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Posts Tagged ‘anno scolastico’

Scuola: In Gazzetta Ufficiale il decreto legge con disposizioni urgenti sull’avvio dell’anno. Anief: pronti a integrarlo

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 settembre 2020

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha firmato il decreto legge n. 111 sulle ‘Disposizioni urgenti per far fronte a indifferibili esigenze finanziarie e di sostegno per l’avvio dell’anno scolastico, connesse all’emergenza epidemiologica da Covid-19’. Subito dopo il provvedimento è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale (Serie Generale n. 223 del 08-09-2020). Tra le varie disposizioni introdotte, i contenuti del provvedimento riguardano i finanziamenti di spazi aggiuntivi per svolgere l’attività didattica in presenza, il lavoro agile per i genitori di giovani e studenti fino a 14 anni contagiati dal Covid e costretti alla quarantena, oltre che la possibile loro astensione dal lavoro (con compenso al 50%) e la sostituzione dello stesso personale dispensato.Marcello Pacifico (Anief): “I fondi previsti nel decreto 111 rappresentano una prima risposta alle necessità che le scuole devono assumere per permettere una ripartenza in sicurezza di oltre 8 milioni di alunni 1,2 milioni di docenti, Ata e dirigenti scolastici, così come previsto dai protocolli, sottoscritti anche da noi, e degli esperti in campo sanitario. È importante che nel corso dei prossimi giorni, a fronte di nuove esigenze e impellenze derivanti dalle dinamiche che si verranno a realizzare negli istituti scolastici, in periodo ancora di emergenza epidemiologica, si preveda un immediato incremento delle risorse pubbliche, ad iniziare da una maggiore copertura del trasporto locale e dello smart working da poter attuare, laddove ve ne siano le condizioni, anche non in presenza di figli contagiati”.

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Scuola: Firmato il protocollo d’intesa per aprire in sicurezza l’anno scolastico per contenere la diffusione di Covid-19

Posted by fidest press agency su domenica, 16 agosto 2020

Sarà compito degli uffici scolastici regionali intervenire su segnalazione di quei dirigenti che segnalano difficoltà sulla sua attuazione. Il ministro s’impegna politicamente con i sindacati ad attivare la contrattazione per la definizione del lavoro agile del personale docente e amministrativo, a ricercare risorse per rivedere i criteri del dimensionamento scolastico, a garantire la continuità didattica nel reclutamento, specie su posti di sostegno.Si è concluso l’incontro per la definizione del protocollo d’intesa per garantire l’avvio dell’anno scolastico nel rispetto delle regole di sicurezza per il contenimento della diffusione di Covid-19.La delegazione ANIEF, composta dal presidente nazionale Marcello Pacifico e dal vicepresidente nazionale Gian Mauro Nonnis, pur rilevando alcune criticità ha ritenuto soddisfacenti i contenuti di massima dell’accordo per i chiari impegni politici presi contro i tagli a organici e plessi degli ultimi anni e a favore della continuità didattica, come dal documento politico elaborato dal sindacato.“L’accelerazione delle ultime ore fa seguito a una trattativa che ha visto le delegazioni ANIEF in primo piano in particolare per l’introduzione dei punti più tecnici sulla gestione dei flussi e operazioni di igienizzazione” spiega Gian Mauro Nonnis, in particolare grazie ai contributi dell’ingegnere Natale Saccone e del dirigente scolastico Vito Lo Scrudato portati avanti da Anief al tavolo si è riusciti a mettere in rilievo: differenziazione dei percorsi interni e dei punti di ingresso e i punti di uscita dalla struttura; predisposizione di adeguata segnaletica orizzontale sul distanziamento necessario e sui percorsi da effettuare; pulizia approfondita e aerazione frequente e adeguata degli spazi; accesso alla struttura attraverso l’accompagnamento da parte di un solo genitore o di persona maggiorenne delegata dai genitori o da chi esercita la responsabilità genitoriale, nel rispetto delle regole generali di prevenzione dal contagio, incluso l’uso della mascherina durante tutta la permanenza all’interno della struttura; assicurare quotidianamente le operazioni di pulizia previste dal rapporto ISS Covi.19, n. 19/2020; utilizzare materiale detergente, con azione virucida, per come previsto dall’allegato 1 del documento CTS del 28/05/20; garantire la adeguata aerazione di tutti i locali, mantenendo costantemente (o il più possibile) aperti gli infissi esterni dei servizi igienici. Si consiglia che questi ultimi vengano sottoposti a pulizia almeno due volte al giorno, eventualmente anche con immissione di liquidi a potere virucida negli scarichi fognari delle toilette; sottoporre a regolare detergenza le superfici e gli oggetti (inclusi giocattoli, attrezzi da palestra e laboratorio, utensili vari, ecc.) destinati all’uso degli alunni. “Restano alcuni nodi in materia di reclutamento sul cosiddetto organico COVID per il quale però il ministero, con l’introduzione del concetto di continuità didattica all’interno dell’accordo, ha dimostrato sensibilità e diponibilità” conclude il presidente Marcello Pacifico che della stabilizzazione del precariato ne ha fatto la missione del sindacato Anief: “i posti attribuiti in maniera provvisoria per sopperire alle immediate esigenze devono essere stabilizzati nelle sedi di servizio.”

