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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 341

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Osservatorio Anbi sulle risorse idriche

Posted by fidest press agency su martedì, 11 agosto 2020

Calo drastico dei livelli nei grandi bacini settentrionali e portate del fiume Po sotto quelle del 2019, mentre continua la difficile stagione idrica di Puglia e Basilicata: è questa la sintesi del bollettino settimanale dell’Osservatorio ANBI sulle Risorse Idriche.
Al Nord, crollano le altezze idrometriche dei laghi Maggiore (cm.7,1 contro una media di cm. 68,7) e Lario (cm.4,0 contro una media di cm. 71,7); restano, invece, in media l’Iseo ed il Garda, che continua a godere di ottima salute idrica.Del progressivo deflusso dai grandi invasi beneficiano i fiumi della Lombardia, dove solo l’Oglio è in leggero calo; nel Veneto, tengono le portate dell’Adige e dei principali corsi con il Piave in ottima salute, grazie al ripetersi di copiosi fenomeni temporaleschi sull’area dolomitica.Le portate del fiume Po, da tempo sotto media, sono ora, però, scese sotto quelle registrate un anno fa (a Pontelagoscuro: 738 metri cubi al secondo, mentre erano mc/sec 807 nel 2019 e contro una media di mc/sec 1.140).
“Situazione da tenere sotto controllo – commenta Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI) -L’Osservatorio dell’Autorità di Distretto è già stato opportunamente convocato per il 6 Agosto.”
In Piemonte, i principali fiumi (Dora Baltea, Sesia, Stura di Lanzo) sono in ripresa mentre l’ Emilia Romagna si conferma fortemente condizionata dall’andamento pluviometrico territoriale: se sorridono Reno e Trebbia (mc/sec 24,29 contro una media mensile di mc/sec 4,63!), sono praticamente dimezzate le già sofferenti portate di Secchia e soprattutto Savio (mc/sec 0,26 contro una media mensile di mc/sec 0,5).
In Centro Italia, in una situazione di sostanziale stabilità idrica, si segnala il trend negativo degli invasi marchigiani, che in una settimana calano di 2 milioni di metri cubi d’acqua, avvicinandosi ai livelli del siccitoso 2017 (oggi trattengono 41,28 milioni di metri cubi contro i 40 milioni di allora); nel Lazio, l’altezza idrometrica del lago di Bracciano scende a quote vicine al 2019 ed il fiume Liri Garigliano segna un altezza idrometrica dimezzata rispetto all’anno scorso.In Campania è buona la condizione dei fiumi Volturno e Sele, entrambi con livelli superiori allo scorso anno.Al Sud prosegue la discesa delle riserve idriche trattenute negli invasi di Puglia e Basilicata. Nella prima regione il calo è stato di 12 milioni di metri cubi in una settimana (il deficit idrico rispetto al 2019 è ora di oltre 54 milioni di metri cubi), con un prelievo medio quotidiano di 1 milione di metri cubi dal solo bacino di Occhito. Nei 10 giorni scorsi, gli invasi lucani sono calati di 18 milioni di metri cubi, toccando un deficit di 60,72 milioni di metri cubi rispetto al 2019.Infine, rimane confortante la situazione idrica dei bacini calabresi, mentre resta siccitosa la condizione di gran parte delle campagne siciliane.

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Osservatorio Anbi sulle risorse idriche

Posted by fidest press agency su domenica, 12 luglio 2020

A cura di Riccardo Porro, Chief Operations Officer di Cariplo Factory. E’ la Basilicata la regione più assetata d’Italia: lo si evince dal bollettino settimanale dell’Osservatorio ANBI sullo Stato delle Risorse Idriche; la disponibilità d’acqua nei bacini lucani si sta riducendo, infatti, di circa 2 milioni di metri cubi al giorno, segnando un deficit complessivo di oltre 65 milioni rispetto al 2019. Situazione analoga in Puglia, dove il deficit sul 2019 è di circa 64 milioni e le riserve si assottigliano di circa 1 milione di metri cubi a settimana.Restando al Sud, il deficit idrico siciliano è di circa 70 milioni di metri cubi rispetto ad un anno fa; nel mese di Giugno, la disponibilità negli invasi dell’isola è calata di oltre 21 milioni di metri cubi.È in controtendenza, invece, la situazione in Calabria, dove l’importante diga di Sant’Anna, sul fiume Tacina, segna la maggiore disponibilità idrica (oltre 11 milioni di metri cubi) del recente quadriennio. Risalendo l’Italia, l’invaso di Penne, in Abruzzo, è quasi al limite della capacità così come l’altezza delle acque del lago di Bracciano, nel Lazio, segna + 27 centimetri rispetto all’anno scorso.In Campania, invece, è di 50 centimetri l’altezza idrometrica del fiume Volturno, in ripresa,mentre crolla a soli 2 centimetri, quella del fiume Sele.Record di pioggia in Umbria, dove il mese di Giugno, con 117 millimetri, è il più piovoso dal 2016; è interessante segnalare che le precipitazioni si sono concentrate nell’arco di pochi giorni, lasciando il territorio all’asciutto per il resto del mese.“E’ l’ennesima conferma della estremizzazione degli eventi atmosferici, per rispondere ai quali i Consorzi di bonifica ed irrigazione hanno approntato un Piano Nazionale di interventi per la sistemazione del territorio ed il contrasto al dissesto idrogeologico: sono 3.869 progetti, perlopiù definitivi ed esecutivi, bisognosi di un investimento pari a 10.945milioni di euro” commenta Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI).Nelle Marche, l’acqua contenuta nei principali bacini è pari a 46,62 milioni di metri cubi: quantità superiore al 2017, ma inferiore al resto del quinquennio. Pur in calo, restano confortanti le riserve idriche della Sardegna, ora circa al 77% della complessiva capacità d’invaso.Al Nord, continua il progressivo calo dei livelli dei grandi laghi, che comunque rimangono, ad eccezione del lago di Como, al di sopra della media storica. Restano sostanzialmente in media e comunque superiori allo scorso anno, le portate del fiume Po, così come quelle dei principali fiumi lombardi (Adda, Brembo, Ticino, Mincio, Chiese). Le piogge più che dimezzate (46,3%) rispetto alla media storica non favoriscono la ripresa dei fiumi piemontesi e, infatti, Dora Baltea e Stura di Lanzo registrano livelli inferiori allo scorso anno. Singolare l’andamento delle portate dei fiumi veneti: nel mese di Giugno, sostenuti da copiose piogge (+70%sulla media mensile), avevano inizialmente registrato ottime performances per scendere sotto le medie storiche a fine mese ed ora cominciare a riprendersi (ad eccezione dell’anomalo Piave e, in parte, del Bacchiglione). Migliora la situazione anche dei fiumi dell’Emilia Romagna che, ad eccezione del Savio, sono, però, al di sotto delle medie storiche; da segnalare, infine che le dighe piacentine, dopo aver sfiorato la capacità massima, contengono ora 12,76 milioni di metri cubi, cioè il dato più basso del recente quinquennio (ad eccezione del siccitoso 2017) a testimonianza della maggiore richiesta d’acqua, proveniente dal territorio.“In vista dei mesi più caldi, la situazione idrica va monitorata soprattutto nelle regioni del Centro Nord, soggette a forti e repentini sbalzi nelle disponibilità idriche, pregiudizievoli per gli andamenti colturali –conclude Massimo Gargano, Direttore Generale di ANBI – Ulteriori indicazioni arriveranno dagli Osservatori distrettuali, convocati in questi giorni.

