Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘amministrative’

Riflettendo ad alta voce sulle amministrative in Sicilia

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 maggio 2019

Le elezioni amministrative svolte a Caltanissetta, unico capoluogo di provincia chiamato alle urne, ci offrono l’opportunità di riflettere sui risultati alla luce di un “passato prossimo” e di un futuro a breve o a lungo termine. L’argomento di più immediato interesse è l’elezione del sindaco, con due candidati andati al ballottaggio: i “5 Stelle” e l’unione autoidentificata come “centri destra”, composta da un eccessivo coacervo di politici-politicanti.
Perché ha perso il candidato dell’aggregazione di destra?
Il candidato sindaco Giarratana ha perso due volte: la prima quando Salvini, caricato da una spasmodica arroganza, volle prendere le distanze dal centro-destra per andare al voto solingo e solitario; la seconda nella campagna elettorale per il ballottaggio, quando lo stesso Giarratana ha, pubblicamente, tacciato i candidati del Movimento 5 Stelle di essere “un branco di ubriaconi, morti di fame”. Alla tornata precedente l’assembramento di destra, con i voti della Lega, avrebbe vinto alla grande, fornendo una ragione in più per sostenere il motto berlusconiano “uniti si vince”; motto ragionevole, ma non applicabile alla odierna realtà, in quanto una “unione” per vincere deve stringersi intorno ad un progetto articolato e condiviso, e non presentandosi come una “raccolta indifferenziata” di politici-politicanti che non si sono neanche recati a votare nel secondo turno, attendendo sul greto del fiume il passaggio della barca del vincitore sulla quale saltare a piè pari.
Allora ha vinto il Movimento 5 Stelle? No!
Ha vinto l’astensionismo, grazie alle rivendicazioni personali dei candidati nelle (troppo) numerose formazioni di appoggio al centro-destra, i quali hanno preferito rimanere alla finestra in attesa delle evoluzioni. Di Maio non può cantare vittoria, magari potrà cantare, ma solo se trova un balcone dal quale esibirsi.
Velocemente su Salvini e la Lega: hanno ricevuto esattamente ciò che meritavano, il castigo degli elettori all’ arroganza del capo, il cui parlare inizia sempre con “IO”, ritenendosi il sale della terra, senza umile accettazione dei grandi limiti che lo schiacciano.
Il PD ha dato inizio ad un nuovo corso, alleandosi con Forza Italia di Berlusconi nella elezione del sindaco di Gela, vecchio sogno di Renzi, ma non certo di una larga parte dell’elettorato che si sente tradita, specialmente nella componente socialdemocratica. Ma si tratta di una alleanza formale, di comodo, priva di prospettive future, nell’ annoiata sintesi di una rivisitazione di un piatto tipico siciliano: “maccheroni alla Norma”, diventata “maccheroni alla Renzusconi”. (Rosario Amico Roxas)

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Amministrative: CasaPound cresce

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 giugno 2018

“CasaPound continua a crescere e a ottenere consiglieri. I grandi media ci ignorano ma i territori ci premiano, e anche a questa tornata di amministrative siamo riusciti a piazzare una nutrita pattuglia di eletti e a dimostrarci decisivi in diversi Comuni”. Lo afferma il segretario nazionale di Cpi, Simone Di Stefano, commentando i risultati del voto di ieri, che ha visto il movimento presente in venti Comuni tra cui i capoluoghi Brescia, Massa, Siena, Terni, Viterbo e Avellino e nei due popolosi municipi romani III e VIII.
Quanto ai risultati, è a Velletri che CasaPound registra il risultato più alto sfiorando il 10% (9,78), con il candidato sindaco Paolo Felci che entra in consiglio comunale e la possibile elezione di un secondo consigliere. Sempre nel Lazio, spicca il risultato di Anagni, dove il candidato sindaco sostenuto da Cpi, Daniele Tasca, ha ottenuto il 20% e andrà al ballottaggio con il centrodestra. La tartaruga fa registrare un risultato positivo anche nei municipi III e VIII di Roma (1,2% e 1,08%), oltre che a Pomezia e Anzio dove resta abbondantemente sopra l’1%. Bene anche Viterbo, dove Claudio Taglia supera il 3% e potrebbe entrare in Consiglio, mentre a Vallerano, nel viterbese, complice l’assenza del centrodestra, CasaPound raccoglie il 21% e tre consiglieri di opposizione. Con l’1,2% di Piergiorgio Bonomi a Terni la tartaruga sarà decisiva al ballottaggio, visto che il candidato leghista Latini si è fermato al 49,2%. Buoni risultati anche in Toscana, con il 2% superato da Sergio Fucito nella difficile Siena e l’8,54% di Giacomo Melosi a Pescia in provincia di Pistoia (oltre 20 mila abitanti), che dovrebbe permettergli di entrare in consiglio. A Massa il candidato sindaco sostenuto da Cpi Francesco Mangiaracina ha ottenuto il 2%. A Porto Sant’Elpidio, comune di 26mila abitanti in provincia di Fermo, la lista di CasaPound ha ottenuto il 2,7%. Infine il nord: la tartaruga frecciata ottiene l’1,84% con Igor Bosonin a Ivrea, mentre a Cerro Maggiore, Comune di 15mila abitanti in provincia di Milano, Fabio Tomasoni si avvicina al 3% e nel piccolo Cinaglio, in provincia di Asti, elegge un consigliere.