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Risorse importanti per l’avvio del prossimo anno scolastico

Posted by fidest press agency su domenica, 16 agosto 2020

Ma per il riparto di queste risorse il ministero ha deciso di seguire un criterio basato su dati non oggettivi (50% sulla base delle richieste degli USR e 50% sulla popolazione studentesca).” Così Gabriele Toccafondi, deputato fiorentino di Italia viva capogruppo in Commissione Cultura “Noi chiedevamo di utilizzare criteri più oggettivi, come il solo numero di studenti oppure il numero di studenti per classe, perché ci siamo accorti che alcune regioni, simili alla Toscana per numero di scuole o di alunni, hanno chiesto risorse molto maggiori per personale docente e non docente” prosegue Il deputato “Abbiamo chiesto i dati – conclude Toccafondi – dai quali è emerso che se dal ministero avessero basato il riparto solo sulla base della popolazione studentesca alla nostra regione sarebbero arrivati circa 55 milioni, invece ne arriveranno 49,5. 5,5 milioni in meno, che significano circa 200 unità in meno tra personale docente e non docente, figure fondamentali per l’avvio di un anno scolastico delicato come questo.“

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Nuovo anno scolastico, cambiare le regole per evitare il baratro

Posted by fidest press agency su martedì, 21 aprile 2020

Conferma degli attuali supplenti, utilizzo delle graduatorie di istituto per le assunzioni in ruolo, subito percorsi universitari abilitanti in modalità telematica, bloccare i licenziamenti dei maestri con diploma magistrale: sono le mosse che deve fare il ministero dell’Istruzione per salvare i nostri istituti dalla sicura catastrofe organizzativa, ampliata dall’emergenza Coronavirus, che si andrà a determinare nel mese di settembre a seguito della mancanza di 250 mila docenti titolari e di appena pochi migliaia di candidati che subentrerebbero con le attuali regole. A dirlo, alla rivista Orizzonte Scuola è Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, commentando il Decreto Legge n. 22 predisposto dal Governo proprio per la Scuola. Senza i dovuti accorgimenti, la scuola italiana rischia di trovarsi nel baratro. Lo sostiene il presidente Anief, Marcello Pacifico: nel corso di un’intervista a Orizzonte Scuola, il sindacalista rivendica la riconferma degli attuali contratti a tempo determinato, almeno su quelli non vacanti, e di quelli a tempo indeterminato con clausola risolutiva. Il sindacalista chiede, vista la situazione di estrema emergenza, di utilizzare le graduatorie di istituto per le assunzioni in ruolo una volta esauriti gli altri canali, insieme a una conferma dei ruoli di chi è stato inserito con riserva e ha superato l’anno di prova: una decisione motivata anche dal perdurante “abuso dei contratti a termine” e dal fatto che lo “Stato italiano non ha dato risposta adeguata” alla Commissione Ue, “perché le assunzioni dai nuovi concorsi arriveranno tra un anno, un anno e mezzo”. L’esigenza di assumere subito, spiega Pacifico, “è data dal fatto che in questo momento in cui si parla tanto di didattica a distanza, il personale precario risponde facendo il proprio dovere, per cui andrebbe reclutato lo stesso personale che quest’anno ha garantito la didattica”. L’Anief chiede quindi percorsi universitari abilitanti in modalità telematica riservati al personale docente con almeno 24 mesi di servizio, sia per posti comuni che di sostegno: “In questo momento – ricorda il leader dell’Anief – gli avvocati possono fare il praticantato senza andare nei tribunali, ai medici viene riconosciuto il tirocinio on line, non si capisce perché gli insegnanti che lavorano da anni nelle nostre scuole e hanno valutato gli studenti debbano fare un percorso ordinario e non si pensa anche per loro ad un percorso straordinario”. Anche “per le famiglie sarebbe meglio avere un insegnante specializzato, che si è formato, rispetto a insegnanti non formati”. Invece, “il prossimo anno ci saranno ancora 40.000 docenti di sostegno che insegneranno senza specializzazione”.

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UE divisa pure sulla conclusione dell’anno scolastico

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 aprile 2020

In caso di rientro a scuola dopo il 18 maggio o di non rientro per l’anno scolastico in corso, opzione più che mai probabile, si prevede sin d’ora che per ragioni sanitarie gli esami non possano svolgersi in presenza: il decreto stabilisce, quindi, l’eliminazione delle prove scritte di esame e la sostituzione con un unico colloquio, stabilendone contenuti, modalità e punteggio e specifiche previsioni per i candidati esterni. Anche per la formazione delle Commissioni d’esame, si conferma che la commissione sarà composta solo da docenti interni con il presidente esterno. Le ore minime di alternanza scuola-lavoro, oggi Pcto, e le prove Invalsi, non costituiranno requisito per accedere all’esame, anche se verranno considerate nel corso del colloquio le esperienze maturate nei percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento. Non verrà tenuto conto, in ogni caso, del monte ore di presenza, dei debiti formativi e delle sanzioni disciplinari.
Nel caso non sia possibile svolgere gli esami in presenza, ci sarà la valutazione del consiglio di classe, probabilmente con la produzione di un elaborato da parte degli alunni.Marcello Pacifico (presidente nazionale Anief): “Sulla valutazione degli alunni è bene che l’ultima parola spetti sempre agli organi collegiali, quindi Collegio dei docenti, Consiglio d’Istituto, Dipartimenti e Consigli di Classe, che in questo periodo possono essere programmati in modalità telematica. In tal modo, affidandosi alle singole istituzioni scolastiche, si valorizzerebbero al massimo anche le esperienze didattiche messe in campo nelle ultime e nelle prossime settimane.Per quanto riguarda l’istruzione degli adulti, dopo l’ultima Nota del 20 marzo non si è saputo più nulla in merito. La nota sugli esami riporta “si svolge l’ultimo giorno utile del mese successivo all’adozione del provvedimento con cui viene disposta la ripresa delle attività didattiche ovvero secondo tempi e modalità che verranno tempestivamente comunicati”. Andrea Messina (segretario generale ANIEF): “Siamo in attesa di indicazioni per gli esami di stato nei CPIA. Per l’utenza dei centri di istruzione per gli adulti, la produzione di una tesina potrebbe essere piuttosto complicato. Si tratta di adulti che hanno ripreso gli studi dopo tanti anni di inattività o di migranti in attesa dei documenti per il permesso di soggiorno o la cittadinanza. In questo momento delicato, molti di loro si trovano in difficoltà con il lavoro e molti di essi non rientrano tra le categorie che sono state protette con le misure anti-Covid del Governo.