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Presentato il piano nazionale Anbi di adattamento ai cambiamenti climatici

Posted by fidest press agency su domenica, 12 luglio 2020

Suddiviso in 4 sezioni, raggruppa 3.869 progetti, perlopiù definitivi ed esecutivi, il Piano Nazionale per la Manutenzione Straordinaria e l’Infrastrutturazione di Opere per la Difesa Idrogeologica e la Raccolta delle Acque, redatto dall’ANBI e presentato dal suo Presidente, Francesco Vincenzi, in occasione della seconda giornata dell’Assemblea dell’ Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue, quest’anno organizzata via streaming, in ottemperanza alle normative igienico-sanitarie anti Covid-19. L’ammontare complessivo dell’investimento previsto dal Piano ammonta a quasi 10.946 milioni di euro, in grado di garantire circa 54.700 posti di lavoro.La gran parte del Piano è dedicato alle Opere di Manutenzione Straordinaria per la Difesa Idrogeologica: sono 3.658 per un investimento di oltre 8.400 milioni di euro ed un’occupazione stimata in circa 42.000 unità. Il maggior numero di progetti (2015) interessa il Nord (Piemonte Lombardia, Trentino Alto Adige, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Emilia Romagna), seguito dal Centro (1.224) e dal Sud (419).Il Sud Italia (Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia) è però primo nella poco invidiabile classifica dei bacini da completare: sono 42, capaci di contenere 103.862.280 metri cubi d’acqua; per ultimarli servono oltre 565 milioni di euro con un’occupazione stimata in 2.826 unità. In tutto, le opere incomplete sono 66 (19 in Centro Italia e 5 al Nord), abbisognano di un investimento complessivo pari a circa 800 milioni di euro, con cui si garantiranno 4.000 posti di lavoro.
Il Meridione è, purtroppo, primo anche nel numero degli invasi bisognosi di manutenzione straordinaria a causa del progressivo interrimento: sono 45, la cui capacità complessiva (604.470.000 metri cubi) è ridotta dell’11,3% a causa di sedime, pari a 68.636.550 metri cubi; il costo per la rimozione del materiale è quantificato in 274,5 milioni di euro, capaci di garantire 1.372 posti di lavoro. In Italia sono complessivamente 90 i bacini (36 al Centro e 9 al Nord) condizionati dall’interrimento, che riduce del 10,7% la loro capacità; per ripulirli serviranno quasi 290 milioni di euro, che garantirebbero però 1.448 posti di lavoro.
Infine, nella sezione interessante i bacini di raccolta delle acque, il maggior numero di progetti (30) interessa il Nord Italia (capacità prevista: 100.345.000 metri cubi; investimento: ca.633 milioni di euro; 3.166 i posti di lavoro stimati); al Centro i progetti sono 17, mentre al Sud ne sono previsti 8. Per realizzare questi 55 interventi servono circa 1.455 milioni di euro, da cui dipenderebbero 7.276 posti di lavoro.“L’analisi dei dati – commenta il Presidente di ANBI, Francesco Vincenzi –conferma l’immagine di un’Italia a più velocità e con il Meridione, che vede risalire gli investimenti idrici più importanti al tempo della Cassa per il Mezzogiorno. Per questo, consci dei rischi derivanti dalla mancata infrastrutturazione del territorio al tempo dei cambiamenti climatici, chiediamo un vero Green New Deal per il nostro Paese, più determinazione nelle attività di contrasto all’estremizzazione degli eventi meteo, procedure esecutive più rapide ma non meno controllate, maggiori risorse destinate ad incrementare la capacità di resilienza dei territori e delle loro comunità.”

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Anbi: Il coraggio dei fatti

Posted by fidest press agency su domenica, 12 luglio 2020

“La Commissione Agricoltura ha lavorato molto bene, realizzando una fotografia dell’attuale situazione del Paese, mostrando il ruolo fondamentale svolto dai Consorzi di bonifica ed irrigazione nella gestione del territorio, lavorando in maniera propositiva per la risoluzione delle criticità; dall’analisi fatta è emerso però che, anche in questo settore, l’Italia viaggia a due velocità diverse tra Nord e Sud”: la dichiarazione è di Gianpaolo Vallardi, Presidente della Commissione Agricoltura del Senato, intervenuto alla prima giornata dell’Assemblea Nazionale ANBI 2020, l’Associazione dei Consorzi di bonifica ed irrigazione, organizzata quest’anno on-line nel rispetto delle normative anti Covid-19.“L’urgenza è di trasformare questa emergenza in un’opportunità e per fare ciò ci vuole coraggio – continua il Presidente della ComAgri Senato- Fondamentale in questo momento sono gli investimenti, di cui abbiamo tanto sentito parlare e che speriamo si concretizzino con il Decreto Rilancio.”
“Il settore della bonifica è fondamentale per il Paese – conclude Vallardi – In questo momento è in grado di creare nuovi posti di lavoro al servizio delle necessità per il territorio grazie alla grande quantità di progetti approvati e pronti per essere realizzati. Per ripartire è necessario, però, migliorare l’aspetto politico- amministrativo, strumento imprescindibile per la gestione delle risorse destinate alla bonifica.”

