Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 271

Posts Tagged ‘anima’

“L’anima della materia: il volto degli apostoli tra testimonianza e destino”

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 marzo 2022

Ancona. Dal 22 marzo al 26 aprile 2022 Museo Tattile Statale Omero Mole Vanvitelliana Banchina Giovanni da Chio 28. La Fondazione Verona Minor Hierusalem, fondata dalla Diocesi di Verona e sostenuta in particolare dalla Fondazione Cariverona che opera anche nella città di Ancona, intende valorizzare le opere del Maestro Antonio Amodio con questa mostra ideata dalla direttrice Paola Tessitore in linea con il suo modello valoriale e organizzativo “Tessere relazioni per il bene comune”, e curata da Davide Adami, storico dell’arte.Antonio Amodio ha creato dodici dipinti e dodici sculture in legno di cedro dedicate all’interpretazione del volto degli apostoli, nei momenti intensissimi e drammatici degli ultimi giorni di Gesù. La pittura materica di Amodio qui si è espansa nella piena tridimensionalità – corporea, tattile, olfattiva – della scultura lignea aprendo così una suggestiva e intima stratificazione temporale e una più intensa interrogazione esistenziale dei soggetti.Le sculture in legno, fruibili tattilmente, suggellano l’incontro tra arte e sostenibilità ambientale: sono state realizzate infatti usando il legno degli alberi caduti il 23 agosto 2020 durante una forte tempesta a Verona.È evidente inoltre il significato spirituale di un’arte che vuol restituire vita ad oggetti fortemente simbolici, come gli alberi abbattuti dalla forza della natura e trasformati dal magistero dell’arte nei volti degli apostoli, supportati da testi ispirati da fonti bibliche.La mostra è inclusiva e accessibile anche grazie ai dipinti “udibili” che accompagnano le sculture.In ogni dipinto è presente un QR Code che riporta a un testo scritto dal biblista Monsignor Martino Signoretto, Vicario alla cultura della Diocesi di Verona, e letto e interpretato dall’attore Alessio Tessitore. La trasformazione dei dipinti in opere parlanti assume il valore di rinascita e resilienza, particolarmente significativo anche in relazione all’emergenza sanitaria che stiamo vivendo.La mostra rientra nel progetto “Musei integrati” promosso dall’ICOM Italia, dal Muse e dall’Associazione Nazionale Musei Scientifici, che mira a far crescere la consapevolezza della sostenibilità nell’ecosistema dei Musei italiani. Dal 29 aprile al 28 maggio la mostra sarà allestita nella cripta della chiesa di Santa Maria in Organo a Verona. Orario: da martedì a domenica 16:00 – 19:00; domenica e festivi anche 10:00 – 13:00.

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Giorgio Montefoschi: Dell’anima non m’importa

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 gennaio 2022

Collana Oceani, pp. 320, 19 euro. Un romanzo sulla forza del corpo e del desiderio in cui la scrittura attenta e precisa di Giorgio Montefoschi trova ulteriore forza e profondità, portando il lettore fin dentro la vita, le gioie, i dubbi e le difficoltà di una famiglia come tante, racchiusa in una normalità borghese che nasconde molte più sfaccettature e oscurità di quelle che appaiono all’esterno, e sempre si rivolge a una prospettiva dell’Altrove. Enrico e Carla Rubbiani sono una coppia felice e affiatata tanto da far dimenticare i vent’anni d’età che li dividono e hanno una figlia, Maddalena, che entrambi adorano. La loro vita familiare nella casa dei Parioli, fatta di cene e ricorrenze passate con gli amici, passeggiate, vacanze a Sabaudia e concerti a Santa Cecilia, sembra perfetta, almeno finché Enrico non è colpito da una crisi cardiaca che lo costringe a un breve ricovero in clinica. Il suo ritorno a casa innesca qualcosa d’inaspettato, la noia e la ripetitività della vita di coppia causano in Enrico un malcontento che sfoga iniziando a frequentare una collega, mentre Carla ha un breve flirt con un avvocato amico del marito, Stefano. Enrico se ne va di casa e si trasferisce in un appartamentino di Trastevere, l’equilibrio della loro relazione e la famiglia che formavano sembrano essersi definitivamente spezzati ma, forse, c’è ancora il tempo per tornare a essere quelli di prima.

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Progetto “Anima” scambio culturale tra Italia e Uzbekistan

