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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Posts Tagged ‘ansia’

Emicrania, ansia e depressione in epoca Covid-19

Posted by fidest press agency su sabato, 13 febbraio 2021

Secondo un recente studio a distanza di sei mesi la maggioranza dei pazienti, che hanno contratto un’infezione da Covid-19, presentano ancora dei sintomi. Ansia o depressione sono state segnalati nel 23% dei malati. Si tratta di due problemi di salute strettamente collegati all’emicrania. Inoltre la pandemia e il lockdown stanno rendendo più difficile la vita degli oltre 2 milioni e mezzo d’italiani che soffrono di emicrania con aura. Si tratta di una forma di cefalee primaria caratterizzata da forte mal di testa preceduta da sintomi neurologici visivi, sensitivi e motori.Per questo il portale emicraniaconaura.it organizza una diretta Facebook per pazienti, caregiver e giornalisti. Discuteremo di questi problemi con il dott. Giorgio Dalla Volta (Presidente della SISC – Società Italiana Studio delle Cefalee regionale della Lombardia, Direttore del Centro Cefalee dell’Istituto Clinico Città di Brescia-Gruppo San Donato e Responsabile scientifico del portale). Sarà possibile rivolgere domande direttamente al relatore. L’evento è il primo di un ciclo di dirette Facebook, dedicate all’emicrania, che si terranno nelle prossime settimane. Durante ogni incontro on line saranno affrontati diversi aspetti legati ad una malattia in aumento nel nostro Paese ma ancora ampliamente sottovalutata.

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Ustica: Ansia di verità

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 agosto 2020

“Ci uniamo a Fioroni alla richiesta della conoscenza dei documenti del colonnello Giovannone, capocentro del SISMI a Beirut, anche se il suo scetticismo non ci è proprio: faremo di tutto affinchè questo governo o il prossimo, che avrà sicuramente una composizione delle forze diversa, possa desecretare questi atti. Che esistano relazioni sensibili, tutt’oggi, con Israele e i palestinesi è cosa nota, come è noto ai servizi d’intelligence quello che accadde nella terribile stagione del 1980 in Italia. L’arresto e relativo processo di Saleh per la vicenda dei missili di Ortona portò alla rottura dell’accordo di immunità per i palestinesi impegnati nel traffico di armi in Italia a fronte della santuarizzazione da qualsiasi attentato del nostro territorio. Molti documenti sono stati rilevati, ma molti ne mancano ancora. Tenere il segreto e la mancata conferma di ciò che è già trapelato, grazie anche agli scoop di agenzie e testate, significa non volere la verità sulla Guerra Fredda, sulla strage di Bologna e su Ustica. Per quanto riguarda, inoltre, alcuni rappresentanti di associazioni delle vittime che avrebbero fatto meglio a non candidarsi ed essere eletti con partiti che sono nell’attuale perimetro di maggioranza per mantenere la propria imparzialità, riteniamo sia ora di smetterla con le deliranti minacce di depistaggio. Se depistaggio ci fu, fu di Stato rispetto la verità storica, verità che vede sia il sequestro Moro che Ustica e Bologna come tessere del mosaico della Guerra Fredda. Verità che la sinistra continua a disconoscere per le evidente connessioni e contiguità fra l’ex PCI e la rete palestinese, come dimostrato dai documenti delle commissioni d’inchiesta che parlano degli interventi di Pajetta per far rientrare Abu Saleh in Italia, ostracizzato dai servizi segreti in quanto capo delle operazioni palestinesi in Italia e legato alla rete terroristica internazionale, fra cui quella di Carlos “Lo sciacallo”.” Così il fondatore dell’Intergruppo Parlamentare “La verità oltre il segreto”, deputato Federico Mollicone, in risposta a Giuseppe Fioroni.

