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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 203

Posts Tagged ‘amore’

Un esperimento d’amore di Hilary Mantel

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 maggio 2021

Carmel McBain è figlia unica di genitori cattolici di origine irlandese appartenenti alla classe operaia. Rispetto a ciò che la vita nella loro desolata cittadina ha da offrire, sua madre per lei aspira a qualcosa di più: ha grandi ambizioni per la figlia, ed è determinata a superare le rigide barriere sociali dell’Inghilterra. E così spinge Carmel a ottenere una borsa di studio per la scuola del convento locale e poi a sostenere gli esami per un posto alla London University. E Carmel non la delude. Ma il successo ha un prezzo non indifferente: Carmel comincia un viaggio solitario che la porterà il più lontano possibile da dove è partita, sradicandola dai legami di classe e luogo, di famiglia e di fede. In fondo, sradicandola da se stessa. Nella Londra di fine anni Sessanta, sperimentando un passo alla volta la libertà, si confronterà con preoccupazioni del tutto nuove – sesso, politica, cibo e fertilità – e si troverà coinvolta in una grottesca tragedia. Un romanzo inedito di Hilary Mantel: l’autrice della monumentale trilogia sui Tudor si allontana dalla narrativa storica per addentrarsi in territori squisitamente contemporanei raccontando luci e ombre dell’amicizia al femminile fra complicità, gelosie, crudeltà autoinflitte. Con l’acume che la contraddistingue Hilary Mantel esamina la grande sfida imposta dalla società alle giovani donne: ragazze che desiderano il potere degli uomini ma temono di abbandonare ciò che è appropriato per loro, mentre vengono spinte a eccellere, ma sempre senza emergere troppo.(Fazi editore)

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Un esperimento d’amore di Hilary Mantel

Posted by fidest press agency su martedì, 4 maggio 2021

Collana Le strade In libreria dal 6 maggio. Un romanzo inedito di Hilary Mantel: l’autrice della monumentale trilogia dei Tudor si addentra in territori squisitamente contemporanei. Ambientato nella Londra degli anni Sessanta, racconta la vita di un gruppo di ragazze all’università, descrivendo luci e ombre dell’amicizia al femminile, drammi personali, i primi approcci col mondo maschile; fino a una conclusione tragica che sconvolgerà tutti, lettori compresi. Mantel porta in narrativa la grande sfida imposta alle giovani donne: desiderare il potere degli uomini temendo di perdere ciò che è più appropriato per loro, saper governare la spinta ad eccellere senza emergere troppo. «Con la sua genialità, il suo acume, l’umorismo sagace, Un esperimento d’amore è un libro che mi ossessiona». Margaret Atwood, «The New York Times Book Review»

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Un esperimento d’amore. di Hilary Mantel

Posted by fidest press agency su martedì, 13 aprile 2021

Collana Le strade Fazi editore In libreria dal 6 maggio. Un romanzo inedito di Hilary Mantel: l’autrice della monumentale trilogia dei Tudor si addentra in territori squisitamente contemporanei. Ambientato nella Londra degli anni Sessanta, racconta la vita di un gruppo di ragazze all’università, descrivendo luci e ombre dell’amicizia al femminile, drammi personali, i primi approcci col mondo maschile; fino a una conclusione tragica che sconvolgerà tutti, lettori compresi. Mantel porta in narrativa la grande sfida imposta alle giovani donne: desiderare il potere degli uomini temendo di perdere ciò che è più appropriato per loro, saper governare la spinta ad eccellere senza emergere troppo.

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Giuliano Montaldo: Un grande amore

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 aprile 2021

Autobiografia. Collana le Polene, pp. 192, 16 euro. Un’imperdibile racconto autobiografico, in occasione dei novant’anni di uno dei più grandi registi italiani. “Sono passati sessant’anni ma il mio esordio nella regia con Tiro al Piccione non smette di essere un ricordo amaro. Il film era tratto dall’omonimo romanzo autobiografico di Giosa Rimanelli e venne presentato in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia nel 1961. Il pubblico in sala accolse la pellicola con applausi calorosi e convinti ma il giorno dopo venne massacrata dalla critica dei giornali di destra e di sinistra, poco propensi ad apprezzare la storia di un ragazzo che si arruolava nell’esercito della Repubblica di Salò. Nel film era espresso con chiarezza un concetto semplice ma evidentemente fastidioso: il ragazzo voleva servire la sua Patria e, anche se con ritardo, si rendeva conto che la Patria non si trovava a Salò ma dalla parte opposta. Il fuoco veneziano, amico e nemico, contro Tiro al piccione fu spietato. E il piccione impallinato ero io.” Iniziano così queste memorie autobiografiche di Giuliano Montaldo che ripercorrono un’intera vita e carriera al cui centro si ritrova un costante filo rosso: l’amore per Vera Pescarolo.