Posted by fidest press agency su domenica, 28 novembre 2021

Nell’ambito del processo di internazionalizzazione dell’Università Europea del Design di Pescara, a fine 2019 è stato firmato un Protocollo d’Intesa (MOU) tra la UED e il Tashkent Institute of Textile and Light Industry (TITLI), con lo scopo di stimolare lo scambio culturale tra Italia e Uzbekistan attraverso la formazione e il reciproco scambio di know-how. In questa ottica l’UED si è subito mossa per integrare, all’interno del corso triennale di Fashion Design, una esercitazione che permettesse agli studenti di scoprire e apprezzare la cultura tessile uzbeka. Il corso di Fashion Lab, di fatti, ha assegnato ai suoi 20 studenti il progetto “Anima” per la creazione di una serie di accessori ispirati alla storia dei tessuti e dei costumi uzbeki. Questo tipo di ricerca e progettazione rientra nell’ambito del concetto di glocalizzazione, che consiste in un nuovo paradigma economico capace di sfruttare al meglio i risultati della globalizzazione ma partendo dalla bellezza e dalle particolarità delle culture locali, valorizzando le differenze stilistico/culturali di diversi popoli per poterli poi portare, grazie alla progettazione e attualizzazione, alla ribalta del mondo globalizzato. Nell’ambito del corso di Fashion Lab (secondo anno di formazione in Fashion Design) è stato assegnato lo sviluppo di un progetto intitolato “Uzbekistan” con l’obiettivo di incentivare una ricerca sperimentale e di decontestualizzazione volta alla progettazione di prodotti innovativi e di tendenza. Nel processo creativo che si genera è insita la bellezza della trasformazione, di significato e di linguaggio, derivante dal processo di decontestualizzazione degli oggetti che compongono i nuovi prodotti. Il progetto “Anima” è focalizzato sul concetto di sostenibilità, in particolare l’ispirazione è avvenuta dalla triste storia del lago d’Aral, situato alla frontiera tra l’Uzbekistan e il Kazakistan, che si è prosciugato fino a scomparire. Per questo si è deciso quindi di affrontare il tema della sostenibilità, utilizzando materiali naturali come il cotone, il lino e la canapa. Il progetto nasce dall’idea di raccontare l’essenza di un Paese, del quale, apparentemente, siamo meno informati, ma che ha una grande ricchezza sia dal punto di vista storico che artistico. Il design utilizzato dagli allievi si ispira alla cucina uzbeka, alla tipica focaccia obi, che somiglia al pane Naan indiano per la sua forma a disco. Il pane viene considerato sacro grazie ad una leggenda che racconta della passione di ogni nuovo governatore per la creazione di speciali monete. Altro elemento fondamentale da cui si è preso ispirazione sono le lunghe trecce che distinguevano una donna sposata da una nubile. Sono state create borse immaginando che fossero gli occhi e l’anima delle donne, consapevoli dei loro valori, desiderose di una riscoperta della loro identità più profonda. La borsa è stata interpretata con disegni e motivi geometrici caratteristici dell’architettura indo-islamica, che metaforicamente diventano finestre sull’infinito. I colori riprendono le brillanti tonalità del posto: turchese, rosso e smeraldo. L’architettura uzbeka, elemento fondamentale per trarre maggiore ispirazione è stata rivisitata in chiave moderna, destrutturandola e ricomponendola attraverso una sorta di rinascita. Punto di riferimento per le creazioni la piazza del Registan di Samarcanda, simbolo della vita uzbeka e importante centro storico. È proprio dalle tre scuole islamiche, che incorniciano questo ambiente, che parte l’idea alla base della collezione. Se iniziassimo a camminare per le vie dei mercati agricoli di Bazar Sia di Samarcanda ci sembrerebbe di aver posato lo sguardo all’interno di un caleidoscopio: giochi di luci, di colori, di armonie che si mischiano tra loro e creano sempre nuove percezioni. Da qui è nato lo spunto che ha dato vita ad una collezione che è un contenitore di storia. Per quanto riguarda i tessuti e i colori si sono utilizzati il velluto e un tessuto stampato, che riportano colori caldi. I diversi elementi realizzati, inoltre, presentano dei punti luce e delle nappe, elemento tipico della cultura del Paese. Il progetto ha avuto come obiettivo quello di concatenare tra loro tradizione e modernità. In rappresentanza della prima si è voluto riproporre i colori dei mausolei religiosi e dei portali presenti all’interno della città, che ancora oggi conservano il loro fascino inestimabile. Per la seconda invece è stata scelta una delle più rivoluzionarie e innovative tecnologie del XXI secolo ovvero la stampa 3D.

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Presentazione del libro “Ferite nell’anima e corpi prigionieri”

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 novembre 2021

Parma martedì 23 novembre dalle 17, nell’Aula dei Filosofi dell’Ateneo di Parma (Palazzo centrale, Via Università 12), si terrà il secondo incontro del ciclo di seminari Contemporary Authors in Bioethics, organizzato dal Centro Universitario di Bioetica (University Center for Bioethics – UCB) e dedicato alla presentazione (in dialogo con gli autori) di libri sulle principali questioni del dibattito bioetico/biogiuridico contemporaneo. L’evento vedrà la presentazione del libro Ferite nell’anima e corpi prigionieri. Suicidio e aiuto al suicidio nella prospettiva di un diritto liberale e solidale di Stefano Canestrari, docente di Diritto penale all’Università di Bologna, in dialogo con Paolo Veronesi, docente di Diritto costituzionale all’Università di Ferrara e Ludovica De Panfilis, ricercatrice sanitaria e responsabile dell’Unità di Bioetica dell’Azienda USL-IRCCS di Reggio Emilia. Ad introdurre l’incontro sarà Antonio D’Aloia, Direttore del Centro Universitario di Bioetica. L’appuntamento rappresenta l’occasione per riflettere, secondo una prospettiva interdisciplinare, sul tema del suicidio assistito, a seguito del caso di Dj Fabo, delle pronunce della Corte costituzionale intervenute sul tema, (nn. 207/2018, 242/2019), e alla luce della richiesta di referendum per la parziale abrogazione dell’art. 579 c.p. (omicidio del consenziente). L’incontro si terrà in presenza, nel rispetto delle normative anti-Covid. Per accedere è necessario essere in possesso di green pass (si consiglia la prenotazione del posto.

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E’ uscito in libreria “Il medico che ascolta. Sul sentiero dell’anima”

Posted by fidest press agency su martedì, 2 novembre 2021

Saggio del dottor Gianni Squillante che, attraverso la ricerca e l’ascolto dell’altro, segue un percorso tra psicoanalisi, filosofia e medicina “alternativa”. Un buon discepolo di Jung segue il suo consiglio di non essere junghiani, ma di sviluppare ulteriormente quello che è stato il suo lavoro. Da questa premessa nasce questo saggio, che si apre alle infinite vie dell’animo umano e ai molteplici e complementari sentieri che il Medico in ascolto percorre per raggiungerlo e prendersene cura. È così che l’agopuntura, la medicina, quella omeopatica e quella tradizionale, la terapia psicoanalitica, costituiscono il mezzo che conduce il paziente in profondità, e, quando necessario, sulla strada della guarigione. Gianni Erminio Squillante (Monteleone Sabino 1949) si è laureato all’età di 25 anni in medicina e chirurgia a Roma. Uomo di grande curiosità culturale e vero divoratore di libri, è poco conosciuto dal grande pubblico dei lettori a causa della sporadica attività pubblicistica, da sempre limitata dall’intensa attività professionale. Si ricordano comunque le sue collaborazioni, in qualità di co-fondatore, ai Quaderni Dalla parte dell’uomo dal 1981 al 1989, La medicina del confine, libro pubblicato nel 1992 e I racconti dell’Anima, raccolta che fonde, con straordinaria originalità, prosa e poesia nel narrare le vicende del quotidiano. Nel 1996 riceve un premio dall’Associazione “Il Tempo Ritrovato” per una breve raccolta di poesie. Nel 2005 pubblica i quattro volumi del saggio “Sentieri non opere”.La sua esperienza come terapeuta, medico omeopata, agopuntore lo porta oggi a pubblicare questo saggioOggi in seguito ad anni di esperienza come terapeuta, medico omeopata, agopuntore e studioso pubblica per Terre Sommerse questo saggio.