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Corso Ido: Professori a lezione contro l’ansia

Posted by fidest press agency su domenica, 12 aprile 2020

Come differenziare un’ansia accettabile da una patologica? Quando bisogna immaginare che l’ansia non rientri più in un range fisiologico e allora occorre intervenire riferendosi ad uno specialista? Per rispondere a queste domande si sono iscritti già 600 docenti al corso gratuito di formazione a distanza su ‘La gestione dell’ansia e dello stress nelle situazioni di emergenza’, promosso dal ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca (Miur) e realizzato in collaborazione con l’equipe clinica e medico-psicologica dell’Istituto di Ortofonologia (IdO), con la Società Italiana di Pediatria e il portale di informazione DireGiovani.
Pubblicato da pochissimi giorni, il corso ha già totalizzato oltre 3.000 contatti. “L’obiettivo è fornire strumenti per la gestione delle naturali risposte di ansia e stress che si possono sperimentare a confronto con esperienze difficili come quella che stiamo attualmente vivendo- spiega l’IdO- al fine di sostenere e mantenere vivo il rapporto scuola-studenti e il dialogo educativo tra scuola e famiglia”.
“Ciò che dovete osservare- consiglia ai docenti Davide Trapolino, neuropsichiatra dell’IdO- è se l’ansia interferisce e pregiudica lo stato della qualità della vita, determinando uno stato di sofferenza pervasiva”. Il medico durante la sua lezione fornisce tutti i parametri e le definizioni che permetteranno agli insegnanti di orientarsi. In primis, occorre capire cosa sia l’ansia: “È uno stato di allerta che consente, nella sua forma adattiva, di adattare appunto il comportamento rispetto ad una situazione percepita o ipotizzata come minacciosa. Lo stato emotivo è quello di una ‘penosa attesa’ e ciò che si percepisce è una minaccia incombente. L’ansia però può aumentare fino a determinare un vero e proprio disturbo ansioso- sottolinea Trapolino nella sua lezione- che può interferire sulla vita di tutti i giorni”. Il problema, quindi, è quantitativo e i docenti dovranno imparare ad osservare come reagisce il corpo: “Il respiro si accorcia? il sudore aumenta? Aumenta la frequenza cardiaca? Ci sono sensazioni di svenimento, condizioni di tremore, pallore cutaneo, nausea o riduzione dell’appetito? I bambini ad esempio- chiarisce il neuropsichiatra IdO- possono essere più iperattivi quando sono agitati”.
Insomma, con queste 10 lezioni online i professori di ogni ordine e grado di scuola potranno fare la differenza. “L’esperienza d’intervento nell’ambito della gestione degli eventi stressanti e traumatici svolta dall’IdO nell’arco di questi anni ha dimostrato come i docenti possano costituire per gli studenti una grande risorsa, diventando mediatori di benessere e attivatori dei processi di resilienza. La situazione che stiamo affrontando richiede a tutti, sia sul piano personale che professionale, l’attivazione di notevoli risorse anche emotive e relazionali, oltre alla necessità di valorizzare le capacità adattive a gestire i cambiamenti che hanno coinvolto la nostra vita quotidiana”. In particolare, i docenti sono chiamati a gestire le difficoltà concrete e logistiche legate all’organizzazione di attività formative a distanza, a coniugare e organizzare tempi e spazi che un tempo erano differenziati ed oggi appaiono sovrapposti, accogliere l’eterogeneità delle richieste, dei vissuti e dei bisogni dei giovani, sintonizzarsi e gestire i propri bisogni e vissuti”, precisa l’equipe dell’IdO.
Il percorso formativo si articolerà in due moduli: il primo indirizzato ad evidenziare le implicazioni sul piano organizzativo-logistico ed emotivo-relazionale, che l’emergenza legata alla diffusione del Coronavirus ha avuto per i docenti (con particolare riferimento ai cambiamenti intervenuti nella relazione educativa e nell’alleanza educativa con la famiglia in seguito all’introduzione della didattica a distanza); il secondo più specificamente legato agli strumenti e alle risorse possono essere messe a disposizione degli studenti al fine di favorire un atteggiamento attivo e consapevole nei confronti della condizione che stanno vivendo, accoglierne, comprenderne e gestire le richieste, i bisogni e i vissuti, spesso estremamente eterogenei, e favorire in loro quella flessibilità, quelle capacità di problem solving e quella creatività necessarie al processo di adattamento. Il corso è gratuito e le attività sono svolte in modalità e-learning.