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Osservatorio Anbi sulle risorse idriche italiane

Posted by fidest press agency su domenica, 5 luglio 2020

Pur rimanendo superiore allo scorso anno, la portata del fiume Po è più che dimezzata rispetto alla media storica (a Pontelagoscuro, 922 metri cubi al secondo contro una media di mc/sec 1.999): è questo il dato più significativo del bollettino settimanale diffuso dall’Osservatorio ANBI sulle Risorse Idriche.“Non è ancora tempo di lanciare allarmi ma, considerando il periodo estivo che stiamo per affrontare, è evidente la necessità di cominciare a concordare scelte che, nel rispetto delle priorità di legge, rendano compatibili i diversi interessi, che gravano sulla risorsa acqua – sottolinea Massimo Gargano, Direttore Generale dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e della Acque Irrigue (ANBI) – L’Autorità di Bacino Distrettuale monitora costantemente la situazione e fornirà utili indicazioni in occasione della prossima riunione dell’Osservatorio sul fiume Po, già convocata per il 9 Luglio.”
In linea con il trend, che si sta registrando, è il progressivo, seppur previsto, abbassamento del livello dei grandi laghi del Nord (solo quello di Como, però, è sotto media), che fungono da riserva per la sete della Pianura Padana; conseguentemente restano in media i fiumi lombardi (Brembo, Adda, Mincio, Ticino, Chiese), mentre sono in calo i corsi d’acqua piemontesi (ad eccezione della Dora Baltea), ma soprattutto quelli dell’Emilia Romagna, dove Savio, Taro, Trebbia sono sotto media e dimezzati rispetto all’anno scorso, così come il Secchia che registra addirittura il minimo storico mensile con una portata di mc/sec 1,91.Non va meglio per i fiumi veneti, ad eccezione del Piave: in una settimana, l’Adige è calato di 70 centimetri.Nel Centro Italia, i bacini delle Marche, con circa 49 milioni di metri cubi d’acqua, registrano livelli superiori solo al 2017 nel più recente quinquennio, mentre restano confortanti le situazioni del lago di Bracciano nel Lazio, dell’invaso della diga di Penne in Abruzzo e dei bacini della Sardegna.In Campania, il leggero calo del Volturno è compensato dalla ripresa del Sele: entrambi i fiumi, comunque, registrano altezze idrometriche, superiori allo scorso anno.In assenza di piogge significative è senza fine la discesa delle riserve idriche in Basilicata e Puglia dove, in ciascuna regione, viene prelevato indicativamente, dai bacini, un milione di metri cubi d’acqua al giorno: in Lucania sono attualmente invasati poco meno di 338 milioni di metri cubi (erano quasi 406, lo scorso anno); negli invasi pugliesi, ce ne sono circa 151 milioni contro gli oltre 266 del 2019.Mentre sembra essersi positivamente stabilizzata la situazione idrica calabrese, diventa sempre più consistente il rischio desertificazione per il territorio siciliano, penalizzato non solo da un andamento delle precipitazioni “a macchia di leopardo”, ma da livelli pluviometrici decisamente insufficienti: secondo l’Osservatorio Europeo sulla Siccità (European Drought Observatory) dall’inizio dell’anno solo il mese di marzo avrebbe registrato piogge quantitativamente significative sull’isola.“Di fronte a questo quadro – conclude Francesco Vincenzi, Presidente di ANBI – è quantomai importante la sollecitazione lanciata dalla Ministra alle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, Teresa Bellanova, per mettere a valore risorse del Fondo Sviluppo e Coesione non ancora allocate o non utilizzate da altri dicasteri, tra cui almeno 1 miliardo e 600 milioni di euro per avviare un Piano Acqua per l’Agricoltura sulla base degli oltre 3.600 progetti definitivi ed esecutivi, redatti dai Consorzi di bonifica ed irrigazione, per un importo complessivo di circa 8 miliardi e mezzo.”

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Osservatorio Anbi sullo stato delle risorse idriche

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 maggio 2020

Le piogge dei giorni scorsi, accompagnate dal progressivo scioglimento delle nevi in quota, non sono cadute in maniera omogenea sull’Italia, ma hanno accentuato le differenze idrologiche fra regioni in una stagione complicata: a rilevarlo è l’Osservatorio ANBI sullo Stato delle Risorse Idriche.Il dato più evidente è l’accentuarsi di una situazione critica per i principali fiumi dell’Emilia Romagna: Savio, Taro e Trebbia sono abbondantemente sotto la media storica ed i livelli dello scorso anno; il Secchia è addirittura vicino al minimo storico (attuale portata: circa 3 metri cubi al secondo; media: mc/sec 19,5; l’anno scorso: mc/sec 36,35!).“Ciò dimostra il crescente andamento torrentizio, che caratterizza i nostri fiumi; basti pensare al rischio idrogeologico rappresentato in altri momenti dal Secchia, oggi in grande sofferenza idrica. Ciò conferma la necessità di un Piano Nazionale Invasi, fatto anche di bacini di laminazione per rallentare le piene, trattenendo quelle acque per utilizzarle nei momenti di bisogno come l’attuale – sottolinea il modenese Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio della Acque Irrigue (ANBI) – Investire nella sistemazione del territorio è un asset strategico per la ripartenza economica dell’Italia.”Non va meglio per i flussi dal fiume Po che, dopo le confortanti portate superiori allo scorso anno, raggiunte in Piemonte (al pari degli altri fiumi della regione: Dora Baltea, Tanaro, Stura di Lanzo), perde potenza man mano che si avvicina alla foce, segnando un deficit di oltre 720 metri cubi al secondo, rispetto a 12 mesi fa, al rilevamento ferrarese di Pontelagoscuro.Per quanto riguarda i grandi laghi del Nord, il lago di Como (riempimento: 43,5%) è pressoché rientrato in media ed a beneficiarne è soprattutto il fiume Adda, tornato alle portate stagionali; permane sotto media il lago Maggiore (riempimento: 61,6%), mentre si abbassa, ma non preoccupa, il livello del lago di Garda (riempimento: 82,9%); abbondantemente sopra media si posiziona, infine, il lago d’Iseo (riempimento: 85%).In Centro Italia continua a migliorare la situazione del lago di Bracciano, nel Lazio, mentre si mantengono su livelli superiori all’anno scorso gli invasi della Sardegna (ad oltre l’88% della capacità complessiva); anche i bacini marchigiani si mantengono sui livelli dello scorso anno, comunque i più bassi del recente quinquennio.In Puglia, pur essendo leggermente migliorata la situazione negli invasi, si accentua il deficit rispetto allo scorso (–122 milioni di metri cubi), obbligando ad un’irrigazione razionata e senza sicurezza di continuità.Migliora decisamente, invece, lo stato delle risorse idriche in Basilicata, le cui disponibilità, pur rimanendo deficitarie rispetto al 2019, sono aumentate di quasi 9 milioni di metri cubi in una sola settimana.