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Plotino sull’immortalità dell’anima

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 marzo 2021

Roma 12 marzo 2021 ore 9. La conferenza è online. L’evento è realizzato in collaborazione con la Scuola Superiore di Studi in Filosofia dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata. La conferenza è organizzata da Daniela P. Taormina e Lorenzo Ferroni. Il trattato enneadico IV.7 Sull’immortalità dell’anima è un testo singolare. L’opera è da riportare ai primissimi anni dell’attività di Plotino come autore di trattati filosofici, occupa il secondo posto nella lista ‘cronologica’ inserita da Porfirio nella Vita Plotini (ed è lo stesso Porfirio a includerlo nella quarta enneade, contenente gli scritti plotiniani sulla terza delle tre ipostasi supreme, l’anima). È dunque preceduto dal solo, breve, trattato I.6 Sul bello, e si tratta quindi del primo tentativo di riflessione da parte del pensatore di Licopoli sul problema dell’immortalità dell’anima. Plotino fa precedere la propria trattazione della questione (affrontata dal punto di vista di un pensatore di scuola platonica) da una lunga dossografia polemica tesa a dimostrare la falsità delle concezioni proposte, a riguardo, da alcune delle scuole filosofiche più celebri dell’antichità: vengono quindi confutate, una dopo l’altra, le tesi epicuree, stoiche (anima come materia), pitagoriche (anima come armonia), peripatetiche (anima come entelechia). Tale excursus occupa una parte molto ampia del trattato, e, per il modo in cui Plotino mette in campo le proprie tecniche argomentative, e per le informazioni che fornisce su altri sistemi di pensiero, ne costituisce, evidentemente, uno degli aspetti più interessanti: non è tuttavia certamente il solo. Il trattato IV.7 si pone difatti al centro di alcune discussioni di rilievo cruciale concernenti la storia del testo del corpus plotiniano in età tardo antica, lo studio della tradizione manoscritta, la valutazione dell’apporto della tradizione indiretta, l’influenza della tradizione gnostica, l’utilizzo delle fonti arabe.Il convegno si propone di esplorare lo spettro delle linee di ricerca convergenti su IV.7. Grazie alla partecipazione di alcuni tra i migliori specialisti, italiani e stranieri, avremo modo di esaminare questo stimolante testo plotiniano privilegiando una prospettiva interdisciplinare e multidisciplinare che sia in grado di affrontare la pluralità di domande suscitate dal trattato. Siamo fermamente convinti del fatto che, dato il livello di specializzazione ormai raggiunto dalle diverse discipline in campo scientifico, soltanto un approccio di questo tipo, fondato sulle competenze di un’équipe diversificata, possa condurre a risultati realmente nuovi. Il testo su cui concentreremo i nostri sforzi appare, come si è visto, estremamente promettente. La conferenza si terrà in italiano, francese e inglese. Per partecipare, si prega di registrarsi online.

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L’anima agricola del “Recovery plan”

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 febbraio 2021

Per rendere l’Italia più sostenibile, digitale e resiliente, il Recovery Plan deve avere un’anima agricola e puntare sullo sviluppo tecnologico e ambientale delle aree rurali, che rappresentano oltre il 50% della superficie nazionale con 11 milioni di cittadini. Per questo, il settore primario vuole essere un alleato forte del nuovo ministero della Transizione ecologica, che dovrà gestire almeno 70 miliardi di fondi europei per la ripartenza. Lo ha detto il presidente di Cia-Agricoltori Italiani, Dino Scanavino, in audizione al Senato, presso le commissioni Bilancio e Politiche europee, sul Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. “La scelta di creare il ministero della Transizione ecologica coglie il senso della grande sfida che abbiamo davanti -ha detto Scanavino- e ci coinvolge pienamente e direttamente. Intraprendere la strada dello sviluppo sostenibile, come chiede l’Europa, vuol dire riconoscere finalmente la centralità dell’agricoltura, il cui ruolo si evolve oggi in molte direzioni. C’è la funzione produttiva del settore, che resta evidentemente prioritaria, come dimostrato in questo anno di pandemia come garante dell’approvvigionamento di cibo. Ma l’agricoltura contribuisce anche alla tenuta dei territori e, ora, può fare da cardine dello sviluppo integrato del Paese, in un’ottica di trasversalità del piano, producendo energia da fonti rinnovabili, tutelando il paesaggio e gestendo le risorse idriche, salvaguardando il suolo e le foreste per prevenire il dissesto idrogeologico, migliorando la sostenibilità dei processi produttivi con nuove tecnologie digitali, blockchain e rinnovo del parco macchine per non inquinare”. “Parliamo di un progetto nazionale di manutenzione del territorio, per il quale serve un Recovery Plan con robusti investimenti nelle infrastrutture, nei servizi e nella digitalizzazione, a partire dalle aree interne dove ancora nel 40% delle case non arriva il wi-fi -ha aggiunto il presidente di Cia-. Il rilancio dell’Italia ha bisogno di progetti concreti e innovativi, realizzabili con tempi certi e monitorabili, con il contributo degli agricoltori italiani, custodi della terra e sentinelle del territorio, insieme a tutte le forze economiche e sociali del Paese”.

