Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 338

Posts Tagged ‘anniversario’

“Fratelli tutti”: iniziative per il primo anniversario dell’Enciclica

Posted by fidest press agency su martedì, 12 ottobre 2021

Distribuite a cadenza settimanale dal 21 ottobre al 16 dicembre 2021, le conferenze saranno animate dai professori delle diverse Facoltà, Istituti e Centri dell’Università Gregoriana e rifletteranno sui vari “percorsi di speranza” presentati dal punto di vista delle loro rispettive discipline: teologia, etica, spiritualità, scienze sociali, filosofia, missiologia, dialogo con l’Ebraismo e con l’Islam.Aprirà il primo incontro il Cardinal Luis Antonio Tagle, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli (21 ottobre, ore 17), mentre la relazione conclusiva sarà affidata al Cardinal Miguel Ángel Ayuso Guixot, Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso (16 dicembre, ore 17). Offerte in italiano e in inglese, le conferenze disporranno della traduzione simultanea. Per partecipare agli incontri in presenza è necessario registrarsi previamente a ognuno di essi sul sito http://www.unigre.it Una delle parole chiave nell’enciclica sulla fraternità e l’amicizia sociale di Papa Francesco è infatti “sogno”. L’enciclica inizia con un invito – «Sogniamo come un’unica umanità» (n. 8) – e finisce con una preghiera: «Ispiraci il sogno di un nuovo incontro, di dialogo, di giustizia e di pace» (n. 287). Sognare, per Papa Francesco, è vivere la speranza. Il suo obiettivo nella Fratelli Tutti è proprio quello di «dare voce a tanti percorsi di speranza» (n. 54).

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Strage via Carini: Anniversario

Posted by fidest press agency su sabato, 4 settembre 2021

“Il 3 settembre 1982, la mafia uccideva a Palermo il Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, Prefetto di Palermo, la moglie Emanuela Setti Carraro e l’agente di scorta Domenico Russo, una delle pagine più brutte e drammatiche della storia della Repubblica” –cosi Enzo Pirillo, Presidente del Circolo Culturale Saragat Matteotti di Roma-“Nel testo della sentenza del maxiprocesso del 1985 si leggono queste parole «L’assassinio Dalla Chiesa, dopo l’assassinio Moro, è certamente il delitto più grave della storia della Repubblica. Le carte di una sentenza giudiziaria sono di solito raggelanti. Le carte sulla vita del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa rappresentano invece la certificazione drammatica e autorevole di verità finora negate, nascoste, manipolate», allora non si poteva minimamente immaginare l’orrore delle stragi di Capaci e via D’Amelio nella quali morirono i Giudici Falcone e Borsellino! Forse per questo è facile condividere il sentimento di quell’anonimo cittadini che scrisse sul luogo della strage «Qui è morta la speranza dei palermitani onesti», anche se, per onorare la memoria di chi ha perso la vita per combattere le mafie, la speranza non può e non deve morire! “In circostanze come questa triste ricorrenza può essere facile inciampare in una retorica scontata, non volendo incorrere in questo –conclude Enzo Pirillo- mi limito a ricordare le parole del Generale Dalla Chiesa: “Se è vero che esiste un potere, questo potere è solo quello dello Stato, delle sue istituzioni e delle sue leggi; non possiamo oltre delegare questo potere né ai prevaricatori, né ai prepotenti, né ai disonesti”. A nome del Circolo Saragat Matteotti esprimo un deferente pensiero per la memoria di tutte le vittime di tutte le mafie, ed un rispettoso ed affettuoso abbraccio a Rita e Nando dalla Chiesa”. Vincenzo Pirillo, Presidente del Circolo Culturale “Saragat-Matteotti”

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Anniversario della costruzione del Faro della Libertà

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 giugno 2021

Prarostino domenica 20 giugno sarà dedicato alla memoria degli oltre seicento caduti nel Pinerolese durante la guerra di Liberazione: l’iniziativa è una tradizione del Comune di Prarostino, che, domenica 20 giugno, tornerà a celebrare l’anniversario della costruzione del Faro della Libertà. Le iniziative, patrocinate dalla Città Metropolitana di Torino, inizieranno alle 10,30 con il ritrovo dei partecipanti sul piazzale del Municipio, da dove partirà un corteo verso il cimitero, il parco della Rimembranza e quello del Faro, dove saranno deposte corone d’alloro in memoria dei caduti per la libertà. Parteciperanno al corteo tutte le associazioni locali, i bambini della scuola materna ed elementare e la banda musicale di Inverso Pinasca. Alle 11 sono in programma i saluti della sindaca di Prarostino Fiorella Vaschetti e dei rappresentanti dell’ANPI, mentre alle 11,15 il sindaco di Pinerolo Luca Salvai terrà l’orazione ufficiale. Orazioni ufficiali saranno pronunciate anche dalla Vicepresidente dell’Unione Montana del Pinerolese, Adriana Sadone, e dal Presidente dell’Unione Montana Valli Chisone e Germanasca, Marco Ventre. Alla cerimonia parteciperà il coro della sezione ANA di Pinerolo. Seguirà la consegna di una copia della Costituzione della Repubblica Italiana ai diciottenni del paese. Alle 12,30 è in programma il pranzo organizzato dalla Pro Loco. Per le prenotazioni occorre telefonare entro giovedì 17 giugno al numero 340-2234786. By Michele Fassinotti

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Anniversario della morte di Enrico Berlinguer

