Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 30 n° 340

Posts Tagged ‘angela merkel’

La Merkel ha dimenticato quando l’Europa dimezzò i debiti di guerra alla Germania

Posted by fidest press agency su sabato, 3 novembre 2018

di Riccardo Barlaam «Scheitert Europa?», «L’Europa fallisce?» si chiede l’ex ministro degli Esteri tedesco Joschka Fischer nel suo libro, appena pubblicato, in Germania che è un durissimo atto di accusa contro le «politiche di euroegoismo» attuate dalla Cancelliera Angela Merkel e dal suo ministro delle Finanze, Wolfgang Schaeuble, la politica dell’«ognuno per sé», come la definisce l’ex leader dei verdi, politico-maratoneta, voce critica dell’attuale dirigenza tedesca. Fischer scrive che è «sorprendente» che la Germania abbia dimenticato la storica Conferenza di Londra del 1953, quando l’Europa le cancellò buona parte dei debiti di guerra. «Senza quel regalo – scrive l’ex ministro tedesco nel suo libro – non avremmo riconquistato la credibilità e l’accesso ai mercati. La Germania non si sarebbe ripresa e non avremmo avuto il miracolo economico». La cura di austerità imposta dalla coppia Merkel-Schaeuble, secondo l’ex ministro tedesco, è stata «devastante» perché ha imposto ai Paesi del Sud Europa «una deflazione dei salari e dei prezzi» impossibile da superare con il peso del rigore; «alla trappola della spirale dei debiti», che condanna questi Paesi a non uscire dalla crisi con il pretesto del risanamento dei conti. Fischer, in definitiva, accusa la Germania della signora Merkel e della sua grande coalizione di «euroegoismo» e di avere la memoria troppo corta. «Se la Bce non avesse seguito le decisioni di Draghi ma le obiezioni dei tedeschi a quest’ora l’euro non esisterebbe più. Il più grande pericolo per l’Europa – conclude il politico tedesco -attualmente è la Germania». Ma cosa si decise alla Conferenza di Londra del 1953? La prima della classe Germania è andata in default due volte durante il Novecento (nel 1923 e, di fatto, nel secondo dopoguerra). In quella conferenza internazionale le sono stati condonati i debiti di due guerre mondiali per darle la possibilità di ripartire. Tra i Paesi che decisero allora di non esigere il conto c’era l’Italia di De Gasperi, padre fondatore dell’Europa, e anche la povera e malandata Grecia, che pure subì enormi danni durante la seconda guerra mondiale da parte delle truppe tedeschi alle sue infrastrutture stradali, portuali e ai suoi impianti produttivi. L’ammontare del debito di guerra tedesco dopo il 1945 aveva raggiunto i 23 miliardi di dollari (di allora). Una cifra colossale che era pari al 100% del Pil tedesco. La Germania non avrebbe mai potuto pagare i debiti accumulati in due guerre. Guerre da essa stessa provocate. I sovietici pretesero e ottennero il pagamento dei danni di guerra fino all’ultimo centesimo. Mentre gli altri Paesi, europei e non, decisero di rinunciare a più di metà della somma dovuta da Berlino. Il 24 agosto 1953 ventuno Paesi (Belgio, Canada, Ceylon, Danimarca, Grecia, Iran, Irlanda, Italia, Liechtenstein, Lussemburgo, Norvegia, Pakistan, Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord, Repubblica francese, Spagna, Stati Uniti d’America, Svezia, Svizzera, Unione Sudafricana e Jugoslavia), con un trattato firmato a Londra, le consentirono di dimezzare il debito del 50%, da 23 a 11,5 miliardi di dollari, dilazionato in 30 anni. In questo modo, la Germania poté evitare il default, che c’era di fatto. L’altro 50% avrebbe dovuto essere rimborsato dopo l’eventuale riunificazione delle due Germanie. Ma nel 1990 l’allora cancelliere Helmut Kohl si oppose alla rinegoziazione dell’accordo che avrebbe procurato un terzo default alla Germania. Anche questa volta Italia e Grecia acconsentirono di non esigere il dovuto. Nell’ottobre 2010 la Germania ha finito di rimborsare i debiti imposti dal trattato del 1953 con il pagamento dell’ultimo debito per un importo di 69,9 milioni di euro. Senza l’accordo di Londra, la Germania avrebbe dovuto rimborsare debiti per altri 50 anni. Il resto della storia è noto. E’ scritto nei sacrifici imposti dalla rigida posizione tedesca ai Paesi del Sud Europa che da anni combattono con una crisi che sembra senza fine. Fischer non ha dubbi. E punta il dito contro la sua connazionale Merkel: «Né Schmidt e né Kohl avrebbero reagito in modo così indeciso, voltandosi dall’altra parte come ha fatto la cancelliera. Avrebbero anzi approfittato della impasse causata dalla crisi per fare un altro passo avanti verso l’integrazione europea. La Merkel così distrugge l’Europa».(fonte Nuove direzioni) (n.r. come dire: si predica bene e si razzola male, anzi malissimo. E’ bene che lo ricordino i vari politici italiani che pontificano sulle “virtù” germaniche e pensano che l’Italia con l’attuale governo ci porta alla perdizione. Dovrebbero meglio indirizzare i loro strali velenosi. Contiamo di rinfrescarci la memoria con l’aiuto di Nuove Direzioni e la speranza che gli italiani riescano ad aprire gli occhi sulla realtà europea e a capire che se proprio il sogno europeo naufregherà non sarà per i debiti italiani ma per una Germania dalle politiche antieuropeiste ed egocentriste.)