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Ansia, stanchezza e stress si gestiscono fin dalla tavola

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 agosto 2018

Sono da evitare i regimi squilibrati e troppo restrittivi, mentre è consigliabile seguire una dieta controllata ed equilibrata. La sensazione di stanchezza e la difficoltà di concentrazione si superano con cereali, noci e legumi. Come per il pesce, che si consiglia di consumare almeno due volte a settimana, questi sono alimenti ricchi di omega-3 e acidi grassi essenziali in grado non solo di prevenire le malattie cardiovascolari, ma anche di inibire la formazione dei radicali liberi e di svolgere un’azione trofica sul sistema nervoso centrale, migliorando la qualità del sonno e dell’umore e favorendo concentrazione e memoria» Carne e latte favoriscono il buonumore. «Contengono il triptofano, un precursore della serotonina che è utile per alzare il tono dell’umore» “Per combattere la sindrome dell’intestino irritabile, il meteorismo o la stitichezza è preferibile fare piccoli pasti durante la giornata, composti da piatti semplici, poco elaborati e ben cotti, introducendo molta acqua naturale, frutta e verdura, carni magre e pesce.” Sono da limitare caffè, fritti, insaccati, alcol, cibi molto piccanti e latte, consumando la frutta lontano dai pasti. (Servizio Fidest)

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Ansia e depressione nei pazienti oncologici

Posted by fidest press agency su martedì, 17 luglio 2018

I disturbi dell’umore sono quelli prevalenti con un impatto negativo sulla qualità della vita del paziente oncologico. In generale, un numero crescente di persone preferisce utilizzare preparati a base di erbe per alleviare i diversi sintomi preferendole ai farmaci convenzionali che spesso sono vissuti come latori di maggiori effetti collaterali.
La recentissima revisione sistematica in questione (Yeung et al, 2018) da parte di alcuni membri del Memorial Sloan Kettering Cancer Center di New York (centro di riferimento negli USA per la “Integrative Medicine”) ha preso in considerazione farmaci a base di singole erbe (estratti vegetali) con l’intenzione di valutare la letteratura e comprendere quali possano essere punto di partenza per ulteriori e più approfonditi studi in pazienti affetti da cancro.Sono stati inclusi database PubMed, Allied e Complementary Medicine, Embase e Cochrane, selezionando solo studi randomizzati controllati in un periodo compreso tra il 1996 ed il 2016, escludendo erbe con potenziali possibilità di interazioni con i trattamenti antitumorali (ad esempio iperico). Cento articoli che hanno coinvolto 38 piante hanno soddisfatto i criteri della ricerca.
Tra le erbe più studiate (>6 studi randomizzati controllati ciascuna), lavanda, passiflora e zafferano hanno dimostrato benefici paragonabili agli ansiolitici e agli antidepressivi standard. Anche cimicifuga, camomilla ed agnocasto sono promettenti in tal senso.Ansia o sintomi depressivi sono stati misurati in tutti gli studi, ma non sempre come end-point primari. Complessivamente il 45% degli studi ha riportato risultati positivi con un minor numero di effetti avversi rispetto ai farmaci convenzionali che tuttavia, nella comparazione, mostrano maggior potenza. Sulla base dei dati disponibili, cimicifuga, camomilla, agnocasto, lavanda, passiflora e zafferano appaiono utili per mitigare l’ansia o la depressione con profili di rischio-beneficio favorevoli rispetto ai trattamenti standard.Appare evidente come sia necessario prevedere ed implementare trials clinici di maggior ampiezza ed accuratezza con estratti standardizzati e affrontare il tema delle interazioni con i farmaci. E per il paziente oncologico questo appare ancor più cogente. Ad oggi le conoscenze mostrano come alcuni di questi possano essere ritenuti sicuri ed efficaci anche nella pratica clinica Francesco Sivelli CERFIT, AOU Careggi, Firenze (fonte: Fisioterapia33 da Yeung KS et al. Herbal medicine for depression and anxiety: Asystematicreview with assessment of potential psycho-oncologic relevance. Phytother Res.2018 May;32(5):865-891)

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Un mondo senza parole?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 ottobre 2017