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 giugno 2021

Un ricordo di Agostino Spataro. Il giornalista e politico italiano ci riporta, nei suoi ricordi, la morte all’ospedale di Padova del compagno Enrico Berlinguer avvenuta 11 giugno del 1984. Vi fu ricoverato il 7 dello stesso mese per un ictus cerebrale che lo ha colpito durante lo svolgimento del comizio. “E’ stata – scrive – Una lunga e triste agonia, senza speranza di ripresa. In ogni caso, politicamente era morto. E nei dettagli rammenta: “Questa mattina, verso le 10,00, mi telefona Siso Montalbano, della segreteria Fed, per comunicarmi di aver parlato con il Comitato regionale (C.R.) che gli avevano detto che Berlinguer era praticamente morto e che i funerali erano stati previsti per mercoledì 13 a Roma”. E Spataro continua prendendo lo spunto dal suo brano autografo dal suo quaderno n° 3: “In serata si dovevano tenere assemblee di commemorazione al chiuso. Non capii e chiesi: “Ma è morto o no”. Siso era imbarazzato. M’invitò a recarmi subito in federazione. “Dunque, hanno deciso di staccare la spina?”- replicai. Accesi la radio, mentre mi preparavo per partire. Su Rai/1 davano una emissione sulla vicenda di Luther King. Nessun riferimento al dramma di Berlinguer. Giunto in federazione (verso le ore 11,000) trovo esposta al balcone la bandiera rossa del nostro destino, listata a lutto. Non c’era più dubbio Enrico era morto. Eppure la radio non aveva detto nulla! Forse per non interrompere le trasmissioni programmate? Dopo King, seguì un concerto di musiche italiane degli anni ’50. In Federazione trovai tanti compagni e compagne in evidente apprensione. Volti tesi, scuri. Niente lacrime. Origliai fra i vari capannelli. Parole bisbigliate, spezzate. Praticamente, capii che la morte di Berlinguer era avvenuta, ma non era stata ancora ufficialmente annunciata. I compagni mi dicono che è morto stamattina intorno alle 9,30 che, però, la segreteria nazionale del partito ha deciso di annunciarne il trapasso verso le ore 13,00. Insomma, ufficialmente, era ancora vivo anche se erano stati programmati i funerali. Non capisco la ragione di tale strano (forse un po’ stupido) comportamento del Centro del partito. Mi dicono che, forse, prendono tempo per preparare il testo del comunicato. Osservo che il comunicato si può emettere anche qualche ora dopo la morte. Intanto bisognava darne l’annuncio. Il povero Gildo Mocada, cui sfuggiva il complicato ingranaggio di cui sopra, da vecchio partigiano pensò bene di esporre dal balcone la bandiera a lutto. Le due cose non reggevano: la bandiera confermava la morte che però non era stata annunciata. Si decise di ritirare la bandiera. Qualcuno ri-telefona a Roma per avere ragguagli. Nulla di nuovo: è morto e la morte sarà comunicata più tardi. Ascoltiamo il Tg/uno delle 12,00. Il conduttore dice che “le condizioni di salute dell’on. Enrico Berlinguer si sono aggravate… L’elettrocardiogramma è piatto…ci sono pochissime speranze di ripresa.” L’annunciò della morte verrà dato da Achille Occhetto al Tg/2 e rilanciato nell’edizione del Tg/1. Ancora non c’è un comunicato della Direzione. Sarà emanato in serata. Viene ri-esposta la bandiera a lutto. A questo punto non si capisce perché questa sceneggiata in cui sono state raggiunte punte di crassa stupidità che ometto per carità di … partito.” E continua: “La sera vado a Favara a tenere la commemorazione. Assemblea molto partecipata. Sono presenti delegazioni di altri partiti: Psi, Dp e Dc (guidata dall’on. Angelo La Russa). Parlo a braccio. Non ho avuto tempo per preparare un discorso. Dico quel che sento, che ricordo del caro compagno Berlinguer che ebbi l’onore di presentare (10 anni prima, il 25 aprile 1974) alla grande manifestazione pro-divorzio del nostro Partito che tenemmo nella piazza Stazione di Agrigento.” E Spataro ancora ricorda: ” Ho assistito dal palco delle autorità istituzionali, in Piazza San Giovanni, a Roma, alla imponente manifestazione di popolo, del nostro popolo comunista, svoltasi per dare l’estremo saluto al compagno Enrico Berlinguer. Una manifestazione davvero grandiosa che- a detta degli esperti- ha superato tutte le precedenti per partecipazione. Senza offesa per nessuno. Bella, calda, commossa la piazza, quanto scialbi, freddini i discorsi commemorativi di Nilde Iotti, di Marco Fumagalli (Fgci) e di Giancarlo Pajetta che era quello ufficiale. Già sul palco circolavano critiche soffuse, leggere insofferenze verso le parole di Pajetta che continua ad atteggiarsi come il primo della classe. Uno che – come diceva Leo Longanesi di Curzio Malaparte – al matrimonio vuole essere la sposa e al funerale il caro estinto. L’indomani (14/6), in partenza per Palerno, all’aeroporto di Fiumicinio incontro Occhetto e la sua compagna. Con loro c’è anche Ammavuta. Achille (che oggi quando m’incontra finge di non riconoscermi- ndr) si lascia andare, arrivando addirittura a sentenziare che “Pajettta ha parlato contro Berlinguer”. Un giudizio eccessivo anche se, in effetti, dal suo discorso è venuto fuori un ritratto non pienamente corrispondente alla personalità del segretario del Pci, sicuramente, il più amato, e rispettato, dentro e fuori del Partito. In alcuni passaggi, a braccio, si lasciò sfuggire degli accenni critici (indiretti) alla più recenti posizioni di Berlinguer contro il decreto Craxi per il taglio della scala mobile e ai tentativi di ricerca di punti di contatto, di convergenza con la Dc, allusivi alla vicenda dell’on. Aldo Moro, non citato per nome. E’ inutile negarlo, nel Pci c’e una corrente di pensiero (e d’azione) che flirta con il craxismo anche quando questo opera per ridimensionare il Pci, per capovolgere, in suo favore, i rapporti di forza all’interno della sinistra. Secondo questo pensiero in simil pelle, la grande forza popolare, democratica, elettorale del Pci costituisce in Europa un’anomalia da eliminare, quantomeno da ridimensionare. Non è un mistero che, per quanto non dichiarata, tale tendenza si polarizza, si organizza intorno alla “corrente” migliorista a cui anche Pajetta si richiama. Anche in questo drammatico frangente, Giancarlo Pajetta si è dimostrato un esibizionista, per altro senza più quella verve polemica, ironica che, in passato, lo ha contraddistinto nello scontro politico e parlamentare. E’ vecchio, eppure non mostra alcuna intenzione di “far posto ai giovani”. Sostiene che vuole “morire sul campo” ossia non mollare gli incarichi di alta e delicata responsabilità, specie nel settore esteri, che detiene da una vita. Pur sapendo di sfidare l’ira del nostro popolo. A piazza San Giovanni anche la Iotti ha voluto ringraziare, pubblicamente, Bettino Craxi, (per che cosa poi?) l’uomo che nel recente congresso del Psi, a Verona, non ha fischiato Berlinguer solo “perché non sapeva fischiare”. Com’era prevedibile, al solo udire il nome di Craxi la piazza di San Giovanni insorse, fece partire una marea di fischi che annichilirono il serioso presidente del Consiglio seduto in prima fila sulla tribuna d’onore. Posizioni di ostentato dissenso rispetto alla linea del defunto segretario nei rapporti con Craxi che creano confusione e disagio nel partito e consentono al leader del Psi di poter affermare che “non tutti nel Pci condividono la linea della scontro” e a Martelli di blaterare che Berlinguer è un “neurocomunista”. La direttiva del Centro, e quindi anche della Federazione, era quella di limitarsi a fare la commemorazione al chiuso e di evitare, fino al giorno dei funerali, discorsi elettorali. Mi parve una direttiva sbagliata, per altro, in contrasto con quanto ci raccomandò Berlinguer già colpito dall’ictus: “Continuate a lavorare, andate casa per casa…” Ripresi questo accorato appello e invitai i compagni a intensificare la mobilitazione elettorale. Almeno a Favara quella direttiva restò inapplicata. (Nota del direttore: E’ questo, a mio avviso, il punto centrale di quella parte significativa della storia italiana dove lo spartiacque rappresentava la tessitura di una trama in cui due uomini, Berlingue e Moro, sia pure culturalmente diversi per formazione, si sentirono uniti per imprimere una svolta significativa al modo di fare politica e, soprattutto, per porre un argine alle politiche corruttive che stavano inquinando il mondo politico italiano. Si è trasformata, invece, in una svolta involutiva che ancora oggi fa sentire il suo peso sebbene sia ora necessario, forse più che in passato, offrire ampio spazio di manovra alla parte sana del paese per una sua crescita culturale e sociale capace di proiettarci nel futuro con fermezza di intenti e solido impegno civile. Se oggi continuiamo a parlarne lo dobbiamo senza dubbio al sacrificio e alla dedizione di uomini come Berlinguer e Moro, ma pure di molti altri e tra costoro di Mino Pecorelli. Il loro ricordo deve esserci d’insegnamento ed è quindi un nostro dovere affidarli alla storia per tramandarli alle future generazioni. E’ questo il motivo del perché anch’io nel mio piccolo, ho cercato con il libro “Il Dittatore” di richiamarne l’attenzione riproponendolo in questi giorni dopo che ai tempi della prima stesura mi fu impedita la pubblicazione. (Riccardo Alfonso)

