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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 55

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2020 – Sarà l’anno del rilancio della Scuola, tutti d’accordo

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 gennaio 2020

Secondo Carlo Cottarelli, direttore dell’Osservatorio Conti pubblici dell’Università Cattolica di Milano, nel nuovo anno l’ineguaglianza sociale si vince introducendo una tassa globale sovranazionale e con più investimenti su istruzione e sanità. Per il premier Giuseppe Conte bisognerà migliorare la didattica e, per contrastare la dispersione scolastica, investire sulla professionalità degli insegnanti. Anche secondo il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, nel 2020 occorrerà adeguare gli stipendi degli insegnanti, aumentare l’obbligo scolastico da 3 a 18 anni, concordare con i sindaci l’apertura fino alle 18 di tutti i plessi scolastici nei quartieri.Anief concorda con le posizioni espresse da economisti e rappresentanti di Governo. Lo stesso spacchettamento del Miur, con l’arrivo dei ministri Lucia Azzolina e Gaetano Manfredi, potrebbe rappresentare la giusta premessa: “Se vogliamo rendere costruttivi consigli e buoni propositi, per il prossimo anno servono più risorse umane e finanziarie, un progetto condiviso per far funzionare meglio i settori della scuola, dell’Afam, dell’Università e della Ricerca, tanto ascolto e confronto, rispetto del lavoro che ogni giorno svolgono oltre un milione di persone per garantire un servizio che la nostra Costituzione prevede: gli stipendi non si aumentano a parole; le scuole non rimangono aperte tutto il giorno senza educatori e sorveglianti. Ben venga anche la proposta di allungare l’obbligo formativo, anche questa non fattibile senza risorse e condivisione. Sono questi gli atti concreti da portare avanti per dare seguito alle parole espresse da economisti, governanti e leader di partito sull’investimento della scuola da considerare come priorità”.
Per superare l’ineguaglianza sociale occorre agire su due fronti: il primo è quello di favorire il coordinamento delle politiche di tassazione dei vari paesi a livello globale, contrastando in questo modo la sempre più difficile tassazione dei ricchi e del capitale “perché questi si spostano più facilmente da un paese all’altro a seconda del diverso livello di tassazione”; la seconda azione da attuare riguarda l’allargamento del campo delle opportunità offerte ai cittadini. La ricetta contro l’ineguaglianza è di Carlo Cottarelli, direttore Osservatorio Conti pubblici Università Cattolica di Milano, dal 1988 al 2013 dirigente del Fondo Monetario Internazionale.
Tra le analisi economiche proiettate all’anno che verrà, vale la pena soffermarsi su quella tracciata da uno dei massimi economisti nazionali, che è stato anche commissario straordinario alla spending review per il governo Letta fino al 2014. Cottarelli spiega infatti perché è necessario introdurre “una tassa globale e più investimenti su istruzione e sanità”: “Pubblica istruzione e sanità sono beni essenziali per la costruzione del capitale umano e devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale (sappiamo che questo non è il caso in Italia, per esempio). È anche ovvio che politiche volte a rimuovere disparità di ogni altro tipo, soprattutto quelle di genere e quelle relative alle disabilità, sono ugualmente importanti e possono concretizzarsi anche attraverso adeguati strumenti di regolamentazione e di tassazione differenziata. Non si tratta certo di un percorso facile, ma non vedo alternative se vogliamo rendere più accettabile il capitalismo nel XXI secolo”, conclude l’economista.

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“2020 – l’anno dell’agitazione?”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 dicembre 2019

