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Posts Tagged ‘angoscia’

Il diabete nei bambini angoscia i genitori

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 ottobre 2016

diabete testLa principale preoccupazione per i genitori di un bambino con diabete? La riduzione del livello di zuccheri nel sangue e le crisi di ipoglicemia. È questo il vero incubo per 7 genitori italiani su 10, secondo l’indagine internazionale DAWN Youth promossa da International Diabetes Federation (IDF) e International Society for Pediatric and Adolescent Diabetes (ISPAD), con il contributo di Novo Nordisk, e condotta su circa 7mila bambini e ragazzi con diabete, sui loro genitori e sugli operatori sanitari.
Genitori che, in 6 casi su 10, si sentono in qualche modo “oppressi” dalla malattia del figlio; in 1 caso su 2 (47%) dichiarano di avere avuto per questo motivo ripercussioni negative sul lavoro; e per il 33% denunciano un impatto economico da moderato a forte sul proprio bilancio familiare. Più positivi, invece, i diretti interessati, ossia i bambini e gli adolescenti con diabete, che nella stragrande maggioranza dei casi (93%) dichiarano che la malattia non ha mai causato, se non di rado, imbarazzo, e che nel 95% dei casi pensano di non sentirsi mai, o solo qualche volta, discriminati o limitati nelle proprie relazioni sociali e godono complessivamente di una buona qualità di vita. Anche se 3 giovani su 4 confessano che raramente il loro diabete è sotto controllo.“Che la paura di episodi di ipoglicemia, in particolare quelli notturni, nei propri figli preoccupi oltremodo i genitori non stupisce”, dice Fortunato Lombardo, coordinatore del Gruppo di studio sul diabete della Società italiana di endocrinologia e diabetologia pediatrica (Siedp). “Questo dato, che si riscontra in tutti i Paesi, deriva essenzialmente dalla paura delle conseguenze nell’immediato; dalle possibili manifestazioni della crisi ipoglicemica: palpitazioni, tremore, sino alle convulsioni e alla perdita di conoscenza, che in un bambino assumono caratteristiche ancora più drammatiche”, prosegue.“Il diabete infatti ha un forte impatto emotivo e psicologico sui genitori”, aggiunge Lombardo. “La nostra attenzione di pediatri diabetologi è indirizzata pertanto non solo alla cura della malattia ma al prendersi cura, nel complesso, del bambino e dei familiari: grande impegno è messo nell’educazione terapeutica, negli aspetti informativi, educativi e di sostegno ai familiari. Un grande aiuto, peraltro, viene dalle tecnologie innovative, sotto forma di nuovi microinfusori e nuove insuline, le cui caratteristiche producono minori effetti indesiderati, quali appunto le ipoglicemie”, conclude.Sono 18mila, secondo i dati della Siedp, i bambini e gli adolescenti colpiti in Italia dal diabete tipo 1, la forma più grave della malattia che richiede la somministrazione dell’insulina, attraverso iniezioni da quattro a sei volte al giorno oppure l’impiego del microinfusore. Questi giovani sono assistiti da una rete di oltre 60 centri di diabetologia pediatrica, uniformemente distribuiti sul territorio nazionale. Nel complesso sono circa 300mila, per il Ministero della salute, gli Italiani, giovani e adulti, con diabete tipo “Il numero di giovani e bambini con diabete tipo 1 è in crescita, particolarmente nella fascia di età inferiore ai 6 anni. Soprattutto, esiste un’importante percentuale di giovani, circa il 30%, a cui la malattia viene diagnosticata solo quando si manifesta la chetoacidosi, una grave crisi dovuta all’impossibilità dell’organismo di utilizzare il glucosio come fonte energetica – per mancanza di insulina – che viene quindi sostituito con i grassi. Infatti, frequentemente i sintomi iniziali del diabete in un bambino sono spesso confusi con altre malattie”, dice Franco Cerutti, Presidente Siedp. “Il diabete tipo 1 in età evolutiva, pur costituendo una minima parte della totalità delle persone che soffrono di questa malattia, è una delle endocrinopatie più frequenti in età pediatrico-adolescenziale, oltre ad essere una malattia cronica che, se non affrontata adeguatamente, può provocare un impatto familiare e sociale negativo. La presa in cura del bambino o adolescente diabetico rappresenta una sfida il cui obiettivo è di investire sulla loro salute, in modo da assicurare un’adeguata qualità di vita futura, riducendo il più possibile l’età di insorgenza delle complicanze. A questo proposito giova dire che, mediamente, il compenso glicometabolico dei bambini con diabete italiani è tra i migliori”, conclude.E proprio ai bambini tra i 3 e gli 8 anni con diabete tipo 1 è dedicata una nuova app – Pancry Life – ideata da AGDI Italia – Coordinamento tra le associazioni italiane giovani con diabete, patrocinata da SIEDP – Società italiana di endocrinologia e diabetologia pediatrica e realizzata con il supporto non condizionato di Novo Nordisk. Pancry Life è la prima applicazione di tale genere progettata per iOS e Android (già disponibile per l’installazione su Apple Store e Google Play) e si pone a metà strada tra il gioco elettronico e lo strumento educativo.Attraverso il gioco il bambino costruisce il proprio “avatar” e inizia l’avventura interattiva con l’aiuto di un simpatico personaggio parlante: Pancry, che lo aiuta e affianca in tutti i momenti cruciali del gioco, prettamente incentrato sull’esecuzione delle gestualità giornaliere atte a tenere sotto controllo e trattare il diabete.Pancry Life è stata sviluppata grazie alla consulenza medico-scientifica di Stefano Tumini, Responsabile Servizio di Diabetologia Pediatrica, Ospedale di Chieti.