mondo-multi-polareNon è esatto. Diciamo, piuttosto, che è stufo di parole. Di quelle false, vuote, retoriche “che non nascono dal cuore”. Di quelle che sono viziate dalla menzogna, derisione, inganno, di promesse non mantenute. Questo stato d’anima diventa più tangibile volgendo lo sguardo ai gestori della politica. Se c’è qualcuno che si chiede come possiamo fare per invertire tale tendenza mi riduco a guardarlo sconsolato e penso a Geremia e a quel suo non saper cosa fare tra la gente. Siamo stati troppo a lungo educati a guardare, il nostro prossimo, non certo con amore distratti come siamo stati dall’ansia di possesso, di successo, di esaltazione del nostro ego. Abbiamo staccato la presa dalla corrente di pensiero che ci educa al bene, alla solidarietà, all’amore per fare mercimonio degli altri e di noi stessi. E’ mancata la grazia dell’intendersi. Se usciamo per un momento dal nostro cinismo esistenziale ci accorgiamo che la madre che uccide il figlio ancora in fasce o di qualche anno non è solo il frutto di uno stress post-partum ma è la sintesi di una cultura aberrante nella quale tutto è tensione, interesse, sollecitazione a ricercare equilibri nei quali non sembrano trovarvi spazio i valori.
La verità è che noi stiamo creando dei mostri generando una nuova scala di valori dove si esiste solo se si considerano certi parametri: la conquista del potere sugli altri, l’indifferenza per la sofferenza altrui, il rispetto solo per chi ha e non per chi è. Nel nostro “fondo coscienza” sappiamo d’errare e che questo procedere ci farà cadere nel vuoto, eppure non riusciamo a riscattarci per eccesso di veleni ingurgitati. L’unica strada rimane la parola, quella che appaga, quella che ha un suono armonioso, quella che può compiacere il nostro spirito. Quella che ci riconcilia con il nostro prossimo e fa di noi messaggeri di pace. (Riccardo Alfonso)

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Cosa rappresenta per uno studente l’esame di maturità?

Posted by fidest press agency su martedì, 16 giugno 2015

scuola-digitale-casnati-como-800x500_cPer sei ragazzi su 10 (58%) è il primo impegno della vita, per altri è solo l’ultimo ostacolo prima della fine della scuola (24%). Con quale atteggiamento si approcciano gli studenti agli esami? I sentimenti maggiori provati dagli studenti in questo periodo sono ansia (22%) e preoccupazione (37%). “Farò scena muta”, “sono troppo indietro”, “Ho paura delle tracce”, sono alcune delle affermazioni più ricorrenti da parte degli studenti. Il 15% si dichiara relativamente sereno, mentre solo il 18% si sente tranquillo.Come ci si prepara, quindi, ad affrontare gli esami nella giusta maniera? L’aspetto nutrizionale risulta fondamentale: secondo gli esperti sono imprescindibili una corretta idratazione (43%) ed una sana alimentazione (42%). Nutrizionisti e psicologi sono concordi nell’affermare che una corretta idratazione aiuta a mantenere alta la concentrazione (42%), stimola le facoltà cognitive (38%), Aiuta il reintegro delle sostanze che si vengono a perdere con il caldo e lo sforzo (22%).Afferma Luca Piretta, Specialista in Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva e in Scienza della Nutrizione Umana al dipartimento di Scienze Cliniche dell’Università “La Sapienza” di Roma: “ Un consiglio basilare è quello di non mischiare cibo e studio. Mangiare mentre si studia non è mai un buon consiglio: l’organismo deve avere il tempo di assimilare i