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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

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Virus riprende e viaggi annullati. Evitare e combattere i profittatori

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 luglio 2021

Le prime timide percentuali di annullamento viaggi cominciano a circolare come indesiderata reazione alle tutt’altro che timide percentuali della ripresa diffusione del virus. In diversi non se ne vogliono ancora rendere conto, ma la realtà è più dura dei desiderata, e le scanzonate ballate di orgoglio italiano di una settimana calcistica fa, cominciano a dare i loro risultati. Quella sorta di lotta al coltello tra poveri, che avevamo già intuito come rinascita economica a suon di aumenti assurdi, corre il rischio di diventare letale per i consumatori. Già fragili in buona parte e, finito il grasso accumulato da tempi altrettanto grassi, i consumatori hanno provato a mescolare il frugale con la felicità della vacanza, del viaggio, del non-pensiero e del riposo dai riposti lockdown. In questa realtà da film di fantascienza catastrofista c’è un pericolo umano che si aggira insieme a quello virologico: la fregatura. Gli esperti della fregatura si sono fatti più disperati e più aggressivi. E nonostante gli appelli di governanti e circoli umanitari per agire in modo disciplinato per mantenere a galla la barca comune nella furia della tempesta, la guerra per appropriarsi delle scialuppe di salvataggio è cominciata: nella ignoranza che una volta in mare queste scialuppe non hanno lidi ma solitudini e nuove disperazioni. Ancora in voga, nonostante diverse perplessità e attentati (anche legislativi), la forza del Diritto, contro quella della spada, sembra poter essere utile.Diritto che è bene rammentare, ripassare, rispolverare, chiamando tutti i suoi protagonisti e meccanismi alla luce e, in certi casi, alla lotta.Principio base: ogni annullamento causa covid (divieti di vario tipo) dà diritto al rimborso in soldi al 100%. Ma la prevenzione individuale ognuno se la paga: il timore di covid, fa rientrare l’annullamento nell’ambito dei normali contratti tra fornitore del servizio e utente (penalità, etc).Trasporti: voli, treni, navi, autobus noleggi. Causa covid sono tutti rimborsabili in denaro al 100%. Se annullano i fornitori per loro esigenze di pianificazione commerciale (aerei con pochi passeggeri, per esempio) e non per covid, in alcuni casi ai consumatori sono dovuti anche indennizzi.Alberghi e alloggi vari. Causa covid sono rimborsabili in denaro al 100%. Causa paura di covid: se da parte del fornitore del servizio, non si esclude l’indennizzo per vacanza rovinata; se da parte del consumatore, occorre verificare le penali specifiche del servizio. Se l’interlocutore è italiano o comunitario (UE) la richiesta e l’eventuale contenzioso sono “facili”, altrimenti sono “difficili”. Dopo le richieste di rimborso coi canali più o meno facili che ogni fornitore di servizio mette a disposizione (modulistica e mail), in mancanza di considerazione dopo pochi giorni, occorre passare alle “maniere forti”: pec (solo per i fornitori italiani) o raccomandata A/R di diffida, intimando il rimborso del dovuto e minacciando di rivolgersi alle autorità preposte.

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Musica: 12 milioni di euro per concerti annullati

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 agosto 2020

Il ministro di Beni culturali e turismo, Dario Franceschini, ha firmato oggi il decreto con il quale si assegnano 12 milioni di euro per i concerti annullati, a ristoro delle perdite subite dagli organizzatori.”Vogliamo sperare che nel decreto l’accesso al fondo per il ristoro delle perdite degli organizzatori di concerti sia condizionato alla preventiva verifica dell’avvenuto rimborso degli spettatori” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Sarebbe singolare, per non dire vergognoso, se chi organizza il concerto non subisse alcuna perdita, avendo incassato i soldi degli spettatori senza restituirli, e poi ricevesse pure il ristoro da parte del Governo. Sarebbe una beffa inaccettabile” prosegue Dona.”Ricordiamo che, anche se il Dl Rilancio, dopo la clamorosa figuraccia del Governo per via dell’intervento di Paul McCartney, ha migliorato il testo dell’art. 88 del Cura Italia, la restituzione dei soldi versati dai consumatori per l’acquisto dei biglietti è prevista comunque solo alla scadenza del periodo di validità del voucher, ossia 18 mesi, e solo quando il concerto è annullato senza rinvio ad altra data compresa nel medesimo periodo di validità del voucher oppure quanto il concerto è definitivamente cancellato. Non vorremmo, quindi, che gli organizzatori percepissero il ristoro del Fondo e poi attendessero 18 mesi per ridare i soldi ai consumatori o magari, peggio ancora, in violazione dell’art. 88 del decreto legge n. 18 del 17/3/2020, come poi convertito in legge e modificato dal Dl Rilancio, non li restituissero affatto” conclude Dona.

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