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Strage di immigrati al largo di Lampedusa

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 aprile 2011

Continuano le ricerche degli oltre 200 immigrati dispersi nelle acque maltesi dove, verso le ore 4 di mercoledì, è affondata un’imbarcazione diretta verso le coste italiane. A causa del forte vento, il barcone si è ribaltato e ha rovesciato in mare le circa 300 persone che erano a bordo. Tra i dispersi numerose donne e bambini. Antonino Lo Verde, viceresponsabile per l’Immigrazione dell’Italia dei Diritti, riflette su quanto accaduto, senza nascondere la propria angoscia: “Questa tragedia, che non è la prima, né sarà l’ultima, è provocata da una situazione di disagio che si vive nel Mediterraneo da decenni e che non si vuol risolvere. Quando accadono simili sciagure si comprende che non c’è la volontà di soccorrere le persone. La cosa che mi ha stranito di più è che i maltesi avevano intercettato l’sos e non hanno agito. A questo punto, sono intervenuti gli italiani che sono riusciti a trarre in salvo soltanto una cinquantina di persone. Se fossero arrivati prima, quasi certamente, avrebbero potuto mettere in salvo più persone e con maggiore facilità”.

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Angoscia per rifugiati e migranti in Libia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 febbraio 2011

Da contatti telefonici odierni emerge la grande preoccupazione del Consiglio Italiano per i Rifugiati per il destino di rifugiati e migranti presenti in Libia, in particolare quelli provenienti dall’Africa sub-sahariana. Secondo fonti non confermate in alcuni centri di detenzione i migranti vengono costretti con minacce di morte ad arruolarsi nelle truppe mercenarie. Coloro che vivono a Tripoli, invece, si vedono presi di mira da parte delle persone appartenenti alla resistenza come reazione al fatto che mercenari provenienti da alcuni paesi dell’Africa sub-sahariana sono stati assoldati per la repressione. Questi rifugiati e migranti non osano uscire dalle loro abitazioni e vengono riferiti episodi di intrusioni nelle case e di caccia all’uomo. Il CIR chiede con insistenza a tutte le parti in causa di rispettare il diritto alla vita e alla dignità di rifugiati e migranti presenti in gran numero in Libia, evitando di coinvolgerli nei conflitti in corso e di non abbandonarsi a manifestazioni di razzismo. Il CIR vuole ricordare che si tratta della parte più debole della popolazione, senza diritti riconosciuti e senza l’appoggio di una rete di riferimento. Il CIR chiede, inoltre, alle autorità italiane e a quelle di altri paesi europei di considerare favorevolmente nelle attuali azioni di evacuazione le richieste individuali presentate da rifugiati e migranti presenti in Libia per essere portati in territori sicuri.