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Osservatorio Anbi sulle risorse idriche

Posted by fidest press agency su martedì, 7 aprile 2020

“La mancanza di certezza sull’avvio dell’irrigazione, a causa della crisi idrica, in una parte del Tavoliere delle Puglie è preoccupante non solo per l’economia agricola locale, ma perché colpisce uno dei giacimenti dell’agroalimentare italiano in un momento, in cui l’emergenza Covid-19 dimostra l’importanza della produzione nazionale di cibo.” E’ questo il commento di Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI), di fronte all’attuale decisione del Consorzio per la bonifica della Capitanata di rinviare l’avvio dell’irrigazione nel comprensorio del Fortore, perché dipendente dalle disponibilità idriche dei bacini di Occhito e Capaccio fortemente deficitari, nonostante qualche recente pioggia, che ha ristorato le campagne senza incidere significativamente, però, sulle riserve d’acqua, che segnano nella regione un deficit di quasi 124 milioni di metri cubi rispetto allo scorso anno; lo stesso ente consortile aprirà invece, dal 15 Aprile, l’irrigazione nel comprensorio dell’Ofanto, seppur in misura ridotta e “fino all’esaurimento delle risorse disponibili”.I dati dell’Osservatorio ANBI sullo Stato delle Risorse Idriche segnalano che resta grave anche la situazione in Calabria; ne è significativo esempio, il bacino Sant’Anna (capacità: 16 milioni di metri cubi): a fine Marzo, ci sono solo 7,59 milioni di metri cubi; erano 10,19 l’anno scorso; 12,21 nel 2017; addirittura 15,70 cioè più del doppio, nel 2010.Le piogge dei giorni scorsi hanno alleggerito il deficit idrico in Basilicata, le cui riserve d’acqua trattenute negli invasi, a fine Maggio, sono salite ad oltre 313 milioni di metri cubi (erano circa mmc. 260 a fine Febbraio), rimanendo, comunque, il livello più basso del recente decennio: ad esempio, nel Marzo 2019 si registravano mmc. 428,25; nel 2017, mmc. 413,53; addirittura più del doppio nel 2010, mmc. 705,10.In Sicilia, mancano attualmente all’appello circa 110 milioni di metri cubi d’acqua; nel solo mese di marzo le riserve idriche nei bacini dell’isola sono calate di quasi 7 milioni di metri cubi.“Questi dati, registrati a Marzo, preannunciano una stagione irrigua particolarmente difficile, soprattutto al Sud, nonostante la maggiore presenza di invasi rispetto alle regioni settentrionali – aggiunge Massimo Gargano, Direttore Generale di ANBI – È la prova, comunque, della necessità di continuare ad investire, anche al Sud, nella infrastrutturazione idraulica del territorio per aumentare la resilienza a prolungati periodi in assenza di piogge, ma anche la sicurezza idrogeologica.”La situazione appare meno grave nel Nord Italia, stanti le riserve di neve ed i buoni livelli dei bacini alpini, seppur i laghi di Como e d’Iseo permangano sotto le medie stagionali.Le portate del fiume Po permangono sotto la media, ma superiori a quelle dello scorso anno.In Piemonte sono in ripresa, seppur inferiori allo scorso anno, le portate dei fiumi Tanaro e Stura di Lanzo; inverso è l’andamento della Dora Baltea: portate in leggero calo, ma maggiori del 2019. Considerato l’anticipo nei processi colturali, dovuto a temperature invernali superiori alla media, ma anche il rischio di improvvise gelate notturne, impianti irrigui sono già stati localmente avviati, soprattutto in Emilia Romagna, dove le portate dei fiumi Savio e Secchia sono in ripresa, seppur sotto media stagionale ed i bacini piacentini hanno livelli confortanti. Qualche preoccupazione arriva dal Veneto in vista dell’apertura ufficiale della stagione irrigua, prevista il 15 Aprile: i principali fiumi della regione (Adige, Piave, Brenta) hanno livelli vicini al minimo deflusso vitale; da qui l’invito a consultare, prima di bagnare i campi, sistemi per il miglior consiglio irriguo come Irriframe.“Nonostante l’emergenza coronavirus – conclude il Presidente di ANBI – i Consorzi di bonifica ed irrigazione sono impegnati a garantire, nel rispetto delle disposizioni sanitarie, le migliori condizioni per la gestione dell’irrigazione in Italia, dove la produzione di cibo è strettamente legata alla disponibilità d’acqua per le colture e l’ambiente.”

