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Le due anime della BCE e dell’eurozona

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 maggio 2021

A cura di Pasquale Diana, Senior Macro Economist di AcomeA SGR Il meeting della BCE del 10 giugno presenta non poche difficoltà per la Presidente Lagarde. Da un lato, è innegabile che la situazione economica dell’Eurozona sia in netto miglioramento. Le vaccinazioni procedono spedite a un ritmo di 8.000 per milione di abitanti nei grandi paesi (Germania, Francia e Italia), alla pari con il Regno Unito e più rapide che negli USA (5.500 per milione).I servizi rappresentano oltre il 70% del PIL dell’eurozona. Appare quindi molto probabile che la BCE decida di rivedere al rialzo le stime di crescita rispetto a marzo (PIL: +4,0% nel ’21, +4,1% nel ’22, +2,1% nel ’23). Sarà sufficiente una crescita ben sopra il 4% nei prossimi due anni per far tornare l’inflazione al 2% nel medio periodo? Questo sembra poco probabile: a marzo, la BCE prevedeva un’inflazione dell’1,5% nel ’21, 1,2% nel ’22 e 1,4% nel ’23. Qualche decimale in più di PIL non sarà probabilmente sufficiente a riportare l’inflazione al 2% nel medio periodo. Inoltre, le pressioni di breve periodo che vengono dalle commodities e dagli aggiustamenti di prezzi dovuti alle riaperture non hanno nessun impatto sull’inflazione di medio periodo, che dipende da fattori globali, aspettative di inflazione, pressioni salariali.Quindi, che cosa dovrebbe fare la BCE? Qui le interpretazioni divergono. Da un lato, una banca centrale che vede l’inflazione sotto il target non dovrebbe neanche prendere in considerazione l’idea di restringere le condizioni monetarie (nel caso della BCE, ridurre gli acquisti nel PEPP, ad esempio). Questo perché se l’inflazione non raggiunge il target nel medio periodo nonostante lo stimolo in essere, la banca centrale dovrebbe pensare a fare ulteriore stimolo monetario, non certo a ridurre gli acquisti. D’altro canto, una posizione più ortodossa direbbe che il livello del PIL e l’inflazione prevista nel medio periodo si normalizzeranno solo nel 2022-2023. A quel punto, secondo un approccio più prudente la politica monetaria dovrebbe essere già neutrale. Quindi, è necessario iniziare la normalizzazione adesso, per evitare di agire troppo in ritardo. Pertanto, la BCE dovrebbe indicare una riduzione degli acquisti nel PEPP al più presto. Chi ha ragione? Entrambe le posizioni sono difendibili. Molte banche centrali sono state e si trovano tuttora di fronte a una scelta simile. Le decisioni in politica monetaria sono dettate dal peso specifico che l’inflazione ha per la banca centrale rispetto ad altri fattori, tra cui la stabilità finanziaria. Una banca centrale che non vuole correre rischi in questa direzione probabilmente restringerà la politica monetaria quando l’inflazione non è ancora al target, agendo in maniera preventiva. Viceversa, una banca centrale che ritiene che i benefici di una politica espansiva siano molto maggiori rispetto ai rischi sulla stabilità finanziaria, terrà la politica monetaria espansiva per molto tempo, anche a costo di un’inflazione temporaneamente sopra il suo obiettivo. Questo è quello che sta facendo la Fed, ad esempio. Per quanto riguarda la BCE, è normale che il dibattito tra “falchi” e “colombe” vada a intensificarsi man mano che l’economia migliora. Bisogna però tenere a mente che strutturalmente l’eurozona è meno propensa a creare inflazione di quanto non siano gli Stati Uniti (basta guardare al trend di inflazione di tipo core degli ultimi 10 anni: 1,6% in USA e poco meno di 1,2% in eurozona). Inoltre, la posizione ciclica dell’eurozona – seppur in miglioramento – è chiaramente indietro rispetto agli Stati Uniti, dove lo stimolo fiscale è stato molto più grande. Appare quindi del tutto improbabile che la BCE voglia mandare un segnale nella direzione del tapering prima della Fed. Se lo facesse, con ogni probabilità l’euro si rafforzerebbe, cosa che chiaramente la BCE non può permettersi in questo frangente. Pertanto, al momento l’unica strategia per la Lagarde appare quella di cercare di contenere il dissenso interno e di continuare a posticipare un annuncio di un tapering degli acquisti fino alla seconda metà dell’anno, probabilmente dopo la conclusione della Strategy Review prevista per l’estate. Ciò detto, è inevitabile che il consenso che ha prevalso nel consiglio della BCE durante i giorni più neri della pandemia si trasformi in dissenso sempre più crescente con le prospettive dell’eurozona che migliorano. La stessa cosa succederà tra i ministri delle finanze quando si tratterà di dover ridisegnare le regole fiscali, sospese fino al 2022. In queste complicate discussioni di politica monetaria e (soprattutto) fiscale si deciderà il futuro dell’eurozona. Un ritorno al paradigma del rigore e dell’austerità appare francamente poco probabile visto il trend attuale ma c’è da scommettere che i “falchi” venderanno cara la pelle.