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Il WWF compie 60 anni

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 aprile 2021

Oggi, giovedì 29 aprile, il WWF compie 60 anni, un lungo periodo in cui l’organizzazione – nata nel 1961 da un piccolo gruppo di naturalisti, guidati da passione e ricerca – è stata protagonista di azioni globali per la conservazione della natura, realizzando alcune fra le iniziative più innovative mai intraprese per la protezione del Pianeta, i cui risultati si fanno sentire ancora oggi. Dal sostegno alla creazione di aree protette di grande valore come i parchi nazionali delle Galapagos e dei Vulcani in Ecuador e Ruanda, alla conservazione di specie iconiche come la tigre, i gorilla o il panda gigante, simbolo inconfondibile del WWF, il cui numero di individui in natura è aumentato del 68% in 40 anni, grazie alla collaborazione della ONG con governi e comunità locali.Nonostante il tanto lavoro e i numerosi successi, però, oggi siamo davanti ad un crollo drammatico della biodiversità: negli ultimi 50 anni le popolazioni selvatiche di mammiferi, pesci, rettili e anfibi sono crollate in media del 70% (Living Planet Report 2020) e la pandemia da Covid-19, che ha le sue radici nella deforestazione e nel commercio illegale della fauna selvatica, ma anche nella distruzione di ecosistemi naturali, è l’ultima evidente dimostrazione di come l’attività umana insostenibile stia spingendo gli ecosistemi del pianeta al collasso e di quanto la salute della natura sia direttamente connessa a quella degli esseri umani. “Dopo 60 anni di storia il WWF è un’organizzazione globale multiculturale, con sedi e progetti attivi in circa 100 paesi, sostenuta da oltre 35 milioni di persone in tutto il mondo, e questo perché ha usato la propria autorevolezza per costruire un mondo più giusto, sano e più sostenibile. Il nostro viaggio, però, è tutt’altro che concluso. Negli ultimi 60 anni abbiamo visto il mondo subire profonde trasformazioni e anche il WWF è cambiato nel tempo, ma una cosa non cambierà mai: la nostra ferma determinazione realizzare un futuro in cui le persone possano vivere in armonia con la natura. Dalla scienza arrivano messaggi inequivocabili e anche la società è pronta per il cambiamento, è pronta per una transizione ecologica che alle nuove politiche energetiche e all’innovazione tecnologia deve affiancare la tutela della biodiversità riconoscendo il valore del capitale naturale. Non c’è più tempo per gli annunci, servono le azioni: tutti insieme possiamo rendere reale il cambiamento”, afferma la presidente del WWF Italia Donatella Bianchi. “In questi 60 anni la nostra missione è diventata sempre più importante e mirata. Ma oggi più che mai sappiamo che potremo garantire un futuro sicuro, prospero, sano ed equo all’umanità solo in un pianeta sano, dove lo sviluppo sostenibile sia la regola- aggiunge Marco Lambertini, direttore generale del WWF Internazionale -. Il COVID-19 ha rappresentato un campanello d’allarme per i rischi ad ampio raggio che derivano dal nostro rapporto squilibrato e distruttivo con la natura: nei prossimi 10 anni, insieme ai governi, alle imprese e alle comunità, dobbiamo ottenere più di quanto siamo riusciti a raggiungere negli ultimi 60”.”Dobbiamo puntare sulle numerose relazioni costruite e sulle profonde conoscenze acquisite in questi 60 anni di lavoro, e trovare insieme soluzioni innovative alle complesse sfide che abbiamo davanti: dalla distruzione dei mezzi di sussistenza, al collasso climatico, dal degrado dell’ecosistema alla perdita di biodiversità. Non abbiamo più tempo da perdere”, afferma Pavan Sukhdev, presidente del WWF Internazionale.

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Fede e Luce compie 50 anni

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 aprile 2021

Fede e Luce è nata nel 1971 con un pellegrinaggio a Lourdes (organizzato dopo che la famiglia di Loïc e Thaddée, due fratelli francesi con gravi disabilità, era stata rifiutata dalla parrocchia in partenza per il santuario). Negli anni Fede e Luce è cresciuta e oggi è presente in 86 Paesi con 1350 comunità, di cui 60 in Italia. Di forte impronta ecumenica, ne fanno parte persone di diverse confessioni cristiane.«Eccoci qui 50 anni dopo – hanno dichiarato i coordinatori internazionali, Maria Silvia Jesus Tavares (Brasile) e Raùl Izquierdo Garcìa (Spagna) – a celebrare il nostro cinquantesimo anniversario, dopo aver percorso questo cammino, mano nella mano con il Signore. Abbiamo avuto delle difficoltà, ma la nostra barca non è affondata. Ci sono state tempeste, mareggiate e fulmini, ma la barca, anche in mezzo agli sconvolgimenti, è riuscita a proseguire e a scoprire nuovi e bellissimi orizzonti, mai immaginati. Remiamo tutti insieme, ognuno secondo le proprie capacità».Nelle condizioni particolari dovute alla pandemia, il giubileo si è aperto con la riunione (virtuale) dei coordinatori mondiali svoltasi dal 26 al 28 febbraio scorso. Gli incontri sono quindi proseguiti – sempre a distanza – nel triduo e nel giorno di Pasqua per festeggiare condividendo esperienze e ricordi. Durante tutto il 2021 sono previsti pellegrinaggi e incontri per celebrare «questo tesoro condiviso».Fede e Luce cerca di restituire alle persone con disabilità il posto che spetta loro nella Chiesa e nella società. Le comunità stringono legami di amicizia attraverso incontri regolari (necessariamente virtuali nelle attuali circostanze), almeno una volta al mese. A Fede e Luce, luogo di unità e di pace, le persone con disabilità possono rivelare le loro capacità umane e spirituali. I genitori trovano un vero sostegno e gli amici scoprono il dono prezioso di ogni fragilità, compresa la loro.«Abbiamo – concludono i coordinatori internazionali – un tesoro da condividere con molte persone con disabilità mentali, famiglie, amici, giovani, sacerdoti… Tanti aspettano Fede e Luce; camminiamo per le strade, i quartieri, le città e i Paesi portando la vita semplice delle nostre comunità».

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Il 10 febbraio di ogni anno rinnova la memoria delle vittime italiane dei massacri delle foibe

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 febbraio 2021

Lo è stato ad opera del regime comunista jugoslavo tra il 1943 e il 1947, e la memoria dell’esodo dalle proprie terre di istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra.Lo studioso e storico torinese Eric Gobetti, attraverso una video intervista girata negli spazi della Soms di Progetto Cantoregi a Racconigi, illustra la ricerca che sta alla base del suo nuovo libro “E allora foibe?” (Laterza): un prezioso contributo per meglio comprendere gli scenari storici e i fatti che caratterizzarono uno degli avvenimenti più dolorosi della storia italiana del Novecento, un capitolo buio, sul quale per tanto tempo è calato il silenzio. Il video sarà online dal 10 febbraio sul sito, sulla pagina Facebook e sul canale You Tube di Progetto Cantoregi.«E allora le foibe?» è diventato il refrain tipico di chi sostiene il risorgente nazionalismo italico e vuole zittire l’avversario. Ma di cosa parliamo quando parliamo di foibe? Cosa è successo realmente? «Decine di migliaia», poi «centinaia di migliaia», fino a «oltre un milione»: a leggere gli articoli dei giornali e a sentire le dichiarazioni dei politici sul numero delle vittime delle foibe, è difficile comprendere le reali dimensioni del fenomeno. Negli anni, tutta la vicenda dell’esodo italiano dall’Istria e dalla Dalmazia è diventata oggetto di polemiche sempre più forti e violente. Questo libro è rivolto a chi non sa niente della storia delle foibe e dell’esodo o a chi pensa di sapere già tutto, pur non avendo mai avuto l’opportunità di studiare realmente questo tema. Questo “Fact Checking” non propone un’altra verità storica precostituita, non vuole negare o sminuire una tragedia. Vuole riportare la vicenda storica al suo dato di realtà, prova a fissare la dinamica degli eventi e le sue conseguenze. Con l’intento di evidenziare errori, mistificazioni e imbrogli retorici che rischiano di costituire una ‘versione ufficiale’ molto lontana dalla realtà dei fatti. È un invito al dubbio, al confronto con le fonti, nella speranza che questo serva a comprendere quanto è accaduto in anni terribili.
Eric Gobetti è studioso di fascismo, seconda guerra mondiale, Resistenza e storia della Jugoslavia nel Novecento. Autore di due documentari (Partizani e Sarajevo Rewind), esperto in divulgazione storica e politiche della memoria, ha collaborato più volte con il canale televisivo RaiStoria. Per Laterza ha pubblicato Alleati del nemico. L’occupazione italiana in Jugoslavia (1941-1943) (2013). http://www.progettocantoregi.it

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Francobollo per 150imo anniversario proclamazione Roma Capitale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 gennaio 2021

In occasione del 150imo anniversario della proclamazione di Roma Capitale d’Italia è prevista l’emissione di un francobollo, con relativo annullo filatelico, dedicato al 3 febbraio del 1871, giorno in cui avvenne la designazione ufficiale della città di Roma.L’iniziativa, realizzata da Roma Capitale insieme al Ministero dello Sviluppo economico, all’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato e a Poste Italiane, verrà presentata il prossimo 3 febbraio 2021. Così in una nota il Campidoglio.“Il 3 febbraio 1871 Roma è stata indicata come Capitale degli italiani. Vogliamo celebrare i 150 anni di questo anniversario anche con l’emissione di un francobollo dedicato, appartenente alla tematica “Il Senso civico”. Desidero con l’occasione ringraziare tutti coloro che hanno voluto realizzare quest’iniziativa frutto di una perfetta sinergia tra Campidoglio e Ministero dello Sviluppo economico”, dichiara la Sindaca di Roma Virginia Raggi.