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Incontro, con la Cancelliera tedesca Angela Merkel e il Presidente Colombiano Manuel Santos

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 maggio 2018

Assisi sabato 12 maggio dalle 11.00, sarà l’occasione per delineare un “manifesto” sull’Europa, sul nord e sud del mondo e sul futuro di convivenza pacifica tra i popoli. La Cancelliera Merkel riceverà in dono dai frati del Sacro Convento la lampada della Pace di San Francesco per “la sua opera di conciliazione in favore della pacifica convivenza dei popoli”. Un riconoscimento che nel 2016, venne assegnato a Santos per “lo sforzo tenuto nei processi di riconciliazione con le FARC” opera che gli valse il premio nobel per la pace.“Il senso dell’appuntamento di Assisi – ha dichiarato il direttore della Sala Stampa del Sacro Convento di Assisi, padre Enzo Fortunato – è quello di essere più vicini alle speranze e alle inquietudini degli uomini e delle donne di oggi. L’incontro sarà l’occasione per dialogare sui temi cari ai francescani: economia, lavoro, giovani, ambiente, pace e accoglienza. Ci saranno due momenti: in Basilica Superiore, dove si terrà la cerimonia di consegna della lampada e dove la Cancelliera terrà un discorso; il secondo, nel Salone Papale, con 300 giovani provenienti da tutto il mondo, a porre domande a Merkel e a Santos sul futuro delle prossime generazioni”.

Posted in Cronaca/News, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

il Parlamento europeo e i cittadini sono al centro del progetto europeo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 aprile 2018

Strasburgo. Il Presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, ha ricevuto ieri a Strasburgo il Presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron. L’incontro si è svolto nel quadro dell’iniziativa promossa dallo stesso Presidente Tajani di invitare i capi di Stato e di governo dell’Ue a dibattere in plenaria sul futuro dell’Europa.
La presenza di Macron a Strasburgo fa seguito a quella dei primi ministri di Irlanda, Croazia e Portogallo. Nei prossimi mesi sono previsti i primi ministri del Belgio, Charles Michel (3 maggio), del Lussemburgo, Xavier Bettel (29 maggio), della Polonia, Mateusz Morawiecki (luglio), della Grecia, Alexis Tsipras (settembre) e dell’Estonia, Jüri Ratas (ottobre). Il 23 ottobre interverrà il Presidente della Romania, Klaus Iohannis, e a novembre la cancelliera tedesca, Angela Merkel. In occasione dell’intervento di Macron in aula, il presidente Tajani ha dichiarato:
“Il dibattito in plenaria con Macron dimostra che il Parlamento e i cittadini sono al centro del progetto europeo’’. “Sono fiero che il cuore della democrazia europea sia stato teatro di una discussione animata e profonda sul futuro dell’Ue”. “L’iniziativa di invitare i leader europei in plenaria sta dando i suoi frutti con dei contributi preziosi per cambiare l’Europa e renderla più efficace e capace di rispondere alle attese dei suoi cittadini su sicurezza, immigrazione o lavoro per i giovani”.
“Condivido con il presidente Macron la necessità di un vero rinascimento europeo che parta dalla piena consapevolezza della nostra identità con al centro la libertà e la dignità della persona”.
Tajani ha avuto anche un incontro bilaterale con il Presidente francese, a seguito del quale ha dichiarato: “Abbiamo registrato identità di vedute su molte questioni, come la necessità di dotare l’Unione di un bilancio più ambizioso che rifletta le priorità dei cittadini, finanziato anche da risorse proprie, quali, ad esempio, una tassa sui giganti del web. Queste risorse devono servire, tra le altre cose, per un piano Marshall per l’Africa, per rafforzare il controllo delle frontiere esterne e per sostenere l’economia reale. Condividiamo anche l’urgenza della riforma del sistema di asilo e di arrivare a una vera politica estera e di difesa comune’’.

Posted in Estero/world news, Politica/Politics | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Angela Merkel ad Assisi

Posted by fidest press agency su martedì, 17 aprile 2018

La cancelliera tedesca Angela Merkel, farà visita alla Basilica di San Francesco d’Assisi il prossimo 12 maggio per ricevere in dono, dai frati del Sacro Convento, la lampada della pace di San Francesco per “la sua opera di conciliazione in favore della pacifica convivenza dei popoli”. All’incontro, durante il quale la cancelliera terrà una lectio, sarà presente anche il presidente della Repubblica della Colombia e premio Nobel per la pace, Juan Manuel Santos. Il Custode del Sacro Convento di Assisi, padre Mauro Gambetti, ha sottolineato che la lampada di San Francesco è “un dono che auspichiamo alimenti lo spirito programmatico dei governanti volgendolo sempre più alla ricerca del bene comune, dello sviluppo e dei rapporti tra i popoli sulla base di principi quali la cura della casa comune, la condivisione e l’integrazione. Un’Europa che, – continua padre Mauro – lo vediamo, ha ancora tanta strada da fare per giungere ad una possibile ‘unità plurale’. L’Europa deve confrontarsi con le luci e le ombre della sua storia e le difformità interne ed esterne, imparando ad accogliere l’altro e a superare le differenze”.
Alla conferenza stampa di presentazione, che si è tenuta nella sede dell’Associazione Stampa Estera in Italia, hanno partecipato il Custode del Sacro Convento di Assisi, padre Mauro Gambetti, l’Ambasciatore della Repubblica di Colombia in Italia, Juan Rafael Mesa Zuleta, il Consigliere Capo Ufficio Stampa e Affari Culturali dell’Ambasciata della Repubblica Federale di Germania presso la Santa Sede, Julian Rössler, il Ministro Plenipotenziario dell’Ambasciata della Repubblica di Colombia presso la Santa Sede, Betty Escorcia, e il Direttore della Sala Stampa del Sacro Convento di Assisi, padre Enzo Fortunato.
“In un contesto così drammatico di guerre e ingiustizie – ha dichiarato padre Fortunato – abbiamo bisogno di gesti e ‘luci’ di pace. E’ necessario e urgente maturare la consapevolezza che la guerra è la sconfitta dell’uomo”In preparazione dell’evento del 12 maggio si terranno una serie di incontri presso il Sacro Convento di Assisi: 21 aprile alle 17.00, dibattito sulla “crisi europea” e il 3 maggio dalle 9.00 alle 18.00 dal titolo “la cooperazione nell’Europa che cambia”.