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Scuola – Anief: “Senza soluzioni per precariato il nuovo anno inizierà nel caos”

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 aprile 2020

“Il blocco dei concorsi, insieme a quello delle graduatorie d’istituto da cui sono chiamati 200 mila supplenti e la mancata conferma dei precari in servizio, metterà in ginocchio l’avvio delle lezioni a settembre. Sulla didattica a distanza Anief chiede chiarezza o è inutile, oppure deve essere premiato il lavoro svolto da tutta la comunità educante. Sulla conferma dei vincoli imposti ai trasferimenti non c’è niente di più sbagliato. Bisogna agevolare e non penalizzare il diritto al ricongiungimento familiare, in un momento in cui siamo tutti sottoposti a distanziamento sociale”. È questo il commento del presidente nazionale Anief, Marcello Pacifico, alle bozze del testo governativo diffuse nelle ultime ore e per le quali il sindacato ha attivato due specifiche petizioni per reclutare nuovo personale dalle graduatorie di istituto e Ata 24 mesi e per confermare gli incarichi.

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Decreto scuola: Testo in Gazzetta Ufficiale, bene gli interventi per validare l’anno scolastico

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 aprile 2020

Pubblicato, nella notte, il testo del Decreto Legge sulla scuola approvato tre giorni fa dal CdM, contenente le misure varate per far fronte all’emergenza Coronavirus. Al suo interno vi sono importanti provvedimenti che riguardano la fine dell’anno, a partire dalle modifiche per l’esame di Stato di scuola secondaria di primo e secondo grado, con due ipotesi percorribili su scrutini ed Esami di Stato, a seconda del ritorno o meno nelle classi entro il prossimo 18 maggio. Per le classi iniziali e intermedie, si procede all’ammissione all’anno successivo, con verifica degli apprendimenti a partire da settembre.Marcello Pacifico (Anief): “Dopo l’approvazione del testo, bisogna chiarire agli studenti che la promozione non è assicurata e dipenderà dalla valutazione in sede collegiale di quanto fatto durante la didattica a distanza. Occorre, infatti, che consigli di classe, dipartimenti e collegi dei docenti siano liberi di poter valutare come e quanto è stato fatto e, dopo il recupero degli apprendimenti, procedere agli scrutini finali. Bisogna infine non sottovalutare l’impatto dell’obbligatorietà della didattica online con le vigenti norme contrattuali”.Il testo del Decreto Legge sulla scuola arriva in Gazzetta Ufficiale e subito viene preso in carico dal Senato, dove viene assegnato in sede referente per l’esame e le possibili modifiche migliorative.
Il decreto prevede che tutti gli alunni possano essere ammessi all’anno successivo: tutti saranno comunque valutati, nel corso degli scrutini finali, secondo l’impegno reale. Non è previsto, solo per quest’anno, il meccanismo dei debiti alla secondaria di II grado. All’inizio di settembre, infatti, invece degli abituali corsi di recupero delle insufficienze, sarà possibile, per tutti i cicli di istruzione, dalla primaria fino alla classe quarta del secondo grado, recuperare e integrare gli apprendimenti: ciò che non è stato appreso, o appreso in parte quest’anno, potrà essere recuperato/approfondito all’inizio del prossimo. È prevista particolare attenzione, da parte dei docenti, per gli alunni con disabilità e a quelli con bisogni educativi speciali.
Per quanto riguarda gli Esami di Stato della scuola secondaria di primo grado, il decreto prevede che il Ministero potrà derogare gli articoli 8 e 10 del Decreto legislativo del 13 aprile n 62 relativamente alle prove dell’esame delle secondarie di I grado. La stampa specializzata ricorda che l’esame è costituito da tre prove scritte e un colloquio, valutati con votazioni in decimi. Sarà la commissione d’esame a predisporre le prove d’esame e i criteri per la correzione e la valutazione degli alunni. Resta la deroga dell’articolo 13 del Decreto legislativo del 13 di aprile 2017. Quindi, limitatamente all’anno scolastico 2019/2020, ai fini dell’ammissione dei candidati agli esami di Stato, si prescinde dal possesso dei requisiti di cui all’articolo 13, comma 2. Nel detto articolo comma 2 sono contenuti i seguenti requisiti: frequenza di tre quarti del monte ore annuale e votazione non inferiore ai sei decimi. Gli studenti potranno, quindi, essere ammessi anche senza una valutazione positiva. Se l’emergenza dovesse perdurare, si procederà con la valutazione finale da parte del Consiglio di classe, prevedendo la consegna anche di un elaborato da parte degli studenti.
Il decreto indica una doppia possibilità. Se le scuole riapriranno entro il 18 maggio, ci sarà un esame con commissione interna. La prima prova, Italiano, sarà preparata dal Ministero. La seconda, quella diversa per ciascun indirizzo, sarà predisposta dalle commissioni. Poi ci sarà l’orale. Se non si rientra a scuola per quella data, è previsto il solo colloquio orale. Le ore minime di alternanza scuola-lavoro, oggi Pcto, e le prove Invalsi, non costituiranno requisito per accedere all’esame, anche se verranno considerate nel corso del colloquio le esperienze maturate nei percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento. Non verrà tenuto conto, in ogni caso, del monte ore di presenza, dei debiti formativi e delle sanzioni disciplinari. Resta ferma la necessità di raggiungere almeno il punteggio di 60/100 per ottenere il diploma. Tutti gli studenti avranno la possibilità di partecipare agli esami.
Con apposita ordinanza, il ministro dell’Istruzione fornirà indicazione su requisiti di ammissione alla classe successiva, tenuto conto del recupero degli apprendimenti e scrutini, sulla semplificazione dell’esame del primo ciclo e secondo ciclo, dalla sostituzione dell’esame con un elaborato per la scuola dell’obbligo a una discussione della sola prova orale in video-conferenza

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Governo: Allungare l’anno scolastico