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175° anniversario: Cos’è esattamente Glashütte?

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 novembre 2020

Glashütte: nella sola Germania esistono 30 località con questo nome; altre si trovano nell’Europa dell’Est, in Austria, in Svizzera e persino negli Stati Uniti. Ma la Glashütte che il 7 dicembre festeggia il 175° compleanno dell’arte orologiera è una sola, e si trova in Germania, più precisamente nella regione orientale dei Monti Metalliferi. Da questo luogo ricco di suggestioni per gli appassionati di orologeria proviene anche l’orologio da polso tedesco più famoso: Tangente di NOMOS Glashütte. Ed è proprio a Tangente e agli altri segnatempo di primissima qualità che Glashütte deve la sua fama internazionale. In tutto il mondo, il suo nome è sinonimo di sofisticatezza al polso.Questa piccola città, nascosta dietro le colline, conta poco più di 2.000 abitanti. Quasi altrettante persone lavorano presso le manifatture e fabbriche di orologi presenti a Glashütte. Qui, ancora oggi, le novità e le mode del mondo esterno arrivano con tutta calma. E questo è un bene, poiché isolamento e tranquillità sono elementi fondamentali per l’alta orologeria.In ogni angolo della città ferve una vivace competizione basata sulla stima e sul rispetto, un approccio condiviso – positivo e costruttivo – che ha come obiettivo il raggiungimento della perfezione. Ognuno è spinto a fare meglio degli altri, e a trasmettere le proprie conoscenze alle generazioni future. Qui vengono realizzati esclusivamente prodotti capaci di soddisfare gli standard qualitativi più elevati. Ogni dettaglio viene misurato, testato e verificato con cura. Ciascuna parte e componente di ogni orologio deve superare i severissimi test qualitativi della manifattura NOMOS Glashütte. Un approccio tipicamente tedesco? In questo senso possiamo dire di sì, perché l’ingegneria e l’artigianato tedesco, qui a Glashütte, sono di casa più che in qualsiasi altro luogo.Dopo la caduta del muro di Berlino, alcuni anziani mastri orologiai che avevano appreso questa preziosa arte prima della guerra, fecero in tempo a tramandarla alle nuove generazioni. Fu la grande fortuna di Glashütte che, a partire dal 1989 riuscì a rialzarsi e sbocciare. Da molti anni, ormai, questo piccolo centro è tornato a essere sinonimo di orologeria di qualità, e a 175 anni dalla nascita del settore, nonché a 30 dalla riunificazione, Glashütte è oggi all’apice della sua fama.Attualmente, i produttori di alta orologeria a Glashütte sono nove. NOMOS Glashütte, una delle realtà più note, si basa su tecniche e metodologie tradizionali, pur incarnando la Glashütte di oggi. L’impegno profuso in questo lavoro è più unico che raro: gli undici calibri NOMOS sono tutti progettati e realizzati internamente dalla manifattura: a mano, nel rispetto di una tradizione lunga 175 anni ma con spirito altamente contemporaneo. «Rappresentiamo la Glashütte di oggi», spiega Uwe Ahrendt, CEO di NOMOS, «e naturalmente quella dei prossimi 175 anni.»Non siete mai stati a Glashütte ma vorreste visitarla? Saremmo lieti di farvi conoscere la nostra splendida cittadina. Oppure potremmo sentirci al telefono, o inviarvi foto e informazioni via e-mail, per farvi assaporare almeno in parte questo luogo magico e ricco di tradizione. Contattateci, saremo felici di potervi aiutare. «Deutsches Uhrenmuseum Glashütte – Nicolas G. Hayek». By Elvira Vogt

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“Oggi il MoVimento 5 Stelle compie 11 anni!”

Posted by fidest press agency su domenica, 4 ottobre 2020

“Quel giorno quando entrai al Teatro Smeraldo di Milano e nasceva il MoVimento, non avrei mai immaginato tutto questo. Siamo ancora giovani, ma il percorso che abbiamo compiuto è veramente lungo, e ci ha portato ad essere adulti.Dai primi Meet up, le prime piazze, i nostri primi rappresentanti nei Comuni, nelle Regioni, e in Parlamento, siamo arrivati ed essere forza di Governo.Siamo passati dalla protesta alla proposta e dalla fase delle proposte a quella di realizzarle, assumendoci grandi responsabilità senza mai tirarci indietro, anche di fronte alle difficoltà che, vi garantisco, sono molte.In questi due anni e mezzo abbiamo portato a casa risultati incredibili che spesso nessuno racconta, e che noi stessi ci dimentichiamo. Penso alla Legge anticorruzione, al Reddito di Cittadinanza, al Decreto Dignità e a quello per il Clima, al carcere per i grandi evasori e agli ultimi risultati come il taglio dei Parlamentari, il Superbonus del 110% e al rimborso ai truffati delle banche, che proprio in questi giorni stanno ricevendo i primi bonifici. Penso alla trasformazione che abbiamo portato nei Comuni nei quali abbiamo amministrato.Tra i tanti ricordo Ragusa, Mira, Alcamo, Livorno, Fabriano, Noicattaro, e certamente Roma e la mia Torino. Senza noi tutto questo non sarebbe stato possibile.Adesso ci attendono altri grandi sfide per tracciare il futuro del nostro Paese. Sfide incredibili che affronteremo con lo stesso amore, la stessa passione e la stessa voglia che ci contraddistingue.Dobbiamo guardare avanti, sempre, senza mai dimenticarci da dove siamo partiti. Senza avere paura di crescere e avendo fede nella forza del MoVimento 5 Stelle, perché è davvero una “magia”.Abbiamo una responsabilità nei confronti di tutti coloro che ci hanno dato fiducia, ma anche verso quelli che non ce l’hanno accordata, ed è quella di lasciare questo Paese migliore di come lo abbiamo trovato.Buon Compleanno a tutti noi!”.Lo scrive, sui social, il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli.

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Nuovo bando per celebrare i 100 anni di Garbatella

Posted by fidest press agency su sabato, 12 settembre 2020

Pubblicato oggi sul sito di Roma Capitale il nuovo bando per celebrare i 100 anni di Garbatella, nel territorio del Municipio VIII. C’è tempo fino al 30 settembre per partecipare. Lo storico quartiere è noto nella Capitale – come fuori dai confini nazionali – per la particolarità e per la ricchezza della sua storia, la peculiarità della sua architettura, che alterna all’assetto del nucleo storico improntato al modello della città giardino inglese.Per festeggiare l’anniversario della sua fondazione l’Amministrazione capitolina ha stanziato 40 mila euro per la realizzazione di iniziative presentate da operatori culturali privati e pubblici, dedicate alla valorizzazione della varietà e della complessità del tessuto sociale della Garbatella, ricercando un equilibrio tra il suo passato e la sua contemporaneità e che coinvolgano il pubblico in una esperienza di scoperta e riscoperta del quartiere in occasione della celebrazione del centenario della sua nascita anche raccontandone e condividendone la memoria e la storia. I soggetti idonei potranno essere sostenuti nella misura massima del 85% della spesa preventivata dal soggetto proponente e comunque per una cifra non superiore a 8 mila euro per ciascun progetto.Le attività proposte dai soggetti partecipanti dovranno svolgersi nel periodo compreso tra il 24 ottobre e il 31 dicembre 2020. Le manifestazioni si potranno svolgere sia in luoghi pubblici che privati esclusivamente nel territorio del Municipio VIII – Garbatella.