Posted in Cronaca/News, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Germany’s preliminary coalition talks collapse

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 novembre 2017

merkelAS COALITION talks in Berlin dragged on through Sunday evening there were rumours of progress, of a nearing accord. After four weeks Angela Merkel’s Christian Democrats CDU, the Bavarian Christian Social Union (CSU), the pro-business Free Democrats (FDP) and the Greens had sailed past two self-imposed deadlines. Now, perhaps, a deal was close. But not long before midnight everything changed. With the rest of the FDP leadership at his side, Christian Lindner appeared without warning outside the negotiation venue and announced that he was breaking off talks. He blamed the lack of a “common vision for the modernisation of the country” and of a “common basis of trust” for a prospective Jamaica government (the parties’ colours are those of that country’s flag). It had been impossible, he complained, to secure the “trend shifts” that FDP voters wanted in areas like the economy, tax and migration: “It’s better not to govern at all than to govern wrongly”. Nicola Beer, the FDP’s general secretary, characterised the talks as: “No agreement on the Soli [“solidarity” tax funding the former communist east] or education federalism, no proportionate immigration rules. Instead an ideological energy policy that would have deindustrialised Germany”.(By The Economist) (photo: merkel)

Posted in Estero/world news, Politica/Politics | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

La Merkel e la “locomotiva europea”

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 ottobre 2017

Germany Parliament Merkel

Germany Parliament Merkel

“Ottenere un quarto mandato è stato il compito più facile per Angela Merkel. Ora il mondo si aspetta molto di più: che la cancelliera faccia l’Europa, non solo gli interessi della Germania. Forse il responso delle urne tedesche paradossalmente potrebbe aiutare”.Così Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, in un intervento su “Il Foglio”.“Per questo diciamo ‘no’ al ministro delle Finanze europee se esso dovesse rappresentare l’egemonia dell’asse franco-tedesco, ormai fuori dal tempo. Come scandiamo un sonoro ‘no’ alla definizione di una nuova governance economico-finanziaria dell’Eurozona. Sarebbe un mettersi nelle mani di potenze indifferenti al nostro interesse nazionale, accomodandoci nel presepe come pecorelle.No, questa nuova governance esige per essere accettata che si costruiscano prima l’unione bancaria, l’unione di bilancio, l’unione economica, l’unione politica. Non è un discorso improvvisato quello che faccio, ma un impegno che dal 2012 si è assunto il Consiglio europeo sulla base dei rapporti dei quattro, e poi cinque, presidenti. Di queste unioni, purtroppo, nessuno parla più quale dato strategico.Non di un ministro delle Finanze Ue abbiamo bisogno (quasi un super guardiano dei bilanci degli stati), quanto di un ministro dello sviluppo Ue. La nuova governance economico-finanziaria dell’Europa deve, cioè, essere finalizzata alla crescita e allo sviluppo e non deve essere un nuovo strumento nelle mani dei più forti per commissariare i più deboli.Un’Europa senza crescita non è più possibile e non verrebbe accettata dai cittadini. Senza crescita si blocca anche la trasmissione della politica monetaria all’economia reale, come è avvenuto negli anni dell’ultima lunga crisi. Finora le richieste del presidente della Bce, Mario Draghi, perché i governi collaborino stimolando la crescita nell’eurozona, sono rimaste inascoltate. Oggi può e deve essere l’intera Unione europea a rispondere all’esigenza di sviluppo. Solo così si giustificherebbe un ministro dell’Economia unico”.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Il cancellierato della Merkel

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 settembre 2017

Germany Parliament MerkelLe recenti elezioni politiche in Germania non sono passate sottotraccia sia agli addetti ai lavori sia all’opinione pubblica europea, nello specifico. Non è stata tanto la vittoria elettorale, sia pure ai punti, di Angela Merkel che era stata già messa in conto dai politologi, quanto la crescita di un movimento di destra xenofobo.
E’ che l’Europa sino ad oggi, e temo continuerà a farlo in futuro, cerca di metabolizzare la circostanza non conferendole l’attenzione che si merita. Nel ventesimo secolo errori di valutazione di questo genere hanno portato al potere Hitler e Mussolini, ma oggi, si fa osservare, non esistono le stesse condizioni. In effetti è così, ma se spostiamo la nostra attenzione sulla circostanza che pur sempre si tratta di una forma di malessere cronico della società europea, un qualcosa di patologico nella natura umana, allora dovremmo prestare maggiore attenzione alle possibili problematiche che potrebbero insorgere in fatto di ordine pubblico e più a monte a livello culturale.
E’ necessario in tal senso un approfondimento. Dal momento che dal diciassettesimo secolo è andata affermandosi, una società industriale con logiche capitalistiche di sfruttamento delle risorse naturali e umane per una ricerca sempre più spasmodica di profitti e di ricchezza, oggi sembra essere giunti ad un punto di non ritorno. E’ stato un andazzo che ha generato notevoli danni maturando logiche colonialistiche e post colonialistiche e sino all’instaurazione di regimi autoritari al solo fine di perpetuare lo sfruttamento a buon mercato di quelle materie prime utili a far prosperare le produzioni industriali dell’occidente. Nel prosieguo ci siamo trovati con uno sfruttamento intensivo delle risorse naturali che hanno provocato seri danni all’ecosistema e generato nuove forme di povertà.
Ora ci troviamo al cospetto a una nuova rivoluzione industriale che abbiamo chiamato tecnologica e ciò vuol dire che tendiamo a ridurre la forza lavoro negli impieghi produttivi delle imprese a partire da quelli meno specialistici e ciò significa anche che si contraggono i rapporti della domanda e dell’offerta di beni, soprattutto secondari.
Ciò vuol dire che la manodopera generica importata non è più richiesta con lo stesso ritmo del passato e che gli autoctoni sentono il fiato sul collo la minaccia della disoccupazione, delle riqualificazioni professionali forzate e della necessità di ritrovare maggiori spazi di manovra nell’utilizzo e nel riciclaggio delle risorse disponibili. Da qui spunta il malessere e l’apartheid dei residenti immigrati integrati compresi. Da qui la necessità di rivedere le politiche dell’accoglienza. (Riccardo Alfonso)