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“L’amore non va in lockdown e neanche Caritas”

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 novembre 2020

Il messaggio di quest’anno è: “Tendi la tua mano al povero” (Sir 7,32). Questo è un invito appropriato per tutti noi, in un anno in cui molti di noi si sono chiusi fuori dal mondo per proteggersi dalla pandemia di coronavirus.Nonostante le enormi sfide affrontata a livello globale in questo 2020, Caritas ha dimostrato che l’amore non si chiude in sé stesso, né si rifiuta ai poveri e ai più vulnerabili specie in un momento in cui ne hanno un grande bisogno. La missione di Caritas è di ascoltare e accompagnare e viene portata avanti dai nostri numerosi volontari e dal nostro personale che si dedicano in modo del tutto disinteressato alla costruzione di un mondo migliore.I nostri Pontefici ci hanno ricordato che “Caritas è al centro della Chiesa” e la Giornata Mondiale dei Poveri è un momento per ricordare e rafforzare la nostra dedizione a mettere i poveri al centro della nostra azione, ad aiutarli e a far sentire la loro voce.La nostra missione è di “assicurare che le persone che vivono in povertà siano parte attiva nella costruzione di una società inclusiva ed equa, di una Caritas trasformatrice e di una Chiesa accogliente”.Ma cosa significa questo per ognuno di noi in quanto parte della Caritas? Le risposte non sono sempre facili, ma richiedono un atteggiamento che incarni l’ascolto umile e la solidarietà.Non dimentichiamo che questa giornata speciale in onore dei nostri fratelli e delle nostre sorelle in difficoltà si chiama “Giornata mondiale dei poveri” e non “Giornata mondiale per i poveri”.Noi non ci limitiamo infatti a condividere parte della nostra ricchezza con i poveri, ma riceviamo anche qualcosa da loro. In una vera comunità cristiana non ci sono membri che danno e altri che ricevono. Ci sono solo prossimi che condividono, perché in Cristo siamo tutti una cosa sola.La mano che noi tendiamo ai poveri, non è solo una mano che distribuisce, ma anche una mano che ha bisogno di aiuto. Abbiamo bisogno dei poveri tanto quanto loro hanno bisogno di noi. Loro ci sfidano a diventare sempre più veri testimoni di Cristo. Quando incontriamo i poveri, li ascoltiamo e li accompagniamo, e sono loro che ci evangelizzano. I poveri ci invitano ad aprire i nostri cuori e a trasformare la nostra visione ristretta e mondana per vedere Cristo alla loro presenza qui sulla terra.“Siamo chiamati a scoprire Cristo in loro, a prestare ad essi la nostra voce nelle loro cause, ma anche ad essere loro amici, ad ascoltarli, a comprenderli e ad accogliere la misteriosa sapienza che Dio vuole comunicarci attraverso di loro”. (Evangelii Gaudium, 198)Il presidente di Caritas Internationalis, il cardinale Luis Antonio Tagle, ha detto: “La grande lezione della mia vita di pastore è stata quella di andare verso i poveri, non portando parole, ma con un cuore pronto ad ascoltare e ad imparare da loro. Prima di dire anche una sola parola, è importante conoscere la persona che si trova di fronte a voi. Ascoltando rispettosamente i poveri, voi affermate la loro dignità”.Vi incoraggiamo, amici di tutto il mondo, a riflettere su ciò che abbiamo imparato dai poveri a livello personale e comunitario e a fare in modo che essi siano al centro dei nostri pensieri e delle nostre azioni almeno in questo giorno.Una mano tesa è un segno; un segno che parla immediatamente di vicinanza, solidarietà e amore. Nella Giornata Mondiale dei Poveri, insieme, tenderemo le mani come un’unica famiglia umana nella solidarietà globale per costruire società inclusive ed eque e una Chiesa accogliente e trasformatrice.

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L’amore può cancellare il passato?

Posted by fidest press agency su sabato, 1 agosto 2020

Nei cinema italiani dal 2 settembre. Regia di Roger Kumble Con Josephine Langford Hero Fiennes Tiffin Dylan Sprouse. Dopo la loro rottura, Hardin (Hero Fiennes Tiffin) e Tessa (Josephine Langford) cercano di andare avanti ognuno per la propria strada. Mentre Hardin torna a perdersi in cattive abitudini, Tessa, forte della sicurezza acquisita, inizia a frequentare lo stage dei suoi sogni alla casa editrice Vance dove attira l’attenzione del suo collega Trevor (Dylan Sprouse), il ragazzo perfetto col quale intraprendere una relazione. Trevor è intelligente, spiritoso, attraente ma soprattutto è affidabile. Tessa, nonostante questo nuovo incontro, non riesce a togliersi dalla testa Hardin. Dopotutto lui è l’amore della sua vita e al di là dei loro fraintendimenti e delle difficoltà, non può negare ciò che prova. Vorrebbe essere in grado di andare avanti per la sua strada, ma non è così semplice. Attraverso gli alti e i bassi della loro relazione, Tessa e Hardin lotteranno per stare ancora insieme anche se l’intero universo sembra tramare per tenerli separati.

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Amore a prima vista di Margaret Storm Jameson

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 giugno 2020

In libreria dal 18 giugno Collana Le strade. Dopo Company Parade, Amore a prima vista è il secondo capitolo della trilogia Lo specchio nel buio, saga avvincente e raffinata che ci consegna il ritratto di una donna indimenticabile, Hervey, delle sue battaglie e delle conquiste che hanno rivoluzionato le nostre vite. La trilogia cosiderata il manifesto del femminismo e dell’emancipazione, perfetta per chi ha amato i Cazalet e La famiglia Aubrey.