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4° anniversario terremoto Centro Italia, i geologi denunciano: grandi ritardi nella ricostruzione pubblica e privata

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 agosto 2020

“A quattro anni dal primo dei terremoti che tra agosto 2016 e gennaio 2017 hanno sconvolto il Centro Italia, sia la ricostruzione pubblica che quella privata sono in forte ritardo e tale lentezza è dimostrata dal Rapporto sulla ricostruzione post sisma 2016 presentato ieri dal Commissario alla ricostruzione, Giovanni Legnini”. È il commento di Domenico Angelone, Tesoriere del Consiglio Nazionale dei Geologi, in occasione del quarto anniversario dal violento sisma di magnitudo 6.0 che, il 24 agosto 2016, distrusse Amatrice e Accumoli, nel Lazio, e Arquata del Tronto, nelle Marche, provocando 299 vittime. “Questi dati dimostrano che il bilancio dei lavori è tutt’altro che positivo – aggiunge Angelone – a partire dalla ricostruzione privata: dei 5.325 progetti approvati in questi quattro anni, 2.544 quelli già realizzati e 2.758 i cantieri in corso. Quattro anni di burocrazia e lungaggini che hanno portato a un ritardo ancora più evidente nella ricostruzione pubblica: basti pensare che dei 2,1 miliardi di euro già stanziati, le risorse effettivamente erogate ammontano a circa 200 milioni di euro, appena il 10% del totale” denuncia il geologo.Il Lazio fu una delle regioni più colpite, a fare un resoconto a quattro anni dal sisma è Roberto Troncarelli, Presidente Ordine dei Geologi Lazio. “I numeri citati sono uno specchio fedele delle attività di ricostruzione: siamo in un ritardo grave e moralmente inaccettabile, accentuato dall’appesantimento amministrativo che colpisce, in generale, ogni iter autorizzativo in Italia” dichiara Troncarelli. “C’è una tendenza a creare complicazioni e lungaggini anche quando potrebbero essere assunte decisioni di snellimento, basate sul buon senso – prosegue -. E non appare condivisibile l’osservazione che, alla base di tutto il rallentamento, vi sia la necessità di garantire trasparenza nelle procedure di affidamento, nella rotazione degli incarichi professionali, nel rispetto delle norme vigenti”. Un terremoto talmente violento da modificare la connotazione geografica del nostro Paese. “A fronte di un evento sismico del genere, che ha avuto ripercussioni profonde sugli aspetti economici e sociali di un’intera Regione – spiega il geologo -, si sarebbe dovuta costruire da subito una corsia preferenziale per tornare ad una parvenza di normalità nel più breve tempo possibile, per gestire poi sul lungo periodo le attività di completamento in un quadro normativo ordinario. Invece i numeri, soprattutto quelli della ricostruzione privata, sono ancora imbarazzanti per un paese civile. Senza poi voler entrare nel merito delle ricadute sui professionisti e sulle imprese che, ad oggi, non riescono ad incassare i loro crediti, sempre per questioni legate alla ridondanza dei controlli, delle verifiche e degli accertamenti. È auspicabile che, tenuto conto dell’accuratezza e della meticolosità dei controlli, questo rappresenti almeno l’occasione per porre la prevenzione alla base di ogni scelta pianificatoria ed edificatoria ed evitare che in futuro si registrino altri eventi che segnino così profondamente popolazioni e territori” è il monito di Troncarelli.Il sisma del 2016 non fece tremare solo il Lazio, ma anche Abruzzo, Umbria e Marche. Arquata del Tronto, il piccolo comune in provincia di Ascoli Piceno, è stato tra i più colpiti dalla scossa del 24 agosto 2016. Daniele Mercuri, Presidente Ordine dei Geologi delle Marche: “Sono trascorsi quattro anni da quel 24 agosto e voglio, innanzitutto, ricordare e rendere omaggio alle persone che in quei tragici giorni hanno perso la vita, rivolgere un pensiero alle loro famiglie ed alle migliaia di persone la cui esistenza è stata sconvolta in maniera drammatica. Gli edifici privati danneggiati dal terremoto del 2016 sono stati oltre 80 mila, di cui più di 45 mila nelle Marche; fino al mese di giugno 2020 nella nostra regione sono state presentate circa 8.400 richieste di contributo, avviati quasi 3.600 cantieri e circa 1.690 edifici risultano riparati. Tali dati evidenziano una ricostruzione piuttosto lenta che la pandemia dovuta al Covid-19 ha ulteriormente complicato. Al fine di velocizzare e semplificare il processo di ricostruzione, è stata emanata l’Ordinanza 100 che introduce l’autocertificazione da parte dei progettisti e stabilisce un tempo massimo di concessione del contributo pari a 110 giorni. Nell’ambito della prevenzione e pianificazione sono stati avviati studi e approfondimenti volti a garantire una migliore conoscenza delle caratteristiche geologiche, sismiche e fisiografiche del territorio per consentire una ricostruzione più sicura. Solo attraverso un’adeguata azione preventiva e pianificatoria si può arrivare ad una efficace ricostruzione che possa valorizzare la rinascita dei nostri meravigliosi territori, borghi e città” continua il geologo marchigiano.

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9° anniversario Sud Sudan

Posted by fidest press agency su domenica, 12 luglio 2020

Il Sud Sudan ha festeggiato il 9 luglio la sua indipendenza. Al più giovane stato al mondo, nato dopo lo storico referendum del 2011 e che vive ancora oggi una difficile situazione politica e sociale, Caritas Italiana dedica il suo 58° Dossier con Dati e Testimonianze “Pace a singhiozzo. Un popolo stremato dalla guerra, in un continente affamato dalla pandemia”.Per il Sud Sudan questi nove anni sono stati difficili: una guerra civile che ha lasciato centinaia di migliaia di morti, una popolazione stremata e in fuga con milioni di sfollati interni e di rifugiati che gravano su Paesi vicini altrettanto fragili, un territorio privo di infrastrutture importanti e delle ricchissime risorse naturali che non riescono a garantire sicurezza e stabilità, un lento processo di pace, tra firme di accordi e cessate il fuoco mai rispettati, più volte rinviati e sfociati sempre in nuovi scontri di cui pagano le conseguenze tanti poveri. Una crisi tra le più dimenticate, ma non da papa Francesco, e da tanti esponenti della Chiesa rimasti con la gente a prendersi cura di questa “casa comune” così martoriata. Hanno alzato le loro voci, appellandosi al perdono e al dialogo per il superamento delle divisioni etniche e degli interessi di pochi e tornare a quella unità che si cementò nel lungo periodo di lotta per l’indipendenza dal vicino Sudan.Una crisi complessa, aggravata dalla pandemia di Covid-19 che, così come nel resto dell’Africa, accresce la fame più di quanto non affolli i pochi ospedali. Se il Paese vuole avere futuro occorre un impegno comune verso i seguenti obiettivi: formazione e riconciliazione a livello politico, militare e comunitario, trasparenza nella gestione delle risorse naturali e lotta alla corruzione, coerenza delle politiche e approccio integrato tra risposta umanitaria, riabilitazione, sviluppo e pace, investimenti efficaci in infrastrutture e servizi primari, dare priorità a giovani e donne come attori di cambiamento.Caritas Italiana ha un impegno trentennale nella regione a sostegno delle fasce più vulnerabili e dei milioni di sfollati interni e rifugiati in altri Paesi, in appoggio alla Chiesa locale e in coordinamento con la rete Caritas internazionale. Prima in Sudan, in particolare in Darfur, nella regione dei Monti Nuba e in altre aree, poi anche in Sud Sudan, dove sin dalla nascita della Caritas nazionale, dopo l’indipendenza, ha sostenuto il processo di formazione del personale e di rafforzamento istituzionale, nonché alcuni progetti di formazione sanitaria e di sviluppo agricolo. Dopo lo scoppio della guerra civile, l’impegno si è concentrato nell’aiuto umanitario a profughi e sfollati, principalmente in ambito sanitario, alimentare-nutrizionale, educativo e di peacebuilding. Dal 2016 a oggi, l’intervento di Caritas Italiana si è intensificato grazie ai molteplici contributi della Conferenza Episcopale Italiana con fondi dell’8×1000 alla Chiesa Cattolica e grazie al collegamento con diverse realtà locali. Attualmente e per i prossimi anni, l’impegno più importante è il sostegno al piano triennale di Caritas Sud Sudan nelle sette diocesi del Paese. Complessivamente dal 2011 a oggi sono stati impiegati oltre 4,6 milioni di euro.