Posted in Estero/world news, Politica/Politics | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Merkel all’inaugurazione di “Sete di Pace”, con i leader delle religioni mondiali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 settembre 2017

merkel angelaIn un’intervista video, realizzata nei locali della Cancelleria a Berlino, Angela Merkel spiega con queste parole la sua presenza, il 10 settembre prossimo, all’inaugurazione dell’incontro internazionale “Sete di Pace-Paths of Peace”, così come fece a Monaco nel 2011:
“Sono contenta di poter partecipare all’incontro internazionale di Sant’Egidio. Ho rapporti molto stretti con Sant’Egidio e per questo partecipo per la seconda volta. Ho molto rispetto per il loro lavoro e stimo tantissimo in particolare il loro impegno per lo sviluppo, la riconciliazione e la pace. La loro impostazione, la scelta di restare sempre fedeli al dialogo e impegnarsi per la pace, anche aiutando localmente, merita la mia più grande considerazione. Per questo vado lì, convinta, per sostenere il loro lavoro. E il fatto che tanti giovani siano entusiasti di questo mi riempie di gioia”.
La tre giorni – che si svolgerà dal 10 al 12 settembre nelle città di Münster e Osnabrück, con centinaia tra leader delle diverse religioni, autorità istituzionali e mondo della cultura, nello “spirito di Assisi” – vedrà infatti anche una larga partecipazione popolare di giovani e adulti da tutta Europa. Insieme contro le guerre e ogni violenza, per aprire subito “strade di pace”.

Posted in Cronaca/News, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Angela Merkel, the G-Zero chancellor

Posted by fidest press agency su martedì, 11 luglio 2017

g20IT WAS a tableau to sum up an age. Leaders of the world’s 20 main industrial powers, plus a dusting of international institutions and secondary powers, posed for a photo at the Hamburg Congress Centre. In the middle, among the testosteroid ranks of Putins and Trumps, Erdogans and Xis, was Angela Merkel; calm and composed, her fingers bridged in their distinctive rhombus. Look back over the past years of global turmoil—terror, wars, financial crises, political upheavals—and that rhombus is one of the few constants. A sturdy pinnacle in an uncertain age; a bridge in more senses than one.Surveying the scene it was tempting to conclude that a unilateralist America, a withdrawing Britain, a still-recovering France, a revisionist Russia and a not-yet-dominant China make Mrs Merkel not just the chair of this particular summit, but something more: the new leader of the free world. Recent pieces in the Washington Post, the Los Angeles Times, Newsweek, the Independent, USA Today and Politico have all floated or even endorsed the designation. When Barack Obama paid a final presidential visit to Berlin in November, it was said that he was unofficially anointing Mrs Merkel his successor as guardian of the global order.
My piece in this week’s issue of The Economist challenges the label, for which Berlin has neither the appetite nor the means. For one thing, even booming Germany lacks America’s economic weight. That its welcome “Marshall Plan for Africa” is so modest compared with both the scale of the task and the original Marshall Plan makes that much clear. Moreover, the country is still hamstrung by its history. As Jan Techau of the American Academy in Berlin puts it to me: the Nazi past still causes Germans to “lack faith in their own good intentions”. Partly for this reason, the country remains relatively allergic to military force; it spends just 1.2% of it GDP on defence (as Mr Trump likes to complain) and so cannot undergird its diplomatic positions with hard power.
The G20 summit dramatises these realities. The final statement is likely to be vague. It may carry asterisks exempting America from environmental passages. There is even a chance that Mr Trump will not sign it at all. Whether other rich countries will commit meaningfully to Mrs Merkel’s plan for Africa is still uncertain. Unlike the chancellor, most still see turbulence on that continent primarily as a security rather than a development issue.
Most significant will be the bilateral meetings. Will Narendra Modi and Xi Jinping find common ground on their border disputes and China’s contentious “One Belt One Road” trade plan? Will Turkey and Saudi Arabia make any progress on Syria? Will Theresa May reach new understandings with her EU counterparts on Brexit? Will Mr Trump’s first meeting with Mr Putin prompt a deal on Ukraine? Progress on such questions—unlikely to feature among the concluding annoucements here in Hamburg tomorrow—matters so much because we are in what the political scientist Ian Bremmer calls a “G-Zero” world; one in which no country or bloc can shape or direct global events. The era of the cacophony is upon us.
This, not some overblown and oversimplified notion of nascent dominance, explains why Germany is now so relevant. As a top exporter embedded in the Eurasian continent and thus without the geographic buffers of Britain, America or Australia, it is perhaps uniquely invested in the architecture of globalisation. Environmental, trade and regulatory disruptions hurt it more than most. Its historically-rooted scepticism about hard power (slowly waning, as the country’s deployments in Mali, Afghanistan and Lithuania and rising defence spending show) prompt it to build other sorts of defences: geopolitical alliances, diplomatic compromises, long-term development investments. The result is a country whose power flows not from dominance but from a dense, finally balanced and endlessly recalculated web of economic, cultural and diplomatic links. It convenes. All of which is on show in Hamburg, if you know where to look. Mrs Merkel is the leader who led Western defiance to Mr Putin, yet also the one who can engage him in frank conversation (whether they were talking Russian or German earlier is not clear). She has moved closer to China in response to America’s recent political turn, but has kept her options open. She is constructively ambiguous. Even her now-famous comments in a Munich beer tent in May, rebuking Mr Trump, were cryptic: “the times in which we can rely entirely on others are somewhat over.” She speaks the emphemeral language of a G-Zero world. But she can move fast and surgically when international events demand it; flipping positions on nuclear power in 2011, on refugees in 2015 and last month rewriting her position on EU treaty-change in support of Mr Macron (albeit without making any firm commitments).To Mrs Merkel’s critics this can look like so much game-playing: the values-free manoeuvring of a country doing nicely out of a lopsided European order facilitating the sale of cars and machinery to imperfect democracies in the developing world. But to take in the international landscape is also to witness the merits of this approach. Germany makes no pretence of self-sufficiency. It accepts its own vulnerability, its own lack of a reliable protector, its own inextricability from mutually compromising alliances and sub-alliances. It is what Ulrich Speck, a leading expert on German foreign policy, calls a “postmodern” power.Who knows what the next years will bring? Perhaps China will start taking the lead. Perhaps America will suddenly abandon Trumpism in favour of old-school, Rooseveltian internationalism. Perhaps Europe will get its act together and start acting as one on the world stage. Perhaps some new coalition of Asian dragons will emerge as a new locus of power. But in the absence of such developments, G-Zero is here to stay. Journalists looking for a new superpower will still cast around for examples, including Germany, which will continue to fall short of the excitable billing. But for better or worse, others may increasingly emulate Berlin’s distinctive blend of idealistic multilateralism and case-by-case pragmatism. Germany is less a leader than a foretaste. (by The Economist) (photo: G20)