A cura di William Davies, Chief Investment Officer. Il 2020 si preannuncia agitato, a causa dei disordini civili e delle guerre commerciali in atto oltre che a causa di rivolgimenti politici e volatilità di mercato. Crediamo che l’economia mondiale continuerà a espandersi a ritmi più blandi e disarmonici tra le varie regioni. In questo scenario di prolungata crescita debole, bassi tassi d’interesse e timida inflazione, ci muoviamo lungo una sottile linea di equilibrio tra rischi al rialzo – come un’improvvisa accelerazione della crescita – e al ribasso, tra cui la minaccia di una recessione più profonda. Il nostro approccio globale e l’intensità della nostra attività di ricerca in un contesto simile ci permettono di destreggiarci abilmente tra questi sviluppi macroeconomici e di mercato. A fine estate abbiamo raggiunto un punto critico, quando i principali indicatori di mercato hanno toccato livelli storicamente precursori di recessione nei mercati sviluppati. Infatti, la storia recente insegna che un’inversione della curva dei rendimenti dei titoli del Tesoro statunitense è spesso seguita da una recessione. Tuttavia, pur esistendo ancora questa probabilità, non è detto che si arrivi a una recessione e, con il passare dei mesi, siamo ora più propensi a ipotizzare un rallentamento meno marcato, sotto forma di crescita bassa ma positiva o leggermente negativa.Sotto un profilo storico, quando il nostro indicatore interno di recessione per gli Stati Uniti raggiunge il 30% significa che una recessione è probabile. A settembre ha toccato il 24%, ma questo rischio ora è in via di stabilizzazione. Tuttavia, forse non importa molto se entreremo o meno in una recessione, perché probabilmente sarà solo di modesta entità. La Germania, ad esempio, ha solo sfiorato la recessione quest’anno e i mercati non manifestano segni di panico, almeno finché la disoccupazione resta bassa.Nel nostro scenario di base riteniamo improbabile un’accelerazione della crescita e altrettanto improbabile l’ipotesi di profonda recessione. In tale contesto, l’elemento di lunga duration dei mercati, siano essi obbligazionari o azionari, resta relativamente interessante. Le questioni geopolitiche continuano a innervosire gli investitori, con il protrarsi delle guerre commerciali e della Brexit in un’economia già alle prese con la fase conclusiva del ciclo, ma le tendenze di crescita strutturale offriranno opportunità a lungo termine, a prescindere dalla nostra previsione leggermente positiva o negativa sulla crescita.
E allora dov’è tutta questa agitazione? O meglio, quali fattori potrebbero turbare la situazione? I riflettori delle cronache sono puntati sul commercio ma la mia preoccupazione è altrove: sui disordini civili che stanno avvenendo in tutto il mondo, pur con ragioni molto differenti da regione a regione. Le proteste di inizio anno dei Gilet Gialli contro le misure di austerità del governo hanno assunto maggiore importanza. Abbiamo assistito alle proteste di Hong Kong, inizialmente incentrate sul trattato di estradizione, che rischiano verosimilmente di aggravare le tensioni tra Stati Uniti e Cina, se non altro nel contesto della guerra commerciale in atto. Le proteste hanno determinato un cambio di rotta politico. A questo si aggiungono le proteste in Cile per il rincaro dei biglietti della metropolitana, la crisi bancaria in Libano e molti altri esempi in tutto il mondo. L’aggravarsi delle disuguaglianze è in parte dovuto all’azione di forze strutturali, come la sottoccupazione (l’aumento dei contratti a zero ore e una forza lavoro più flessibile), il crollo delle adesioni sindacali e le tecnologie e innovazioni dirompenti. La reazione a queste forze è un fattore determinante e potrebbe addirittura portare a invertire il processo di globalizzazione (che ha consentito alle aziende di aggiudicarsi forza lavoro a basso costo da tutto il mondo). Facendo leva su questo tema, in effetti, Donald Trump ha costruito una campagna elettorale incentrata su politiche protezionistiche tese a persuadere la forza lavoro nazionale, soprattutto nei settori dell’acciaio e dell’industria automobilistica. Anche la sua guerra commerciale è intrisa degli stessi toni populisti. La disoccupazione resta bassa ma ciò non basta a fermare le proteste. Con l’elezione di Trump, gli Stati Uniti hanno già segnalato un’inversione della globalizzazione. Nel Regno Unito invece, la svolta estremista potrebbe giungere nella persona di Jeremy Corbyn, che graverebbe allo stesso modo sulla redditività aziendale, anche se in questo momento sembra improbabile che Corbyn, se eletto, ottenga la maggioranza. Lo stesso vale per Boris Johnson, anche se la fragilità del nostro sistema politico attuale non esclude cambiamenti repentini. Dopotutto, cinque settimane prima delle ultime elezioni statunitensi Donald Trump era considerato “ineleggibile”. La Brexit, dal canto suo, impatterà certamente la fiducia all’interno del e verso il Regno Unito, ma non dovrebbe avere grosse ripercussioni a livello globale e difficilmente produrrà una recessione, anche in caso di un esito ritenuto “sfavorevole”. Se l’esito della Brexit è importante per il Regno Unito e gli Stati confinanti, non va dimenticato che il Paese produce solo il 3% del PIL mondiale. (articolo pubblicato in abstrac da http://www.columbiathreadneedle.com)

