Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Posts Tagged ‘angelino alfano’

Alfano e la politica sull’immigrazione

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 febbraio 2015

immigrati“Con il prolungamento dell’operazione Triton e il finanziamento all’Italia di ulteriori 13,7 milioni di euro, la Ue ha dato concreta risposta all’appello dell’Italia. È un vero e proprio endorsement nei confronti della politica sull’immigrazione del ministro Alfano che è riuscito a creare in Europa la coscienza che il Mediterraneo è la frontiera di tutta l’Unione Europea, non solo dell’Italia”. A dirlo è Paolo Alli, deputato del Nuovo Centrodestra del Gruppo Area Popolare (Ncd-Udc) e Vice Presidente dell’Assemblea Parlamentare della Nato.
“Questa mossa della Ue – continua Alli – è un vero e proprio schiaffo verso chi, in particolare La Lega Nord e Salvini, continua a fare polemiche sterili e dal sapore fortemente populista. Alfano ha ottenuto un risultato finora non raggiunto da nessun ministro dell’Interno e nemmeno dal noto euro assenteista Salvini: coinvolgere la Ue nella gestione del dramma dell’immigrazione e non lasciare sola l’Italia”.

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Terrorismo e decreto Alfano

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 febbraio 2015

terroristi“Con il decreto antiterrorismo varato ieri dal Ministro Alfano al Consiglio dei Ministri si creano i presupposti per una difesa ancora più solida dal pericolo dell’Isis. Il terrorismo jihadista è una minaccia nuova rispetto alle forme di terrorismo che abbiamo conosciuto finora e per questo va affrontata con strumenti nuovi e moderni”. A dirlo è Paolo Alli, deputato del Nuovo Centrodestra del Gruppo Area Popolare (Ncd-Udc) e Vice Presidente dell’Assemblea Parlamentare della Nato.“In particolare, – continua Alli – con l’istituzione di una Procura nazionale si creerà un coordinamento con gli altri Stati europei per dare una risposta univoca a un problema generale. È questa la strada da seguire per individuare una strategia condivisa ed efficace”.“I provvedimenti sui foreing fighters, inoltre, – conclude – sono una risposta determinata a un pericolo sempre più diffuso che fa proseliti utilizzando soprattutto il web. Esistono, infatti, nuclei di jiahdisti dotati di passaporto occidentale, che vivono in mezzo a noi e che costituiscono una seria minaccia per la vita quotidiana e che possono essere messi fuori gioco con le misure restrittive del provvedimento”.

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Berlusconi e la storia

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 novembre 2013

Letta alla presentazione del volume "Una ...

Letta alla presentazione del volume “Una storia italiana” (Photo credit: Palazzochigi)

Non intendo avere la pretesa di rispolverare gli ultimi venti anni che hanno visto la leadership berlusconiana. Mi limito a questi due ultimi anni o meglio da quando Berlusconi è stato costretto a dimettersi per cedere il passo al governo Monti. Cos’è successo dopo? Abbiamo avuto la convinzione che il “cavaliere” fosse stato messo fuori gioco e invece nelle ultime politiche del febbraio del 2013 gli è mancato poco che la sua coalizione vincesse la tornata elettorale. Ora la storia sembra ripetersi. Lui è estromesso, ma non è domo. Già pensa a una fulminante campagna elettorale che lo riporterà in cima alla montagna dei consensi popolari. Il rituale è lo stesso: allora il governo Monti si rese inviso agli italiani per i sacrifici che impose e le antipatie che suscitò per il suo modo di esporre i problemi del paese e la poca equità che espresse per i ceti meno abbienti.
Ora Berlusconi ha in mano un altro asso: il malumore crescente nell’opinione pubblica per le impopolari e maldestre attività del governo Letta che di certo finirà con procurarsi le stesse antipatie, se non peggio, del suo predecessore. Non solo. Il banco di prova è anche l’antieuropeismo crescente degli italiani e gli atteggiamenti della Merkel non sono un buon segno. E siccome gli italiani sono i classici “gnoccoloni” ci ritroveremo al solito con le promesse di Berlusconi di farci riscuotere a pronta cassa una cospicua parte delle tasse che paghiamo e milioni pronti a crederci. D’altra parte lo stile “berlusconiano” è di quelli che fanno cultura in nome di un antistato, del populismo, dei furbetti di quartiere, degli evasori fiscali, delle truffe e delle bustarelle. Alla fine c’è da credere che molti penseranno al cavaliere come al classico furbo che ce l’ha fatta e l’essere stato preso nelle mani nel sacco con la sentenza Mediaset lo considerano solo un incidente di percorso. E’ un peccato di gola che non impedirà al suo autore un’altra abbuffata per buona pace di tutti noi e dei nostri personali vizietti. (Riccardo Alfonso fidest@gmail.com)

