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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘anniversario’

31° anniversario del centro Narconon Gabbiano di Torre dell’Orso

Posted by fidest press agency su sabato, 7 settembre 2019

Domenica 8 settembre il centro Narconon Gabbiano Onlus, nella sua sede di Torre dell’Orso, celebrerà 31 anni di ragguardevoli risultati nella prevenzione e nella riabilitazione da droghe e alcol. Sono migliaia le persone che negli scorsi anni sono stati ospitati e hanno portato a termine un percorso miracoloso: salvare la propria vita e quella dei propri cari dall’infermo della tossicodipendenza. C’è chi parla del problema droga e chi, da ben 31 anni senza sosta o ferie, si dedica incessantemente all’assistenza di coloro che sono caduti in questa drammatica piaga, affinché possano tornare a vivere una vita sobria e serena. Le vite sottratte alla nera disperazione, le famiglie ricostituite, le speranze rinate per una vita felice sono l’epilogo di moltissime storie a lieto fine e le persone che hanno portato a termine il programma le vorranno condividere con tutti i partecipanti alla festa.L’anniversario non è soltanto una giornata spensierata, ma rappresenta una solenne promessa per il futuro: chi entra a svolgere con impegno il programma Narconon può lasciarsi definitivamente alle spalle una brutta pagina della propria vita. Il programma Narconon non è infatti finalizzato solamente alla disintossicazione fisica degli ospiti, ma soprattutto al ripristino dei valori morali, di onestà e responsabilità, fondamentali per vivere una vita lontana dalle aberranti soluzioni propinate dal lugubre mondo della tossicodipendenza.
Saranno molte le autorità e personalità presenti, ma soprattutto saranno molti gli ex ospiti provenienti da tutt’Italia che desidereranno narrare pubblicamente la propria storia di disperazione e la resurrezione finale grazie al percorso portato a termine presso la comunità Narconon di Torre dell’Orso. Anche il Governatore della Puglia, dott. Michele Emiliano, ha voluto inviare alla comunità Narconon il suo saluto di incoraggiamento “… a continuare a lavorare per sottrarre tante donne e uomini, giovani soprattutto, dalla dipendenza di droghe e alcol. Nessuno si deve sentire escluso nella missione di far smettere questo insostenibile problema.”

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Primo settembre 1939 – Primo settembre 2019: 80 anni dalla 2° guerra mondiale

Posted by fidest press agency su domenica, 1 settembre 2019

E’ una ricorrenza che non si può dimenticare. Richiamandomi a quell’evento scrissi: Avevo sei anni non ancora compiuti quando all’alba del primo settembre, mentre con molta probabilità dormivo saporitamente raggomitolato sotto le lenzuola e con la testa infossata nel cuscino, i carri armati tedeschi varcarono la frontiera polacca e nello stesso momento le bombe tedesche caddero sulle città polacche e altri bimbi della mia età ebbero un risveglio del tutto diverso dal mio. In questo modo ebbe inizio la seconda guerra mondiale con l’attacco alla stazione radio di Gleiwitz da parte d’alcuni deportati vestiti d’uniformi polacche. Fu così inscenato l’incidente di frontiera ideato da Himmler per giustificare l’azione militare tedesca. I polacchi furono presi letteralmente alla sprovvista. L’invasione procedé come un rullo compressore annientando le deboli resistenze polacche e continuando la sua azione con rapidità. Diventò così evidente l’intenzione dei tedeschi di annettersi la Polonia che gli anglo-francesi non poterono fare altro, il 3 settembre alle quattro di mattina, d’ordinare all’ambasciatore inglese Devile Henderson di chiedere di essere ricevuto alle nove di mattina da Ribbentrop per consegnargli l’ultimatum del suo Paese per il ritiro immediato delle truppe d’invasione tedesche. Non riuscì a contattarlo tanto che l’ambasciatore britannico fu costretto a rimettere la nota diplomatica ad un funzionario di second’ordine e solo alle ore 11, ovvero dopo due ore. La Francia seguì a rimorchio. Tre ore dopo l’ambasciatore Henderson e quello francese Coulondre consegnarono alla Wilhelmmstrasse la dichiarazione di guerra. Iniziò in questo modo una delle più grandi tragedie di tutti i tempi tanto che a tutt’oggi si continua a discutere sulle sue cause profonde. La stessa leale partecipazione all’intesa della Francia e della Gran Bretagna non si può spiegare del tutto senza una valutazione rigorosa sul ruolo giocato dagli imperialismi dell’uno e dell’altro fronte conditi da egoismi geopolitici, avidità di materie prime, da ambizioni delle classi dirigenti e dai capitalismi scatenanti verso il profitto. Tutto questo stava accadendo sulla pelle della gente e non certo in sintonia con le attese profonde dei popoli per i quali la pace, e non la guerra, era il sentimento più intimo e naturale. Così non vissi quella data, ma lo accettai con indifferenza non cogliendo nemmeno la preoccupazione degli adulti della famiglia per un evento che avrebbe potuto, come lo fu, in effetti, allargarsi a macchia d’olio e finire con il riguardarci direttamente e nel modo più atroce. Cosa si poteva pretendere da un bambino non avvezzo, come quelli di oggi, a vedere l’inizio delle ostilità in diretta televisiva e che la stessa radio valeva solo per le fiabe che mandava in onda e per ascoltare le canzoni? La carta stampata, poi, rappresentava per me un interesse unicamente se riproduceva fumetti”. Così si aprirono le porte dell’inferno con un olocausto che in una manciata di anni fu pagato con 50 milioni di morti, distruzioni immani e altri milioni di feriti e con la più grave tragedia umana in Giappone con il lancio di due bombe atomiche sulla popolazione inerme. Ho cercato di ripercorrere quei momenti con i miei ricordi, con quelli dei miei cari, con mio padre che ebbe la ventura di combattere in entrambe le due guerre mondiali. Furono la sua e quella che la seguì due generazioni travolte dall’odio e dalla violenza, piegata nel dolore e nella umiliazione e che lasciano a noi l’amaro in bocca e lo stupore di quanto crudele possa essere l’essere umano contro i propri simili e che vorremmo del tutto cancellare dal nostro futuro per ritrovarci in pace e in serenità a goderci gli affetti più cari e a ritrovare negli occhi dei nostri figli e nipoti scenari diversi.

