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Quotidiano di informazione – Anno 31 n°159

Posts Tagged ‘amnistia’

Carceri e amnistia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 novembre 2011

Prison 2

Image by planetschwa via Flickr

“Condividiamo le parole del ministro della Giustizia, Paola Severino, che ha escluso il ricorso ad amnistie o indulti per risolvere l’annoso problema del sovraffollamento delle carceri. Condividiamo anche la proposta del ministro di ricorrere a misure alternative alla detenzione. A tal fine, ricordiamo le proposte di legge di Italia dei Valori su questo tema, che giacciono da molto tempo in Parlamento, e che ci auguriamo possano diventare base per un serio e costruttivo confronto” lo dichiara Antonio Borghesi, vicepresidente del gruppo IDV alla Camera.

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Myanmar: Prigionieri politici

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 ottobre 2011

1986 Faroe postage stamp celebrating AI's 25th...

Image via Wikipedia

Amnesty International ha giudicato il rilascio di almeno 120 prigionieri politici avvenuto il 12 ottobre in Myanmar a seguito di un’amnistia un primo, minimo passo in avanti e ha sollecitato il rilascio immediato e incondizionato di tutti i restanti prigionieri di coscienza, che costituiscono dopo il provvedimento odierno la maggior parte delle persone ancora in stato di detenzione.Tra i prigionieri rilasciati figurano Zaw Htet Ko Ko, esponente del Gruppo studentesco Generazione 88, in carcere dall’ottobre 2007 e l’attore, comico e autore di commedie Zarganar, imprigionato nel giugno 2008 per aver portato i soccorsi alle popolazioni colpite dal ciclone Nargis.Dal 12 al 21 luglio scorso, nell’ambito della 41ma edizione del Giffoni Film Festival, il caso di Zarganar stato proposto alla vastissima platea dei giurati che popolano la manifestazione internazionale di Giffoni Valle Piana. Bambine e bambini, ragazze e ragazzi, hanno partecipato con grande entusiasmo all’azione in suo favore attraverso una fotopetizione che li ritraeva con un ciak per chiederne la liberazione immediata. Anche Valentina Lodovini, Matteo Branciamore e Maurizio Casagrande, testimonial di Amnesty International durante il Festival, hanno sostenuto a gran voce il rilascio del celebre comico birmano. Non invece noto se sia tornato in libert Htay Kywe, un prigioniero di coscienza detenuto dall’ottobre 2007, torturato, e che sta scontando una condanna a 64 anni in una cella di 2,5 metri per 3, in una prigione che dista oltre 1000 chilometri dalla sua casa di Yangon. Dalla seconda met del 2007, circa 2000 dissidenti sono stati imprigionati, nella met dei casi per aver preso parte alle proteste pacifiche della “rivoluzione zafferano”, sulla base di leggi che definiscono in termini del tutto vaghi i reati contro la sicurezza e l’ordine pubblico. Tra coloro ancora in carcere figura U Gambira, uno dei leader delle proteste. Le condizioni di prigionia in Myanmar sono pessime: cibo, acqua e cure mediche sono insufficienti; molti prigionieri politici si trovano a distanze improbe dai loro familiari; la maggior parte dei detenuti ha subito torture.Amnesty International ha ammonito le autorit di Myanmar a non accanirsi contro i prigionieri rilasciati oggi, che probabilmente una volta tornati in libertà riprenderanno le loro attività politiche.
Racconti e reportage di viaggio
Dalla Repubblica Democratica del Congo al Sudafrica, dalla Grecia al Malawi, dalla Boliva all’India, dal Bangladesh al Burundi, Esmahan Aykol, Alicia Gímenez Bartlett, Eliane Brum, Tishani Doshi, Catherine Dunne, Paolo Giordano, James Levine, Wilfried N’Sondé, Mario Vargas Llosa testimoniano attraverso racconti e reportage di viaggio la realtà di alcune aree in cui opera Medici Senza Frontiere.“Speriamo che attraverso questo libro, realizzato in occasione del 40° anno di vita di MSF, storie imprigionate dalle emergenze umanitarie, dalla povertà, dall’ingiustizia, dalla mancanza di accesso alle cure, possano uscire da quel cono d’ombra in cui troppo spesso vengono rinchiuse dalla nostra indifferenza – spiega Kostas Moschochoritis, direttore generale di MSF Italia – Un ringraziamento particolare va agli scrittori e a Feltrinelli Editore che hanno reso possibile la realizzazione di questo importante progetto a tre anni da “Mondi al limite”, nel quale erano stati coinvolti nove importanti scrittori italiani”.Volti di uomini, donne e bambini che vengono descritti in tutta la loro forza e determinazione dalla penna di nove scrittori internazionali che hanno avuto la possibilità di inoltrarsi, insieme a Medici Senza Frontiere, all’interno di crisi umanitarie spesso dimenticate o inaccessibili. Storie, spesso romanzate e non sempre a lieto fine, ma che per la prima volta rendono loro la propria dignità.“Aderire al progetto di MSF non mi ha solo permesso di arricchire le mie fonti di ispirazione ma anche di visitare una parte del mio paese che non conoscevo, il Nagaland, nel nord est dell’India”, racconta Tishani Doshi, scrittrice, poetessa e giornalista indiana. “Ciò che mi ha più colpito è stata la totale iniquità rispetto al sud del paese: mentre lì infatti si è sviluppato un vero e proprio turismo sanitario e gente da tutto il mondo vi si reca perché sa di trovare cure di altissimo livello, il nord est sembra come sospeso nel tempo. Vi sono zone senza acqua e corrente elettrica, dove non è possibile neanche conservare i vaccini.