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Merkel: Chi semina vento, raccoglie tempesta

Posted by fidest press agency su martedì, 6 settembre 2016

La sconfitta della cancelliera tedesca Angela Merkel dimostra quanto i maggiori partiti europei siano a una distanza siderale dalle reali esigenze dei popoli. Che sono due: sicurezza e lotta all’immigrazione selvaggia, lavoro e sviluppo economico. Questa Europa a trazione tedesca non garantisce né gli uni né gli altri ed è solo interprete di interessi economico-finanziari. L’attuale invasione migratoria produce l’impoverimento dell’Africa e l’arricchimento del solito circuito di delinquenti e soloni”. È quanto dichiara il capogruppo di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale alla Camera dei deputati Fabio Rampelli.

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Amministrative. Marini (Acoi): Raggi valorizzi servizio sanitario cittadino

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 giugno 2016

ospedale-Forlanini-Roma“Facciamo glia auguri di buon lavoro al nuovo sindaco di Roma Virginia Raggi e le chiediamo di considerare la sanità romana ed i suoi ospedali una priorità nella sua agenda di governo. Gli ospedali di Roma vivono una fase particolarmente delicata e ci auguriamo che il nuovo sindaco, in collaborazione con la Regione, cui spetta la gestione della Sanità, faccia tutto il possibile per tutelare la salute dei cittadini e rilanciare il servizio sanitario a Roma. Le chiediamo anche un confronto per fare il punto della situazione, così come avvenuto con i precedenti sindaci”. Lo afferma Pierluigi Marini, vicepresidente Acoi (Associazione Chirurghi Ospedalieri Italiani) e direttore della chirurgia generale e d’urgenza e del Dipartimento Emergenza Urgenza del San Camillo Forlanini di Roma.

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Amministrative, Roma – Binetti (Ap): “Da domani, ripartire da senso orgoglio città millenaria”

Posted by fidest press agency su domenica, 19 giugno 2016

campidoglio“Sono andata a votare alla solita ora nella solita sede: ho trovato pochissima gente, scontenta ed arrabbiata nella maggioranza dei casi. Nessun segno di ottimismo, nessun gesto di speranza. Solo una stanca ritualità perché nessuno crede che dopo queste elezioni succederà qualcosa di buono per la città e per i cittadini!. Altro che elezioni, si sentiva dire, bisognerebbe cambiare la testa a tutta la pubblica amministrazione che ha governato la città in questi anni.” Lo afferma l’onorevole Paola Binetti di area popolare, che continua: “Quel che si sente dire con una frequenza stucchevole è che Roma è ingovernabile, perché i diversi sistemi di regolamentazione sono collusi in una visione delle cose che privilegia alcuni interessi a scapito di altri. Né Giachetti né la Raggi potranno farci niente: è lo stanco ritornello, che mentre li giustifica in anticipo degli insuccessi, ne decreta anche una sostanziale impotenza. La paura è che ci si limiti ad accusare chi ha vinto di tutti i mali della città: presenti, passati e futuri, nella speranza di sostituirlo al prossimo giro. Gli scioperi di questi ultimi giorni, la sciatta polemica sulle olimpiadi che ben poco competono all’uno o all’altra dei due candidati, quella scontata convergenza sulla necessità di rifare urgentemente l’asfalto della città, sono tutti segnali di una visione modesta della politica per Roma capitale. Eppure è proprio da questo stato d’animo, tristemente rassegnato, che dovrà ripartire chi vince. La vera rivoluzione comincia nel cuore dei cittadini, nell’impresa eroica di farli sentire protagonisti della loro città. Nello sforzo titanico di rilanciare quella sigla così antica e così romana, presente in tutti gli angoli della città: SPQR , per cui ogni cittadino era orgoglioso di essere e di sentirsi romano, a prescindere di chi governasse. Civis romanus sum… Ecco forse nonostante il traffico impazzito, gli autobus fermi nei depositi, i vigili chiusi nei loro uffici, le buche ad alto rischio, le polemiche su sport e sicurezza, nonostante tutto, già da domani la vota della città dovrebbe ripartire dalla romanità. Molti di noi ci sperano”.

