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Posts Tagged ‘amore’

ALAIN DENEAULT, L’economia dell’odio

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 luglio 2019

Attraverso il suo lavoro di filosofo e sociologo, Alain Deneault analizza il mondo che ci circonda adottando un punto di vista critico che ci costringe a invertire le nostre prospettive, a guardare la nostra società con uno sguardo differente. Mettendo insieme diversi testi scritti nel corso degli anni sotto l’influenza teorica di Rancière e Simmel, Alain Deneault decodifica una «economia dell’odio».
Laddove veniamo spinti ad amare il denaro, ad amarlo a qualunque costo, non c’è odio per l’economia. Non c’è odio per l’economia, ma c’è un’economia dell’odio. Il punto è: rimuovere l’odio. Odiare senza che l’odio trapeli. È così che si aderisce alla sottomissione al denaro. Traduzione dal francese di Roberto Boi Euro 17,00 256 pagine
Alain Deneault è un docente e filosofo canadese. Ha scritto saggi sulle politiche governative, sui paradisi fiscali e sulla crisi del pensiero critico. Insegna Scienze Politiche presso l’Università di Montréal e collabora con la rivista Liberté. Con Neri Pozza ha pubblicato La mediocrazia (2017) e Governance. Il management totalitario (2018). (Neri Pozza editore)

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WILLIAM BOYD, L’amore è cieco

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 luglio 2019

Edimburgo, 1894. Brodie Moncur ha ventiquattro anni e da sei lavora per la Channon & Co., il quarto maggior produttore di pianoforti in Gran Bretagna. Valente accordatore, viene invitato un giorno da Ainsley Channon a trasferirsi nella sede di Parigi, dove i pianoforti Channon stentano a conquistare le simpatie francesi.
Nell’imponente negozio parigino, due grandi vetrine che si affacciano in avenue de l’Alma, Brodie abbraccia con entusiasmo la sua nuova vita, lontana dalla Scozia, soprattutto, lontana dal suo tirannico padre. Si rimbocca le maniche e concepisce un’idea brillante: ingaggiare un grande pianista, un virtuoso dello strumento, che suoni un Channon nei suoi concerti e dia, così, lustro all’azienda.
L’occasione per realizzarla gliela offre il Theatre de la Republique, in una serata in cui John Kilbarron, ex bambino prodigio e musicista di indiscusso talento chiamato Le Liszt irlandais, esegue la Sinfonia n. 3 di Čajkovskij e un poema sinfonico di Panin per la voce solista di Lydia Blum, soprano russa.
Capelli scuri pettinati all’indietro, profonde rughe che gli solcano le guance, Kilbarron sembra un individuo freddo, con un atteggiamento arrogante studiato apposta per le scene. La sua esecuzione, tuttavia, è a dir poco impeccabile: un uragano; probabilmente ciò che gli spettatori dovevano aver provato ai concerti di Liszt.
Alla fine della serata, Brodie si reca nei camerini degli artisti e, bussando a una porta, si ritrova al cospetto di una giovane donna. Capelli biondi mossi e arruffati, occhi azzurri e labbra rosee, una vestaglia sgargiante addosso a coprire un’evidente nudità, una sigaretta tra le labbra con qualche briciola di tabacco raccolta alla punta della lingua, Lydia Blum, la soprano russa, fissa i suoi occhi nei suoi, e una grossa bolla d’aria si fa largo, come un pugno, nel petto di Brodie Moncur, giovane accordatore scozzese.
Storia di un amore folle e cieco, intimo ritratto della vita di un uomo e, al contempo, lucido sguardo sullo spirito del tempo, L’amore è cieco è il nuovo, magistrale romanzo di uno dei più amati scrittori inglesi. Un romanzo di vertiginosa passione e brutale vendetta, in cui arte e vita si danno la mano dinanzi alle speranze e alle illusioni, alla potenza e alle crudeltà che l’amore puntualmente riserva. Traduzione di Laura Prandino
Euro 18,00 448 pagine.
William Boyd nato ad Accra, in Ghana, il 7 marzo del 1952, vive oggi a Londra. È considerato uno dei più grandi scrittori inglesi viventi. Il suo primo romanzo, A God Man in Africa (1981), vinse il Whitbread First Novel Award e il Somerset Maugham Award. Tra le sue opere si segnalano: An Ice-Cream War (finalista del Booker Prize 1982), Brazzaville Beach (James Tait Black Memorial Prize 1990), The Blue Afternoon (Sunday Express Book of the Year 1993, Los Angeles Times Book Prize 1996). Con Neri Pozza ha pubblicato Ogni cuore umano (2004), Inquietudine (2006), Le nuove confessioni (2007).(Neri Pozza editore)

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William Boyd: L’amore è cieco

Posted by fidest press agency su martedì, 18 giugno 2019

Edimburgo, 1894. Brodie Moncur ha ventiquattro anni e da sei lavora per la Channon & Co., il quarto maggior produttore di pianoforti in Gran Bretagna. Valente accordatore, viene invitato un giorno da Ainsley Channon a trasferirsi nella sede di Parigi, dove i pianoforti Channon stentano a conquistare le simpatie francesi. Nell’imponente negozio parigino, due grandi vetrine che si affacciano in avenue de l’Alma, Brodie abbraccia con entusiasmo la sua nuova vita, lontana dalla Scozia, soprattutto, lontana dal suo tirannico padre. Si rimbocca le maniche e concepisce un’idea brillante: ingaggiare un grande pianista, un virtuoso dello strumento, che suoni un Channon nei suoi concerti e dia, così, lustro all’azienda.L’occasione per realizzarla gliela offre il Theatre de la Republique, in una serata in cui John Kilbarron, ex bambino prodigio e musicista di indiscusso talento chiamato Le Liszt irlandais, esegue la Sinfonia n. 3 di Čajkovskij e un poema sinfonico di Panin per la voce solista di Lydia Blum, soprano russa.Capelli scuri pettinati all’indietro, profonde rughe che gli solcano le guance, Kilbarron sembra un individuo freddo, con un atteggiamento arrogante studiato apposta per le scene. La sua esecuzione, tuttavia, è a dir poco impeccabile: un uragano; probabilmente ciò che gli spettatori dovevano aver provato ai concerti di Liszt.Alla fine della serata, Brodie si reca nei camerini degli artisti e, bussando a una porta, si ritrova al cospetto di una giovane donna. Capelli biondi mossi e arruffati, occhi azzurri e labbra rosee, una vestaglia sgargiante addosso a coprire un’evidente nudità, una sigaretta tra le labbra con qualche briciola di tabacco raccolta alla punta della lingua, Lydia Blum, la soprano russa, fissa i suoi occhi nei suoi, e una grossa bolla d’aria si fa largo, come un pugno, nel petto di Brodie Moncur, giovane accordatore scozzese.Storia di un amore folle e cieco, intimo ritratto della vita di un uomo e, al contempo, lucido sguardo sullo spirito del tempo, L’amore è cieco è il nuovo, magistrale romanzo di uno dei più amati scrittori inglesi. Un romanzo di vertiginosa passione e brutale vendetta, in cui arte e vita si danno la mano dinanzi alle speranze e alle illusioni, alla potenza e alle crudeltà che l’amore puntualmente riserva.Traduzione di Laura Prandino Euro 18,00 448 pagine
William Boyd nato ad Accra, in Ghana, il 7 marzo del 1952, vive oggi a Londra. È considerato uno dei più grandi scrittori inglesi viventi. Il suo primo romanzo, A God Man in Africa (1981), vinse il Whitbread First Novel Award e il Somerset Maugham Award. Tra le sue opere si segnalano: An Ice-Cream War (finalista del Booker Prize 1982), Brazzaville Beach (James Tait Black Memorial Prize 1990), The Blue Afternoon (Sunday Express Book of the Year 1993, Los Angeles Times Book Prize 1996). Con Neri Pozza ha pubblicato Ogni cuore umano (2004), Inquietudine (2006), Le nuove confessioni (2007).

