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Luca Pignatelli: Analogie e Sculture

Posted by fidest press agency su domenica, 19 dicembre 2010

Firenze fino al 13 febbraio 2011   negli spazi della Galleria Poggiali e Forconi di Firenze, Analogie e Sculture, mostra personale di Luca Pignatelli, a cura di Marina Fokidis.  Il nucleo centrale della mostra è rappresentato da oltre 20 grandi lavori inediti, con al centro immagini di sculture della tradizione greco-romana, classica ed ellenistica. Le sculture-fotografie in bianco e nero abitano la memoria collettiva e ci sono familiari: sono soggetti della mitologia, eroi, antenati culturali, statue classiche conosciute nelle forme odierne, quindi decapitate. A loro l’artista dona una nuova appartenenza: la scultura perde la natura specifica della pietra e diviene quadro. Alle immagini apollinee ed eroiche, si contrappone un fondo dionisiaco scuro, fatto di inchiostri tempere pezze e cuciture che si amalgamano come una tettonica a placche, in subbuglio, un cantiere sulla tela. Nell’insieme, è difficile dire a quale tempo appartengano queste opere: di fronte a noi convivono il senso di urgenza del contemporaneo e la quieta profondità del passato.
In mostra a Firenze anche alcune opere di piccolo formato intitolate Analogie, che utilizzano riproduzioni del suo sterminato archivio. È la prima volta che l’artista fa entrare il pubblico nell’officina visiva a cui in tutti questi anni ha attinto per la sua ricerca e ispirazione, mostrando materiali e anche una procedura di lavoro finora restati privati. Sono immagini entrate a far parte di questo ‘giacimento’ in epoche diverse, che come fiumi carsici affiorano e si combinano quasi casualmente, talvolta per un semplice spostamento di carte. Per Luca Pignatelli c’è una relazione stretta fra Analogie e la storia dell’arte secondo Aby Warburg, fatta di associazioni, anacronismi e fantasmi, vale a dire con immagini e cose che sono evocabili perché passate e imprevedibili perché quasi decadute. (analogie, milano)

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Analogie e sculture

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 novembre 2010

Firenze 27 novembre  inaugurerà negli spazi della Galleria Poggiali e Forconi,  Analogie e Sculture, mostra personale di Luca Pignatelli, a cura di Marina Fokidis. Il nucleo centrale della mostra è rappresentato da oltre 20 grandi lavori inediti, con al centro immagini di sculture della tradizione greco-romana, classica ed ellenistica. Le sculture-fotografie in bianco e nero abitano la memoria collettiva e ci sono familiari: sono soggetti della mitologia, eroi, antenati culturali, statue classiche conosciute nelle forme odierne, quindi decapitate. A loro l’artista dona una nuova appartenenza: la scultura perde la natura specifica della pietra e diviene quadro. Alle immagini apollinee ed eroiche, si contrappone un fondo dionisiaco scuro, fatto di inchiostri tempere pezze e cuciture che si amalgamano come una tettonica a placche, in subbuglio, un cantiere sulla tela. Nell’insieme, è difficile dire a quale tempo appartengano queste opere: di fronte a noi convivono il senso di urgenza del contemporaneo e la quieta profondità del passato. In mostra anche alcune opere di piccolo formato intitolate Analogie, che utilizzano riproduzioni del suo sterminato archivio. È la prima volta che l’artista fa entrare il pubblico nell’officina visiva a cui in tutti questi anni ha attinto per la sua ricerca e ispirazione, mostrando materiali e anche una procedura di lavoro finora restati privati.  La mostra resterà aperta fino al 13 febbraio 2011.( IMG_7657, luca Pignatelli)

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Luca Pignatelli: Analogie e Sculture