pasti, senza essere subito distratto dallo sforzo necessario per la concentrazione da studio. La dieta più adatta per il maturando parte da una buona colazione abbondante (uno studio ha dimostrato che i ragazzi che fanno la prima colazione risolvono meglio i problemi di matematica) e seguita da 4 piccoli pasti equilibrati (pranzo cena e due spuntini) e non abbondanti durante la giornata seguiti da un buon riposo. Non dimentichiamo una corretta idratazione; soprattutto con l’arrivo del caldo diventa fondamentale bere 2 litri di acqua o al giorno anche per compensare le perdite dovute al sudore. Per aiutare il sonno, infine, è opportuno mettere al bando il caffé e gli alimenti di difficile e lenta digestione come cioccolata, superalcolici, patatine, salatini e tutti i prodotti con abbondanza di spezie forti come paprika o curry”. Il decalogo consigliato:
1. Non catastrofizzare! E’ la maturità ma dopo tutto è come l’ultimativa del giro d’Italia, quello che dovevamo fare l’abbiamo già fatto. Le % di bocciature sono irrisorie e per poter avere qualche punto in più bisogna giocarcela proprio da maturi, ovvero ridimensionando la quota emotiva.
2. E’ l’esame di maturità: non dobbiamo fare tutto giusto ma fare nel modo giusto; verrà premiato un atteggiamento consapevole, riflessivo e ponderato.
3. Diamoci noi un voto il giorno prima, non aspettiamo un voto su un semplice tema. Dobbiamo sfatare l’ansia della notte prima degli esami promuovendoci il giorno prima, vivendo la sensazione di aver fatto tutto quello che dovevamo fare e riconoscendoci di aver combattuto a testa alta “un campionato” di 5 anni
4. Il giorno prima non studiare ma distrarsi, riguardare magari i ricordi, le foto degli anni di liceo
5. Preparare la partita anche a tavola: abituarsi ad una colazione adeguata, ci servirà per le lunghe ore di prova. Per facilitare concentrazione, resistenza alla fatica e attenzione prepariamo una colazione emotivamente intelligente: acqua minerale, Succo di mela, avocado, arance, yogurt, pane integrale dolce.
6. Alla sera prima mangiare leggero, dormiremo bene e faremo il pieno di energia per la mente: trancio di tonno crudo all’aceto balsamico con semi di girasole, pane integrale
7. E’ normale essere in ansia: non pretendiamo di dormire tropo bene, quando teniamo a qualcosa, le sere prima di una grande sfida, il nostro sistema simpatico tende a non andare in stand by e il tono rimane elevato. E’ sano, non è un problema.
8. Impariamo a conoscere se rendiamo di più la sera o la mattina: non conformiamoci necessariamente con i nostri compagni di classe che magari studiano alla sera: se siamo un crono-tipo mattutino ( allodola) dobbiamo svegliarci prima a studiare e rilassarci dopo cena. viceversa chi è serotino deve fare cene leggere a spuntino e sfruttare le per tarde per lo studio.
9. Sconnettiamo gli smartphone quando studiamo, dobbiamo facilitare l’attenzione sostenuta o faremo fatica nel processo di memorizzazione. prendiamoci invece frequenti pause (ogni 45 min) per rispondere a sms e chiamare amici, ci rilasseremo mantenendo sempre alto la qualità del studio
10. Le ultime interrogazioni: usiamo come ansiolitico il ripasso collettivo: quello in cui ci confrontiamo con gli altri ripetendo ad alta voce, ci aiuterà a raccogliere informazioni utili e nuove e renderci conto di ciò che è veramente utile focalizzare e sapere. studiamo però da soli, renderemo di più.(fonte: Matteo Gavioli – Found S.r.l.)