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Il volo dell’Anima. Incontri ravvicinati tra scultura e poesia

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 febbraio 2021

Di Silvana Lazzarino e Dario Nicolella. Due poeti e due artiste per restituire il respiro dell’anima tra visibile e invisibile, memoria e tempo. “Due artiste e due poeti si confrontano per dare vita a un libro in cui l’arte, in senso lato, cerca – con un ‘linguaggio’ diverso – di fornire al mondo uno strumento in più affinché ci si possa avvicinare alla semplice complessità o, se volete, la complessa semplicità della vita”. Queste le parole di Sandro Angelucci, affermato poeta, critico letterario e saggista, nell’introduzione della raccolta poetica “Il volo dell’Anima. Incontri ravvicinati tra scultura e poesia. Alba Gonzales e Rabarama” pubblicata nel 2019 da Apeiron Edizioni e scritta da Silvana Lazzarino e Dario Nicolella.
Silvana Lazzarino, giornalista/pubblicista e poetessa di Roma e Dario Nicolella medico, poeta e scrittore di Napoli, hanno saputo presentare attraverso la forza evocativa del verso poetico un percorso di emozioni in divenire a partire dal fascino suscitato dalle opere delle scultrici Alba Gonzales e Rabarama (nome d’arte di Paola Epifani) note a livello internazionale.
Sia Alba Gonzales, sia Rabarama raccontano il viaggio emozionale legato all’uomo, al suo essere in costante sospensione tra il finito e l’infinito, il bene e il male, ma in modi diversi affrontano l’angoscia e le paure dello stesso individuo, la sua capacità di rinascere e di essere felice.
Rabarama e Alba Gonzales sono diverse, ma con radici che affondano entrambe nelle “regioni dell’Essere” come spiega il poeta, filosofo e saggista Franco Campegiani nella prefazione al libro sottolineando come: ”la prima con una figurazione meditabonda che parla di solitudini e annullamenti dell’ego, di vuoto mentale propedeutico alla rinascita interiore; la seconda con racconti allegorici che svelano i principi elementari, lo statuto segreto del mondo, sospeso tra Essere e Divenire. Dove Rabarama raffigura corpi reali, martoriati ed ustionati, ripiegati su sé stessi alla ricerca di un’oasi interiore, Alba Gonzales rappresenta figure atemporali – e proprio per questo attualissime – nelle cui mani salvifiche è posto il tumultuoso scorrere del tempo.” Se Alba Gonzales ha restituito l’universo femminile con i suoi drammi e smarrimenti, alchimie e fascinazioni, e più in generale le emozioni dell’individuo nel viaggio a riscoprire sè stesso, guardando anche al mito alla storia, Rabarama utilizza per le superfici delle sue sculture simboli di forte impatto visivo ed evocativo, ad intrecciare richiami a filosofie orientali e occidentali volti a suggerire il bisogno di una piena autoconsapevolezza, liberi da quanto appartiene alla predeterminazione. Entrambe descrivono il profondo legame dell’uomo con le sue origini, la natura e l’universo cui poter tornare per rinascere, superando la concezione di temporalità.

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Il soliloquio di un’anima in pena

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 agosto 2020

Sono tre i temi proposti nel mio soliloquio con l’immaginario figlio dei nuovi tempi. È anche un modo per riallacciarmi al futuro di Vulnus, un personaggio del XX secolo che gli eventi hanno trasportato nel XXX e gli hanno lasciato, quasi intatta, la memoria del suo passato nel futuro che vive.
E” il mio trittico: la fede, i ricordi ed il corpo. La fede rappresenta il più grande, il più cristallino passato. Essa ci riallaccia all’origine prima e alla fine della nostra esistenza. I ricordi sono la fonte principale per tenerci legati agli eventi che ci hanno preceduto, lungo quel filo d’Arianna che ognuno di noi tiene, tra le mani, per non perdersi tra i tanti sentieri della vita. Il corpo è lì a testimoniarci il nostro essere e il divenire. Vi riponiamo attenzioni per farlo star bene. È anche il testimone del nostro progredire nella sofferenza, nella rinuncia, nel riscatto.
Nasce un bambino dal dolore altrui. Muore l’uomo e procura altre sofferenze, penosi vuoti. In questo lasso, lungo o breve che sia, non parliamo altro che il linguaggio del futuro. Pensiamo alla sconfitta subita, con la dipartita dei nostri cari, e pensiamo ai nipoti in un futuro che già non ci appartiene.
È questa la nostra storia. Non è necessariamente raccontata per interposta persona, ma vissuta. È percorsa non dal romanziere o dal novellista, non è presentabile in una commedia o in una farsa, ma si nutre, quotidianamente, di quel futuro che le appartiene e che vede sempre più diretto verso confini nuovi, vicende appassionate e a volte incomprensibili, perché umane e non divine. La certezza non riguarda il nostro passato e meno che mai il presente. È nel futuro. Così è la vita. Così è il nostro destino che si rinnova, di volta in volta. Siamo coloro che, impastati di creta, ritornano polvere tra la polvere. Siamo poi sospinti, dai venti siderali, a vagare nell’infinito. Vi è anche chi ritrova il suo composto primigenio e si riproduce.
Immaginiamo per un momento l’attimo che precede la nostra morte. Se essa è improvvisa, ci sfugge persino la fase preagonica, prima di ritrovarci in una dimensione diversa, d’esplorare altre terre e di fare altre conoscenze. Resta, a questo punto, la Fede. Sta a noi capire se è una strada o un vicolo, se ci porterà da qualche parte o se è un nulla. (Riccardo Alfonso)

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Ludmila Ulitskaya: tra corpo e anima

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 giugno 2020

Collana Oceani, trad. Margherita de Michiel, pp. 178, 18 euro Esiste una linea che separa il corpo dall’anima? Seguendo i suoi personaggi nei momenti cruciali delle loro vite, Ludmila Ulitskaya compone un libro emozionante e poetico che indaga i confini del corpo e dell’anima, il nuovo capitolo dell’opera luminosa della più grande scrittrice russa contemporanea.
Ludmila Ulitskaya esplora i confini che avvicinano, o separano, le persone in un libro che sovverte con la letteratura la quotidianità delle nostre vite. Seguendo i suoi personaggi nei momenti cruciali delle loro esistenze, ci invita a espandere e superare i limiti che ci sono imposti dalla società, dalle consuetudini, talvolta da noi stessi. Il sentimento in grado di cancellare le distanze tra gli uomini è l’amore: anche quando si manifesta nelle forme più varie – sia esso attrazione fisica, amore materno, adorazione o fedeltà – la sua forza salva i protagonisti di queste storie e cambia i loro destini con l’imprevedibilità di un incontro decisivo.