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Il corteo delle anime sante sfila online

Posted by fidest press agency su domenica, 1 novembre 2020

Capaci (Palermo) in abiti del 1920 Lo fa fra le vie del paese di Capaci. I Teatranti Instabili hanno deciso di proseguire per il terzo anno di fila La Notte Delle Anime Sante (R). Come? Grazie ad un sapiente studio degli scenari e ad una attenta realizzazione a cura di Maria Ansaldi (direttrice artistica della compagnia). Attenendosi a tutte le norme previste dal nuovo decreto il pubblico potrà assistere all’evento solo online tramite la pagina dell’associazione su facebook in première, dalle 23,58 dell’1 novembre. 2020 non più 2020, così direbbe, parafrasando la sua più famosa terzina, Nostradamus, nei confronti de I Teatranti Instabili che, portano in scena per il terzo anno di fila La Notte Delle Anime Sante (R), rievocando la pandemia non ancora lontana denominata “La Spagnola”, che colpì l’intero mondo dal 1918 al 1920. Proprio per questo centenario, in concomitanza alla pandemia in corso, il corteo sfilerà in abiti del 1920 fra le vie del paese di Capaci. Il corteo seguirà ad un cortometraggio, realizzato per mantenere viva la tradizione, che ha al suo interno un messaggio di sensibilizzazione all’uso delle mascherine e al mantenimento delle distanze di sicurezza, intitolato “L’armuzzi santi” (le anime sante), interpretato da Mattia Grimaldi e Grazia Bruno nei panni di nipotino e nonna (testo Maria Ansaldi, regia Ansaldi&Davì). A sfilare saranno I Teatranti Instabili Senior e Junior. A chiudere questa performance artistica durante il delicato periodo che stiamo vivendo, il presidente dell’associazione, Giuseppe Costanzo, che interpreterà una composizione del drammaturgo Franco Scaldati dal titolo “L’omino dei sogni”, che farà da tappeto sonoro all’installazione delle foto di Ornella Mazzola.

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M5S e le sue “due anime”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 agosto 2019

In questi giorni si stanno intensificando gli inviti al movimento perché assecondi la formazione di un governo con il Pd. Il dibattito pare abbia coinvolto anche gli iscritti e i simpatizzanti e per quello che ci è dato di sapere attraverso una serie di e-mail inviate sul blog di Grillo e Di Maio. Credo, a questo riguardo, sia importante una precisazione. Grillo non è un fanatico moralista che vuole disfarsi dei signori della politica che da 20 anni si sono crogiolati con i loro inciuci. Ne avrebbe buon diritto, ovviamente. Il suo obiettivo è di mettere gli elettori italiani davanti alle loro responsabilità. Se ancora si vota il Pdl di Berlusconi e il Pd di Zingaretti e ancora prima di Renzi questo significa che l’animo conciliante degli italiani si traduce in una forma di masochismo poiché finiamo di farci male da soli. Occorre che il sistema imploda e metta a nudo le rispettive responsabilità e si faccia piazza pulita di un sistema partitico, padronale, che è andato in corto circuito ma stranamente a dirsi è proprio il popolo degli elettori a non accorgersene. D’altra parte non giriamoci tanto intorno. Pd e Pdl si sarebbero di certo messi d’accordo se non ci fosse stato nel mezzo la forza elettorale significativa del M5S e il voto a sorpresa dei Leghisti. D’altra parte è poco credibile l’appello di fare il governo in fretta perché la casa brucia come se non lo sapessero da almeno dieci anni a questa parte. E quelli che avrebbero dovuto cambiare le cose dov’erano? A cercare oggi, come in passato, ancora una volta di spartirsi le poltrone. (Riccardo Alfonso)

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JOHANNA HOLMSTROM: L’isola delle anime

