Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 338

Posts Tagged ‘anticovid’

I vaccini anti-covid costeranno di più. Come l’appetito vien mangiando

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 agosto 2021

“Pfizer ha aumentato il prezzo del suo vaccino contro il Covid-19 di oltre un quarto e Moderna di oltre un decimo rispetto agli ultimi contratti dell’Unione Europea, mentre l’Europa ha avuto problemi di approvvigionamento e preoccupazioni per gli effetti collaterali dei prodotti concorrenti”, scrive il quotidiano britannico Financial Times del 01/08/2021. Nel dettaglio i nuovi prezzi: 19,50 euro a dose per Pfizer (contro i 15,50 precedenti) e circa 21,50 euro per Moderna (contro 19). Non si tratta di uno scoop, dal momento che era già stato annunciato in primavera. Pfizer, contattata da CheckNews fa sapere di non voler dire nulla sui prezzi: “Le nostre discussioni sui prezzi con governi e istituzioni sono riservate. Pfizer e BioNTech hanno collaborato con la Commissione Europea per pubblicare gli accordi per l’acquisto nell’interesse della trasparenza. Come generalmente avviene con accordi di questa natura, i documenti sono necessariamente secretati su determinati dati, compresi i dettagli aziendali, al fine di mantenere la riservatezza desiderata da tutte le parti”. In materia non abbiamo registrato posizioni ufficiali delle autorità sanitarie italiane (ministro Speranza incluso). Per comprendere l’aumento del prezzo, c’è un intervento esplicativo, lo scorso 2 agosto, del ministro francese per gli Affari europei, Clément Beaune: “Le dosi di vaccino che l’Ue sta negoziando non sono le stesse del vaccino di prima generazione. Sono adattati alle varianti. Chiediamo inoltre che la maggior parte della produzione sia sul territorio europeo. E con tempi di consegna più precisi.” “Si tratta di pagare il prezzo equo rispetto ai requisiti che chiediamo ai laboratori, per tutelare gli europei nel modo più efficace possibile”.Pfizer conferma inoltre che “ci sono alcune differenze tra questo terzo contratto e gli accordi” sottoscritti in precedenza, con riferimento in particolare alla produzione di dosi in Europa. E sottolinea che “il prezzo del vaccino include tutti i costi e non solo quelli legati alla produzione”, citando “costi di ricerca e sviluppo”, “studi clinici”, “investimento nello strumento di produzione” o anche attività di supporto (formazione, vendite, amministrazione, ecc.). “Abbiamo investito a rischio nel marzo 2020 e ci siamo assunti i costi di sviluppo e produzione del vaccino da soli, senza beneficiare di sussidi pubblici o privati”, afferma l’azienda farmaceutica americana. “Da allora, abbiamo mantenuto massicci investimenti, in studi in corso e futuri come ad esempio sulle varianti e nel nostro strumento di produzione, al fine di raggiungere il nostro obiettivo di somministrare fino a 3 miliardi di dosi del nostro vaccino nel 2021″.

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Vaccini anti-Covid, da Aifa aggiornamenti su rischi e controindicazioni

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 luglio 2021

Con riferimento alle precedenti Note informative importanti, l’Agenzia Italiana del Farmaco ha pubblicato alcuni aggiornamenti su controindicazioni e rischi per i vaccini Janssen (Johnson&Johnson), Comirnaty (Pfizer) e Spikevax (Moderna) emersi dalle valutazioni in corso. In particolare, l’Aifa mette in evidenza alcuni punti chiave degli aggiornamenti sulla controindicazione nei soggetti con pregressa sindrome da perdita capillare e sulla sindrome trombotica trombocitopenica dopo vaccinazione con il vaccino Janssen. Nei primi giorni successivi alla vaccinazione con Covid-19 Vaccine Janssen sono stati segnalati casi molto rari di sindrome da perdita capillare (Cls), in alcuni casi con esito fatale. In almeno un caso è stata riportata una storia clinica di Cls. Covid-19 Vaccine Janssen è attualmente controindicato nei soggetti che in precedenza hanno presentato episodi di Cls. La Cls è caratterizzata da episodi acuti di edema che colpiscono principalmente gli arti, ipotensione, emoconcentrazione e ipoalbuminemia. I pazienti con un episodio acuto di Cls in seguito alla vaccinazione necessitano di rapida diagnosi e trattamento. Di solito è necessaria una terapia intensiva di supporto. I soggetti con diagnosi di trombocitopenia insorta entro tre settimane dalla vaccinazione con Covid-19 Vaccine Janssen devono essere attivamente valutati per segni di trombosi. Allo stesso modo, i soggetti che presentino trombosi entro tre settimane dalla vaccinazione devono essere valutati per trombocitopenia.Ulteriori aggiornamenti riguardano la valutazione del rischio di insorgenza di miocardite e pericardite dopo vaccinazione con vaccini a mRNA anti-COVID-19 Comirnaty e Spikevax.Gli operatori sanitari devono prestare attenzione ai segni e ai sintomi di miocardite e pericardite.Gli operatori sanitari devono istruire i soggetti vaccinati a rivolgersi immediatamente al medico qualora dopo la vaccinazione sviluppino sintomi indicativi di miocardite o pericardite, quali dolore toracico, respiro affannoso o palpitazioni. (fonte Doctor33)

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Vaccino anti Covid: Oltre 200mila docenti, Ata e dirigenti non hanno ricevuto la prima dose