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Ludmila Ulitskaya: Il corpo dell’anima

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 Maggio 2020

Collana Oceani, trad. Margherita de Michiel, pp. 176, 17 euro.Esiste una linea che separa il corpo dall’anima? Seguendo i suoi personaggi nei momenti cruciali delle loro vite, Ludmila Ulitskaya compone un libro emozionante e poetico che indaga i confini del corpo e dell’anima, il nuovo capitolo dell’opera luminosa della più grande scrittrice russa contemporanea.Ludmila Ulitskaya in questi racconti esplora i confini che avvicinano, o separano, le persone nella quotidianità delle nostre vite. L’unico sentimento che sembra in grado di cancellare le distanze tra gli uomini è l’amore: anche quando si manifesta nelle forme più varie – attrazione fisica, amore materno, adorazione, fedeltà – la sua forza può salvare i protagonisti e cambiare le loro vite con l’imprevedibilità di un incontro inatteso.

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Il soliloquio di un’anima in pena

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 febbraio 2020

Sono tre i temi proposti nel mio soliloquio con l’immaginario figlio dei nuovi tempi. È anche un modo per riallacciarmi al futuro di Vulnus, un personaggio del XX secolo che gli eventi hanno trasportato nel XXX e gli hanno lasciato, quasi intatta, la memoria del suo passato nel futuro che vive. E” il mio trittico: la fede, i ricordi ed il corpo. La fede rappresenta il più grande, il più cristallino passato. Essa ci riallaccia all’origine prima e alla fine della nostra esistenza. I ricordi sono la fonte principale per tenerci legati agli eventi che ci hanno preceduto, lungo quel filo d’Arianna che ognuno di noi tiene, tra le mani, per non perdersi tra i tanti sentieri della vita. Il corpo è lì a testimoniarci il nostro essere e il divenire. Vi riponiamo attenzioni per farlo star bene. E’ anche il testimone del nostro progredire nella sofferenza, nella rinuncia, nel riscatto. Nasce un bambino dal dolore altrui. Muore l’uomo e procura altre sofferenze, penosi vuoti. In questo lasso, lungo o breve che sia, non parliamo altro che il linguaggio del futuro. Pensiamo alla sconfitta subita, con la dipartita dei nostri cari, e pensiamo ai nipoti in un futuro che già non ci appartiene. E’ questa la nostra storia. Non è necessariamente raccontata per interposta persona, ma vissuta. E’ percorsa non dal romanziere o dal novellista, non è presentabile in una commedia o in una farsa, ma si nutre, quotidianamente, di quel futuro che le appartiene e che vede sempre più diretto verso confini nuovi, vicende appassionate e a volte incomprensibili, perché umane e non divine. La certezza non riguarda il nostro passato e meno che mai il presente. E’ nel futuro. Così è la vita. Così è il nostro destino che si rinnova, di volta in volta. Siamo coloro che, impastati di creta, ritornano polvere tra la polvere. Siamo poi sospinti, dai venti siderali, a vagare nell’infinito. Vi è anche chi ritrova il suo composto primigenio e si riproduce. Immaginiamo per un momento l’attimo che precede la nostra morte. Se essa è improvvisa, ci sfugge persino la fase preagonica, prima di ritrovarci in una dimensione diversa, d’esplorare altre terre e di fare altre conoscenze. Resta, a questo punto, la Fede. Sta a noi capire se è una strada o un vicolo, se ci porterà da qualche parte o se è un nulla.
E noi, che siamo proiettati nel futuro, non possiamo fare altro che rivolgerci al nostro passato, andare a indagare lungo i suoi tratti impervi, per capire se riusciamo a cogliere qualche segnale rivelatore. A volte mi chiedo: perché la fede ha avuto tanto successo nell’essere umano di tutti i tempi? La sua verità, a mio avviso, è molto semplice. Ci ha insegnato, o meglio ci ha ricordato, i valori di sempre che hanno la loro impor-: il saper guardare al nostro simile con amore. A respingere l’odio e il rancore che nutriamo.
La fede può essersi personificata in tante Chiese, in numerosi rituali, ma il suo fondo non ha distinzioni d’alcun tipo. Proprio per questo motivo è necessario uscire dai ristretti confini imposti dalle ritualità e dalle regole di un vivere da cristiani o da ebrei, da musulmani o da induisti o da buddisti per ritrovarci uniti nel messaggio comune, nel Padre di tutti. Il giorno in cui il cristiano, che sente il bisogno di andare a pregare in un luogo Sacro, si reca alla vicina sinagoga o tempio indù o moschea e altrettanto fa chi appartiene a un’altra Chiesa ed entra nelle cattedrali del cattolicesimo e in quelle dei protestanti, noi ci sentiremo, con più forza e determinazione, figli del nostro futuro, figli di una fede che non ha bisogno d’aggettivi o d’altri significati. È senza dubbio un bel dire, ma non è facile ai teologi di tutti i tempi, che hanno impiegato il loro ingegno per distinguere la propria religiosità dalle altre e a conferirle un primato esclusivo, dover oggi ammettere che di là dell’appartenenza a una Chiesa esiste una fede che li unisce.
Tale ricerca all’unità dalle diverse forze che compongono l’universo, e lo presiedono, è ben rappresentata dagli esseri viventi. In essi vi è il fuoco della vita. È un qualcosa che ha dimensioni e spazi definiti, ma proviene da ambiti e spazi indefiniti. (Riccardo Alfonso)

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Raccolta di poesie inedite: “L’Anima è un paese in guerra”