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74° aniversario della tragedia di Hiroshima

Posted by fidest press agency su domenica, 4 agosto 2019

Roma – martedì – 6 agosto 2019 ore 9,30 P.ZZA DEL PANTHEON. Anche quest’anno in occasione del 74° aniversario della tragedia di Hiroshima, il Comitato “Terra e Pace” organizza al Pantheon a Roma con il patrocinio della Presidenza della Repubblica, dei presidenti di Camera e Senato, della Regione Lazio e di Roma Capitale la manifestazione per non dimenticare quel tragico evento che costituisce una ferita ancora aperta nella storia del XX° secolo,con 250.000 vittime.civili.La manifestazione si svolgerà alle ore 9,30 nella Piazza del Pantheon nel cuore della Roma antica,con Carla Fracci, con la presenza del rappresentante dell’Ambasciata del Giappone il ministro consigliere Sig.ra Hitomi Sato, i Gonfaloni della Regione Lazio, di Roma Capitale, dell’Area Metropolitana di Roma Capitale,autorità, dello Stato, rappresentanti delle istituzioni, del volontariato, organizzazioni internazionali, rappresentanze diplomatiche. Dopo l’ esecuzione da parte della banda dei Carabinieri degli inni nazionali,vi saranno brevi interventi delle autorità. Sarà data lettura dei messaggi dei Presidenti della Camera Roberto Fico e del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati e altre Istituzioni. Seguirà la consegna del premio “terra e pace” (un fossile di un milione di anni simbolo del rispetto della vita sul pianeta) alla vice Presidente del Comitato Olimpico Nazionale Italiano (C.O.N.I ) Alessandra Sensini per la promozione attraverso lo Sport e gli eventi olimpionici della amicizia e la pace tra i popoli nello spirito autentico delle antiche Olimpiadi. Saranno presenti le campionesse olimpioniche Valentina Marchei e Silvia Salis .La scuola di balletto di Roma di Claudia Iorio, eseguira’ un saggio di danza. “La morte del Cigno”La signora Maki eseguira’ un brano dedicato ad un sopravvissuto di Hiroshima.“Anche quest’anno,nella difficile situazione che vive il mondo -tra minacce di riarmo nucleare ,mutamenti climatici, grandi fenomeni migratori e terrorismo,il Comitato “terra e pace”- dice il presidente Athos de Luca- ricorda l’aniversario di Hiroshima,perché nessuno e soprattutto tra i giovani dimentichi le tragiche conseguenze per l’umanità quando il dialogo e la politica falliscono e si intraprende la via delle armi,dell’intolleranza e del razzismo” La manifestazione si concluderà con l’ esecuzione di un minuto di silenzio per le vittime di tutte le guerre.

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Anniversario della nascita di Nelson Mandela

Posted by fidest press agency su sabato, 20 luglio 2019

Il 18 luglio 1918 nasceva Nelson Mandela. Nel CI anniversario il “Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera” di Viterbo lo ricorda esemplare testimone della dignita’ umana e infaticabile lottatore nonviolento per la liberazione dell’umanita’ intera, simbolo della solidarieta’ che ogni essere umano riconosce, raggiunge, sostiene, conforta. Nel ricordo di Nelson Mandela qui e adesso riaffermiamo che ogni essere umano ha diritto alla vita, alla dignita’, alla solidarieta’; riaffermiamo che vi e’ una sola umanita’ in un unico mondo vivente casa comune dell’umanita’ intera; riaffermiamo che salvare le vite e’ il primo dovere. Nel ricordo di Nelson Mandela qui e adesso ci opponiamo al razzismo, allo schiavismo, ad ogni violenza che opprime gli esseri umani ed il mondo vivente. Nel ricordo di Nelson Mandela qui e adesso chiamiamo ogni persona di volonta’ buona, ogni associazione solidale, ogni istituzione democratica, all’impegno comune per soccorrere, accogliere, assistere ogni persona bisognosa di aiuto.
Nelson Mandela e’ stato uno dei piu’ grandi eroi della lotta contro il razzismo, per la dignita’ di ogni essere umano; nato il 18 luglio 1918, tra i leader principali dell’African National Congress, nel 1964 e’ condannato all’ergastolo dal regime razzista sudafricano; nel corso dei decenni la sua figura diventa una leggenda e un punto di riferimento in tutto il mondo; uscira’ dal carcere l’11 febbraio 1990 come un eroe vittorioso; premio Nobel per la pace nel 1993, primo presidente del Sudafrica finalmente democratico compira’ il miracolo della riconciliazione; e’ deceduto il 5 dicembre 2013.
Tra le opere di Nelson Mandela: fondamentale e’ l’autobiografia Lungo cammino verso la liberta’, Feltrinelli, Milano 1995; e’ ora disponibile anche la seconda parte della biografia: Nelson Mandela e Mandla Langa, La sfida della liberta’.

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Anniversario della presa della Bastiglia

Posted by fidest press agency su sabato, 13 luglio 2019

Roma. “In segno di protesta per il comportamento di Parigi sul caso Rackete la delegazione di Fratelli d’Italia ha deciso che non prenderà parte oggi al ricevimento organizzato dall’Ambasciata di Francia in occasione dell’anniversario della presa della Bastiglia. Da giorni la nostra Nazione subisce provocazioni inaccettabili ed è necessario dare un segnale forte e deciso”. Lo dichiara il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

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21° anniversario frane Sarno e Quindici

