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Esercizio 2017: un anno eccellente per Boehringer Ingelheim

Posted by fidest press agency su martedì, 1 Mag 2018

Ingelheim. L’azienda farmaceutica Boehringer Ingelheim, operante nel settore della ricerca, offre una panoramica dei successi dell’anno d’esercizio 2017. Tutti i settori operativi hanno contribuito a far crescere il fatturato. Gli investimenti nella Ricerca&Sviluppo hanno superato la cifra di 3 miliardi di euro, di cui quasi 2,7 miliardi assegnati al solo segmento Human Pharma. “In medicina, la quantità di domande supera sempre quella delle risposte” – ha dichiarato Hubertus von Baumbach, Presidente del Consiglio di Amministrazione – “È nostra intenzione continuare a raccogliere le sfide nella ricerca, utilizzando tutte le risorse a nostra disposizione. Gli ingenti investimenti nella Ricerca&Sviluppo rispondono pertanto alla nostra consapevolezza imprenditoriale”.
Lo scorso anno, Boehringer Ingelheim ha realizzato un fatturato di circa 18,1 miliardi di euro, equivalente a un incremento del 15,7%, al netto degli effetti di cambio (su base euro: +13,9%). Decurtati gli effetti “una tantum” derivati dallo scambio di attività attuato con Sanofi, l’azienda ha registrato una crescita, al netto degli effetti di cambio, pari al 6,1% (su base euro: +4,4%). Con un risultato operativo di circa 3,5 miliardi di euro, è stata registrata una redditività delle vendite del 19,3%.Nel 2017, l’azienda contava una media di circa 50.000 dipendenti a livello internazionale.
Lo scorso anno, Boehringer Ingelheim ha messo a segno una crescita organica in tutti i comparti. “Il settore Human Pharma, in particolare, ha superato nettamente le nostre aspettative” – ha sottolineato Michael Schmelmer, Membro della Direzione aziendale e Responsabile Finanza – “In questo caso sono state trainanti soprattutto le attività sul mercato statunitense e nei paesi emergenti”.
Lo scorso anno, nel settore della farmaceutica per uso umano Boehringer Ingelheim, con 6 prodotti, è riuscita a realizzare, per ciascuno di essi, un fatturato di oltre un miliardo di dollari statunitensi. I prodotti interessati sono SPIRIVA®, farmaco per le vie respiratorie, PRADAXA®, un anticoagulante, TRAJENTA® e JARDIANCE®[1] farmaci per il diabete, OFEV® per il trattamento della fibrosi polmonare idiopatica (IPF) e MICARDIS® per il trattamento dell’ipertensione. Complessivamente, il fatturato dei prodotti farmaceutici per uso umano è cresciuto del 6,9%, al netto degli effetti di cambio, attestandosi ad un valore superiore a 12,6 miliardi di euro (su base euro: + 5,0%). Ciò corrisponde ad una crescita oltre i valori di mercato. Il settore della farmaceutica per uso umano ha, così, contribuito per circa il 70% al fatturato complessivo.
Grazie alla transazione con Sanofi, il fatturato nell’industria farmaceutica veterinaria è più che raddoppiato, raggiungendo 3,9 miliardi di euro. La quota di fatturato più elevata è stata prodotta da due antiparassitari: il più venduto è stato NEXGARD®, con 546 milioni di euro, seguito da FRONTLINE® con 381 milioni di euro.
Lo scorso anno, il settore della produzione biofarmaceutica per conto terzi, al netto degli effetti di cambio, è cresciuta del 10,7%, raggiungendo 678 milioni di euro e contribuendo per il 4% al fatturato complessivo.
Un obiettivo strategico fondamentale di Boehringer Ingelheim è sviluppare approcci unitari a favore del paziente, sia nella salute umana, che animale. Ne è un esempio la promozione di progetti digitali che pongono il paziente al centro dell’attenzione. Recentemente, Boehringer Ingelheim ha, infatti, dato vita al Digital Lab BI X e ha accresciuto il Boehringer Ingelheim Venture Fund da 100 a 250 milioni di euro, di cui ben 50 milioni destinati a innovazioni digitali. “Al centro di tutta la nostra attività c’è sempre l’impegno a migliorare la vita dei pazienti e dei loro familiari, nonché a promuovere le opzioni di trattamento disponibili per i medici” – ha dichiarato Schmelmer.
Per l’anno di esercizio in corso, Boehringer Ingelheim prevede una leggera crescita dei ricavi su basi confrontabili.