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L’apocalisse della modernità

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 aprile 2010

Zurigo 28 aprile 2010, ore 18.15-19.45  Università di Zurigo (Edificio principale), Rämistrasse 71  L’Istituto Italiano di Cultura di Zurigo,  in collaborazione con il Seminario di Storia dell’Università di Zurigo, ha organizzato  una serata dedicata a: L’apocalisse della modernità  La grande guerra per l’uomo nuovo  Il noto storico Emilio Gentile, Professore all’Università di Roma La Sapienza e  specialista di storia del XX secolo, illustrerà il contesto sociale, culturale e  antropologico entro il quale maturò la prima guerra mondiale, una delle più tragiche  esperienze del Novecento. Si soffermerà in particolare sugli artisti e gli intellettuali  che, se all’inizio avevano invocato la guerra come una catarsi, si fecero poi interpreti  dell’angoscia profonda da essa scatenata. Ingresso libero http://www.iiczurigo.esteri.it (apocalisse)

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Kabul: Liberi i tre italiani

Posted by fidest press agency su domenica, 18 aprile 2010

Da poco l’ambasciata italiana ha accolto i tre italiani Marco Garatti, Matteo Pagani e Matteo Dell’Aira liberati dai servizi segreti afghani dopo nove giorni di detenzione. Il ministro degli esteri in una conferenza stampa ha dichiarato, tra l’altro: “Abbiamo ottenuto quello che era il nostro obiettivo prioritario, e cioè la libertà per i nostri connazionali senza mettere in discussione la nostra posizione di ferma solidarietà con le istituzioni afghane e la coalizione internazionale”. La nostra diplomazia, quindi, se ne attribuisce il merito. Ora sappiamo che già da 48 ore i tre italiani non si trovavano imprigionati ma avevano fatto tappa in una guest house per cambiarsi e rimettersi dalla brutta avventura accorsa. Le autorità giudiziarie afgane hanno, a questo punto, preso atto che le accuse nei confronti degli italiani non erano sufficienti a giustificare la detenzione. Ora resta da capire se le accuse verranno ritirate del tutto e vi sarà uno strascico giudiziario. In questo caso per i tre operatori sarà difficile far ritorno in tempi brevi in Italia. Soddisfazione ha mostrato Cecilia. Strada presidente di Emergency e che tanto impegno ha profuso per sostenere la causa dei suoi collaboratori e per confermarne la loro innocenza. “Siamo molto, molto felici – ci dice Strada – che i nostri tre operatori siano stati finalmente liberati e che abbiano potuto contattare le loro famiglie dopo giorni di angoscia”

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Scuola di Alta Formazione Filosofica