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Decadenza Berlusconi

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 novembre 2013

Silvio Berlusconi

Silvio Berlusconi (Photo credit: rogimmi)

“Il voto di oggi, contrariamente a quanto affermato dal senatore Berlusconi non è assolutamente un vulnus alla democrazia di questo Paese. Se c’è una violenza, che i cittadini italiani hanno ripetutamente subito, è stato l’uso sfacciato della legge e delle istituzioni fatte in questi ultimi vent’anni ad uso e consumo degli interessi di una persona. Il senatore Berlusconi è stato processato per tre gradi di giudizio, in seguito ai quali ha conseguito una condanna definitiva. Siamo in uno stato di diritto, le sentenze si rispettano e le leggi si applicano. La realtà è che se il senatore Berlusconi fosse stato uomo di Stato, avrebbe tratto da se’ le conseguenze di tale condanna dando spontaneamente le sue dimissioni ed evitando a quest’Aula un ultimo, gravoso compito”, Lo afferma la senatrice Giuseppina Maturani, vice presidente del gruppo PD del Senato.

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Appello al Presidente Letta

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 luglio 2013

Il caso Ablyazov merita un giudizio politico e come tale questo governo non può mettere la testa sotto la sabbia fingendo che si tratta di un errore. Chiedo a Letta di non cedere alla tentazione di difendere l’indifendibile. Egli viene proprio da una nazione come la Gran Bretagna dove più volte dei ministri furono costretti alle dimissioni per molto meno. La credibilità internazionale passa proprio da quest’atto di responsabilità. Non troviamo pretesti capziosi. Per un mese e mezzo il governo ha taciuto su questa vicenda e avrebbe continuato a farlo se non ci fosse stata una fuga di notizie. Ora che è stato costretto ad ammettere tali circostanze sappia essere coerente sino in fondo. Letta, del resto, sa di mentire se afferma che il suo ministro non ne sapeva nulla. Lo stesso capo gabinetto Procacci ha affermato d’essere stato chiamato da Alfano per gestire una situazione delicata. Quindi Alfano ha mentito asserendo che era del tutto disinformato della faccenda. Non solo. Qualche ora dopo il blitz delle teste di cuoio della polizia nella palazzina dove si trovavano le persone ricercate un lancio dell’Ansa ne ha dato notizia. Ora si sa che il ministero ha un ufficio stampa preposto a segnalare al ministro tutte le notizie giornalistiche che riguardano il suo dicastero. Quindi le fonti sono due: il capo gabinetto e l’ufficio stampa. Ma anche ammesso che non ne sapesse nulla questo di per sé è già sufficiente per rassegnare le dimissione per responsabilità oggettiva. (Riccardo Alfonso fidest@gmail.com)

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Caso Ablyazov e ENI

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 luglio 2013

“Mi chiedo anche quanto in questa vicenda ci sia anche l’interesse, il sostegno e la preoccupazione dell’ENI. Noi abbiamo dal 1992 rapporti antichi e solidi con il Kazakistan che è un deposito di risorse naturali. Non vorrei che ci fosse stata una moral suasion, anche da parte dei vertici dell’ENI, per indurre la Farnesina e il consiglio dei ministri a chiudere un occhio sulle richieste bizzarre e pretestuose del presidente del Kazakistan”. Lo dice intervenendo a Nove in Punto, su Radio 24 Claudio Fava, deputato di Sel e membro del Copasir, che teme che i vertici dell’ENI abbiano avuto un ruolo nel caso Ablyazov. Sospetta questo? “Lo temo”. (Maria Luisa Chioda)

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Alfano e le responsabilità di Berlusconi