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Presentazione di “Il corpo dell’amore”

Posted by fidest press agency su domenica, 26 Mag 2019

Roma Mercoledì 29 maggio Ore 12.00 Sala A Viale Mazzini, 14 Conferenza stampa per la presentazione di “Il corpo dell’amore”. Quattro storie per capire cosa significa il desiderio di relazione, di affetto, di abbracci delle persone con disabilità.
Patrizia. L’ombra della madre
Giuseppe. Todos Santos
Valentina. La settimana enigmistica
Anna. La prima volta
Regia di Pietro Balla, Monica Repetto. Soggetto e sceneggiatura di Pietro Balla, Stella Biliotti, Teresa Lucente, Monica Repetto
La voce narrante è di Enrica Bonaccorti. Interverranno:
Stefano Coletta – Direttore Rai3
Vincenzo Zoccano – Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri
con delega a famiglia e disabilità
Vincenzo Spadafora – Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri
Fabrizio Quattrini – Sessuologo, Docente presso il Dipartimento di
Scienze Cliniche Applicate e Biotecnologiche dell’Università degli Studi dell’Aquila
Giovanni Anversa – Vice Direttore Rai3 In onda su Rai3 da venerdì 31 maggio ore 23.10

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Lidia Ravera: L’amore che dura (Bompiani)

Posted by fidest press agency su sabato, 18 Mag 2019

Torino lunedì 20 maggio, ore 18 Circolo dei lettori, via Bogino, 9 Lidia Ravera L’amore che dura (Bompiani) Teso come un thriller, forte di un montaggio cinematografico che tiene incollati alla pagina. E’ la storia di un amore nato al tempo della rivoluzione femminista. Lidia Ravera coglie con esasperata sensibilità gli slittamenti della vita di coppia, interrogandosi sulle ragioni del sentimento amoroso: dura quando l’altro è il fantasma che insegui e che ti insegue, il tuo pezzo mancante? Non è un appuntamento d’amore, quello che si sono concessi Emma e Carlo. È piuttosto una resa dei conti. A quarant’anni da quando hanno scoperto l’amore insieme, a vent’anni dalla fine del loro matrimonio: quando Carlo è volato a New York a sfidare se stesso ed Emma è rimasta a Roma, a insegnare in una scuola di borgata. Oggi lui è un regista quasi famoso, lei un’idealista fuori dal tempo. Lui ha girato un film che racconta con nostalgia la loro love story adolescente, lei l’ha stroncato su una rivista online. Lui si è offeso, lei è pronta a scusarsi. Ma quella è la colpa minore. L’altra, ben più grave, si è piantata fra loro come una spina. Lui non la immagina neppure, lei vorrebbe confessare ma non sa come. All’appuntamento va in bicicletta, difesa da un gilet di velluto vintage, armata di una borsa a bandoliera che contiene quattro quaderni neri traboccanti di verità. Ma la resa dei conti non avrà luogo. Un incidente la impedisce, o forse la ritarda soltanto. Resta il mistero dell’amore che dura, che resiste, anche se più Carlo ed Emma si allontanano dalla prima giovinezza più aumenta la distanza fra loro. Che cosa continua a tenerli legati dai movimentati anni settanta fino al disincanto del presente? Quella che Emma chiama la chimica dei corpi? O qualcosa di più misterioso e tenace? Lidia Ravera raggiunge la notorietà nel 1976 con il romanzo Porci con le ali, scritto a quattro mani insieme a Marco Lombardo Radice (con lo pseudonimo di “Antonia”). L’attività di scrittrice conta più di diciotto opere narrative e una sessantina di sceneggiature. Inoltre, undici canzoni, una commedia musicale, un’opera, romanzi rosa sotto pseudonimo, migliaia di articoli, radiodrammi, novelle, racconti, un libro per bambini, situation comedy, film, testi per documentari, per cabaret, monologhi.

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Franco Marcoaldi: Amore non amore

Posted by fidest press agency su martedì, 5 febbraio 2019

Milano Piccolo Teatro Studio Melato, 11 febbraio ore 21 e il 13 a Roma (Teatro Argentina, ore 21.30 l’autore e Peppe Servillo porteranno in scena alcune poesie tratte da questo libro, in un continuo rimando tra parole e musica.
Una divinità capricciosa e imprevedibile governa le nostre esistenze. Si chiama Amore ed è capace di farci perdere la testa per un’altra creatura in un crescendo di febbrile erotismo e impagabili dolcezze. Ma quella stessa divinità, grazie alla sua multiforme e inafferrabile natura, può prendere anche direzioni diverse. Spingendoci a stravedere per un animale, a dialogare con i morti, a esprimere piena gratitudine verso il regno del vivente. Quando invece prevale il lato d’ombra dell’Amore, quell’incontenibile slancio si converte all’improvviso in chiusura, noia, insofferenza, feroce sete distruttiva.
Franco Marcoaldi riprende qui il filo di un suo fortunato canzoniere di vent’anni fa. E in cento poesie indaga questa fantasmatica e concretissima passione universale affidandosi a una tastiera dai toni e timbri i più diversi: tenerezza incantata e accensioni sanguigne, impeto romantico e un’ironia beffarda che a volte sconfina nel sarcasmo. Perché Amore convive sempre con il suo contrario. Collana le Onde, pp. 128, 12 euro In libreria dal 14 febbraio. Copyright © La Nave di Teseo