Posted by fidest press agency su sabato, 12 ottobre 2019

Roma venerdì 18 ottobre 2019 alle 21, presso la suggestiva Basilica di San Luigi Battista dei Fiorentini piazza dell’oro 4 sede del Battesimo di Gesù, capolavoro di Ercole Antonio Raggi,si porrà al centro della scena l’autore poeta Vincenzo Lisciani Petrini che presenterà la sua raccolta di poesie inedite “L’Anima è un paese in guerra”. Una raccolta che abbraccia un insieme di stili: il prosimetro che richiama i bollettini di Radio Londra narranti le vicende di guerra e la elegia forma poetica più amata dall’autore scelta per dare eco ai volti dell’anima: i sentimenti.Le poesie si rivolgono idealmente ai nati “degli anni ‘80”, una generazione che fa i conti, come una middle generation, con le glorie di un passato ormai lontano, un presente in declino ed un futuro fatto di incertezze, paure, povertà interiori e di risorse, e desiderio di fuga. Il vero territorio di guerra però non è tanto il mondo esterno scenografia di un altro deserto più profondo, quello interiore: l’anima, le sue domande, la sua ricerca, il suo smarrimento e la luce.Non poteva che essere un percorso travagliato quello della raccolta di Vincenzo Lisciani Petrini. Non mancano, infatti, forti battute d’arresto. L’opera era pronta per il lancio già nel 2013 dopo tre anni di duro lavoro, ma a causa della morte dell’editore decade l’intero progetto.Lo sguardo di Vincenzo si posa sui suoi versi, come quello di chi guarda le rovine della sua casa, della sua città bombardata dalla vita. Egli lascia cadere la polvere sui suoi scritti e cerca allora rifugio e consolazione in un’altra forma d’arte: la prosa. Ma la voce della sua lirica non smette di cantare e di richiamarlo al suo primo amore. Così Vincenzo Lisciani Petrini oggi trova il coraggio di riprendere in mano le sue poesie e di raccontare il suo vissuto. Ad accompagnarlo nel debutto l’attore Simone Bobbini che leggerà alcune poesie tratte dalla raccolta, accompagnato da Joshua De Loa, noto musicista e organizzatore di eventi dell’undergound romano.

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Fratelli d’anima: David Diop

Posted by fidest press agency su sabato, 13 aprile 2019

Sul fronte occidentale, nelle trincee francesi, tra i soldati bianchi coi loro vistosi calzoni rossi spiccano i fucilieri senegalesi, «i cioccolatini dell’Africa nera», come li chiama il capitano Armand. Prima di ogni assalto, il capitano non manca di ricordare loro che sono l’orgoglio della Francia, «i piú coraggiosi dei coraggiosi», un autentico incubo per i nemici che hanno paura dei «negri selvaggi, dei cannibali, degli zulú». I senegalesi ridono contenti. Poi, mettendosi in faccia gli occhi da matto, sbucano fuori dalla trincea con il fucile nella mano sinistra e il machete nella destra.
Alfa Ndiaye e Mademba Diop sono amici, fratelli d’anima cresciuti insieme in Africa, lontano dai freddi accampamenti del fronte. Quando in trincea risuona il colpo di fischietto del capitano, escono anche loro dal buco urlando come selvaggi indemoniati per non apparire meno coraggiosi degli altri.
Un giorno, però, Mademba Diop viene ferito mortalmente e, con le budella all’aria, chiede per tre volte ad Alfa di dargli il colpo di grazia. Per tre volte Alfa si rifiuta e, dopo una lunga e atroce agonia, Mademba muore.La morte dell’amico consegna Alfa all’impensabile, a tutto ciò che gli antenati e il mondo di ieri avrebbero proibito e che invece la grande carneficina della guerra moderna concede.
A ogni fischio di chiamata del capitano Armand, Alfa si precipita fuori dalla trincea e corre verso i «nemici dagli occhi azzurri», uccidendo senza pietà e tagliando alle sue vittime una mano come trofeo di guerra. Una, due, tre, quattro… otto mani. Come un demone, uno stregone, un divoratore di anime, che soltanto una voce del mondo di ieri potrebbe salvare…Romanzo che è valso al suo autore il prestigioso premio Goncourt des Lycéens e l’entusiastico e unanime apprezzamento della critica, Fratelli d’anima mostra come nel naufragio totale della civiltà rappresentato dalla Grande Guerra non soltanto l’Europa, ma anche una parte non trascurabile dell’Africa perse la sua anima e la millenaria tradizione che la custodiva.
David Diop è nato a Parigi ed è cresciuto in Senegal. Attualmente vive nel Sud-Ovest della Francia dove insegna letteratura francese presso l’Università di Pau. Fratelli d’anima è il suo secondo romanzo. Pagine: 128 Tradotto da: Giovanni Bogliolo Prezzo: €16,00 Neri Pozza editore.

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Festina Lotus SA annuncia l’acquisizione degli assets e dei diritti del Gruppo Anima AB

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 marzo 2019

Madrid Festina Lotus SA annuncia di aver acquisito gli asset e le proprietà intellettuali della società in bancarotta Anima AB, tra i quali il brand di orologi ibridi Kronaby. Anima AB, con sede a Malmö, in Svezia, progetta, sviluppa, produce e distribuisce il brand di smartwatch ibridi Kronaby. Le principali funzioni e attività di Anima/Kronaby saranno integrate in Festina Group. L’attività di “Ricerca e Sviluppo” incentrata su Applicazioni, Cloud e Analytics rimarrà a Malmö. L’acquisizione è stata effettuata dallo studio legale di Trägårdh a Malmö, in Svezia.
Kronaby fa parte di Anima, una società specializzata nella progettazione di prodotti intelligenti e connessi. Gli orologi Kronaby uniscono all’amore per gli orologi classici la tecnologia, determinante per rimanere in contatto con tutto ciò che ci circonda. La linea Kronaby si distingue per autentici e bellissimi orologi realizzati con materiali e componenti destinati a resistere nel tempo. Grazie alla tecnologia Bluetooth questi orologi sono in grado di collegarsi allo smartphone e permettere all’utente di interagire con il telefono tramite un’applicazione intuitiva.
Fondata negli anni ’80, Festina Group è una delle aziende leader a livello mondiale nel settore dell’orologeria. La sua sede principale si trova a Madrid, con un centro logistico internazionale con sede a Barcellona. L’azienda produce e commercializza cinque diversi brand di orologi (Festina, Lotus, Candino, Jaguar e Calypso) e due brand di gioielli (Lotus Style e Lotus Silver).www.festinagroup.com/it/