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 marzo 2020

“Riapriremo le scuole solo quando avremo la certezza di assoluta sicurezza”, dichiara la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina.
E’ molto probabile, quindi, che il 3 aprile le scuole non riapriranno; di conseguenza si pone il problema di quando terminerà l’anno scolastico. “Tutto dipende da come andrà la didattica a distanza, perché se funzionerà non serve”, prosegue la ministra Azzolina.La domanda sorge spontanea: la didattica a distanza funziona? O meglio, siamo preparati per la didattica a distanza?A parte situazioni specifiche, non ci risulta che il ministero dell’Istruzione sia pronto per lanciarsi nel digitale. Non abbiamo riscontro di una piattaforma digitale completa, pronta per essere attivata. L’attività didattica online spesso si riduce alla assegnazione di compiti.Si tratterà, allora, sempre che il virus lo consenta, di allungare l’anno scolastico nei mesi di giugno, luglio e agosto, e, da oggi, lavorare alla predisposizione di piattaforme digitali in grado di sopperire, almeno in parte, al tradizionale insegnamento.Altra soluzione è di non ritenere valido l’anno scolastico, rimandandolo al prossimo, o promuovere sulla base delle valutazioni, anche parziali, che possono essere ottenute online. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Anno Scolastico all’Estero: Stati Uniti primo paese di destinazione

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 novembre 2019

MB Scambi Culturali si prefigge di conciliare il valore dello scambio culturale con l’importanza dell’aspetto linguistico di questa esperienza, dando ai ragazzi la possibilità di trascorrere fino a un anno scolastico in America studiando in un paese dove la lingua parlata è la lingua madre. Gli Stati Uniti non possiedono un sistema scolastico nazionale ma decentralizzato, che affida piena autonomia ai singoli Stati. Il quadro generale in cui si inserisce l’anno scolastico all’estero è tracciato nel Rapporto 2019 dell’Osservatorio di Intercultura: sempre più scuole mandano i ragazzi – oggi sono 10.200, +38% rispetto al 2016, ma soprattutto +191% sul 2009) – a studiare oltreconfine, e il primo paese di destinazione è proprio gli Stati Uniti (24%) seguito da Spagna (11%), Regno Unito (10%) e Canada (7%). A partire sono soprattutto le ragazze (61%), che provengono in prevalenza dai Licei (74%, +4% dal 2016), ma anche da Istituti Tecnici (30,7%+7%), e Professionali (27%, +12%).
Novembre è il mese del Programma Exchange: per vivere l’esperienza di un periodo di studi negli Stati il Programma Exchange è una scelta molto indicata perché permette una full immersion totale nel vero made in USA. L’elemento fondamentale è la famiglia volontaria in cui il ragazzo viene inserito, che viene attentamente selezionata in base alle caratteristiche del candidato. La ricerca della famiglia ideale per trascorrere l’esperienza di exchange student è fondamentale. Il programma per studiare in America può essere semestrale o annuale. Ogni High School americana segue da vicino i progressi didattici del ragazzo e l’organizzazione americana invia un report per ogni studente riguardante l’andamento scolastico e il grado di adattamento nella host family.
L’obiettivo di MB è dare ai ragazzi un’esperienza che possa far loro vivere la vera esperienza americana. Trovi qui maggiori informazioni: https://www.mbscambi.com/descrizione-anno-scolastico-all-estero/promo-novembre-stati-uniti/

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Scuola: situazione docenti nel nuovo anno scolastico

Posted by fidest press agency su martedì, 3 settembre 2019

Nei Collegi dei docenti mancherà quasi un docente su quattro, perché vanno ancora assegnate 200 mila cattedre al personale docente precario. E mancano all’appello anche 20 mila Ata. Il decreto salva-precari, approvato dal Consiglio dei ministri ma non arrivato in Gazzetta Ufficiale per il disaccordo del M5S, non avrebbe comunque affrontato questo problema: alla scuola serve, più che mai, “un decreto salva-scuola, per consentire agli istituti di operare e dare tranquillità alle famiglie”, ha detto Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, in un’intervista concessa oggi al Gazzettino.Secondo il sindacalista, fino al 2015, alla Buona Scuola di Renzi, il sistema funzionava: oggi, invece, “lo Stato non riesce a reclutare i docenti, con 300 mila precari a disposizione tra abilitati e non. E deve ricorrere alle messe a disposizione”. Per Pacifico, ci sono “all’orizzonte due possibilità: o riaprire le graduatorie ad esaurimento per far inserire chi ancora non è entrato, oppure, se non sarà possibile, assumere a scorrimento dalle graduatorie d’istituto che vorremmo far diventare provinciali con la possibilità di aggiornarle annualmente. Le assunzioni avverrebbero con doppio canale, da concorso che dovrebbe essere nazionale con annessa una mobilità su base annuale e da scorrimento delle graduatorie d’istituto, cioè quelle che si scorrono per le supplenze”. Secondo il leader dell’Anief è anche necessario “ripristinare o i Pas (se dati in gestione alle Università) o dei percorsi abilitanti gestiti dall’Ufficio scolastico regionale”.

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Prende il via ufficialmente l’anno scolastico 2019/2020

Posted by fidest press agency su martedì, 3 settembre 2019

Tra le questioni più urgenti da affrontare c’è quella del reclutamento e dei mancati concorsi, ordinari e riservati. Il decreto predisposto dal Governo non è stato trasformato in legge e, comunque, non avrebbe risolto il problema. Uno dei punti più controversi è il pieno riconoscimento del servizio svolto nelle scuole paritarie, rispetto al quale Anief si è sempre battuto perché venisse interpretato alla pari di quello attuato negli istituti pubblici. “Il concorso straordinario – dice oggi al Gazzettino Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – che era stato accordato con il precedente governo e di cui noi siamo stati contrari, escludeva docenti afferenti al sistema scolastico nazionale, con servizio nei percorsi Iefp di competenza regionale e nelle scuola paritarie. Se il servizio pubblico comprende il sistema dello Stato, regionale (Iefp) e le scuole paritarie, quando vi sono le immissioni in ruolo, questi docenti vanno trattati tutti allo stesso modo, perché firmano registri, presiedono gli scrutini, promuovono e bocciano. Non si possono attuare discriminazioni, altrimenti si chiude tale sistema”. Per cambiare lo stato di stallo, che ha portato al vergognoso record di 200 mila supplenti da assegnare, molti dei quali alle prime armi e attraverso una semplice domandina ai presidi, la cosiddetta ‘messa a disposizione, il presidente dell’Anief si appella al nuovo esecutivo politico: prima di tutto: “quando si decide di fare un decreto salva precari, non si può escludere l’Anief che si è sempre battuto per questo”. Poi, si rivolge al prossimo titolare del Miur: “chiediamo al futuro ministero di essere disponibile all’ascolto”.