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Risultati e conseguenze amministrative: aspettiamo esito ballottaggi

Posted by fidest press agency su domenica, 12 giugno 2016

Enrico Cisnetto, “Cortina InConTra”

Enrico Cisnetto

Come pronosticato, nelle grandi città e persino nei comuni di medie dimensioni i ballottaggi non sono più l’eccezione ma la regola del voto amministrativo. Dunque è inutile voler trarre conclusioni politiche dopo la prima tornata elettorale. E a maggior ragione è puro azzardo proiettare ora i dati del primo turno sul referendum di ottobre e sulle future elezioni politiche. In questa fase, più che impegnarsi in valutazioni prospettiche è opportuno smontare almeno tre sciocchezze che circolano e su cui si sono prontamente innestati dibattiti, ridondanti quando non anche tossici.
Il primo giudizio forzato è quello su Renzi, dato già per sconfitto, e non solo alle amministrative. Ora, che il presidente del Consiglio abbia commesso errori, anzi un considerevole numero di errori, è certo. Prima di tutto, paga l’errore capitale di aver voluto abbinare al ruolo di capo del Governo anche quello di segretario del partito, cosa che noi di TerzaRepubblica gli abbiamo detto e ridetto fin dal primo momento. Poi, nello specifico, ha sbagliato l’approccio alla campagna elettorale: prima ha parlato solo del referendum – tra l’altro personalizzandolo, con ciò riuscendo nella brillante impresa di aggregare tutti i nemici – quindi, capito che questo irritava, si è buttato nella tenzone finendo per essere più di danno che di vantaggio per i candidati Pd. Già deboli di loro perché, come ha ben osservato Claudio Martelli, lui li ha pigramente pescati “nell’arido recinto di un partito spento, diviso tra servilismi e risentimenti, pronto a osannare il capo che vince o a non volerlo ai comizi se appena traballa, che tiene nei centri cittadini ricchi ma perde di brutto nelle periferie, sempre più espressione di un mondo benestante e ben introdotto”. E d’altra parte, dove poteva trovarli, visto che non ha costruito luoghi di aggregazione e selezione politica – le Leopolde sono passerelle mediatiche – né fatto alleanze? Infine, Renzi ha commesso l’errore a nostro avviso più grave: non ha capito che la sua immagine – un po’ per ragioni di forza maggiore, e molto per colpa della sua arroganza – è via via passata da uomo della rupture a perno di un establishment, e per di più sgangherato, contro cui era invitabile che si scagliasse l’ondata populista. Non sufficientemente forti, Renzi e il suo Governo, in termini di autorevolezza e risultati, per essere esenti a sua volta dalle tentazioni peroniste. E governare alternando l’ostentazione del decisionismo (sempre meno credibile alla prova dei fatti) alle parole d’ordine anti-sistema (che suonano meglio in bocca ai guitti del vaffa o a un lepenista alla Salvini) non è proprio il miglior modo per risultare convincenti.Detto tutto questo, sono assolutamente premature le diverse conclusioni che abbiamo visto trarre in questi giorni, sia quelle che vogliono Renzi già a casa, sia quelle opposte. Sul fatto che il Pd renziano non sia più il partito del 40% delle elezioni europee non ci piove, e sarebbe bene che Renzi ne prendesse atto una volta per tutte. Ma da qui a darlo per morto ce ne corre, e scorgiamo troppi commettere questo errore. Vedremo dopo i ballottaggi, che è bene ricordare sono elezioni nuove, non il secondo tempo di quelle che si sono già svolte, con quali elementi di forza e di debolezza Renzi, perno e nello stesso tempo parafulmine dell’intero sistema politico italiano, potrà affrontare il dopo elezioni. Certo, non è difficile pronosticare che perdere Roma sarà grave ma anche un po’ scontato, perdere pure Milano comincerà ad essere pesante, mentre se alle due città più importanti si dovesse aggiungere anche Torino e, peggio ancora, anche