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Pizzolante (Ap): La fine della democrazia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 giugno 2017

corriere-della-seraSul Corriere della Sera di ieri 6 giugno 2017 l’editoriale di Angelo Panebianco è un’avviso pubblico storico, segna lo spartiacque fra il presente e il futuro. Fra la democrazia rappresentativa fondata sul ruolo centrale del Parlamento e la “democrazia giudiziaria”, che sposta l’asse del potere verso la magistratura politicizzata sostenuta dal M5S. Forza politica antiparlamentare che ha una concezione della democrazia che fa riferimento a Rousseau, dove uno vale uno, ma dove, come sempre è successo in questi casi, c’è sempre uno che vale più di tutti. Panebianco si chiede se ci siano ancora dei parlamentari che si rendano conto che domani votando la legge elettorale di Renzi Berlusconi Grillo e Salvini, votano la fine della democrazia. Si, lo dico da anni. Il sistema politico, così come quello mediatico, è impazzito e sta regalando il Paese ai 5 stelle; una forza politica che mette in discussione la democrazia rappresentativa, e quindi il Parlamento, l’economia di mercato, la scienza, la modernità. Un movimento che si poggia sul potere della magistratura politicizzata che vede il mondo da lenti solo penali e tende a giudicare, sempre penalmente, la discrezionalità politica come un reato, sino al traffico di influenza. Abbiamo degli esempi un po’ ovunque, da Rimini a Taranto. Panebianco dice che la legge elettorale tutta proporzionale che si sta per approvare favorira’ questo processo. Anzi inserirà il turbo. Un Parlamento senza una maggioranza possibile, con una sola alleanza probabile, quella fra Berlusconi e Renzi, creerà instabilità e ingovernabilità. E la frantumazione di partiti gracilissimi. Come 100 anni fa circa. Terreno fertilissimo per i 5stelle. Ecco perché penso che Renzi e Berlusconi siano impazziti e rappresentino un pericolo. Panebianco dice: ” ci sarà ancora un politico di razza capace di comprendere tutto questo? Bella domanda.” Cosi’ in una nota Sergio Pizzolante, componente della segreteria nazionale di Alternativa popolare.

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I falsi obiettivi: senato art.18 ecc.

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 settembre 2014

cervantesQuando sul “Corriere della sera” di qualche giorno fa Angelo Panebianco nel suo fondo titolato “Veleni interni barriere infrante” cita Renzi per fare il punto sui suoi primi sei mesi di governo distingue due aspetti importanti che caratterizzano il suo mandato. E’ quello degli obiettivi concreti realizzati e la qualità delle idee che diffonde. Per quanto Panebianco nell’esprimere il suo giudizio in proposito sia, come dire, più “diplomatico” non mi sento dello stesso avviso e devo convenire con il suo concittadino Della Valle che lo ha definito “una sola” e vi aggiungerei il suo “trasformismo” stipulando una nuova alleanza con il patron della Fiat Marchionne nemico dichiarato di quello che era stato l’amico della prima ora Della Valle. Sul piano delle idee che diffonde v’intravedo una cultura del pressapochismo fondata su una conoscenza non sempre approfondita dei problemi che espone e delle soluzioni che indica. Oggi Renzi si mostra sul palcoscenico mondiale come avrebbe potuto farlo Don Chisciotte che lancia in resta cavalca alla conquista dei mulini a vento. Un capolavoro di Miguel de Cervants ma non ottiene lo stesso effetto per il ruolo che svolge e l’immagine che lascia nei suoi illustri interlocutori.
Ho già avuto modo di scrivere che Renzi non è altro che il felice risultato di un’impresa che ha reso grande il suo successore andando a pescarlo non nella famiglia di Forza Italia ma in quella dei suoi avversari. In questo modo il suo patron ha spiazzato tutti e si è riproposto all’attenzione internazionale come l’ago della bilancia di un governo che non ha più la sua originaria identità e con il quale può fare il bello e il cattivo tempo. Se questo non significa riprendere il filo interrotto della sua avventura politica del “ventennio” ci manca molto poco, per non dire niente. Sul piano politico gli effetti sono dirompenti: non abbiamo più un centro destra e nemmeno un centro sinistra, ma due uomini che gestiscono il potere non per rinnovare ma per lasciare il tutto sullo status quo e lo possiamo già notare con la cosiddetta abolizione delle province che a definirle un pateracchio è ancora un’espressione gentile e sullo stile gattopardesco del tutto cambiare per nulla cambiare. (Riccardo Alfonso fidest@gmail.com)

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Per ricattare bisogna essere forti

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 giugno 2011

“Per questo puntiamo ad avere un buon risultato alle prossime elezioni politiche. Con una buona rappresentanza parlamentare saremo in grado di condizionare il governo. Esattamente come fa la Lega”. Questo uno dei passaggi dell’intervista a Gianfranco Miccichè, leader di Forza del Sud, pubblicata dal numero di luglio del mensile il Sud in edicola da venerdì prossimo. Il sottosegretario, con delega al Cipe, si sofferma anche sul ruolo dei Responsabili: “Che cosa sono? Non mi sembra siano un partito, penso non abbiano un futuro politico”. E sui rapporti con Pdl, Pd e Lega: “Non ci vogliono, fanno di tutto per metterci i bastoni tra le ruote” ha detto Micciché al giornalista Andrea Panozzo, prestigiosa firma del mensile che dal Nord guarda alle vicende della politica sudista.
Nello stesso servizio, Panozzo dialoga anche con il presidente Raffaele Lombardo dell’evoluzione del Mpa. Spazio anche ai movimenti meridionalisti di centrosinistra, ancora allo stato embrionale, con i commenti di Emanuele Macaluso, Giuseppe Galasso e Angelo Panebianco. Sempre per la politica il caso De Magistris e il caso Pollica, dopo l’omicidio del sindaco Vassallo e un focus sulle prospettive del Terzo Polo. E ancora un’inchiesta sulla gestione, quasi sempre ‘straordinaria’ di parchi e riserve e una intervista sul tema al ministro per l’Ambiente, Stefania Prestigiacomo e un approfondimento sulla scandalosa situazione dei forestali in Sicilia e in Calabria. Nel numero in edicola da venerdì 1 luglio, c’è anche un ampio servizio sui 150 anni di statistiche della Svimez che rivela i motivi del gap econnomico fra Nord e Sud; il caso Fincantieri, le rivalità tra Napoli e Salerno per il mercato delle crociere, il distretto aerospaziale del Sud, storie d’eccellenza imprenditoriale, personaggi, interviste, le rubriche di Matteo Collura e Pietrangelo Buttofuco, libri i viaggi e tanto altro ancora. http://www.sudmagazine.it

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