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Roma Capitale per il 75° anniversario della Liberazione d’Italia

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 aprile 2020

Roma. Già oggi, 24 aprile, la Sindaca di Roma Virginia Raggi parteciperà, con la Presidente della Comunità Ebraica di Roma Ruth Dureghello, a un momento di raccoglimento a Piramide: l’appuntamento è stato anticipato per rispettare l’osservanza della festa ebraica dello Shabbat. Sabato 25 aprile la Sindaca interverrà a una cerimonia a Porta San Paolo con il Presidente dell’ANPI di Roma Fabrizio De Sanctis. Tutti gli eventi saranno organizzati nel rispetto delle disposizioni emanate dal Governo per lo svolgimento delle celebrazioni.
L’Istituzione Biblioteche di Roma celebrerà la ricorrenza con un pellegrinaggio laico e digitale con testimonianze originali, voci, documenti d’archivio sui fatti di quei giorni. La pagina Facebook della Casa delle Memoria e della Storia, in particolare, proporrà contenuti culturali e materiali d’archivio di grande valore storico-documentario, tra cui il ciclo Io C’ero: sei interviste raccolte e conservate da Mediateca Roma a Micol Fontana, Mario Monicelli, Marisa Cinciari Rodano, Mario Verdone, Rosario Bentivegna e Giuliano Vassalli. A queste voci si aggiungeranno testimonianze dei rappresentanti delle associazioni che operano nella Casa della Memoria e della Storia: ANED, ANEI, ANPC, ANPI, ANPPIA, FIAP, IRSIFAR e Circolo Gianni Bosio; oltre a quelle di importanti personalità storiche, di testimoni diretti e indiretti di quei giorni, di uomini e donne che all’impegno a favore delle libertà democratiche hanno dedicato l’intera esistenza. Nella notte tra il 24 e il 25 aprile luci tricolori illumineranno la Casa della Memoria e della Storia, “accendendo” la Festa e i riflettori sul luogo simbolo della Memoria in città. La luce proiettata, simbolo di fermento e unità, sarà accompagnata dai bellissimi versi di Calvino scritti per il canto Oltre il ponte, qui nella versione di Sara Modigliani. Un inno al coraggio e alla resistenza.
La mattina del 25 si entrerà nel vivo della programmazione con il direttore della Casa del Cinema Giorgio Gosetti che, nella sua rubrica La cineteca del direttore, inaugurerà le celebrazioni proponendoci una serie di riflessioni sul cinema e la Liberazione nello speciale Verso il 25 aprile, la festa che non c’è. Si attraverseranno film e registi che hanno fatto la storia del nostro cinema e non solo: da C’eravamo tanto amati, di Ettore Scola a Paisà di Roberto Rossellini, da Mussolini ultimo atto, di Carlo Lizzani a Una vita difficile, di Dino Risi. Un viaggio cinematografico che proseguirà durante l’intera giornata con l’intervista, sempre pubblicata da Casa del Cinema (ore 12.30), dal titolo 25 aprile 1945, il grande rimosso del cinema italiano, realizzata al giornalista e critico Alberto Crespi e andata in onda su Rai News Cultura, e con la programmazione di Fondazione Cinema per Roma, che sui canali social @romacinemafest e @romacityfest, festeggerà la Liberazione con immagini de La notte di San Lorenzo dei fratelli Taviani e Paisà di Roberto Rossellini.
Alle 11.00 sarà il volto e la voce di Ascanio Celestini a tenere banco nella video-intervista d’archivio di Romaeuropa, riproposta in occasione delle celebrazioni del 25 aprile. Sempre alle 11.00, tornerà anche la grande musica con le note musicali dei Canti di Prigionia di Dallapiccola eseguiti da Orchestra e Coro di Santa Cecilia diretti da Markevitch nel 1954.
Anche la Sovrintendenza Capitolina ai beni culturali, parteciperà alle celebrazioni del 25 aprile dividendosi tra un messaggio di “ricordo” affidato ad un post storico archeologico interamente dedicato a Porta San Paolo, monumento che fu teatro di una importante battaglia durante la Resistenza, e la pubblicazione di un video registrato durante una conversazione con Dacia Maraini intitolata Intervista sulla pace, andata in scena l’11 novembre 2017 al Museo dell’Ara Pacis, nell’ambito dell’iniziativa Incontri con gli scrittori.
Un messaggio forte arriverà anche dal Palazzo delle Esposizioni, che celebra la Festa della Liberazione con la foto vincitrice del World Press Photo 2020, il prestigioso concorso internazionale di fotogiornalismo che premia ogni anno i migliori professionisti del settore. Anche per il 25 aprile torna MPI – THE ESSENTIAL QUARANTINE PLAYLIST con una nuova speciale playlist della sua serie sul canale Spotify MACRO MUSEUM.
Su @culturaaroma (Facebook, Instagram, Twitter) tutti gli aggiornamenti con gli hashtag #Romaperil25aprile #laculturaincasa #iorestoacasa.

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Il centro di Torre dell’Orso celebra il 54° anniversario del programma Narconon nel mondo

Posted by fidest press agency su sabato, 7 marzo 2020

Nel lontano 19 febbraio 1966 William Benitez ricevette dal direttore del carcere federale di Florence, in Arizona, il permesso di dare inizio al programma sperimentale per la riabilitazione delle tossicodipendenze che aveva chiamato Narconon (in inglese, narcotics none = nessuna droga) traendolo dal libro del filosofo L. Ron Hubbard “I Fondamenti del Pensiero”.
Quello stesso giorno, senza saperlo, il primo gruppo di 15 studenti detenuti iniziò a scrivere una delle pagine più importanti nella storia della riabilitazione dalle tossicodipendenze. Da quel giorno è iniziata l’espansione del programma Narconon e che, ancora oggi, sta scrivendo nuovi capitoli di questa storia fantastica che ha salvato la vita a diverse decine di migliaia in Italia, Canada, Colombia, Danimarca, Egitto, Inghilterra, Macedonia, Messico, Nepal, Olanda, Russia, Spagna, Stati Uniti, Svezia, Taiwan, Turchia, Ucraina e Ungheria.A Torre dell’Orso opera da molti anni la comunità Narconon Gabbiano che ha salvato numerosissime persone e le loro famiglie dalla devastazione della tossicodipendenza e dell’alcolismo. Narconon Gabbiano è inoltre molto attiva in campagne di prevenzione organizzando conferenze educative nelle scuole allo scopo di istruire i giovani studenti sui pericoli derivanti dal consumo di droghe e alcol. Negli scorsi giorni presso l’accogliente centro di Torre dell’Orso alla presenza dei famigliari degli ospiti, amici e sostenitori è stata celebrata la ricorrenza del 54° anniversario del programma Narconon nel mondo. Nel corso dell’evento sono intervenuti alcuni di coloro che hanno superato la tossicodipendenza raccontando le loro avvincenti storie di totale disperazione prima e di ritrovata felicità e serenità al termine del loro percorso riabilitativo.