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Istruzione: Anno scolastico, si riparte tra novità blande e ricorsi legittimi

Posted by fidest press agency su domenica, 1 settembre 2019

Prima i docenti e poi gli studenti tornano in classe: troveranno qualche novità, tutt’altro che rilevante, in particolare sull’Alternanza Scuola Lavoro, sul patto di corresponsabilità, passando per l’educazione civica. Ma i mutamenti da fare erano altri. A iniziare dalle regole per gestire concorsi e carriere del personale. Anief ha deciso di rendere pubblici tre casi esemplari – riguardanti docenti precari che chiedono l’assunzione in ruolo, il personale Ata interessato a passare di livello e insegnanti che aspirano a diventare presidi – nei quali l’amministrazione scolastica ha emanato delle regole che danneggiano in modo inesorabile il loro futuro professionale.“Queste circostanze, perpetrate nel tempo, hanno svuotato del tutto la figura del docente, del personale Ata e anche dei dirigenti scolastici – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – arrivando man mano a perdere di vista l’importanza che queste professioni ricoprono all’interno di una comunità che vuole crescere, evolvendosi e migliorandosi a partire dalle nuove generazioni. Da settembre, proprio per questo, saremo nelle scuole con le assemblee sindacali da noi organizzate, ma allo stesso tempo portiamo avanti battaglie che possono ottenere giustizia ancora solo in tribunale. Proseguono a pieno regime, pertanto, tutte le attività dell’ufficio legale Anief a tutela dei propri iscritti”. Ancora pochi giorni e si parte: prima con il Collegio dei docenti, poi con le riunioni di dipartimento e i consigli di classe, infine con il ritorno degli studenti in classe e le lezioni vere e proprie. Ma cosa dobbiamo aspettarci per questo nuovo imminente anno scolastico? La rivista Tuttoscuola ha provato a riassumerle.

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Scuola: serve subito un decreto legge o l’anno scolastico partirà malissimo

Posted by fidest press agency su martedì, 6 agosto 2019

In una lettera, inviata al premier e al ministro dell’Istruzione, il presidente Anief, Marcello Pacifico, fa esplicita richiesta di “immediata emanazione provvedimenti urgenti per il personale scolastico a seguito dell’intesa del 24 aprile 2019 di Palazzo Chigi”, ricordando che in questo lasso di tempo non si è realizzato nulla, sul fronte del precariato, se si eccettua “un decreto legge sulle fondazioni lirico-sinfoniche che non supera i rilievi della sentenza Sciotto della Corte di giustizia europea”. Eppure, ricorda nella lettera il sindacalista autonomo, “dopo la sentenza Mascolo della stessa Corte di Giustizia Europea” del novembre 2014, “è stata inviata dalla Commissione UE una nuova lettera dove si chiede entro due mesi di rispondere con parere motivato come si intende interrompere il costante abuso dei contratti a termine nella scuola pubblica, al di là di nuove procedure concorsuali straordinarie o di nuovi piani straordinari di immissione in ruolo, peraltro assenti per il personale Ata se non quello in servizio presso le cooperative per i servizi esternalizzati”. Marcello Pacifico ricorda a Conte e a Bussetti che “qualunque procedura posta in essere dal governo italiano, seppur individuata con il benestare delle parti sindacali, che non porti alla stabilizzazione del personale secondo le indicazioni della Commissione Europea, non farà altro che portare a procedure di risarcimento individuali per oltre 200mila dipendenti mai stabilizzati. Gli stipendi rimangono lontani di ben 10 punti sotto l’inflazione registrata negli ultimi dieci anni, la metà di quelli in Germania”.

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Scuola: – Scompaiono altre 77 sedi di presidenza per il prossimo anno

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 maggio 2019

Mentre in 3.500 si preparano per gli orali dell’ultimo concorsoIn dodici anni, tagliato il 25% degli organici per via del dimensionamento scolastico che, nonostante abbia visto costante il numero degli alunni durante tutto il periodo, ha chiuso le sedi di dirigenza scolastica lasciando aperti i piccoli Comuni. Le quasi 8mila attuali sedi di presidenza, infatti, insistono soltanto in 3mila di essi. Un plesso su cinque è stato chiuso definitivamente. Sono duemila gli edifici non più riaperti per la loro insicurezza.La rivista specializzata Orizzonte Scuola ha anticipato “i numeri dell’organico dei dirigenti 2019/20” e risulta che “l’organico dei dirigenti per il prossimo anno scolastico dovrebbe attestarsi intorno ai 7.859 posti, di cui 14 dirigenti di lingua slovena e 129 C.P.I.A”. Dunque, “rispetto allo scorso anno, l’organico presenta 77 posti in meno. Infatti, l’organico passa da 7.936 posti del 2018/19 ai 7.859. Le istituzioni scolastiche sono 8.094, cui aggiungere 364 sottodimensionate che andranno a reggenza”.Quindi “i posti vacanti, se i numeri saranno confermati, sono 1.200 circa, cui aggiungere circa 1.700 reggenze. Posti per i quali è stato indetto il concorso a dirigente, in fase di svolgimento, che coprirà 2.500 posti, senza considerare la percentuale aggiuntiva del 20%”.
Marcello Pacifico, presidente nazionale Udir, sottolinea come un plesso su 5 sia stato dismesso; durante gli ultimi mesi il sindacato sta portando avanti una vera e propria battaglia per la sicurezza di istituti, lavoratori della scuola e discenti, problema che ha provocato la chiusura di 2mila edifici. Inoltre, nel giro di 12 anni, è stato “tagliato il 25% degli organici per via del dimensionamento scolastico che, nonostante abbia visto costante il numero degli alunni durante tutto il periodo, ha chiuso le sedi di dirigenza scolastica lasciando aperti i piccoli Comuni. Le quasi 8mila attuali sedi di presidenza, infatti, insistono soltanto in 3mila di essi”, continua il presidente Pacifico.“Siamo convinti che la soluzione non stia nella chiusura di sedi di presidenza, ma nella tutela delle scuole e delle persone che le abitano. Auspichiamo invece un incremento delle stesse, anche grazie ai nuovi dirigenti scolastici, alle prese col concorso, che tra pochi mesi entreranno in servizio”, ha concluso il sindacalista autonomo.