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 Mag 2019

“In occasione di un anniversario importante come quello di Sarno, ribadiamo l’urgenza di attuare una seria politica di prevenzione dei rischi, finalizzata ad una gestione sostenibile del territorio ed alla salvaguardia della vita dei cittadini, necessità che trovano riscontro anche nella mappa del dissesto idrogeologico in Italia del 2018, tracciata dall’ISPRA, che vede circa il 91% dei comuni italiani a rischio e quasi 7,5 milioni di persone che vivono in territori a rischio elevato e molto elevato per frane e alluvioni”. Sono le parole di Lorenzo Benedetto, consigliere del Consiglio Nazionale dei Geologi in occasione del 21esimo anniversario degli eventi franosi di Sarno che, tra il 5 e 6 maggio del 1998, provocarono la morte di 160 persone nei comuni di Sarno, Siano, Bracigliano (in provincia di Salerno), Quindici (Avellino) e San Felice a Cancello (Caserta).In Italia, sono ancora troppe le vittime causate dal dissesto idrogeologico: “Dati pubblicati recentemente indicano che solo nel 2018, frane e alluvioni hanno causato 38 morti e nel periodo che va dal 2000-2018 hanno perso la vita in totale 438 persone – ricorda Benedetto -. Questi dati sono preoccupanti, perché dopo 21 anni dagli eventi alluvionali di Sarno e Quindici, significa che non abbiamo ancora imparato la lezione. Non si può continuare a perdere la vita per il verificarsi di fenomeni naturali”, denuncia il consigliere CNG che spiega come “il 2018 sia stato un anno particolarmente funesto. Basti pensare alla piena che ad agosto dell’anno scorso ha colpito le gole del Raganello in Calabria provocando 10 morti, oppure al maltempo che in Sicilia, a Casteldaccia, ha causato nove vittime, annegate per lo straripamento del fiume Milicia”.“La normativa emanata a seguito dell’emergenza Sarno e di altri eventi successivi (alluvione di Soverato) – aggiunge Benedetto – ha consentito di compiere un significativo passo in avanti in termini di conoscenza degli scenari di rischio idrogeologico dell’intero Paese, attraverso i Piani per l’Assetto Idrogeologico (PAI), redatti dalle ex Autorità di Bacino, a cui purtroppo non sono seguite azioni concrete di mitigazione e gestione dei rischi individuati”. A distanza di 21 anni da Sarno, per il geologo campano “c’è ancora tanto da fare per determinare condizioni di sicurezza più accettabili per il rischio idrogeologico che attanaglia l’intero Paese. Dunque sarebbe importante ad esempio: approfondire sempre di più le conoscenze dei fenomeni aggiornando i PAI, attuare una corretta pianificazione territoriale per evitare di costruire nelle zone pericolose, realizzare interventi strutturali e non strutturali, presidiare e monitorare le aree a rischio ed infine operare una seria e continua manutenzione del territorio. Tutte queste azioni devono andare di pari passo con la diffusione della conoscenza nella popolazione dei corretti comportamenti che occorre tenere per salvaguardare la propria incolumità in caso di frane o alluvioni”, conclude Benedetto.

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Anniversario conflitto Yemen

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 marzo 2019

Yemen 26 marzo. Dall’inizio dell’escalation del conflitto in Yemen, quattro anni fa, più di 19 mila raid aerei hanno devastato scuole, ospedali e importanti infrastrutture, 13 al giorno, più di uno ogni 2 ore. Violenze e distruzione che hanno costretto 1,5 milioni di bambini a fuggire dalleloro case e dai loro villaggi e che in molti casi, più di 1 al giorno, sono stati colpiti dai bombardamenti proprio mentre tentavano di ripararsi in un luogo sicuro. Bambine e bambini vittime dirette delle bombe vendute dai governi stranieri alla Coalizione a guida saudita, che ogni mese uccidono o feriscono gravemente 37 minori in un Paese sconvolto da un conflitto cruento e senza fine, dove 10 milioni di minori non hanno accesso a cure mediche adeguate, tantissimi rischiano di morire di fame e 1 ragazza su 3 e 1 ragazzo su 4 non hanno la possibilità di andare a scuola.
Numeri che fotografano le terribili condizioni che sono costretti ad affrontare ogni giorno i bambini in Yemen e che Save the Children – l’Organizzazione nata 100 anni fa proprio per aiutare i bambini vittime della prima guerra mondiale – diffonde alla vigilia del quarto anniversario dell’inizio dell’escalation della guerra, che ricorre il 26marzo.
Un anniversario sul qualeSave the Children ha voluto accendere i riflettori con l’evento pubblico “Stop alla guerra sui bambini”, andato inscena presso la Galleria Alberto Sordi di Roma, che ha visto protagonisti le note del Maestro Giovanni Allevi,Ambasciatore di Save the Children, e lavoce dell’attrice Anna Foglietta, presidente dell’Associazione Every Child is My Child. Un eventoall’insegna della musica e delle parole per portare all’attenzionedell’opinione pubblica il forte appello che arriva dai bambini dello Yemen chechiedono al mondo che la loro voce venga ascoltata e che la guerra possa finireimmediatamente “perché siamo bambini comeogni altro bambino al mondo e non ce la facciamo più a sopportare la guerra”.

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Anniversario della scomparsa di Lenin

Posted by fidest press agency su sabato, 19 gennaio 2019

Cavriago Domenica 20 gennaio il PMLI.Emilia-Romagna commemorerà Lenin nel 95° anniversario della scomparsa presso piazza Lenin a Cavriago (Reggio Emilia), dove è presente un busto del grande Maestro del proletariato internazionale, e dove dal 2005 il PMLI organizza iniziative pubbliche in tale occasione. Gli interventi inizieranno alle ore 11,00. Il discorso ufficiale sarà tenuto dal Responsabile per l’Emilia-Romagna del Partito marxista-leninista italiano Denis Branzanti che tratterà il tema “Studiamo e applichiamo gli insegnamenti di Lenin sul ruolo del proletariato nella lotta contro il capitalismo e l’imperialismo”.
Prenderanno la parola anche altri sostenitori di Lenin, tra i quali Corrado Gallo, Segretario della FGCI dell’Emilia-Romagna (Federazione giovanile del PCI).
Solo il socialismo può cambiare l’Italia e dare il potere al proletariato!
Buttiamo giù il governo nero fascista e razzista Salvini-Di Maio!
Con Lenin per sempre contro il capitalismo per il socialismo! (Pmli.Emilia-Romagna)

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Ricorre oggi l’anniversario della nascita della fotografia

