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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 126

Posts Tagged ‘ammortizzatori sociali’

La “schizofrenia” del posto di lavoro

Posted by fidest press agency su domenica, 20 agosto 2017

lavoratoriSe oggi un giovane non trova lavoro o se lo trova ci impiega più tempo che in passato in parte lo deve al modo “balordo” in cui è stato, in passato, affrontato il problema. Partiamo dagli anni della ricostruzione post-bellica nei quali l’assillo dei nostri governanti era quello di creare posti di lavoro anche dove obiettivamente non potevano esistere. Fu il tempo in cui furono inventati gli “ammortizzatori sociali”. Le prime aree di parcheggio furono individuate nei fuori corso universitari e nella leva obbligatoria. Fu uno stratagemma che permetteva alla forza lavoro di “ritardare” l’immissione al lavoro di qualche anno. Si passò, subito dopo, a “gonfiare” gli organici prima degli enti pubblici e statali e poi delle grandi imprese private con la Fiat in testa. Nello stesso tempo ci cercò di “raffreddare” le tensioni sindacali e del padronato facendo in modo che i maggiori accordi di natura contrattuale si realizzassero a carico dello Stato. Da qui si aprì la voragine del deficit pubblico che oggi viaggia ancora a livelli astronomici. Non solo. Su pensò anche ad una accelerazione del turn over favorendo il pensionamento di talune categorie di lavoratori che ebbero, ad esempio, la possibilità di andare in pensione avendo maturato solo 14 anni e sei mesi di contributi. In tempi più recenti i mutati assetti della politica internazionale con la caduta del muro di Berlino ed il dissolvimento dell’Urss ridusse tali stratagemmi in quanto ritenuti antieconomici e scarsamente competitivi come sistema Paese e del tutto incompatibili con il nuovo rapporto di politica economica e finanziaria con l’Ue e la successiva introduzione della moneta unica. Ora siamo giunti ad un vero e proprio capovolgimento delle precedenti posizioni. I corsi universitari richiedono tempi più brevi e siamo quindi alla laurea “breve”. Il servizio militare non è più obbligatorio. Gli enti pubblici e talune imprese private di grosse proporzioni si sono avviate ad un risanamento dei loro bilanci riducendo drasticamente la forza lavoro per altro obiettivamente riconosciuta un po’ da tutti cresciuta oltre l’effettivo fabbisogno. E la stessa pensione di “anzianità”, inventata per facilitare il turn over dei “quasi pensionanti”, è andata in crisi ritenendo più economico e produttivo favorire il mantenimento in servizio il più a lungo possibile degli organici esistenti. A questo punto si sta innestando un altro ciclo davvero poco virtuoso nel quale la scarsità di lavoro per i giovani si riduce sempre di più anche in conseguenza della ridotta capacità competitiva a livello globale delle nostre imprese e della maggiore concorrenza dei paesi in via di sviluppo come sta accadendo in Cina e non si esclude, tra breve, che avvenga la stessa cosa in India ed altrove. E intanto ci permettiamo d’ospitare da due anni a questa parte seicentomila immigrati non richiesti ma imposti dalle necessità altrui e che ora nessuno vuole in Europa accollarsene una parte. (Riccardo Alfonso)

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Più risorse per università e ammortizzatori sociali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 novembre 2010

Le Risorse stanziate per il 2011 ammontano a circa 5,7 miliardi di euro e provengono in primo luogo dalla vendita delle frequenze e dalla lotta al gioco d’azzardo illecito. E’ quanto prevede la manovra di bilancio da martedì 16 novembre all’esame della Camera. Tra le altre novità, inserite nel corso dell’esame in commissione, segnaliamo le modifiche al trattamento tributario del contratto di leasing applicato al settore immobiliare; la concessione di un credito d’imposta a favore delle imprese che affidano attività di ricerca e sviluppo a università o enti pubblici di ricerca; l’incremento della dotazione al Fondo per il finanziamento ordinario delle università per l’anno 2011, di 800 milioni di euro, nonché di 500 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2012. Con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, da emanare entro il 31 gennaio di ciascun anno, è approvato un piano straordinario per la chiamata di professori di seconda fascia per ciascuno degli anni 2011-2016 e l’aumento di 100 milioni di euro per l’anno 2011 sul Fondo di intervento integrativo per la concessione dei prestiti d’onore e delle borse di studio da ripartire tra le regioni. Infine, per velocizzare i pagamenti dei comuni nei confronti delle imprese fornitrici, è istituito un fondo presso il Ministero dell’interno con una dotazione di 60 milioni di euro per l’anno 2011 per il pagamento degli interessi passivi maturati dai comuni per il ritardato pagamento dei fornitori.