Posted by fidest press agency su domenica, 11 marzo 2012

“Alfano è ridicolo. Vuol far dimenticare agli italiani che se il nostro Paese si trova in queste condizioni, la responsabilità è in gran parte del governo Berlusconi che non ha mai varato nessun provvedimento strutturale né alcuna misura di crescita e di rilancio per l’economia e per il lavoro”. Lo afferma in una nota il leader dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, commentando le dichiarazioni di Alfano sul lavoro. “In questi tre
anni e mezzo il governo Berlusconi ha prodotto come unico risultato l’esplosione del precariato e oggi vi sono circa 600mila lavoratori interessati da cassa integrazione o mobilità, mentre le imprese italiane sono state abbandonate di fronte al fenomeno dell’internalizzazione e molto di esse sono state costrette a chiudere”. Spiega Di Pietro: “Per creare lavoro in Italia bisogna attrarre e far partire gli investimenti nazionali. Per riuscirci occorre cancellare il cancro della corruzione, ridurre drasticamente la burocrazia e avere la certezza dei tempi tra la decisone dell’investimento e la sua realizzazione”. “Per l’IdV è indispensabile aprire una battaglia radicale contro l’evasione fiscale, cominciando dei capitali scudati e illegalmente depositati in Svizzera, e contro la corruzione, ratificando in Parlamento la convenzione di Strasburgo e ripristinando il falso in bilancio. Il governo la smetta di discutere dell’articolo 18 e prenda in considerazione le nostre proposte per il rilancio del lavoro e dell’economia”.

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Alfano e gli entusiami degli italiani

Posted by fidest press agency su sabato, 3 marzo 2012

«Il Popolo della Libertà non deve temere, su tutto, di perdere un’elezione, ma il motivo per cui esiste. Credo che valga la pena dare voce ai tanti cittadini, elettori o militanti, che in queste ore vivono una sensazione di smarrimento a causa della poca chiarezza intorno alle mosse future del più grande partito italiano. Possiamo davvero rinnegare la conquista del bipolarismo in nome di una marmellata che ci assicuri il posto da parlamentari nella prossima legislatura, ma che fatalmente ci riporterebbe ai peggiori anni della “prima repubblica”? Io dico di no. Possiamo rinunciare al principio secondo il quale diverse visioni politiche della società si confrontano democraticamente, come avviene nelle altre nazioni libere del mondo? Io dico di no. Possiamo permetterci di sottomettere ai mercati internazionali la nostra sovranità popolare? Io dico di no». E’ quanto dichiara il deputato del Pdl, Giorgia Meloni.«In questa stagione di ricostruzione del Pdl, attraverso congressi, assemblee, elezioni primarie, non facciamo perdere agli uomini e alle donne del centrodestra italiano il gusto di partecipare ad una grande avventura collettiva. Proprio adesso che intorno al nuovo segretario nazionale Angelino Alfano, che tutti sosteniamo con passione e determinazione, sta rinascendo l’entusiasmo di tanti italiani. Rimbocchiamoci le maniche, tutti, con umiltà e convinzione, per restituire dignità alla politica e alle idee delle quali siamo portatori, perché nulla è finito finché ci sono persone capaci di guardare più in là della singola scadenza elettorale. I movimenti destinati a fare la storia si forgiano nelle fasi difficili e rifiutano, per definizione, tanto le scorciatoie quanto le fughe», conclude Giorgia Meloni.

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La Giovane Italia a Caltanissetta

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 settembre 2011

Il movimento giovanile del Popolo della Libertà, continua a strutturarsi nel nisseno. Dopo numerose adesioni, che hanno portato alla costituzione di alcuni Coordinamenti comunali in vari Paesi della Provincia nissena, anche il Coordinamento provinciale, in attesa del primo congresso provinciale che si terrà nei prossimi mesi, ha iniziato ad organizzarsi formalmente. Sarà infatti la giovanissima Consigliere Comunale di Villalba, Alessia Saia, a rivestire l’importante ruolo di Vice Coordinatore Provinciale, e ad affiancare il Coordinatore Provinciale, il nisseno Oscar Aiello, al vertice della Giovane Italia della Provincia di Caltanissetta.
Nonostante la sua giovane età, Alessia Saia vanta un’esperienza politica di tutto rispetto: per diversi anni Coordinatore cittadino di Forza Italia Giovani di Villalba, e Commissario anche per Vallelunga Pratameno, ha partecipato a numerosi corsi di formazione politica (a Cefalù, Sorrento, Giardini Naxos, Montecatini Terme, Villaggio Mosè). Esperienze queste che le hanno permesso nel 2010 di essere eletta Consigliere Comunale di Villalba e di diventare leader dell’opposizione. Dal canto suo il Coordinatore Provinciale della Giovane Italia, Oscar