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 giugno 2021

In vista della riapertura della scuola, si punta sulla vaccinazione di più soggetti possibili che operano al suo interno. Anche degli studenti, in particolare tra i 12 e i 16 anni: secondo i medici della Fimp “è ormai dimostrato che i minori si ammalano con la stessa incidenza degli adulti, pur con percentuali di gravità fortunatamente più basse, e che rappresentano una potenziale fonte di diffusione del virus in tutti gli ambiti di vita frequentati”. Permarranno, inoltre, le misure di sicurezza all’interno degli istituti, a cominciare dall’obbligo del distanziamento minimo. “Stiamo lavorando – ha detto il Ministro – per escludere la Dad l’anno prossimo e non trovarci così nella situazione dell’anno scorso. Ci stiamo lavorando tutti, non solo io, anche tutti gli insegnanti. Lavoriamo per una scuola in presenza che dia molta attenzione alla società, c’è il bisogno dei bambini di tornare a trovarsi. Una scuola che però deve essere anche molta attenzione a quel recupero di tutte le conoscenze che ovviamente in un anno così difficile sono state più carenti”. A questo scopo, Anief ritiene fondamentale procedere con la proroga dell’organico dei 75 mila docenti-Ata Covid, con deroga dei criteri di formazione classi, altrimenti destinate ad un numero di alunni per aula incompatibile con la pandemia e le regole sulla sicurezza minima. Sono provvedimenti indispensabili, assieme a quelli relativi alla sicurezza, già previsti dal contratto stipulato con i sindacati, e alla stabilizzazione del personale. In caso contrario, se la Camera non dovesse dare seguito la prossima settimana agli emendamenti Anief al decreto Sostegni-bis, a settembre salute e apprendimenti continueranno ad essere ostaggi del caso.

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Vaccini anti-Covid e interazioni con farmaci per l’osteoporosi

Posted by fidest press agency su sabato, 12 giugno 2021

Con l’inizio della campagna vaccinale per il Covid-19 sono arrivate a tutti gli specialisti in endocrinologia decine di richieste circa eventuali interazioni fra il vaccino e le patologie endocrino-metaboliche. «Recentemente» segnala Fabio Vescini, SOC Endocrinologia e Malattie del Metabolismo, AOU S. Maria della Misericordia di Udine «l’American Society for Bone and Mineral Research, l’American Association of Clinical Endocrinology, l’Endocrine Society, l’European Calcified Tissue Society, l’International Osteoporosis Foundation e la National Osteoporosis Foundation hanno prodotto una guida congiunta sulle interazioni fra il vaccino anti-Covid-19 e l’osteoporosi». Data la scarsità di dati scientifici disponibili, le Società dichiarano chiaramente che il loro documento è basato sull’opinione di esperti, specifica Vescini. In termini di raccomandazioni generali, riporta l’endocrinologo, nel documento si legge che «l’osteoporosi non sembra aumentare il rischio di infezione o di complicanze da COVID-19, per cui i pazienti osteoporotici non dovrebbero avere priorità nella somministrazione del vaccino, anche se i criteri per la vaccinazione potrebbero variare sulla base di decisioni individuali delle singole nazioni. Non ci sono evidenze che le terapie per l’osteoporosi possano aumentare il rischio o la gravità dell’infezione da COVID-19, così come non sembrano interferire con l’efficacia o gli effetti collaterali della vaccinazione. Le misure di carattere generale (supplementazione di calcio e vitamina D, esercizio fisico, dieta corretta) non devono essere variate in concomitanza o dopo la vaccinazione». (fonte doctor33)

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Italiani alla guida e al rispetto delle norme anti-Covid

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 Maggio 2021

Sono ben 7 su 10 gli italiani che ammettono di infrangere le regole del Codice della strada e – non sarà un caso – la gran parte di loro confessa di avere lo stesso atteggiamento poco “serio” verso le norme sanitarie anti Covid-19. Lo rivela l’XI° edizione del “Barometro della guida responsabile”, indagine realizzata da Ipsos per la Fondazione VINCI Autoroutes, sul comportamento di 12.400 conducenti di undici Stati dell’Unione Europea.Stando ai dati, 7 europei su 10 (il 70%) trasgrediscono il Codice della strada e il 70% non rispetta sempre le regole sanitarie. Andando più a fondo si scopre che l’88% dei conducenti fa poca attenzione ai limiti di velocità e il 62% non si ferma al semaforo arancione o cosa peggiore non rispetta il rosso, per non parlare dell’uso degli indicatori di direzione dimenticato dal 51% degli intervistati. E gli italiani come si comportano alla guida? Secondo il Barometro della guida responsabile il 66% tende a non rispettare il codice stradale e il 75% non rispetta le regole sanitarie. Il 57% degli automobilisti italiani sembra aver compreso che non si devono mai “staccare” le mani dal volante per rispondere al telefono e dichiara di usare il sistema Bluetooth con un aumento di 4 punti in un anno e +14 punti in 5 anni. Tra i comportamenti pericolosi che gli italiani hanno confessato di adottare quando sono alla guida ci sono: non rispettare i limiti di velocità (86%), passare con il semaforo rosso o arancione (50%), non usare le frecce per indicare la direzione di svolta (48%).

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Farmaci anti-Covid, Fda accelera terapie adatte ai bambini