Posted in Estero/world news, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Merkel: Chi semina vento, raccoglie tempesta

Posted by fidest press agency su martedì, 6 settembre 2016

La sconfitta della cancelliera tedesca Angela Merkel dimostra quanto i maggiori partiti europei siano a una distanza siderale dalle reali esigenze dei popoli. Che sono due: sicurezza e lotta all’immigrazione selvaggia, lavoro e sviluppo economico. Questa Europa a trazione tedesca non garantisce né gli uni né gli altri ed è solo interprete di interessi economico-finanziari. L’attuale invasione migratoria produce l’impoverimento dell’Africa e l’arricchimento del solito circuito di delinquenti e soloni”. È quanto dichiara il capogruppo di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale alla Camera dei deputati Fabio Rampelli.

Posted in Estero/world news, Politica/Politics | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

C’è un attacco speculativo di tipo sistemico contro le nostre banche

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 agosto 2016

banca europeaÈ questa l’idea che Renzi e il governo si sono fatti osservando impotenti il crollo dei titoli bancari in Borsa dopo i famosi stress test europei. Ed è un giudizio dai toni moralistici, espresso a mo’ di rimprovero, sia per la speculazione in sé, sia perché qualcuno osa farla su istituti che, con la sola eccezione del Montepaschi, sono usciti promossi dalla simulazione imposta dagli organismi e dalle regole dell’integrazione bancaria europea. L’approccio è ingenuo e stupido nello stesso tempo. Il mercato borsistico è speculativo per definizione, perché stupirsi e indignarsi? È ormai evidente che quelle simulazioni sui bilanci delle banche, in ipotetiche situazioni catastrofiche, sono fatte male e divulgate peggio, e dunque non si può esultare, come hanno fatto Renzi e Padoan, per gli istituti promossi quando invece si dovrebbe chiedere conto alla Bce e alla Ue delle conseguenze che i test producono, e non solo per i bocciati (Mps). Non a caso successivamente i mercati, imponendo pesanti ribassi delle quotazioni, le banche le hanno bocciate tutte, mettendo così (speriamo) una pietra tombale sopra quegli stupidi esercizi affidati a burocrati irresponsabili e frustrati. Che prescrivono cure preventive per evitare che il paziente muoia in caso di (ipotetiche) malattie estreme, ma essendo queste cure basate su diagnosi sbagliate, applicate subito producono esse stesse malanni gravi, con evidenti effetti distorsivi.Sono mesi che i commentatori più accreditati – e modestamente, anche Terza Repubblica – avvertono che la pressione sui titoli bancari è la nuova forma di spread. Noi, poi, abbiamo anche aggiunto che la situazione di oggi somiglia a quella che precedette, nel novembre del 2011, la caduta del governo Berlusconi. Persino gli speculatori sono grosso modo gli stessi che allora lavorarono ai fianchi i Btp facendo schizzare fino a 600 punti il differenziale con i Bund tedeschi. È probabile che a palazzo Chigi questi avvertimenti siano stati catalogati come “gufate”. Se invece qualcuno ci avesse riflettuto sopra, forse oggi saremmo in un’altra condizione. Così come andava ascoltato chi – noi tra questi – è andato spiegando per tempo che gli stress test, così come li aveva predisposti l’Eba, non solo non avrebbero fatto chiarezza sullo stato di salute delle banche, ma le avrebbero danneggiate, innescando una sorta di eterogenesi dei fini. Se il primo ministro, invece di distrarsi con le nomine Rai, avesse fatto un passo formale presso la Bce e la Ue e avesse reso pubbliche dichiarazioni di assoluta sfiducia in quegli esercizi, forse le cose sarebbero andate diversamente. Altro che applaudire perché abbiamo la banca migliore d’Europa (Intesa) e una sola bocciata e raccontare che è tutta colpa della speculazione cattiva. La speculazione fa il suo (sporco ma legittimo) mestiere, il governo può certificare di aver fatto il suo?Togliamoci dalla testa che la volatilità dei mercati sia imputabile alle banche. È vero il contrario: c’è forte volatilità per ragioni macro (eccesso di liquidità e fattori di incertezza, come la Brexit), e la speculazione sulle nostre banche fa leva sulla sfiducia nel sistema Italia e in particolare sullo stato di salute dell’economia. Come ha osservato Giuseppe Berta, le banche sono deboli perché l’economia ristagna e a quasi dieci anni dall’inizio della grande crisi mondiale – che ha fatto pagare a noi la recessione più grave, con 150 miliardi (10 punti di pil) di ricchezza andati in fumo e un quarto della capacità produttiva crollata e non più recuperata – non abbiamo ancora una direzione di marcia lungo la quale muoverci, un progetto paese definito. E la congiuntura ci conferma che rischiamo di tornare in recessione. L’ultimo indicatore che segnala pericolo è quello della produzione industriale: l’Istat registra a giugno una diminuzione dello 0,4% rispetto a maggio e dell’1% rispetto al 2015. Si tratta della caduta tendenziale maggiore da gennaio 2015. Il semestre rimane ancora positivo (+0,8%), ma l’andamento del secondo trimestre indica un progressivo peggioramento che potrebbe ridurre a un terzo (0,5-0,6%) l’iniziale previsione (1,6%) di crescita del pil nell’anno. E questo comporterà problemi aggiuntivi nella formulazione della nuova legge di stabilità, rendendo plausibile – salvo interventi drastici, ma per questo impopolari e quindi improbabili – il verificarsi delle clausole di salvaguardia imposte da Bruxelles, a loro volta generatrici di tendenze recessive.Insomma, non sono (solo) le banche che causano problemi, ma è l’incertezza generale che si scarica prima di tutto sul credito a produrre rischi sistemici, creando una situazione ideale per il “lavoro sporco” della speculazione. Ed è dunque della crescita che il governo deve tornare ad occuparsi, prendendo atto che la politica economica messa in campo in questi due anni, al pari dai tanto criticati (da Renzi) governi precedenti, non ha prodotto né gli investimenti né i consumi necessari a rilanciare il sistema economico, capendo che senza un piano di politica industriale organico il volontarismo genera poca crescita e quella poca non produce effetti sistemici.
Quanto al sistema bancario, a questo punto – cioè avendo già perso molte occasioni – dal governo ci si aspettano due cose. La prima è che occorre aprire in sede europea un fronte di discussione senza precedenti sul funzionamento dell’integrazione bancaria. È inutile sbraitare (in casa) contro il bail-in, che l’Italia ha peraltro approvato, e che di fatto è già stato applicato, almeno parzialmente, nel caso delle due banche venete in crisi, con la polverizzazione del patrimonio degli azionisti. Occorre dunque trovare una soluzione sistemica dentro l’euroclub, cioè una garanzia comune che valga per noi come per tutti. Sappiamo che la Germania non la vuole – si vedano le dure dichiarazioni di Daniel Gros, un economista tedesco solitamente moderato e non certo nemico dell’Italia – ma si può lavorare intorno alle difficoltà di Deutsche Bank e Commerzbank per indurre la Merkel a più miti consigli.
La seconda cosa che occorre fare per aiutare le nostre banche a smaltire i crediti deteriorati è ascoltare le parole del governatore di Bankitalia Ignazio Visco quando dice che se i tempi di recupero dei crediti fossero come quelli francesi e tedeschi, da noi le sofferenze sarebbero la metà. Creando così una ben diversa cornice in cui le banche potrebbero muoversi. Ergo, occorre ripensare, sia sotto il profilo culturale che giuridico, la problematica dei crediti e del loro recupero. Al contrario di quello anglosassone, che salvaguarda il creditore, il sistema socio-economico e normativo italiano protegge il debitore, fino al punto da generare l’idea che se non paghi sei un gran furbo. Il risultato è che ci ritroviamo con un sistema creditizio che da un lato condanniamo per aver generato gli NPL (che sono N e valgono poco perché le banche non hanno strumenti adeguati di recupero), e dall’altra che biasimiamo per non erogare finanziamenti nonostante il quantitative easing, e con una classe imprenditoriale che in troppi casi si è abituata a fare business con soldi altrui nella consapevolezza di poterli anche non restituire senza gravi conseguenze. Il paradigma, invece, andrebbe rovesciato (come negli Usa): sono felice di prestarti i soldi (perché ovviamente ci guadagno) ma se non paghi piangerai amaro. E non perché il creditore è cattivo, ma perché è il sistema a punire il debitore. Allora, cosa aspettiamo a mettere mano alla riforma del diritto fallimentare e superare così il comprensibile scetticismo degli investitori stranieri a prestare soldi agli italiani?Come si vede, il problema è ben più grande della riuscita o meno del piano di salvataggio del Montepaschi, cui pure molti osservatori fanno dipendere la tenuta del governo. E va affrontato subito, nella sua interezza, guardando in faccia la realtà e disponendo di cultura di governo e di lungimiranza. Lo voglia o no, è questo il vero referendum che Renzi deve vincere.(Enrico Cisnetto direttore http://www.terzarepubblica.it)

