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ANCoDiS: legge di bilancio e rinnovo contrattuale per la scuola del futuro

Posted by fidest press agency su martedì, 24 novembre 2020

E’ in dirittura d’arrivo l’esame della legge di bilancio per il 2021 in Commissione Bilancio della Camera e da parte di Ancodis è prestata ovvia attenzione agli articoli che interessano la scuola italiana.“Tra le misure previste – fa rilevare il Presidente di Ancodis Rosolino Cicero – troviamo il piano pluriennale per l’assunzione in organico di diritto di 25000 docenti di sostegno che si accompagna al piano per la formazione sui temi dell’inclusione unitamente all’acquisto di ausili didattici, l’assunzione di 1000 docenti di potenziamento per rispondere alle carenze di organico nella scuola dell’infanzia, la stabilizzazione degli Assistenti tecnici nella scuola del primo ciclo e dei collaboratori scolastici ex LSU. Dal punto di vista infrastrutturale è posta l’attenzione per l’ammodernamento degli edifici, per il potenziamento della digitalizzazione delle scuole (implementata l’attività degli animatori digitali e dei team digitali), per il sistema dei trasporti urbani ed extraurbani che – in questa emergenza pandemica – si è rivelato uno degli anelli deboli. Viene, infine, incrementato il fondo per la formazione e l’apprendistato e “riesumata” e speriamo semplificata la 440, una legge che dà meritata attenzione all’arricchimento ed ampliamento dell’offerta formativa”. Per Cicero “sembra andare avanti quella nuova visione che, a partire da quanto fatto per rispondere all’emergenza sanitaria, mette in campo un significativo investimento in risorse umane e in beni materiali di cui la scuola ha certamente un gran bisogno a partire dall’attenzione al sistema di istruzione 0-6.”ANCODIS apprezza l’inversione di rotta del governo e del Ministero e condivide l’importanza di INVESTIRE in istruzione e cultura dopo un ventennio di tagli lineari di risorse che hanno profondamente inciso sulla qualità del sistema scolastico italiano.“Occorre riconoscere – continua Rosolino Cicero – che siamo entrati nella strada giusta ed auspichiamo l’inizio di un processo davvero irreversibile. Suscita ovvio interesse anche l’attenzione alle risorse per il rinnovo contrattuale con la previsione di incrementarne gli attuali stipendi.” Il Presidente Cicero pone alle forze politiche, alle OO.SS., alle Associazioni di categoria una domanda: “con queste scelte politiche siamo prossimi alla scuola moderna e più europea o se – nonostante questi importanti investimenti – vogliamo restare ancorati alla visione della scuola della fine 900? “Investire – continua – in risorse umane e materiali non è sufficiente se poi si lascia invariato il modello scolastico. Occorre anche dare la meritata attenzione al suo funzionamento organizzativo e didattico dal quale deriva la qualità dell’offerta formativa e l’azione che quotidianamente si mette in campo nelle autonome istituzioni scolastiche”. Per i Collaboratori dei DS e le figure di sistema di Ancodis, autonomia, offerta formativa e governance scolastica devono integrarsi in una visione unitaria nella quale tra il Dirigente scolastico ed il corpo docente si riconosca l’esistenza insostituibile delle figure intermedie (Middle management scolastico) che devono finalmente godere di una identità giuridica e contrattuale incardinata in una vera carriera professionale. “Nessuno – afferma Rosolino Cicero – oggi più che mai può disconoscere che la moderna governance scolastica è la conditio sine qua non per la qualità dell’offerta formativa e per l’efficienza nelle attività didattiche e nei servizi ad alunni e famiglie”.Ancodis non finirà mai di affermarlo: l’organizzazione gestionale e didattica sta alla base del buon funzionamento ed i DS – senza l’apporto e la professionalità dei loro Collaboratori e delle figure di sistema oggi “strutturate” in tutte le comunità scolastiche – non possono guidare e gestire un sistema che in questi ultimi anni è divenuto sempre più complesso e gravato di numerose incombenze che vanno dalla didattica alla sicurezza, compresa quella covidiana.“Riteniamo – sottolinea ancora Cicero – ormai ineludibile il tema del riconoscimento delle nostre professionalità quotidianamente al servizio – ma giuridicamente e contrattualmente non vale – delle comunità scolastiche. Se si guarda alla scuola italiana dei prossimi anni, non si può più escludere dagli obiettivi una innovazione legislativa che porti al riconoscimento giuridico dei Collaboratori dei DS e delle figure di sistema e ad un nuovo modello contrattuale nel quale trovi spazio l’area del middle management scolastico.” La seconda proposta di Ancodis riguarda la sostituzione del Dirigente Scolastico: in caso di assenza e/o impedimento del Dirigente Scolastico non è prevista dall’ordinamento scolastico una figura istituzionale che eserciti le funzioni! “Le ragioni di una innovazione legislativa che copra questo vulnus nella gestione delle I.S. autonome – dichiara il Presidente Cicero – ci sembra ormai giunta: il riconoscimento di diritto di chi può sostituire – entro certi limiti – il DS (per esempio l’Assistant principal anglosassone) ed il distaccamento ex lege dalle attività didattiche è ormai una necessità in tutte le scuole a partire in particolare da quelle in reggenza.” Ed il tema della modalità di accesso, della permanenza nel nuovo status, della valorizzazione nella carriera professionale, del riconoscimento nelle prove concorsuali compreso quello per l’area dirigenziale, per Ancodis deve essere aperto senza posizioni ideologiche o pregiudizi di categoria. “La terza proposta – conclude Cicero – riguarda un tema più generale: è il tempo di un patto generazionale e professionale tra tutte le componenti impegnate alla costruzione di un sistema scolastico che, fondato sulla storica ed indiscussa tradizione, si apra a quelle innovazioni culturali e contrattuali capaci di integrare nuovi modelli didattici e moderne azioni organizzative mettendo sempre al centro i bisogni formativi delle nuove generazioni ma andando oltre le arcaiche norme giuridiche e superati schemi contrattuali.” Infine, il Presidente di Ancodis lancia un appello: “Chi oggi guida il Paese, chi ha la responsabilità di indicare una direzione, chi deve sedere al tavolo del confronto, chi deve rinunciare magari ad antichi privilegi, chi ha a cuore la scuola dei nostri figli, assuma la necessaria responsabilità e faccia un passo avanti.” I Collaboratori dei Dirigenti scolastici e le figure di sistema di Ancodis sono pronti a dare un contributo fondato sulla forza dell’esperienza e della professionalità acquisita sul campo.Per Ancodis Ins. Kelia Modica Responsabile Comunicazione Ancodis

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ANCoDiS: la “squadra anticovid” nella gestione della pandemia a scuola