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Carceri: 2 giugno, amnistia per la repubblica

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 giugno 2011

Stamani sit-in dei Radicali dalle ore 11 alle 12.30, davanti alle carceri d’Italia perché la Festa della Repubblica possa al più presto essere celebrata anche con uno sguardo alla sua giustizia e alle sue carceri i Radicali saranno presenti davanti alle carceri di:
• Roma – Regina Coeli – Via della Lungara, 29 – organizza: Irene Testa 349.10.91.378
• Fuorni (Salerno)- Via del Tonnazzo, 1 – organizza: Donato Salzano – 349.72.64.967
• Palermo – Ucciardone – via Enrico Albanese, 3 (piazza Giachery) – organizza: Donatella Corleo – 334.37.52.066
• Bologna – Carcere della Dozza – via del Gomito, 2 – organizza: Monica Mischiatti – 339.81.50.231
• Genova- Marassi – Piazzale Marassi, organizza Susanna Mazzucchelli- 3396180810
Marco Pannella è in sciopero della fame ormai da 42 giorni, perché l’Italia «torni a poter in qualche misura essere considerata una democrazia» e affinché venga finalmente varato un provvedimento di amnistia – che nel nostro Paese non viene concesso da 21 anni – indispensabile per il ripristino del funzionamento del sistema giudiziario e della legalità nelle carceri italiane. Insieme a lui, si sono ad oggi impegnati a dar corpo con lo sciopero della fame a questa proposta circa 7500 persone in tutta Italia, tra detenuti e loro familiari, agenti di Polizia penitenziaria, direttori, ma anche
numerosi liberi cittadini e cittadine. L’obiettivo dell’iniziativa nonviolenta di Marco Pannella e di tutti
coloro che la appoggiano vuol essere un messaggio di speranza per l’intera comunità penitenziaria – detenuti, psicologi, educatori, agenti di polizia penitenziaria, infermieri, medici, direttori e personale amministrativo – che vive una situazione di grande sofferenza a causa del sovraffollamento e dell’insufficienza di personale e per tutti quei cittadini che,
ingiustamente, attendono per troppi anni la celebrazione di un processo o agognano in tempi certi e ragionevoli la conclusione di una causa, siano essi imputati o parte lesa. Perché la giustizia nella Repubblica torni al più presto a essere tale.

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Disagio carcerario: nuova amnistia?