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Patricia Highsmith: Urla d’amore

Posted by fidest press agency su sabato, 2 maggio 2020

Trad. Sergio Claudio Perroni, pp. 198, euro 7.99 (La Nave di teseo Editore)“Miss Highsmith è una crime novelist i cui libri possono essere riletti molte volte. Sono pochi gli autori di cui si può dire altrettanto. È una scrittrice che ha creato un proprio mondo – un mondo claustrofobico e irrazionale nel quale ogni volta entriamo con una sensazione di pericolo personale, con il capo mezzo girato all’indietro, persino con una certa riluttanza, giacché quelli che stiamo per sperimentare sono piaceri crudeli, finché, più o meno intorno al terzo capitolo, la frontiera si chiude alla nostre spalle, non possiamo ripiegare, e fino alla fine del racconto siamo destinati a vivere a contatto con un altro dei suoi tanti ricercati.Nulla più è sicuro quando abbiamo valicato questa frontiera. Non è il mondo come una volta credevamo di conoscerlo, ma per noi è paurosamente più reale dell’appartamento del vicino. Le azioni sono improvvise e improvvisate, e spesso le loro ragioni sono talmente inesplicabili che dobbiamo semplicemente accettarle sulla fiducia.”Dalla prefazione di Graham Greene

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I ragazzi che si amano da Jacques Prévert

Posted by fidest press agency su martedì, 3 marzo 2020

Napoli Mercoledì 4 marzo 2020, Teatro Nuovo di Napoli Via Montecalvario, 16 (Mercoledì 4>domenica 8 marzo 2020. Inizio spettacoli ore 21.00 (mercoledì e giovedì), ore 18.30 (venerdì e domenica), ore 19.00 (sabato). Il bacio tra giovani innamorati della poesia di Prévert è l’immagine su cui Gabriele Lavia ha costruito I ragazzi che si amano, un intenso recital sul potere del sentimento, capace di guarire anche i cuori più stanchi, che sarà in scena sul palcoscenico del Teatro Nuovo di Napoli. Presentato da Fondazione Teatro della Toscana e impreziosito dalle musiche di Giordano Corapi, I ragazzi che si amano racconta un amore salvifico che dà l’unico senso possibile alla vita: un amore cui aggrapparsi come naufraghi nel mare delle amarezze e ingiustizie dell’esistenza.
Un amore totalizzante che rigenera e crea un mondo in cui non c’è spazio per altri, in cui non esiste più niente se non i due giovani amanti. Ciascuno di noi può ritrovare echi e immagini della propria adolescenza.“Un poeta estremamente complesso, un poeta strano – sottolinea Gabriele Lavia – che ha attraversato tanti momenti diversi e che ha voluto usare le parole di tutti i giorni per esprimere concetti profondi. I ragazzi che si amano è anche un omaggio all’amore, a quel sentimento assoluto, totalizzante, innocente e coraggioso, prerogativa soprattutto della giovinezza, capace di annullare il resto del mondo”.Sulle parole dell’autore francese, il carismatico attore e regista costruisce un recital sul filo della nostalgia, partendo dal bacio tra innamorati della poesia omonima per riflettere sul senso della vita.Dietro il fumo delle sigarette Gauloises “papier mais”, amate dal poeta, e quello dei locali parigini in cui Juliette Gréco cantava Le foglie morte, il monologo è costellato di citazioni colte e pop, da Magritte a Elvis, da Picasso ai Beatles.Lavia è un Prévert vestito di grigio, in impermeabile e cappello, si mescola alla folla e racconta l’amore salvifico che dà l’unico senso possibile alla vita. Un amore, sentimento forte e fragile, che rimanda all’adolescenza, e nel quale tutti ci rispecchiamo. Perché i ragazzi che si amano, secondo Lavia, siamo tutti noi.È quell’amore puro, giovanile e libero, espresso appunto da i ragazzi che si amano, che si ribellano alla gabbia degli stereotipi e dei pregiudizi.I giovani esprimono, nella loro sana umanità, una gran voglia di libertà senza dare peso alla chiusura morale della gente verso la loro genuinità e il loro coraggio, derivante dall’incoscienza o dall’innocenza dei loro anni.Cos’è, allora, l’amore di cui ci parla Prévert? È l’amore che rigenera l’esistenza, acceca, rende unici e straordinari. E’ l’amore che crea un mondo e annulla gli altri, rende invisibili e senza paura, è un amore che libera.

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Natale: un amore che non trema