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 Maggio 2021

A fronte di oltre 31 milioni di casi e più di 564.000 decessi provocati nei soli Stati Uniti dalla pandemia Covid-19 la Food and Drug Administration (Fda) ha creato il programma Ctap, acronimo per Coronavirus Treatment Acceleration Program, mirato ad accelerare lo sviluppo di nuovi trattamenti anti Sars-CoV-2. Più di 600 farmaci sono in fase di sviluppo e il Ctap ha esaminato oltre 400 studi clinici su farmaci contro il Coronavirus, di cui molti approvati dalla Fda o autorizzati per l’uso in emergenza (Eua).Tra questi remdesivir, un farmaco endovena che inibisce la replicazione virale, approvato dalla Fda nei bambini ricoverati in ospedale di età maggiore o uguale a 12 anni con peso di 40 kg o più che richiedono ossigeno supplementare, ventilazione meccanica invasiva o ossigenazione extracorporea a membrana (Ecmo). Remdesivir, invece, è in Eua per i bambini ricoverati sotto i 12 anni con peso tra 3,5 e 40 kg che richiedono supporto respiratorio. Va sottolineato che nessuno studio ha dimostrato la capacità di remdesivir di ridurre la mortalità associata a Covid-19. Approvato invece solo per uso off-label è il desametasone, un corticosteroide spesso usato in pediatria per trattare le comuni patologie infiammatorie e ampiamente testato nei pazienti con Covid-19. Il suo utilizzo è consentito nei bambini ricoverati in ospedale senza limiti di età che richiedono ossigeno supplementare, ventilazione meccanica invasiva o Ecmo. In Eua per il trattamento anti-Covid-19 anche diversi altri farmaci, tra cui baracitinib, un inibitore della Janus chinasi usato per trattare l’artrite reumatoide, approvato contro il Covid-19 nei bambini ricoverati in ospedale sopra i 2 anni in ossigenoterapia, ventilazione meccanica invasiva o Ecmo. Diversi, invece, i criteri di prescrivibilità per due associazioni a base di anticorpi monoclonali, ovvero bamlanivimab/etesevimab e casirivimab/imdevimab, da usare nei pazienti ambulatoriali di 12 anni o più e di peso uguale o superiore ai 40 kg risultati positivi al test Sars-CoV-2 che sono ad alto rischio di progressione a infezione grave e/o ricovero ospedaliero. Questi anticorpi si legano al virus e ne riducono la quantità libera presente nelle vie aeree. Bamlanivimab aveva precedentemente ricevuto una Eua dalla Fda, poi revocata per l’aumento delle varianti e per il rischio di fallimento del trattamento quando somministrato da solo. (fonte Doctor33)

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A proposito dei vaccini anti Covid-19

Posted by fidest press agency su martedì, 20 aprile 2021

Le notizie riportate nei succitati lanci d’agenzia riguardo la presenza dei vaccini anticovid attualmente in distribuzione ci convincono sulla necessità di un chiarimento dopo che anche dall’estero sono emerse delle incertezze circa la necessità, dopo sei mesi, di doverli ripetere dando l’impressione che quelli inoculati non siano dei vaccini che rendono immuni ma dei farmaci che aiuterebbero l’organismo a meglio difendersi. “Pertanto, scrive Pier Luigi Ciolli, Coordinatore editoriale di “Nuove Direzioni” dobbiamo ancora confidare che dei ricercatori trovino un vero vaccino altrimenti gli unici a godere della pandemia saranno i produttori di detti farmaci che incasseranno miliardi di euro ogni 6 mesi, o forse meno, dando sempre la colpa alle nuove varianti. Produttori e Governi che NON vogliono attivare una piattaforma informatizzata (del costo irrisorio) dove far registrare tutti coloro ai quali vengono somministrati detti farmaci e gli effetti collaterali, che provocano anche decessi e invalidità pure in anticipo come è successo e con contratti secretati. Una modalità per individuare e isolare il Covid-19 è quella di effettuare esami a tappeto. Però, non avendo gli strumenti a disposizione per intervenire contestualmente in tutto il territorio nazionale, occorre concentrarli, partendo da una prima area per poi proseguire liberando le aree limitrofe. “Umano è il desiderio – osserva Ciolli – che il virus si dissolva spontaneamente, ma il pessimismo dell’intelligenza ci dice il contrario. Infatti, la certezza è che questo virus è un nemico che ha invaso tutto il territorio nazionale e di cui NON conosciamo ancora la sua forza di diffusione, i suoi tempi di sopravvivenza nell’ambiente, la sua capacità di ricomparsa, il riacutizzarsi in uno stesso essere umano e/o animale in via di guarigione o apparentemente già guarito, i suoi punti di forza per uccidere o invalidare gli esseri umani e gli animali, la sua possibilità di mutare. Non dobbiamo rimanere inattivi, restando solo a vedere ogni giorno curare i malati, contare i morti e veder sparire ogni mese una cittadina di oltre 6.000 abitanti. Siamo in grado di combattere il Covid-19 che ci ha invaso, liberando via via il nostro territorio nazionale; ma per farlo occorre ottimizzare le risorse per individuare il Covid-19, isolare gli infettati, curare i malati e far tornare i cittadini al lavoro, a nuove occupazioni e alle attività sociali. Il Presidente del Consiglio dei Ministri, i parlamentari, il Presidente della Repubblica, la Presidente del Senato e il Presidente della Camera dei Deputati devono entrare in azione, ciascuno per le proprie competenze, il più velocemente possibile, perché la notizia ricevuta il 30 gennaio 2021 conferma che ilCovid-19, oltre alle mutazioni già conosciute, potrà colpirci ancora per anni e anni.

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Vaccino Covid, Senior Italia FederAnziani: basta disdette

Posted by fidest press agency su domenica, 18 aprile 2021

«I vari errori di comunicazione commessi fin qui rispetto al vaccino hanno prodotto come conseguenza una raffica di disdette (con punte del 70%) che rischia di mettere a rischio l’intera campagna vaccinale, e con essa la vita di centinaia di migliaia di anziani e di fragili. Ci rivolgiamo perciò non soltanto ai senior, ma anche ai tanti under 60 che proprio in queste ore stanno annullando le prenotazioni, per dire che questa paura del vaccino è irrazionale. A uccidere è il Covid, che dall’inizio della pandemia ha prodotto 116mila decessi soltanto in Italia, e non certo il vaccino, le cui reazioni avverse sono rarissime, mentre i soli 4 decessi segnalati in Italia tra i casi di evento avverso tromboembolico sono tuttora oggetto d’esame da parte di Aifa per una definitiva verifica del loro nesso di causalità con il vaccino» dichiara Roberto Messina, Presidente Nazionale di Senior Italia FederAnziani. «Dall’inizio dell’emergenza Covid 19 – prosegue Messina – abbiamo visto sparire un pezzo importante di una generazione. Abbiamo aspettato per mesi l’arrivo del vaccino come unica speranza per arrivare alla fine di quest’incubo, abbiamo criticato i ritardi e gli errori, ma adesso la campagna vaccinale è nel pieno svolgimento e per fortuna questo ci permette di guardare avanti con ottimismo. Tutto quello che dobbiamo fare è affidarci alla scienza e non certo rinunciare alla prenotazione della nostra dose di vaccino, quale esso sia, perché vaccinarsi è l’unico modo per uscire dalla pandemia, per salvare le nostre vite quelle dei nostri cari e per far ripartire il paese e scongiurare il disastro economico. I vaccini sono sicuri, specialmente per gli over 60: gli eventi segnalati come reazioni avverse per i vaccini sono nella maggior parte dei casi innocui, mentre sono rarissimi quelli di maggiore gravità e comunque inferiori in numero rispetto alle reazioni avverse scatenate da tanti altri farmaci che assumiamo nella nostra vita di ogni giorno per gestire le nostre patologie croniche o anche per guarire da una banale influenza. Basti pensare che l’insorgenza di trombosi venosa in qualche modo collegabile al vaccino è rarissima. Su 25milioni di vaccinati si tratta di 3-4 casi per milione, incidenza che scende a 0 sopra i 60 anni. Secondo l’ultimo report realizzato dalla Sorveglianza dell’ISS, invece, al 19 marzo del 2021, il tasso di letalità del Covid 19 è pari al 3,1% nella popolazione complessiva, e sale al 21,4% tra gli over 80. Perciò questa irrazionale paura del vaccino deve essere lasciata da parte se non vogliamo protrarre l’ecatombe in corso, che provoca centinaia di morti al giorno, mentre avremmo la possibilità, in tempi rapidi, con la collaborazione di tutti, di azzerare la mortalità come già accaduto in altri paesi.»

