessione storicamente orientata: ripensare il ruolo del sindacato e della contrattazione collettiva, così come il modello conflittuale che vede nello scontro sociale l’unico strumento di tutela dei lavoratori. Se la sola Cgil resiste al di fuori delle logiche governative significa che quantomeno gli altri sindacati hanno di fatto modificato il ruolo e il significato dell’attività sindacale. Qual è il fine di un sindacato che stringe accordi con il governo a scapito dei lavoratori? E che valore possono avere i diversi accordi e contratti collettivi nazionali che scaturiscono da questo accordo anomalo e viziato? I soli rilievi del Colle – osserva in conclusione la Sassone – non saranno sufficienti a dotare il Paese di una riforma del lavoro giusta se per primi i sindacati non ripenseranno al loro ruolo con profonda onestà”.

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Amianto: le Fiamme Gialle non devono spegnersi

Posted by fidest press agency su sabato, 27 marzo 2010

Trieste, 30 marzo 2010, presso l’antico Caffè San Marco di Trieste, alle ore 12:00, in una conferenza stampa del Movimento dei Finanzieri Democratici e dell’Osservatorio Nazionale  Amianto (http://osservatorioamianto.jimdo.com/chi-siamo/); saranno presentate, nella circostanza, le ultime stime/statistiche in riferimento al vertiginoso aumento dell’insorgenza di nuove patologie tra i lavoratori esposti all’amianto in Friuli Venezia Giulia. Interverranno, sul tema, Lorenzo Lorusso (giornalista, presidente MFD), Ezio Bonanni (avvocato attivo nei maggiori processi nazionali per l’amianto), Aurelio Pischianz (presidente Associazione Esposti Amianto FVG), Vincenzo Cerceo (già  Col. della G. di F.) ed altri interessati.

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Amianto: ricorso contro l’Italia

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 marzo 2010

Avanzato, in queste ore, dall’avv. Ezio Bonanni di Latina, ricorso alla Commissione Europea per conto di importanti associazioni di categoria schierate in difesa dei diritti degli esposti alla letale fibra dell’amianto e/o loro congiunti. Ne giunge notizia in una recente nota di cui si riportano alcuni significativi stralci: “[…] Le Associazioni (Associazione Vittime Amianto Nazionale Italiana, il Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio, l’Associazione Contramianto ed altri Rischi ONLUS, L’Osservatorio Nazionale Amianto, e l’Associazione Esposti Amianto Friuli Venezia Giulia e l’associazione Amianto e Geotermia) hanno ricorso alla commissione europea perché persegua la Repubblica Italiana, con procedimento di infrazione per violazione delle norme di diritto comunitario, tra le quali rientrano anche quelle della Cedu (per effetto dell’art. 6, comma 2, del Trattato di Lisbona, entrato in vigore il 1° dicembre 2009). Le censure delle Associazioni dei Lavoratori e Cittadini esposti e vittime dell’amianto sono promosse per impugnare l’art. 6, comma 9 bis, della legge 25/2010, con la quale sono stati prorogati i termini per la presentazione dei curriculum lavorativi, per ottenere i benefici contributivi, fino al 30.06.2010, ma solo per i lavoratori dei siti oggetto di atto di indirizzo, per i quali il Ministro ha riconosciuto l’esposizione protratta fino al 1992, e con ingiusta discriminazione per tutti gli altri lavoratori, i cui termini erano fissati al 15.06.2005, ad eccezione di casi limitati. Inoltre con la stessa norma si tende ad influire sull’esito del procedimento innanzi al Consiglio di Stato con il quale la Presidenza del Consiglio dei Ministri ed i Ministri interessati hanno impugnato la Sentenza del TAR del Lazio, la quale aveva ritenuto applicabile la legge 247/07 (art. 1, commi 20, 21 e 22) a tutti i lavoratori dei siti oggetto di atto di indirizzo, riconoscendo loro il diritto ad ottenere la certificazione di esposizione fino al 02.10.03, e/o l’inizio delle bonifiche. Con il testo di legge si riproduce l’art. 1, lettera b), dichiarata illegittima dal TAR del Lazio con la Sentenza n. 5750/09.”[…].