Aiello, nel fare i complimenti al neo Vice Coordinatore provinciale afferma che: “La scelta di Alessia Saia risponde a pieno all’applicazione dei principi meritocratici, Alessia ha infatti sempre dimostrato di sapersi sacrificare per il partito, di essere coerente e portatrice di determinati valori, con i quali mi coadiuverà per far crescere, soprattutto nel Vallone, il movimento giovanile, prezioso vivaio per la rinascita del Partito Popolare Europeo che sta tanto a cuore all’On. Angelino Alfano”. (oscar aiello)

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Rivisitazione del codice deontologico forense

Posted by fidest press agency su sabato, 4 giugno 2011

Condivisibile, questa volta, le novità che arrivano dal CNF (Consiglio Nazionale Forense). Secondo il presidente Pecoraro dell’A.N.PA.R. questa è la strada maestra da perseguire e da appoggiare. Un passato remoto segnato da un passato prossimo che potrebbe segnare una fiducia rinnovata nell’avvocatura da parte dei cittadini. Il C.N.F. nel mettere mano alla rivisitazione del codice deontologico forense, all’indomani del convegno sulla mediazione civile tenutosi a Roma il 25 maggio c.a. con la partecipazione del ministro Angelino Alfano, a prescindere da quanto deciderà la Corte Costituzionale, ha cominciato a delineare altre novità sulla mediazione civile e commerciale da valutare da parte degli ordini provinciali degli avvocati. Con le nuove regole deontologiche , cosa cambia per l’avvocato in materia civile e commerciale?
Con la circolare n. 13-C-2011 si richiama innanzitutto il rispetto degli obblighi derivanti dalla normativa primaria in materia di mediazione, in particolare quelli posti a presidio dei requisiti di terzietà, indipendenza, imparzialità e neutralità del mediatore. In secondo luogo, il canone deontologico sottolinea il dovere di competenza, “volendo con ciò evidenziare sopratutto la peculiarità dell’avvocato mediatore, che non può farsi autore di una proposta di conciliazione non conforme al diritto e non può sottrarsi al dovere di rendere compiutamente consapevoli le parti, nel momento del regolamento di interessi, delle loro rispettive posizioni in termini di diritto”.
In particolare, l’articolo 55 bis stabilisce che l’avvocato non deve assumere le funzioni di mediatore in difetto di adeguata competenza nella materia oggetto del procedimento. Gli altri canoni deontologici regolano i possibili profili di incompatibilità, di conflitto di interessi, di accaparramento di clientela. In particolare, stabiliscono che non può assumere funzioni di mediatore l’avvocato che abbia in corso o abbia avuto negli ultimi due anni rapporti professionali con una delle parti o quando una delle parti sia assistita o lo sia stata negli ultimi due anni da un suo socio o associato. Se poi ha assunto le funzioni di mediatore non potrò avviare rapporti professionali con le parti per i successivi due anni. E’ stato fugato l’atroce dubbio, da tempo manifestato – continua Pecoraro – gli organismi privati e gli enti formativi costituiti non solo da avvocati ma, anche da altri professionisti o da docenti universitari sono illegittimi. Spetta ora al ministero di Giustizia, “verificare” caso per caso l’esistenza di delle incompatibilità, dei conflitti d’interessi, e di cominciare a dare una stretta per quanto riguarda quegli organismi ed enti formativi, i cui rappresentanti legali non sono in possesso di un titolo di studio uguale o conforme a quelli che frequentano un corso per diventare mediatori. (ABOVE)

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Angelino Alfano segretario Pdl

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 giugno 2011

“All’On. Angelino Alfano facciamo i migliori pensieri augurali per il prestigioso incarico di segretario politico del PDL”. Così il segretario politico del Movimento di Responsabilità Nazionale e Vice-presidente Vicario di Iniziativa Responsabile, On. Domenico Scilipoti, al nuovo segretario del Popolo della Libertà. “Uomo probo e corretto e politico capace Ha svolto con equilibrio il compito di Ministro della Giustizia:”.(Dott. Giuseppe Cuschera)