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Ansia, stanchezza e stress si gestiscono fin dalla tavola

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 settembre 2013

I consigli per affrontare l’autunno della nutrizionista Brigida Stagno, specialista di Webmedicine.it il primo portale italiano di consulenza online. «Frutta, verdura, cereali, carni magre e pesce per riprendere lavoro e scuola. Attenzione all’intestino: meglio piccoli pasti con piatti semplici»Nervosismo, ansia, stress, calo dell’attenzione, stanchezza, problemi gastrointestinali, insonnia. Sarà perché le vacanze non sono state ancora del tutto archiviate, sarà perché arrivano anche i primi freddi, l’autunno è la stagione più difficile da affrontare. «Il rientro al lavoro, a scuola e alla routine quotidiana, sempre più in un clima di incertezza economica e lavorativa, sono causa di disturbi per un italiano su tre», afferma Brigida Stagno, gastroenterologa e nutrizionista di Webmedicine.it, il primo portale italiano che offre consulenze specialistiche on line. Ma cosa fare per evitare questi disturbi? È possibile adottare pochi e semplici accorgimenti, facendo attenzione a cosa si mette in tavola.

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see filename (Photo credit: Wikipedia)

Sono da evitare i regimi squilibrati e troppo restrittivi, mentre è consigliabile seguire una dieta controllata ed equilibrata», premette la dottoressa. Alcune regole: «Fare una buona prima colazione, abolire gli alimenti troppo calorici, i grassi animali, la carne rossa, gli alimenti raffinati e poveri di fibre, le bevande zuccherate e quelle superalcoliche, ridurre il sale, evitare alcuni metodi di cottura e di conservazione, come l’affumicatura, la salatura, la cottura ad alte temperature e a fuoco vivo (alla brace) che possono formare metaboliti cancerogeni. L’ideale è bere almeno un litro e mezzo di acqua ogni giorno e puntare su alimenti semplici e freschi, come frutta e verdura, ricchi di antiossidanti, in grado di migliorare le capacità cognitive, contrastare i radicali liberi e proteggere dai tumori».
La sensazione di stanchezza e la difficoltà di concentrazione si superano con cereali, noci e legumi. «Come per il pesce, che si consiglia di consumare almeno due volte a settimana, questi sono alimenti ricchi di omega-3 e acidi grassi essenziali in grado non solo di prevenire le malattie cardiovascolari, ma anche di inibire la formazione dei radicali liberi e di svolgere un’azione trofica sul sistema nervoso centrale, migliorando la qualità del sonno e dell’umore e favorendo concentrazione e memoria», continua la specialista di Webmedicine. Del resto, «il legame tra depressione e bassi livelli circolanti di omega-3 è confermato da molti studi scientifici e la supplementazione con i “fish oil” sembra migliorare l’umore in alcune persone depresse. Magnesio e selenio, oligoelementi presenti nella frutta secca (noci) e nelle verdure a foglia verde, possono favorire le funzioni cerebrali e contrastare gli sbalzi di umore, così come la vitamina B12 e l’acido folico, contenuti soprattutto nel pollo, nel salmone, nei broccoli, nei fagioli e nel manzo».
Carne e latte favoriscono il buonumore. «Contengono il triptofano, un precursore della serotonina che è utile per alzare il tono dell’umore», dice la nutrizionista.L’intestino è particolarmente delicato. «Per combattere la sindrome dell’intestino irritabile, il meteorismo o la stitichezza è preferibile fare piccoli pasti durante la giornata, composti da piatti semplici, poco elaborati e ben cotti, introducendo molta acqua naturale, frutta e verdura, carni magre e pesce. Sono da limitare caffè, fritti, insaccati, alcol, cibi molto piccanti e latte, consumando la frutta lontano dai pasti». Aggiunge la dottoressa Stagno: «Utile è assumere probiotici, di cui è ricco lo yogurt, anche sotto forma di bustine o compresse, per limitare la produzione dei gas intestinali e ripristinare l’equilibrio della flora batterica intestinale».Fino al 30 ottobre Webmedicine.it propone una consulenza specialistica personalizzata per affrontare al meglio il periodo autunnale. 30 minuti a diretto contatto con la nutrizionista e comprendere quali scelte fare a tavola e quali stili di vita intraprendere. «Esistono consigli generali, ma ogni situazione è a se stante e deve essere valutata in modo approfondito», conclude la dottoressa.

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Ansia e stress nuove voci di danno risarcibile?

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 aprile 2011

Si sa che gli italiani sono sempre più un popolo di “stressati” e che se la causa dello stato d’ansia o stress dipende da fattori esterni sono pronti a ricorrere alla Giustizia per tentare di vedersi rimborsato il danno subito. E così alcune recentissime decisioni della Corte di Cassazione sembra abbiano aperto una nuova frontiera per il risarcimento del danno da stress o da ansia. Solo qualche giorno fa segnalavamo la sentenza della Suprema Corte che aveva confermato la condanna inflitta ad un comune dal Giudice di Pace di Palermo al pagamento di 200 euro per lo stress patito da una donna incinta che si era vista rimuovere l’autovettura illegittimamente a causa di un ausiliario del traffico. Un’altra in materia lavoristica riguarda un dirigente condannato a pagare il danno per gli stati di ansia causati ai danni di una cancelliera sua sottoposta. Altre decisioni analoghe si sono avute da parte delle Corti di merito che riguardano il cosiddetto “danno da vacanza rovinata” spesso fonte di lesioni economicamente valutate dai giudici, diverse dalle classiche categorie di danno.  Insomma, poiché si continuano ad evidenziare innumerevoli disparità di trattamento anche per casi analoghi relativamente alle categorie dei danni risarcibili e ritenendo pacifico che anche gli stati di ansia e stress siano possibili fonti di danno per chi li subisce, per Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale del “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori nonché fondatore dello “Sportello dei Diritti” è giunta l’ora che il legislatore faccia finalmente ordine in materia poiché anche la famosa sentenza delle Sezioni Unite della  Cassazione a Sezioni Unite 26972/2008 più che far chiarezza, ha rinnovato tutta una serie di interrogativi che continuano ad essere risolti caso per caso dalle singole corti di merito e persino dalla stessa Cassazione come evidenziano le decisioni successive.