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Amianto: diffidata la Presidenza del Consiglio

Posted by fidest press agency su martedì, 23 febbraio 2010

Mentre si prepara  la prossima Conferenza Regionale Amianto del Lazio, prevista presso il Comune di Bassiano (LT) per i giorni (26 e 27 febbraio prossimi) e l’emendamento del senatore Battaglia pare ormai avviato al molto prevedibile iter di approvazione della Camera; Ezio Bonanni di Latina (avvocato juslavorista e specialista nazionale per le cause dell’Amianto) espone al Presidente del Consiglio ed allo stesso tempo comunica alla Commissione Europea ed alla Corte di Strasburgo i motivi di illegittimità; ne fornisce notizia l’Osservatorio Nazionale Amianto, e le altre Associazioni, con una nota di cui riportiamo alcuni passi significativi: “Diffidato il Presidente del Consiglio con nota del 22.02.2010; pioggia di cause di risarcimento danni nei confronti dello Stato e dell’INAIL presso i diversi Fori d’Italia, a centinaia se non migliaia; integrazione dei ricorsi a Strasburgo e della denuncia alla Commissione Europea. E’ stata inoltrata dall’Avv. Ezio Bonanni una diffida al Governo contro l’emendamento del Sen. Battaglia, con costituzione in mora, per l’emendamento 6.8, dopo il comma 9, nel Decreto Milleproroghe, già passato al Senato con il voto di fiducia, che mira ad espropriare dei diritti migliaia di lavoratori, mascherando per interpretativa una nuova Legge – emendamento 6.8, con comma 9 bis, nel Decreto Milleproroghe – che modifica quella precedente costituita dall’art. 1, comma 20, della Legge 247/07 in materia di benefici amianto. La stessa comunicazione è inoltrata per conoscenza alla Corte Europea per i Diritti dell’uomo, e alla Commissione Europea, innanzi alle quali pendono le procedure per discriminazione e per violazione del Diritto Internazionale e Comunitario. Intanto, prima che la Legge venga modificata sono stati depositati all’Autorità Giudiziaria – Giudice del Lavoro – moltissimi ricorsi, nei quali con i benefici contributivi, si chiede anche il risarcimento dei danni, a carico di INAIL”.

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S.O.S. Amianto – Battaglia

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 febbraio 2010

Da poco approvato l’emendamento del Sen. Battaglia che pare annullare gli effetti della Sentenza TAR del Lazio n° 5750/09, inerente il riconoscimento di alcuni basilari diritti degli esposti all’amianto. Ne dà notizia, assieme ad importanti rettifiche sulla questione,  l’avv. Ezio Bonanni di Latina, tra i più attenti attori giuridico-legali per la difesa, in ogni sede, dalla letale fibra killer. Riportiamo alcuni brevi stralci delle sue ultime dichiarazioni: ”[…] La compagine governativa, con l’emendamento Battaglia, si prefigge unicamente di sterilizzare gli effetti della Sentenza del TAR del Lazio n° 5750/09, che ha accolto il ricorso dello scrivente procuratore per l’annullamento dell’art. 1, comma b), D.M. 12.03.2008, Ministro On. le Damiano (Partito Democratico), il quale voleva applicare i benefici contributivi della Legge n° 247/07, art. 1, commi 20, 21 e 22, a 15 dei 500 siti oggetto di atto di indirizzo del Ministro del Lavoro. L’atto di indirizzo è una certificazione del Ministro con il quale per i lavoratori beneficiari si aprono le porte del riconoscimento del beneficio amianto, senza dover dimostrare l’esposizione qualificata. Dunque il Governo Prodi limitò a soli 15 dei 500 siti i benefici contributivi, discriminando tra i lavoratori oggetto di atto di indirizzo, ed ancor più gli altri lavoratori, che per avere i benefici debbono dimostrare le famose 100 ff/ll (onere della prova quasi impossibile da poter assolvere). Lo scrivente procuratore, unico, ha impugnato al TAR ed ottenuto l’annullamento della clausola discriminatoria di cui all’art. 1, comma b), D.M. 12.03.2008. Ora il Governo riproduce esattamente la clausola che il TAR ha dichiarato illecita ed illegittima: PDL ed a suo tempo Governo Prodi, entrambi accumunati contro le vittime dell’amianto ed i lavoratori! Poiché è apparso in alcuni comunicati che la modifica si riferirebbe ai diritti dei lavoratori che hanno vinto le cause, utilizzando il plurale, si rende necessaria questa precisazione, per evitare inutili allarmismi, per cittadini e lavoratori non oggetto di atto di indirizzo, o per quelli che hanno in corso le cause rispetto alle quali la nuova modifica non può essere applicata. Tanto era doveroso in relazione a notizie ed anche a comunicati del tutto errati, rispetto ai quali sarebbe il caso di consultare la Sentenza del TAR del Lazio e l’emendamento Battaglia, del tutto speculari: uno annulla, l’altro approva quello che il TAR ha annullato. Tuttavia i diritti acquisiti, coperti dall’art. 38 della Costituzione, come in questo caso, non possono essere sottratti per legge, una volta maturati, per cui per chi ne ha fatto domanda questo esproprio sarà piu’ difficile e legalmente impossibile – a mente di Costituzione e di Convenzione europea dei diritti dell’uomo.

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Amianto: Lo Stato condanna se stesso

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 febbraio 2010

Appena accolto il ricorso di un lavoratore esposto all’amianto che ha denunciato l’eccessiva durata del procedimento di riconoscimento per i benefici contributivi del caso. Ne dà notizia in una nota (di cui si ripora un breve stralcio) l’Avv. Ezio Bonanni di Latina (impegnato nei maggiori  processi per l’Amianto: Eternit e molti altri):  “[…] Condannato il Ministero della Giustizia per <il ritardo ingiustificato> che è risultato <pari ad un anno> ed al <ricorrente spetta la somma di € 1.000,00>: così il dispositivo della Corte di Appello di Genova che ha deciso la causa promossa da un lavoratore esposto all’amianto nella centrale geo termo elettrica di Larderello,  per il risarcimento dei danni per eccessiva durata del processo, per il riconoscimento dei benefici contributivi per esposizione all’amianto, inizialmente negati dall’INPS  e che invece sono stati riconosciuti prima dal Tribunale di Pisa e poi dalla Corte di Appello di Firenze, che ha rigettato il ricorso dell’INPS (per competenza territoriale, il ricorso per risarcimento danni è stato inoltrato alla Corte di Appello di Genova: decreto di condanna n. 192, che ha deciso il ricorso numero 1123/2009) . Segue anche la condanna alle spese legali. […]”

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Amianto: emendamento della maggioranza

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 febbraio 2010

“Scandaloso l’emendamento al decreto Mille proroghe presentato dal Senatore Antonio Battaglia della maggioranza governativa che colpisce due volte le vittime dell’amianto”. Così l’On. Scilipoti con riferimento all’emendamento della maggioranza al decreto Mille proroghe. “La prima volta perché hanno respirato l’amianto e la seconda volta perché, dopo aver vinto la causa al Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, che ha accolto le richieste del legale, si vedono ora negato il diritto per legge. Ciò che è naturale – prosegue Scilipoti – diventa innaturale, si cerca, infatti, di ribaltare il giudizio della Magistratura, anche perché il ricorso al Consiglio di Stato presentato contro i lavoratori dalla Presidenza del Consiglio è stato notificato oltre i termini. L’Avv. Ezio Bonanni che ha ottenuto dalla Magistratura l’importante riconoscimento per le vittime dell’amianto ha evidenziato l’inammissibilità del ricorso. Con questo emendamento, vergognoso e irresponsabile, non solo si tenta di ribaltare per legge una decisione della Magistratura, ma si tenta di pregiudicare migliaia di lavoratori malati. Chiedo immediatamente – conclude Scilipoti – a tutti quei parlamentari che ancora hanno sensibilità e considerazione per la vita umana e che hanno rispetto per le decisioni della Magistratura di non approvare detto emendamento e di chiederne l’immediato ritiro.

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