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 febbraio 2010

Torino.4 marzo ore 18 – Galleria d’Arte Moderna, lezione magistrale dedicata al problema della libertà. Sarà Emanuele Severino – secondo Massimo Cacciari l’unico filosofo del Novecento in grado di misurarsi con Heidegger – il docente ospite, dal 1 al 5 marzo 2010, del VI ciclo di seminari della Scuola di Alta Formazione Filosofica di  Accademico dei Lincei e uno dei più illustri filosofi italiani a livello internazionale, Severino dedicherà il suo ciclo di incontri seminariali presso la Scuola di Alta Formazione Filosofica ai temi dell’essere, dell’eterno e della verità senza dimenticare l’angoscia del divenire e l’orrore del nulla e della morte che stanno alla base del nichilismo, della volontà di potenza e del dominio della tecnica – ossia dei tratti caratteristici della società occidentale – nonché ai temi della salvezza e del destino. Giovedì 4 marzo alle ore 18 presso la Galleria d’Arte Moderna di Torino, Severino – che a partire dagli anni Settanta ha avuto con la Chiesa cattolica un rapporto di severa ma rispettosa critica reciproca – terrà inoltre una lezione magistrale intitolata Sul problema della libertà.
La Scuola di Alta Formazione Filosofica – fondata e diretta da Ugo Perone, ordinario di Filosofia Morale e direttore del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università del Piemonte Orientale, organizzata dal Centro Studi Filosofico-religiosi “Luigi Pareyson” con il sostegno della Compagnia di San Paolo, la collaborazione della Società Filosofica Italiana, il patrocinio di Regione Piemonte, Provincia di Torino e Città di Torino – si pone come luogo d’incontro tra le grandi figure della filosofia mondiale invitate di volta in volta e un gruppo di giovani studiosi italiani e stranieri selezionati mediante bando e chiamati a mettersi in gioco, con il sostegno di alcuni tutor, all’interno dei seminari settimanali intensivi di 5 ore giornaliere a loro riservati. L’intento di rappresentare l’ampiezza e la complessità degli studi filosofici contemporanei si manifesta anche nella scelta dei filosofi ospiti dei seminari semestrali e della conferenza collegata. Ai cinque precedenti cicli seminariali sono stati invitati il fenomenologo francese Jean-Luc Marion, il filosofo tedesco Dieter Henrich, gli americani Charles Larmore e John R. Searle e l’ungherese Ágnes Helle
Nato a Brescia nel 1929, Emanuele Severino è uno dei più eminenti filosofi italiani a livello internazionale. Laureatosi all’Università di Pavia con Gustavo Bontadini nel 1950, dal 1954 al 1970 insegna all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Il tema fondamentale del pensiero di Severino è quello dell’essere: sulla base di un’ontologia di tipo parmenideo, egli elabora un’originale interpretazione del nichilismo, considerato il contenuto essenziale del pensiero occidentale nella sua pretesa di conferire realtà al divenire, negando di fatto che l’essere realmente sia. Tra le sue opere più recenti ricordiamo: Democrazia, tecnica, capitalismo, Morcelliana, 2009; Il diverso come icona del male, Bollati Boringhieri, 2009; Discussioni intorno al senso della verità, Edizioni ETS, 2009. (emanuele severino)

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Angst e Kyosei

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 marzo 2009

Editoriale Fidest Angst è una parola tedesca e significa “angoscia”. Kyosei, a detta del suo inventore il giapponese Ryuzaburu KAKU, Presidente della multinazionale giapponese Canon, esprime il concetto di ” lavorare e vivere in funzione del benessere comune”. Tali parole rappresentano, forse con maggiore efficacia e sintesi  rispetto alle altre, il trauma esistenziale che ci sovrasta.  La ricchezza, che il capitalismo produce, non consente la diffusione del benessere materiale e, se  in qualche caso lo fa, il prezzo che viene richiesto è molto elevato. Angst, dunque, diventa il “prezzo” che noi paghiamo all’economia di mercato, all’esaltazione della ricchezza senza valori intrinseci, arida e spietata negli egoismi individuali e collettivi.  Essa genera  indifferenza per la fame nel mondo, per i genocidi, per le continue violazioni dei diritti umani. Si entra, così, in conflitto con la morale civile e religiosa ma senza con ciò riuscire a ricavare, dalle sue ceneri, un modello di società più giusta. Ora proprio dal Giappone, dove per lo stress da lavoro muoiono ogni anno diecimila persone, nasce la consapevolezza che “il liberalismo e le democrazie occidentali che si ispirano al modello americano e che pretende di risolvere tutto sulla base della difesa dei diritti umani, non basta, in quanto, per caricarsi di valori e di contenuti,   deve accompagnarsi alla cooperazione, al rispetto per gli altri e alla  ricerca del benessere generalizzato.” In tal modo Angst si identifica con la sconfitta dell’uomo che fonda la sua filosofia di vita sulle  sole conquiste materiali mentre Kyosei potrebbe liberarlo da tale abbraccio mortale aprendogli una strada nuova per continuare a vivere, in questo piccolo pianeta, in pace. Ma per farlo gli ostacoli da superare non sono pochi. I peggiori nemici coabitano con noi: sono l’egoismo, gli odi razziali, gli integralismi religiosi e civili e la sete di ricchezze e di potere.  Sono i componenti di una antifede che si sono tramutati in fede e vanno alla ricerca di un idolo da adorare e non del proprio Dio. E proprio quell’essere diventati pagani, anche praticando i più rigidi precetti religiosi,  rivela la maggiore insidia e ci rende più deboli ed esposti al fascino del benessere fine a se stesso. A questo punto “kyosei” diventa un po’ alla volta più di una speranza per trasformarsi in una certezza. Esso si identifica nella parola chiave del riscatto umano. (Riccardo Alfonso fidest@gmail.com)

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