Bologna, si parlerà inevitabilmente di débâcle. Uno scenario che aprirebbe nel Pd quella resa dei conti che finora non c’è stata e che – siamo pronti a scommettere – vedrebbe il governatore della Puglia, Emiliano, alla testa della rivolta (attacco alla segreteria o addirittura scissione). Rimane comunque il fatto che a Renzi premier fanno più male i fischi dei commercianti (quelli all’assemblea di Confcommercio), sintomo di una sfiducia sul fatto che l’Italia sia davvero uscita dalla recessione così come il capo del Governo ha sbandierato ai quattro venti per mesi.Il secondo errore che abbiamo visto commettere dopo la prima manche elettorale è dare per vittoriosi i 5stelle, ma soprattutto considerarli emancipati dalle vecchie logiche padronali della ditta Grillo & Casaleggio per il solo fatto che il comico genovese è rimasto defilato nella competizione. Allora, circa i risultati, si vedano i numeri elaborati dall’Istituto Cattaneo, secondo il quale i 5stelle risultano più forti solo rispetto alle precedenti elezioni amministrative del 2011, cui parteciparono in modo molto limitato, mentre rispetto alle ultime politiche perdono quattro punti. Anche qui, dunque, attendiamo l’esito dei ballottaggi, anche se francamente è difficile credere che alla Raggi possa sfuggire il Campidoglio. E solo piazzeranno la bandierina anche a Torino li potremo definire vincenti. Quel che è già certo, invece, è che non sia affatto in corso un mutamento genetico del movimento pentastellare, la cui gestione era e rimane opaca e priva di salvaguardie democratiche, e la cui proposta è ancora rozza, banale e priva di cultura politica. Il fatto che sia cresciuto l’interesse per i grillini nelle rappresentanze diplomatiche in Italia e persino oltre Tevere, il fatto che i dirigenti più noti del movimento siano ricevuti, trattati e studiati come protagonisti della vita politica, non significa altro che i poteri si predispongono a fare i conti con loro. Ma questa attenzione, così come il loro consenso elettorale, sono inversamente proporzionali ai loro meriti e direttamente proporzionali ai demeriti degli altri partiti e più in generale della vecchia classe politica. Dunque chi scommette sul fatto che prima o poi i grillini dismetteranno la loro orgogliosa “diversità” per aprirsi alla collaborazione con altri deve sapere che corre lo stesso rischio di chi sottoscrive l’aumento di capitale di una delle banche in default. Auguri. Si dice: ma Luigi Di Maio non nasconde l’ambizione di scalare Palazzo Chigi. Vero. E se sarà, dovremo tutti ringraziare Renzi e il suo sciagurato sistema di voto chiamato Italicum. Ma finora, al di là dell’abbigliamento e della postura istituzionale, non gli abbiamo sentito tirare fuori un’idea che una.Infine, la terza lettura sbagliata che vediamo girare dopo le amministrative (ma circolava anche prima) riguarda la cosiddetta tripolarizzazione del sistema politico. Lettura che discende dalla constatazione che al vecchio bipolarismo si è aggiunta la terza gamba dei 5stelle. L’aggiunta del terzo incomodo è vera, peccato però che nel frattempo non ci sia più né il centro-sinistra perché è rimasto solo il Pd (parliamo delle forze elettoralmente vive, non di quelle oggi sedute in Parlamento), né tantomeno il centro-destra, visto che – caso Milano a parte, che pensiamo non sia destinato a lasciar traccia a livello nazionale, comunque vada il ballottaggio – la Lega e la destra lepeniste sono destinate a far storia a sé e prima o poi a incrociare il loro destino con quello dei grillini, mentre il berlusconismo non pare poter avere eredi se non a prescindere da Berlusconi e da Forza Italia. Ne parliamo dopo i ballottaggi, e in attesa del referendum. Ma il quadro è destinato a mutare. Profondamente. Non sappiamo ancora se in meglio o in peggio. (By Enrico Cisnetto direttore http://www.terzarepubblica.it)