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Scuola – Anno scolastico da Far West

Posted by fidest press agency su martedì, 4 settembre 2018

Mancano le graduatorie dei precari del personale Ata e le graduatorie relative alle assegnazioni provvisorie e allora ogni ambito territoriale fa da sé, mentre a causa dell’esaurimento delle GaE e la mancata pubblicazione di mote GMRA quasi metà delle 58 mila assunzioni va deserta. Si dovrà aspettare, invece, il primo collegio docenti del 3 settembre, in molte scuole, per iniziare il giro delle telefonate per nominare i supplenti dalla prima fascia delle graduatorie d’istituto, ancora non pubblicate.Pazza questa scuola italiana come non mai. Il 1° settembre inizia con la presa di servizio di soltanto un docente su due di quelli preventivati, perché le graduatorie ad esaurimento restano esaurite e perché le nuove graduatorie di merito straordinarie non sono pubblicate. Per il ritardo della pubblicazione delle graduatorie – entro il 20 settembre si attendono quelle di terza fascia, nda – invece, a Napoli, sono confermati i precari Ata dell’anno scorso, mentre a Bari gli insegnanti che hanno fatto domanda di assegnazione provvisoria si possono presentare in una delle scuole che hanno richiesto, a caso, in attesa di ricevere la risposta positiva o negativa rispetto all’istanza presentata.

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Scuola: Sostegno record

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 settembre 2017

ministero-pubblica-istruzioneIl dato è contenuto nel Focus che il Miur pubblica sul sostegno all’inizio di ogni anno scolastico all’interno del dossier “Anticipazione sui principali dati della scuola statale”. I posti di docenti istituiti per l’a.s. 2017/2018 – scrivono da Viale Trastevere – sono complessivamente 819.049, di cui 680.200 sono posti comuni e 138.849 sono posti di sostegno. I posti comprendono sia l’organico dell’autonomia che l’adeguamento di detto organico alle situazioni di fatto; per il sostegno sono comprese anche le deroghe. Occorre ricordare, infine, che l’adeguamento dell’organico alle situazioni di fatto per la parte delle deroghe per il sostegno è in via di consolidamento e pertanto i dati sono provvisori.
Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Abbiamo 100mila docenti in organico di diritto, ma ce ne sono almeno 40mila con i contratti in deroga fino al 30 giugno. Sono supplenze annuali che si trascinano da anni, con tutti i problemi che una scelta del genere comporta. Ad iniziare dal disagio che si procura agli alunni. Si è tanto parlato di riforma del sostegno, ma, a parte le chiacchiere, ci ritroviamo sempre con un posto su tre ogni anno da assegnare. Inoltre, tanti docenti specializzati attendono ancora di essere convocati. Eppure la scuola è cominciata da una settimana e la Ministra aveva pure promesso che le supplenze si sarebbero concluse entro il 15 settembre scorso.Per cercare di trovare delle soluzioni a questi problemi, lo stesso presidente Anief, Marcello Pacifico, ha scritto in questi giorni alle scuole e alle famiglie, rilanciando l’iniziativa “Sostegno: non un’ora di meno!”: “l’obiettivo è ottenere il rispetto del diritto allo studio e all’integrazione scolastica dei nostri figli e dei nostri alunni che, attraverso certificazioni idonee, devono ottenere quanto previsto dalle normative vigenti a loro tutela”. I genitori, guidati dai referenti Anief, possono chiedere la documentazione utile per il ricorso: “tutti i docenti, gli ATA e i Dirigenti Scolastici possono partecipare attivamente alla nostra iniziativa informando le famiglie”.

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Anno scolastico al via tra poche luci e molte ombre