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Storie ferragostane: la salvezza è nell’amore

Posted by fidest press agency su domenica, 12 agosto 2018

Io cerco, nonostante tutto, e avvalendomi del contributo di ricercatori e studiosi, di stimolare i miei simili verso un nuovo ordine d’idee nel quale vi sia posto alla vita come alla morte, in uguale misura. Nel loro complesso non vale la logica consumistica così come non vale il sacrificio corale e condiviso di una perdita.
Non sono l’intensità o meno di un clamore a darci o a sottrarci una vita. E’ l’amore che noi vi riversiamo nel privato, più che nel pubblico, verso il genere umano e nelle cose e negli altri corpi viventi a conferirci la certezza che esiste un disegno comune che ci affratella dal giorno del concepimento a quello di un corpo sul quale sopraggiunge il rigor mortis. In questa parentesi tutto o nulla può accaderci se non v’intingiamo per scrivere una “storia” che ci apparterrà in misura indivisibile.
E’ l’amore la macchina che ci fa esaltare il bello e sopportare il dolore e ci aiuta ad obliare senza dimenticare. E’ l’amore il vero collante della vita, per non spegnerla invano, per non chiuderla nell’indifferenza, per esaltarla sconfiggendo in questo modo la morte, poiché essa è solo un passaggio attraverso il quale ritroveremo la nostra continuità amando e riamati in un universo senza tempo né storia. In lui unico e immortale è l’amore. Ed è proprio sull’immortalità che è concentrato uno dei maggiori bisogni spirituali dell’uomo. Non a caso le Chiese si sono costituite custodi ufficiali di tali bisogni. In alcuni di essi vi è persino la pretesa di accordarne o negarne la soddisfazione agli individui mediante i loro sacramenti. Sappiamo, altresì bene, che due sono i punti adatti a rispondere alle obiezioni o alle difficoltà che la nostra cultura moderna trova nella vecchia nozione di un’altra vita. Sono le obiezioni e le difficoltà che tolgono, all’idea di una vita futura, molto della sua antica potenza d’attirare la fede nei circoli culturalmente evoluti. La prima di queste difficoltà concerne l’assoluta dipendenza della nostra vita spirituale, come noi la conosciamo, dal cervello.
Come possiamo credere nell’altra vita, quando la scienza ha, una volta per sempre, attestato, senza possibilità di contraddizione, che la nostra vita intima è una funzione di quella famosa “materia grigia” delle nostre circonvoluzioni cerebrali?
Come può la sua funzione persistere dopo che l’organo è disfatto? Così noi supponiamo che la psicologia fisiologica precluda a noi l’antica fede.
L’unica forza che sembra andare in contro tendenza alle leggi della scienza resta pur sempre l’amore. Esso diventa una vocazione spirituale capace di travalicare i mondi del vissuto per lasciarci intravedere l’uomo, per ciò che egli è in confronto a ciò che è. Che egli si ritenga come smarrito in questo cantuccio della natura. (Riccardo Alfonso) (I precedenti sono reperibili sulla pagina “confronti” nona parte)

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L’amore per il Molise viaggia su due ruote

Posted by fidest press agency su sabato, 4 agosto 2018

Nicolangelo Zoppo con altri appassionati delle bici in Molise.JPGE’ sufficiente anche la semplice e affascinante bicicletta per promuovere e far scoprire il Molise più autentico, quello della natura incontaminata, dell’armonico rapporto tra uomo e ambiente, del recupero di antichi valori. Sono sulla stessa linea, con una sensibilità ecologica totale, gli organizzatori di due importanti eventi sulle due ruote non motorizzate in Molise – il “Tour bike della Transumanza” e la “Gran Fondo del Matese”, e i vertici di Forche Caudine, un incontro per incoraggiare e favorire quello che l’associazione dei molisani a Roma chiama “il Molise che vogliamo”.
Il “Tour bike della Transumanza” è un’escursione di quattro giorni – dal 2 al 5 agosto 2018 – in mountain bike sulle vie, appunto, della transumanza, dal Tavoliere delle Puglie fino in Abruzzo passando per il Molise. Le quattro tappe, condotte ad un’andatura da cicloturista proprio per godersi il panorama, rappresentano una stimolante passeggiata alla portata di tutti che fonde l’amore per la bicicletta e per lo sport con l’interesse per la cultura, la storia, il paesaggio.Tra gli organizzatori dell’iniziativa c’è il dermatologo Pietro Lippa, presidente onorario dell’associazione abruzzese “Vallelonga bike: i sentieri del lupo”, nata nel 2003 a Villavallelonga, piccolo centro in provincia dell’Aquila, località di arrivo del tour che parte da Orta Nova, in provincia di Foggia. “Il percorso, per un totale di circa 320 chilometri, segue per buona parte quello che resta del Regio Tratturo Lucera-Castel di Sangro, una delle maggiori ‘autostrade erbose’ seguite dai pastori – ha raccontato Lippa a Francesco Caterina di Forche Caudine nel corso dell’incontro di presentazione dell’attività a beneficio dei molisani a Roma. “Il percorso alterna tratti di sterrato con tratti asfaltati e permette di godere di panorami mozzafiato: dalle aride stoppie bruciate che ricoprono i terreni pianeggianti del Tavoliere delle Puglie, alle verdi colline molisane costellate di pittoreschi borghi, fino alle montagne ‘dolomitiche’ del Parco Nazionale d’Abruzzo – ha continuato Lippa.La promozione molisana attraverso le due ruote permette, tra l’altro, di fare nuove conoscenze e di stringere amicizie, attribuendo un valore anche umano al muoversi in bicicletta, nonché di condividere l’amore per il territorio. Il tour promosso dagli amici abruzzesi è giunto quest’anno alla quindicesima edizione.Altro appuntamento di richiamo, che si svolgerà il 2 settembre a Frosolone, in provincia di Isernia, è la Granfondo del Matese. E’ alla terza edizione, un ritorno dopo quattro anni di inspiegabile sosta. A promuovere la manifestazione è il “GS Largo Sole” di Nicolangiolo Zoppo, nato a Sant’Elena Sannita e residente da anni a Roma, dove promuove eventi su due ruote.Il percorso tutto molisano sarà unico, di 104 chilometri con 2.200 metri di dislivello, panorami meravigliosi e attraversamento di borghi affascinanti, come Macchiagodena, Cantalupo, Roccamandolfi e Guardiaregia. I tratti più caratteristici includono la salita di una ventina di chilometri che passa per Campitello Matese e giunge sul valico della Gallinola a 1.638 metri sul livello del mare, l’attraversamento dell’oasi del Wwf e la salita da Bojano a Frosolone passando per Spinete e Sant’Elena Sannita.Zoppo torna dunque ad offrire un omaggio alla sua terra d’origine, come ha spiegato a “Forche Caudine”, di cui è uno degli storici componenti grazie all’amicizia con l’avvocato Donato Iannone, vicepresidente dell’associazione, ma anche con il presidente Castellotti. Legatissimo al Molise, ha spiegato che le due ruote non motorizzate rappresentano certamente un mezzo di promozione sostenibile per il territorio.L’associazione “Forche Caudine”, che ormai costituisce anche una cassa di risonanza per “il Molise che vogliamo”, oltre a rappresentare uno storico punto di riferimento per l’emigrazione molisana, nel corso dell’incontro ha ribadito l’importanza dell’apporto alla visibilità molisana che giunge dall’esterno, come nel caso dei due appuntamenti ciclistici. (foto: Nicolangelo Zoppo)