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Governo conferma mancanza di credibilità

Posted by fidest press agency su martedì, 22 marzo 2011

Stamattina anche noi, i sindacati che hanno manifestato ad Arcore la scorsa settimana, siamo stati convocati a Palazzo Chigi. Per il governo era presente il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, on. Gianni Letta, il Ministro dell’Interno, on. Roberto Maroni, il Ministro della Difesa, on. Ignazio La Russa, il Ministro della Giustizia, on. Angelino Alfano. Come promesso dal Presidente del Consiglio Berlusconi il 14 marzo ad Arcore e ribadito nel question time dal ministro Maroni, durante il consiglio dei ministri di domani avrebbe dovuto essere varato un provvedimento per l’assegnazione di ulteriori 79 milioni di euro al Comparto Sicurezza e Difesa. Ci saremmo aspettati, pertanto, che oggi venisse illustrato il decreto ed i suoi contenuti. Il governo, invece, si è limitato ad ascoltare le posizioni dei sindacati e delle rappresentanze militari che peraltro ben conosce fin dal mese di luglio dello scorso anno (ed anche da prima), avendo recepito da allora ordini del giorno reiterati nell’impegno assunto all’atto della sottoscrizione dell’accordo economico per il biennio 2008-2009. Al termine dell’incontro, invece, un laconico Gianni Letta si è limitato a dichiarare di aver recepito le richieste ed ha rimandato al Consiglio dei Ministri, forse quello della prossima settimana o oltre, l’emanazione del provvedimento legislativo. A questo punto ci domandiamo quanto vale la parola del Presidente Silvio Berlusconi che continua a rimandare sine die ai prossimi Consigli dei Ministri. La storia di questi anni mostra, e l’episodio di oggi ne è l’ennesima riprova, che questo governo perde quotidianamente credibilità nei confronti del personale del Comparto Sicurezza. Pertanto, il presidio organizzato per domani a Montecitorio da SIAP- ANFP, SILP-CGIL, COISP UIL Penitenziari, UIL CFS, UILVVFF, CGIL Penitenziari e Forestali e Confsal è da considerarsi una vera e propria manifestazione di protesta contro le sperequanti penalizzazioni imposte dal governo Berlusconi alle donne e agli uomini del Comparto Sicurezza e Difesa.

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“Riformare la giustizia non è reato”

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 marzo 2011

Roma 10 marzo alle ore 15:00 in Senato presso la Sala Zuccari (Palazzo Giustiziani), sarà introdotto dal vicecapogruppo vicario del PdL Gaetano Quagliariello, presidente onorario di Magna Carta, e vedrà la partecipazione di giuristi: Giuseppe de Vergottini, Giovanni Pitruzzella, Giorgio Spangher, Tommaso Frosini, Ida Nicotra, Giovanni Guzzetta, Valerio Spigarelli ed Ennio Amodio. Nel giorno dell’annunciato Consiglio dei ministri dedicato alla riforma costituzionale della giustizia, il ministro Angelino Alfano parteciperà all’incontro.  Dalla separazione delle carriere al Csm, dall’equilibrio costituzionale al diritto di difesa, dalla responsabilità dei magistrati al sistema penale tra obbligatorietà e garanzie, nel convegno di Magna Carta verranno affrontati tutti i temi più caldi del dibattito sulla riforma della giustizia.

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Caso Ruby. Questione politica e pompieri di turno