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

L’europa tedesca non va

Posted by fidest press agency su martedì, 2 agosto 2016

“L’Europa che perdona la Germania e non la piccola Grecia non ci piace. Questa Europa non mi piace e mi batterò fino all’ultimo per cambiarla, non si può, ad esempio, cedere la sovranità monetaria senza avere un sistema di garanzie che ti sostenga quando sei in difficoltà”. Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo Forza Italia alla Camera dei deputati, nel corso dell’incontro al Caffè della Versiliana di Marina di Pietrasanta (Lu). “L’Europa tedesca non va, la risposta giusta è dire costruiamo l’Europa che volevano i nostri padri”, ha concluso.

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Renzi: Servus servorum Merkel

Posted by fidest press agency su martedì, 14 luglio 2015

merkel angela“Il nostro Renzi è stato assente per tutta la trattativa, non ha avuto alcun coraggio di dire alla Germania ‘rispetta tu le regole per prima, spendendo il tuo surplus’. Con questa Europa non si va da nessuna parte e io non me la prendo con il folklore di Varoufakis, di Tsipras, il referendum, un piccolo paese si difende come può, anche dai propri errori, anche dalla propria storia. Il problema è l’Europa, il problema è l’Europa tedesca, l’Europa egoista, del nord, che non può andare avanti”. Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, parlando con i giornalisti in sala stampa a Montecitorio. “Io avevo proposto che si dimettesse anche Schauble, alla pari di Varoufakis, perché così avrebbe aperto una prospettiva diversa. E ricordo l’estate-autunno del 2011, con il nostro governo, allora c’erano Merkel e Sarkozy, non il morbido Hollande, con la quinta colonna interna del Pd e del peggior presidente della Repubblica che l’Italia abbia mai avuto, Giorgio Napolitano”.
“In questa trattativa Renzi non è mai stato della partita, non ha mai toccato palla, è stato convocato solo all’ultimo momento. Dicono che abbia litigato con un olandese, forse volante”, ha aggiunto Brunetta.