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 gennaio 2019

E’ stata presentata il 7 gennaio del 1839 all’Accademia francese di Scienze dallo studioso François Arago.Nella biblioteca di storia e cultura del Piemonte, a palazzo Cisterna, la Città metropolitana di Torino conserva alcune fotografie storiche di particolare pregio grazie al patrimonio custodito nel cosiddetto “Fondo Parenti”, il fondo del bibliofilo e scrittore Marino Parenti, acquistato dall’allora Provincia di Torino nell’ormai lontano 1966: la sezione fotografica è particolarmente interessante, contiene materiali notevoli, in particolare ritratti e vedute del milanese Luigi Sacchi (1805-1861), celebre incisore e illustratore dedicatosi alla metà degli anni ’40 dell’Ottocento alla fotografia nella versione calotipica diffusa dal Talbot. Luigi Sacchi percorse tutta l’Italia fotografando monumenti e vedute del nostro paese e raccogliendo il materiale nei complessivi fascicoli dei Monumenti, vedute e costumi d’Italia (1852-55).Parte di questo materiale è stato oggetto di un restauro nel 1998 da Sandra Petrillo con una delicatissima operazione, ma molto resta ancora da fare: proprio nei mesi scorsi la Città metropolitana di Torino ha concordato il restauro di 5 fotografie storiche con la Fondazione Centro Conservazione e Restauro “La Venaria Reale” che ne farà oggetto di studio e lavoro per i propri allievi (carla gatti)

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“Solidarity AccorHotels” festeggia il suo decimo anniversario

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 dicembre 2018

Aiutare a combattere l’esclusione economica e sociale delle persone più svantaggiate è stata la motivazione che ha portato il Gruppo leader mondiale nei settori travel e lifestyle, alla creazione del fondo di solidarietà “Solidarity AccorHotels”.Dieci anni dopo la sua fondazione e con più di 300 progetti realizzati, AccorHotels ha misurato i risultati della sua attività attraverso lo studio condotto dalla società di consulenza Kimso. In particolare, la ricerca ha confermato l’importanza delle attività del fondo, il tipo di progetti realizzati e la natura del suo sostegno: in 45 paesi sono stati supportati 172.800 beneficiari diretti, spesso giovani, disoccupati e emarginati, con l’aiuto di oltre 20.000 dipendenti di AccorHotels, direttamente coinvolti a favore dei più bisognosi. Per selezionare i progetti proposti dai collaboratori e valutarli, sono stati istituiti un Consiglio di amministrazione e un Comitato di selezione dedicati.Lo studio ha anche evidenziato la caratteristica saliente di Solidarity AccorHotels, vale a dire un impegno che va oltre il semplice sostegno finanziario per fornire una risposta concreta ai bisogni espressi dalle associazioni locali.Ogni anno per una settimana a dicembre, il progetto aiuta a mobilitare i dipendenti attorno alle iniziative prescelte; in Italia diversi molti sono stati i progetti portati avanti dalle strutture: Ibis Verona si è fatta portavoce della mission della Fondazione Più Di Un Sogno Onlus a favore delle persone con sindrome Down e disabilità intellettive attraverso l’esposizione dei prodotti della fondazione.

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Città dell’Olio verso il 25esimo anniversario

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 dicembre 2018

Si è svolta nella Città dell’Olio di Carpino terra incantevole, patria della tipica Ogliarola Garganica, la 47^ Assemblea Nazionale delle Città dell’Olio, la due giorni dedicata agli Stati generali delle 320 Città dell’Olio italiane nella quale si sono discusse le linee programmatiche dell’Associazione, in vista delle celebrazioni del 25° anniversario della sua fondazione. Il 2019, infatti, sarà l’anno celebrativo di un quarto di secolo caratterizzato da un’intensa attività che proiettano la nostra associazione verso nuove e importanti sfide. La cultura dell’olio e dell’oliva sarà il motore della riscoperta dei nostri territori attraverso il turismo dell’olio, in coincidenza anche con il fatto che il 2019 sarà l’anno del “Turismo lento”. Un impegno costante e progressivo che non potrà prescindere sa un coinvolgimento diretto dei cittadini delle Città dell’olio che dovranno avere la consapevolezza, grazie anche al lavoro svolto egregiamente dalle amministrazioni delle Città dell’Olio, di vivere in un territorio dal grande valore identitario, che ha nel paesaggio olivicolo, nella Dieta Mediterranea e nello stile di vita una marcia in più, un valore aggiunto da comunicare con sempre maggiore convinzione e determinazione. L’assemblea di Carpino che ha visto la presenza ed il coinvolgimento di Soci amministratori provenienti da tutte le Regioni d’Italia: dal Friuli Venezia Giulia alle isole Sicilia e Sardegna passando per il Trentino, il Veneto, l’Emilia Romagna, la Liguria, la Toscana, le Marche, l’Abruzzo, il Lazio, l’Umbria, il Molise, la Campania, la Calabria, la Basilicata e la regione ospitante – la Puglia – che con le sue 31 Città dell’Olio e le circa 50 varietà di olive, rappresenta un fulgido esempio di biodiversità italiana – ha confermato il ruolo strategico delle Città dell’olio, tra le reti più longeve impegnate nella promozione e valorizzazione della cultura dell’olio extravergine d’oliva. Nell’occasione sono stati fissati gli asset strategici dell’azione delle Città dell’Olio del prossimo anno. Il turismo dell’olio è stato individuato come il più importante asset su cui investire con progettualità mirate come la fortunatissima Camminata tra gli olivi, il Girolio d’Italia in un nuovo format regionale che coinvolgerà i soci di ogni singola regione e l’amministrazione regionale e Andar per Frantoi e Mercatini che diventa sempre più uno strumento per mettere in rete e a sistema tutte le feste dedicate all’olio in Italia. Nel futuro dell’Associazione prosegue l’impegno profuso nella candidatura dei paesaggi olivetati delle Città dell’Olio nel Registro dei Paesaggi Rurali Storici istituito dal Mipaaf. Si confermano anche le progettualità legate alla formazione alla sensibilizzazione dei consumatori a partire dal progetto di educazione alimentare “Olio in cattedra” che con BimbOil Junior avrà un ulteriore sviluppo e sorvolerà anche agli alunni delle scuole medie. Una novità importante è rappresentata dall’istituzione del Premio Miglior Oliveto e dalla progettualità specifica che coinvolgerà i ristoranti dell’olio che verranno inseriti nel circuito Mediet Restaurant. “I nostri 320 soci italiani avranno un ruolo di primo piano nella promozione del turismo dell’olio attraverso la costruzione di percorsi alla scoperta della civiltà olivicola, di pacchetti turistici in grado di attrarre visitatori, ma anche nel promuovere progetti di salvaguardia e tutela dei paesaggi olivicoli – ha dichiarato Enrico Lupi presidente delle Città dell’Olio- Olio, Dieta Mediterranea, Paesaggio Olivicolo e Biodiversità sono i punti di forza sui quali puntare, in quanto autentica ricchezza di ciascuna città dell’olio italiane. In questa direzione è stato fondamentale la firma del Protocollo d’Intesa tra le Città dell’Olio e le Città del Vino un altro tassello importante per mettere in campo azioni sinergiche per le nostre città d’identità”.