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Vaccini anti-covid in farmacia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 31 marzo 2021

Percorso formativo di abilitazione del farmacista alla vaccinazione, logistica per garantire massima sicurezza ai cittadini e ai farmacisti, modalità operative della seduta vaccinale dalla fase prenotazione e accoglienza fino all’osservazione e gestione delle eventuali reazioni avverse. Sono gli aspetti su cui verte l’accordo quadro, siglato oggi, tra Federfarma, Assofarm, Governo, Regioni e Province Autonome per la somministrazione dei vaccini anti-Covid in farmacia da parte del farmacista, in attuazione di quanto previsto dalla legge Bilancio e dal decreto Sostegni.Lo schema dell’accordo, sottolinea una nota congiunta Federfarma Assofarm, definisce gli aspetti tecnico-organizzativi per la somministrazione dei vaccini anti-Covid da parte dei farmacisti in farmacia, tenendo conto del ruolo svolto dalle farmacie durante la pandemia, in particolare per quanto riguarda la somministrazione di test sierologici e tamponi.Nel documento è indicato che “la somministrazione del vaccino in farmacia avverrà esclusivamente previa acquisizione del consenso informato e della relativa scheda anamnestica per la valutazione dell’idoneità/inidoneità del soggetto a sottoporsi alla somministrazione vaccinale”. E alle farmacie viene riconosciuta “una remunerazione pari ad euro 6,00 (sei/00) per l’atto professionale del singolo inoculo vaccinale. È demandato ad appositi accordi con le Regioni e le 4 Province autonome il riconoscimento, a favore delle farmacie, di eventuali ulteriori oneri”. Nello specifico viene precisato che il farmacista risulta abilitato “sulla base degli specifici programmi e moduli formativi organizzati dall’Istituto Superiore di Sanità” e che il corso “Campagna vaccinale Covid-19: la somministrazione in sicurezza del vaccino anti SARS-CoV-2/Covid-19”, oltre a essere esteso oltre la data di scadenza prevista sarà “implementato con uno specifico modulo in Fad, relativo a specifiche competenze del farmacista, anche con riguardo all’attività di inoculazione vaccinale e alla compilazione e relativa interpretazione del modulo standard di triage pre-vaccinale, predisposto dall’Istituto Superiore di Sanità”. Il corso dell’Iss dovrà “essere frequentato anche dai farmacisti che abbiano completato positivamente il corso dell’Utifar, da considerarsi quale elemento introduttivo al tema della vaccinazione in farmacia”.Per quanto riguarda le misure di sicurezza per “l’esecuzione delle sedute vaccinali e il connesso iter tecnico-amministrativo” l’accordo prevede, tra le altre cose, che il farmacista abilitato somministri il vaccino “al solo soggetto risultato idoneo all’esito della compilazione del consenso informato, contenente la scheda per la valutazione dell’idoneità/inidoneità del soggetto a sottoporsi alla somministrazione vaccinale” e che assicuri “la permanenza e il monitoraggio del soggetto sottoposto all’inoculazione vaccinale nella farmacia o in apposita area di rispetto anche esterna ai locali della farmacia, per un tempo di 15 minuti successivi all’esecuzione del vaccino, per assicurarsi che non si verifichino reazioni avverse immediate”. L’accordo indica di privilegiare percorsi vaccinali “in apposita area esterna, pertinenziale alla farmacia, ovvero anche in area interna alla farmacia, purché quest’ultima sia separata dagli spazi destinati all’accoglienza dell’utenza e allo svolgimento delle attività ordinarie e sia opportunamente arieggiata in modo tale da garantire un costante ricircolo d’aria” e aggiunge che “è comunque possibile eseguire il vaccino a farmacia chiusa”. Il cosiddetto “flusso della seduta vaccinale”, deve prevedere un “Punto/Area di accettazione” cioè “il punto iniziale del percorso ove il farmacista e il personale amministrativo accoglie i soggetti da vaccinare, verifica la prenotazione, raccoglie il consenso informato”. Va previsto un locale per la somministrazione che sia “di dimensioni adeguate a garantire il distanziamento fisico previsto dalle norme anti-Covid” e in cui “il personale sanitario opportunamente formato procederà alla somministrazione del vaccino. Il locale deve essere dotato di postazione di lavoro, carrello/borsa contenenti materiale sanitario e presidi idonei alla gestione delle emergenze, seduta per la somministrazione del vaccino, dispenser con gel disinfettante per l’igiene delle mani, contenitori a norma per i rifiuti e per lo smaltimento degli aghi e altri oggetti taglienti potenzialmente infetti”. Infine, deve esserci un'”area per il monitoraggio: dopo la somministrazione è previsto un periodo di attesa di almeno 15 minuti, per la sorveglianza della persona vaccinata, al termine del quale il soggetto può uscire e tornare alle proprie attività”. (fonte: Farmacista33)