Posted by fidest press agency su domenica, 15 dicembre 2019

Sapranno queste feste natalizie indurci a “conoscere Gesù per riuscire veramente a conoscere noi stessi?”. Pensandoci bene potrebbe risultare un quesito da porre e fin’anche opporre in qualsiasi famiglia, scuola e società, senza per questo correre il rischio di incappare nel peccato di voler per forza dire qualcosa di nuovo. Noi camminiamo la nostra vita, e come ha detto Papa Francesco, lo facciamo mettendo finalmente di lato il lievito vecchio, per esser infine pasta nuova, chi a testa bassa, chi con il viso in alto, ma con il coraggio del cambiamento, quel coraggio che non sta a irresponsabile sfida alle regole né alla morte, anche perché volenti o nolenti di dura cervice è sempre la morte a prendersi tutto il banco. Quel coraggio che sta a chi ha cuore, per abbandonare la strada vecchia, i carichi inutili, i pesi superflui, la zavorra che ci tiene alla catena dei nostri deliri di onnipotenza e deliri di commiserazione.
Siamo protesi allo scambio relazionale e delle idee, e, in forza di ciò prendiamo conoscenza e consapevolezza del carico e della somma che vestono questo Bambino, ecco perché nasce in noi la voglia dell’interrogativo e della volontà di crescere insieme, dentro quella solidarietà che non è una parola in disuso, ma come ha ben detto Don Enzo fondatore della Comunità Casa del Giovane significa consegnare a ciascuno quel che ha bisogno, a ognuno ciò che gli compete, ed io aggiungo fin’anche il diritto di vivere e non più soltanto di sopravvivere.Nel suono di questo messaggio si esplicita fortezza e credibilità sufficiente per frapporsi alle etichette e agli stereotipi fuori dall’uscio di ogni dimora così bene aperta alla critica eppure resistente alla partecipazione fattiva del miglioramento, perché ciò ci costringe a essere tutti coinvolti, nessuno escluso. Ci costringe a fare ricorso alle nostre energie interiori per pensare a quel Bimbo non come a un emarginato, a qualcuno da mettere di lato ogni qual volta la vergogna ci fa nascondere dalla realtà preferendo il virtuale più comodo. “Vedere il Bambino Gesù” è gioia di tutti, non è un fardello da scaricare sulle generazioni del presente, quali unici ostacoli fragili delle mercificazioni, di quei “modelli” che favoriscono proiezioni infantili e aspettative fasulle.Questo Natale è movimento per aprire al nuovo, quel respiro dentro la culla sta a pro-mozione verso qualcuno-altro, promuovendo il suo sviluppo, e la preghiera che dobbiamo alzare dovrà metterci di fronte a un senso profondo di corresponsabilità, disponibilità, solidarietà che ha il compito di limitare il disagio, il malessere di quest’epoca frammentata e dilacerata, questo malessere ospitato disabilitando la nostra stessa fede.
Dunque come orientarci e sentirci vicini a quel Bambino? Domande che incalzano incessantemente ognuno nella propria azione morale, infatti noi non siamo pietre rotolanti ai piè di chissà quale rupe, allora, perché il Santo Natale abbia un accesso davvero leale, occorre stare in relazione con noi stessi per sentirci impegnati ad agire, nella maniera e nella misura che ci consentiamo.
Il Bimbo nasce per aiutarci con l’amore a fare scelte coraggiose, importanti, per rendere gli uomini liberi come ci ricorda ogni giorno don Enzo : “liberare la propria libertà”. Ecco perché è importante la domanda-affermativa: “vediamo il Bambino Gesù”, essa è insegnamento a pregare e sperare con responsabilità, in quanto scelta e responsabilità formano la più alta delle libertà. La libertà di credere in Gesù.

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È morto Fred Bongusto, cantò l’amore degli italiani

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 novembre 2019

E’ morto il cantante Fred Bongusto, voce amata della canzone italiana. Aveva 84 anni. La sua canzone più nota era Una rotonda sul mare. Bongusto, nome completo Alfredo Antonio Carlo Buongusto, era da qualche tempo  alle prese con problemi di salute.
I funerali saranno celebrati a Roma lunedì 11 novembre, con inizio alle 15, nella Basilica di Santa Maria in Montesanto (Chiesa degli artisti), piazza del Popolo. Popolare negli anni Sessanta e Settanta, Bongusto ha spopolato in quegli anni con una canzone straordinaria dal piglio internazionale: “Una rotonda sul mare”. Il celebre brano, composto da Aldo Valleroni, Francesco Migliacci, Bongusto e Pietro Faleni ha stregato diverse generazioni: “Una rotonda sul mare / il nostro disco che suona / vedo gli amici ballare / ma tu non sei qui con me…”.( Fornito da RAI COM SPA Articles). (Ci siamo conosciuti al tempo in cui frequentavamo la scuola a Campobasso. Poi siamo emigrati e ognuno è andato per la sua strada: Lui con la chitarra ed io con la fisarmonica. Anni dopo ci siamo incontrati casualmente in una balera nei pressi di Abano Terme. Sempre sorridente per l’ultima volta, quant’era già malato, l’ho rivisto a Roma per un premio che gli era stato assegnato alla carriera. Che dire di lui? Se ne va un pezzo importante del canto italiano ma soprattutto un amico e un compagno di studi. Ciao Fred. (Riccardo)

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ALAIN DENEAULT, L’economia dell’odio

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 luglio 2019

Attraverso il suo lavoro di filosofo e sociologo, Alain Deneault analizza il mondo che ci circonda adottando un punto di vista critico che ci costringe a invertire le nostre prospettive, a guardare la nostra società con uno sguardo differente. Mettendo insieme diversi testi scritti nel corso degli anni sotto l’influenza teorica di Rancière e Simmel, Alain Deneault decodifica una «economia dell’odio».
Laddove veniamo spinti ad amare il denaro, ad amarlo a qualunque costo, non c’è odio per l’economia. Non c’è odio per l’economia, ma c’è un’economia dell’odio. Il punto è: rimuovere l’odio. Odiare senza che l’odio trapeli. È così che si aderisce alla sottomissione al denaro. Traduzione dal francese di Roberto Boi Euro 17,00 256 pagine
Alain Deneault è un docente e filosofo canadese. Ha scritto saggi sulle politiche governative, sui paradisi fiscali e sulla crisi del pensiero critico. Insegna Scienze Politiche presso l’Università di Montréal e collabora con la rivista Liberté. Con Neri Pozza ha pubblicato La mediocrazia (2017) e Governance. Il management totalitario (2018). (Neri Pozza editore)

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WILLIAM BOYD, L’amore è cieco