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Immediata collaborazione e disponibilità Anbi al nuovo governo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 settembre 2019

“Al riconfermato Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte ed al nuovo Governo auguriamo buon lavoro, mettendo come sempre, a disposizione del Paese, l’esperienza e la professionalità maturate dai Consorzi di bonifica in settori riconosciuti determinanti, quali la sicurezza idrogeologica, le infrastrutture irrigue, la tutela ambientale, lo sviluppo delle energie rinnovabili”: è questa la prima dichiarazione di Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI), dopo la formalizzazione degli incarichi nell’Esecutivo.Vincenzi esprime anche un saluto ed un ringraziamento all’ex Ministro Gian Marco Certinaio.
“Ai Ministri di nostro riferimento per le loro competenze, – prosegue il Presidente di ANBI – quali Teresa Bellanova alle Politiche Agricole Alimentari Forestali, Sergio Costa all’Ambiente, Paola De Micheli alle Infrastrutture, Roberto Gualtieri all’Economia, Dario Franceschini alla Cultura e Turismo, Giuseppe Provenzano al Sud, offriamo immediata disponibilità al confronto per contribuire alla costruzione di un Paese, capace di rispondere alla sfida epocale dei cambiamenti climatici, valorizzando le eccezionali risorse espresse dai territori, per la cui manutenzione quotidianamente operiamo.”

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Consorzi di bonifica preoccupati per l’arrivo di temperature più miti

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 marzo 2018

Il timore è che l’innalzamento delle colonnine di mercurio comporti un repentino scioglimento delle abbondanti quantità di neve, cadute questo inverno e che, riversandosi nei corsi d’acqua, aumentino il rischio di tracimazione a valle. Per questo, si sta provvedendo agli interventi ed alle manovre idrauliche, atte a contenere tale pericolo. “E’ in situazioni come queste – commenta Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI) – che più si avverte la mancanza di un’adeguata rete di invasi, capace di trattenere la risorsa idrica per i periodi di bisogno, riducendo al contempo il pericolo delle piene fluviali. La sfida che la Pubblica Amministrazione deve far propria e vincere nel Paese, è quella di tradurre in cantieri le risorse in bilancio, che inefficienza e ritardi nelle procedure rischiano fortemente di vanificare.” Il più recente esempio è arrivato dalle Marche dove, nei giorni scorsi, la diga di Mercatale e le aree di esondazione naturale hanno salvato Pesaro dalla tracimazione del fiume Foglia.
“Il paradosso non più sostenibile – aggiunge Massimo Gargano, Direttore Generale di ANBI – è che, nonostante il maltempo, il bilancio idrico del Paese resti deficitario e si guardi con preoccupazione all’arrivo della bella stagione. I Consorzi di bonifica, unitamente alle Autorità di Distretto Idrografico ed agli enti territoriali, si stanno adoperando per fare fronte ad una situazione di latente emergenza.”I dati indicano che, al Nord, tutti i grandi laghi restano sotto la media stagionale con i bacini d’Iseo (cm. -6,0) e di Como (cm. -16,3) addirittura sotto lo zero idrometrico.Non va meglio al Sud, dove i bacini segnano livelli largamente inferiori a quelli degli anni scorsi. La situazione più preoccupante è in Sicilia, dove i principali invasi contengono poco più di 89 milioni di metri cubi d’acqua contro gli oltre 400 di un anno fa e addirittura i quasi 593 del 2010. In Basilicata ci sono disponibili quasi 296 milioni di metri cubi d’acqua, ma erano circa 390 lo scorso anno ed oltre 711 nel 2010; in Puglia, le risorse idriche invasate sono poco più di 206 milioni di metri cubi contro i quasi 344 dello scorso anno e gli oltre 337 del 2010, mentre in Sardegna risultano disponibili circa 713 milioni di metri cubi d’acqua, mentre 12 mesi fa erano più di 1.160 e a fine Febbraio 2010 erano 1.436.
Conclude il Presidente di ANBI: “Snellire la burocrazia, monitorare le ragioni dei ritardi di pianificazione, programmazione ed operatività: è questo un obbiettivo da raggiungere in fretta ed una sfida da vincere per promuovere lo sviluppo infrastrutturale, dare nuovo dinamismo alla crescita ed impulso all’occupazione. La ripresa economica potrebbe essere più decisa, se le infrastrutture, tra cui quelle in grado di offrire difesa del suolo e disponibilità di risorse idriche, fossero programmate e pianificate con procedure atte a far partire sollecitamente i lavori, coerentemente con lo stanziamento delle risorse da parte delle Istituzioni.”

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49° Giornata del credito

Posted by fidest press agency su martedì, 3 ottobre 2017

giornata creditoRoma mercoledì 4 ottobre p.v., ore 9.30/13.00, presso l’ABI – Sala della Clemenza, si svolgerà la 49° Giornata del Credito, promossa dall’Associazione Nazionale per lo Studio dei Problemi del Credito – ANSPC. Ercole P. Pellicanò, Presidente ANSPC, aprirà i lavori, mentre i saluti istituzionali saranno affidati a Giovanni Sabatini, Direttore Generale dell’ABI.
La relazione di base sarà tenuta da Salvatore Rossi, Direttore Generale della Banca d’Italia e Presidente dell’IVASS. Seguirà una Tavola Rotonda, coordinata da Salvatore Maccarone, Presidente del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, alla quale interverranno (in ordine alfabetico):
Vincenzo Boccia, Presidente di Confindustria, Tommaso Corcos, Presidente di Assogestioni, Maria Bianca Farina, Presidente di ANIA, Paolo Garonna, Segretario Generale della FeBAF, Gaetano Miccichè, Presidente di Banca IMI, Fabrizio Pagani, Capo Segreteria tecnica del Ministro dell’Economia e delle Finanze, Federico Vecchioni, Amministratore Delegato di ‘‘Bonifiche Ferraresi’ (foto: giornata del credito)