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Nuovo aumento contributi Inps?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 novembre 2009

ACTA (Associazione Consulenti Terziario Avanzato) lancia un allarme si prepara un ulteriore aumento dei contributi INPS nella prossima finanziaria per i professionisti autonomi. Si parla infatti di aumentare di 1,2 punti percentuali la contribuzione dei parasubordinati. Nel 2010 è già previsto un aumento dell’1% dei contributi, che speravamo venisse annullato anche in considerazione della difficile situazione economica, ma secondo alcune anticipazioni della stampa  dovrebbe invece essere addirittura pari al 2,2%. A fronte della crisi, Governo e parti sociali varano le misure per aiutare i lavoratori e attivano gli ammortizzatori sociali. Ma c’è una categoria che in questo contesto non solo non riceve nessun aiuto, ma addirittura rischia di venire penalizzata da un ulteriore aumento dei contributi INPS: i professionisti autonomi. Già in difficoltà a far fronte a versare rate e anticipi INPS – molti dei nostri soci denunciano ritardi nei pagamenti e cali vertiginosi di lavoro – vedono profilarsi il pericolo di un ulteriore aumento dei contributi, che non trova giustificazioni. Essi infatti, in seguito a ripetuti incrementi  che hanno determinato la crescita di oltre 11 punti percentuali in soli 6 anni, versano già oggi il 25,72%. Un incremento troppo repentino per poter essere traslato sui committenti, anche a causa del generale peggioramento delle condizioni di mercato per le attività professionali. Un peso decisamente superiore non solo a quello degli altri lavoratori autonomi (artigiani e commercianti versano circa il 20% di artigiani, mentre i professionisti con cassa privata il 12-14%) , ma, utilizzando la stessa base di calcolo,   anche a quella dei dipendenti. Ci troviamo dunque di fronte a un ennesimo “assalto” da parte del Governo. Questi lavoratori, oltre a lottare contro la crisi senza nessun sostegno, si trovano a dover sostenere una pressione fiscale e contributiva iniqua se confrontata a tutte le altre categorie in Italia e molti di essi dovranno chiudere l’attività. (ACTA Associazione Consulenti Terziario Avanzato)

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Rifinanziamento degli ammortizzatori sociali

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 settembre 2009

Ancora per mesi la crisi economica continuerà ad avere i propri effetti negativi su occupazione e consumi – afferma Paolo Landi, Segretario Generale Adiconsum.  Per molti lavoratori dipendenti – continua Pietro Giordano, Segretario Nazionale Adiconsum – si sono chiuse le porte delle proprie aziende. Per molti lavoratori stagionali del turismo e dei servizi, a dire il vero, non si sono neanche aperte. Molti lavoratori hanno di fronte a sé l’esaurirsi delle indennità di disoccupazione, di cassa integrazione e di mobilità, con il materializzarsi del venir meno dei propri redditi e dello scivolamento verso la soglia della povertà.  Adiconsum chiede al Governo nel Consiglio dei Ministri che si terrà oggi giovedì 3 settembre di varare misure di sostegno al reddito delle famiglie attraverso il rifinanziamento degli ammortizzatori sociali ed al contempo sviluppare la produttività, detassando e defiscalizzando i salari aziendali e territoriali, se vuole che l’uscita dalla crisi e la ripresa sperata diventino una realtà e non un desiderio. Adiconsum da mesi chiede il varo di un Piano Nazionale dei Trasporti, capace di dare reale mobilità alle merci ed ai passeggeri, con particolare riferimento al Mezzogiorno. La mancata adozione di tali misure, ad avviso di Adiconsum, comporterà la contrazione dei consumi e quindi il ridimensionamento della produzione e dei servizi, con effetti negativi per l’economia.

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Nuovi ammortizzatori sociali per le pmi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 aprile 2009

500 lavoratori occupati nelle PMI in provincia di Venezia sospesi nel primo trimestre 2009 e altrettante famiglie catapultate nei meandri della crisi economica. Con la prospettiva di non riuscire ad “arrivare alla fine del mese”. Questa la situazione per il settore dell’artigianato fino a due giorni fa: ora però, con la firma dell’accordo sulla CIGS (Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria) in Deroga per il 2009 da parte di Regione, organizzazioni datoriali e rappresentanze sindacali dei lavoratori, si aprono nuovi spiragli di ripresa. “La mancanza di fondi ha costretto 100 aziende artigiane a ricorrere all’ammortizzatore dei 90 giorni di sospensione con indennità di occupazione, e questo già nei primi tre mesi del 2009 – spiega il presidente di Confartigianato Provinciale di Venezia Giuseppe Molin -. Ecco perché lo strumento della Cassa Integrazione in Deroga per il 2009 riveste una grande importanza. Questo nuovo ammortizzatore infatti prevede lo stanziamento da parte del Governo, attraverso la Regione, di 10 milioni di euro per il rilancio dell’occupazione nelle aziende, 7,5 milioni dei quali destinati alle imprese artigiane e alle PMI. Inoltre, gli aiuti si estendono anche agli apprendisti e, per la prima volta, a tutti i settori dell’artigianato, nessuno escluso”. La CIGS in Deroga arriva dunque in una congiuntura molto difficile per l’artigianato in Provincia di Venezia: disaggregando i dati a livello territoriale, si evince che tra i 500 lavoratori sospesi tra gennaio e marzo 2009, oltre la metà appartengono a 47 aziende del territorio di Dolo. Al secondo posto Cavarzere, con 14 imprese che hanno “lasciato a casa” 125 lavoratori. Il terzo gradino del non invidiabile podio è occupato da Mirano, con 12 aziende che hanno sospeso per 90 giorni 80 lavoratori. Tra le altre, si evidenzia la situazione del comprensorio clodiense: solo 2 aziende sono ricorse all’ammortizzatore in atto prima della CIGS in Deroga, sospendendo però ben 26 dipendenti. “Adesso che è stata garantita un’adeguata copertura economica serve però che le pratiche vengano evase in tempi rapidi e che quindi ai dipendenti delle aziende i soldi arrivino realmente – rimarca Molin -. Noi saremo vigili affinché a fianco della CGIS in Deroga vengano attivati anche i fondi di rotazione, che permetterebbero uno snellimento dell’iter burocratico nella distribuzione del denaro. Le PMI stanno grattando il fondo del barile e non possono pescare dai propri fondi ancora a lungo”.