Posted by fidest press agency su martedì, 18 dicembre 2018

In una notte d’autunno del 1891 Kristina Andersson annega i suoi due bambini nel fiume Aura. Quando i volti pallidi dei figli svaniscono sotto il pelo dell’acqua, la donna torna a casa. Il giorno dopo arriva, terribile e inesorabile, la consapevolezza di ciò che ha fatto: ma ormai è troppo tardi. Kristina viene mandata al manicomio di Själö, un’isola nell’arcipelago di Åbo. È un posto da cui pochi se ne vanno, dopo esservi entrati.
Quarant’anni dopo, è il turno di Elli. Figlia di una ricca famiglia, Elli vuole qualcosa di più di quello che la sua famiglia può offrirle. Dopo la fuga da casa e dopo essersi fatta coinvolgere in una rapina a mano armata da un uomo con il quale aveva una storia, Ellie viene portata a Själö, dove il tempo si è fermato. Elli ha un carattere ribelle e si scontra con tutte le infermiere dell’ospedale, a parte Sigrid, la nuova arrivata, e Karin, una paziente ricoverata per la colpa di essere semplicemente se stessa, ovvero omosessuale. L’infermiera Sigrid diventa il legame tra Kristina, Karin ed Elli, tra il vecchio e il nuovo. Ma, fuori dalle mura del manicomio, la guerra sta infuriando in Europa e presto toccherà le coste dell’isola di Åbo. L’evocativo e suggestivo romanzo di Johanna Holmström pone le sue basi nel tragico destino umano che permea le mura del manicomio di Själö. L’isola delle anime è un romanzo potente sul prezzo che le donne devono pagare per la loro libertà. Traduzione dalo svedese di Valeria Gorla Euro 17,00 338 pagine. (Neri Pozza Editore)

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Legge contro la profanazione delle anime

Posted by fidest press agency su sabato, 27 novembre 2010

Lettera al direttore. Una notizia importante. Milo Infante, il conduttore che assieme a lamberto Sposini, ha battuto il record per numero di trasmissioni dedicate alla tristissima vicenda di Avetrana; Milo Infante, l’avetranodipendente, il conduttore che sarà ricordato nella storia della televisione per aver chiesto con sconcertante disinvoltura, alle ore 14, 20 del giorno 8 ottobre (Rai 2): “Ma lo zio, dopo averla uccisa, l’ha violentata subito o dopo ore?”; Milo infante, il 24 novembre, dopo la serie interminabile di trasmissioni sulla sventurata quindicenne uccisa, finalmente ha cambiato argomento. Ha parlato del delitto di Perugia. All’immagine della ragazzina uccisa, ha sostituito l’immagine dei fidanzati di Perugia, ovviamente mentre si scambiavano il notissimo bacino. Milo Infante ha smesso (per quanto tempo, di grazia?) di dedicarsi alla quindicenne uccisa ad Avetrana. Io non so se esiste la sopravvivenza dell’anima, però sono certo certa che se esiste, la povera ragazzina morta, dall’aldilà, sarà più disposta a perdonare il suo uccisore che a perdonare questi signori della televisione che non la lasciano riposare in pace. Ci vorrebbe una severa legge contro la profanazione della anime. (Elisa Merlo)

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Pd Lazio: le diverse anime del partito

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 giugno 2010

Dichiarazione congiunta degli On. Gianfranco Zambelli, Mirko Coratti e Maurizio Policastro: “Come è possibile un’altra Roma se prima non si definisce il modo di essere nel partito? Un partito che assuma decisioni collegiali, che si sforzi di costruire un linea unitaria, che coinvolga tutti nelle proprie manifestazioni e decisioni e che, soprattutto, non dia la sensazione di escludere parti importanti di esso. L’iniziativa al Teatro Vittoria rivela proprio questo deficit di partecipazione e di mancanza di comunicazione interna. Iniziative come queste dovrebbero essere la premessa per recuperare credibilità e consenso tra i cittadini e soprattutto l’adesione di quell’elettorato che, rispetto ad una mancanza di proposta chiara ed incisiva, ci ha abbandonato. Confrontarsi sul futuro di Roma vuol dire, secondo noi, utilizzare appieno l’esperienza maturata dai consiglieri comunali, dai presidenti di municipio e dai consiglieri municipali (sia di maggioranza, che di minoranza). Coloro cioè che più degli altri vivono i problemi del territorio in prima persona. Auspichiamo nell’interesse del PD romano e del suo rafforzamento nella capitale che il prosieguo dell’attività politica ci possa vedere parimenti coinvolti e protagonisti per conquistare il governo della città”.

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