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Il risparmio tradito

Posted by fidest press agency su martedì, 3 ottobre 2017

tasso-risparmio-famiglieIl susseguirsi di crisi nel sistema bancario, che ha visto coinvolti diversi istituti dal Nord, al Centro, al Sud del Paese ha lasciato sul campo una enorme massa di risparmiatori che hanno perso tutto e hanno visto ridimensionare in modo drammatico i loro risparmi e le loro condizioni di vita.
I risparmiatori come possono difendersi? Degli strumenti giudiziali e stragiudiziali a loro tutela si è parlato nei giorni scorsi presso la Sala Convegni della CCIAA di Bari, in un workshop organizzato dalla Camera Arbitrale della Camera di Commercio di Bari, in collaborazione con ministero delle Attività produttive, Regione Puglia, Confconsumatori e Ordine dei commercialisti e degli esperti contabili.
Oltre 150 azionisti hanno partecipato all’incontro dedicato ad approfondire i temi legati alla illiquidità dei titoli azionari di varie banche popolari pugliesi.I numeri del fenomeno sono rilevanti: circa 70mila azionisti della Popolare di Bari, 39mila della Banca Popolare di Puglia e Basilicata, 33mila soci della Banca Popolare Pugliese, circa 6mila azionisti di Veneto che hanno acquistato da Bancapulia. Il controvalore in euro complessivamente versato da questi risparmiatori è di oltre un miliardo e settecento milioni.I relatori hanno descritto, le ragioni e le vie giudiziali, nonché gli strumenti e le vie di carattere stragiudiziale ed economico per consentire agli azionisti di recuperare il proprio investimento, qualora effettuato in violazione delle norme che regolano il settore degli investimenti. È stato proposto alle banche di aprire ad una conciliazione paritetica, presso la Camera Arbitrale della CCIAA, che verifichi le modalità di collocamento dei titoli presso i piccoli azionisti e possa risolvere eventuali situazioni di criticità. Laddove si riscontrino eventuali violazioni della normativa, la banca dovrà provvedere a rimborsare l’investimento. Canio Trione, presidente Codici Puglia, ha sottolineato la necessità che gli azionisti si uniscano e si mantengano uniti, al fine di chiedere tre cose essenziali: che all’interno del CDA delle tre banche sia inserito un rappresentante espresso dai piccoli azionisti, senza diritto di voto, ma per poter verificare direttamente cosa succede e comunicarlo ai piccoli azionisti; che si lavori sulla solidità e redditività delle banche per renderle appetibili a nuovi soci, così da ridare liquidità ai titoli; che si costituisca un tavolo istituzionale, anche con gli enti pubblici dotati di poteri legislativi, per trovare soluzioni che rilancino l’economia locale dalla cui floridezza dipende la salute economica delle banche e di tutte le imprese a cominciare da quella più piccole. Rilancio possibile solo se si liberano le forze esistenti dalla prigionia della burocrazia.
Sono intervenuti anche Elbano De Nuccio, presidente Consiglio dell’Ordine dei Dottori Commercialisti di Bari, Roberto Voza, direttore del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Bari, Antonio Pinto, presidente della Camera arbitrale della CCIAA di Bari, Vincenzo Laudadio, responsabile Adusbef, Daniela Caterino, professore associato di Diritto commerciale Università di Bari, Alessandro Amato, presidente Codacons Puglia, Teresa Lisi, dirigente della Sezione attività economiche della Regione Puglia. Ha moderato l’incontro Franco Decanio – Presidente di Assoconsum Puglia.

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Anbi saluta nuovo capo protezione civile

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 agosto 2017

Angelo-Borrelli“La scelta di continuità operata dal Premier, Gentiloni, al vertice della Protezione Civile è la più opportuna in un momento di grande impegno per una struttura, la cui professionalità ci è invidiata dal mondo e con cui siamo orgogliosi di collaborare.”
E’ questo il commento di Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI), alla notizia della nomina del vice, Angelo Borrelli, al vertice della Protezione Civile dopo le improvvise dimissioni di Fabrizio Curcio per motivi strettamente personali.
“Di Fabrizio Curcio – prosegue il Presidente ANBI – voglio sottolineare la dedizione, la disponibilità e l’umanità messi in una missione dove, alla casualità degli eventi, si sommano ormai le responsabilità di miopi scelte passate, cui oggi si deve porre rimedio. In questa battaglia, i Consorzi di bonifica vogliono essere preziosi alleati della Protezione Civile nella necessaria opera di prevenzione.”
“Sono sicuro – conclude il Direttore Generale ANBI, Massimo Gargano- di condividere con Borrelli, così come con il suo predecessore, un pensiero: intervenire costantemente in emergenza, seppur encomiabile e meritorio, è comunque una sconfitta per il Paese. Insieme lavoriamo per costruire una cultura nuova.”

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Riconferma Vincenzi alla presidenza Anbi

Posted by fidest press agency su sabato, 22 luglio 2017

VincenziAd una settimana dall’Assemblea elettiva nazionale, il Consiglio Nazionale di ANBI (Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue) ha confermato Presidente, Francesco Vincenzi, 39 anni, imprenditore agricolo di Mirandola, nel modenese.Vincenzi era stato eletto Presidente nel 2014; è perito agrario, coltivatore diretto, proprietario di un’azienda agricola cerealicola-frutticola di 110 ettari tra Mirandola e San Felice sul Panaro.Dal 2011 è Presidente del Consorzio di bonifica della Burana (con sede a Modena) e dal 2012 è anche Presidente di Coldiretti Modena.“Dobbiamo proseguire con grande determinazione sulla strada fin qui tracciata – indica Vincenzi, ringraziando per la confermata fiducia – All’orizzonte, c’è la fase operativa del Piano Irriguo Nazionale, cui seguirà quella dei finanziamenti previsti dal Fondo Sociale di Coesione per interventi sulle infrastrutture per l’irrigazione: in tutto 595 milioni di euro. Accanto a questo proseguiremo il pressing sul Governo per l’avvio, con la prossima Legge di Stabilità, di un Piano Nazionale degli Invasi, la cui necessità è quotidianamente dimostrata dalla siccità e dalle sue gravi conseguenze naturali o dolose per il territorio; in questa prospettiva, ci attiveremo anche in Europa attraverso la nuova realtà di “Irrigants d’Europe”, alleanza fra i Paesi irrigui del Sud Europa, da noi fortemente voluta per delineare nuove politiche comunitarie sull’acqua. Di concerto con la Struttura di Missione #italiasicura proseguiremo, infine, l’azione per garantire maggiore sicurezza idrogeologica al Paese. Grazie all’operatività dei Consorzi di bonifica, un originale modello di autogoverno del territorio, studiato anche all’estero, siamo sicuri di poter continuare a rendere un servizio indispensabile al Paese.” (foto: vincenzi)

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Ricerca idrocarburi e territorio