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L’ultima visita animata dell’anno

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 dicembre 2019

Torino sabato 14 dicembre alle ore 10 in via Maria Vittoria 12.Il gruppo “La contessa ‘d Mirafiur e ‘l so seguit”, recentemente inserito nell’Albo dei Gruppi storici della Città metropolitana di Torino, nasce a Torino nel 2015 e ha come intento quello di tenere vive, attraverso canti e balli, le tradizioni della cultura Piemontese dell’800. Come viene suggerito dal nome, il gruppo si identifica nel personaggio storico della bella Rosina, una donna di origini popolane che con la sua semplicità riuscì a conquistare il re Vittorio Emanuele II e proprio per volere di quest’ultimo venne nominata Contessa di Mirafiori.L’ingresso è come sempre gratuito, ma con prenotazione al numero 011.8612644, dal lunedì al venerdì dalle 9,30 alle 13, oppure al numero 011.8617100 il lunedì e il giovedì dalle 9,30 alle 17, il martedì, il mercoledì e il venerdì dalle 9,30 alle 13. Per prenotare la visita si può anche inviare un’e-mail all’indirizzo urp@cittametropolitana.torino.it. Le visite si effettuano con un minimo di dieci adesioni. Il complesso è anche visitabile sempre su prenotazione, dal lunedì al venerdì, per scolaresche, associazioni e gruppi di cittadini. Le visite al complesso proseguiranno anche nel 2020: presto il nuovo calendario su http://www.cittametropolitana.torino.it.

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Prof. Franco Mandelli: Ad un anno dalla scomparsa

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 luglio 2019

Inconfondibile il suo sorriso, indimenticabile la sua tenacia, la sua capacità di trovare una parola per tutti i suoi pazienti. Il 15 luglio 2018, esattamente un anno fa di domenica, si spegneva a 87 anni il professor Franco Mandelli. Il volto umano della medicina, il padre dell’Ematologia italiana. Tutta l’AIL, i suoi volontari, i pazienti, gli ematologi e i ricercatori ricordano oggi con grande affetto e tanta nostalgia, la figura del professor Franco Mandelli. Una vita, la sua, passata a combattere instancabilmente contro la leucemia e gli altri tumori del sangue.“Il professor Mandelli è stato e resterà sempre per tutti noi una guida illuminata, per me e per molti altri colleghi un Maestro, per i malati una vivida speranza e per AIL un esempio di impegno sociale, vissuto ogni giorno con forza e grande coraggio – dichiara Sergio Amadori, Presidente nazionale AIL – Associazione Italiana contro le leucemie, i linfomi e il mieloma – non c’era obiettivo che lui non potesse raggiungere quando si trattava di essere al fianco dei pazienti e a sostegno della ricerca scientifica. Personalmente ho avuto il privilegio e l’enorme fortuna di vivere tanti momenti indimenticabili e grandi insegnamenti al suo fianco. Tutta l’Associazione, che ora ho l’onore di presiedere, ha iniziato a raccogliere la sua eredità e a proseguire sul cammino tracciato dal professor Mandelli”. AIL quest’anno celebra 50 anni di attività, un lungo cammino che per diversi decenni è stato tracciato dalla guida illuminata e lungimirante del Prof. Franco Mandelli. A lui si deve non solo la crescita esponenziale dell’Associazione, che ha saputo attrarre migliaia e migliaia di volontari in tutta Italia, e l’aver compreso prima di altri, la necessità di porre al centro della cura e dell’assistenza il malato. E poi innumerevoli iniziative, come le campagne nazionali di raccolta fondi per sostenere la ricerca scientifica, l’idea di creare un ponte tra ricerca e pratica clinica con la messa in rete di reparti di ematologia e laboratori; le case alloggio AIL e, non ultimo, la realizzazione di servizi per l’assistenza domiciliare ai pazienti.Al professor Franco Mandelli si deve, tra le innumerevoli iniziative che hanno segnato i 50 anni dell’Associazione, l’idea di mettere al centro delle cure il paziente. Con lui AIL è cresciuta fino a diventare un’eccellenza nell’ambito del volontariato solidale che oggi conta quasi 20.000 volontari e 81 sezioni provinciali dal Nord al Sud del nostro Paese. Grazie Professor Mandelli, da tutti noi e dai pazienti.