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Misure per la tutela dei lavoratori

Posted by fidest press agency su martedì, 17 marzo 2009

Accelerazione nel pagamento degli assegni, raddoppio dell’indennità per i co.co.pro che restano senza lavoro, voucher per pagare piccoli lavori occasionali sempre nel periodo in cui il lavoratore resta senza occupazione fissa. Queste sono alcune tra le misure in materia di ammortizzatori sociali presentate dal ministro Sacconi nella conferenza stampa a margine del Consiglio dei ministri del 13 marzo scorso. A seguito dell’Accordo Stato- Regioni, il pacchetto di norme deliberato dal Consiglio sarà sottoposto, come insieme di emendamenti, all’approvazione del Parlamento in sede di conversione del decreto-legge n.5 del 2009 in materia di sostegno ai settori industriali in crisi. Cosa prevedono queste nuove norme? Innanzittutto si accorciano i tempi per accedere agli ammortizzatori sociali. Le disposizioni prevedono una straordinaria accelerazione per gli anni 2009 e 2010 dei tempi di concessione e di erogazione di tutti gli ammortizzatori sociali, al fine di evitare penose attese per i lavoratori e onerose anticipazioni per le imprese. L’indennità di reinserimento per i collaboratori a progetto (co.co.pro) con un solo committente, poi, è innalzata dal 10% al 20% di quanto percepito l’anno precedente, in una somma che va da 1.000 ai 2.600 euro circa. Tra le misure di completamento e semplificazione degli strumenti di protezione dei lavoratori sospesi o licenziati ci sono inoltre norme che vogliono incentivare la riassunzione. Se i lavoratori che hanno sussidi straordinari in deroga, infatti, vengono assunti, potranno portare con sè i sussidi del rimanente periodo, che divengono dunque abbattimento del costo del lavoro per chi li assume. I lavoratori che ricevono dei sussidi potranno anche accettare piccoli lavori, purché il compenso non superi i tre mila euro per la parte restante del 2009. In questo modo, potranno fare un’integrazione all’80% del reddito che ricevono dagli ammortizzatori sociali. Viene infine disposto a carico dei Centri per l’impiego e delle Agenzie private di lavoro l’obbligo di divulgare con cadenza almeno settimanale tutte le opportunità di lavoro di cui sono a conoscenza, con lo scopo di facilitarne la più efficace diffusione e di stimolare nei disoccupati comportamenti responsabilmente orientati al reimpiego.

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Infrastrutture e ammortizzatori sociali

Posted by fidest press agency su martedì, 10 marzo 2009

Ammortizzatori sociali, infrastrutture e un fondo speciale per l’economia reale istituito presso la Presidenza del Consiglio tra le decisioni approvate dal Cipe nella riunione del 6 marzo scorso a Palazzo Chigi. Assegnati 45 miliardi di euro, parte dei quali destinata a fronteggiare la crisi economica e ad arricchire il fondo per l’occupazione che sale così a 9 miliardi. Rispettato, dunque, l’accordo con le regioni sottoscritto dal governo il 12 febbraio 2009 che prevede l’assegnazione alle regioni di 27 miliardi di euro del Fondo per le Aree Sottoutilizzate (FAS). Per quanto riguarda le risorse di competenza nazionale, 4 miliardi di euro sono destinati ad arricchire il Fondo per gli ammortizzatori sociali, dove già sono presenti il miliardo di euro previsto dalla finanziaria e i 4 miliardi di euro frutto dell’accordo con le regioni, in totale 9 miliardi per far fronte all’aumentata spesa per gli ammortizzatori sociali in conseguenza della crisi economica. Sempre nella competenza nazionale rientrano i 5 miliardi di euro assegnati dal Cipe al Fondo Infrastrutture per opere, alcune immediatamente cantierabili, tra cui: gli interventi mirati alla difesa della città di Venezia, gli interventi nei sistemi metropolitani di Palermo, Catania, del Sistema Regionale Campano, di Bari, Cagliari, Roma e Milano. Infine, è stato istituito presso la Presidenza del Consiglio, con uno stanziamento di 9 miliardi di euro, un Fondo strategico per il sostegno dell’economia reale, a disposizione di progetti che saranno esaminati dal Consiglio dei ministri.

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