Posted by fidest press agency su martedì, 13 giugno 2017

vincenzi

ANBI di RomaPresidente Associazione Nazionale Bonifiche ed Irrigazioni (ANBI) In the pictures: Francesco VincenziPhoto by Stefano MICOZZI

In merito al progetto di ricerca di idrocarburi nell’area “Fantozza” (nei comuni di Guastalla, Novellara, Reggiolo, Campagnola Emila, Fabbrico, Reggiolo, Rolo, Rio Saliceto) l’ANBI, su indicazione dei Consorzi di bonifica Emilia Centrale (con sede a Reggio Emilia) e Terre dei Gonzaga in destra Po (con sede a Mantova), evidenzia che la sicurezza idraulica di tali territori è stata raggiunta solamente all’inizio del XX secolo, grazie ad un sistema di canali ed impianti, progettato e realizzato sulla base di livelli altimetrici ben definiti.Gli effetti della subsidenza (fenomeno correlato anche alle estrazioni dal sottosuolo) potrebbero mettere in difficoltà il delicato sistema idraulico di bonifica, causando danni non solamente alle coltivazioni agricole, ma anche agli insediamenti abitativi, produttivi ed infrastrutturali, realizzati dal dopoguerra spesso proprio in aree vallive, rese salubri dalla bonifica.“L’equilibrio idraulico delle pianure italiane – commenta Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI) – costituisce il frutto di una secolare attività di manutenzione e di programmazione del territorio. Questa situazione di delicato equilibrio viene data superficialmente per scontata mentre, nella realtà, è costantemente messa a repentaglio da fattori quali il continuo consumo di suolo ed i cambiamenti climatici in atto. Per questa ragione molti territori di bassa pianura, come quella interessata dal progetto Fantozza, sono significativamente esposti al rischio di alluvioni ed allagamenti, accentuato dall’irrefrenabile aumento dell’urbanizzazione.”
“Il tema della subsidenza – aggiunge Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI – è stato oggetto di un’apposita riunione, da noi convocata nei giorni scorsi a Rovigo, capoluogo di quel Polesine, dove il territorio non si è ancora stabilizzato a seguito delle estrazioni negli anni ’50. Eppure, nonostante il pericolo ed i grandi investimenti pubblici finora necessari per adeguare le infrastrutture all’abbassamento progressivo del suolo, periodicamente c’è chi ripropone la ripresa delle trivellazioni!” ANBI invita pertanto gli organi competenti a valutare, approfonditamente e senza pregiudizi, gli effetti, che l’estrazione di idrocarburi potrebbe determinare, causando l’aumento del fenomeno della subsidenza, sul sistema idraulico di aree a conclamato rischio.

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Settimana Nazionale della Bonifica e dell’Irrigazione

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 aprile 2016

garganoRoma martedì 19 Aprile, alle ore 11.30, nel corso di una conferenza stampa, che si terrà nella sede ANBI, in via Santa Teresa 23, edizione 2016 della Settimana Nazionale della Bonifica e dell’Irrigazione, cofinanziata quest’anno dalla Commissione Europea. Tema della manifestazione, in calendario dal 23 al 30 Aprile prossimi, sarà “Dall’Europa, energie per la crescita e la bellezza dei territori italiani”; il calendario ed il significato dei principali appuntamenti sul territorio nazionale saranno anticipati dal Presidente, Francesco Vincenzi e dal Direttore Generale ANBI, Massimo Gargano, alla presenza di autorità politiche, nonché rappresentanti del mondo accademico ed ambientalista.

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Anbi: Inaugurazione biblioteca

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 gennaio 2015

1848-551447Roma mercoledì 11 febbraio 2015 alle ore 11.00 l’Associazione Bancaria Italiana inaugura, presso la propria sede di Palazzo Altieri, la sua Biblioteca, che raccoglie i volumi pubblicati dalle banche italiane dalla seconda metà dell’Ottocento ai nostri giorni.
È una struttura con caratteristiche uniche, per la peculiare specializzazione nell’editoria bancaria. La sua apertura al pubblico vuole testimoniare un progetto concreto di impegno e di fiducia per la cultura del nostro Paese da parte dell’ABI e delle banche che operano in Italia, in un contesto oggi così complesso.All’inaugurazione interverranno tra gli altri: Antonio Patuelli, Presidente ABI
Marco Carminati, giornalista Il Sole 24 Ore Domenica Rossana Rummo, Direttore generale Biblioteche e Istituti culturali del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo Marino Sinibaldi, Direttore RAI Radio 3 Giovanni Solimine, Ordinario di Biblioteconomia presso la Facoltà di Lettere e Filosofia -Università La Sapienza di Roma (foto fonte superstock.com)

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Le nuove nomine al Mi.P.A.A.F.

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 luglio 2013

“La conferma di Giuseppe Blasi come Capo Dipartimento delle Politiche Europee ed Internazionali e dello Sviluppo Rurale così come le nomine di Gianluca Maria Esposito a Capo Dipartimento delle Politiche Competitive, della Qualità Agroalimentare e della Pesca e di Stefano Vaccari a Capo Dipartimento dell’Ispettorato Centrale della Tutela della Qualità e Repressione Frodi ci confermano la volontà del Mi.P.A.A.F. di proseguire il percorso di collaborazione avviato per la valorizzazione del territorio e delle sue eccellenze, il cui futuro è indissolubilmente legato a temi quali la salvaguardia idrogeologica e la disponibilità di risorse idriche di qualità.”
Lo afferma Massimo Gargano, Presidente A.N.B.I. (Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazioni), a commento delle scelte operate dal Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro, Nunzia De Girolamo.
Prosegue Gargano: “Nel momento, in cui l’Unione Europea si conferma punto di riferimento politico ed economico anche per le scelte interessanti i Consorzi di bonifica, il lavoro dei Capi Dipartimento ora nominati sarà garanzia di competenza e professionalità nel difficile iter per il rilancio del sistema Italia.”

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I dati Ispra sulle frane

Posted by fidest press agency su martedì, 4 ottobre 2011

Filicudi e Lipari - mezz'ora dopo il terremoto...