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Ballottaggio amministrative Roma: Forza italia vota scheda bianca

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 giugno 2016

campidoglio“A Roma, l’ho detto con molta chiarezza e lo ha detto ancora meglio Berlusconi, noi siamo antitetici, alternativi al Partito democratico, mai col Partito democratico”. Lo ha dichiarato Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, a “Uno Mattina Estate”, su Rai Uno.
“E il Partito democratico a Roma è soprattutto il partito di mafia Capitale, è il partito che è finito in galera con mafia Capitale, non dobbiamo dimenticare che a Roma si è votato perché si è inabissata la giunta Marino, perché il Pd con delle firme dal notaio ha fatto cadere Marino senza avere neanche il coraggio di fare un dibattito in Consiglio comunale, perché tutta la classe dirigente romana del Partito democratico è finita in galera”.
“Quindi mai con questo Partito democratico. Berlusconi ha detto che voterà scheda bianca, io voterò scheda bianca, andrò a votare perché si vota sempre e voterò scheda bianca. Mai col Pd, vale a Roma, vale nelle altre parti d’Italia, vale a Torino. Noi vinceremo a Milano, c’è un’ampia possibilità di vincere anche a Napoli e in tante altre città dove si va al ballottaggio”, ha aggiunto Brunetta.

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Amministrative Roma: sorteggio scrutatori

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 giugno 2016

campidoglioIn occasione delle prossime elezioni amministrative che si terranno a Roma domenica 5 giugno la Commissione Elettorale di Roma Capitale, convocata dal Commissario Straordinario Francesco Paolo Tronca, ha deciso di confermare l’organizzazione già avviata per il Referendum dello scorso 17 aprile. E’stato anche questa volta il Sorteggio Informatico a decidere la nomina degli scrutatori di seggio elettorale, tra tutti gli iscritti nell’apposito Albo di Roma Capitale, che conta 180.000 persone circa. In seguito all’accertamento effettuato presso l’Ufficio Elettorale di Roma Capitale riguardo il numero di dipendenti delle aziende municipalizzate
sorteggiati come scrutatori, è emerso, dunque, che tra i 10.400 scrutatori nominati solo 20 sono dipendenti di ATAC e 69 quelli di AMA. Il nuovo sistema ha, infatti, consentito di limitare in modo sostanzioso quanto accadeva in passato, quando i dipendenti ATAC ed AMA nominati superavano il migliaio, con conseguenti disfunzioni nell’erogazione dei servizi. Ai cittadini di età non superiore a 30 anni sono riservati tre dei quattro posti da scrutatore in ogni sezione, per agevolare proprio chi, per età, è molto probabilmente in cerca della prima occupazione.

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Roma: dibattito sulle amministrative

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 aprile 2016

campidoglio“Grande dibattito oggi sul tema amministrative a Roma: chi riuscirà davvero a risolvere i problemi di una città sempre più convulsa in cui anche i lavori di risanamento delle strade riescono ad esasperare i romani per i tempi che richiedono e per gli ingombri che creano nei luoghi cult della città come ad esempio in via del Quirinale, proprio davanti ai giardini del Quirinale? Sembra impossibile a Roma mettere insieme buonsenso e percezione dei bisogni della città”. Lo afferma Paola Binetti, deputata di Area popolare, nel corso di un giro di ricognizione con un gruppo di giovani universitari decisi ad affrontare i problemi veri della città, percorrendola a piedi nei weekend. “Roma è davvero in fase di decadenza anche laddove i turisti la percorrono a frotte con il naso alzato e lo sgomento in faccia, ubriachi di una bellezza che sembra diventata una bellezza a perdere. E i miei giovani amici mi chiedono: ‘ma Marchini, con le sue competenze familiari di costruttore e con le sue capacità personali di imprenditore sarebbe capace di fare il miracolo di restituire a Roma il titolo che le spetta di capitale della bellezza?’. E così – prosegue Binetti – abbiamo continuato a discutere con la vaga idea di chiedergli presto che farà per Roma, sul piano dello splendore della sua memoria e del suo futuro di grande capitale europea”.

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Politica: lezioni amministrative

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 maggio 2012

Deutsch: Prof. Dr. Leoluca Orlando bei der Ver...

Deutsch: Prof. Dr. Leoluca Orlando bei der Verleihung des Humanismus-Preises im Rahmen des Bundeskongresses des DAV 2008 in der alten Aula der Universität Göttingen. (Photo credit: Wikipedia)

Le recenti elezioni amministrative hanno aperto il vaso di pandora dei partiti e da quel contenitore sono uscite tante parole, inutili e fuorvianti. Possiamo dire, se mettiamo da parte tante chiacchiere inutili, che i fatti dimostrano una situazione non del tutto spiegabile razionalmente per via dell’indecisione strisciante che ha provocato un’alta percentuale di astensioni, ma pur sempre indicativa di un malessere profondamente avvertito.
Fatta questa premessa valutiamo le circostanze per i dati che si desumono dal voto di quest’ultima tornata elettorale caratterizzata dai ballottaggi tra i due candidati più rappresentativi.
Il primo che balza evidente è dato dai due risultati più eclatanti di Parma con l’elezione di Federico Pizzarotti del Movimento Grillo cinque stelle e di Palermo con Leoluca Orlando. E se vi aggiungiamo il voto di Verona con il leghista Tosi possiamo dire che l’elettore ha espresso il suo consenso non ad uno schieramento ma all’uomo e al suo “pedigree” di amministratore più che di politico in carriera e dove, come a Palermo vi è stata la candidatura che si identificava con l’uomo del sistema, il favore è venuto dalla convinzione che fosse l’unico capace di restare nell’ambito della qualità e della affidabilità nei confronti di un oppositore inconsistente. E questi dati sono, per altro, conformi al precedente di Milano con Pisapia e di Luigi de Magistris per Napoli. Ma vi è qualcosa di più da considerare. Nel 1993 abbiamo avuto in Berlusconi l’uomo nuovo ed è stato votato perché rappresentava la discontinuità con il vecchio sistema e oggi si vorrebbe ripetere l’exploit con un altro personaggio similare e già circolano i nomi di taluni esponenti dell’industria e della finanza italiana.
Ma la cattiva riuscita di Berlusconi e il prezzo che tutti noi abbiamo dovuto pagare per il suo malgoverno, non incoraggia di certo una candidatura dello stesso genere. Varrebbe solo se si sortisse dall’attuale impeachment dei partiti e dei loro leader che rendono fumoso il quadro politico nostrano e lo arricchiscono solo d’incognite, per fare piazza pulita dei soliti nomi, salvo qualcuno, ovviamente che ha dimostrato di saper uscire dal coro. E’ questo il primo segnale per un rinnovamento sociale, economico e civile che la Nazione attende e poi vi è il programma che dovrebbe fare la differenza tra gli opposti schieramenti e, al tempo stesso, mandare in pensione le logiche di schieramento: destra, centro, sinistra e sfumature varie. Diciamo che in effetti vi sono solo due partiti: quello che privilegia l’avere e che penalizza l’essere e quello che, al contrario, privilegia l‘essere e diffida di chi ha. E’ tempo che si prenda coscienza di questo dualismo e se ne faccia una ragione di vita privata e pubblica in Italia come altrove. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Ballottaggi amministrative: voto di Parma