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 luglio 2019

Edimburgo, 1894. Brodie Moncur ha ventiquattro anni e da sei lavora per la Channon & Co., il quarto maggior produttore di pianoforti in Gran Bretagna. Valente accordatore, viene invitato un giorno da Ainsley Channon a trasferirsi nella sede di Parigi, dove i pianoforti Channon stentano a conquistare le simpatie francesi.
Nell’imponente negozio parigino, due grandi vetrine che si affacciano in avenue de l’Alma, Brodie abbraccia con entusiasmo la sua nuova vita, lontana dalla Scozia, soprattutto, lontana dal suo tirannico padre. Si rimbocca le maniche e concepisce un’idea brillante: ingaggiare un grande pianista, un virtuoso dello strumento, che suoni un Channon nei suoi concerti e dia, così, lustro all’azienda.
L’occasione per realizzarla gliela offre il Theatre de la Republique, in una serata in cui John Kilbarron, ex bambino prodigio e musicista di indiscusso talento chiamato Le Liszt irlandais, esegue la Sinfonia n. 3 di Čajkovskij e un poema sinfonico di Panin per la voce solista di Lydia Blum, soprano russa.
Capelli scuri pettinati all’indietro, profonde rughe che gli solcano le guance, Kilbarron sembra un individuo freddo, con un atteggiamento arrogante studiato apposta per le scene. La sua esecuzione, tuttavia, è a dir poco impeccabile: un uragano; probabilmente ciò che gli spettatori dovevano aver provato ai concerti di Liszt.
Alla fine della serata, Brodie si reca nei camerini degli artisti e, bussando a una porta, si ritrova al cospetto di una giovane donna. Capelli biondi mossi e arruffati, occhi azzurri e labbra rosee, una vestaglia sgargiante addosso a coprire un’evidente nudità, una sigaretta tra le labbra con qualche briciola di tabacco raccolta alla punta della lingua, Lydia Blum, la soprano russa, fissa i suoi occhi nei suoi, e una grossa bolla d’aria si fa largo, come un pugno, nel petto di Brodie Moncur, giovane accordatore scozzese.
Storia di un amore folle e cieco, intimo ritratto della vita di un uomo e, al contempo, lucido sguardo sullo spirito del tempo, L’amore è cieco è il nuovo, magistrale romanzo di uno dei più amati scrittori inglesi. Un romanzo di vertiginosa passione e brutale vendetta, in cui arte e vita si danno la mano dinanzi alle speranze e alle illusioni, alla potenza e alle crudeltà che l’amore puntualmente riserva. Traduzione di Laura Prandino
Euro 18,00 448 pagine.
William Boyd nato ad Accra, in Ghana, il 7 marzo del 1952, vive oggi a Londra. È considerato uno dei più grandi scrittori inglesi viventi. Il suo primo romanzo, A God Man in Africa (1981), vinse il Whitbread First Novel Award e il Somerset Maugham Award. Tra le sue opere si segnalano: An Ice-Cream War (finalista del Booker Prize 1982), Brazzaville Beach (James Tait Black Memorial Prize 1990), The Blue Afternoon (Sunday Express Book of the Year 1993, Los Angeles Times Book Prize 1996). Con Neri Pozza ha pubblicato Ogni cuore umano (2004), Inquietudine (2006), Le nuove confessioni (2007).(Neri Pozza editore)

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William Boyd: L’amore è cieco

Posted by fidest press agency su martedì, 18 giugno 2019

Edimburgo, 1894. Brodie Moncur ha ventiquattro anni e da sei lavora per la Channon & Co., il quarto maggior produttore di pianoforti in Gran Bretagna. Valente accordatore, viene invitato un giorno da Ainsley Channon a trasferirsi nella sede di Parigi, dove i pianoforti Channon stentano a conquistare le simpatie francesi. Nell’imponente negozio parigino, due grandi vetrine che si affacciano in avenue de l’Alma, Brodie abbraccia con entusiasmo la sua nuova vita, lontana dalla Scozia, soprattutto, lontana dal suo tirannico padre. Si rimbocca le maniche e concepisce un’idea brillante: ingaggiare un grande pianista, un virtuoso dello strumento, che suoni un Channon nei suoi concerti e dia, così, lustro all’azienda.L’occasione per realizzarla gliela offre il Theatre de la Republique, in una serata in cui John Kilbarron, ex bambino prodigio e musicista di indiscusso talento chiamato Le Liszt irlandais, esegue la Sinfonia n. 3 di Čajkovskij e un poema sinfonico di Panin per la voce solista di Lydia Blum, soprano russa.Capelli scuri pettinati all’indietro, profonde rughe che gli solcano le guance, Kilbarron sembra un individuo freddo, con un atteggiamento arrogante studiato apposta per le scene. La sua esecuzione, tuttavia, è a dir poco impeccabile: un uragano; probabilmente ciò che gli spettatori dovevano aver provato ai concerti di Liszt.Alla fine della serata, Brodie si reca nei camerini degli artisti e, bussando a una porta, si ritrova al cospetto di una giovane donna. Capelli biondi mossi e arruffati, occhi azzurri e labbra rosee, una vestaglia sgargiante addosso a coprire un’evidente nudità, una sigaretta tra le labbra con qualche briciola di tabacco raccolta alla punta della lingua, Lydia Blum, la soprano russa, fissa i suoi occhi nei suoi, e una grossa bolla d’aria si fa largo, come un pugno, nel petto di Brodie Moncur, giovane accordatore scozzese.Storia di un amore folle e cieco, intimo ritratto della vita di un uomo e, al contempo, lucido sguardo sullo spirito del tempo, L’amore è cieco è il nuovo, magistrale romanzo di uno dei più amati scrittori inglesi. Un romanzo di vertiginosa passione e brutale vendetta, in cui arte e vita si danno la mano dinanzi alle speranze e alle illusioni, alla potenza e alle crudeltà che l’amore puntualmente riserva.Traduzione di Laura Prandino Euro 18,00 448 pagine
William Boyd nato ad Accra, in Ghana, il 7 marzo del 1952, vive oggi a Londra. È considerato uno dei più grandi scrittori inglesi viventi. Il suo primo romanzo, A God Man in Africa (1981), vinse il Whitbread First Novel Award e il Somerset Maugham Award. Tra le sue opere si segnalano: An Ice-Cream War (finalista del Booker Prize 1982), Brazzaville Beach (James Tait Black Memorial Prize 1990), The Blue Afternoon (Sunday Express Book of the Year 1993, Los Angeles Times Book Prize 1996). Con Neri Pozza ha pubblicato Ogni cuore umano (2004), Inquietudine (2006), Le nuove confessioni (2007).