Posted in Estero/world news, Politica/Politics | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

ECB preview: the devil in the QE detail

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 gennaio 2015

merkel angelaBy Andrew Bosomworth Managing Director, Head of PIMCO portfolio management in Germany. When the European Central Bank’s (ECB) Governing Council gathers on 22 January 2015, their discussion will turn to the final touches of “how” to implement quantitative easing (QE), not “if” and “when”. Even Germany’s Chancellor Angela Merkel, speaking at the Deutsche Börse’s New Year reception on Monday night, 19 January, in ECB President Mario Draghi’s presence, signaled her only request was that any ECB policy action must not give eurozone member states the impression that “what needs to be done in the fiscal and competitive spheres could be pushed into the background.”PIMCO’s baseline view is broadly in-line with market expectations (see table below). We think the ECB will implement an expanded asset purchase programme in the amount of €500 to €1,000 billion focused on government bonds, distributed using the ECB’s capital key as guidance and will probably include some form of partial risk sharing.We expect the ECB’s QE to have a similar effect as QE programmes by other central banks, such as the U.S. Federal Reserve, have had in the past. Importantly, the desired impact of QE on the economy will depend on how eurozone governments’ respond. By lowering the cost of financing, QE could help eurozone governments’ efforts to spur growth, for example through growth-enhancing reforms or investment in productive infrastructure. By exchanging newly created reserves for government bonds, QE will compress risk premia on other financial assets, such as mortgages, corporate bonds and stocks, and lower the euro’s external exchange value. Much of these financial effects, however, are already discounted. We think the market’s reaction, therefore, will likely hinge on three inter-related modalities of how QE is designed: risk-sharing, size and distribution. In our view the risk to eurozone taxpayers from large-scale government bond purchases by the ECB are similar to a massive eurobond issued by eurozone member states with several liabilities. Since there is no political consensus among eurozone member states to issue eurobonds, the ECB’s critics claim QE is tantamount to eurobonds via the back door by unelected officials – and therefore wrong.The problem lies in how the ECB might share eventual losses. The typical solution is to distribute such losses over each national central bank (NCB) in accordance with their share of paid-up capital in the ECB. There are three possible options: full, partial or no risk-sharing by each NCB on eventual losses on the bonds purchased under QE. At face-value, the no risk-sharing option might diminish the efficiency of QE because it sends a signal of disunity, i.e., at the zero lower bound, there are limits to what monetary policy in a monetary union can achieve.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Estero/world news | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Threat of EU split as Angela Merkel gives up on Russia

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 novembre 2014

merkel angelaGerman Chancellor Angela Merkel has given up on Russian President Vladimir Putin after months of patient diplomacy has failed to defuse the situation in Ukraine.The Ukraine crisis could now precipitate a massive division within Europe itself, writes GIS Expert Professor Stefan Hedlund, Research Director at the Centre for Russian and Eurasian Studies, Uppsala University, Sweden.Communication between the Kremlin and the West has now broken down completely.
Western governments now have to face the fact that Mr Putin’s gloves may be coming off, adds Professor Hedlund.In preparation for a possible resumption of major combat operations in Ukraine, Russia is preparing the ground with a combination of heavy troop reinforcements. The Kremlin is also putting together a propaganda campaign to erode by stealth the resolve of the Europeans. Aimed at hearts and minds, it could divide not only the EU but Germany itself.
Kremlin-funded broadcaster RT launched a German language station in November 2014 to air Moscow’s view of the Ukraine crisis.A Moscow-based bank is loaning nine million euros to France’s National Front.
The first round of EU sanctions are due to expire in March 2015 and German officials are concerned that Italy, Hungary and Slovakia will be difficult to keep on side if the sanctions are to be renewed.Mr Putin is working hard at unravelling the fragile EU consensus.Over the past weeks, European leaders have gloated on how they had demonstrated to the Russians that they could reach consensus on a forceful policy of sanctions. It may now be time to stow that smugness and to start looking at reality, says Professor Hedlund.

Posted in Estero/world news | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Angela Merkel will attend the 5th Lindau

Posted by fidest press agency su domenica, 15 giugno 2014

merkel angelaMeeting on Economic Sciences at Lake Constance in Germany in August. The Chancellor will give a keynote address to the participating 19 Nobel Laureates and 460 young economists at the opening ceremonyof the meeting on Wednesday 20 August. Chancellor Merkel becameMember of the Honorary Senate of the Foundation Lindau Nobel Laureate Meetings in 2007. It will be her first visit to the long-standing Lindau Meetings that have been fostering the inter-generational dialogue among scientists in physiology or medicine, chemistry, and physics since 1951. The triennial Lindau Meetings on Economic Sciences were initiated in 2004.
The 5th Lindau Meeting on Economic Sciences will be held from 19 to 23 August. A record number of 19 laureates of the Sveriges Riksbank Prize in Economic Sciences in Memory of Alfred Nobel, commonly referred to as the Nobel Prize in Economics, will participate in the meeting – among them Joseph Stiglitz, John Nash and Edmund Phelps. Approximately 460 aspiring young economists from more than 80 countries will come together to share their knowledge and experiences, to gain inspiration and motivation, and to expand their contact networks. The meeting is organised by the Council for the Lindau Nobel Laureate Meetings and the Foundation Lindau Nobel Laureate Meetings.

Posted in Estero/world news, Politica/Politics | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Germany and the EU : a new cycle?

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 ottobre 2013

Angela Merkel, the Chancellor of Germany

Angela Merkel, the Chancellor of Germany (Photo credit: Wikipedia)

The verdict of the general elections in Germany on 22 September 2013 helps to clarify Europe’s political future, that J. Delors, A. Vitorino and Y. Bertoncini invite to adress in a constructive manner, on the basis of three complementary observations :
1 – The new coalition is likely to be more committed to European issues.
2 – The German authorities’ position of strength must be better grasped.
3 – The German and European authorities could help the EU to progress in several areas.
The conclude this Notre Europe – Jacques Delors Institute Viewpoint by underlining that it’s because Germany andits partners to feel as active players in single destiny that the EU will be able to move forward with determination in a new political, economic and social cycle.

Posted in Estero/world news, Politica/Politics | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Gli elettori tedeschi hanno dato un segnale chiaro alla Merkel

Posted by fidest press agency su martedì, 15 maggio 2012

Merkels Zukunft gesichert

Merkels Zukunft gesichert (Photo credit: dwarslöper)

“viene punita la politica di autosufficienza e cieco rigore che sta strangolando l’Europa. Chi con arroganza, insieme a Sarkozy, aveva irriso l’Italia, che chiedeva di unire l’attenzione sui conti pubblici a quella sulla crescita economica, ora piange lacrime amare. Avevano ragione i giovani del PdL a manifestare contro le scelte sbagliate imposte dalla Merkel in occasione della sua ultima visita in Italia. Ora tutto il PdL prenda atto che è necessario riprendere l’iniziativa politica, per proporre soluzioni efficaci per uscire dalla crisi. E Monti non nutra timori reverenziali in Europa nei confronti di nessuno”. È quanto dichiara, in una nota, il deputato del PdL, Marco Marsilio.