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L’amore, travolgente utopia della vita

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 aprile 2018

Assisi si terrà in Cittadella da sabato 28 aprile al 1 maggio il 40° seminario rivolto a coniugi, fidanzati, operatori sociali e pastorali. Il seminario si propone di indagare i cambiamenti avvenuti negli ultimi decenni nel tessuto sociale delle relazioni in generale, e del legame di coppia in particolare. Lectio magistralis del teologo e scrittore Vito Mancuso. Con la partecipazione della teologa Lilia Sebastiani, degli piscologi Beppe Sivelli e Rosella De Leonibus,Tonio Dell’Olio presidente della Pro Civitate Christiana. E’ uno dei numerosi appuntamenti annuali partecipati e coinvolgenti nell’avventura missionaria della Pro Civitate Christiana di Assisi, fondata da don Giovanni Rossi, che è diventata negli anni un approdo importante per laici e religiosi alla ricerca della Parola, capace di interpretare lo spirito dei tempi restando fedele al Vangelo.«Con il 40° Seminario ci affacciamo alla sponda di un mare aperto e non certamente tranquillo, ma non perdiamo la fiducia di poter dialogare anche con i naviganti che si allontanano dalle rotte più tradizionali e intraprendono quelle inedite, spesso cariche di interrogativi e forse anche di turbamenti d’animo», così evidenziano i coordinatori Gianna Galiano e la coppia Delli Paoli-Bitelli.Inoltre, sottolineano gli organizzatori: «Il titolo che proponiamo, non vuole essere un inno all’ottimismo ingenuo, quasi un sogno da novelli don Chisciotte, ma una determinazione a prendere sul serio il grande tema dell’amore che probabilmente è travolgente, appassionante e resistente, come le travi dei cedri, profetizzati dal Cantico dei Cantici, qualora riesca a connettersi con l’utopia della vita ».
E sul tema: L’Amore, travolgente utopia della vita, domenica 29 aprile, si terrà l’attesa lectio magistralis del teologo Vito MANCUSO che sostiene quanto segue: «Si tratta di collegare i due termini che compongono il titolo proposto: amore e utopia. Non è un collegamento scontato perché l’amore è anzitutto una realtà fisica, un impulso, una necessità, una forza che attraversa e muove tutti gli esseri, mentre l’utopia è un ideale, una luce che guida la mente verso un luogo che non c’è e di cui tuttavia si sente l’attrazione. Come tenere insieme una necessità fisica con una attrazione ideale? Nel rispondere a questa domanda si gioca il valore del tutto peculiare, e veramente travolgente, dell’amore».Seguiranno testimonianze di coppie, laboratori, spazi di preghiera, interventi musicali con Giangabrile Sasso, chitarrista classico.
http://www.cittadella.org/seminario-coppia-2018

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Teatro: Un amore in altalena

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 febbraio 2018

Roma dal 27 febbraio al 4 marzo 2018 Teatro Trastevere via Jacopa de’ Settesoli 3, lun-sab: 21:00 / dom: 17:30 spettacolo “Un amore in altalena” regia Matteo Fasanella con Paolo Buglioni e Monica Lammardo aiuto regia Christian Sicuro disegno luci Luca Pastore scenografia Maurizio Marchini
Due anime sole, dissolute, tremendamente irrisolte, con un passato ingombrante alle spalle, si incontrano durante un party di una New York oscura e inospitale.
Si cercano, si trovano, si perdono. Alla fine si legano.E’ la loro inadeguatezza, la loro solitudine, il loro vittimismo a tenerli uniti. Lui è un’anima tormentata, dal suo passato irrisolto e complesso.Lei è un’ex ballerina che non ha abbandonato il sogno di una vita d’emozioni e di sicurezze. Proveranno a completarsi, a “formare la metà di un paio”, coltiveranno l’illusione di potercela fare e di potersi fare compagnia. Ma sarà una continua e ripetuta Altalena, solo un’altalena. Che porta con sè il sogno di spiccare il volo, ma poi inesorabilmente, lascia che i piedi sfiorino la terra, oppure….(Non siamo in grado di pubblicare le foto in quanto sono coperte da copyright)

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Dacia Maraini racconta tre donne in cerca d’amore

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 gennaio 2018

dacia marainiModena, a BPER Forum Eventi martedì 30 gennaio alle 21 Dacia Maraini racconta tre donne in cerca d’amore. Il nuovo romanzo della scrittrice, “Tre donne” è un dialogo a più voci tra nonna, madre e figlia. E l’arrivo imprevisto di un uomo rompe l’equilibrio di una convivenza già difficile.
E’ “una storia d’amore e disamore” con protagoniste tre generazioni di donne: Gesuina, Maria e Lori, una nonna, una madre e una figlia forzate dalle circostanze a convivere in una casa dove è assente da tempo un uomo. La nonna, Gesuina, ha superato i sessant’anni, è aperta e instancabilmente curiosa del mondo e dei giochi dell’amore. Maria, sua figlia, vorrebbe invece fuggire la realtà, è chiusa fra le sue carte di traduttrice e i suoi sentimenti sono rivolti a un altrove lontano. E poi c’è Lori, 16 anni, immersa nella confusione dell’adolescenza. Poco, dunque, hanno in comune, tranne il fatto che tutte e tre, ciascuna a modo suo, tengono un diario. La nipote nel modo più tradizionale, su un quadernino che poi nasconde dentro un buco del muro, dove, peraltro, quando troppo si annoia, la nonna, che della casa e dei suoi muri conosce tutti i segreti, se lo va a leggere. La figlia scrive lunghe lettere — ostinatamente su carta — al suo corrispondente lontano registrando con puntiglio sentimenti e avvenimenti; e la nonna, che scribacchina non è, incide il racconto delle sue giornate sul nastro di un piccolo registratore che l’accompagna sempre. Tutto cambierà quando nelle loro vite irrompe un uomo e trovare un nuovo equilibrio significherà abbandonarsi alla forma più pura di passione, quella per la libertà. Il romanzo fotografa con un taglio inedito i percorsi del desiderio in tutte le età della vita. (foto: dacia maraini)