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David Diop: Fratelli d’anima

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 marzo 2019

Prima guerra mondiale. Una mattina, al fischio del capitano Armand, Mademba Diop e Alfa Ndiaye, due amici cresciuti in Senegal lontano dai freddi accampamenti del fronte francese, si gettano senza remore nel campo di battaglia contro i soldati nemici. Quando Mademba viene ferito a morte, Alfa, nonostante le suppliche dell’amico, non sopporta il pensiero di finirlo. Porre fine alla vita di colui che è quasi un fratello, un fratello d’anima, è per lui un gesto impensabile, per quanto misericordioso; un gesto inumano. Quando, infine, Mademba muore tra atroci sofferenze, Alfa viene travolto dal dolore e cede alla follia.
Da quel momento, a ogni fischio di chiamata del capitano Armand, Alfa si precipita fuori dalla trincea e corre verso i «nemici dagli occhi azzurri», uccidendo senza pietà e, servendosi di un affilato macete, tagliando alle sue vittime una mano come trofeo di guerra. Una, due, tre, quattro… otto mani. Alfa Ndiaye, ormai ingovernabile, comincia a spaventare i suoi compagni d’arme, che iniziano a vedere in lui un demone, uno stregone, un divoratore di anime…
Sollevato infine dall’incarico e rimosso dall’inferno dei combattimenti, lontano dal suo villaggio nativo e circondato da una lingua che non comprende, Alfa cura le ferite dell’anima raccontando la sua storia e quella di molti altri soldati africani durante la Prima guerra mondiale e riesce a salvarsi grazie al potere della letteratura.
Con un linguaggio magnetico che ricorda Ahmadou Kourouma, Fratelli d’anima fornisce una visione sottile e potente del tumulto della guerra ed esplora il lato oscuro degli uomini e le profondità della follia.
David Diop è Nato a Parigi ed è cresciuto in Senegal. Attualmente vive nel Sud-Ovest della Francia dove insegna letteratura francese presso l’Università di Pau. Fratelli d’anima è il suo secondo romanzo.Traduzione di Giovanni BoglioloEuro 16,50 192 pagine. Neri Pozza Editore.

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XVII edizione del Premio Anima

Posted by fidest press agency su domenica, 28 ottobre 2018

Roma Lunedì 29 ottobre 2018 – ore 18 Terrazza Caffarelli in Campidoglio si terrà la XVII edizione del Premio Anima, organizzato da Anima per il sociale nei valori d’impresa, la non profit promossa da Unindustria.Il Premio è ideato per sensibilizzare imprese e opinione pubblica alla crescita di una coscienza etica, dando voce, attraverso l’arte e la cultura, ai valori della responsabilità e della sostenibilità.Filo conduttore dell’edizione 2018 è il comune impegno contro l’indifferenza nei confronti di importanti problematiche sociali, quali fenomeni di emarginazione, degrado e illegalità.Sette le categorie premiate: Cinema, Fotografia, Giornalismo, Letteratura, Musica, Teatro e Premio Speciale 2018.La giuria del Premio Anima che assegnerà i riconoscimenti è presieduta da Luigi Abete e composta da: Giovanni Anversa, Luca Bergamo, Maite Carpio Bulgari, Antonio Calabrò, Innocenzo Cipolletta, Paolo Conti, Alberto Contri, Domenico De Masi, Anselma Dell’Olio, Laura Delli Colli, Carlo Fuortes, Giampaolo Letta, Annamaria Malato, Pepi Marchetti Franchi, Michele Mirabella, Mirella Serri, Claudia Terracina, Marina Valensise, Giovanni Valentini, Nicola Zingaretti.
Le candidature per ciascuna categoria premiata sono state scelte da un Comitato Tecnico composto da: Sabrina Florio, Angelo Bucarelli, Antonio Calbi, Ilaria Catastini, Isabella Ferretti, Maria Teresa Rosito. Presenterà la serata la giornalista Myrta Merlino.
La cerimonia si aprirà con un momento musicale, un brano cantato da Canio Loguercio, che ha rivisitato il brano storico di Libero Bovio «Lacreme napulitane» sul tema dell’emigrazione, con il coinvolgimento di alcuni migranti della Società cooperativa Casba di Napoli, che si occupa di integrazione e inclusione sociale.Alla cerimonia di premiazione parteciperanno: il Vice Sindaco e Assessore alla Crescita culturale di Roma Capitale Luca Bergamo, il Presidente di Confindustria Vincenzo Boccia, il Presidente del Premio Anima Luigi Abete, il Presidente di Unindustria Filippo Tortoriello, il Vice Presidente di Confindustria per il Lavoro e Relazioni Industriali Maurizio Stirpe, la Presidente di Anima e Vice Presidente di Unindustria con delega all’Etica e Legalità Sabrina Florio. Tra gli altri, interverranno Silvia De Dominicis, Amministratore Delegato Johnson & Johnson Medical e Pierluigi Stefanini, Presidente Gruppo Unipol. Ai vincitori verrà consegnata un’opera ideata e donata da SLAMP, azienda associata ad Anima.