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 novembre 2010

Firenze 28 novembre 2010 – 13 febbraio 2011  (Inaugurazione  Sabato 27 novembre ore 18) Galleria Poggiali e Forconi  inaugurerà la mostra personale di Luca Pignatelli, a cura di Marina Fokidis.  Il nucleo centrale della mostra è rappresentato da oltre 20 grandi lavori inediti, con al centro immagini di sculture della tradizione greco-romana, classica ed ellenistica. Le sculture-fotografie in bianco e nero abitano la memoria collettiva e ci sono familiari: sono soggetti della mitologia, eroi, antenati culturali, statue classiche conosciute nelle forme odierne, quindi decapitate. A loro l’artista dona una nuova appartenenza: la scultura perde la natura specifica della pietra e diviene quadro. Alle immagini apollinee ed eroiche, si contrappone un fondo dionisiaco scuro, fatto di inchiostri tempere pezze e cuciture che si amalgamano come una tettonica a placche, in subbuglio, un cantiere sulla tela. Nell’insieme, è difficile dire a quale tempo appartengano queste opere: di fronte a noi convivono il senso di urgenza del contemporaneo e la quieta profondità del passato.
In mostra a Firenze anche alcune opere di piccolo formato intitolate Analogie, che utilizzano riproduzioni del suo sterminato archivio. Per l’occasione sarà pubblicato un catalogo.
Il lavoro artistico di Luca Pignatelli conosce una risonanza di portata internazionale sin dagli anni ‘90. Ha esposto – limitando l’elenco alle mostre personali più recenti –, alla Biennale di Venezia e al Mamac di Nizza (2009), al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, al Teatro India di Roma (2007), alla Annex Plus–White Box e alla Ethan Cohen Fine Arts di New York (2006), alla Galerie Daniel Templon a Parigi e alla Galerie Mudimadue di Berlino (2005), alla Generous Miracles Gallery di New York. Vive e lavora a Milano.
Marina Fokidis è una critica d’arte e curatrice indipendente. Insieme a Sotirios Bahtsetzis ha fondato la Kunsthalle Athena. È membro fondatore e direttore di Oxymoron, un’associazione non profit dedicata alla promozione dell’arte contemporanea visiva in ambito internazionale. (luca Pignatelli analogie)

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Ancora a proposito di carceri in Italia

Posted by fidest press agency su martedì, 18 agosto 2009

La situazione delle carceri in Italia ripresa in questi giorni dai Radicali non è un fatto senza precedenti. Se rispolveriamo quanto abbiamo già detto ben 7 anni fa vi notiamo molte analogie e la prova provata che i governi che da allora ad oggi si sono succeduti non hanno fatto nulla per porvi rimedio e suona persino una beffa allorchè, nella conferenza stampa di ferragosto del ministro della Giustizia Alfano si parla di nuove case di pena e di finanziamenti dell’U.E. poiché, a suo dire, tale intervento è dovuto in quanto il 18% della popolazione carceraria è costituita da extracomunitari. Scrivevamo nel 2002: “Ci sono decine di migliaia di persone rinchiuse nei penitenziari italiani che vengono private non solo della libertà, ma anche di diritti fondamentali. L’affettività, la salute, il diritto alla difesa, la stessa dignità di queste persone è quotidianamente compromessa e spesso conculcata da un sistema penitenziario obiettivamente al tracollo.  Una situazione decisamente «critica e ormai al limite», come ha ammesso nei giorni scorsi il ministro della Giustizia: quasi 56.000 reclusi (oggi sono 64.000) per 41.798 posti, (oggi sono 43.000) crescita dei suicidi e dei gesti di autolesionismo, mancanza addirittura delle medicine di base per curare i malati (15.000 detenuti con virus epatici, almeno 1400 sieropositivi, tantissimi con disagio psichico). Il sovraffollamento, insomma, non garantisce le condizioni minime di vivibilità e favorisce l’insorgere di gravi patologie. Allo stesso tempo produce condizioni di lavoro stressanti e umilianti per tutti gli operatori penitenziari: agenti, educatori, assistenti sociali. Ma i reclusi vedono violato anche un altro diritto, quello al lavoro e quello ai diritti sul lavoro: il trattamento economico, le condizioni di sicurezza, le qualifiche e tutto quanto fa parte dello status riconosciuto ai lavoratori all’esterno non viene riconosciuto e garantito ai lavoratori-detenuti. Compreso il diritto all’organizzazione e alle tutele sindacali. Di più: il lavoro diventa strumento di veri e propri ricatti e vessazioni. È avvenuto anche nella recente protesta, che ha coinvolto numerosi detenuti di molte carceri: in alcuni casi, coloro che hanno aderito alla protesta si sono visti togliere il lavoro. Nelle carceri non c’è articolo 18, non esiste “giusta causa”, non esiste neppure la possibilità di protestare e rivendicare diritti minimi”. (Segio) Citiamo a testimoni Pannella e tutti i parlamentari e amministratori locali che hanno visitato le carceri quest’anno per confermare queste cifre, e in diversi casi sono peggiorate, e chiederci cosa si deve fare per determinare una effettiva svolta? (A.R.)

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