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 maggio 2011

“A cosa serve discutere e votare le mozioni, se quelle approvate oltre un anno fa, nel gennaio del 2010 e che impegnavano l’esecutivo ad affrontare con misure tempestive e strutturali l’emergenza carcere, non sono state in alcun modo attuate dal Governo, né dal Parlamento? Che senso ha, dunque, la formula “impegna il Governo”? Dibattiti come quello di ieri non servono a nulla, se non si attribuisce alle mozioni un valore effettivo. È per questa ragione che la delegazione radicale ha ripresentato nella mozione approvata oggi alla Camera i punti già approvati a gennaio dello scorso anno e che sono di estrema attualità, dal momento che lo stato di sovraffollamento e di illegalità delle carceri italiane non solo non è stato risolto, ma si è addirittura aggravato.
Come riporta la rivista Ristretti Orizzonti, dall’inizio dell’anno in Italia si sono tolti la vita ventiquattro detenuti e tre poliziotti, mentre altri quaranta detenuti sono morti per cause cosiddette “naturali”,
infatti in diciassette casi sono state aperte inchieste volte all’accertamento dei fatti. Dal 2000 ad oggi nelle carceri italiane sono morti 1800 detenuti di cui ben 650 per suicidio. Nello stesso periodo di tempo si sono uccisi anche 87 agenti di polizia penitenziaria. Appare quindi chiaro che non sbaglia Marco Pannella, giunto oggi al ventinovesimo giorno di sciopero della fame, quando di fronte a cifre come queste parla di nuclei consistenti di Shoah.
C’è un articolo della nostra Costituzione che non viene mai richiamato: è il comma 4 dell’articolo 13 secondo il quale è punita la violenza commessa sulle persone che sono private della libertà. Ebbene, quando ricordiamo i detenuti ammassati, in meno di un metro e mezzo a testa – mentre la Corte europea dei diritti dell’uomo ne prevede 3 e l’ordinamento penitenziario 7 – chiusi in cella a far nulla per 20 o 22 ore al giorno, non parliamo forse di atti violenza? E cosa fa il Ministro della Giustizia davanti a questi problemi? Come si pone il Presidente della Repubblica? Per non parlare di quello del Consiglio, che finora non ha mostrato il benché minimo interesse verso questa situazione vergognosa. E cosa fa questo Parlamento? La risposta, l’unica seria e possibile, ce l’abbiamo noi ed è varare un’amnistia vera, legale, contro quella di classe che ogni anno vede prescritti circa 200 mila procedimenti”.

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Carceri: Una nuova amnistia?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 settembre 2009

Sintesi dell’intervento tenuto da Rita Bernardini, deputata Radicale-PD membro della Commissione Giustizia, in occasione della presentazione del libro di Laura Baccaro e Francesco Morelli “In carcere: del suicidio ed altre fughe”, che si è svolta oggi alla Camera “Uno Stato che per decenni viola la Costituzione si comporta da delinquente abituale. Le carceri italiane sono del tutto fuori legge, soprattutto rispetto all’art.27 della Costituzione: circa 23 mila detenuti in più rispetto alla capienza massima, almeno 5 mila (ma noi Radicali ne abbiamo contati 8 mila) agenti penitenziari in meno rispetto al numero previsto, assenti gli educatori, quasi scomparsi gli psicologi. Davanti ai dati di un’illegalità patente, che viene meno al rispetto dei più elementari diritti umani, tutti siamo chiamati ad assumerci la nostra responsabilità. Il carcere è un’istituzione opaca, per questo noi radicali abbiamo presentato una proposta di legge per istituire un’anagrafe pubblica delle carceri, che renda più trasparente una realtà di cui all’esterno si sa poco o nulla. Oggi il carcere è inteso come parte estranea alla società: un universo lontano e dimenticato. Se i cittadini sapessero come sono le prigioni italiane e cosa avviene al loro interno, ci sarebbe una maggiore sensibilità, comprensione e intelligenza nel considerare la funzione del carcere che dovrebbe essere quella di extrema ratio e non di discarica sociale da dove a fine pena non si ha alcuna possibilità di reinserimento se non nel settore sempre più florido della criminalità organizzata. C’è bisogno di risposte adeguate, di una riforma della Giustizia e di misure urgenti come l’amnistia proposta da Marco Pannella. Un’amnistia ben diversa da tutte quelle varate fino al 1990 che hanno permesso, in totale, la scarcerazione di 50mila detenuti. Con l’amnistia proposta da Pannella si intende contrastare e sconfiggere l’amnistia strisciante alla quale assistiamo giorno dopo giorno, quell’amnistia di classe, fatta di prescrizioni, che in dieci anni ha impedito di celebrare un milione e 800mila processi. Le carceri sono il terminale di una Giustizia che ad oggi conta 5 milioni e 200mila processi penali arretrati e 200mila prescrizioni all’anno. Una giustizia per ricchi, furbi e ammanicati con il potere, che niente ha a che vedere con il concetto stesso di giustizia. Il sistema giudiziario necessita di riforme urgenti e, per far questo, l’amnistia proposta da Pannella è uno strumento fondamentale. Ragionare seriamente su questo è la strada migliore per superare il dato di illegalità delle carceri italiane”.

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