Posted by fidest press agency su domenica, 23 gennaio 2011

Editoriale Fidest. Il ministro Maroni in una lettera aperta sul ”Corriere della Sera” invita maggioranza e opposizione a deporre le armi della sfida quotidiana “su teoremi, complotti e persecuzioni e di tornare ad occuparci a tempo pieno di quello per cui siamo stati eletti, affrontare i problemi e risolverli”. Questa proposta trova, ovviamente, concorde tutta la maggioranza e in tal senso vanno le dichiarazioni di Sandro Bondi, Angelino Alfano e di Silvano Moffa che, nello specifico, considera la proposta ragionevole. Ma non è stata detta la cosa più importante: solo Berlusconi può far abbassare il tono delle polemiche. Se da una parte i magistrati della procura di Milano hanno formulato nei suoi confronti l’ipotesi reato di concussione e ricorso alla prostituzione minorile, dall’altra non è venuto un chiarimento sul merito ma solo dichiarazioni “difensive e aggressive”. Lo sono, infatti, quanto Berlusconi dice che i magistrati milanesi sono incompetenti a giudicarlo, che hanno violato la privacy, che sono eversivi, che nei suoi confronti vi è accanimento giudiziario, che si sente spiato, che per difendersi ha già speso 300 milioni di euro e via di questo passo. Ora si aggiunge  pure l’ipotesi governativa di Lodo Ruby con l’intento di declassare l’accusa di prostituzione minorile abbassando la maggiore età con un decreto legge ad effetto retroattivo. Se è questo un polverone di parte che va ad aggiungersi al “cicaleccio” sull’entità delle misure adottate per accusarlo consistente in centomila intercettazioni, sei mesi di indagini, il coinvolgimento di centinaia di poliziotti, e che, manco a dirlo, sono destituite di fondamento e sono solo capaci di provocare reazioni e distrarre l’opinione pubblica dal nocciolo del problema. La questione è una sola: l’accusa ha un fondamento o no? E credo che non c’è bisogno di sprecare tanto tempo e tante energie. Basta un si e un no e credo che proprio agli innocenti convenga che si faccia chiarezza, punto su punto e subito. Dopo di che interessiamoci dei problemi reali del Paese e non ne parliamo più. E’ chiedere troppo? Maroni, a questo punto, farebbe bene a rivolgersi solo al diretto interessato. E’ lui e non altri la ragione di tanto clamore e, per quanto si sa, se l’è andato a cercare. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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“Il PdL senza Berlusconi non esiste”

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 gennaio 2011

Lo ha dichiarato a Ballarò Angelino Alfano. È chiaro che siamo di fronte ad un bivio fondamentale:al di là della contingenza, l’effetto è politicamente traumatico e non più trascurabile. Il centrodestra italiano, così come il PdL è stato dipinto e decantato, non sarebbe più l’insieme delle culture moderate nazionali, la casa dei milioni di elettori che vi si riconoscono, non sarebbe più il partito dei Sindaci della capitale e della capitale economica. A prescindere dal giudizio sull’esperienza del PdL, è assurdo che si possa pensare di ridurre tutto alla presenza o meno di una persona. È evidente che il centrodestra preesisteva a Berlusconi e esisterà anche dopo Berlusconi. Al di là del capolinea raggiunto da Berlusconi dal punto di vista istituzionale, anche la condizione anagrafica dello stesso rappresenta ormai un ostacolo all’esercizio delle funzioni di leader indiscusso del PdL. Quindi, un mondo scomparirebbe? Certo, in questi giorni, ci sembra di vivere in una di quelle storie fantasy in cui un incantesimo lega un universo intero al mago di turno; finito il mago, svanisce l’incantesimo, sparisce quel mondo. Ma la politica non è fantasy, è un mondo fatto di tradizioni politiche, idee e uomini, e non può svanire. Oggi la grande sfida è quella di immaginare cosa sarà il centrodestra senza Berlusconi. Noi ci stiamo lavorando da tempo e a costo di grandi sacrifici, consapevoli che esso, inteso come risposta alle esigenze di una società, esisteva prima ed esisterà dopo le singole esperienze dei suoi leader”.  Quanto si legge in un editoriale firmato dall’on. Roberto Menia (FLI) pubblicato sul sito della sua associazione AreNazionale (www.areanazionale.it).

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Protocollo Ministro Brunetta e Csm

Posted by fidest press agency su martedì, 18 gennaio 2011

Roma 18 gennaio, alle ore 12, nella sede del Consiglio Superiore della Magistratura di Palazzo dei Marescialli, il vice presidente del Csm on. Michele Vietti ed il ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione on. Renato Brunetta sigleranno un protocollo per lo sviluppo di un nuovo sistema informativo di governo, monitoraggio e valutazione delle performance della magistratura italiana e per la progettazione e realizzazione di una serie di linee di intervento volte a migliorare le performance degli uffici giudiziari italiani e le competenze manageriali dei dirigenti degli uffici attraverso la diffusione delle best practices, al fine di elevare gli standard di qualità dei servizi della giustizia.All’evento, aperto alla presenta dei giornalisti, parteciperà il ministro della Giustizia on. Angelino Alfano.