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Il Threadneedle (Lux) Global Multi Asset Income Fund festeggia il suo quinto anniversario

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 febbraio 2020

Lussemburgo. Il Threadneedle (Lux) – Global Multi Asset Income Fund è una strategia a gestione attiva che mira a ottenere un rendimento del 5%. Il fondo, in particolare, ha l’obiettivo di generare flussi reddituali e accrescere il capitale investito nel medio-lungo termine. Almeno due terzi del patrimonio sono investiti in posizioni in società e obbligazioni emesse da società e governi di tutto il mondo. Secondo l’approccio di investimento del gestore Maya Bhandari, dal 2015, il Fondo investe in tre fonti diversificate: azioni, reddito fisso e vendita di opzioni call su indici. Il perseguimento di questo obiettivo è stato sempre accompagnato dal controllo della volatilità, in modo da preservare il capitale nel medio-lungo termine.Un rapido sguardo alle diverse classi di attivi rivela le sfide attuali con cui molti investitori si devono oggi confrontare. L’azionario è volatile per sua natura, come ha ricordato la correzione di fine 2018. Al contempo, i rendimenti obbligazionari sono prossimi ai minimi storici, per cui le prospettive di rendimento corretto per il rischio dei titoli di Stato core sono quanto mai deboli e il loro potenziale è marginale. In un contesto di tassi bassi e di volatilità sui mercati azionari, gli investitori devono trovare quindi nuovi modi per ottenere un livello di rendimento interessante senza sopportare la volatilità associata all’azionario. Il fondo Threadneedle (Lux) Global Multi Asset Income mira a offrire un rendimento sostenibile nel tempo persino nell’odierno contesto di bassi rendimenti.
A livello di view sui mercati, il team di gestione in questo momento individua alcuni aspetti che possono far nutrire un cauto ottimismo. Le minacce legate al commercio globale e a una hard Brexit sono diminuite notevolmente, persino rispetto a metà dicembre. Stando sia al consensus sia alle previsioni interne di Columbia Threadneedle, la crescita economica dovrebbe attestarsi ad un ritmo pressoché ideale, né tanto rapida da rendere necessario un aumento dei tassi d’interesse, né tanto debole da riaccendere i timori di una recessione. Le azioni e il credito societario potrebbero evidenziare un andamento relativamente favorevole in questo contesto, con una crescita discreta degli utili e dei dividendi.Felicity Long, portfolio client manager del team multi-asset di Columbia Threadneedle, ha commentato: “Che si tratti di finanziare l’istruzione dei propri figli o di disporre di un reddito aggiuntivo per gli anni della pensione, gli investitori hanno bisogno oggi di investimenti che puntino a generare un alto rendimento. Tuttavia, in un mondo di tassi d’interesse estremamente bassi, per trovare una fonte di reddito solida e sostenibile è necessario sempre più pensare fuori dagli schemi tradizionali”. Maya Bhandari, gestore del Threadneedle (Lux) Global Multi Asset Income Fund, ha continuato: “Nei cinque anni di vita del Fondo abbiamo dovuto affrontare momenti a volte impegnativi per la generazione di rendimento ed è incoraggiante che il nostro approccio così accurato all’asset allocation e alla ricerca di opportunità abbia dato i suoi frutti in questo momento storico di mercato. Il nostro primario obiettivo è identificare investimenti in grado di fornire buoni ritorni tenendo, però, sempre conto del contesto macroeconomico. Vogliamo dare soluzioni con il giusto rapporto rischio-rendimento offrendo ai nostri investitori un ritorno con una volatilità controllata. In aggiunta a una puntuale strategia in termini di asset allocation sono sempre fondamentali le competenze dei nostri team specializzati nel reddito azionario globale e nel credito societario che forniscono ai nostri investitori una selezione di titoli di prim’ordine”.
Columbia Threadneedle Investments è un gruppo specializzato nell’attività di asset management leader a livello globale che si contraddistingue per un’ampia offerta di strategie a gestione attiva e molteplici soluzioni d’investimento per clienti individuali, istituzionali e corporate in tutto il mondo.
Con l’ausilio di oltre 2.000 collaboratori tra cui più di 450 professionisti dell’investimento operanti nel Nord America, in Europa e Asia, il Gruppo gestisce un patrimonio pari a EUR 440 miliardi che copre azioni dei mercati sviluppati ed emergenti, reddito fisso, soluzioni multi-asset e strumenti alternativi.
Columbia Threadneedle Investments è la società specializzata in asset management che opera a livello globale e che fa parte di Ameriprise Financial, Inc. (NYSE: AMP), uno dei principali Gruppi statunitensi per offerta di servizi finanziari. In quanto parte di Ameriprise, Columbia Threadneedle beneficia quindi del sostegno di una grande società leader nei servizi finanziari, diversificata e adeguatamente patrimonializzata.www.columbiathreadneedle.com

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Celebrazioni per il 150° Anniversario di Roma Capitale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 gennaio 2020

Roma Lunedì 3 febbraio 2020, ore 17.55 Alla presenza del Presidente della Repubblica Interverranno:Andrea Bocelli, Ezio Bosso, Paolo Mieli, Gigi Proietti, Paola Turci e i talenti di ‘Fabbrica’ Young Artist Program del Teatro dell’Opera di Roma Le musiche saranno eseguite dalla Banda Interforze e dall’Orchestra del Teatro dell’Opera L’ingresso sarà consentito dalle ore 16.30 alle ore 17.15

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2020: un anno-anniversario per l’USB