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Scuola: decreto sostegni e vaccino anticovid

Posted by fidest press agency su martedì, 23 marzo 2021

Tra le disposizioni previste dal decreto Sostegni, per una migliore gestione dell’emergenza e a tutela dei diritti dei lavoratori, c’è anche la motivazione dell’assenza dal lavoro del personale docente, educativo, amministrativo, tecnico e ausiliario delle istituzioni scolastiche legata alla somministrazione del vaccino contro il Covid-19: d’ora in poi sarà considerata giustificata: “non determinerà alcuna decurtazione del trattamento economico, né fondamentale né accessorio”, specifica la stampa specializzata.Anief prende atto della sensibilità dimostrata dal Consiglio dei ministri, nel cancellare disposizione che obbligava il lavoratore a sottrarre una giornata di ferie o di permesso da recuperare per vaccinarsi contro il Covid19. Allo stesso tempo, il sindacato ritiene che debba venire meno, per questa motivazione, come per ogni evento di malattia, il decreto legge 112/2008 sulla decurtazione dalla retribuzione, a prescindere dalla durata. Sono venuti meno, infatti, i motivi che hanno introdotto quella norma: il ministro della PA, Renato Brunetta, ha la possibilità, dopo esserne stato artefice nello stesso ruolo di ministro della Funzione Pubblica, di cancellare quella norma. I tempi sono cambiati e la stessa pandemia ci portano a questa logica conclusione.

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Vaccini anti-Covid, la bozza di accordo sul ruolo dei medici di famiglia

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 febbraio 2021

Dopo la “convenzione dei tamponi” del 2020 sarebbe già pronta una prima bozza di “convenzione dei vaccini anti-Covid 19” per i medici di famiglia. Il ministro della Salute, Roberto Speranza, con il presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, e il Commissario straordinario al Covid-19, Domenico Arcuri, ha incontrato le rappresentanze dei medici di medicina generale (non c’erano specialisti o pediatri): circa 60 mila unità potenziali da impiegare, contando medici di guardia servizi e 118, che avranno un ruolo fondamentale nella campagna aggiungendosi al drappello di 15 mila tra medici ed infermieri mobilitati dal bando nazionale del Commissario Arcuri e dai bandi regionali. Dalla riunione è uscita una bozza di protocollo quadro nazionale che è attualmente all’esame dei sindacati di categoria. Una volta approvato, l’accordo firmato andrebbe poi portato nelle varie regioni dove funzionerebbe da “addendum” agli accordi già siglati (come in Lombardia, Piemonte, Lazio) o farebbe da ossatura a nuove intese. Angelo Testa, presidente Snami, protagonista al tavolo (virtuale) insieme ai suoi colleghi di Fimmg, Smi, Cisl Medici-Intesa sindacale, ribadisce che tutte le sigle hanno dato una disponibilità di massima al coinvolgimento dei medici di medicina generale nel piano vaccinale, ovviamente a certe condizioni. «Ci è stato detto che il nostro apporto è importante per il paese, e siamo d’accordo. Ci sono dei temi da affrontare comunque. Intanto, per quanto riguarda la retribuzione, più del “quantum” sarebbe per noi interessante sapere che cosa si deve e si può fare a fronte del compenso, e dove. Ad esempio, abbiamo ribadito che nei nostri studi non si può conservare il vaccino Pfizer, e dovremmo alla fine utilizzare l’AstraZeneca che però al momento non offre abbastanza dati di efficacia sulla popolazione oltre i 55 anni». Il piano dovrebbe contenere l’indicazione di chi vaccinare, tra i destinatari probabili nella fascia sotto i 55 anni, secondo illazioni che fin qui non ci sono state confermate anche perché sul punto nella controparte si discute tuttora, ci sarebbe il personale della scuola e della pubblica amministrazione.
Testa si sofferma poi sul nodo dei locali, «la somministrazione non può essere fatta negli studi dei medici di famiglia posti in condomìni. Meglio i centri adibiti dalle Asl, con un’organizzazione amministrativa alle spalle. Per vaccinare ci vogliono pochi secondi, ma la permanenza dei pazienti nei locali sarebbe comunque prolungata da operazioni quali la raccolta del consenso informato, il cambio fiala tra due dosi, i 10 minuti che ci vogliono per vedere se si è verificato un eventuale effetto collaterale, e soprattutto la registrazione della vaccinazione nei portali delle Asl, indispensabile perché offre il polso dell’andamento della campagna vaccinale in tempo reale. In terzo luogo, si deve ipotizzare l’impatto della campagna sul lavoro quotidiano del medico di famiglia, che si stacca per vaccinare ma in quelle due tre ore le chiamate degli altri pazienti arrivano. In generale, bisogna quantificare la disponibilità reale di medici e di personale, oltre che dei locali: in una medicina di gruppo è più semplice, ma se a vaccinare un medico single non deve trovarsi di fronte limitazioni. Oggi sono tanti i medici single e tante sono le medicine che non possono contare su livelli di personale anche infermieristico adeguati perché le regioni hanno esaurito le disponibilità per gli incentivi, legate a tetti che rappresentano un “confine” tra realtà più e meno organizzate anche nell’ambito della stessa Asl. Infine -afferma il presidente Snami- più che chi fa il vaccino è importante che i vaccini siano disponibili in quantità adeguate e che siano utilizzati prontamente. Quello è il punto di svolta. E noi siamo qui».Mauro Miserendino fonte Doctor33

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Vaccini anti-Covid dal medico di famiglia