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X anniversario della Convenzione sulle Munizioni Cluster

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 dicembre 2018

La nona edizione del Worldwide Investments in Cluster Munitions Report viene lanciata in occasione del X anniversario dell’apertura alla firma, avvenuta ad Oslo il 3 dicembre 2008, della Convenzione sulle Munizioni Cluster (CCM) che mette al bando queste armi indiscriminate. La messa al bando delle munizioni cluster ha giocato un ruolo fondamentale nella riduzione degli investimenti in questi ordigni. Secondo il Report lanciato oggi infatti il livello internazionale di investimenti finanziari in bombe cluster, rispetto all’anno 2017, è diminuito da 31 miliardi di dollari americani a 9 miliardi, presentando una riduzione pari al 344%.La riduzione vertiginosa è dovuta in parte anche al fermo della produzione e nell’invio di munizioni cluster da parte di due aziende produttrici basate negli Stati Uniti: Textron ed Orbital ATK. Secondo il Report la maggior parte degli istituti che investono nella produzione degli ordigni banditi dalla CCM sono situate in paesi che ancora non hanno firmato la Convenzione di messa al bando.Per il Worldwide Investment in Cluster Munitions Report ci sono 88 istituti finanziari che nel complesso investono circa un totale di 9 miliardi di dollari americani in 7 aziende produttrici di munizioni cluster. Si tratta circa della metà di investitori riportati nel 2017, quando il report ne dichiarava 151.Il Report evidenzia come oltre alla diminuzione di investimenti, sia aumentato il numero delle istituzioni finanziarie che esplicitamente escludono dai propri investimenti i produttori di munizioni cluster, secondo i dati presenti nel Report infatti si è passati dalle 84 istituzioni finanziarie nel 2017 alle 110 del 2018.
Si registra un aumento anche dei paesi che ritengono che investire nella produzione di munizioni cluster sia proibito dalla Convenzione di messa il bando, portando da 38 a 46 i paesi che considerano questo tipo di investimento una forma di assistenza alla produzione, la cui proibizione è chiaramente espressa dalla CCM. All’interno del Report viene dedicata particolare attenzione alle seguenti sette aziende produttrici di munizioni cluster presenti in 4 paesi: China Aerospace Science and Industry (Cina); Norinco (Cina); Hanwha (Corea del Sud); Poongsan (Corea del Sud); LigNex1(Corea del Sud); Avibras (Brasile); Bharat Dynamics Limited (India).

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55° anniversario disastro del Vajont

Posted by fidest press agency su martedì, 9 ottobre 2018

Erano le 22.39 del 9 ottobre del 1963 quando 263 milioni di metri cubi di roccia si staccarono dal monte Toc precipitando nel bacino creato dalla diga del Vajont e sollevando un’ondata gigantesca, alta 260 metri, causando la morte di 1917 persone. “Il disastro del Vajont costituisce la fotografia di un Paese miope dal punto di vista della prevenzione e della valorizzazione delle professionalità. I geologi di allora furono inascoltati esattamente come oggi, a distanza di 55 anni, si continua a maltrattare il territorio e a sfidare le forze della natura con il cemento e la perfezione teorica, in accordo con l’approssimazione politica e l’arroganza di chi continua a non voler risolvere il problema alle sue origini”. Con queste parole Domenico Angelone, Tesoriere del Consiglio Nazionale dei Geologi, ricorda il disastro ambientale e umano più drammatico dal dopoguerra ad oggi, quando, per eccesso di superficialità nell’ignorare gli studi geologici, che dichiaratamente ritenevano la realizzazione della diga non realizzabile per le precarie condizioni morfologiche dei versanti, una frana immensa si riversò nell’invaso facendo tracimare milioni di metri cubi di acqua che, a valle fecero 1917 morti, cancellando per sempre paesi dalla carta geografica.
“Il Vajont ha segnato nella storia d’Italia un momento di svolta – prosegue Angelone – esattamente come accadde con il terremoto dell’Irpinia del 1980 quando, lo stesso Presidente Pertini evidenziò le gravissime carenze culturali, organizzative e programmatiche di un Paese che, in entrambe le vicende, si dovette vergognare di fronte alla popolazione mondiale. Una svolta che si è palesata timidamente con interventi normativi inadeguati e tardivi, seguendo più gli eventi dettati dallo scorrere del tempo, dal boom economico degli anni ’70 e ‘80, dal progresso scientifico e tecnologico, che dalla consapevolezza di dover partire dalla conoscenza del territorio e dalle sue criticità. Culturalmente siamo rimasti ancorati alle logiche del pre-Vajont – continua Angelone -, alle stesse logiche che tendono a rincorrere l’emergenza e ad apporre pezze ancora peggiori del buco che si vuole coprire. La mancanza di cultura geologica sia nelle istituzioni che nelle leggi che esse producono, costituisce il vero cancro del Paese, come testimoniano le ultime tragedie che hanno riguardato i recenti terremoti e le recentissime alluvioni, quando, come se non bastasse, si è palesata in maniera evidente la necessità di un approccio diverso al problema”.
Sull’argomento interviene il segretario del CNG ed ex presidente dell’Ordine dei geologi della Regione Calabria, Arcangelo Francesco Violo: “Nel nostro Paese si continua a morire per un’alluvione, come è successo la scorsa settimana a San Pietro Lametino, in Calabria. I recenti eventi alluvionali registrati in Calabria, che hanno causato ancora una volta vittime e danni ingenti – afferma Violo -, hanno rafforzato l’urgenza di avviare una svolta culturale in tema di prevenzione, basata sulla conoscenza degli scenari di rischio, sui sistemi moderni e tecnologicamente avanzati di monitoraggio e sulla necessità di una corretta pianificazione delle attività di manutenzione”.