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L’amore di carne e fiori di Joosie

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 luglio 2017

JoosieSarà pubblicato lunedì 10 luglio “L’amore di carne e fiori” il nuovo singolo di Joosie, cantautrice originaria di Gravina in Puglia, dalla voce “soul”, calda e suadente.
“Questo brano parla del rapporto tra due persone – spiega l’artista – di quello che sostanzialmente si conosce come dipendenza affettiva. Il testo mette in evidenza quel momento in cui si percepisce che l’altra persona è razionalmente sbagliata per se stessi, ma che si desidera comunque. C’è una sorta di distorsione del romanticismo in senso classico nel testo di questo brano, in cui domina l’intimità”.
Giusy Abbruzzese, nome anagrafico della cantautrice, innamorata della musica fin da giovanissima, ha scelto di accrescere la sua cultura musicale girando il mondo. Gli Stati Uniti d’America e l’Inghilterra sono le principali zone nelle quali Joosie ha viaggiato arricchendo il suo bagaglio e formandosi sia come persona che come artista, spinta da una forte attrazione per il blues, il soul e anche per il rock. Con una laurea in economia e una specializzazione in management, conclusa con votazione 110 e lode, Joosie ha arricchito il curriculum anche dando corda alla sua passione artistica. Infatti ha conseguito, Joosie1dopo qualche anno, la laurea in canto jazz, studiando con il maestro Mario Rosini, noto cantante e musicista che nel 2004 ha partecipato al Festival di Sanremo con il brano “Sei la vita mia”. Ha seguito corsi dedicati ai cantautori presso il C.E.T. del maestro Mogol, ha frequentato molti corsi inerenti l’utilizzo dell’apparato fonatorio, la logopedia e l’uso delle diverse qualità vocali. Dividendo il suo tempo fra studio musicale, danza e teatro, ha formato varie band, passando per diversi generi musicali, dance ‘70-‘80, r&b, funky, soul e rock. Nel 2014 ha realizzato lo spettacolo “mia mamma non deve sapere che sono fuori “ con l’attore cabarettista Antonio Tirelli e ha composto numerose sigle per società di servizi al turismo. A dicembre 2013 ha pubblicato “Fuori” il suo primo album, nel quale hanno collaborato Mario Rosini e Gatto Panceri, mentre nel dicembre 2016 è arrivato il singolo “Il cuore non odia”. “Sono una cantautrice da sempre, si può dire. Inizialmente scrivevo solo poesie e successivamente, dopo aver studiato la musica e imparato a suonare, ho cominciato a trasformare quei miei testi in canzoni”.
“Amore di carne e fiori”, ultimo lavoro di Giusy, che tra le tante attività sta studiando recitazione con l’obiettivo di essere sempre più un’artista completa, sarà pubblicato insieme al videoclip nel quale ci sarà la presenza della giovane web star barese Daniele Condotta.“Il brano ha un testo abbastanza intenso e avvolgente. Il video invece è carico di allusioni e tende a sfatare diversi cliché con un pizzico di ironia. Per tale motivo abbiamo pensato di coinvolgere Daniele Condotta che gentilmente e senza pensarci troppo ci ha dato il suo appoggio”.A seguito della pubblicazione, a partire già dal giorno seguente partendo da Peschici (FG), Jossie presenterà il suo brano in varie piazze italiane attraverso un tour con il quale sarà impegnata per tutta l’estate. (foto: Joosie)

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R3O. Amore e morte al Corso

Posted by fidest press agency su martedì, 23 Mag 2017

Roma Giovedì 25 Maggio 2017, ore 20:00 Casa di Goethe Via del Corso 18 Amore e morte al Corso Pièce teatrale di Valerio Vicari. Da una storia vera, tratta dal libro “Via del Corso 18. Storia di un indirizzo” di Dorothee Hock con gli attori Riccardo Bocci e Alessia RabacchiLabor Limae Andrea Feroci e Francesco Micozzi, pianoforte Musiche tratte dall’opera Werther di Jules Massenet Un progetto a cura di Giorgia Aloisio e Dorothee Hock Prezzo dei biglietti stagione 2016 / 2017:
intero: € 12,50 ridotto Bibliocard: € 8,50 ridotto (Under 35 | Over 65 | Personale Roma Tre): € 7,50 Soci R3O e studenti Roma Tre regolarmente iscritti: € 2,50 I biglietti possono essere acquistati presso il luogo di svolgimento del concerto, a partire da un’ora prima dell’inizio, oppure online cliccando sul presente link grazie al nostro sponsor tecnico Biglietto.it
Roma Tre Orchestra è un’Associazione e gli iscritti hanno la possibilità di accedere ad ogni concerto al prezzo simbolico di € 2,50, escluso il costo iniziale di iscrizione.