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La mafia è come il mare?

Posted by fidest press agency su sabato, 20 novembre 2010

Lettera al direttore. Angelino Alfano, l’8 marzo 2010, dichiarò: “Il vile avvertimento al procuratore Spagnuolo rivela ancora una volta la paura e il disorientamento in cui si trovano ormai i clan della ‘ndrangheta”. Il 15 luglio 2010 Roberto Maroni, riguardo al blitz di carabinieri e polizia contro la ndrangheta, che portò all’arresto di oltre 300  persone, affermò: «Si tratta in assoluto della più importante operazione contro la ‘ndrangheta degli ultimi anni, che oggi viene colpita al cuore del suo sistema criminale sia sotto l’aspetto organizzativo che quello patrimoniale». Oggi, riguardo all’arresto di Iovine, Alfano teme che “la caduta del governo possa spezzare questo magico circuito”. Roberto Maroni dichiara che questa “è l’antimafia dei fatti”. E Napolitano esprime la gratitudine del Paese al Capo della Polizia e al Procuratore della Repubblica di Napoli. Tutti esultano, tutti sono contenti. Ed anche io sono contento. Contentissimo. Però vorrei sapere praticamente che cosa è avvenuto in questo ultimo periodo. Voglio dire: il potere delle organizzazioni malavitose, impaurite, disorientate, colpite al cuore, in che misura è diminuito? Si è dimezzato? Si è ridotto di un decimo, di un terzo? Oppure è come il mare che resta uguale anche se gli togli ettolitri d’acqua? (Attilio Doni Genova)

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Matteoli contrario a riapertura Pianosa

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 novembre 2009

“Sono molto sorpreso dall’idea espressa dal ministro della Giustizia, Angelino Alfano, che immagina di riaprire il carcere nell’Isola di Pianosa. Come politico toscano mi sono battuto a suo tempo con tutte le mie energie per la sua chiusura e, quindi, resto nettamente contrario ad una eventuale sua riapertura. Il collega Alfano, evidentemente, non conosce lo stato di abbandono in cui si trova la struttura che ospitava il carcere e, probabilmente, non sa quanto sia pesato in termini di costi alle casse statali tenerla aperta fino a qualche fa. Mi batterò, pertanto, per evitare quello che mi sembra un marchiano errore”. Lo dichiara il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli.

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Gli organismi di conciliazione

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 giugno 2009

Il Censis, Centro Studi Investimenti Sociali, istituto di ricerca socio economica ha lanciato un forte allarme  sull’attuale sistema giustizia  e le sue disfunzionalità le quali  “continuano a rappresentare per l’Italia un pesante costo per le imprese e un ostacolo allo sviluppo. Se il cattivo funzionamento del sistema giudiziario rappresenta un fattore di penalizzazione per le imprese nel fronteggiare il complesso scenario della competizione internazionale, a ciò contribuisce, significativamente, anche l’alto livello di conflittualità che caratterizza i rapporti tra le aziende. A fronte degli elevati costi, il ricorso a soluzioni di tipo extragiudiziale, rappresenta un indiscutibile strumento di contenimento di tempi e oneri economici”. A questo allarme lanciato  dal Censis, fa seguito la risposta del ministro della giustizia, Angelino Alfano, che nel suo intervento al convegno “Giustizia e competitivita” tenutosi di recente a Roma,  ha dichiarato “Quello che noi stiamo proponendo  e’ un modo per evitare di mandare tutto in tribunale cioe’ il tentativo di far si’ che alla giustizia contribuiscano anche le associazioni di categoria e che i cittadini non debbano per forza litigare davanti ad un giudice ma provare una mediazione di fronte a ORGANISMI preposti e qualificati per dare giustizia con l’obiettivo, attraverso la mediazione civile e le forme alternative rispetto al tribunale, di arrivare alla soluzione delle controversie e di riuscire a erogare giustizia in soli quattro mesi”. Ma chi e dove sono accentrate le controversie che intasano i tribunali? Secondo Censis- Euriskos, sono le imprese: con una litigiosita globale del  48,8%  della quale  il 59,4% riguarda  imprese con 10-49 addetti- 58,8% imprese con 50-199 addetti?- 50,1% imprese con più di 200 addetti?- 41,1% aziende con meno di 10 addetti.  Le  maggiore concentrazione poi riguarda le aziende del Sud. Al Nord sono circa il 46% le imprese che hanno innestato un contenzioso con altre imprese, di natura commerciale o finanziaria, di queste il 47% al Nord Ovest e il 45,7% al Nord Est, al Centro  sono il 42,8%, al Sud e nelle Isole, il tasso di litigiosità sale al 54,9%. Sempre secondo CENSIS la media di durata di un processo  è di  1210 giorni,  mentre il costo di incidenza  sulle imprese  è dello 0,8% sul fatturato annuo aziendale, che tradotto in cifre  vuol dire che ogni impresa  spende  in media  3.832 euro per spese di giustizia, che  a sua volta conduce ad un costo complessivo  per le imprese  in contenzioso di 22, 9 miliardi di euro. Come fare? il Dott. Giovanni Pecoraro, presidente dell’Organismo Internazionale di Conciliazione & Arbitrato, il Governo,  che ha già reso  obbligatorio  il tentativo di conciliazione,  dovrebbe rendere obbligatoria la conciliazione su  alcune materie  oggetto di litigiosità, che riguardano la tutela di diritti disponibili di cittadini, fermo restante la facoltà delle parti di ricorrere alla magistratura ordinaria per materie e casi più complessi.