Posted by fidest press agency su martedì, 5 settembre 2017

pacifico-marcelloLo ha detto Marcello Pacifico, presidente Anief e Udir, durante il suo saluto al Collegio dei Docenti del Liceo Classico Umberto I di Palermo. Per il sindacalista, l’abnegazione di ottimi dirigenti scolastici non può essere l’antidoto per i tanti problemi irrisolti della macchina organizzativa scolastica. Nulla possono fare, dinanzi agli organici incompleti, con quasi il 30% di cattedre oggi ancora prive del docente, alla mancata sicurezza di molti istituti che ha come capro espiatorio il preside, e a contratti ignominiosamente bloccati dal 2009 oppure ad indennità dimezzate da corrispondere tramite il fondo d’istituto per progetti e attività aggiuntive. Tra i nodi mai sciolti ci sono le ricostruzioni di carriera illegittime. Ma anche le ingiustizie sugli Ata, prima dimenticati per il potenziamento scolastico e poi assunti per un terzo, in appena 6.200, a fronte degli oltre 18mila posti liberi. Tutto questo è accaduto proprio mentre i carichi di lavoro delle segreterie si sono intensificati, anche a causa dell’illegittimo coinvolgimento diretto delle scuole nella salvaguardia della salute degli alunni, come è accaduto col decreto vaccini. Tra i docenti rimane in vita un precariato altissimo. Per non parlare dei Dsga, ai quali viene negato il concorso pubblico da oltre 20 anni. E che dire dei dirigenti scolastici, con quasi 2mila reggenze da attuare e una selezione nazionale attesa da tempo? Lo Stato non ha tutelato nemmeno il personale della scuola sul fronte dei compensi, congelando quell’indennità di vacanza contrattuale che avrebbe assicurato almeno la metà dell’adeguamento all’inflazione, costringendo il sindacato ad attivare dei ricorsi gratuiti per attribuire loro il maltolto nel periodo 2008-2018. A subire danni notevoli, sono stati infine i dirigenti scolastici, che hanno maggiori responsabilità su servizi, gestione del personale e sicurezza, in raffronto ai colleghi del pubblico e del privato, ma ricevono in cambio buste paga praticamente dimezzate. Continuano ad essere attivi i ricorsi Anief e i ricorsi Udir per il recupero pieno dell’indennità di vacanza contrattuale illegittimamente negata.“Il nuovo anno scolastico parte con poche luci e troppe ombre”: a dirlo è stato Marcello Pacifico, presidente Anief e Udir, durante il suo saluto al Collegio dei Docenti del Liceo Classico Umberto I di Palermo. Nel giorno di inaugurazione del nuovo a.s. 2017/18, Marcello Pacifico, presidente Anief-Udir, invitato dal Dirigente Scolastico su consenso del corpo docente, si è complimentato per i risultati più che positivi che alcuni istituti riescono a raggiungere tra mille difficoltà. Come lo stesso liceo Umberto I, che, in una delle regioni dove il tasso di abbandono scolastico rimane paurosamente alto, ha fatto registrare un incremento del 40% delle iscrizioni e si è confermata scuola-polo per i docenti “animatori digitali” della Sicilia.“L’abnegazione di ottimi dirigenti scolastici, come Vito Lo Scrudato, preside del liceo che ci ospita – ha detto Pacifico – non può essere l’antidoto per i tanti problemi irrisolti della macchina organizzativa scolastica. Nulla possono fare, infatti, questi esempi di efficienza, dinanzi agli organici incompleti, con quasi il 30% di cattedre oggi ancora prive del docente, alla mancata sicurezza di molti istituti che ha come capro espiatorio il dirigente scolastico, e a contratti ignominiosamente bloccati dal 2009 oppure ad indennità dimezzate da corrispondere tramite il fondo d’istituto per progetti e attività aggiuntive”.
“Tra i nodi mai sciolti della nostra scuola – ha continuato il sindacalista – risultano le ricostruzioni di carriera illegittime, che non tengono conto dell’intero periodo di precariato né degli scatti di anzianità negati ai supplenti. Anziché dirimerli, tanti problemi sono stati acuiti dall’ultima riforma della scuola e dall’approvazione dei decreti legislativi conseguenti, ad iniziare dal Piano annuale delle attività didattiche, educative e formative disposte dagli organi collegiali. Ad essere stati danneggiati dalla Legge 107/2015 ci sono anche gli Ata, prima dimenticati per il potenziamento scolastico, malgrado il lavoro aggiuntivo per segreterie scolastiche, amministrazioni e segreterie, e poi assunti per un terzo, in appena 6.200, a fronte degli oltre 18mila posti liberi”.“Tutto questo, tra l’altro, è accaduto proprio mentre i carichi di lavoro delle segreterie si sono intensificati, anche a causa dell’illegittimo coinvolgimento diretto delle scuole nella salvaguardia della salute degli alunni, come è accaduto con il decreto vaccini. Agli istituti, infatti, sono stati assegnati dei compiti di vigilanza, senza pensare al fatto che fossero sguarniti di personale, tagliato di 50mila unità in meno di 10 anni, già oberati di lavoro e pure con gli addetti alle segreterie non formati adeguatamente per questo genere di impegni”.Il sindacalista Anief-Udir si è quindi soffermato sui problemi strutturali della nostra comunità educante: “Abbiamo un precariato – ha detto Pacifico – che ci porta ad avere un docente su otto nominato ancora a tempo determinato. Sarebbero potuti essere molti meno, se solo il Miur ci avesse dato ragione inserendo nelle GaE bloccate i 100mila precari abilitati delle graduatorie d’Istituto. Ma si riparte anche con un dipendente Ata su quattro supplente. Per non parlare dei Dsga, ai quali viene negato il concorso pubblico da oltre 20 anni, con 1.700 reggenze da assegnare malgrado vi siano tantissimi amministrativi che si sono formati sul campo assumendo il ruolo superiore per almeno tre anni e che a questo punto hanno pieno diritto di essere immessi in ruolo. E che dire dei dirigenti scolastici, con quasi 2mila reggenze da attuare quest’anno e una selezione nazionale attesa da tempo, anche questa probabilmente viziata da irregolarità, come l’esclusione dei docenti precari laureati con cinque anni di servizio?”.“Lo Stato non ha tutelato nemmeno il personale della scuola sul fronte dei compensi, congelando quell’indennità di vacanza contrattuale che avrebbe assicurato almeno la metà dell’adeguamento all’inflazione, costringendo il sindacato ad attivare dei ricorsi gratuiti per attribuire loro il maltolto nel periodo 2008-2018. Allo stipendio fermo dal 2009 – ha aggiunto – si aggiunge il blocco della carriera per i neo-assunti per otto anni, bloccati a poco più di 1.200 euro al mese per quasi due lustri. A subire danni notevoli, sono stati poi i dirigenti scolastici, che hanno maggiori responsabilità su servizi, gestione del personale e sicurezza, in raffronto ai colleghi del pubblico e del privato, ma ricevono in cambio buste paga praticamente dimezzate e si ritrovano pure tagliato pure il Fondo unico nazionale del 20%. Con i presidi assunti dopo il 2001 che non si spiegano perchè gli sia stata sottratta la Ria”.“Tutto questo accade mentre le scuole sono chiamate a dare seguito a diversi decreti legislativi della Legge 107/15, come quelli su formazione obbligatoria, valutazione ed Esami di Stato. Tuttavia, la Scuola pubblica non è un generatore di servizi generali, perché ha invece il preciso compito di educare i cittadini del domani. Lo Stato dovrebbe fare il massimo per agevolare questo rilevante compito, valorizzando le risorse umane e strumentali a disposizione, proprio per adempiere a questo disposto costituzionale. Invece, prendi il via un altro anno all’insegna dei problemi. Ecco perché Anief e Udir – ha concluso Pacifico – continuano a rivolgersi al tribunale e a diffidare le altre organizzazioni sindacali dal sottoscrivere un contratto nazionale che prevede appena 85 euro di aumento e senza le tutele minime dei lavoratori”.