Posted by fidest press agency su martedì, 22 maggio 2012

Parma 2007

Parma 2007 (Photo credit: ho visto nina volare)

“Non nascondiamo la testa sotto la sabbia: il risultato di Parma offusca ogni altra vittoria del Pd”. Lo afferma l’europarlamentare del Pd Debora Serracchiani, commentando l’affermazione del candidato del Movimento 5 Stelle, Federico Pizzarotti, al ballottaggio a Parma.Secondo Serracchiani “sarebbe ingiusto sminuire un risultato elettorale che porta il centrosinistra ad amministrare 18 capoluoghi su 26 che andavano al voto, ma gli elementi di forte riflessione che vengono da Parma, oggi, non devono assolutamente essere accantonati dai leader nazionali del Partito democratico”.Per l’esponente democratica “se la credibilità di una leadership politica si rivela nel percepire e nell’accompagnare i mutamenti e i bisogni della società, per Bersani questo è il momento di dimostrare che il Pd è all’altezza delle vittorie e impara sul serio dalle sconfitte. Dopo Parma, il motto ‘rinnovarsi o morire’ non è una critica alla segreteria ma – conclude – una proposta concreta”.
(Giancarlo Lancellotti)

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Elezioni amministrative, affluenza in calo

Posted by fidest press agency su martedì, 8 maggio 2012

I dati dell’affluenza alle urne, per questo significativo test politico-amministrativo, segnano alla chiusura dei seggi una “importante” flessione. A questa bisognerà aggiungere l’ammontare delle schede bianche, nulle e non attribuibili, che in aggiunta agli elettori che non si sono recati alle urne caratterizzerà il dato astensionistico finale, sempre più praticato dagli italiani, rispetto al fortissimo appeal che negli anni scorsi le elezioni invece esercitavano su di essi. E’ su questo terreno reale, vale a dire sulla conta effettiva dei voti andati a segno (o su quelli persi), che si dovrebbero confrontare i politici all’indomani del voto, e non solo sulle percentuali ingigantite da una metodica di calcolo effettuata sui soli voti utili.
Questa apparente sottigliezza, di dubbia democraticità soprattutto in un Paese come l’Italia dove la politica è sempre stata la padrona assoluta di tutto, ha sempre permesso all’interlocutore politico di ricorrere poi alle solite esternazioni di demagogia e vittoriosità, vantate anche a fronte di sonore e paradossali sconfitte.
Ciò, al fine di far passare inosservate anche le evidenze più conclamate, determinate dalle emorragie di voti, come starebbe emergendo anche in questa tornata elettorale a spese, stavolta, dei partiti maggioritari.
In attesa dei dati definitivi dello spoglio, la CVDP pertanto invita ogni testata giornalistica, impegnata a seguire gli esiti elettorali sia su scala locale che nazionale, ad evidenziare anche le risultanze numeriche dei voti espressi, rapportandoli possibilmente in percentuale anche al complessivo degli aventi diritto al voto. Forse, grazie a questa semplice accortezza, si inizierà finalmente ad invertire quella proverbiale prepotenza dei politici, e, di conseguenza, anche a contrastare quella pratica di maggior distacco degli elettori nei loro confronti che è l’astensionismo. Che molto impropriamente, e da più parti, viene spesso dipinto come “antipolitica”. (Antonio Forcillo)

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Amministrative, intervista a Vannino Chiti (pd)