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Michelangelo: amore e morte

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 Mag 2017

michelangelo1Arriva al cinema dal 19 al 21 giugno il nuovo docu-film di David Bickerstaff, già regista di Vincent Van Gogh – Un nuovo modo di vedere, che ci guida attraverso la vita e le opere del gigante del Rinascimento. Uomo dall’energia straripante, ossessionato dall’arte, a tratti selvatico, complesso, fragile, assolutamente geniale. Michelangelo Buonarroti (1475-1564), figlio del podestà Ludovico di Leonardo Buonarroti Simoni, fu uno dei giganti che attraversarono la magnifica stagione del Rinascimento italiano. La sua esistenza tormentata e burrascosa e il suo eccezionale talento ne fecero uno degli artisti più amati di tutti i tempi, autore di capolavori come il David, la Pietà, Mosè, la Cappella Medicea, la volta della Sistina e il Giudizio Universale, la Pietà Rondanini. Scultore, pittore, architetto e poeta, l’artista nato a Caprese nel 1475 sarà il protagonista dell’ultimo docu-film, con eccezionali immagini in alta definizione, della stagione 2017 della Grande Arte al Cinema. Michelangelo. Amore e morte, che arriverà nelle sale per tre giorni, solo il 19, 20 e 21 giugno (elenco cinema a breve su http://www.nexodigital.it), propone infatti un viaggio cinematografico d’eccezione attraverso le opere, i musei e i luoghi fondamentali della vita del Buonarroti: Firenze naturalmente, e poi Roma e la Città del Vaticano.Diretto da David Bickerstaff e prodotto da Phil Grabsky il docu film si snoda attorno a una delle figure più carismatiche ed enigmatiche del Rinascimento, esplorandone i rapporti con i contemporanei e l’eredità artistica che ha lasciato dietro di sé. Ripercorrendo la biografia di Vasari, si comincia con l’apprendistato nella bottega del Ghirlandaio e l’incontro con Lorenzo il Magnifico nel Giardino di San Marco, una sorta Accademia ante litteram dove i giovani talenti studiavano le opere e le tecniche artistiche, copiando giorno dopo giorno le collezioni di arte antica dei Medici; seguono lo studio attento del corpo umano, di cui ci racconta il professore di anatomia Peter Abrahams, e la relazione complessa con i vari, eccezionali artisti fiorentini dell’epoca. Il film invita gli spettatori ad esaminare intimamente le opere e il processo artistico di Michelangelo: dalle cave di Carrara da cui ha attinto i suoi marmi, come ci racconta Francesca Nicoli dei Laboratori Artistici Nicoli, sino ai segreti dei lavori di più recente attribuzione.
Il percorso si snoda infatti dalle opere più antiche, come i rilievi marmorei della Madonna della Scala e della Centauromachia conservati a Casa Buonarroti, cui ci introduce il direttore Alessandro Cecchi, per passare poi ad analizzare il Crocifisso di Santo Spirito in legno policromo, mostrando la cura con cui l’artista, ancora giovanissimo, riesce a descrivere l’anatomia del Cristo. Il documentario ci guida quindi alla scoperta dei grandi capolavori pittorici, dal Tondo Doni degli michelangeloUffizi alla Deposizione di Cristo nel sepolcro della National Gallery, dalla volta della Cappella Sistina al Giudizio Universale, e approfondisce il delicato e appassionato tema del non finito che caratterizza molte delle opere dell’artista.Il regista propone inoltre un excursus al Victoria and Albert Museum di Londra dove Holly Trusted, Curatrice del Dipartimento Sculture del museo, ci accompagna nell’Italian Cast Court, ora ribattezzata Weston Cast Court, dove spicca la copia in gesso del David di Michelangelo, realizzata da Clemente Papi nel 1850 e destinata alla formazione di studenti d’arte. Tra gli altri luoghi del film anche il Dipartimento delle arti figurative occidentali dell’Ermitage (di cui conosciamo il responsabile Sergej Androsov), dove si trova il Ragazzo accovacciato in marmo, attribuito a Michelangelo solo in epoca recente.
Michelangelo. Amore e morte offre inoltre la straordinaria possibilità di conoscere i bronzi Rothschild, nudi virili in bronzo che cavalcano due pantere. Appartenute ai banchieri Rothschild, le due sculture sono state attribuite al maestro e sarebbero gli unici bronzi michelangioleschi sopravvissuti ai secoli come ci spiega Victoria Avery, Conservatrice di Arte Applicate del Museo Fitzwilliam di Cambridge.Tra le testimonianze raccolte dal regista ci sono inoltre quelle dei critici d’arte Martin Gayford, Jonathan Jones, Jennifer Sliwka e Cristina Acidini, quella del delegato per i dipartimenti scientifici ed i laboratori di restauro dei Musei Vaticani, Professore Arnold Nesselrath, e quella dell’artista Tania Kovats. (foto: michelangelo)

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Teatro: L’amore migliora la vita

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 novembre 2016

lamore-migliora-la-vitaRoma dall’1 all’11 dicembre 2016 Teatro Marconi viale Guglielmo Marconi 698 e. Sul palco del Teatro gestito da Felice Della Corte, è in scena L’Amore migliora la vita. Il testo scritto e diretto da Angelo Longoni, vede in scena Ettore Bassi, Edy Angelillo, Giorgio Borghetti ed Eleonora Ivone. Due coppie di genitori molto preoccupati. Una cena inevitabile. Due figli felici. Una tensione incontrollabile. Una parola inaccettabile: omosessualità Quando i giovani hanno tutto da insegnare e niente da imparare dagli adulti
Che l’amore migliori la vita può sembrare un’ovvietà, un’affermazione talmente scontata da sembrare inutile. In realtà la nostra esistenza è invasa da altri sentimenti sempre più predominanti e che fanno parte del corredo del nostro vivere sociale: la rabbia e la paura.
Siamo talmente concentrati sul nostro malessere da dimenticarci ciò che di bello potremmo avere se solo fossimo meno ottusi. L’ottusità è la caratteristica di tutti coloro che, pensando solo nei termini del proprio ambiente ristretto, attribuiscono alle proprie idee un significato universale. Così non ci accorgiamo della ristrettezza mentale che accorcia il nostro campo visivo e che ci rende mediocri, condannandoci alla pratica costante dell’ipocrisia.
Quella scritta da Longoni è una commedia divertente e scorretta sulla necessità di comprendere se stessi e le persone che ci sono vicine e che più amiamo. È una storia morale sulle piccole immoralità quotidiane che ognuno vive e subisce, sulle ottusità che ci pervadono e che facciamo tanta fatica ad abbandonare. “L’amore migliora la vita” è un richiamo alla comprensione di quest’assioma tanto ovvio quanto difficile da interiorizzare. Due coppie di genitori si trovano per discutere di un problema che riguarda i propri figli maschi appena divenuti maggiorenni. All’inizio i quattro sembrano essere molto civili e dimostrano di avere a cuore solo il bene dei propri ragazzi ma, quando si tratta di discutere della loro omosessualità e della loro volontà di vivere apertamente il loro amore, le cose si complicano notevolmente.
Madri e padri mettono in luce tutta la loro fragilità morale e la loro protervia, diventano violenti, paurosi, meschini, facendo emergere anche le loro difficoltà di coppia e le loro frustrazioni. Non importa quale sia la loro provenienza sociale o la loro estrazione culturale, sono tutti inadeguati a mettere mano seriamente al proprio modo di intendere i sentimenti e al loro ruolo genitoriale.
Martedì, Giovedì, Venerdì e Sabato ore 21,00 Mercoledì e Domenica ore 17,30 Biglietto. Intero 24.00 Ridotto 20.00 (foto: l’amore migliora la vita)