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 gennaio 2021

Da febbraio 43 mila medici di famiglia potrebbero essere in grado di fare 500 mila vaccini al giorno e in due mesi potrebbero arrivare a vaccinare tra 8 e 16 milioni di italiani contro il Covid-19. Le dichiarazioni del segretario Fimmg Silvestro Scotti sono sospese alla disponibilità di dosi ovviamente. Le regioni sono più prudenti, visto il ritardo di 6-8 settimane “certificato” dal viceministro della salute Pierpaolo Sileri che la riduzione delle consegne causerà alla campagna vaccinale. Oltre a dare disponibilità, i medici di famiglia Fimmg offrono una piattaforma realizzata con Cittadinanzattiva con un algoritmo che, in base alla storia clinica del paziente, età, anamnesi, indica le persone a cui dare priorità dacché arriveranno le dosi e in teoria, sempre che il compito non sia rilevato dalle regioni, consente di prenotare la vaccinazione. Governo e regioni si dicono pronti a vedere le carte della categoria. Il presidente della conferenza delle regioni, Stefano Bonaccini, annuncia un incontro imminente con i sindacati, per accelerare le convenzioni locali con la medicina generale. Per l’Emilia Romagna, da lui governata, Bonaccini vorrebbe triplicare da marzo il ritmo attuale di inoculazioni, complice la disponibilità di vaccino Astra Zeneca. Intanto sono stati siglati accordi in Lombardia, Piemonte e presto ci saranno Veneto e Trentino. (Da uno stralcio dell’articolo di Mauro Miserendino scritto per Doctor33)

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Anche i farmacisti sono un obiettivo prioritario per la campagna vaccinale contro il SARS-CoV2

Posted by fidest press agency su sabato, 9 gennaio 2021

“Ringraziamo il Ministro della Salute Roberto Speranza per aver sottolineato ancora oggi che tutti gli operatori sanitari, quelli che operano negli ospedali come sul territorio, devono essere considerati un obiettivo prioritario nella vaccinazione contro il SARS-CoV2” dice Andrea Mandelli, presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani. “Oggi la situazione non è omogenea, e la Federazione si sta adoperando perché tutte le Regioni si adeguino al più presto a questa indicazione del piano strategico anche nei confronti dei farmacisti: mentre i colleghi ospedalieri sono logicamente già inseriti ovunque nelle liste, questo non avviene per i farmacisti di comunità. Sessantamila professionisti che sono costantemente a contatto diretto con il pubblico, e anche durante il lockdown si sono dedicati ai cittadini senza mai arretrare e, anzi, ampliando l’operatività dei loro presidi, con una dedizione che è costata anche la vita a 25 colleghi”.

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Vaccini antiCovid, coinvolgere i medici di famiglia. Ecco il piano delle Istituzioni

Posted by fidest press agency su sabato, 9 gennaio 2021

Circa 320 mila vaccinati contro il coronavirus alla sera dell’Epifania, con il commissario all’Emergenza Domenico Arcuri che spera di vaccinare 21 milioni e mezzo di italiani per maggio: è la situazione-vaccini all’indomani dell’approvazione all’agenzia Ema del secondo vaccino, quello di Moderna, per i paesi dell’Unione Europea. Il commissario per velocizzare le operazioni ventila il coinvolgimento dei medici di famiglia e dei pediatri; un apporto contemplato anche dal ministro della Salute Roberto Speranza ed invocato dal presidente della Conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini, governatore dell’Emilia Romagna.Agli intenti di protezione civile, governo e regioni plaude a nome dei medici il presidente della Federazione degli Ordini Filippo Anelli, sottolineando che gli ambulatori convenzionati «con le risorse professionali e strumentali sono capaci di vaccinare milioni di italiani in breve tempo e “sotto casa”, senza sottoporli a spostamenti onerosi in termini di tempo e non possibili per tutti». Anelli chiede al Ministro della Salute di convocare il tavolo di coordinamento dei medici territoriali e di predisporre con Arcuri il protocollo per avviare la vaccinazione sul territorio dei pazienti fragili e dei malati cronici. «Ma – aggiunge – è prioritario, intanto, somministrare il vaccino ai professionisti stessi, per permettere di operare in piena sicurezza per loro e per i cittadini: il vaccino è il miglior dispositivo di protezione individuale». Vaccinarsi è tra l’altro obbligo deontologico, ventila il segretario nazionale di Fimmg, Silvestro Scotti, che è anche presidente dell’Ordine di Napoli. Per Scotti, è un rischio coinvolgere tutti i medici di famiglia ed i pediatri come vaccinatori senza prima averli vaccinati. Tra l’altro, aggiunge il leader Fimmg, dopo la vaccinazione, perché si sviluppi l’immunità sono necessarie almeno 3-4 settimane; si dovrebbe attendere almeno un mese prima di vaccinare a propria volta. Quindi, febbraio. Fimmg chiede un incontro con il ministro della Salute e di far parte della task force organizzativa che deciderà i criteri per convocare le diverse categorie di pazienti. E chiede più infermieri negli studi per le vaccinazioni di massa. Pina Onotri, segretario generale del Sindacato medici italiani, chiede invece un tavolo di contrattazione (Regioni-sindacati) per organizzare la campagna vaccinale. «I medici di medicina generale sono da sempre impegnati con successo nelle campagne antinfluenzale e anti-pneumococciche coprendo oltre il 97% della popolazione. Tuttavia, la politica non ci coinvolge, mentre demanda ai medici atti infermieristici come i tamponi. Fanno fede i dati delle campagne vaccinali antinfluenzali: senza coinvolgerci non si va da nessuna parte». Anche tra gli infermieri, chiamati a vaccinare nelle farmacie in forza del comma 471 della Finanziaria (“sotto supervisione medica”), si chiede di essere a propria volta vaccinati. La Federazione degli Ordini Fnopi osserva che ci sono circa 60 mila infermieri, con i requisiti richiesti dal bando del Commissario Arcuri, in stand by perché non essendo dipendenti non hanno ricevuto alcuna priorità nell’essere vaccinati.C’è infine la polemica scaturita in Lombardia ed esitata con il rimpasto di giunta e la probabile sostituzione dell’assessore al Welfare Giulio Gallera, reo di aver dichiarato in un comunicato che non avrebbe forzato il rientro al lavoro dei sanitari per partire a regime con qualche giorno di anticipo sui vaccini Covid. La Lega, forza di maggioranza e partito del presidente Attilio Fontana, ha duramente criticato queste dichiarazioni, in una regione dove al 6/1 erano state somministrate 3 dosi ogni 100 consegnate contro le 38 dosi offerte in Lazio. Roberto Gentile segretario Fials lombardo ricorda come la circolare del ministero nei presidi ospedalieri preveda di destinare alle immunizzazioni un medico ogni quattro ambulatori. “E allora com’è possibile che su oltre 50mila medici in Lombardia – osserva la Fials – non si abbiano medici per la vaccinazione?” E il leader nazionale Giuseppe Carbone chiede più fatti e meno parole al governo: «Se non ci sbrighiamo a reclutare i 15 mila sanitari previsti in Legge di bilancio, peraltro con contratti a tempo, il rischio è che il banco salti». Mauro Miserendino by Doctor33