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Privatizzazione Poste. Tranquilli: le torture per gli utenti continueranno

Posted by fidest press agency su martedì, 28 gennaio 2014

uffici postaliLo scorso venerdi’, che faremo passare alla storia come “venerdi’ nero”, buona parte degli italiani si e messa in coda alle Poste per pagare la mini-Imu e qualcos’altro, dopo che ha fatto code al Caf o agli uffici del Comune per evitare di sbagliare gli importi da pagare. Le Poste, come succede per esempio ogni volta che i pensionati devono ritirare la pensione a fine mese, sono state all’altezza del loro servizio: una schifezza! Erogato in luoghi abituali di tortura in cui gli utenti sono violentati nel rispetto di uno dei propri diritti primari, la disponibilita’ e l’uso del proprio tempo.Poste che stanno diventando una novella Iri * rispetto al servizio universale postale. E lo fanno dedicando sempre piu’ energie ai servizi finanziari, telefonici, salvataggio di Alitalia… a discapito -a nostro avviso- della qualita’ del servizio postale: corrispondenza consegnata con sempre maggiori disservizi fino allo smarrimento della stessa, uffici sempre piu’ radi e sempre piu intasati, dove, a farne le spese, sono essenzialmente i soggetti piu’ deboli -tipo anziani- che non fruiscono di molti servizi che oggi si possono utilizzare anche attraverso la Rete.I nostri governanti, invece di affrontare il problema direttamente, hanno pensato che fosse meglio solo spendere meno soldi, ed hanno lanciato la “privatizzazione” della “privatizzazione”. Cioe’ la societa’ Poste Italiane che era gia’ una Spa privata, anche se a capitale pubblico, ora vendera’ il 40% delle sue azioni: il 60% restera’ quindi saldamente nelle mani del capitale pubblico, e alla dismissione finanziaria parziale non corrispondera’ la dismissione industriale. Un’operazione che, impropriamente sbandierata come privatizzazione, e’ solo un rastrellamento di soldi. Cosa faranno di questi soldi, al momento non e’ dato saperlo, ma abbiamo profondi dubbi che potranno servire a migliorare il servizio postale: l’interesse delle Poste sembra piu’ orientato alla diversificazione della loro presenza industriale e di servizi; il loro coinvolgimento nel “salvataggio” di Alitalia e’ sintomatico: gli utili non servono a far fare meno code agli italiani, ma a rimediare
allevoragini economiche di aziende mantenute in vita solo per il prurito di politici e sindacati.Chi paga? L’utente per i disservizi e il contribuente per l’uso di soldi pubblici, ovviamente!
L’alternativa ci sarebbe, quantomeno come tentativo: la totale privatizzazione. Per vedere se il mercato possa riuscire li’ dove il non-mercato pubblico sta torturando gli utenti. Ma questo sembra impossibile nel Belpaese dei veti incrociati di questa o quell’altra corporazione.
* Iri – Istituto per la ricostruzione Industriale. Istituito nel 1933 e liquidato nel 2002, era un gruppo di circa 1.000 societa’ che ha sovrinteso alla ricostruzione industriale del Paese dopo la II guerra mondiale. Si occupava, da ente statale, di moltissimi rami dell’industria e dei servizi.

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Bilancio Bialetti Industrie S.p.A.

Posted by fidest press agency su martedì, 31 marzo 2009

L’esercizio 2008 si è chiuso con risultati economici significativamente negativi, influenzati anche dal diffuso calo dei consumi a partire dal quarto trimestre dell’anno  Risultati economici influenzati da componenti negative di carattere straordinario e/o non ricorrente per circa 7 mln/€  Fatturato consolidato pari a 210,2 mln/€ (220,7 mln/€ nel 2007): – 4,8% Ebitda negativo per 1,8 mln/€ (positivo per 26,8 mln/€ nel 2007); Ebitda 2008 al netto di componenti negative di carattere straordinario e/o non ricorrente positivo per 5,2 mln/€  Ebit negativo per 13,6 mln/€ (positivo per 16,1 mln/€ nel 2007); Ebit 2008 al netto di componenti negative di carattere straordinario e/o non ricorrente negativo per 6,6 mln/€ Perdita netta di Gruppo per 23,5 mln/€ (utile di 4,1 mln/€ nel 2007) Indebitamento finanziario netto a 109,2 mln/€ al 31/12/08 (85,1 mln/€ al 31/12/07) Intrapresi interventi per riduzioni di costi operativi,Il piano industriale 2009-2011 verrà predisposto e presentato, con il supporto di un primario advisor industriale, entro il 30 giugno 2009  Sono in corso trattative con le banche finalizzate alla sottoscrizione in tempi brevi di un accordo di Standstill

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