Posted by fidest press agency su martedì, 17 novembre 2020

Dopo il webinar di lunedi 7 settembre 2020 (“La sicurezza a scuola nel tempo del Covid 19: analisi dei fabbisogni e proposte risolutive. Protagonisti a confronto” nel quale si sono messi a confronto i protagonisti a diverso titolo impegnati nella progettazione ed esecuzione delle azioni previste dai protocolli di sicurezza), a tre mesi dall’inizio dell’anno scolastico ANCoDiS propone LUNEDI 23/11/2020 un secondo webinar sul tema “Riflessioni a scuola: L’emergenza pandemica a scuola e il Referente Scolastico COVID 19″ nel quale si confronteranno esperti impegnati nella complessa gestione dell’emergenza che ha messo a dura prova modelli organizzativi e didattici anche sotto l’aspetto della tenuta psicologica di tutti gli operatori.In poco più di sei mesi, dal punto di vista della sicurezza, alla “scuola dell’ANTI” (incendio, sismico, infortunio) abbiamo aggiunto anche quella dell’ANTI contagio e dell’ANTI stress. Ed una “squadra anticovid”, nel rispetto di ruoli e funzioni, è messa quotidianamente a dura prova anche sotto l’aspetto psicologico. Siamo posti innanzi ad una emergenza che è stata affrontata con alta responsabilità e competenza dentro la scuola ma che ha visto negligenze, superficialità e distrazioni in territorio extrascolastico. I Collaboratori dei DS e le figure di sistema di Ancodis – alcuni dei quali individuati Referenti scolastici Covid 19 – hanno denunciato purtroppo una sofferente condizione di sconfitta delle squadre anticovid impegnate a far rispettare i protocolli, a monitorare tempestivamente vulnus organizzativi, a mettere “toppe” alle criticità la cui responsabilità è da addebitare ad altri. Con il webinar proveremo a fare un primo bilancio dando voce ad esperti e protagonisti con l’auspicio che almeno si possa fare emergere la vera condizione nella quale si sono ritrovate le scuole e quali sono le (ir)responsabilità da evidenziare per il corretto funzionamento del sistema di prevenzione, controllo e monitoraggio. Nel corso del webinar ascolteremo chi si è fatto carico in questi complicati mesi autunnali di coordinare la propria comunità scolastica con l’obiettivo di mitigare quanto più possibile i fattori di rischio per tutti. Daremo voce al Riccardo Ganazzoli, DS che si occupa di presentare la figura del Referente scolastico Covid 19 impegnato sul campo, a Domenico Mazzeo esperto che tratterà la conoscenza e utilizzo delle nuove fonti di finanziamento, a Maria Pulvino RSPP che si occuperà di riflettere sui nuovi modelli organizzativi e le connesse azioni preventive previste dai protocolli, a Paola Imburgia medico competente che informerà sulle innovazioni normative relative alla gestione del personale in condizioni di fragilità e delle nuove criticità in ordine sanitario, a Elena Foddai psicologa che affronterà l’emergente tema della gestione della pandemia sul piano psicologico ed emotivo. La partecipazione potrà avvenire con invito attraverso Google Meet. L’ANCoDiS è l’Associazione che sostiene il riconoscimento giuridico e contrattuale dei Collaboratori dei DS e delle Figure di sistema che lavorano nelle autonome Istituzioni scolastiche. Per Ancodis Prof. Rosolino Cicero

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ANCoDiS: la diffusione del Covid 19 e “l’autodifesa” della scuola

Posted by fidest press agency su martedì, 20 ottobre 2020

In seguito agli ultimi dati epidemiologici relativi alla diffusione del Covid 19, si è accesso un aspro dibattito circa l’opportunità di tenere le scuole aperte o quanto meno limitarne l’apertura in alcuni territori anche a livello regionale. Certamente l’andamento crescente dei casi di positività, dei ricoveri ospedalieri e dei pazienti in terapia intensiva deve suscitare una attenta riflessione che evidenzi cosa nel sistema di protezione e di controllo della diffusione del virus non sta funzionando. E da questo punto di vista, a molti sembrerebbe che la scuola sia uno degli anelli deboli della catena.E’ il caso di ricordare che in ciascuna scuola già dal mese di luglio sono state programmate, progettate e poi messe in campo dallo scorso mese di agosto, misure strategiche di prevenzione e di controllo che – sono certo di non poter essere smentito – hanno fortemente mitigato il rischio di contagio in tutti gli ambienti interni ed esterni. I Dirigenti scolastici, con il sostegno dei loro Collaboratori, dei loro RSPP, dei medici competenti, hanno adottato tutte quelle misure di prevenzione che certamente hanno reso la scuola da cenerentola del sistema Italia la REGINA nel campo della sicurezza e della prevenzione anticovid. Ancodis conferma attraverso le diverse migliaia di Collaboratori preposti alla sicurezza, responsabili di plesso, RSPP, quanto è QUOTIDIANAMENTE alto il livello di attenzione e di controllo e quanto i docenti nelle loro classi siano rigorosi nel rispettare e far rispettare agli alunni le norme ed i protocolli condivisi con i genitori attraverso la sottoscrizione dei patti di corresponsabilità.Purtroppo ciò nonostante una percentuale di casi si è registrata tra alunni e personale scolastico. Chiediamo il perché ma troviamo una onesta spiegazione! La cellula sana della scuola è stata ed è aggredita da cellule esterne – non immuni da elevata carica virale – che certamente non hanno garantito pari livello di attenzione a cominciare dal nucleo familiare (sembra che sia il principale focolaio di diffusione), per passare all’inerzia degli EE.LL. e finire ai mancati e tempestivi interventi normativi delle Istituzioni regionali e nazionali. Vergognosamente abbiamo registrato oltre due mesi di sterili polemiche sui banchi e nessuna vera denuncia sul sistema inefficace dei trasporti degli alunni pendolari, abbiamo dovuto sopportare uno sterile dibattito sulla DAD si…DAD no… (oggi DDI) e nessuno si è preoccupato di attivare wifi gratuito per le famiglie nei quartieri cittadini, sono state alimentate fastidiose polemiche sull’obbligo della mascherina a scuola per i nostri alunni e nessuno si è posto il problema di testare la qualità dell’organizzazione del sistema di prevenzione, di tutela e di controllo sanitario nel momento in cui si fosse reso necessario intervenire tempestivamente per dare risposte certe e sicure alle scuole ed alle famiglie interessate da un caso di positività. Allora smettetela di aggredire la SCUOLA facendola apparire ingiustamente luogo di diffusione del virus ed intervenite RESPONSABILMENTE sugli altri anelli debolissimi del sistema per poter garantire il diritto allo studio in presenza ed in sicurezza ai nostri alunni. Alla responsabilità della scuola e dei suoi operatori ci sembra che ad oggi si sia contrapposta una evidente irresponsabilità di altri che non possiamo non rilevare e denunciare. Per Ancodis Prof. Rosolino Cicero

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ANCoDiS: il tema della sicurezza nella scuola covidiana

Posted by fidest press agency su domenica, 13 settembre 2020

L’anno scolastico 2020-2021 è iniziato da pochi giorni per tutto il personale e per gli alunni impegnati nei PAI ma possiamo dire che per DS, Collaboratori/preposti, DSGA ed RSPP (se docenti) è stato senza soluzione di continuità con il precedente.
Già dai mesi scorsi siamo stati concentrati sul tema della possibile ripartenza in presenza ed in sicurezza ponendo – purtroppo per le diverse variabili – in secondo piano la progettualità didattica delle autonome Istituzioni scolastiche.
Dirigenti scolastici e loro collaboratori, preposti, DSGA, RSPP e medici competenti sono stati investiti dalle responsabilità indotte dall’emergenza pandemica e dalla conseguente sicurezza sanitaria in un luogo speciale noto per la complessità sia organizzativa che gestionale.Per questa ragione Ancodis propone alle ore 16,30 di lunedi 7 settembre il webinar “La sicurezza a scuola nel tempo del Covid 19: analisi dei fabbisogni e proposte risolutive. Protagonisti a confronto” per chi è impegnato a diverso titolo nella gestione e nel monitoraggio delle azioni previsti dai protocolli di sicurezza.La nuova figura del Referente scolastico Covid 19, la gestione degli alunni e del personale in condizioni di fragilità, le azioni organizzative e preventive previste dal protocollo, la conoscenza e l’utilizzo delle necessarie fonti di finanziamento, le tutele di chi si fa carico di vigilare e monitorare in ogni plesso il rispetto delle norme previste dai protocolli saranno oggetto di riflessione e di auspicate e sostenibili proposte. Si metteranno a confronto le figure professionali che si sono fatte carico in questa calda e difficile estate di progettare, organizzare e simulare misure di prevenzione e di contenimento con l’obiettivo di mitigare quanto più possibile i fattori di rischio per alunni e personale.Ascolteremo il punto di vista del DS Andrea Tommaselli nella qualità di datore di lavoro, del DSGA Domenico Mazzeo esperto in amministrazione scolastica, del Medico competente Paola Imburgia, del RSPP Alberto Cipolla, del Referente scolastico Covid 19 Alessandro Petrozzi e di Mario Tramontana esperto in tutele assicurative in ambito scolastico.Saranno protagonisti che proveranno a dare una visione unitaria che – a partire dalla responsabilità del DS e dal ruolo delle figure professionali coinvolte – si renderà tangibile nell’azione quotidiana nella quale i preposti, i docenti, i collaboratori scolastici, gli alunni e le famiglie dovranno fare sistema per tutelare la sicurezza di tutti.
Nel corso del dibattito interverrà un docente già formalmente nominato quale Referente scolastico Covid.
Allego locandina informativa. L’ANCoDiS è l’Associazione che sostiene il riconoscimento giuridico e contrattuale dei Collaboratori dei DS e delle Figure di sistema che lavorano nelle autonome Istituzioni scolastiche. Prof. Rosolino Cicero

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ANCoDiS: la scuola riparte?