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Vaccino anti-Covid, dall’Europa via libera a Moderna

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 gennaio 2021

L’Agenzia europea del farmaco (Ema) e la Commissione europea hanno dato il via libera al vaccino dell’azienda statunitense Moderna, definito “efficace e sicuro”. Per oggi è atteso anche il via libera da parte dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) e già dalla prossima settimana è previsto l’arrivo in Italia delle prime dosi di Moderna, della cui distribuzione si occuperanno i militari: il piano della Difesa prevede lo stoccaggio nell’hub nazionale di Pratica di Mare e il trasporto nei vari centri di somministrazione con i mezzi militari. Nei prossimi tre mesi, giungeranno in Italia 1,3 milioni di dosi Moderna, con cadenza settimanale: 100mila a gennaio, 600mila a febbraio e 600mila a marzo.Con l’autorizzazione condizionata all’immissione in commercio per Moderna da parte della Commissione europea saranno dunque due i vaccini utilizzabili in Europa, in attesa di altre autorizzazioni. Prossima potrebbe essere quella per il candidato vaccino di Oxford/AstraZeneca/Irbm, già in uso in Gran Bretagna.Il vaccino Moderna «ci fornisce un altro strumento per superare l’attuale emergenza», ha affermato Emer Cooke, direttore esecutivo Ema. Il farmaco è utilizzabile a partire dai 18 anni di età e nella sperimentazione su circa 30mila soggetti ha dimostrato un’efficacia del 94,1%, Utilizza l’innovativa tecnologia dell’Rna-messaggero, come quello Pfizer, e richiede una doppia dose. Il vaccino rimane stabile a temperature standard di refrigerazione tra 2 e 8 gradi C per 30 giorni. Inoltre, si prevedono condizioni di trasporto e conservazione a lungo termine a temperature standard del congelatore di -20 gradi C per 6 mesi. La stessa azienda rileva come l’Ema abbia assicurato una “valutazione rigorosa e indicazioni dettagliate” e la Commissione Tecnico Scientifica di Aifa si riunirà oggi per esaminare il dossier sull’autorizzazione all’immissione in commercio in Italia e definire le modalità di utilizzo nel Servizio sanitario.Per il ministro della Salute Roberto Speranza, è un passo avanti significativo ma, aggiunge, «la sfida è ancora dura, ma quello di oggi è un altro importante passo avanti contro il virus». Ma sarà con l’arrivo anche degli altri vaccini che ci sarà una vera accelerazione alla campagna vaccinale, ha rimarcato il consulente del ministro della Salute Walter Ricciardi: «Sono convinto che il vaccino AstraZeneca arriverà tra non molto, mentre nel secondo trimestre del 2021 dovrebbe arrivare anche quello Johnson. Questo ci consentirà di incrementare la campagna vaccinale italiana. Solo allora saremo in grado di dare accelerazione e arrivare all’estate a vaccinare metà popolazione italiana e poi – ha concluso – l’altra metà vaccinabile». (fonte Farmacista33)

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Vaccini anti-Covid Lombardia: la somministrazione non è al passo con le altre regioni

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 gennaio 2021

Marco Degli Angeli (M5S Lombardia): “I dati che arrivano dal Ministero della Salute lasciano poco spazio alle interpretazioni. Regione Lombardia fanalino di coda nella capacità di somministrazione dei vaccini Covid. Sono solo 2171 le dosi somministrate a ieri, pari al 2.7% di quelle disponibili. Il confronto con altre Regioni è disarmante. Si va dal 34% del Trentino, al 20% del Lazio, al 16% del Friuli al 15% del Veneto. Se questo è dovuto al periodo feriale o a una scarsa organizzazione regionale, lo vedremo nei prossimi giorni. Evidentemente al Pirellone l’anno inizia il 19 gennaio (data del primo consiglio Regionale), sempre con molta calma. Di sicuro la geniale strategia ‘Ponzio Pilato’ elaborata dal duo Fontana&Gallera non sta funzionando. In Lombardia, infatti, la direttiva che la Regione ha inviato alle 65 strutture hub incaricate della campagna vaccinale è semplice e chiara: fate come volete”. Gregorio Mammì (M5S Lombardia) “Al netto della logistica sul trasporto delle dosi, l’interruzione della catena del freddo e il tracciamento con GPS, serviva attivarsi per tempo per consentire alle strutture di operare al meglio, dando delle linee guida chiare. Invece l’unica cosa che ha fatto la Giunta lombarda è stata pubblicare le foto delle passerelle degli assessori al Vax day, temo che tutto questo possa diventare la solita ‘Gallerata’. Cosa succederà quando avremo maggior numero di dosi e la necessità di coprire le sempre maggiori richieste da parte dei cittadini? Lo scorso dicembre andavano fatte meno foto di propaganda e più fatti. Un piano di vaccinazioni straordinario richiede un impegno straordinario, non possiamo permettere che il centrodestra si preoccupi di fare propaganda, invece, di pensare all’organizzazione delle nostre strutture”.