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Una mostra per il cinquantesimo anniversario del film Romeo & Giulietta

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 luglio 2018

romeo e giulietta.jpgPienza (Siena) Il prossimo 28 luglio si apre in Palazzo Piccolomini a Pienza una mostra per il cinquantesimo anniversario del celeberrimo film Romeo & Giulietta, diretto da Franco Zeffirelli, girato nella città di Pio II nel 1968, prevalentemente negli interni del palazzo che nella finzione è casa Capuleti, dove i due giovani protagonisti, Giulietta e Romeo, si incontrano per la prima volta a una festa da ballo.
WHAT IS A YOUTH? è il titolo della canzone che, nella ricostruzione della tragedia shakespeariana voluta dal geniale regista toscano, risuona all’interno del cortile del palazzo durante il ballo. La musica venne composta da Nino Rota, mentre il testo italiano fu scritto da Elsa Morante. La mostra, oltre a ricordare l’anniversario dell’uscita del film, intende porre l’attenzione sugli usi e i costumi della casa del Rinascimento, così come risulta bene evidente dalla finzione cinematografica di Franco Zeffirelli: non a caso, per girare le scene del film, il regista scelse Palazzo Piccolomini, non solo per il suo carattere monumentale, ma anche per la sua autenticità conservativa di dimora rinascimentale.Il percorso della mostra parte dal cortile, costituito da un loggiato a tre arcate, e dal giardino pensile, proseguendo al piano nobile del Palazzo: sala d’ingresso, sala da pranzo, sala della musica, camera di Pio II e biblioteca.
Le foto di set e le foto di scena, messe a disposizione dalla Fondazione Zeffirelli, saranno disposte nelle sale dove sono state scattate, in modo da far rivivere gli ambienti come se i personaggi del film si muovessero negli interni e li animassero di nuovo, offrendo al visitatore uno spaccato ancora più autentico della vita quotidiana del Rinascimento, così magistralmente ricostruita dal regista.Insieme alle foto saranno esposti nelle sale anche i costumi di scena realizzati da Danilo Donati e vincitori nel 1969 del premio Oscar, oggi proprietà della Fondazione Cerratelli. Si avrà quindi la possibilità di ammirare da vicino dei capolavori di alta sartoria cinematografica all’interno dell’ambiente per cui sono stati concepiti.
L’esposizione è promossa dalla Società di Esecutori di Pie Disposizioni Onlus, che ha la cura per la valorizzazione del Palazzo Piccolomini e dalla Fondazione Zeffirelli, prodotta e gestita da Opera-Civita. Nelle celebrazioni è stato coinvolto il Comune di Pienza che, a sua volta, ha chiamato a raccolta le altre città dove è stato girato il film, Gubbio e Tuscania, dove sarà allestita, anche in questo caso, una mostra con materiale messo a disposizione dall’archivio della Fondazione Zeffirelli.Vittorio Carnesecchi, Rettore Società di Esecutori di Pie Disposizioni, Fabrizio Fè, Sindaco di Pienza e Giuseppe Costa, Presidente e Amministratore Delegato di Opera-Civita inaugureranno, il 27 luglio alle ore 18,00, la mostra a Palazzo Piccolomini. (foto copyright Fondazione Zeffirelli)

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Roma Capitale ricorda il 75° anniversario del bombardamento di San Lorenzo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 luglio 2018

Roma giovedì 19 a venerdì 20 luglio, dalle ore 9.00 alle ore 18.00, la Sovrintendenza Capitolina aprirà eccezionalmente il Centro di Documentazione dei Cimiteri Storici, allestito all’Ingresso monumentale del Cimitero del Verano, in cui si potrà assistere alla Rassegna filmico-documentaria “19 Luglio del ’43”, che comprenderà i seguenti contributi:
“Bombardamento di Roma”, filmato sul bombardamento del 19 luglio 1943 dell’Archivio Storico dell’Istituto Luce;
“Protezione antiaerea”, contributi sulla protezione antiaerea dei principali monumenti e delle opere d’arte d’Italia e di Roma concessi dall’Archivio Storico dell’Istituto Luce;
“Testimonianze”, documento del 1983 sulle testimonianze del bombardamento di San Lorenzo da parte degli abitanti del quartiere, concesso dall’Archivio Rai Teche;
“Tra due nemici. La memoria della seconda guerra mondiale nei monti Aurunci” di Marco Marcotulli, film etnografico che documenta i modi con i quali, tutt’oggi, questa memoria è elaborata dalle popolazioni locali in forme artistiche, espressive, narrative, monumentalistiche e collezionistiche. Un culto comunitario diffuso in tutto il territorio soprattutto attraverso la pietra: statue, lapidi, cimiteri, sacrari militari e siti in montagna che incorporano e conservano storie da non dimenticare.
Sarà infine possibile prendere parte alla visita guidata “Quadriportico e Pincetto. Percorso nella storia e nell’arte” il 19 luglio, alle ore 17.00, con prenotazione obbligatoria allo 060608.

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L’unione doganale dell’UE celebra il suo cinquantesimo anniversario