Posted by fidest press agency su martedì, 1 settembre 2020

La dura prova alla quale è stato sottoposto il nostro sistema scolastico ha fatto emergere criticità e punti di debolezza che hanno indotto in tutti i protagonisti una condizione di sconforto forse mai registrata nella scuola del dopo guerra.
Ancor di più il periodo delle vacanze che è stato segnato da incertezze, indicazioni poco chiare, opinioni fuorvianti, messaggi contraddittori anche al limite della perdita di ogni elemento di ragionevolezza.
Ma la scuola ha continuato – con i DS, i collaboratori dei DS ed i DSGA – a programmare, progettare, eseguire tempestivi monitoraggi di diversa provenienza per mettere un “popolo” nella condizione di poter riprendere a costruire – con i limiti indotti dall’evoluzione pandemica ma in sicurezza – i progetti educativi delle autonome Istituzioni scolastiche.
Temi di distrazione di massa e di efficace qualità populista hanno provato a far perdere la bussola ad una squadra di professionisti che nonostante tutto ed a diverso titolo sono stati e saranno protagonisti nella ripartenza dell’1 settembre.
Siamo stati in questa calda e complicata estate impegnati quotidianamente nelle nostre scuole a progettare, ad immaginare, a verificare come poter dare risposta senza allarmismi ed in sicurezza alle legittime richieste delle famiglie consapevoli che “l’anno che verrà” non potrà essere come i precedenti, ci riserverà tante “sorprese” e metterà in discussione prassi organizzative e modelli didattici consolidati. Alla facile inerzia di alcuni o alla tentazione di altri di scaricare le responsabilità abbiamo preferito la strada più difficile, quella dell’osare e rischiare con tutte le incognite che la dura e complessa realtà ci porrà innanzi. Abbiamo preferito giocare da protagonisti la partita contro Covid 19 consapevoli che il risultato finale dipenderà da una squadra coesa e determinata costituita dalla comunità scolastica, dai genitori, dagli EE.LL., dal volontariato.
Continuiamo a perseguire con determinazione e nonostante le tante criticità un solo obiettivo: fare ripartire i nostri alunni in ambiente scolastico, far comprendere loro che ciò che è nelle nostre possibilità dovrà essere fatto senza se e senza ma, schierarli in “campo da gioco” nel quale, nel rispetto delle regole seppur molto stringenti e magari non comprese, ciascuno possa sentirsi protagonista e tutti insieme fare il primo giorno di scuola un incoraggiante segno di vittoria.
Un pensiero, infine, ai tanti colleghi Collaboratori che si trovano a lavorare in scuole in reggenza: conosciamo bene l’enorme lavoro che li aspetta e le tante criticità ed emergenze cui dovranno far fronte. A loro ed alle loro comunità va un sincero incoraggiamento.La scuola deve ripartire e ciascuno deve poter dire di aver contribuito a vincere la grande sfida.Buon anno scolastico a tutti. Per Ancodis Prof. Rosolino Cicero

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ANCoDiS: è il tempo del vero organico dell’autonomia didattica, organizzativa e progettuale

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 agosto 2020

Al comma 5 dell’art. 1 della legge 107/2015 leggiamo “Al fine di dare piena attuazione al processo di realizzazione dell’autonomia e di riorganizzazione dell’intero sistema di istruzione, è istituito …… l’organico dell’autonomia, funzionale alle esigenze didattiche, organizzative e progettuali delle istituzioni scolastiche come emergenti dal piano triennale dell’offerta formativa predisposto ai sensi del comma 14. I docenti dell’organico dell’autonomia concorrono alla realizzazione del piano triennale dell’offerta formativa con attività di insegnamento, di potenziamento, di sostegno, di organizzazione, di progettazione e di coordinamento.”A tutti è noto però che l’organico dell’autonomia spesso si è rivelato insufficiente o non adeguato alle “esigenze didattiche, organizzative e progettuali delle istituzioni scolastiche” e, dunque, non idoneo a portare avanti il progetto educativo di ciascuna scuola. E’ il caso di ricordare quelle scuole – e non poche purtroppo – nelle quali le unità di potenziamento sono state utilizzate per sostituire docenti in distacco totale o parziale dall’insegnamento (sindacale, politico, assegnazione presso enti di prevenzione del disagio psicosociale, presso associazioni professionali, USR e ATP, per progetti nazionali, a supporto del sistema della formazione, prevenzione e contrasto della dispersione scolastica, potenziamento dell’inclusione scolastica anche con particolare riferimento all’inclusione di alunni stranieri e di quelli con disabilità).
In queste scuole, purtroppo, le risorse impiegate a garantire il servizio didattico non sono state integrate creando inevitabili punti di debolezza nell’azione didattica e, soprattutto, organizzativa e progettuale.Noi Collaboratori dei DS impegnati quotidianamente nei nostri plessi ad organizzare il servizio scolastico oppure a trovare soluzioni a tutte le emergenze dovute all’assenza programmata o improvvisa del personale abbiamo la consapevolezza delle criticità che ci aspetteranno ancor di più nel prossimo anno scolastico e, pertanto, chiediamo i seguenti urgenti interventi:
Assegnare alle scuole le unità aggiuntive di docenti in sostituzione di quelli di potenziamento impegnati nella sostituzione annuale del docente a qualunque titolo distaccato dall’insegnamento;Abrogare nella Legge 190/2014 il comma 332 lett. c che vieta ai DS la nomina di un supplente del collaboratore scolastico per i primi sette giorni di assenza e il comma 333 che vieta di nominare un supplente per il primo giorno di assenza del docente, al fine di garantire l’attività didattica, la vigilanza e la sicurezza degli alunni in tutti gli spazi scolastici; Abrogare l’art. 329 della Legge 190/2014 che non consente l’esonero o il semiesonero a uno dei Collaboratori del DS individuato tra i soggetti di cui al comma 5, art. 25 del D. Lgs 165/2001. A tal proposito è il caso di richiamare la nota Miur del 21 settembre del 2015 che ha indicato agli USR di assegnare alle scuole posti di potenziamento corrispondenti alla disciplina insegnata dal docente Collaboratore da esonerare ma che è stata in molte istituzioni scolastiche disattesa. Sappiamo bene che la possibilità dell’esonero è prevista nel CCNL se però il DS ha nell’organico dell’autonomia un docente della stessa disciplina del suo Collaboratore; sappiamo altrettanto bene che in molte scuole secondarie di primo e secondo grado queste circostanza è nella realtà pari ad un terno al lotto. Allora si deve ripensare alla razionalizzazione del fabbisogno dei posti per il potenziamento corrispondente alla classe di concorso/tipologia di posto del Collaboratore Principale.
Non si dica, per favore, che si tratta di spesa o costo per il bilancio dello Stato.
Vogliamo che si riconosca che anche da questi interventi normativi e conseguenti investimenti sul personale deriva la qualità del funzionamento organizzativo e dell’offerta formativa se davvero vogliamo bene alla nostra scuola! By Prof. Rosolino Cicero

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ANCoDiS: un nuovo patto etico per la Scuola!