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Teatro: “Amore non essere geloso”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 novembre 2016

amore-non-essere-gelosoRoma dal 29 novembre al 18 dicembre 2016 al Teatro de’ Servi in via del Mortaro 22 (ang. Via del Tritone) “Amore non essere geloso” di Andrea Zanacchi, testo vincitore del Festival Testaccio Comic Off 2015 nella categoria commedia, ora al Teatro de’ Servi in una nuova versione diretta da Marco Simeoli. La commedia brillante racconta, attraverso le vicissitudini di due coppie di amici, il sentimento della gelosia in modo fortemente realistico, costruendo una dimensione di paranoia e sospetto che avvelena la vita dei protagonisti.
E’ una commedia brillante che attraverso le vicende di due coppie di amici esplora il sentimento della gelosia in modo fortemente realistico, costruendo una dimensione di paranoia e sospetto che avvelena la vita dei protagonisti.
Quattro bravi e giovani attori (Manuela Bisanti, Giampaolo Filauro, Daniele Derogatis e Elena Mazza – diplomati presso la scuola di arti sceniche “Il Cantiere Teatrale” e fondatori della Compagnia Velluto Rosso) portano avanti l’intreccio in un doppio ambiente scenico (i due appartamenti) con un gioco registico innovativo. Il ritmo della commedia è frenetico e scandito da furiosi litigi, tanghi figurati, assurdi scambi di persone e situazioni che rivelano la precarietà degli equilibri relazionali.
Basta un fusibile che salta, un attimo di buio per innescare un dubbio rovinoso: quel bacio traditore c’è stato davvero o si trattava soltanto di un’allucinazione? Un vortice di insicurezza che avvolge a poco a poco, un tarlo che corrode innescando la sfiducia e la compulsività del controllo: dinamiche comuni e processi mentali che rasentano l’assurdo ma che dipingono il reale aspetto dell’amore.
Una commedia molto divertente che fa ridere e che fa riflettere su un sentimento di cui tutti, prima o poi, siamo stati vittime, anche se spesso lo neghiamo. Il tango è il leitmotiv musicale di tutto lo spettacolo: tanghi cadenzati, tanghi sussurrati oppure convulsi, sempre ballati nella migliore tradizione argentina. (foto: amore non essere geloso)

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L’amore all’ombra del Cupolone

Posted by fidest press agency su domenica, 14 febbraio 2016

san valentinoEccola in arrivo, la data più romantica dell’anno. Diciamocelo pure: anche se siamo dei cinici irriducibili, qualcosa scatta il 14 febbraio, e che si voglia o no, si finsce per sottolineare la festa. Chi fa un regalo, chi scrive un pensiero, chi si concede una pausa a due… Roma&Roma vi lascia un piccolo suggerimento per ognuno di questi casi. Ma prima, se volete guardare Roma con gli occhi dei sttecenteschi viaggiatori del Grand Tour, vi ricordiamo di prenotare la passeggiata in calendario per il 20 febbraio, alle 15:00 con gli amici dell’Asino d’Oro. Tutti i dettagli sono su R&R, nella Rubrica Fili di … Roma!

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L’amore è uguale per tutti

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 ottobre 2015

amore uguale per tuttiMilano 3 novembre – ore 20 Cinema Apollo anteprima nazionale di F R E E H E L D AMORE GIUSTIZIA UGUAGLIANZA Regia di Peter Sollett Julianne Moore, Ellen Page, Michael Shannon e Steve Carell. Ingresso gratuito. Basato sull’omonimo cortometraggio documentario vincitore dell’Oscar® per la sua categoria (Documentary Short Subject), e adattato dallo sceneggiatore di Philadelphia, FREEHELD narra la vera storia d’amore di Laurel Hester [Julianne Moore] e Stacie Andree [Ellen Page], e della battaglia che condussero per ottenere giustizia. Quando alla pluridecorata detective del New Jersey Laurel viene diagnosticato un cancro, decide di assicurarsi che la sua sudata pensione vada alla sua compagna Stacie. Ma i funzionari della Contea di Ocean (Ocean County – New Jersey), detti Freeholders, non le riconoscono questo diritto. Il Detective Dane Wells [Michael Shannon], e l’attivista per i diritti civili Steven Goldstein [Steve Carell] si uniscono a Laurel e Stacie coinvolgendo altri agenti di polizia e la comunità a sostegno della loro lotta per l’uguaglianza. Diretto da Peter Sollett (NICK & NORAH – TUTTO ACCADDE IN UNA NOTTE, LONG WAY HOME) e scritto da Ron Nyswaner (PHILADEPHIA, RAY DONOVAN), FREEHELD vanta un cast dalle interpretazioni eccezionali e commoventi tra cui il premio Oscar® Julianne Moore, la nominata agli Oscar® Ellen Page, Steve Carell, Michael Shannon, e in ruoli secondari Luke Grimes e Josh Charles. (Greta Nicolini) (foto: amore uguale per tutti)

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L’Amore è dove vivo

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 ottobre 2015

pilarEsce il 30 ottobre il nuovo album di Pilar dal titolo “L’Amore è dove vivo”. Annunciate anche le prime due date di presentazione il 6 novembre all’Auditorium Parco della Musica di Roma e il 17 dicembre al Teatro Politeama Garibaldi di Palermo.Attesa insieme all’uscita dell’album anche la pubblicazione del videoclip con la partecipazione dello chef Massimiliano Mariola.A distanza di tre anni dal precedente, la cantante di origini romane torna nuovamente sulla scena musicale italiana con album ispirato e autentico. Dopo l’esordio “Femminile singolare” e il successivo “Sartoria italiana fuori catalogo” Pilar inanella in “L’amore è dove vivo” undici perle musicali incastonate nelle musiche originali di Bungaro e nei testi di grandi nomi come Pacifico, Joe Barbieri, Sandro Luporini, Mauro Ermanno Giovanardi, Alessio Bonomo e Pino Romanelli.
Mettendo a nudo le proprie doti di autrice e interprete, Pilar offre a chi l’ascolta tutte le sfumature della sua personalità. Come veli che cadono, le undici canzoni svelano anche un’intimità totale, dove gli equilibri che la governano sono davvero sottili. È un disco “di pancia” – confessa Pilar – in cui ho dovuto spendere molto per pilar1abbandonare pensieri inutili e un uso eccessivo della razionalità. E’ la mia fotografia di adesso.Registrato nel cuore del centro storico di Napoli, “L’amore è dove vivo” è un album dove anche i vuoti riescono a trasmettere un’emozione; ciò è stato possibile grazie alla collaborazione di tutti gli artisti coinvolti nel progetto, tra vecchi amici e nuovi preziosi incontri. Un lavoro collettivo in cui le doti canore di una Pilar interprete e portavoce, possono ergersi e manifestarsi nello loro pienezza e sincerità.L’album è impreziosito anche da quattro brani che portano la firma di Pilar nei testi. Tra questi, Autoctono italiano, canzone che elenca grazie ad assonanze e metrica ben 73 nomi di vitigni autoctoni rigorosamente italiani, non è solo un esercizio di stile ma anche un’occasione per rivelare la passione di Pilar per il mondo del vino. Uno dei miei sogni – dichiara Pilar – è sempre stato quello di organizzare un tour nelle cantine delle aziende vinicole. Ci sono sempre delle belle storie nelle cantine, c’è tanta terra dentro, e poi, chi sa apprezzare un buon vino, chi dedica tempo a scegliere una bottiglia, in genere è anche un ottimo ascoltatore. Verità per verità, come si faceva una volta.Pilar inserisce in “L’Amore è dove vivo” due canzoni in francese: Forteresse di Michel Fugain, autore anche di Une belle histoire, versione originale di Un’estate fa, ed En Confidence (musiche di Federico Ferrandina, testo di Pierre Ruiz, produttore di Pilar), un sussurro tra chitarra e voce che chiude la porta dietro di sé senza far rumore.
Nata a Roma, dopo un primo diploma al Conservatorio in Canto e un secondo in Musica da Camera, Pilar pubblica nel 2007 il suo primo album Femminile singolare. (foto: Pilar)