Posted by fidest press agency su domenica, 8 luglio 2018

Negli ultimi 50 anni l’unione doganale si è trasformata in una pilastro del nostro mercato unico, tutelando le frontiere dell’UE e proteggendo i nostri cittadini da merci vietate e pericolose, come armi e stupefacenti, e favorendo inoltre una costante crescita della quota del commercio mondiale: nel 2017 le dogane dell’UE hanno trattato il 16% del commercio mondiale.
Il 1° luglio 2018, esattamente 50 anni dopo l’istituzione dell’unione doganale, la Commissione organizza eventi negli aeroporti e nelle scuole in tutta l’UE per sensibilizzare in merito a questo risultato straordinario.Pierre Moscovici, Commissario per gli Affari economici e finanziari, la fiscalità e le dogane, ha dichiarato: “L’unione doganale è una realizzazione unica ed eccezionale, che consente agli europei di cogliere appieno i benefici del mercato interno, con scambi commerciali fluidi e consumatori sicuri. Sono riconoscente alle migliaia di persone che negli ultimi 50 anni hanno contribuito e continuano a contribuire a questa realizzazione europea.” L’unione doganale dell’UE, inizialmente prevista dal trattato di Roma, nel 1968 ha abolito i dazi doganali riscossi alle frontiere fra gli Stati membri della Comunità europea. Oggi è diventata un’area commerciale unica in cui tutte le merci possono circolare liberamente, siano esse prodotte nell’UE o al di fuori delle sue frontiere. Il dazio sui beni provenienti dall’esterno dell’UE è di norma pagato all’entrata nell’UE. In tal modo le dogane garantiscono il pagamento di tali dazi e la protezione degli interessi finanziari dell’Unione e dei suoi Stati membri. Le dogane impediscono inoltre l’ingresso nell’Unione di prodotti che rappresentano un rischio per la sicurezza o la salute dei cittadini dell’UE, bloccano merci oggetto di traffico e di contrabbando o che presentano un pericolo per l’ambiente e il patrimonio culturale europeo oppure merci che pregiudicano gli interessi finanziari dell’UE e dei suoi Stati membri.
Per garantire il buon funzionamento della zona doganale unica, gli Stati membri dell’UE si avvalgono di un insieme comune di norme, fondato sul cosiddetto codice doganale dell’Unione. Questo codice, aggiornato nel 2013 e applicato dal 2016, costituisce il sistema unico di cui si avvalgono gli Stati per trattare l’importazione, l’esportazione e il transito dei prodotti. In tal modo si promuovono la concorrenza e gli scambi, si migliorano l’efficienza e la qualità e si abbassano i prezzi per i consumatori.Le autorità doganali nazionali di tutti i paesi dell’UE sono principalmente responsabili della gestione del complesso funzionamento quotidiano dell’unione doganale e a tal fine collaborano fra loro e con la Commissione. Allo stesso tempo è fondamentale una più ampia cooperazione internazionale per proteggere gli interessi delle imprese e dei cittadini europei a livello mondiale. A tal fine l’UE ha firmato oltre 50 accordi internazionali che disciplinano la cooperazione doganale e la reciproca assistenza amministrativa con 80 paesi al di fuori dell’UE per potenziare i controlli e l’applicazione nonché per semplificare e armonizzare le procedure doganali, riducendo così gli oneri e i costi amministrativi per le imprese europee.Di recente la Commissione ha proposto di mantenere nel prossimo bilancio dell’UE un impegno finanziario di 950 milioni di € destinato ai programmi doganali. Si tratta di un importo che dovrebbe aiutare a intensificare la cooperazione e lo scambio di dati fra le autorità doganali nonché ad aiutare e a formare i funzionari delle dogane nel loro operato. Nel bilancio dell’UE è stato inoltre incluso un nuovo fondo del valore di 1,3 miliardi di € inteso ad aiutare gli Stati membri ad acquisire, mantenere e sostituire attrezzature doganali all’avanguardia.

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2° Anniversario dal voto sulla Brexit: un bilancio di Investec AM

Posted by fidest press agency su sabato, 23 giugno 2018

Commento a cura di John Stopford, Head of Multi-Asset Income di Investec Asset ManagementDue anni dopo il voto sulla Brexit e a meno di un anno dall’uscita del Regno Unito dall’UE, è importante riflettere su come questo processo stia influenzando l’economia inglese e i mercati.
L’incertezza sulla Brexit ha represso gli investimenti e ha contribuito a portare a una crescita davvero contenuta della produttività. Ciò ha indotto la Bank of England ha rivedere al ribasso il potenziale di crescita e iniziare ad aumentare i tassi. Il motivo è più legato a una mancanza di capacità di riserva che al tema della solidità economica, perciò dubitiamo che i tassi di interesse possano aumentare rapidamente o in modo molto ampio e di conseguenza riteniamo che i titoli di Stato inglesi a lunga scadenza abbiano valutazioni abbastanza ragionevoli nonostante una posizione fiscale meno incoraggiante. Per il momento riteniamo che vi siano migliori opportunità altrove, come in Australia, che paga un rendimento reale discreto.L’azionario del Regno Unito resta in balia della sorte e dipende molto su base relativa dalle oscillazioni della sterlina, vista l’ampia esposizione non UK al FTSE 100.
La sterlina è molto prezzata per una soft Brexit, che sembra probabile se consideriamo i numeri del Parlamento, ma resta un rischio di coda di un brusco crollo se non si raggiungerà un accordo prima che il Regno Unito lasci l’Unione Europea.Commento a cura di Garland Hansmann, Portfolio Manager di Investec Asset Management
La Brexit è stata ovviamente al centro del flusso di notizie riguardanti il Regno Unito e, in qualche misura, l’Europa. La questione centrale è la portata dell’impatto che la Brexit ha avuto finora sul mercato del credito del Regno Unito. La risposta non è ancora del tutto chiara, visto che è difficile isolarne gli effetti.Ad esempio, se prendiamo in considerazione il settore retail del Regno Unito, molte tipologie di obbligazioni hanno performato male. Pensiamo a bond di società come Iceland, Shop Direct, Matalan, Debenhams e New Look, che hanno visto performance negative.Sembra chiaro che il retail sia un settore in difficoltà. Si potrebbe pensare che si tratti di una sequenza di cattive performance individuali, combinata con la dura concorrenza dei rivenditori online. Potrebbe essere vero, ma l’essere in un ambiente in cui il potere di spesa dei consumatori è significativamente diminuito in conseguenza dell’indebolimento della sterlina di certo non aiuta.L’economia del Regno Unito sta sottoperformando le economie degli altri Paesi “omologhi” nel mondo e, in generale, sta scontando le conseguenze economiche della decisione di uscire dall’UE, che certamente pesano sulle compagnie.Va anche detto che la Brexit ha avuto probabilmente un effetto in qualche modo negativo sulle obbligazioni corporate del Regno Unito e sul mercato del credito. In ogni caso, identificare l’entità dell’effetto Brexit è difficile, specialmente se si confrontano i rendimenti del mercato statunitense high yield con quelli del Regno Unito.Entrambi hanno avuto rendimenti annualizzati pari a circa il 7,5% p.a. dal giorno prima del voto sulla Brexit.Per i nostri portafogli continuiamo a preferire emittenti al di fuori del Regno Unito che abbiano un’esposizione contenuta alle conseguenze della Brexit.