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Libia: ”Ansia e apprensione”

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 marzo 2011

Assisi. Durante la celebrazione eucaristica di stamani, il custode, padre Giuseppe Piemontese, ha invitato i pellegrini a pregare per il popolo libico e ”per quanti hanno a cuore l’umana convivenza nel Mediterraneo. Possano essere prese decisioni – ha auspicato padre Piemontese, di fronte ai tanti fedeli presenti nella Basilica inferiore di San Francesco – che tutelino gli inermi e gli indifesi che sono le vere vittime di ogni guerra. Francesco grida ancora la sua pace”.Sono intanto numerosi i messaggi che stanno arrivando a sanfrancesco.org, sito della rivista della Sacro convento San Francesco Patrono d’Italia, da parte di gente che affida a San Francesco -ha sottolineato il direttore della Sala stampa, padre Enzo Fortunato – ”le proprie ansie e i propri timori per quello che sta avvenendo in Libia, sentimenti che sono i nostri”.

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Se alla signora Grazia viene un infarto?

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 dicembre 2010

Lettera al direttore. Grazia, simpatica vedova, ottantantrè anni e passa, che incontro ogni tanto al supermercato Panorama di Via Tiburtina a Roma, l’altra mattina era agitatissima. Abita nella case popolari del Comune, e questo le permette di sopravvivere con una modestissima pensione.  Motivo della sua ansia? Una lettera raccomandata, con la quale le comunicano che ha un debito di 3.020 (tremilaeventi) euro verso il Comune. Mi ha mostrato la lettera quasi piangendo, ed ho potuto tranquillizzarla, giacché era un documento vago, senza nessuna spiegazione sul perché la signora, che mi assicura aver pagato sempre regolarmente l’affitto, avrebbe maturato questo debito. Una lettera vaga, sì, con scritto però chiaramente che la somma deve essere versata entro e non oltre 20 giorni. Ora, poiché la signora Grazia d’affitto paga euro 60,45 e di oneri accessori euro 26,22, come avrebbe fatto ad accumulare un debito di 3.020 euro? Sicuramente un errore da parte della Romeo Gestioni, e per questo le ho consigliato di ignorare il sollecito di pagamento. Però, vorrei chiedere al Sindaco di Roma: se alla signora viene un infarto di chi sarà la responsabilità? Della Romeo Gestioni? Dell’Assessore al Patrimonio? Oppure di chi?
(Francesca Ribeiro Roma)

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Troppa ansia e stress per i manager

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 luglio 2009

La crisi avra’ tolto il sonno a uomini d’affari e imprenditori? Molto probabilmente. Di sicuro ha cambiato i loro sogni durante le ore notturne e lo ammettono ben 6 manager su 10 che dichiarano di non fare gli stessi sogni che facevano quando la situazione economica era piu’ rosea. Malgrado si dica che il momento piu’ brutto e’ passato ben il 51% non si dice fiducioso verso il futuro, anzi lo associa all’ansia, non a caso il 48% dice di sentire il bisogno di evasione (48%), che e’ ben presente anche nei sogni. Agli incubi su crack finanziari e fallimenti, infatti, si affiancano sogni riconducibili al desiderio di fuga (32%). Che si tratti di un’isola tropicale (43%), da eleggere come buen ritiro, o di una grande metropoli, dove “sparire” tra la folla (40%), nei loro sogni mollano tutto e tutti, e c’e’ chi sogna di aprire un chiosco di bibite su una spiaggia di Rio. Ma con chi sognano di fuggire? Se il 43% dice di sognare di fuggire da solo, non mancano “compagne di fuga eccellenti. Il 53% dice di aver sognato almeno una volta negli ultimi 6 mesi una fuga avventurosa con Angelina Jolie, ma a dominare sono le signore della politica nostrana, da Stefania Prestigiacomo (62%) a Mara Carfagna (49%) e in generale le donne riconosciute come pragmatiche e concrete, oltre che belle. Solo il 13% degli intervistati sostiene che l’attuale congiuntura economica non ha influito minimamente sui propri sogni. Il 42% dice che almeno in parte sono cambiati e ammette che il sonno viene spesso popolato da incubi, mentre il 41% non ha dubbi e dice di passare sempre piu’ spesso le notti tra insonnia, incubi e “strani sogni”. Ma qual e’ l’oggetto di questi “nuovi sogni” che sembrano popolare le notti di manager e imprenditori? Sempre piu’ spesso, afferma un intervistato su tre (32%) nei sogni si vedono intenti a fuggire, sia che si tratti di fughe precipitose, inseguiti da mostri, sia che si tratti di “partenze” in grande stile. Non mancano naturalmente sogni legati al denaro e a un’improvvisa ricchezza (21%) o al successo (17%), ma raramente sognano di chiudere l’affare della loro vita: la ricchezza-onirica ormai arriva anche per loro attraverso lotterie e vincite al super enalotto.A cosa ritengono sia legato questo cambiamento nei sogni e soprattutto perche’ in tanti e cosi’ spesso sognano di fuggire? La parola d’ordine sembra essere “stress”: il 51% dice di essere stressato e di avere paura del futuro. Il 48% sostiene invece di sentirsi troppo sotto pressione e di aver bisogno di evasione, ma anche di dare uno stacco netto con una routine che non riescono piu’ a sopportare (45%). Per il 39% questi sogni sono soprattutto un segnale d’allarme legato al fatto che sono stati caricati di troppe responsabilita’ e di aver bisogno di dedicarsi maggiormente a se stessi, di rilassarsi e di ritrovare un po’ di benessere
(33%). In questi sogni di fuga sono per lo piu’ “da soli” (la situazione piu’ ricorrente nei sogni di fuga del 43% degli intervistati), ma non e’ sempre cosi’. Nei sogni ricorrenti spesso la fuga viene realizzata con la partner (30%), ma c’e’ anche chi ammette di aver sognato spesso di fuggire con un personaggio celebre (24%), a volte dello spettacolo, ma ancora piu’ spesso della politica.