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“2019: un anno smisurato. Cambiano le unità di misura fondamentali”

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 febbraio 2019

Milano Mercoledì 27 febbraio 2019, alle ore 11:15, presso il Liceo Classico Manzoni di Milano, si tiene infatti l’incontro “2019: un anno smisurato. Cambiano le unità di misura fondamentali”: quattro ricercatori INRIM – Michela Sega, Luca Callegaro, Enrico Massa e Marco Pisani – guidano il pubblico alla scoperta della metrologia, della sua storia e delle sue prospettive future.Modera il giornalista Federico Pedrocchi, autore e conduttore di programmi radiofonici e TV di scienza e tecnologia.I quattro ricercatori scendono in campo per raccontare l’avventurosa storia della misurazione, dagli albori della civiltà ai tempi moderni, dal proliferare di sistemi diversi, a seconda delle aree geografiche, all’esigenza di utilizzare ovunque le stesse unità di misura, dall’istituzione del sistema metrico decimale all’organizzarsi della metrologia come scienza coltivata all’interno di appositi centri di ricerca, coordinati da organismi internazionali.Nei secoli i riferimenti per misurare sono cambiati: dapprima il corpo umano e gli oggetti d’uso comune, poi le dimensioni della Terra, per arrivare a basarci sulle oscillazioni degli atomi e sulle leggi della fisica.I ricercatori presenteranno curiosi strumenti e sistemi di misurazione di altre epoche o di altri paesi, aiutando il pubblico a comprendere perché è così importante avere unità di misura ‘uguali per tutti i popoli e per tutti i tempi’, sia nella vita quotidiana, sia per sviluppare la conoscenza scientifica.L’entrata in vigore del nuovo Sistema Internazionale delle unità di misura, decisa dalla Conferenza Generale dei Pesi e delle Misure nel corso della sua ultima riunione, tenutasi a Versailles dal 13 al 16 novembre 2018, è prevista a partire dal 20 maggio 2019, Giornata Mondiale della Metrologia.
L’innovazione consiste nella ridefinizione di tutte e sette le unità di misura di base – metro, chilogrammo, secondo, ampere, kelvin, mole e candela – in termini di costanti fondamentali della fisica.I cambiamenti non sono del resto una novità per il Sistema Internazionale che, da sempre, è in costante evoluzione nell’intento di migliorare la capacità di misurare, rispondendo così alle sollecitazioni che provengono soprattutto dalla ricerca scientifica e dall’innovazione tecnologica.Il metro campione, ad esempio, oggi non è più definito da una barra di platino-iridio, come agli albori del Sistema Internazionale, ma come distanza percorsa dalla luce nel vuoto in un determinato intervallo di tempo. In questo modo l’unità di misura della lunghezza è già stata legata da tempo a una costante fisica fondamentale – la velocità della luce – e non è più basata su un campione materiale.
Il chilogrammo, invece, fa ancora riferimento a un manufatto, il famoso cilindro di platino-iridio, conservato a Parigi, presso l’Ufficio Internazionale dei Pesi e delle Misure, e noto anche come ‘Grand Kilo’. Questa definizione mostra appieno alcuni limiti dell’attuale Sistema Internazionale: il chilogrammo campione è un oggetto materiale e, come tale, non è immutabile – risulta infatti essere dimagrito di 50 microgrammi nel corso della sua esistenza – e per riprodurlo occorre recarsi a Parigi.