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 giugno 2011

“Io penso che sul piano nazionale sia necessario uno sforzo per portare sul terreno della politica i grandi temi che stanno a cuore ai cittadini, quegli stessi temi che il centrodestra non ha affrontato: il lavoro, lo sviluppo, l’energia, la riforma del Wellfare, l’istruzione, la riforma dell’istituzione della legge elttorale, il fisco. Al centro della nostra attenzione metteremo i tempi concreti, incalzando la maggioranza di governo e costruendo su questi temi concreti, insieme ai cittadini, un programma alternativo in vista delle politiche. Come Pd abbiamo il dovere di unire il centrosinistra e confrontarci con il Terzo Polo per cercare di aprire un dialogo”. L’ha detto il senatore del Partito Democratico Vannino Chiti al giornale online Clandestinoweb.com

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Debacle Pdl alle Amministrative

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 giugno 2011

“È un risultato che può sorprendere ma afferma con i numeri la voglia di cambiamento che c’è nel Paese, un successo significativo in due città di particolare rilevanza come Milano e Napoli”. Commenta con parole di soddisfazione Oscar Tortosa responsabile per la Politica Interna dell’Italia dei Diritti, i risultati dei ballottaggi amministrativi che hanno visto la pesante sconfitta del Popolo delle Libertà nei grandi capoluoghi e in molti piccoli centri.
Luigi De Magistris, nuovo sindaco di Napoli candidato outsider sostenuto dall’IdV, ha stracciato l’avversario Gianni Lettieri in forza al centro-destra superandolo di 30 punti percentuali, a Milano sono stati 10 i punti di distanza tra l’ex primo cittadino Letizia Moratti Pdl, e il neo-eletto Giuliano Pisapia, rappresentante del centro-sinistra. Avere perduto l’amministrazione di molte città ha reso profonda la riflessione all’interno del Pdl e ha galvanizzato le varie anime di opposizione. Dopo la delusione e i festeggiamenti delle prime ore, entrambi gli schieramenti iniziano a far i conti con l’immediato futuro, puntando occhi ed energia sui referendum del prossimo 12 e 13 giugno. Il risultato che emergerà dalle urne sarà significativo per determinare l’intensità e la durata del vento di rinnovamento.“Spero – afferma su questo punto Tortosa – che tra 12 giorni oltre il 50% degli italiani vada a votare. Noi vogliamo che si raggiunga il quorum, si blocchi il nucleare e venga garantita l’acqua, diritto di tutti e bene essenziale per la vita di ogni uomo. Voteremo 4 ‘sì’ per fortificare questa ondata e affinché si avvii un processo di cambiamento verso nuove elezioni politiche, dando ampio spazio alle forze giovanili che hanno desiderio di rappresentarci senza compromessi con nessuno. De Magistris a Napoli e Pisapia a Milano sono un esempio, il significato di questa rivoluzione maturata domenica e lunedì. Dopo 20 anni di governo berlusconiano sentiamo l’esigenza di un cambiamento, di un nuovo modo di essere e vivere la politica, incarnato da centinaia di ragazzi italiani che vogliono appropriarsi di queste vittorie e del loro futuro”

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Elezioni amministrative: risultato straordinario

Posted by fidest press agency su martedì, 31 maggio 2011

Dichiarazione di Gianfranco MORGANDO (Segretario PD Piemonte). Le nette vittorie ottenute a Novara, Trecate, Domodossola, Carmagnola, Chivasso, Pinerolo e San Mauro segnano una pagina straordinaria per il centrosinistra che inizia così la sua opera di riconquista del Piemonte. Non solo il voto amministrativo a Torino, ma anche l’esito dei ballottaggi di quest’oggi assumono un significato regionale e nazionale e dimostrano che il vento è davvero cambiato e che il centrosinistra non è più confinato a difendere la trincea torinese. Siamo di fronte a uno smottamento del centrodestra molto più rapido di quello che noi stessi immaginavamo, a partire proprio da quei territori dove la Lega e la destra apparivano politicamente e culturalmente predominanti. Anche la sconfitta di stretta misura subita a Vercelli conferma questa analisi. I risultati di oggi devono essere letti in un quadro più generale che vede il governo della nostra Regione, già indebolito dall’ipoteca giudiziaria per la vicenda delle firme false, in grande difficoltà a causa dello scandalo nella sanità e per le fibrillazioni che stanno incrinando l’asse tra Lega e PdL. Chi si aspettava che a un anno di distanza dalle elezioni regionali vi potesse essere un effetto di traino da parte di Cota e della sua maggioranza si trova a fare i conti con un brusco risveglio e con una dura sconfitta subita perfino in quella che è la ‘casa’ del Presidente e dalla Lega, ovvero Novara e il novarese. Ci pare evidente come il voto di oggi suoni come una bocciatura per Cota e la sua Giunta Il nostro ringraziamento va a tutti i candidati del PD, ai dirigenti e militanti del partito, che si sono spesi con generosità e passione in questa difficile battaglia il cui esito positivo apre una nuova pagina per la politica piemontese.