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Decreto Milleproroghe, Anief chiede urgenti modifiche al testo per salvare dal caos il prossimo anno scolastico e accademico

Posted by fidest press agency su sabato, 7 gennaio 2017

ministero-pubblica-istruzioneDurante le vacanze natalizie, il sindacato Anief ha sviluppato una serie di modifiche normative che il Parlamento ha l’occasione di esaminare attraverso il decreto legge n. 244 del 30 dicembre 2017, il cosiddetto Milleproroghe, con la riapertura dei lavori‎ prevista la prossima settimana.Le modifiche riguardano una serie di punti chiave: dalla proroga dei termini per attuare le nove leggi delega previste dalla Legge 107/2015, all’inserimento degli abilitati nella fascia aggiuntiva GaE; dal reclutamento di 20mila Ata e 8mila maestri d’infanzia, alla stabilizzazione di 500 educatori in organico potenziato; dal reclutamento dei vincitori dell’ultimo concorso a cattedra, alla validità delle Graduatorie di merito dove inserire tutti gli idonei all’organizzazione di prove suppletive dello stesso concorso per i candidati laureati o educatori ricorrenti; dall’estensione del corso-concorso per presidi ai ricorrenti del 2011, alla cancellazione del limite-beffa di 36 mesi di servizio svolto per la stipula di contratti a termine. Infine, in ambito universitario e di ricerca, Anief reputa sempre più impellente l’esigenza di assumere a tempo indeterminato i ricercatori e la proroga del del blocco per i distacchi e i comandi di docenti e personale Ata presso enti e Università.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): per Governo e Parlamento è un’occasione importante, al fine di evitare che il prossimo anno i problemi organizzativi si ripercuotano negativamente sulla didattica e sulla formazione degli alunni. L’opera del nostro sindacato non si fermerà qui: nei prossimi giorni saranno infatti presentate ulteriori proposte, sempre attinenti allo spirito del provvedimento che non permette abrogazioni o soluzioni innovative se non già adottate in provvedimenti analoghi passati.

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L’anno scolastico è partito: Collegi dei docenti a ranghi ridotti e tanti prof con la valigia

Posted by fidest press agency su domenica, 4 settembre 2016

scuola-digitale-casnati-como-800x500_cLe scuole sono ancora orfane di 100mila supplenti annuali, dei 32mila nuovi assunti, dei vincitori del concorso a cattedra, degli insegnanti individuati dai dirigenti scolastici attraverso la chiamata diretta. All’appello del primo giorno di scuola dei docenti, c’erano invece decine di migliaia di docenti, molti dei quali assunti lo scorso anno e collocati su ambito territoriale, che attendono speranzosi gli esiti dell’assegnazione provvisoria su organico di fatto. Tutte le operazioni dovrebbero concludersi entro il 15 settembre, ma difficilmente la data verrà rispettata. Tali problematiche nazionali sono state affrontate oggi in occasione della visita di Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, nei locali dell’Istituto Comprensivo Falcone di Palermo, presso cui manca ancora quasi la metà dei docenti di sostegno: oggi abbiamo visitato una scuola siciliana dove sono presenti solo dodici docenti di ruolo rispetto a 56 alunni disabili certificati, frequentanti un istituto collocato in un territorio “difficile” presso cui, però, in tre anni sono state aperte cinque sezioni grazie al lavoro di tutti gli operatori della scuola e all’apporto di chi crede nell’istruzione pubblica. Questo dimostra che la formazione dei giovani la fanno i docenti e il personale, non gli slogan del governo e le riforme piene di storture.

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Scuola: Inizia l’anno, peggio di così non si poteva

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 settembre 2016

ministero pubblica istruzioneÈ da non crederci, ma la messa a regime della Legge 107/15 ha fortemente allungato la lista dei problemi che affliggono l’istruzione pubblica e che contrassegnerà l’inizio delle lezioni: si va dal sottodimensionamento degli organici, docenti e Ata, alla conferma, se non all’incremento, della supplentite; dalle disfunzioni del concorso a cattedra al divieto dei contratti sino al 31 agosto all’illegittima chiamata diretta da parte del dirigente scolastico; dal pasticcio della mobilità, che ha prodotto migliaia di trasferimenti errati, all’assenza di circa 1.500 dirigenti scolastici e Dsga con altrettante scuole ancora una volta in reggenza; dal mancato adeguamento dell’organico di fatto in organico di diritto, con decine di migliaia di cattedre ancora nel limbo, ad iniziare da quelle di sostegno, all’individuazione di tanti docenti senza titolo. Per non parlare dei docenti inviati negli istituti senza tenere conto del Piano dell’offerta formativa e delle effettive esigenze scolastiche.
Marcello Pacifico (presidente Anief): ecco perché la scuola è sempre più in crisi. Ci sono quasi 100mila posti liberi, di cui solo un terzo andrà alle immissioni in ruolo. Un altro paradosso deriva poi dal conferimento di tanti posti vacanti curricolari a docenti non abilitati, mentre chi era titolato non è stato ammesso al concorso a cattedra. A destare scompiglio sul nuovo anno scolastico c’è pure la chiamata diretta che riguarda anche i 32mila prossimi assunti, oltre che i soprannumerari e altri 56mila assunti con la Legge 107: tutti finiti su ambiti territoriali, alle prese con algoritmi impazziti e troppi presidi che personalizzano i requisiti di scelta. E che dire del flop del ‘potenziamento’ scolastico, con una miriade di docenti inviati alle scuole diversi da quelli richiesti dai collegi tramite i Ptof? Continua a essere trascurato il problema del sostegno, con l’aggravante del pasticcio sulla mobilità 2016: i posti vacanti sono stati negati agli specializzati che hanno chiesto trasferimento e ora vanno assegnati a personale non specializzato in assegnazione provvisoria. Intanto, i precari storici con oltre tre anni di supplenze non vengono assunti, disattendendo Corte europea e Consulta. Largo, infine, a 1.500 reggenze che, con l’autonomia, sono diventate sempre più difficoltose da attuare.

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