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Industria: produzione aprile -1,2% su mese, +1,9% su anno

Posted by fidest press agency su martedì, 12 giugno 2018

Secondo i dati resi noti dall’Istat, la produzione industriale ad aprile cala dell’1,2% su base mensile e sale dell’1,9% su base annua.”Dati negativi. Il Paese è di nuovo fermo. A parte i beni strumentali, infatti, si registrano cali congiunturali in tutti i raggruppamenti. Ci preoccupa, in particolare, la diminuzione dell’1,3% dei beni di consumo, -2,1% per i durevoli, segno che i consumi delle famiglie sono sempre al palo” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Se poi consideriamo che rispetto a 10 anni fa c’è ancora una abisso da colmare, è chiaro che il calo diventa ancora più preoccupante. Se si confrontano i dati di oggi con quelli dell’aprile 2008, infatti, la produzione è ancora inferiore del 21,1% ed i beni di consumo durevoli hanno un gap rispetto ai valori pre-crisi del 29,4 per cento. Va meglio per i beni di consumo non durevoli, anche se permane una distanza dell’8,3 per cento” conclude Dona.

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Girolio d’Italia celebra l’Anno del Cibo

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 aprile 2018

Lecce. “La tappa di Girolio della Puglia è stata voluta nel Salento, in un momento di indubbia difficoltà del settore, per mettere al centro della discussione il valore dell’olivicoltura nel nostro territorio. È evidente, infatti, che l’agricoltura e la coltura dell’olivo rappresentano un tratto essenziale della nostra economia che va sostenuta in modo competitivo ed imprenditoriale – ha dichiarato il sindaco di Caprarica di Lecce Paolo Greco – Il nostro territorio necessita di una riflessione collettiva sulle potenzialità ed opportunità turistiche e paesaggistiche e su quanto esse si leghino indissolubilmente alla vocazione agricola del nostro territorio”.
Dal 25 al 29 aprile è previsto un ricco programma di eventi: fiere dedicate all’olio e ai prodotti tipici, degustazioni, visite a parchi e frantoi ipogei, concerti, show cooking, mostre, presentazioni di libri e perfromance teatrali. Nella giornata di apertura – il 25 aprile – nell’atrio del Comune, sarà allestita la mostra dell’artista Oronzo De Matteis, contemporaneamente il centro storico ospiterà “FERA una volta”, uno spazio dedicato al cibo e all’artigianato con stand delle Città dell’Olio, area degustazioni a cura “Oltregusto” e “Per…Bacco” ed iniziative speciali come la gara di campanelli ed ai tradizionali fischietti e lo spettacolo equestre a cura di Equi-Salento.
Nel cortile del Palazzo Baronale si terranno le performance teatrali a cura del Fondo Verri, la rassegna di poesia per bambini Voci D’Ulivo- Premio A. Verri, la mostra di scultura di Marjan Asadi e le visite guidate ai frantoi ipogei a cura di Terracunta. In Via Madonna del Carmine si potrà assistere alla performance artistica e pittorica ispirata ad Antonio Verri a cura degli studenti del Liceo Artistico “Ciardo – Pellegrino” di Lecce guidati dal prof. Massimo Marangio. Nell’intera area verranno esposti 20 pannelli illustrati dell’opera Bucherer l’Orologiaio di A. Verri, realizzati da vari artisti italiani che poi saranno collocati in diverse zone del centro della città. Nel primo pomeriggio (ore 15.30) sul prato di Masseria Stali, accanto ad uno degli olivi più antichi di Caprarica, ai piedi del Parco della Serra, si terrà “Ulia” il concerto di musica tradizionale e folkloristica.
Dalle 17.00 in poi ci sarà la possibilità di partecipare alla visita guidata nel Parco Kalòs (www.parcokalos.com), il più grande Museo a cielo aperto d’Italia, immerso tra gli olivi della Serra di Caprarica e assistere a spettacoli ispirati alla vita dei Messapi e alla civiltà contadina. Nella prima parte della serata alle 19.00 ancora musica e teatro nel Cortile del Palazzo Baronale con lo spettacolo ‘Canti di Donna, Terra e Sale’, seguirà lo show cooking a cura del Direttore dell’Accademia dei Tipici – enogastronomia ed oli EVO di qualità – Paolo Leoci. Ultimo appuntamento in programma – giovedì 26 aprile alle 18.00 all’ex Convitto Palmieri – l’incontro sul tema del paesaggio olivicolo, inserito nel programma di eventi di Olié, il Salone degli Olii EVO, in corso fino al 29 aprile. Il 26 Aprile alle ore 18 si terrà un incontro organizzato da Olié – Salone degli Olii EVO – all’ex Convitto Palmieri sul tema del paesaggio olivicolo, con il coinvolgimento degli ordini degli agronomi, periti agrari, agrotecnici ed architetti. Con la partecipazione di ANCO, Coldiretti ed Aprol dal titolo UN’ECONOMIA DA SALVARE E UN PAESAGGIO DA RICOSTRUIRE. Dal 27 al 29 Aprile ci sarà al castello Carlo V di Lecce Olié – Salone degli Olii EVO. Caprarica sarà presente con un proprio stand e con la presentazione dei prodotti del nostro territorio.

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Industria: produzione marzo -+0,4 su mese, +2,8% su anno

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 maggio 2017

istatSecondo i dati resi noti oggi dall’Istat, la produzione industriale a marzo sale dello 0,4% rispetto a febbraio e del 2,8% rispetto a marzo 2016, nei dati corretti per effetto di calendario. “Dati positivi, ma una rondine non fa primavera. Bisogna attendere per capire se si tratta di un’inversione di tendenza o se è la solita alternanza tra dati positivi e negativi” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”In particolare, è una buona notizia la ripresa dei beni di consumo durevoli, +2% su base mensile e +4,3% su base annua. Una novità, se si pensa che dal 2008 ad oggi, sono crollati del 30,6%” prosegue Dona. Secondo lo studio dell’associazione di consumatori, infatti, dal marzo 2008 ad oggi, a fronte di un calo del 21,9% della produzione industriale complessiva, i beni di consumo durevoli sono precipitati del 30,6%. Più contenuto il calo dei beni di consumo non durevoli, -9,2 per cento.

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La prima miss dell’anno

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 gennaio 2017

prima-missE’ Martina Bassi, 21 anni, di San Donato Milanese (Mi), “Miss 365. Prima Miss dell’Anno” 2017 del concorso di Patrizia Mirigliani. E’ stata eletta dagli appassionati del Web tra sette candidate, selezionate in un casting svoltosi a Roma con centinaia di partecipanti. Il titolo promuove la nuova miss direttamente alle Prefinali nazionali.
Martina, occhi e capelli castani, alta 1,72, ha il diploma Economico Sociale, studia Relazioni Pubbliche e Comunicazione di Marketing allo Iulm e lavora da tre anni in una pizzeria di Milano come cameriera per mantenersi gli studi e viaggiare, la sua passione. Gioca a pallavolo ed ha praticato nuoto agonistico, basket e Kick Boxing. Ha simpatia per l’Inter ma è soprattutto tifosa dell’Olimpia Milano di basket.
La sua aspirazione è quella di laurearsi “per trovare un lavoro all’altezza dei miei studi e soprattutto all’altezza di me stessa. Spero che l’università possa permettermi di raggiungere in futuro i miei obiettivi nel mondo del lavoro come organizzatrice di eventi. Mi affido all’entusiasmo e al dinamismo per crescere nelle attività in cui sono impegnata e questo titolo rappresenta per me una tappa importante, oltre che una grande soddisfazione. Ringrazio chi mi ha votata sul web: è stata una bella sfida durata oltre un mese, ma siamo solo agli inizi”.
Martina è contraria a lasciare l’Italia per andare a studiare all’estero. “Ognuno conosce le proprie aspirazioni e valuta le esperienze da affrontare, ma io sono fiduciosa nel mio Paese e nella sua ripresa: non lo abbandonerei mai perché sono convinta che tutti possiamo contribuire a risolvere i problemi che sono davanti a noi. Preferisco impegnarmi qui con i miei due fratelli, i miei genitori e i miei compagni di studio”. “Dopo i fatti di Berlino e di Istanbul – aggiunge – prego che nel 2017 la situazione migliori. Chi abita, come me, in una grande città come Milano e deve viaggiare in metropolitana avverte la paura a fior di pelle”.
“La Prima Miss dell’anno” fa parte della tradizione di Miss Italia e, dagli inizi degli anni ’90 ed è uno degli appuntamenti più attesi dalle stesse miss e dai Media. Alcune vincitrici hanno fatto strada, come Miriam Leone nel 2008, eletta Miss Italia nello stesso anno, e Mara Carfagna. Negli anni 2000, Patrizia Mirigliani ha affinato l’iniziativa e l’ha resa popolare, in linea con le modalità in voga, dall’affollato casting nella Capitale, alla votazione da parte del popolo del web. Hanno seguito questo percorso anche Maria Perrusi, Miss nel 2009, e Alice Sabatini nel 2015, ma tutte coloro che si sono messe in luce in questa bella manifestazione di inizio dell’anno, con la quale si inaugura la nuova stagione di Miss Italia, hanno avuto fortuna. Difficile, infatti, trovare una “vetrina” più attraente e coinvolgente di questa.
Quello di Martina Bassi si aggiunge a nomi di miss ricordate con molta simpatia: nel 2002 Mina Piccinini, lombarda; l’anno dopo la scrittrice Alissa Fina; nel 2004 una studentessa fiorentina di Belle Arti, Beatrice Maestrini. Ma, indietro nel tempo, nel 1991, troviamo Guendalina Fidenco, figlia di Nico, il cantante, poi Ambra Orfei, Rachele Mussolini, nipote di Benito Mussolini, ed Estelle Cheever, figlia di Eddie, pilota di F1. Di recente spiccano i nomi di Rossella Cervone, del quartiere di Scampia, a Napoli, della siciliana Fabiola Milletari, di Carlotta Graverini, toscana, diventata attrice, di Stefania Toma, volontaria della Croce Blu di Modena e, un anno fa, della calciatrice Debora Novellino. (foto: prima miss dell’anno)

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Miss Italia: E’ l’anno boom sul web

Posted by fidest press agency su domenica, 11 settembre 2016

miss-italia-sitoIl 2016 si conferma l’anno del web e dei social. La 77° edizione di Miss Italia promette di passare alla storia anche per i numeri record delle interazioni on-line. Dall’inizio delle prefinali alla vigilia della finale televisiva (29 agosto-9 settembre), il web ha visto un’accelerazione sorprendente, sia dal punto di vista numerico sia sotto l’aspetto qualitativo.
Oltre 412.000 le visite degli utenti sul sito web ufficiale http://www.missitalia.it con un aumento del 30% rispetto all’anno scorso. Un dato ancor più emblematico, se si pensa al fatto che i numeri dell’anno scorso erano ‘spalmati’ su un periodo di tre settimane invece che di due.Numeri di tutto rispetto anche quelli relativi alle pagine visualizzate, che hanno abbondantemente sfondato il muro del milione e mezzo; aumentata pure la durata media di navigazione, segno di un interesse crescente nei confronti del Concorso e delle sue protagoniste.Bene anche il canale Youtube ufficiale, dove il video dedicato alle Regioni, realizzato dai film-maker Luigi Fioravanti e Simone Di Maria, ha totalizzato in poche ore oltre 30.000 visualizzazioni. La Sicilia è la Regione con il maggior numero di condivisioni sul nostro sito web; seguono Puglia, Calabria e Marche.Su Facebook i post hanno superato il milione di utenti, con le visualizzazioni della pagina aumentate del 614%. La diretta in streaming dell’annuncio delle finaliste su Facebook Live ha registrato un successo straordinario, con oltre 170.000 visualizzazioni raggiunte nell’arco della giornata.Dopo il trionfo dello scorso anno su Twitter, con il primo posto della Nielsen Twitter TV Ratings come programma più twittato della settimana, Miss Italia lavora ad un maggiore coinvolgimento dei fan durante la messa in onda, con il livetweet che sarà accompagnato dall’inserimento di contenuti inediti durante la messa in onda e con una grande novità: una diretta video dal backstage durante le pause della trasmissione, presentata da Miss Italia 2013 Giulia Arena. Hashtag ufficiali dell’edizione 2016 sono #MissItalia e #followmiss, quest’ultimo usato in assonanza con “follow me” (“seguimi”) per sottolineare il coinvolgimento dei fan.Grande novità dell’edizione 2016 è Snapchat, il social network più amato fra i giovanissimi che, ogni giorno, fin dalla recente apertura dell’account, registra migliaia di visualizzazioni. A snapchat il team social del concorso ha affidato le curiosità e i ‘dietro le quinte’ dell’evento. E attraverso snapchat le 40 finaliste si sono raccontate sinteticamente prima di partire per Jesolo. In trasmissione saranno proiettati alcuni dei video-selfie, realizzati direttamente dalle finaliste.

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Anno della chimica

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 maggio 2011

Camerino, 25 maggio. In occasione delle celebrazioni per l’Anno Internazionale della Chimica, proclamato per il 2011 dall’ONU con il patrocinio dell’UNESCO, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura, i chimici dell’Università di Camerino organizzano una giornata di studio sul tema “Chimica oggi e domani”, con la partecipazione di centinaia di studenti dei Licei della regione, che sono stati coinvolti nel corso dell’anno scolastico nel Progetto Lauree Scientifiche per la Chimica.
L’evento si terrà presso il Centro Culturale Benedetto XIII e vedrà la partecipazione di oltre 200 studenti e oltre 20 insegnanti dei licei della regione coinvolti nel Progetto Lauree Scientifiche, con loro elaborati originali sull’importanza e le applicazioni della chimica nella società e nella vita di tutti i giorni.Il gruppo che risulterà vincitore parteciperà alla fase nazionale del Concorso PLS Chimica, che si chiuderà in autunno al Quirinale, alla presenza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.Alla giornata del 25 maggio parteciperanno anche numerose personalità di rilievo nazionale, tra i quali il Coordinatore Nazionale del Progetto Lauree Scientifiche Prof. Ugo Cosentino, il Vice Presidente della Divisione di Didattica della Società Chimica Italiana Prof. Alberto Regis, il Past-president della Società Chimica Italiana Prof. Luigi Campanella e il Presidente dell’ordine dei chimici delle Marche Dr.ssa Paola Ranzuglia.

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Inaugurazione anno accademico 2010/2011

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 novembre 2010

Roma 24 novembre alle ore 11,00 via Saredo, 74 sede del Collegio Universitario “Lamaro Pozzani” Si aprirà a Roma, con la tradizionale cerimonia di inaugurazione, il nuovo anno accademico del Collegio Universitario “Lamaro Pozzani”, nato nel 1971 da un’idea della Federazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro che ha tra i suoi fini statutari la formazione dei giovani.
La punta di eccellenza di tale impegno è espressa dal Collegio che ospita gratuitamente 70 studenti (che dispongono di stanze singole con servizi e di programmi di formazione integrativi) iscritti alle diverse università romane  provenienti da tutta Italia e selezionati ogni anno attraverso prove particolarmente rigorose. Il “Lamaro Pozzani” rappresenta una rinnovata opportunità di contatto tra il mondo della cultura e quello dell’impresa e ha formato negli oltre trent’anni di attività laureati che hanno raggiunto posizioni di alta responsabilità nel mondo delle aziende e delle professioni, nella pubblica amministrazione, nella ricerca e nell’insegnamento universitario.

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