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Telefono Azzurro compie 31 anni

Posted by fidest press agency su domenica, 10 giugno 2018

La prima telefonata arriva alle 8:05 del mattino, chiamano dalla Sicilia, precisamente dalla zona di Palermo. Una voce maschile racconta una triste storia sul figlio dei vicino: ”Lo tengono sempre in casa, da solo, non esce e piange e quando i suoi arrivano a casa spesso sono botte”. E’ l’8 giugno 1987, il primo giorno di SOS Il Telefono Azzurro Onlus. Da allora 72mila bambini e adolescenti sono stati assistiti dall’associazione, più di 2.400 ogni anno.
Fin dalla sua fondazione, il 8 giugno del 1987, Telefono Azzurro ha sempre offerto ascolto a bambini e adolescenti e lungo i suoi 31 anni di attività si è trasformato nel simbolo della lotta per la tutela dei diritti dei minori, portando all’attenzione il taciuto fenomeno della violenza domestica.Se nei primi 7 anni monitorati (1989-1994) i casi presi in carico da Telefono Azzurro sono stati 5.243, negli ultimi 7 (2010-2017) sono arrivati a 16mila.La prima generazione chiedeva aiuto principalmente per problematiche legate alle relazioni con adulti o coetanei (il 45% dei casi gestiti tra 1987 e 1994) e per situazioni di violenza domestica (percosse e maltrattamenti fisici rappresentavano il 10% circa delle chiamate).
Oggi insieme alle chiamate aumentano le casistiche di aiuto: non più solo violenza domestica ma anche violenza tra coetanei come bullismo e dating violence e violenza contro se stessi intesa come autolesionismo. A ciò si aggiungono le minacce del web – il 6% del totale – frutto di un utilizzo poco consapevole ed inadeguato delle nuove tecnologie: invio e condivisione di immagini e video sessualmente espliciti autoprodotti (sexting), ricatti legati a questi invii (sextortion), adescamenti di minori ad opera di sconosciuti (grooming).
Telefono Azzurro può contare su 30 linee telefoniche gestite da 40 operatori specializzati e centinaia di volontari. Per rispondere in maniera immediata alle esigenze dei minori, intorno allo storico numero 1.96.96 è cresciuta una piattaforma di ascolto multicanale fatta nuovi strumenti di ascolto – chat, web e social – e nuove linee come il 114 Emergenza Infanzia, per segnalare abusi e violenze ai danni di bambini e adolescenti, e 116.000, la linea di riferimento per denunciare la scomparsa di un minore.
Solo nel 2017 sono stati quasi 4.300 i casi gestiti da Telefono Azzurro, di questi 2.800 sono arrivati tramite la linea 1.96.96, 1.301 da 114 Emergenza Infanzia e 177 sono state le segnalazioni di bambini scomparsi inoltrate al 116.000. I contatti pervenuti tramite chat, canale di comunicazione più usato soprattutto dagli adolescenti, sono stati 5631.
L’introduzione nel 2015 del servizio di traduzione simultanea in 20 lingue, allineate nel corso del 2017 alle lingue disponibili negli altri servizi di emergenza (es. 112 e 118), ha poi l’obiettivo di avvicinare l’utenza di origine straniera e facilitarne la richiesta di aiuto in situazioni di emergenza e/o rischio e pregiudizio.
La violenza domestica – fisica, psicologica e sessuale – è ancora oggi la principale forma di abuso denunciata dal 50% di chi si è rivolto a Telefono Azzurro nel 2017 (incidenza del 58% per la linea 1.96.96; 41% per 114 Emergenza Infanzia; 42% per segnalazioni via chat) e i genitori (47,7% madre e 34,4% padre) i principali presunti responsabili delle situazioni riferite. Oltre la metà della casistica ha riguardato bambini sotto i 10 anni di età, prevalentemente di nazionalità italiana (85.5% dei casi).Negli ultimi anni, l’Associazione ha riscontrato un aumento di situazioni di violenza tra coetanei, che rappresenta circa 1 caso su 10. Le forme più diffuse sono bullismo, cyberbullismo e dating violence, la violenza all’interno di una relazione di coppia, che sempre più spesso riguarda non solo gli adulti, ma anche gli adolescenti.
In crescita anche gli atti di violenza contro se stessi, con 306 richieste di aiuto arrivate all’Associazione nell’ultimo biennio (il 6,1% del totale). Solo nei primi 6 mesi del 2017 i consulenti di Telefono Azzurro hanno offerto sostegno e intervento in 118 casi, il 9,5% del totale.

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204.mo Anniversario della Fondazione dei Carabinieri

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 giugno 2018

“Nella ricorrenza del 204.mo Anniversario della Fondazione dei Carabinieri mi preme sottolineare come l’Arma sia stata in questi anni un presidio non solo di legalità ma soprattutto di libertà per i cittadini”: lo afferma in una nota Edmondo Cirielli, Questore della Camera dei Deputati e presidente della Direzione nazionale di Fratelli di Italia. “L’esempio di uomini e donne dell’Arma che hanno sacrificato la propria vita per la difesa dei valori dello Stato sia un ulteriore stimolo per il nuovo governo affinchè la difesa e la tutela delle forze dell’ordine diventino una priorità da perseguire, senza slogan, con azioni concrete volte a difendere la dignità di chi indossa una divisa” conclude Cirielli.

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Carabinieri: 204esimo anniversario della Fondazione

Posted by fidest press agency su martedì, 5 giugno 2018

“Oggi, in occasione del 204esimo anniversario della sua Fondazione, l’Italia rende il giusto omaggio all’Arma dei carabinieri. Da sempre baluardo indissolubile di libertà, in questi anni, ha saputo divenire una vera eccellenza italiana, sempre schierata dalla parte dei più deboli, in Italia come all’estero, e sempre disponibile ad aiutare il prossimo e a garantire la sicurezza di tutti. Al Comandante Generale Giovanni Nistri e a tutti i suoi uomini e alle sue donne in divisa, desidero rivolgere la mia stima e i miei sinceri ringraziamenti mentre ai tanti carabinieri che durante il servizio hanno perso la vita e ai loro familiari va infine Il mio deferente pensiero”. Lo dichiara il vicepresidente del Senato Ignazio La Russa.

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