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 luglio 2020

“Se si dovesse fare un paragone tra l’organismo costituzionale e l’organismo umano, si dovrebbe dire che la scuola corrisponde a quegli organi che nell’organismo umano hanno la funzione di creare il sangue […]” diceva Piero Calamandrei nel famoso Discorso tenuto l’11 febbraio 1950 alla Società Umanitaria di Milano in occasione di un ciclo di conferenze sulla Costituzione. Creare il sangue… cioè quel tessuto che consente a tutti gli altri organi di vivere ed insieme a questi dà vitalità all’intero organismo cioè la comunità di un Paese. In questi anni – ahimè funesto ventennio! – la scuola italiana sembra aver perso la capacità di essere il motore vitale e l’Italia suo malgrado è diventata una delle “Cenerentole” europee sul piano sociale, economico e culturale.Interventi politici sprovveduti, leggi finanziarie motivate da necessità di bilancio statale (tagli), generale perdita di una visione di sistema capace di far prevalere l’idea dell’investimento a quella della spesa pubblica, ripetuti picconamenti al sistema scolastico, hanno reso quell’organo (la scuola) incapace di svolgere pienamente la sua funzione vitale, rigeneratrice, protettiva contro tutti gli agenti patogeni che hanno provato ad aggredire, a volte riuscendovi, il sistema paese nella sua identità sociale, economica e nel suo patrimonio genetico (cioè culturale).Oggi – tempo della durissima prova del Covid 19 – è giunto il momento di alzare tutti la testa e, senza distinzione di ruoli e di posizioni, pretendere a gran voce quelle necessarie terapie capaci di far tornare la scuola ad essere l’organo vitale dell’Italia, capace di costruire quella comunità nella quale ciascun individuo – uomo o donna, giovane o adulto – possa essere “degno di avere la sua parte di sole e di dignità” (Calamandrei).Cosa fare dunque? Dobbiamo sederci attorno ad un tavolo, liberarci da posizioni ideologiche, lasciarci alle spalle i nostri pregiudizi e contribuire – a ciascuno il suo compito! – a ridare forza ed energia “all’organo costituzionale” dal quale dipende la protezione ed il vigore di tutti gli altri.Siamo convinti che tutto ciò sia oggi possibile; siamo convinti che l’interesse per l’Italia deve farci superare divisioni e contrasti che hanno indebolito quell’organo che nella storia ha reso l’Italia socialmente forte e culturalmente audace.Allora forze politiche, OO.SS., Associazioni professionali, operatori della scuola paritaria facciano un patto per la Scuola italiana ma europea, si impegnino a costruire un luogo di confronto nel quale si possa scrivere un nuovo RISORGIMENTO del sistema scolastico italiano, nel quale la Scuola ritorni ad essere capace di determinare il FUTURO del nostro paese.Facciamo insieme risorgere la scuola italiana a partire dalla sua storica ed autorevole tradizione ma con lo sguardo rivolto al suo futuro. Per cortesia, però, aboliamo gli slogan e pensiamo a circa 25 milioni di italiani!Per quanto riguarda i Collaboratori di ANCoDiS, senza alcuna incertezza, diciamo PRESENTE! (by Prof. Rosolino Cicero)

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Ancodis: la ripartenza della scuola

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 giugno 2020

Se guardiamo alla scuola del mese di settembre è chiara una cosa: sarà un grande punto interrogativo per quanto riguarda l’organizzazione, il funzionamento, la didattica. Sono state pubblicate sul sito del Ministero le attese indicazioni del Comitato tecnico-scientifico che sembrano in grande sintesi dare spazio all’autonomia scolastica prevista nel DPR 275/1999 declinate in quella didattica ed organizzativa ma senza alcun riferimento a quella finanziaria. Chi conosce la realtà scolastica non può negare che la gestione e l’organizzazione di un sistema complesso quale è la scuola di oggi saranno messe a dura prova se non si metteranno in campo dei protocolli organizzativi e didattici (spazi e numero di allievi, attività didattica in presenza integrata a quella a distanza, orari flessibili) fondati su indicazioni nazionali, su un CCNL innovato e coerente ai nuovi bisogni organizzativi, sulle adeguate e necessarie risorse finanziarie, sulla conoscenza degli elementi di criticità e dei punti di forza che connotano ogni IS.
Chiunque ha la minima percezione della complessità di una scuola non può non riconoscere che sarà un’ardua impresa coniugare aspetti organizzativi, gestionali, didattici con quelli derivanti dalla sicurezza anche sanitaria (protocollo antisismico, antiincendio, antiinfortunistico, antistress ed oggi anticontagio). Dalle indicazioni appare evidente che le misure organizzative in tutte le scuole si dovranno fondare sul distanziamento fisico che – nella sua apparente semplicità – presenta i caratteri di una enorme complessità che dovrà tradursi in scelte organizzative delle quali occorrerà valutare l’impatto nei confronti del personale, degli alunni (sulla base dell’età e dell’autonomia) e dei genitori (conciliazione tempo scuola con il lavoro), prevedere e progettare adeguate misure di igiene e di prevenzione. Non secondaria sarà la valutazione degli ambienti di apprendimento e degli spazi interni ed esterni che dovranno essere rimodulati secondo le necessità organizzative e didattiche con dotazione di arredi e di postazioni degli alunni e del personale rispettose del prescritto distanziamento e della previsione di una superficie di almeno 3.14 mq per alunno. A.N.Co.Di.S.
(Associazione Nazionale Collaboratori Dirigenti Scolastici)
Tutto questo sarà in capo alle autonome IS che dovranno farsi carico di ideare e progettare soluzioni organizzative per la gestione degli spazi (aule, laboratori, palestre, mense, teatri), per la fruizione degli stessi secondo tempi e possibili turnazioni, per l’attività didattica in presenza e non, per la prevenzione di assembramenti di persone negli spazi scolastici esterni ed interni, per la predisposizione di percorsi idonei a garantire la necessaria sicurezza anche attraverso adeguata segnaletica, per la differenziazione delle fasi di ingresso e di uscita degli alunni sulla base dell’età e delle aree di accesso disponibili nei plessi e compatibilmente con le caratteristiche strutturali e di sicurezza dell’edificio scolastico, per l’individuazione di uno spazio idoneo ad accogliere tempestivamente eventuali casi di personale o alunni con temperatura superiore ai 37.5°. Nessuno però pone il tema di chi si dovrà fare carico di tutto questo: ci permettiamo di dire che disconoscere questo significa non conoscere come funziona oggi una scuola oppure fare finta di non conoscerla (ed è questo secondo caso ciò che più ci preoccupa). I Collaboratori di Ancodis che vivono la scuola anche nelle sue emergenze e criticità chiedono alla Ministra, alle forze politiche, alle OO.SS., a chi si occupa di informazione scolastica di porre attenzione a quanti saranno impegnati nei mesi estivi ad organizzare la ripartenza di settembre insieme ai DS, ai DSGA, agli RSPP ed avranno poi l’incarico di coordinare, vigilare e monitorare per un intero anno scolastico l’organizzazione, i comportamenti di alunni, del personale e dei genitori, il rispetto dei protocolli di sicurezza, il corretto sviluppo delle attività didattiche in tutti i plessi. Nella scuola della ripartenza non si possono ignorare le decine di migliaia di docenti che si
spendono per le loro IS ed assumono oneri e responsabilità restando – a causa di una insopportabile indifferenza – fuori da ogni attenzione da parte delle Istituzioni e delle OO.SS..Alle condizioni odierne, senza alcun riconoscimento professionale e nessuna tutela legale, molti potrebbero – già al termine di questo anno scolastico – rinunciare all’incarico di collaborazione mettendo in crisi l’organizzazione ed il funzionamento delle loro scuole.Chi conosce davvero la scuola del giorno dopo giorno, la scuola dell’emergenza, la scuola dei conflitti, la scuola dei servizi generali ed amministrativi, la scuola delle reggenze, la SCUOLA reale
insomma, è ben consapevole che i Collaboratori del DS e le figure di sistema con grande spirito di servizio e professionalità assumono ruoli onerosi di tempo e di responsabilità senza alcuna attenzione né giuridica né contrattuale.