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Il ministro Alfano al Convegno sulla“Causa di Servizio”

Posted by fidest press agency su martedì, 12 Maggio 2009

Roma, il 14 maggio (ore 9.00- 13-30)  a Palazzo Colonna, Piazza SS. Apostoli convegno su “Causa di servizio: dipendenza, rimedi amministrativi  e giurisdizionali tra servizio e previdenza pubblica. Sono troppi i giovani militari reduci da missioni operative all’estero che aspettano da decenni che gli venga riconosciuto l’indennizzo e la pensione per malattia e lesione riportate in servizio. Sono troppo i malati gravi appartenenti alle forze di polizia, Vigili del fuoco, orfani, vedove e genitori di deceduti le cui cause di servizio sono lasciate in un limbo decisionale e procedurale sospeso. Il recente decreto (DPR 37/09) che mette sullo stesso piano gli indennizzi dei deceduti per patologie degenerative e tumorali contratte all’estero in missioni operative a quelli delle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata fa tirare un sospiro di sollievo, ma sono ancora troppi i disagi e le sperequazioni tra i pubblici dipendenti. Troppo spesso per la scarsa conoscenza e informazione sulla materia, la farraginosità delle procedure, la disarmonia nella dislocazione e composizione delle commissioni mediche, la notevole discrezionalità nella dichiarazione dei giudicati e la lunghezza dei tempi procedimentali, non si ha il diritto garantito a dispetto della precisa e perentoria fissità della normativa. Per esaminare dunque in dettaglio alcuni aspetti notevoli delle problematiche tecniche e giuridiche connesse con i procedimenti di dipendenza da causa di servizio, lo Studio Legale Associato Paolo e Maurizio Maria Guerra di Tolentino, da tre generazioni esperti di settore invalidistico e pensionistico, ha organizzato il Convegno sul tema “Causa di servizio: dipendenza, rimedi amministrativi e giurisdizionali tra Servizio e Previdenza Pubblica”.   Patrocinata dall’università la “Sapienza”, la Giornata di studio vedrà intervenire il Ministro della Giustizia Angelino Alfano, il Presidente del CO.CE.R. interforze (Organo Centrale della Rappresentanza Militare), Generale di Corpo d’Armata Domenico Rossi e il Direttore Centrale per le Risorse Umane della Polizia di Stato Prefetto Giovanni Cecere Palazzo. Relazioneranno inoltre su temi strettamente tecnici il prof. Francesco Di Raimondo, Cattedra di Ematologia dell’Università di Catania, i Consiglieri della Corte dei Conti dottor Pino Zingale e dottor Michael Sciascia e il dottor Luigi Di Murro, l’Ammiraglio Ispettore (Riserva) dottor Giovanni Maria Fascia e il Colonnello Medico dottor Luigi Lista. L’iniziativa vuole costituire occasione per una riflessione sulle tematiche più attuali, fornire un tavolo di confronto sulle opinioni e porsi come momento propositivo per una possibile rivisitazione di norme superate o da attualizzare.

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