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Scienza per Amore: La realtà non va difesa ma raccontata

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 Mag 2012

Torino nell’ambito del Salone Internazionale del Libro di Torino – Salone Off, presso la Biblioteca civica di Villa Amoretti, si è tenuta la conferenza Tecnologia HYST: dagli scarti, cibo ed energia per tutti.
Nell’occasione è stato presentato il libro Scienza per Amore. La realtà non va difesa ma raccontata, una finestra sulle vicende dell’Associazione che ha finanziato lo sviluppo della HYST: tecnologia potenzialmente in grado di risolvere i problemi di cibo ed energia a partire da materiali considerati “di scarto”.
L’incontro è stato aperto dalla dott.ssa Francesca Luciani, dell’Istituto Superiore di Sanità, che ha descritto alcune applicazioni della tecnologia HYST in campo alimentare (umano e zootecnico). In particolare, per quanto riguarda l’alimentazione umana, la dott.ssa Luciani ha evidenziato come, attraverso un processo totalmente naturale, la lavorazione HYST consenta di ricavare – dalla crusca e da sottoprodotti dell’industria molitoria – farine di elevata qualità nutrizionale, ricche di proteine, vitamine e micronutrienti. “Con la sola crusca che si produce ogni anno nel mondo potremmo fornire oltre 2 tonnellate di farina altamente proteica ai 6.500.000 bambini sotto i 5 anni di età che ogni anno muoiono di fame” ha concluso la dott.ssa Luciani.L’intervento successivo è stato quello dell’ing. Pierpaolo Dell’Omo, del Dipartimento di Ingegneria Astronautica, Elettrica ed Energetica dell’Università La Sapienza. L’ing. Dell’Omo ha esposto i principi base del funzionamento della tecnologia HYST, sottolineandone le potenzialità nel campo delle energie rinnovabili. Infatti, pretrattando con la HYST materiali di scarto come la paglia di cereali, è possibile produrre biometano a prezzi estremamente bassi (circa 0,53 € a litro di benzina equivalente) e in quantità tali da soddisfare l’obbligo europeo di sostituire con biocarburanti il 10% del fabbisogno energetico del settore trasporti entro il 2020. Durante il suo intervento, l’ing. Dell’Omo ha inoltre presentato un esempio concreto di applicazione della HYST nei Paesi in via di sviluppo. Il progetto pilota presentato da Dell’Omo si inserisce nell’ambito di Bits of Future: Food For All, con cui ci si pro! pone di ottimizzare l’utilizzo delle risorse in aree con problemi legati alla carenza alimentare. Creando una sinergica integrazione tra attività agricole, industriali e allevamento, si realizza “un ciclo chiuso, in cui si usa praticamente ogni cosa e non c’è più alcun tipo di scarto”.
La responsabile delle Relazioni Esterne dell’associazione Scienza per Amore, Barbara Carrubba, ha infine raccontato la storia del progetto umanitario Bits of Future: Food for All (rivolto ai Paesi afrcani) presentando il libro Scienza per Amore. La realtà non va difesa ma raccontata. Il testo riporta le vicende dell’Associazione che ha sostenuto e finanziato la sperimentazione condotta dall’ing. Umberto Manola, inventore della HYST, e prelude a una seconda pubblicazione in cui saranno raccolte le testimonianze dirette degli associati: “persone che hanno dedicato la propria vita e le proprie risorse al finanziamento di questa tecnologia” come ha ricordato Barbara Carrubba. “Il nostro obiettivo non è alterare equilibri – continua Carrubba – ma mettere la tecnologia a disposizione dei Paesi africani […] vogliamo fornire uno strumento con cui ogni Paese possa sfruttare le risorse di cui dispone”.Da tempo ci sono i presupposti per avviare Bits of Future: Food for All, ma l’arrivo della HYST in Africa è stato rallentato dalla vicenda mediatico-giudiziaria in cui sono stati coinvolti l’ideatore del progetto umanitario – Danilo Speranza – e gli associati di Scienza per Amore. Una vicenda che ha portato al sequestro degli impianti HYST e al conseguente blocco di tutte le attività a essi collegate.
Infatti, nel marzo del 2010, all’indomani dell’adesione al progetto Bits of Future del primo Paese africano, Danilo Speranza è stato coinvolto in un’inchiesta giudiziaria che gli è costata due anni di custodia cautelare. L’arresto è seguito a denunce presentate proprio il giorno prima della firma del contratto che sanciva l’acquisizione della tecnologia HYST da parte dei finanziatori. Contestualmente alle accuse mosse a Speranza, l’Associazione è stata oggetto di una campagna denigratoria che ne ha gravemente danneggiato l’immagine. Nel corso degli ultimi due anni gli associati si sono trovati in una situazione paradossale: da una parte l’entusiasmo dei media di settore (economia, nuove tecnologie, alimentazione ed energia), dei tecnici e dei rappresentanti di Paesi africani; dall’altra, la “gogna mediatica” messa in piedi dal momento dell’arresto di Danilo Speranza.
Recentemente, tuttavia, la stampa che si informa si è accorta delle innegabili evidenze scientifiche e ha smesso di considerare dati certi le sole parole.
Il prossimo 24 maggio la tecnologia sarà oggetto di un convegno organizzato dall’Università degli Studi della Tuscia in collaborazione con Scienza per Amore e BioHyst.

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