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Ancodis: osservazioni alla bozza relativa all’OM sugli Esami conclusivi del primo ciclo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 maggio 2020

Dalle informazioni di stampa, apprendiamo le indicazioni che saranno date con la consueta prossima OM relativa agli Esami conclusivi del primo ciclo. Dopo un’attenta lettura, riteniamo di poter fare le seguenti osservazioni: TEMPI di svolgimento fuori da ogni logica: in considerazione delle fasi prodromiche riguardanti gli OO.CC. occorre estendere le procedure di esame fino al 30 giugno lasciando all’autonomia scolastica le modalità organizzative e gestionali, comprese quelle di prevedere per gli alunni con
dispositivi o connessione inadeguata la possibilità di uno spazio fisico a scuola nel più rigoroso rispetto di tutte le norme di sicurezza.
Lo svolgimento della presentazione orale in modalità sincrona – in considerazione dei non improbabili problemi tecnici e/o di connessione – non sarà certamente breve. Rileviamo, però, che ai sensi dell’art. 5 dell’OM, solo per i candidati privatisti le operazioni possono concludersi entro il 30/6/2020!! E’ il caso di richiamare l’art. 3 dell’OM e, in considerazione del fatto che il Consiglio di Classe individua la tematica, esso deve svolgersi con la presenza di tutti i suoi componenti e, dunque, ulteriore elemento di criticità specialmente per garantire la presenza dei docenti in COE! A tal proposito, al fine di assicurarne la regolarità e la trasparenza evitando probabili ricorsi non sarebbe forse necessario che ciascuna scuola si dotasse di un Regolamento “SVOLGIMENTO ESAMI
CONCLUSIVI PRIMO CICLO IN MODALITA’ TELEMATICA SINCRONA” a tutela del Consiglio di classe e dell’alunno/candidato privatista (per quest’ultimo non sono previsti altri elementi di valutazione!)? Da non dimenticare, infine, nell’organizzazione e nella conduzione dell’esame conclusivo, l’obbligo della presenza di tutti i docenti del Consiglio di Classe (alias Commissione di esame) che
Poichè ai sensi dell’art. 4 comma 5 è possibile la non presentazione in modalità sincrona dell’elaborato, come si fa a valutare ai sensi del successivo art. 6? Si creerebbe una evidente condizione di disparità nella valutazione finale tra gli alunni/candidati! E come non possiamo non tenere conto del tema del contesto socio familiare dell’alunno/candidato che certamente condizionerà favorevolmente o negativamente la qualità dell’elaborato? Rigiriamo queste nostre perplessità all’attenzione della ministra dell’Istruzione e dei suoi tecnici e di tutti i protagonisti a diverso titolo interessati osservazioni che siano motivo di riflessione e di positiva valutazione.

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ANCoDiS: l’unità della Comunità scolastica contro Covid-19

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 marzo 2020

Da alcune settimane stiamo affrontando l’emergenza del coronavirus COVID 19 che sta mettendo a dura prova il potente Homo sapiens sapiens evidenziandone purtroppo tutte le sue fragilità. E tre pilastri della nostra Italia – il sistema sanitario, della sicurezza e quello scolastico – sono in “trincea” a tutela del diritto alla sicurezza, alla salute ed all’istruzione di ciascun cittadino. Oggi più che mai ci sentiamo una comunità solidale e responsabile, che deve avere fiducia nelle sue Istituzioni e che deve credere con cauto ottimismo che la dura prova sarà superata. Per quanto riguarda la scuola non possiamo non riconoscere che l’inaspettata sfida di Covid 19 è
stata accolta con determinazione e senza tentennamenti schierando sul campo entusiasmo, energie, passione e professionalità oltre ogni vincolo giuridico o norma contrattuale. E’ venuto fuori nella grande maggioranza degli operatori scolastici un impeto di orgoglio professionale che ha fatto emergere prepotentemente quello spirito di servizio e di affezione al lavoro che ciascuno svolge – nonostante le mille criticità – rispettando la funzione alla quale è stato chiamato. Tutto questo è l’evidente dimostrazione – lo dico ai tanti critici ed a chi in questi anni si è reso protagonista di attacchi spesso sostenuti da pregiudizi! – che nella scuola italiana c’è una comunità di uomini e donne che non hanno indugiato a scendere in campo, secondo specifiche competenze e professionalità, per onorare pienamente il diritto costituzionalmente garantito in favore degli alunni.
Sappiamo da quello che ci dicono eminenti scienziati che non sarà una battaglia né semplice né di breve durata e che dobbiamo tenerci pronti a qualsiasi sviluppo anche il più severo. E, dunque, non ci resta che avere la consapevolezza di tutto questo: rassicuriamo alunni piccoli e grandi e le loro famiglie sulla nostra presenza seppur virtuale e continuiamo a tenere quelle relazioni umane e professionali che rendono ogni scuola una COMUNITA’; ciascuno di noi non faccia un passo indietro ma due salti in avanti per raggiungere e sentirsi più vicino ai suoi allievi. Auspichiamo che questa esperienza serva da monito ai rappresentanti delle nostre Istituzioni a tutti i livelli per far comprendere loro che la scuola deve tornare ad essere nel bilancio dello Stato italiano non voce di spesa ma capitolo di investimento e che a TUTTI gli alunni – da Nord a Sud e dal centro alle periferie – dovranno essere date pari opportunità anche sul piano delle infrastrutture digitali e della relativa dotazione tecnologica. Ai genitori chiedo di fidarsi dell’organizzazione didattica cosiddetta “a distanza” proposta dalle Istituzioni scolastiche, di sostenere il lavoro anche se non in presenza fisica degli insegnanti; vi invito a sentirvi protagonisti nella realizzazione di questa “innovazione” che ci vede tutti impegnati a garantire – attraverso la progettazione, l’organizzazione e la realizzazione – il diritto allo studio, seppur in forma diversa ma ugualmente efficace, dei vostri figli. Agli alunni, una raccomandazione: accogliete con favore le attività che vi propongono nelle diverse forme i vostri insegnanti (di ripasso, di approfondimento, di ricerca e per rilassarci anche di gioco didattico). In questo modo, al rientro che speriamo presto, potete dire che anche voi siete stati protagonisti in questa battaglia! (Il Presidente ANCODIS – Palermo
Prof. Rosolino Cicero)

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ANCoDiS: tre domande alla Ministra Lucia Azzolina