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 gennaio 2020

L’8, 9 e 10 maggio 2010 con un Congresso costituente nasce l’Unione Sindacale di Base, forte della convergenza politica e organizzativa sostanzialmente di RdB e SdL Intercategoriale più alcuni spezzoni della CUB da cui proveniva sia RdB che, fino a qualche anno prima, il SULTA che poi confluì in SdL. Dieci anni, difficili e entusiasmanti al tempo stesso, che vogliamo ricordare e su cui riflettere assieme a tutti coloro che hanno condiviso la nostra impresa e la nostra scommessa. Ricordarli perché sono accadute tante cose, e tanti momenti importanti della vita politica e sindacale del Paese ci hanno visti protagonisti, rifletterci su per capire quali sono ancora oggi i nostri limiti e per capire come far meglio sindacato, analizzando e studiando la complessa situazione dell’oggi e come quindi adeguare la nostra azione e le nostre attività alle esigenze in continuo cambiamento, evitiamo di chiamarla evoluzione, che la società ci propone. Nel periodo trascorso abbiamo anche trasformato la nostra organizzazione, è nata la Federazione del Sociale, che si è andata ad affiancare alle due organizzazioni “storiche” USB Pubblico Impiego e USB Lavoro Privato, per intercettare tutti quei lavoratori, figli della riorganizzazione produttiva e dell’avanzare delle disuguaglianze, che non hanno una vita lavorativa classica e che non incontrano il sindacato quando hanno da affrontare e risolvere i propri bisogni o la propria condizione sociale, ad esempio in relazione al diritto al reddito o all’abitare. Abbiamo aperto fronti importanti di lotta e concluso con successo vertenze che ci vedevano impegnati da anni come quella degli ex LSU ATA; siamo diventati un punto di riferimento e di organizzazione per migliaia di braccianti e di lavoratori della logistica, per la gran parte migranti. Siamo da anni protagonisti delle più importanti vertenze nazionali dall’Ilva all’Alitalia passando per il rilancio del conflitto in centinaia di aziende industriali e del commercio. Abbiamo condotto in splendida solitudine la battaglia contro il precariato nella pubblica amministrazione costringendo il governo ad aprire alla stabilizzazione di migliaia di precari, a partire dalla ricerca. Molto altro potremmo ricordare di fatti e vertenze importanti che ci hanno visto protagonisti, ma quello che più ci interessa ricordare ed analizzare è la unicità della nostra esperienza nel variegato mondo del sindacalismo complessivamente inteso. Non siamo il classico sindacato “basista”, senza organizzazione e senza struttura unitaria politica e di elaborazione, non siamo un sindacato complice prono ai diktat del capitale e dell’Unione Europea, non siamo un sindacato autonomo pronto a piegare i propri comportamenti e la propria identità al cambio di vento politico o agli umori popolari. Abbiamo scelto di essere un sindacato di classe, internazionalista, antifascista, anticapitalista e indipendente che lavora per essere sempre più sindacato di massa, che si pone l’obbiettivo della difesa dei diritti dei lavoratori e delle lavoratrici e della trasformazione sociale.L’aver scelto di incrociare consapevolmente il movimento delle donne e quello per l’ambiente danno anche il segno della consapevolezza di tutta USB che l’azione del sindacato non può fermarsi ai luoghi di lavoro ma deve essere capace di interpretare il proprio ruolo nelle diverse contraddizioni presenti. Se ovviamente siamo soddisfatti della nostra crescita e della nostra iniziativa, la condizione politica e sociale in cui versa il nostro blocco sociale di riferimento rischia di limitare fortemente la nostra azione e la nostra penetrazione nelle fabbriche, negli uffici, nei quartieri. Un blocco sociale composto da lavoratrici e lavoratori che subiscono la scomparsa di riferimenti politici di massa, che sono preda della devastazione culturale in atto, di quell’egoismo sociale profuso a piene mani da chi li vuole succubi e silenziosi e che li getta in un’entropia sempre più evidente. C’è quindi la necessità di un sindacato che non solo abbia una forte identità collettiva legata ai nostri principi fondanti, ma che sia fatto di militanti, capaci di affrontare le sfide anche di natura culturale e ideologica che ci si stanno già proponendo, che non si lascino attrarre dai facili approdi dell’aziendalismo e del corporativismo di categoria o di territorio per rilanciare con forza l’idea alta di una confederalità non semplicemente dichiarata ma fortemente praticata.

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Il Canada commemora il 75° anniversario della campagna d’Italia nella Seconda guerra mondiale

Posted by fidest press agency su martedì, 26 novembre 2019

Dal 28 novembre al 4 dicembre Agira, Pontecorvo, Ortona, Russi, Villanova di Bagnocavallo e Ravenna. Queste le tappe delle commemorazioni per rendere omaggio agli oltre 93.000 canadesi che servirono con gli Alleati nella Campagna d’Italia e per sottolineare il ruolo chiave e il contributo dei Canadesi alla liberazione d’Italia.Il Ministro degli Affari dei Veterani, Onorevole Lawrence MacAulay, guiderà la delegazione ufficiale canadese, composta da 15 Veterani della Campagna d’Italia, rappresentanti delle organizzazioni di Autoctoni e Reduci di guerra, gruppi di giovani e alti rappresentanti del Governo del Canada.Su richiesta del Primo Ministro del Canada Justin Trudeau, Sua Eccellenza Julie Payette, Governatrice Generale del Canada in qualità di Comandante in Capo, accompagnerà la Delegazione del Governo del Canada e parteciperà ad alcuni degli eventi commemorativi.I rappresentanti dei media sono invitati a registrarsi (informazioni in calce) per prendere parte alle seguenti cerimonie, e di arrivare con mezz’ora di anticipo rispetto all’orario di inizio in modo da prendere posto nelle sezioni riservate ai media.
1. Agira EN giovedì 28 novembre 2019 ore 10:30 Cerimonia di Commemorazione al Cimitero di guerra canadese di Agira 94011 Agira EN Solo il Ministro degli Affari dei Veterani del Canada parteciperà a questa cerimonia.
2. Pontecorvo FR sabato 30 novembre 2019 ore 10:00Cerimonia di Commemorazione al Monumento di Pontecorvo in Piazza IV Novembre 03037 Pontecorvo FR
3. Ortona CH lunedì 2 dicembre 2019 ore 10:00 Cerimonia di Commemorazione al Monumento « Il Prezzo della Pace » Piazza degli Eroi Canadesi (già Piazza Plebiscito), Ortona 66026 CH
4. Villanova di Bagnocavallo RA martedì 3 dicembre ore 13.40 Cerimonia di consegna del riconoscimento a Mariangela Rondinelli (Sovereign’s Medal for Volunteers) da parte della Governatrice Generale del Canada presso EcoMuseo delle Erbe Palustri Via Ungaretti, 1 Villanova di Bagnocavallo 48012 RA Solo la Governatrice Generale del Canada parteciperà a questa cerimonia.
5. Villanova di Bagnocavallo RA martedì 3 dicembre ore 14.00 Deposizione di una corona commemorativa al Cenotafio presso il Cimitero di Guerra Canadese 48012 Villanova di Bagnocavallo 48012 RA Solo la Governatrice Generale del Canada parteciperà a questa cerimonia
6. Russi RA martedì 3 dicembre ore 15.00 Svelamento della targa commemorativa in onore dei soldati canadesi che liberarono Russi il 3 Dicembre del 1945 presso Palazzo San Giacomo, Via Carrarone Rasponi – Russi 48026 RA Solo il Ministro degli Affari dei Veterani del Canada parteciperà a questo evento.
7. Ravenna mercoledì 4 dicembre 2019 ore: 11.30 Cerimonia di Commemorazione al Cimitero di Guerra di Ravenna Via Piangipane 24B – 48100 Piangipane (RA)

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Il Canale di Suez compie 150 anni

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 novembre 2019

Roma. Venerdì 8 novembre 2019, a partire dalle 17.30, si terrà presso l’Accademia d’Egitto (Via Omero 4) il convegno “Suez 150. Passato e futuro del Canale che ha cambiato il volto del commercio globale”. L’evento vedrà la partecipazione di illustri Relatori, quali Hisham Badr (Ambasciatore d’Egitto in Italia), Diego Brasioli (Vice Direttore Generale Affari Politici del MAECI), Cesare Trevisani (Presidente della Joint Italian Arab Chamber of Commerce), Jeannie Gregori (Responsabile Rapporti Internazionali di Assarmatori) e Nicolò Sartori (Direttore Programma Energia, Clima e Risorse dell’Istituto Affari Internazionali).
Il convegno, organizzato dall’Associazione Polikós e dall’Ambasciata d’Egitto in Italia, analizzerà l’importanza del Canale nei suoi molteplici aspetti: dal ruolo strategico per il commercio globale alle sfide logistiche euro-mediterranee per connettere MENA e Vecchio Continente ai ricchi mercati dell’Estremo Oriente, passando per la centralità del Canale nella proiezione internazionale dell’Egitto e per lo storico rapporto tra Roma ed Il Cairo.In contemporanea all’evento si terrà, sempre nei locali dell’Accademia, la mostra fotografica “L’Europa e il Canale di Suez. Il contributo italiano alla realizzazione 1859-1869”, curata da Giovanni Cipriani, Fondatore e Segretario Generale del Centro per la Promozione del Libro.«Fin dalla sua inaugurazione nel 1869, il Canale di Suez – ha dichiarato Marco Valerio Solia, Presidente di Polikós – ha cambiato la storia mondiale, riportando il Mediterraneo e l’Italia al centro dei flussi commerciali e degli scambi internazionali. In questi 150 anni ha modificato percezioni e strategie dei Paesi rivieraschi, aprendo nuove importanti possibilità di sviluppo. L’incontro dell’8 novembre sarà un’occasione per riflettere sulle opportunità offerte dall’allargamento del Canale nel 2015, analizzando i benefici di cui godrà il nostro Paese se saprà accreditarsi come perno regionale in grado di competere con gli altri scali dell’area».

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