Image by CyboRoZ via Flickr

Secondo i dati diffusi recentemente dall’ISPRA (Istituto Superiore Protezione e Ricerca Ambientale), oltre la metà delle frane censite in Europa sono registrate in Italia: circa 486.000 su oltre 712.000. A fronte di ciò, l’ANBI torna a richiamare l’attenzione del Governo e del Parlamento sulle esigenze connesse alla necessità di ridurre il rischio idrogeologico, che interessa aree sempre più vaste. I dati già noti erano infatti posti in evidenza a luglio nella Relazione all’Assemblea ANBI 2011. Occorre ripetere che non solo è necessario ripristinare le opere danneggiate dagli eventi, ma definire un programma che assicuri un finanziamento permanente degli interventi di manutenzione, di consolidamento e di adeguamento della rete idraulica del Paese. La Proposta di Piano per la Riduzione del Rischio Idrogeologico, presentata dall’ANBI ancora nello scorso febbraio ed a tutt’oggi priva di concrete risposte, prevede 2519 interventi in tutta Italia per un investimento complessivo pari a 5.723 milioni di euro, importo che può ritenersi consistente, ma che è irrisorio rispetto alle spese sostenute per tamponare i danni delle catastrofi idrogeologiche (nel solo autunno-inverno 2010/2011: oltre 3 miliardi di euro). L’ANBI ricorda inoltre che il fabbisogno necessario alla realizzazione degli interventi per la sistemazione complessiva delle situazioni di dissesto idrogeologico sull’intero territorio nazionale è stato indicato dal Governo in complessivi 44 miliardi di euro, di cui 27 per il Centro-Nord, 13 per il Mezzogiorno e 4 per il settore del patrimonio costiero. Inoltre, la recente indagine SWG-ANBI sulla percezione del rischio idrogeologico degli italiani ha evidenziato come 3 cittadini su 4 sostengano che il Paese si trova a dover fronteggiare una crescente emergenza ambientale:disboscamento (58%), abusivismo edilizio (52%), cementificazione dei letti dei fiumi (38%), costruzione incontrollata di infrastrutture (32%), sono alcune delle cause ritenute alla base dei problemi di carattere idrogeologico (frane, smottamenti, inondazioni). Circa 6 italiani su 10 si sono trovati almeno una volta a dover affrontare qualche disastro legato a fenomeni naturali e il 43% della popolazione ha dovuto affrontare alluvioni, esondazioni o frane/smottamenti; il rischio di disastri idrogeologici, nella zona di residenza, preoccupa quasi la metà della popolazione, che richiede, oltre all’intervento delle Istituzioni (Ministero, Regioni, Comuni), anche quello di organismi specifici come i consorzi di bonifica

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Anbi: sviluppo del territorio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 settembre 2011

<Oggi più che mai occorre favorire la “prevenzione civile” e tenere, nella giusta considerazione, i pareri, le proposte ed i progetti dei consorzi di bonifica.> Con queste parole, il Presidente dell’Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazioni (A.N.B.I.), Massimo Gargano,intervenuto ad un convegno a Mirano, in provincia di Venezia, rimarca, con forza, l’importanza del quotidiano lavoro svolto dagli enti di bonifica a salvaguardia di cittadini ed imprese. <Il Veneto sta dimostrando di essere un vero e proprio laboratorio per la Bonifica – continua Gargano – Il vero interrogativo non è relativo ai consorzi ed alla loro utilità, ma riguarda le Istituzioni: sono esse in grado di varare e adottare quei provvedimenti, che servirebbero a dotare l’Italia degli strumenti necessari per non svegliarsi ogni mattina con l’incubo di finire sott’acqua? Il mondo della Bonifica sa benissimo quanto la sicurezza idraulica sia fondamentale per un Paese, che intenda davvero crescere e svilupparsi, investendo e creando occupazione. In Lombardia – conclude Gargano – vengono cementificati, ogni giorno, tredici ettari di terreno; in Emilia Romagna, undici: non è così che si privilegia la “prevenzione civile”. Al mondo della Bonifica non manca certo una consapevole concretezza: nel febbraio scorso, l’ANBI ha infatti presentato progetti immediatamente cantierabili per un investimento di oltre 4 miliardi di euro, ma le risposte dei soggetti decisori non sono state finora adeguate. Inoltre non bisogna dimenticare che il “Made in Italy” agroalimentare ha crescente bisogno di acqua di qualità, come quella che i consorzi di bonifica garantiscono quotidianamente.> coldiretti)

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A.N.B.I. e gli imprenditori agricoli

Posted by fidest press agency su sabato, 25 giugno 2011

“L’affidamento ad imprese agricole rientra nello spirito di partecipazione, che sottende a principi fondanti degli enti consortili, quali autogoverno e sussidiarietà.” Lo afferma Anna Maria Martuccelli, ricordando i 10 anni dall’approvazione della Legge di Orientamento, che ha consentito una collaborazione operativa nel settore delle manutenzioni tra Consorzi ed imprese agricole che, come hanno dichiarato alcuni diretti interessati, costituisce anche integrazione al reddito agricolo, certamente utile, in un momento di difficile congiuntura. “Sono molti gli enti consortili, che usufruiscono delle opportunità offerte da tale normativa per valorizzare non solo la passione dei lavoratori agricoli, ma anche la loro profonda conoscenza del territorio. I risultati illustrati dal dott. Fambrini sono eccellenti – prosegue Martuccelli – migliorano sia l’efficienza della manutenzione territoriale, soprattutto nelle zone interne, che il controllo del territorio; un ambiente ben mantenuto non solo aumenta l’attrattività turistica, ma incrementa la sicurezza idraulica e prevenire, come si sa, costa assai meno che riparare i danni. Ne è esempio il caso del comprensorio toscano del Consorzio di bonifica Padule di Fucecchio, primo in Italia per numero di imprese e lavoratori rurali convenzionati: se le piene del 1999 provocarono danni per 27 milioni di euro, quelle del 2009, pur essendo assai più forti, si limitarono a circa 3 milioni e mezzo di euro. L’esperienza di collaborazione operativa fra consorzi di bonifica ed imprenditori agricoli – conclude il Direttore Generale A.N.B.I. – va quindi incentivata anche perché le cosiddette sentinelle del territorio migliorano la percezione dell’azione consortile nell’opinione pubblica.”

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