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 febbraio 2020

A partire dalla piena attuazione dell’art. 34 della Costituzione, la Ministra Lucia Azzolina ha reso pubblico l’atto di indirizzo per l’anno 2020 nel quale si evidenziano le finalità ed i principi generali, le priorità politiche e l’attività di programmazione del suo dicastero.
Dalla lettura del testo scaturiscono le 13 priorità politiche che declinano la visione del sistema scolastico italiano per i prossimi anni.
Da una attenta lettura delle priorità, Ancodis vuole porre l’attenzione alla “Valorizzazione e sviluppo professionale del personale scolastico” (punto n. 5) poiché ritiene che se al centro del sistema scolastico italiano c’è il diritto allo studio per tutti gli alunni, il garante di questo diritto è rappresentato dai docenti che ne attuano – nella libertà di insegnamento – l’azione educativa e formativa.
E tra i docenti, la componente riconosciuta nella nomenclatura giuridica quale Collaboratori dei DS o Figure di sistema nell’apprezzare quanto scrive la Ministra – in particolare, dove afferma che “occorre promuovere, con pari dignità e nella diversità dei ruoli, il valore sociale di tutte le professionalità della Scuola per garantire la formazione alla cittadinanza, la realizzazione del diritto allo studio, lo sviluppo delle potenzialità di ciascuno e il recupero delle situazioni di svantaggio………” – fa rilevare altresì che non si presta alcuna attenzione alla realtà scolastica che si concretizza nel funzionamento, nella organizzazione e nella programmazione.
Ancodis apprezza, inoltre, la giusta attenzione data all’importanza della formazione che deve essere “obbligatoria, permanente e strutturale” ed, aggiungiamo, di qualità.E su questo aspetto è il caso di evidenziare che i Collaboratori dei DS – sulla base delle diverse funzioni e ruoli – sentono quale “bisogno imperativo” la formazione e l’aggiornamento professionale! La Ministra Azzolina – da docente e Collaboratrice del DS prima (ha fatto parte dello staff dirigenziale) e DS in pectore oggi – ben conosce il tema che poniamo e che si può sintetizzare in due parole: riconoscimento del lavoro di decine di migliaia di docenti e valorizzazione dell’esperienza e della formazione conseguita per assolvere al meglio al ruolo al quale sono chiamati. E’ un tema formale e sostanziale perché si tratta di riflettere sul lavoro di migliaia di docenti che – oltre l’attività didattica – si adoperano quotidianamente per le proprie Istituzioni scolastiche in tutte le aree del paese. L’attenzione ed il rispetto per il lavoro delle figure di sistema impegnate sulla base di deleghe e conseguenti responsabilità è un dovere per lo Stato che non può non dare seguito all’art. 36 della Costituzione dove si legge “Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla QUANTITA’ e QUALITA’ del suo lavoro ……..” cioè ancorata a parametri che sono la qualità del servizio reso, la quantità del lavoro svolto ed il tempo impiegato per lo svolgimento. I docenti oggi impegnati nella collaborazione al DS o che desiderano accedere all’attività di collaborazione rappresentano – insieme ai DS ed ai DSGA – una importante componente scolastica che è impegnata su tutti i temi e che dà “valore aggiunto” alla funzione docente. In Italia, è noto che a tutto questo importante e fondamentale lavoro non consegue nessuna prospettiva di progressione di carriera professionale né un adeguato riconoscimento nell’accesso a quella dirigenziale. Ecco, dunque, cosa chiediamo alla Ministra: di integrare l’atto di indirizzo con la proposta di una visione della governance prevedendo l’istituzionalizzazione delle figure di sistema che nessuno può più disconoscere e la possibilità di una diversa progressione di carriera! In questo modo – per i Collaboratori dei DS – si renderebbe davvero onore all’articolo 36 della nostra Costituzione! Tre domande, dunque, vogliamo porre alla Ministra Azzolina.
Se si guarda alla scuola italiana dei prossimi decenni, si può escludere dagli obiettivi l’innovazione legislativa e contrattuale che riconosca il valore professionale delle figure di sistema in una nuova struttura organizzativa della scuola autonoma?
E’ lecito affermare che la qualità dell’Offerta Formativa di una scuola e della sua organizzazione non debba prescindere da uno staff dirigenziale istituzionalizzato che ne garantisce efficienza e funzionamento?
Quale sarebbe il danno per il nostro sistema scolastico se le competenze professionali e l’investimento in formazione ed autoformazione delle figure di sistema si disperdessero? (Prof. Rosolino Cicero, Presidente ANCODIS Palermo)

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Alla Ministra Azzolina gli auguri di buon lavoro di ANCODIS

Posted by fidest press agency su domenica, 29 dicembre 2019

L’Associazione Nazionale Collaboratori Dirigenti Scolastici esprime le più sincere congratulazioni all’On.le Lucia Azzolina per la nomina a Ministro dell’Istruzione.
Siamo lieti di apprendere che alla guida del MI (finalmente!) siederà una docente che sicuramente conosce le problematiche della scuola italiana, la funzione docente – oggi socialmente poco riconosciuta – ed il lavoro dei Collaboratori dei DS che contribuiscono al funzionamento organizzativo e didattico unitamente al raggiungimento degli obiettivi programmati in ciascuna I.S..
Come la neo Ministra sa bene, l’ANCODIS porta avanti il tema dell’istituzione delle figure di sistema intermedie tra il DS ed il personale docente: è ormai necessario definire in strumenti condivisi (norme e CCNL) la presenza di queste figure intermedie (quadri o middle management), le modalità di accesso, di retribuzione ed il riconoscimento professionale.
Per la Scuola dei prossimi decenni – ne siamo consapevoli – occorrerà un “patto professionale e culturale” tra tutte le componenti scolastiche che dovranno maturare la consapevolezza della necessità della costituzione di un livello intermedio cosi come avviene in gran parte dei paesi europei.
Alla Ministra Azzolina, chiediamo di farsi convinta promotrice del “ruolo costituzionale“ della scuola (cit. P. Calamandrei) attraverso l’istituzione di una Costituente Civica della scuola, quale luogo di confronto tra tutti i protagonisti delle diverse componenti scolastiche, di definizione della visione di un possibile futuro sociale e culturale dell’Italia finalizzata a far risorgere un modello scolastico nel quale la funzione educativa e formativa ritorni ad essere motivo di onore e di orgoglio per le migliaia di donne e uomini che si spendono con determinazione per il FUTURO del nostro paese. (Prof. Rosolino Cicero)

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ANCoDiS: le dimissioni di Fioramonti e l’emergenza del sistema scolastico italiano

Posted by fidest press agency su domenica, 29 dicembre 2019

A detta dell’ex Ministro Fioramonti “pare che le risorse non si trovino mai quando si tratta della scuola e della ricerca, eppure si recuperano centinaia di milioni di euro in poche ore da destinare ad altre finalità quando c’è la volontà politica”. Appunto….quando c’è la volontà politica! (escludo ogni commento sui politici in campo perché ogni riferimento non sarebbe casuale!) Se ripercorriamo gli ultimi 25 anni del governo del paese, la scuola è stata considerata uno dei bancomat dello Stato italiano, depauperata, aggredita ed oltraggiata da tutti: parafrasando Leonardo Sciascia, A ciascuno il suo …… piccone con il tacito assenso di tanti, troppi complici! Scelte politiche, silenzi sindacali e più o meno velate condivisioni dei protagonisti del panorama culturale hanno determinato una inesorabile emergenza ontologica del sistema scolastico ed una generale perdita di fiducia da parte della società italiana.
Si è voluto portare la scuola ad una condizione di sofferenza da curare con terapie palliative incapaci di fermare quel decadimento che ha portato l’Italia verso l’attuale declino sociale, culturale e, per certi aspetti, economico (altro che colpa dell’Europa!). Pochi, in verità, hanno provato a fare una terapia sistemica per cercare di curarne i sintomi ma nessuno ha voluto combattere le “cause patogene” che ne hanno aggredito il ruolo sociale, l’autorevolezza culturale, l’azione formativa ed educativa. La scuola è divenuta la più debole istituzione dello Stato per inaccettabili motivi economici, per inqualificabili pregiudizi nei confronti dei docenti e – nell’indifferenza generale – per l’azione strategica del “fuoco amico” che ne ha segnato forse irreparabilmente le sorti. In questo ventennio, molti hanno cercato di indebolire, di frammentare, di mettere gli uni contro gli altri secondo il motto latino “dìvide et ìmpera”.
Una nave d’altura in balia di una tempesta ormai ultradecennale- la scuola – senza timoniere e senza meta, nella quale il potere politico di turno ha deciso la rotta, chi includere e chi lasciare nell’indifferenza, le risposte da dare alle diverse categorie professionali, quali “clienti-elettori” soddisfare senza però alcuna attenzione alla complessità del sistema! Oggi non restano che due strade da percorrere: restare ancorati ad un modello vecchio e superato nei fatti dalla storia o immaginarne uno nuovo che mette al centro i diritti di tutti ma non deroga sul rispetto dei doveri di ciascuno, nel quale si abbia il coraggio di parlare di nuove forme di selezione del personale a tutti i livelli, di tempo pieno su tutto il territorio nazionale, di attenzione alle periferie riconoscendone anche il faticoso lavoro del personale, di pari opportunità per gli alunni delle scuole del centro città e della sua periferia anche prevedendo un fondo perequativo a tutela del diritto allo studio, di vera inclusione scolastica, di carriera differenziata nell’area docente, di merito professionale riconosciuto in modo trasparente e condiviso, di risorse finanziarie da investire in cultura e non in spesa per istruzione! Al terzo Ministro del MIUR della XVIII legislatura – quale prima dichiarazione o atto pubblico – chiediamo non di cancellare una legge o di modificare una circolare ma di farsi convinto promotore del “ruolo costituzionale“ della scuola (cit. P. Calamandrei) attraverso una Costituente Civica a difesa della scuola, quale luogo di confronto tra tutti i protagonisti delle diverse componenti scolastiche, di definizione della visione di un possibile futuro sociale e culturale dell’Italia finalizzata a far risorgere un modello scolastico nel quale la funzione educativa e formativa ritorni ad essere motivo di onore e di orgoglio per le migliaia di donne e uomini che si spendono con determinazione per il FUTURO del nostro paese. Almeno che qualcuno pensi che…… “il naufragar m’è dolce in questo mare”. (Il Presidente A.N.Co.Di.S. Palermo Prof. Rosolino Cicero)