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Presentazione di “Il corpo dell’amore”

Posted by fidest press agency su domenica, 26 maggio 2019

Roma Mercoledì 29 maggio Ore 12.00 Sala A Viale Mazzini, 14 Conferenza stampa per la presentazione di “Il corpo dell’amore”. Quattro storie per capire cosa significa il desiderio di relazione, di affetto, di abbracci delle persone con disabilità.
Patrizia. L’ombra della madre
Giuseppe. Todos Santos
Valentina. La settimana enigmistica
Anna. La prima volta
Regia di Pietro Balla, Monica Repetto. Soggetto e sceneggiatura di Pietro Balla, Stella Biliotti, Teresa Lucente, Monica Repetto
La voce narrante è di Enrica Bonaccorti. Interverranno:
Stefano Coletta – Direttore Rai3
Vincenzo Zoccano – Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri
con delega a famiglia e disabilità
Vincenzo Spadafora – Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri
Fabrizio Quattrini – Sessuologo, Docente presso il Dipartimento di
Scienze Cliniche Applicate e Biotecnologiche dell’Università degli Studi dell’Aquila
Giovanni Anversa – Vice Direttore Rai3 In onda su Rai3 da venerdì 31 maggio ore 23.10

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Lidia Ravera: L’amore che dura (Bompiani)

Posted by fidest press agency su sabato, 18 maggio 2019

Torino lunedì 20 maggio, ore 18 Circolo dei lettori, via Bogino, 9 Lidia Ravera L’amore che dura (Bompiani) Teso come un thriller, forte di un montaggio cinematografico che tiene incollati alla pagina. E’ la storia di un amore nato al tempo della rivoluzione femminista. Lidia Ravera coglie con esasperata sensibilità gli slittamenti della vita di coppia, interrogandosi sulle ragioni del sentimento amoroso: dura quando l’altro è il fantasma che insegui e che ti insegue, il tuo pezzo mancante? Non è un appuntamento d’amore, quello che si sono concessi Emma e Carlo. È piuttosto una resa dei conti. A quarant’anni da quando hanno scoperto l’amore insieme, a vent’anni dalla fine del loro matrimonio: quando Carlo è volato a New York a sfidare se stesso ed Emma è rimasta a Roma, a insegnare in una scuola di borgata. Oggi lui è un regista quasi famoso, lei un’idealista fuori dal tempo. Lui ha girato un film che racconta con nostalgia la loro love story adolescente, lei l’ha stroncato su una rivista online. Lui si è offeso, lei è pronta a scusarsi. Ma quella è la colpa minore. L’altra, ben più grave, si è piantata fra loro come una spina. Lui non la immagina neppure, lei vorrebbe confessare ma non sa come. All’appuntamento va in bicicletta, difesa da un gilet di velluto vintage, armata di una borsa a bandoliera che contiene quattro quaderni neri traboccanti di verità. Ma la resa dei conti non avrà luogo. Un incidente la impedisce, o forse la ritarda soltanto. Resta il mistero dell’amore che dura, che resiste, anche se più Carlo ed Emma si allontanano dalla prima giovinezza più aumenta la distanza fra loro. Che cosa continua a tenerli legati dai movimentati anni settanta fino al disincanto del presente? Quella che Emma chiama la chimica dei corpi? O qualcosa di più misterioso e tenace? Lidia Ravera raggiunge la notorietà nel 1976 con il romanzo Porci con le ali, scritto a quattro mani insieme a Marco Lombardo Radice (con lo pseudonimo di “Antonia”). L’attività di scrittrice conta più di diciotto opere narrative e una sessantina di sceneggiature. Inoltre, undici canzoni, una commedia musicale, un’opera, romanzi rosa sotto pseudonimo, migliaia di articoli, radiodrammi, novelle, racconti, un libro per bambini, situation comedy, film, testi per documentari, per cabaret, monologhi.

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Franco Marcoaldi: Amore non amore

Posted by fidest press agency su martedì, 5 febbraio 2019

Milano Piccolo Teatro Studio Melato, 11 febbraio ore 21 e il 13 a Roma (Teatro Argentina, ore 21.30 l’autore e Peppe Servillo porteranno in scena alcune poesie tratte da questo libro, in un continuo rimando tra parole e musica.
Una divinità capricciosa e imprevedibile governa le nostre esistenze. Si chiama Amore ed è capace di farci perdere la testa per un’altra creatura in un crescendo di febbrile erotismo e impagabili dolcezze. Ma quella stessa divinità, grazie alla sua multiforme e inafferrabile natura, può prendere anche direzioni diverse. Spingendoci a stravedere per un animale, a dialogare con i morti, a esprimere piena gratitudine verso il regno del vivente. Quando invece prevale il lato d’ombra dell’Amore, quell’incontenibile slancio si converte all’improvviso in chiusura, noia, insofferenza, feroce sete distruttiva.
Franco Marcoaldi riprende qui il filo di un suo fortunato canzoniere di vent’anni fa. E in cento poesie indaga questa fantasmatica e concretissima passione universale affidandosi a una tastiera dai toni e timbri i più diversi: tenerezza incantata e accensioni sanguigne, impeto romantico e un’ironia beffarda che a volte sconfina nel sarcasmo. Perché Amore convive sempre con il suo contrario. Collana le Onde, pp. 128, 12 euro In libreria dal 14 febbraio. Copyright © La Nave di Teseo