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I segni di ZakSlice nell’anima della Val d’Orcia

Posted by fidest press agency su martedì, 8 Maggio 2018

Pienza, nel suggestivo chiostro di San Francesco dal 26 maggio al 26 agosto la mostra delle originalissime opere del fotografo Andrea Lensini e del pittore Daniele Zacchini. “I segni di ZakSlice nell’anima della Val d’Orcia”: è dedicata a uno dei paesaggi più belli del mondo, patrimonio dell’UNESCO, l’esposizione che propone le singolari visioni fatte di pittura e fotografia, frutto del nuovissimo progetto firmato da Andrea Lensini e Daniele Zacchini.
Il lavoro di ZakSlice parte proprio da questo universo visivo: Andrea e Daniele –entrambi senesi- si sono confrontati con un paesaggio a loro molto caro ma al contempo conosciutissimo e celebrato da artisti di ogni tempo, cercando di raccontarlo in modo nuovo, sorprendente, diverso. A partire dalla tecnica usata per realizzare le opere, ovvero lo slice un complesso procedimento di lavorazione che unisce materia ed emozione.Si parte da uno scatto fotografico che viene stampato su una superficie sempre diversa, dall’affresco, al legno, dal ferro all’acciaio fino a materiali di riuso. Quindi l’immagine viene interpretata pittoricamente con l’uso di colore acrilico e spatola con l’obbiettivo di esaltare le linne essenziali che la caratterizzano.Nulla è lasciato al caso: la ricerca di ZakSlice parte dagli studi di Fibonacci in modo particolare quelli dedicati alla sezione aurea, anima e regola dell’universo, gioco della matematica a cui si ispirano la natura, gli esseri viventi, le galassie, e da cui Daniele e Andrea traggono il senso estetico del loro “fare arte”.A Pienza saranno 23 le opere in mostra, di vario formato e capaci di restituire emozioni differenti.“I segni di ZakSlice nell’anima della Val d’Orcia” è organizzata da ZakSlice in collaborazione con la Terrazza del Chiostro e resterà aperta fino al 26 agosto.L’ingresso è libero. Orario: tutti i giorni, dalle ore 10 alle ore 22.

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“Anima” il romanzo di Alessia Arati

Posted by fidest press agency su martedì, 13 giugno 2017

DSC_0011DSC_0016Lo scenario era senza dubbio tra i migliori per presentare il libro “Anima” di Alessia Arati. Parte da via Margutta, quella che è la strada dell’arte per eccellenza per approdare al “Concept Art shop” dove la creatività, il buongusto e la raffinatezza sono di casa. Contornata, per l’occasione, da amici, conoscenti, estimatori e colleghi Alessia si affida alla sapiente voce di Marco Di Stefano per leggere alcune pagine del suo scritto. Il racconto, così inframmezzato, tra il lavoro in ospedale, le chiacchierate introspettive con le amiche al telefono, in un bistrot, in una gita in campagna, coglie i momenti più fragili ed emotivi per tuffarsi in una storia d’amore giunta folgorante e inaspettata. La sua bellezza, la sua sensibilità, il suo essere donna e fremente amante esplodono e la realizzano. E’ lieve e vibrante il tocco dell’amante e lei di ritorno dà libero sfogo alla sua sensualità, alle emozioni che provocano questi ripetuti contatti, questi brividi di piacere, questa improvvisa gioia di vivere, d’essere amata e d’amare. E’ inevitabile, a questo punto, per chi segue questa storia, questi passaggi al tempo stesso delicati e forti, perché sono lievi nel tocco e forti nelle sensazioni che prova nel suo intimo, guardare l’autrice giovane, bella, dallo sguardo dolce e chiedersi se non si tratti della stessa persona e che in un momento di felicità senza ombre abbia DSC_0017voluto trasporre questo suo forte desiderio d’amare e d’essere amata nel personaggio da lei creato, idealizzandolo. Credo che in ogni donna l’idea d’imbattersi con il suo principe azzurro è forte e fa parte dei suoi sogni più intimi e riposti e la compensano talvolta dalla crudezza della vita, dalle sue asperità, dalle sue delusioni. Forse è proprio questa la chiave di lettura che ha consentito ad Alessia di creare Arya e tramite lei tessere un romanzo d’amore che è “l’anima” della sua vita, della sua gioia di ritrovarsi in un mondo non più fatto di chiaroscuri, ma luminoso e senza ombre.
Un libro e la sua autrice che si trovano a loro agio per restituire al corpo e all’anima il loro ruolo di sempre nella storia dell’umanità costruita con il pennello dell’artista che prende i colori dalla tavolozza per fissarli sulla tela e se il tratto è quello dell’amore l’opera diventerà per l’autore il compiuto più perfetto e appagante nello spirito e nel corpo. (Riccardo Alfonso) (servizio fotografico Ana Maria Russo)

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Un grande happening per presentare, “Anima”, l’esordio letterario dell’attrice e fotomodella Alessia Arati

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 giugno 2017

alessiaRoma 9 giugno alle ore 19.00 presso la galleria d’arte “Area Contesa” di via Margutta 90 la narrazione di questo romanzo, che descrive le vicissitudini di un gruppo di amiche dispiegate tra il lavoro, le esperienze di vita e relazionali pregresse e le nuove in corso, rappresentanti il vero fulcro del libro, è affidata alle letture dell’attore Marco Di Stefano. L’autrice, Alessia Arati, ha uno stile diretto e moderno, veloce nei tempi di ricezione e ironico a tratti, mantenendo una densità di concetto mentre descrive, con dovizia di particolari, la protagonista femminile, Arya, un’infermiera dalla mente tumultuosa e romantica che svolge con dedizione il suo ruolo di sostegno e cura dei pazienti, e quello maschile, definito empaticamente Anima, un pittore, conosciuto in una galleria che diviene un luogo focale, un uomo intuitivo e affascinante, riverso in se stesso ma fluido e ben amalgamato nel suo concedersi anche se a piccole dosi. Un connubio che non può non esplodere. Anima e Arya, protagonisti assoluti, vivranno una storia che alterna una passione erotica e un incastro spirituale reale. Personaggi moderni ed estremamente umani, cedevoli di errori e capaci di riprese, forti delle loro fragilità. La fragilità diviene forza qualora fa perno su se stessa per elevarsi a potenza. Durante la serata la scrittrice, che ha perseguito studi in materie umanistiche e letterarie, presenterà anche il booktrailer del libro, girato dal regista Tony Paganelli, le cui riprese sono state effettuate tra Lazio ed Abruzzo. (Federica Rinaudo) (foto: alessia)

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