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Ancodis: nuovo confronto aperto sulla Scuola italiana

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 agosto 2019

“Leggiamo in queste ore dell’apertura di 6 tavoli tecnici nei quali il PD ed il Movimento 5 Stelle si confronteranno per realizzare una piattaforma programmatica finalizzata a far partire una possibile nuova esperienza di governo. Tra i temi, in particolare, quello della scuola suscita la nostra attenzione e, dunque, riteniamo di intervenire in merito alla tema della governance delle autonome Istituzioni Scolastiche.
Se l’Autonomia scolastica – ai sensi del DPR 275/1999 – resta nella visione comune alle due forze politiche allora non può non essere aperto il tema della VERA autonomia oggi ferita ed indebolita da scelte politiche di questo ventennio che di fatto hanno consentito soltanto una parziale attuazione. Ed, in particolare, ci riferiamo all’Autonomia organizzativa – l’art. 5 – (e finanziario-gestionale) che di fatto non ha messo i Dirigenti Scolastici nelle condizioni di attuare pienamente e coerentemente al PTOF quanto programmato e definito negli OO.CC.. Le scuole oggi sono BLOCCATE in una visione organizzativa e gestionale arcaica e INADATTA a rispondere pienamente ai bisogni ed agli obiettivi dell’autonomia scolastica.
O si prende atto che la qualità dell’Offerta Formativa di una scuola è strettamente dipendente dalla qualità della sua Governance oppure continuiamo a vivere una condizione spesso confliggente se non avversa a quanto si vuol realizzare per il bene dei nostri alunni. ANCODIS condivide l’importanza di investire in istruzione e cultura portando tutti i parametri agli standard europei.
Suscita “ovvio interesse” la volontà di adeguare gli stipendi dei docenti alla media europea: vogliamo però evidenziare alle due principali forze politiche in campo che guardare alla scuola europea significa anche guardare al funzionamento dei sistemi scolastici europei che tanta attenzione pongono alla governance ed all’autonomia, con presidi/dirigenti coadiuvati da figure intermedie (Middle management) che godono di un riconoscimento giuridico in una carriera autonoma o integrata.
Ecco, dunque, la posizione di ANCoDiS: se si guarda alla scuola italiana del prossimo decennio, non si può escludere dagli obiettivi prioritari una innovazione legislativa e contrattuale (in primis culturale!) che porti al riconoscimento dei Collaboratori dei DS in una nuova struttura organizzativa della scuola autonoma, con figure che abbiano specifiche competenze e funzioni riconducibili al middle management anglosassone (per favore smettiamola di parlare di aggravi di spesa perché si tratta di investire nelle professionalità presenti in ciascuna scuola!). Possiamo leggere ed ascoltare anche queste “novità” tra quelle che si vogliono portare avanti nella prossima esperienza di governo e che darebbero il segno di una volontà politica davvero innovativa e moderna?
ANCoDiS è pronta a dare il proprio concreto contributo con proposte che ritiene ragionevoli, moderne e sostenibili.”

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ANCODIS: Fondo MOF, chi l’ha visto?

Posted by fidest press agency su domenica, 14 luglio 2019

Era il 16 aprile 2019 quando veniva sottoscritto in via definitiva il CCNI con la ripartizione del Fondo unico per il MOF 2018-2019 dopo ben nove mesi dalla sottoscrizione dell’ipotesi di contratto avvenuta il 1° agosto 2018. Secondo quanto previsto dalla legge n. 107/2015, il MIUR provvede a fornire a ciascuna scuola un primo prospetto delle risorse finanziarie necessarie alla programmazione riferita all’anno scolastico 2018/2019.
Si tratta del Fondo per il miglioramento dell’offerta formativa (MOF) previsto all’art.40, commi 1 e 2 del CCNL 2016/2018 del 19/4/2018 destinato al Fondo dell’Istituzione scolastica (lettera a), alle attività complementari di educazione fisica (lettera b), alle funzioni strumentali all’offerta formativa (lettera c), agli incarichi specifici ATA (lettera d), ai progetti nelle aree a forte rischio sociale (lettera e), alle ore eccedenti per le sostituzioni del personale (lettera f), alle attività di recupero nella Scuola Secondaria di secondo grado (comma 5 lettera b), alle risorse del bonus per la valorizzazione del merito dei docenti (comma 2 lettera a) significativamente ridotte come stabilito nel successivo comma 3.
E’ a tutti noto che come previsto dalla 107/2015, per consentire una migliore gestione finanziaria ed amministrativa delle Istituzioni Scolastiche autonome, la Direzione Generale – nel mese di settembre 2018 – ha comunicato l’assegnazione delle risorse finanziarie per il funzionamento didattico ed amministrativo.
Lo scopo è di dare alle autonome Istituzioni scolastiche il quadro certo e completo della dotazione finanziaria disponibile per l’intero anno scolastico allo scopo di favorire un’adeguata programmazione delle attività previste nel Piano Triennale dell’Offerta Formativa (PTOF) elaborato da ciascuna Scuola.
Purtroppo, ancora oggi sui POS delle scuole non è stata caricata la risorsa economica assegnata con l’impossibilità delle stesse di riconoscere economicamente ai docenti ed al personale ATA il lavoro fatto nel corso dell’anno ed in orario extrascolastico!
ANCODIS sottolinea come il ritardo nell’erogazione delle risorse spettanti alle autonome Istituzioni scolastiche rappresenti un danno per quanti hanno onorato gli incarichi svolgendo attività nella governance, nei progetti extradidattici, nei corsi di recupero, nei servizi amministrativi e rischia di portare le scuole ad una seria inadempienza trovandosi nell’impossibilità di onorare gli obblighi contrattuali entro il 31 agosto 2019. Adesso la domanda al MIUR, al MEF ed alle OO.SS. è d’obbligo: fatta la cornice – sempre più modesta vista l’entità del Fondo MOF assegnato – manca la tela… Chi l’ha vista?