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Storie ferragostane: la salvezza è nell’amore

Posted by fidest press agency su domenica, 12 agosto 2018

Io cerco, nonostante tutto, e avvalendomi del contributo di ricercatori e studiosi, di stimolare i miei simili verso un nuovo ordine d’idee nel quale vi sia posto alla vita come alla morte, in uguale misura. Nel loro complesso non vale la logica consumistica così come non vale il sacrificio corale e condiviso di una perdita.
Non sono l’intensità o meno di un clamore a darci o a sottrarci una vita. E’ l’amore che noi vi riversiamo nel privato, più che nel pubblico, verso il genere umano e nelle cose e negli altri corpi viventi a conferirci la certezza che esiste un disegno comune che ci affratella dal giorno del concepimento a quello di un corpo sul quale sopraggiunge il rigor mortis. In questa parentesi tutto o nulla può accaderci se non v’intingiamo per scrivere una “storia” che ci apparterrà in misura indivisibile.
E’ l’amore la macchina che ci fa esaltare il bello e sopportare il dolore e ci aiuta ad obliare senza dimenticare. E’ l’amore il vero collante della vita, per non spegnerla invano, per non chiuderla nell’indifferenza, per esaltarla sconfiggendo in questo modo la morte, poiché essa è solo un passaggio attraverso il quale ritroveremo la nostra continuità amando e riamati in un universo senza tempo né storia. In lui unico e immortale è l’amore. Ed è proprio sull’immortalità che è concentrato uno dei maggiori bisogni spirituali dell’uomo. Non a caso le Chiese si sono costituite custodi ufficiali di tali bisogni. In alcuni di essi vi è persino la pretesa di accordarne o negarne la soddisfazione agli individui mediante i loro sacramenti. Sappiamo, altresì bene, che due sono i punti adatti a rispondere alle obiezioni o alle difficoltà che la nostra cultura moderna trova nella vecchia nozione di un’altra vita. Sono le obiezioni e le difficoltà che tolgono, all’idea di una vita futura, molto della sua antica potenza d’attirare la fede nei circoli culturalmente evoluti. La prima di queste difficoltà concerne l’assoluta dipendenza della nostra vita spirituale, come noi la conosciamo, dal cervello.
Come possiamo credere nell’altra vita, quando la scienza ha, una volta per sempre, attestato, senza possibilità di contraddizione, che la nostra vita intima è una funzione di quella famosa “materia grigia” delle nostre circonvoluzioni cerebrali?
Come può la sua funzione persistere dopo che l’organo è disfatto? Così noi supponiamo che la psicologia fisiologica precluda a noi l’antica fede.
L’unica forza che sembra andare in contro tendenza alle leggi della scienza resta pur sempre l’amore. Esso diventa una vocazione spirituale capace di travalicare i mondi del vissuto per lasciarci intravedere l’uomo, per ciò che egli è in confronto a ciò che è. Che egli si ritenga come smarrito in questo cantuccio della natura. (Riccardo Alfonso) (I precedenti sono reperibili sulla pagina “confronti” nona parte)

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L’amore per il Molise viaggia su due ruote