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Ansia, depressione e angina

Posted by fidest press agency su sabato, 4 luglio 2009

I pazienti con cardiopatia ischemica che soffrono di forme ansiose significative presentano un rischio quasi quintuplicato di andare incontro ad episodi anginosi frequenti, rischio che risulta triplicato anche nei soggetti depressi. Il legame osservato fra sintomi psichiatrici ed angina sottolinea l’importanza di trattare ansia e depressione nei pazienti cardiologici: l’attuale assistenza cardiologica è improntata quasi esclusivamente sulla gestione dell’ischemia con medicinali e rivascolarizzazione, ma ansia e depressione contribuiscono significativamente a questi sintomi. E’ dunque necessario che il medico comunichi attivamente con il paziente per determinare le cause psicologiche di base dei suoi sintomi: seguire uno stile di vita salutare, che comprenda esercizio fisico ed astensione dal fumo, potrebbe rendere il paziente meno prono a questi problemi psicologici, ma la psicoterapia ed altri approcci terapeutici potrebbero comunque aiutare a ridurre lo stress della vita quotidiana. (Circulation online 2009, pubblicato il 29/6)

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L’amore ha bisogno del medico?

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 aprile 2009

Se pensiamo al fatto che ben 152 milioni di uomini nel Mondo e 31 milioni nella sola Europa sono colpiti da problematiche legate alla disfunzione erettiva e per l’80% dei casi ciò è dovuto a componenti di natura psicologica quali lo stress, l’ansia o la depressione o secondarie a cause organiche iniziali la risposta è affermativa. Il restante 20% dei casi è legato a causa organica pura, dai traumi al sistema nervoso (midollo spinale) agli infarti, dalle malattie renani ed epatiche al diabete, alle malattie endocrine, fino alla patologie specifiche del pene (fibrosi, ecc.).  Da notare, osservano i medici, che una mancanza di stimolo tante volte nasconde una patologia ben più grave. Per questo l’andrologo e l’andrologia oggi hanno un ruolo fondamentale nella diagnosi e nella prevenzione delle malattie sessuali, e in questo senso si può ben dire che la figura del medico può far bene all’amore e alla coppia. D’altra parte, si fa notare, le problematiche sessuali tra i partner possono avere ripercussioni sulla sfera affettiva: il sesso che non funziona può essere vissuto ed interpretato come “calo del desiderio”, e se tutto ciò non diventa oggetto di comunicazione e dialogo, e non se ne riconosce la causa, può essere fonte di equivoci, con effetti anche gravi sulla serenità del rapporto. Di fatto, come dimostra la ricerca dell’Abacus, I meccanismi dell’amore, oggi non si parla abbastanza di problemi sessuali all’interno della coppia e spesso si è vittime di tabù culturali e di ignoranza.

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