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ANCODIS: riconoscere l’Area dei Quadri nel sistema scolastico italiano

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 giugno 2019

Intervenendo nel dibattito “Autonomia, governance e amministrazione delle scuole: analisi e prospettive” promosso da Anquap, il Presidente territoriale Ancodis Palermo, Rosolino Cicero, ha evidenziato la necessità di procedere al riconoscimento giuridico e contrattuale dei Collaboratori dei DS auspicandone la meritata attenzione da parte del MIUR e delle OO.SS..Cicero ha ribadito che l’attuale governance di un’autonoma Istituzione scolastica è ancorata ad una visione vecchia che non tiene conto della complessità di una scuola e dei compiti assegnati in relazione agli aspetti organizzativi, amministrativi e didattici.Occorre una “rivoluzione culturale” nella governance che non può prescindere dalla professionalità e dalle competenze dei Collaboratori i quali, insieme ai DS ed ai DSGA, si adoperano quotidianamente ed in ciascuna scuola al funzionamento ed all’organizzazione del servizio scolastico.
A monte di un progetto educativo e culturale adeguato ai bisogni formativi dei nostri alunni, infatti, esiste una efficiente ed efficace attività programmatica, organizzativa e gestionale che, però, non comporta alcun riconoscimento contrattuale del lavoro delle figure intermedie.E’ possibile, ha chiesto Cicero agli interlocutori, garantire adeguatamente un servizio complesso e complicato (diversi plessi, con diverse decine di unità di personale, alcune centinaia di alunni e qualche migliaio di genitori, attività didattica, progetti) senza la presenza di docenti impegnati e specializzati a diverso titolo nella programmazione, organizzazione e gestione?
E’ giunto il tempo della redazione di un documento contrattuale innovato e coerente con la realtà scolastica ben nota a tutti ma volutamente ignorata dalle Istituzioni e dalle OO.SS.. Ancodis ha chiesto che nel prossimo CCNL si ponga in primo piano la visione di una scuola fondata sul merito e sul lavoro di quanti – oltre l’attività di docenza – si impegnano intensamente e quotidianamente per garantire il migliore servizio possibile per alunni e famiglie e che, altresì, non escluda quanti vogliono impegnarsi nei ruoli di Collaborazione. Occorre infrangere l’ideologica, ipocrita ed arcaica visione professionale che ci rende tutti uguali nel lavoro, nelle mansioni, nei risultati, nella carriera e ci distingue solo nell’anzianità! Non è più tempo dell’indifferenza di MIUR ed OO.SS. ed una nuova visione deve prevalere su forme di pregiudizio e posizioni superate nei fatti dai tempi. Una cosa è comunque certa: con Ancodis è finito il tempo degli INVISIBILI!
Chiediamo attenzione e rivendicheremo con la necessaria determinazione il diritto di essere riconosciuti e di entrare a pieno titolo in una terza Area nel prossimo CCNL … giocatori e rispettive tifoserie permettendo!

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ANCoDiS: accordo Governo-OO.SS. Insoddisfatti i Collaboratori dei DS

Posted by fidest press agency su martedì, 7 maggio 2019

Dopo aver preso atto delle ufficiali dichiarazioni del Governo e delle OO.SS. in seguito al raggiunto accordo notturno del 24 aprile, i Collaboratori dei DS di Ancodis ritengono necessario fare alcune considerazioni. Conseguenza dell’accordo sottoscritto da CGIL, CISL, UIL, GILDA e SNALS è stata la decisione di sospendere (e non revocare?) lo sciopero indetto per Venerdi 17 maggio rimandando la decisione finale dopo il confronto nei tavoli tecnici che si apriranno nei prossimi giorni. Dai toni manifestati nei media e dai contenuti dell’accordo – seppur sommari – risulta evidente la soddisfazione delle parti nel sottoscrivere un documento che ai nostri occhi appare generico, rasserenante, con argomentazioni rivolte in particolare ai docenti precari, al personale ATA, ai DS (rinnovo contrattuale con graduale recupero del potere d’acquisto degli stipendi (?), stabilizzazione del rapporto di lavoro dei docenti precari (?), riconoscimento e valorizzazione del personale ATA facente funzione dei DSGA, pieno riconoscimento del ruolo e delle connesse responsabilità dei DS). Si tratta – per le OO.SS. firmatarie – di un accordo idoneo a dare una risposta alle loro rivendicazioni e necessario ad evitare lo sciopero proclamato il giorno 17 maggio.
Ma è proprio così? O piuttosto si tratta di un grande bluff mediatico finalizzato a provare a rendere l’atmosfera del mondo scuola più serena e meno conflittuale? Ebbene, qualche elemento di perplessità resta:
– alle menti lucide, ai ben informati, non sfugge che il sospirato aumento, semmai vedrà luce nella
finanziaria del 2020, si tradurrà in circa 40 euro nette mensili: soglia affatto paragonabile alla “media
dei livelli salariali degli altri Paesi europei”;
– il timore della regionalizzazione permane perché, facendo l’esplicito riferimento alla “salvaguardia dell’unità e l’identità culturale del sistema nazionale di istruzione del paese” (ci mancherebbe altro!),
non si scongiura affatto un’autonomia a livello regionale (gli USR che diventeranno USRA?… non dimentichiamo il sistema sanitario nazionale quale esempio da non ripetere!); Per l’ Associazione Nazionale Collaboratori Dirigenti Scolastici,
– consideriamo positivo il riferimento al personale ATA, l’attenzione alla volontà di “progressione di carriera” a partire dai “facenti funzione DSGA”, come pure il rimarcare “il ruolo e la funzione dei dirigenti scolastici” e lo sforzo di “valorizzare le professionalità dei settori dell’Università e della ricerca”: la linea che emerge è, di fatto, quella di un “Management” (termine ripudiato nei fatti ma usato nella sostanza) legato alle capacità e alla progressione di carriera in relazione ai ruoli, alle capacità e alle responsabilità. Questa posizione meritocratica certamente condivisibile per quale motivo non si può estendere anche alle altre figure determinanti e significative del comparto scuola? Perché un docente che assume oneri e responsabilità legate alla funzione di Collaboratore del DS non deve avere la medesima prospettiva di un facente funzione DSGA o un Ata che “aspiri a progredire nella carriera professionale” con l’istituzione di un middle management scolastico quale terza area nel comparto scuola?
Proprio su quest’ultimo punto, i Collaboratori di Ancodis dichiarano la totale insoddisfazione per la permanente indifferenza registrata anche nel corso della “proficua notte bianca”: nei documenti ufficiali, infatti, non è stata data alcuna attenzione verso questa fondamentale e insostituibile componente nella scuola italiana.
Sono state chiamate in causa tutte le figure operanti nel comparto scuola, tutte tranne quelle che, come le altre ed a volte più delle altre, ne determinano il buon funzionamento organizzativo in contesti spesso fatiscenti o proibitivi! I Collaboratori dei Dirigenti Scolastici ed i Responsabili di plesso iscritti ad Ancodis non possono più tacere il FORTE DISAGIO per l’assenza della meritata attenzione al pari delle altre componenti! Ancora una volta Governo ed OO.SS. continuano ad ignorarli ed a trattarli quali “figli di un dio minore”! Devono prendere atto, invece, che oggi non è più sostenibile un ruolo dirigenziale in un sistema complesso qual è un’autonoma Istituzione scolastica senza la collaborazione di figure di sistema intermedie che coadiuvano il DS nella redazione, nella gestione e nella esecuzione del progetto educativo e formativo (organizzazione del quotidiano servizio, governance nella gestione didattica, capacità nel risolvere emergenze e problematiche quotidiane, servizio in assenza del DS, gestione plessi distaccati). Del lavoro instancabile e sommerso dei Vicari, dei Responsabili di plesso, dei Collaboratori del Ds non si fa alcun cenno, quasi essi (intorno alle 50.000 unità) non fossero rilevanti, dei lavoratori INVISIBILI la cui attività, spesso sommersa eppure di grande responsabilità, è ritenuta irrilevante e ininfluente proprio dai Sindacati che sarebbero invece chiamati a tutelare e garantirne il riconoscimento (come giustamente fatto per gli ATA facenti funzioni di DSGA!). ANCODIS – con la sua seppur breve ma innovativa presenza nel sistema scolastico italiano – propone una visione non in contrapposizione alle altre azioni urgenti e necessarie ma propositiva con soluzioni ritenute necessarie per una moderna governance della scuola italiana.
Per queste ragioni, ANCODIS si dichiara delusa dall’indifferenza ancora oggi ripetuta e chiede una formale attenzione al Governo ed alle OO. SS nei prossimi tavoli di confronto con la possibilità di poter discutere – come già fatto con rappresentanti delle diverse forze politiche – le proprie proposte. Ove nei tavoli tecnici dovesse essere confermata l’indifferenza nei nostri confronti, ANCODIS inviterà i Collaboratori dei DS ed i Responsabili dei plessi distaccati ad aderire convintamente allo sciopero del prossimo 17 maggio. (Prof. Rosolino Cicero, Presidente ANCODIS Palermo)

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