Posted in Uncategorized | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

I fantasmi del XX secolo

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 dicembre 2011

Germania

Image by elycefeliz via Flickr

Lo strappo della Gran Bretagna al recente summit europeo dove appare chiaro il ruolo egemone della cancelliera tedesca Angela Merkel e quello dell’attaché Sarkozy, suscita, per l’immediato, più apprensioni per ciò che possa significare per l’uomo della strada in termini di perdita di potere d’acquisto che timori di altro genere. Ma la storia è tiranna. Scriveva Pierre Renouvin su “Le crisi del secolo XX (1929-1945) Vallecchi editore, “La caratteristica dominante dei rapporti internazionali all’indomani della prima guerra mondiale è data dal “declino della potenza europea”. Un declino tamponato in qualche modo negli anni successivi alla seconda guerra mondiale e che oggi si riverbera al cospetto di un rinnovato decadimento economico europeo. Non è facile, osservava Renouvin “portare l’attenzione sotto gli aspetti più importanti e darne una interpretazione critica” eppure oggi ci prova Paolo Barnard commentando proprio quel vertice europeo che ha escluso dal suo club la Gran Bretagna. Secondo Barnard la mossa della Merkel è ispirata ad una sorta di revanscismo tedesco che non riesce ancora a digerire le brucianti sconfitte nelle due guerre mondiali dello scorso secolo. E soggiunge: “Giovedì notte abbiamo visto la Germania finalizzare, con la piena complicità di Mario Draghi, il suo terzo tentativo di distruggere l’Europa in un secolo. Ora siamo al terzo tentativo. Per questo usa l’economia, la Banca Centrale Europea, i Trattati sovranazionali capestro, e questa volta ce la sta facendo. E come nel 1939, l’Inghilterra si tira fuori, per poi combattere più tardi. Sarkozy, a sua volta, non ha capito che la Merkel si sta portando la Francia a braccetto come un cagnolino solo per affondarla. Questa per i francesi è una nemesi ben meritata: furono loro che ricattarono la Germania dicendole “o ci fai fare la BCE e l’unione monetaria come vogliamo noi, oppure ti scordi i prestiti per l’unificazione con la Germania dell’Est”. Berlino accettò, ma i tedeschi sono micidiali e ora Parigi la pagherà cara.” Uno scenario a dir poco inquietante e che sembra trovare un riscontro con la realtà di queste ore se pensiamo ad una Italia letteralmente schiacciata da una manovra capace solo d’impoverirla, senza sviluppo e umiliando la nostra sovranità con un diktat economico senza precedenti. L’accordo, infatti, prevede che ” i parlamenti nazionali potranno esaminare le rispettive finanziarie solo dopo che esse saranno state esaminate e approvate dalla Commissione Europea di tecnocrati neoliberisti non eletti, e che rispondono direttamente alle lobby finanziarie internazionali”. Cioè, precisa Barnard: quelle che a voi dicono essere state decisioni prese da Monti, Zapatero, Sarkozy e soci oggi, sono invece ordini impartiti da lobby private neoliberiste tempo fa”. E il disegno egemonico si può così sintetizzare con le stesse parole di Barnard: “L’Europa collassata, l’esplosione del sistema Euro, il crollo di tutte le economie più deboli come Italia, Portogallo, Spagna, Irlanda, Grecia, Francia, Belgio, riporteranno il Vecchio Continente alla situazione precedente il 1999, ma a condizioni da sogno per la Germania. Essa, con un Euro a due velocità o anche col suo ritorno al Marco, sarà vista dai mercati come l’unica scialuppa di salvezza su cui saltare con tutti i suoi soldi, mentre noi rimarremo a secco e agonizzanti. In più, i veri manovratori della Merkel, e cioè le mega industrie dell’export Neomercantile della Germania, si troveranno con decine di milioni di lavoratori europei a due passi da casa disposti a lavorare a ritmi da lager e a stipendi da Cina per loro. E l’impero germanico dell’export si presenterà al mondo dei grandi mercati del domani, Brasile, Cina, India, Est asiatico, con prodotti a prezzi competitivi.” E conclude: “Ma c’è una mina che può essere inserita nei cingoli del Panzer tedesco. Si chiama MMT, Modern Money Theory, cioè l’impianto di economia che prescrive il ritorno dell’Italia alla sua sovranità monetaria, la decisione del futuro governo di spendere la nuova Lira sovrana a deficit (più soldi per i cittadini che tasse prelevate dai cittadini) per creare piena occupazione, pieno Stato Sociale, piena istruzione, pieni alloggi, piena produzione delle aziende e piene infrastrutture. La MMT ha permesso all’Argentina fallita di inserire quella mina nei cingoli di una macchina da guerra ben più micidiale della Germania, gli Stati Uniti del Washington Consensus Neoliberista. E gli americani sono saltati. L’Argentina oggi sta bene”. (fine prima parte) Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

Posted in Confronti/Your opinions | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Anticipazioni “The Economist” di domani

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 settembre 2011

This image shows Angela Merkel who is the Chan...

Image via Wikipedia

Nella sezione Europe:
• L’articolo sul caos e le proteste suscitate dalla manovra proposta dal governo Berlusconi; il dilemma è se l’Italia possa davvero affondare l’euro: Trashing the lifeboat.
• L’articolo sulla leadership politica traballante di Angela Merkel e la perdita di fiducia nei suoi confronti: Angst over the euro.
Mentre nella sezione Leaders:
• L’analisi della politica difensiva americana degli ultimi dieci anni alla vigilia dell’anniversario dell’attacco alle torri gemelle: Ten years on.
• L’articolo sulla Libia e la necessità che siano i libici a gestire tutto il processo di liberazione del Paese: Let them get on with it.
• L’articolo che invita a ripensare gli investimenti sull’alta velocità ferroviaria in Gran Bretagna ed Europa: The great train robbery.

Posted in Recensioni/Reviews | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »