Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Posts Tagged ‘annuale’

Annuale European Bike Week

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 giugno 2021

Si svolgerà intorno al lago Faak in Carinzia, Austria, dal 7 al 12 settembre 2021. A seguito della costante diminuzione dei casi e del conseguente allentamento delle restrizioni in Austria per il mese di maggio, e con la promessa del cancelliere federale Sebastian Kurz di tornare al più presto alla “normalità, alla libertà, a una vita normale”, la data per l’ultima riduzione delle restrizioni di giugno è stata anticipata di una settimana. Inoltre, è prevista una riduzione della maggior parte delle restrizioni sociali, lavorative e di viaggio per il periodo estivo, in totale sicurezza: il programma di vaccinazione austriaco ha fatto enormi progressi, ottenendo ottimi risultati, tanto che il ministro federale degli affari sociali, della salute, dell’assistenza e della protezione dei consumatori Wolfgang Mückstein l’8 giugno ha dichiarato che il paese “è già stato in grado di fornire la vaccinazione protettiva alla metà della popolazione idonea al vaccino, rendendo possibile un ulteriore allentamento delle restrizioni”. La Carinzia, e in particolare la regione intorno al Faaker See, è molto orgogliosa della sua lunga collaborazione con la European Bike Week, e siamo entusiasti di dare di nuovo il benvenuto ai piloti per settembre 2021″, ha dichiarato Christian Poglitsch, sindaco di Finkenstein am Faaker See.

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Bain & Company – Report annuale Global Private Equity

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 marzo 2021

Nonostante la complessità del contesto e il brusco arresto nel secondo trimestre, nel 2020 il mercato del Private Equity – in termini di giro di affari – si è rivelato incredibilmente resiliente. L’industria globale ha infatti generato 592 miliardi di dollari in termini di valore di deal di buyout nel 2020 (+8% rispetto al 2019).Tuttavia, il numero di operazioni effettuate dalle società di Private Equity è sceso del 24% (circa 1.000 deal in meno nel 2020), e la domanda repressa degli investitori avrà un impatto significativo sul settore nel 2021, come dimostrato dall’attività già nei primi mesi dell’anno. Guardando infatti i dati del 2021 di gennaio e febbraio, il valore globale dei deal di buyout è del 60% superiore alla media dei primi due mesi dell’anno dell’ultimo quinquennio.Questo è quanto emerge dal dodicesimo Global Private Equity Report, l’analisi annuale di Bain & Company sul settore in cui è leader globale.“Il Private Equity ha tenuto bene in un contesto nuovo e burrascoso. Il mercato ha assorbito i cali del secondo trimestre, chiudendo l’anno su livelli complessivamente elevati, con i dealmakers che si sono adattati rapidamente a operare da remoto. La domanda repressa, gli elevati livelli di liquidità, la solidità dei mercati del credito e le economie in ripresa si tradurranno in un 2021 in fermento per il Private Equity”, ha commentato Hugh MacArthur, responsabile a livello globale dell’attività di private equity di Bain & Company.Secondo il report, i settori che si sono dimostrati più resistenti durante la crisi pandemica – tech, beni industriali, servizi finanziari e sanitari – hanno rappresentato oltre il 65% delle operazioni chiuse nel 2020 e sono destinati ad essere protagonisti del mercato anche quest’anno.
Nonostante il contesto difficile, i multipli dei buyout si sono mantenuti elevati, con una media di 11,4 volte l’EBITDA negli Stati Uniti e di 12,6 volte in Europa – quest’ultimo, un record. I multipli sono aumentati in tutti i settori nel 2020, ma sono stati particolarmente vivaci nei comparti più immuni al Covid-19 (come quello dei pagamenti) o quelli che hanno beneficiato della pandemia (come la tecnologia). Nonostante la profonda incertezza relativa alla situazione economica, i multipli del debito sono aumentati nel 2020, con quasi l’80% delle operazioni con una leva superiore a 6 volte l’EBITDA.Nel 2020, il numero di exit è stato inferiore al totale del 2019, controbilanciato tuttavia da un aumento delle dimensioni degli accordi. Il valore complessivo di 427 miliardi di dollari è infatti in linea con il 2019 e con la media quinquennale. Infine, il settore ha superato la tempesta perfetta del 2020 senza che i rendimenti dei fondi accusassero il colpo: le operazioni chiuse dai GP hanno generato multipli sul capitale investito di circa 2,3 volte, leggermente al di sopra della media quinquennale.“Anche durante l’anno del COVID-19, il mercato italiano del Private Equity si è dimostrato resiliente. Dopo il calo del secondo trimestre, il numero di deal è tornato a crescere e ha chiuso l’anno in linea con il 2019 con un buon bilanciamento degli investimenti da parte di fondi internazionali e locali. A livello settoriale c’è stata una prevalenza di investimenti nel settore tecnologico, sanitario, dei beni industriali e dei servizi finanziari che in totale hanno totalizzato quasi 2/3 delle transazioni” ha commentato Roberto Fiorello, responsabile della practice di Private Equity di Bain & Company in Italia. Link al report integrale: https://www.bain.com/insights/topics/global-private-equity-report/

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Prima relazione annuale sulla situazione dello Stato di diritto nell’Unione europea

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 ottobre 2020

La prima relazione annuale sullo Stato di diritto è una delle principali iniziative del programma di lavoro della Commissione per il 2020e fa parte del meccanismo europeo globale per lo Stato di diritto annunciato negli orientamenti politici della Presidente von der Leyen. È il risultato di uno stretto dialogo con le autorità nazionali e i portatori di interessi ed esamina tutti gli Stati membri in modo obiettivo e imparziale. La valutazione qualitativa effettuata dalla Commissione si concentra sugli sviluppi significativi intervenuti a partire dal gennaio 2019 e garantisce un approccio coerente applicando la stessa metodologia a tutti gli Stati membri, pur rimanendo proporzionata agli sviluppi.La relazione fa parte del nuovo ciclo annuale relativo allo Stato di diritto: il meccanismo per lo Stato di diritto. Il meccanismo è un ciclo annuale inteso a promuovere lo Stato di diritto e prevenire l’insorgere o l’aggravarsi di problemi. L’obiettivo è quello di migliorare la comprensione e la consapevolezza dei problemi e degli sviluppi di rilievo, nonché di individuare le sfide allo Stato di diritto e aiutare gli Stati membri a trovare soluzioni con il sostegno della Commissione e degli altri Stati membri, e di portatori di interessi quali la commissione di Venezia. Il meccanismo ha un ruolo preventivo, è distinto dagli altri strumenti dell’UE in materia di Stato di diritto e non sostituisce i meccanismi basati sul trattato di cui dispone l’UE per reagire a problemi più gravi in materia di Stato di diritto negli Stati membri. Tali strumenti comprendono le procedure di infrazione e la procedura per proteggere i valori fondanti dell’Unione ai sensi dell’articolo 7 del trattato sull’Unione europea. Si differenzia inoltre dalla proposta procedura di condizionalità per la tutela del bilancio, che mira a proteggere il bilancio dell’UE in situazioni in cui gli interessi finanziari dell’Unione potrebbero essere a rischio a causa di carenze generalizzate dello Stato di diritto in uno Stato membro. Alcuni Stati membri stanno avviando riforme volte a rafforzare l’indipendenza della magistratura e stanno riducendo l’influenza del potere esecutivo o legislativo sul sistema giudiziario. Tra loro figurano anche Stati membri in cui l’indipendenza della magistratura è tradizionalmente considerata elevata o addirittura molto elevata. Le valutazioni specifiche sui singoli paesi mostrano che l’indipendenza della magistratura continua a destare preoccupazione in alcuni Stati membri, il che ha portato all’avvio di procedure di infrazione o di procedure ai sensi dell’articolo 7, paragrafo 1, del trattato sull’Unione europea. Un’altra sfida che si pone in tutta l’UE è fare in modo che i sistemi giudiziari siano adeguati all’era digitale; l’attuale pandemia ha dato un ulteriore impulso per accelerare le necessarie riforme digitali. I cittadini dell’UE godono in generale di elevati standard di libertà e pluralismo dei media. Soprattutto durante la pandemia di coronavirus, i media si sono dimostrati essenziali nella lotta alla disinformazione. La relazione manifesta tuttavia preoccupazione per quanto riguarda l’efficacia e l’adeguatezza delle risorse e il rischio di politicizzazione delle autorità di regolamentazione dei media in alcuni Stati membri. Alcune valutazioni per paese hanno inoltre individuato casi in cui la pressione politica sui media ha dato adito a gravi preoccupazioni. Infine, i giornalisti e altri operatori del settore dei media sono esposti a minacce e attacchi in relazione al loro lavoro in diversi Stati membri, anche se alcuni paesi hanno sviluppato pratiche e istituito strutture e misure per sostenere e proteggere i giornalisti. Il bilanciamento dei poteri a livello istituzionale è il fulcro vitale dello Stato di diritto e garantisce che il potere esercitato da un’autorità statale sia soggetto a un controllo democratico. In diversi Stati membri sono state avviate riforme costituzionali per rafforzare i sistemi di bilanciamento dei poteri istituzionali. Molti Stati membri hanno inoltre messo a punto strategie sistematiche per coinvolgere i portatori di interessi e garantire che le riforme strutturali scaturiscano da un ampio dibattito all’interno della società.

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55° congresso annuale dell’EASD

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 settembre 2019

Barcellona. Le cellule beta pancreatiche, stressate dall’iperglicemia e dall’insulino-resistenza, vanno in tilt e cominciano a rilasciare forme immature e disfunzionali di insulina, inutili a svolgere il loro compito metabolico. L’apparato di produzione dell’insulina nel diabete, ma anche nel pre-diabete, va insomma nel pallone ed entra in circolo vizioso di super-lavoro che ‘impalla’ sempre di più il sistema e peggiora il controllo metabolico. Per la prima volta uno studio italiano ha osservato tutti questi fenomeni direttamente a livello del pancreas. Da queste osservazioni potrebbero derivare nuovi approcci terapeutici. L’aumento dei livelli circolanti di proinsulina (PI), precursore dell’insulina e un elevato rapporto proinsulina/insulina (PI/INS) sono indici di disfunzione delle cellule beta pancreatiche (quelle deputate alla produzione di insulina) ben noti nel diabete di tipo 2 (T2D). È stato ipotizzato che l’elevato rapporto PI-INS sia determinato da un’aumentata richiesta di secrezione di insulina da parte delle beta cellule, indotta dall’insulina resistenza e dall’iperglicemia. Questi stimoli ‘stressano’ le beta-cellule, portandole a rilasciare in circolo dei granuli di insulina immaturi, cioè caratterizzati da un elevato contenuto di proinsulina e dei suoi prodotti intermedi. Tuttavia, l’esatto meccanismo alla base di questo aumento non è ancora chiaro.
Spiega la dottoressa Noemi Brusca: “Attraverso l’utilizzo di tecniche immuno-istologiche, di microscopia a fluorescenza e di analisi di immagine su preparati istologici di biopsie di pancreas, abbiamo osservato che nelle cellule beta di isole pancreatiche di pazienti con diabete di tipo 2 e di pazienti con alterata tolleranza al glucosio, si rilevava un aumento dei livelli di proinsulina rispetto ai pazienti non-diabetici. Inoltre, abbiamo osservato che, all’interno delle cellule beta, tale incremento induceva un’anomala sovrapposizione tra le molecole di proinsulina e di insulina che, in condizioni normali, si trovano in zone diverse delle cellule beta, per impedire che la proinsulina venga rilasciata insieme all’insulina. Di rilievo, siamo stati in grado di correlare tali fenomeni, osservabili all’interno del pancreas, con le tipiche alterazioni metaboliche misurabili in circolo nei suddetti pazienti, quali la secrezione insulinica stessa o la sensibilità al glucosio delle cellule beta, dimostrando come l’incremento del rapporto proinsulina/insulina nelle cellule beta sia fortemente correlato alla loro funzione. Questo studio rappresenta l’anello di congiunzione tra le alterazioni metaboliche tipiche del diabete di tipo 2 e le alterazioni molecolari in atto all’interno delle cellule beta. Sebbene diversi studi abbiano in precedenza osservato tali fenomeni nei modelli animali di diabete di tipo 2, questa ricerca ha osservato queste alterazioni direttamente nell’uomo e le ha correlate con i difetti metabolici tipici del diabete di tipo 2. “Per la prima volta – afferma il professor Francesco Dotta, direttore UOC Diabetologia-Siena, professore di Endocrinologia e direttore del Dipartimento di Scienze Mediche Chirurgiche e Neuroscienze, Università di Siena – siamo stati in grado di correlare i fenomeni di alterazione del rapporto proinsulina/insulina circolanti e le disfunzioni metaboliche tipiche del diabete di tipo 2, a quello che avviene all’interno delle isole pancreatiche; questo è stato possibile grazie alla disponibilità di materiale preziosissimo derivante da campioni bioptici ottenuti da pazienti sottoposti a chirurgia pancreatica e con diverso grado di tolleranza al glucosio nonché affetti da diabete di tipo 2 ed il cui reclutamento e caratterizzazione metabolica sono stati coordinati dal gruppo di ricerca del professor Andrea Giaccari e della dottoressa Teresa Mezza presso il Policlinico Gemelli e l’Università Cattolica del Sacro Cuore, Roma”. Nelle isole pancreatiche l’espressione in-situ di proinsulina e insulina rispecchia i difetti metabolici osservati nei donatori con diabete di tipo 2 e intolleranti al glucosio.

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Rapporto annuale “Stop ai pesticidi”

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 marzo 2019

Sono state lanciate ombre preoccupanti sugli alimenti che giornalmente mangiamo.I campioni di frutta e verdura che non rispettano i limiti imposti dalla legge sono in numero decisamente ridotto (1,3% del totale) ma il grosso problema è dato da quegli alimenti che, pur in regola con la legislazione europea, presentano tracce del cd. multiresiduo.Il multiresiduo è un fenomeno per il quale i singoli valori dei pesticidi presenti non supera il limite di legge, ma la loro presenza simultanea può avere potenziali ripercussioni sulla salute umana.”Il Piano d’azione Nazionale adottato dal nostro Paese non è sufficiente – afferma il Codacons – servono interventi decisi volti a tutelare la salute dei cittadini. I dati sono preoccupanti, infatti solo il 36% della frutta sarebbe privo di pesticidi, mentre il 60% nonostante sia considerato regolare, presenta al suo interno uno o più residui chimici. Scriveremo al Ministero della Salute al fine di porre all’attenzione questa potenziale fonte di rischio per la salute umana, che non può essere sottovalutata”.

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Settimo convegno annuale sull’IVA

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 marzo 2017

parma universitàParma 23 marzo 2017 dalle ore 15 alle 18, presso l’Aula Magna dell’Università di Parma (via Università, 12), è in programma il “Settimo convegno annuale sull’IVA: nuove problematiche e prospettive di evoluzione del sistema”.Il convegno è diventato un appuntamento fisso, su base annuale, per tutta la comunità scientifica italiana, e si pone come obiettivo quello di indagare sulle principali e più attuali problematiche relative all’imposta sul valore aggiunto: la più complessa del nostro ordinamento giuridico, a causa della sua genesi all’interno del diritto dell’Unione Europea. La giornata di studi sarà focalizzata sulle novità intervenute negli ultimi dodici mesi e analizzerà i progetti di riforma da parte della Commissione Europea, anche alla luce della più recente giurisprudenza della Corte di Giustizia dell’UE e della Corte di Cassazione italiana.Il convegno ha una sua indiscutibile originalità, nel panorama tributario, sia per l’appuntamento annuale ormai consolidato a Parma sia per la prospettiva metodologica proposta. L’evento, inoltre, conferma la centralità dell’Università di Parma nel panorama non solo italiano ma europeo nella ricerca in materia di imposta sul valore aggiunto.
Dopo saluti del Prof. Massimo Regalli, Delegato del Rettore, è prevista, tra i relatori del convegno, la partecipazione dei più autorevoli studiosi dell’IVA a livello italiano: il Prof. Mario Nussi, Presidente dell’Associazione Italiana dei Professori di Diritto Tributario, la Prof.ssa Livia Salvini, Ordinaria di Diritto tributario presso l’Università LUISS Guido Carli, il Prof. Maurizio Logozzo, Ordinario di Diritto tributario presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, l’avv. Paolo Centore, Professore a contratto all’Università di Parma e membro effettivo del VAT Expert Group presso la Commissione europea, il Prof. Massimo Basilavecchia, Ordinario di Diritto tributario presso l’Università di Teramo, il Prof. Fabrizio Amatucci, Ordinario di Diritto tributario presso la Seconda Università di Napoli.Come nei precedenti convegni annuali sull’IVA, l’iniziativa è stata organizzata dal Prof. Alberto Comelli, Associato di Diritto tributario presso il Dipartimento di Giurisprudenza, Studi politici e internazionali dell’Università di Parma, il quale svolgerà la funzione di moderatore dell’evento.

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Imposta/canone Rai e lotta all’evasione

Posted by fidest press agency su sabato, 10 luglio 2010

Sembra un dibattito a distanza nel surreale quello tra il presidente dell’Agcom e il suo omologo della Rai. Corrado Calabro’, nella sua relazione annuale al Parlamento dice che la Rai “deve acquisire effettivamente le risorse del canone, con un sistema di riscossione che riduca l’evasione, anche per migliorare la qualita’; la soluzione c’e’; basta volerla”. Gli fa eco Paolo Garimberti: ‘Ha ragione Corrado Calabro’: gli strumenti ci sono, sono semplici, quasi banali. Basta soltanto volerli applicare. Rimando percio’ la palla al governo e al Parlamento: sanno benissimo come si puo’ fare, lo facciano’. I due presidenti stanno parlando di una delle gabelle più odiate dai contribuenti, il tributo che, spacciato senza ritegno civico come canone o abbonamento, è il simbolo del sistema televisivo italiano, basato su conflitto di interessi e abuso di posizione dominante:
– la maggior parte dei contribuenti paga il balzello, la Rai fa l’esattore spesso con metodi illegali (firme false di dichiarazioni di possesso dell’apparecchio) e arroganti (balle su come e perche’ sia dovuto il tributo);
– l’evasione di oltre un miliardo di euro all’anno che viene fatta da chi dovrebbe pagare il canone business, nonostante le nostre reiterate denunce, viene ignorata;
– le varie Agenzie delle entrate piu’ volte interpellate sulla spinosa questione se il canone sia dovuto anche per il possesso di un pc, se ne lavano le mani e, come il presidente Garimberti, rimandano la palla ai politici;
– la Rai continua ad essere fuorilegge per la mancata pubblicita’ dei compensi ai collaboratori;
– i Governi (quello attuale e i precedenti) ignorano le numerose interrogazioni che abbiamo fatto presentare negli anni e, quelle rare volte in cui rispondono, fanno i finti tonti, dicendo che faranno qualcosa, ma non fanno niente.
Come dice il presidente Corrado Calabro’: “la soluzione c’e’; basta volerla”….Qui il nostro specifico canale web per l’abolizione del canone e la privatizzazione della Rai: http://tlc.aduc.it/rai/ (fonte aduc)

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