Posted by fidest press agency su sabato, 4 agosto 2018

Nicolangelo Zoppo con altri appassionati delle bici in Molise.JPGE’ sufficiente anche la semplice e affascinante bicicletta per promuovere e far scoprire il Molise più autentico, quello della natura incontaminata, dell’armonico rapporto tra uomo e ambiente, del recupero di antichi valori. Sono sulla stessa linea, con una sensibilità ecologica totale, gli organizzatori di due importanti eventi sulle due ruote non motorizzate in Molise – il “Tour bike della Transumanza” e la “Gran Fondo del Matese”, e i vertici di Forche Caudine, un incontro per incoraggiare e favorire quello che l’associazione dei molisani a Roma chiama “il Molise che vogliamo”.
Il “Tour bike della Transumanza” è un’escursione di quattro giorni – dal 2 al 5 agosto 2018 – in mountain bike sulle vie, appunto, della transumanza, dal Tavoliere delle Puglie fino in Abruzzo passando per il Molise. Le quattro tappe, condotte ad un’andatura da cicloturista proprio per godersi il panorama, rappresentano una stimolante passeggiata alla portata di tutti che fonde l’amore per la bicicletta e per lo sport con l’interesse per la cultura, la storia, il paesaggio.Tra gli organizzatori dell’iniziativa c’è il dermatologo Pietro Lippa, presidente onorario dell’associazione abruzzese “Vallelonga bike: i sentieri del lupo”, nata nel 2003 a Villavallelonga, piccolo centro in provincia dell’Aquila, località di arrivo del tour che parte da Orta Nova, in provincia di Foggia. “Il percorso, per un totale di circa 320 chilometri, segue per buona parte quello che resta del Regio Tratturo Lucera-Castel di Sangro, una delle maggiori ‘autostrade erbose’ seguite dai pastori – ha raccontato Lippa a Francesco Caterina di Forche Caudine nel corso dell’incontro di presentazione dell’attività a beneficio dei molisani a Roma. “Il percorso alterna tratti di sterrato con tratti asfaltati e permette di godere di panorami mozzafiato: dalle aride stoppie bruciate che ricoprono i terreni pianeggianti del Tavoliere delle Puglie, alle verdi colline molisane costellate di pittoreschi borghi, fino alle montagne ‘dolomitiche’ del Parco Nazionale d’Abruzzo – ha continuato Lippa.La promozione molisana attraverso le due ruote permette, tra l’altro, di fare nuove conoscenze e di stringere amicizie, attribuendo un valore anche umano al muoversi in bicicletta, nonché di condividere l’amore per il territorio. Il tour promosso dagli amici abruzzesi è giunto quest’anno alla quindicesima edizione.Altro appuntamento di richiamo, che si svolgerà il 2 settembre a Frosolone, in provincia di Isernia, è la Granfondo del Matese. E’ alla terza edizione, un ritorno dopo quattro anni di inspiegabile sosta. A promuovere la manifestazione è il “GS Largo Sole” di Nicolangiolo Zoppo, nato a Sant’Elena Sannita e residente da anni a Roma, dove promuove eventi su due ruote.Il percorso tutto molisano sarà unico, di 104 chilometri con 2.200 metri di dislivello, panorami meravigliosi e attraversamento di borghi affascinanti, come Macchiagodena, Cantalupo, Roccamandolfi e Guardiaregia. I tratti più caratteristici includono la salita di una ventina di chilometri che passa per Campitello Matese e giunge sul valico della Gallinola a 1.638 metri sul livello del mare, l’attraversamento dell’oasi del Wwf e la salita da Bojano a Frosolone passando per Spinete e Sant’Elena Sannita.Zoppo torna dunque ad offrire un omaggio alla sua terra d’origine, come ha spiegato a “Forche Caudine”, di cui è uno degli storici componenti grazie all’amicizia con l’avvocato Donato Iannone, vicepresidente dell’associazione, ma anche con il presidente Castellotti. Legatissimo al Molise, ha spiegato che le due ruote non motorizzate rappresentano certamente un mezzo di promozione sostenibile per il territorio.L’associazione “Forche Caudine”, che ormai costituisce anche una cassa di risonanza per “il Molise che vogliamo”, oltre a rappresentare uno storico punto di riferimento per l’emigrazione molisana, nel corso dell’incontro ha ribadito l’importanza dell’apporto alla visibilità molisana che giunge dall’esterno, come nel caso dei due appuntamenti ciclistici. (foto: Nicolangelo Zoppo)

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L’amore, travolgente utopia della vita

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 aprile 2018

Assisi si terrà in Cittadella da sabato 28 aprile al 1 maggio il 40° seminario rivolto a coniugi, fidanzati, operatori sociali e pastorali. Il seminario si propone di indagare i cambiamenti avvenuti negli ultimi decenni nel tessuto sociale delle relazioni in generale, e del legame di coppia in particolare. Lectio magistralis del teologo e scrittore Vito Mancuso. Con la partecipazione della teologa Lilia Sebastiani, degli piscologi Beppe Sivelli e Rosella De Leonibus,Tonio Dell’Olio presidente della Pro Civitate Christiana. E’ uno dei numerosi appuntamenti annuali partecipati e coinvolgenti nell’avventura missionaria della Pro Civitate Christiana di Assisi, fondata da don Giovanni Rossi, che è diventata negli anni un approdo importante per laici e religiosi alla ricerca della Parola, capace di interpretare lo spirito dei tempi restando fedele al Vangelo.«Con il 40° Seminario ci affacciamo alla sponda di un mare aperto e non certamente tranquillo, ma non perdiamo la fiducia di poter dialogare anche con i naviganti che si allontanano dalle rotte più tradizionali e intraprendono quelle inedite, spesso cariche di interrogativi e forse anche di turbamenti d’animo», così evidenziano i coordinatori Gianna Galiano e la coppia Delli Paoli-Bitelli.Inoltre, sottolineano gli organizzatori: «Il titolo che proponiamo, non vuole essere un inno all’ottimismo ingenuo, quasi un sogno da novelli don Chisciotte, ma una determinazione a prendere sul serio il grande tema dell’amore che probabilmente è travolgente, appassionante e resistente, come le travi dei cedri, profetizzati dal Cantico dei Cantici, qualora riesca a connettersi con l’utopia della vita ».
E sul tema: L’Amore, travolgente utopia della vita, domenica 29 aprile, si terrà l’attesa lectio magistralis del teologo Vito MANCUSO che sostiene quanto segue: «Si tratta di collegare i due termini che compongono il titolo proposto: amore e utopia. Non è un collegamento scontato perché l’amore è anzitutto una realtà fisica, un impulso, una necessità, una forza che attraversa e muove tutti gli esseri, mentre l’utopia è un ideale, una luce che guida la mente verso un luogo che non c’è e di cui tuttavia si sente l’attrazione. Come tenere insieme una necessità fisica con una attrazione ideale? Nel rispondere a questa domanda si gioca il valore del tutto peculiare, e veramente travolgente, dell’amore».Seguiranno testimonianze di coppie, laboratori, spazi di preghiera, interventi musicali con Giangabrile Sasso, chitarrista classico.
http://www.cittadella.org/seminario-coppia-2018

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