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Alemanno su elezioni

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 maggio 2011

«Non è tempo di dichiarazioni a caldo. La situazione che abbiamo di fronte richiede una riflessione molto seria e approfondita che metta da parte ogni forma di personalismo e di protagonismo. I fatti che oggi servono sono quelli della responsabilità, della autenticità e di una progettualità attentamente meditata». Lo afferma il sindaco di Roma, Gianni Alemanno.

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Amministrative: verso paese normale

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 maggio 2011

“Questa vittoria è il primo passo di un percorso che deve riportare presto l’Italia a essere un Paese normale”. Lo ha affermato l’europarlamentare del Pd, commentando l’affermazione del centrosinistra nei ballottaggi. Secondo Serracchiani “il Governo dovrebbe prendere atto di aver subito un voto di sfiducia da popolo, e trarne le debite immediate conseguenze”. “Di fronte a una destra che ha esibito la faccia feroce di Berlusconi e Bossi – ha osservato Serracchiani – il centrosinistra ha saputo mantenere i nervi saldi e mostrare un volto pacato e affidabile, incarnando un profondo bisogno di cambiamento, che il centrodestra non intercetta più da tempo”. (Giancarlo Lancellotti)

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Ballottaggio amministrative: si vota

Posted by fidest press agency su sabato, 28 maggio 2011

“Si vota per i sindaci e per i presidenti di provincia. Per questo è necessario che tutti i nostri elettori tornino a votare anche al secondo turno e che ci mobilitiamo tutti al massimo delle nostre possibilità. Il Pd si rivolge anche a coloro che il 15 e 16 maggio si sono astenuti, ma che ora hanno la possibilità di fare molto per la propria città. Con i ballottaggi si deciderà la sorte dell’amministrazione nelle città e nelle province. Ma da qui potrà arrivare anche un segnale importante perché cambi l’agenda del governo. Basta occuparsi dei processi di Berlusconi, di responsabili e sottosegretari, bisogna pensare al lavoro, ai redditi, alle imprese, alla crescita, alla scuola. Per questa ragione bisogna fare ancora uno sforzo tutti insieme: andiamo porta per porta, quartiere per quartiere, mercato per mercato a spiegare le nostre buone ragioni e a convincere tutti a votare”. Lo dichiara il segretario del Pd Bersani.

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Amministrative Milanesi: la Moratti può farcela

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 maggio 2011

“L’errore è a monte. La Moratti era in testa e quando si è in testa si deve evitare di attaccare il proprio avversario. Il primo errore è stato porre le dieci domande a Pisapia, perche’ non è nel nostro stile, non siamo abituati ad attaccare i nostri avversari”. Lo ha detto il deputato Pdl Giorgio Stracquadanio in un’intervista esclusiva rilasciata al giornale online Clandestinoweb.com
L’onorevole ha poi aggiunto: “L’altro sbaglio è che questo ha portato come conseguenza un confronto elettorale che andava rifiutato: quando un sindaco uscente ha tanti contendenti non ha bisogno di confrontarsi con loro. E infine, se si voleva ricordare il passato politico di Pisapia, non doveva usare l’arma giudiziaria, ma dimostrare che Pisapia nascondeva alla città la sua vera identità. L’attacco della Moratti è stato fatto con atti giudiziari e non politici, e questo è apparso come uno snaturamento delle nostre abitudini. Non si deve mai dare così tanta evidenza all’antagonista perchè si rischia di farlo diventare una vittima. Ed è possibile che questi errori li abbiamo pagati all’apertura delle urne”.

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Amministrative e strapotere mediatico

Posted by fidest press agency su sabato, 14 maggio 2011

“Nessun esposto, per quanto giusto e sacrosanto, basterà mai in questo paese a fare giustizia di un presidente del Consiglio a reti unificate, straripante e tracotante. Possiamo fare tutti i ricorsi che vogliamo, rivolgerci al presidente della Repubblica o persino al Papa, ma non ne caveremo un ragno dal buco” lo dichiara Massimo Donadi, presidente dei deputati di IDV . “Non c’è potere in Italia che possa ricondurre una campagna elettorale in una condizione di equilibrio, perché con questo presidente del Consiglio, che controlla la tv pubblica e privata, invadendo le case con frasi violente ed aggressioni verbali senza esclusione di colpi, che si fa beffa delle regole, l’Italia vive una situazione di democrazia malata, come Italia dei Valori denuncia da tempo immemorabile” aggiunge Donadi. “Questo dovranno tenere a mente i cittadini chiamati al voto. Sono loro ad avere in mano in mano l’unico potere per fermare la violenza e la tracotanza di questo presidente del Consiglio. Con il loro voto potranno scegliere non solo i loro nuovi amministratori e sindaci ma anche di ribellarsi allo strapotere mediatico arrogante e tracotante del premier” conclude il presidente dei deputati IDV.

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