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Vaccino anti-covid e l’adesione degli italiani

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 dicembre 2020

“Il dibattito di queste ore sull’obbligatorietà del vaccino forse si poteva evitare se il Governo avesse avviato per tempo la campagna d’informazione sulla diffusione spontanea del vaccino. Certo, se da una parte è giusto che ognuno di noi deve essere libero di compiere la scelta che vuole, dall’altra va detto che affinché sia efficace la campagna vaccinale bisogna raggiungere – come prevede la scienza – la cosiddetta immunità di gregge con almeno il 70% delle persone vaccinate. Primo obiettivo, quindi, raggiungere questa soglia, certamente vanno affrontati casi specifici perché è difficile immaginare che un medico non vaccinato possa stare quotidianamente a contatto con i pazienti. Ritengo importante l’adesione spontanea e il convincimento, e per coloro che sono particolarmente esposti – figure che hanno responsabilità professionali e sociali – serve probabilmente maggiore severità. Per quanto mi riguarda, aspetterò il mio turno e quando sarà disponibile per tutti gli italiani mi vaccinerò anche io. La politica eviti la spettacolarizzazione per recuperare credibilità, De Luca ha commesso un errore prevedibile perché lo considero un pessimo governatore e un ottimo attore di avanspettacolo. Sono speranzoso che anche con l’etica dell’esempio si possa sconfiggere il virus e tornare a una normalità nelle relazioni sociali messa in crisi in tutto il mondo, ma più dolorosa per noi italiani e la nostra straordinaria umanità”. E’ quanto dichiara Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi, intervenendo alla trasmissione ‘Agorà’ su Rai3.

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Vaccino anti-Covid approvato. Ecco come si procede con bambini e adolescenti

Posted by fidest press agency su martedì, 29 dicembre 2020

Secondo l’American Academy of Pediatrics (Aap) rappresenta un importante passo avanti la recente autorizzazione all’uso di emergenza (Eua) del primo vaccino anti-Covid-19 per i soggetti di età pari o superiore a 16 anni, e sollecita ulteriori ricerche sui vaccini per bambini e adolescenti. «Abbiamo posto un’altra pietra miliare nella pandemia, un passo avanti verso la disponibilità di un vaccino anti-Covid» esordisce Sara Goza, presidente Aap, ricordando che il Comitato consultivo per i vaccini e i prodotti biologici correlati (VRBPAC) della Food and Drug Administration (Fda), formato da esperti tra cui diversi pediatri, ha votato 17-4 (con un’astensione) l’autorizzazione all’uso di emergenza del vaccino Pfizer/Biontech Covid-19. L’efficacia e la tollerabilità del vaccino a Rna messaggero, somministrato in due dosi a 21 giorni di distanza, è dimostrata da studi randomizzati su oltre 40.000 persone, inclusi 283 adolescenti tra 16 e 17 anni, con lievi effetti collaterali: dolore al sito di iniezione, affaticamento, piressia, brividi e mal di testa. «Dati che sottolineano la necessità di ulteriori studi sulla popolazione pediatrica» riprende Goza. E Cody Meissner, professore di pediatria alla Tufts University School of Medicine e unico membro del VRBPAC che si è astenuto dal voto, spiega: «Non sappiamo se i benefici superano i rischi in quella fascia di età». Ma altri membri del comitato affermano che escludere gli adolescenti dalla vaccinazione ritarderebbe l’opportunità di ottenere ulteriori dati su adolescenti e bambini. Dice Paul Offit, direttore del Vaccine Education Center del Children’s Hospital di Philadelphia: «Abbiamo una chiara evidenza di beneficio a fronte di un rischio teorico». E il segretario per la salute Alex Azar II commenta: «Mi aspetto che circa 20 milioni di persone verranno vaccinate entro la fine dell’anno, numero che potrebbe raggiungere i 100 milioni entro la fine del primo trimestre del 2021. Entro la fine del secondo trimestre dovrebbe essere disponibile una quantità sufficiente di vaccino per chiunque lo desideri». A seguito del parere positivo del VRBPAC l’Fda ha approvato l’uso in emergenza del vaccino l’11 dicembre scorso, e il Cdc il giorno seguente. (Fonte Doctor33)

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Salvataggio anti-Covid: Trump frena sul compromesso bipartisan e inguaia i repubblicani

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 dicembre 2020

By Domenico Maceri. “Perché fermarsi a 600 dollari a persona? Perché non 1000? Perché non 2 mila?” Con queste domande il senatore Rand Paul, repubblicano del Kentucky, esprimeva la sua opposizione al pacchetto di salvataggio per affrontare i disagi economici causati dalla pandemia. Il senatore Bernie Sanders, democratico socialista del Vermont, ha però giustamente risposto che Paul non si era preoccupato quando votò coi membri del suo partito per i massicci sgravi fiscali che hanno beneficiato gli ultraricchi.Il pacchetto approvato con voti bipartisan alla Camera (259 sì, 53 no) e al Senato (92 si, 6 no) spenderebbe 900 miliardi, offrendo 600 dollari per ogni adulto e bambino in famiglie con reddito inferiore a 75mila dollari annui, sussidi ai disoccupati, alle piccole imprese e fondi per il vaccino anti-Covid. Anche le scuole e gli ospedali riceverebbero sussidi e gli inquilini beneficerebbero di una moratoria sugli sfratti. Si tratta di un compromesso inadeguato, come ha ribadito Sanders, ma molto meglio di niente. In effetti, si è trattato di negoziati durati parecchi mesi e alla fine, con la spinta di Joe Biden, presidente eletto, si è arrivati al compromesso. Anche Donald Trump ci ha guadagnato poiché il pacchetto include 1,4 miliardi di dollari per continuare la costruzione del muro al confine col Messico.Ci guadagnerebbe anche Mitch McConnell politicamente poiché la nuova legge aiuterebbe i due candidati al Senato in Georgia, Kelly Loeffler e David Perdue, che stanno lottando per la loro rielezione la quale sarà decisa nel ballottaggio il 5 gennaio. Un’elezione importante poiché il suo esito potrebbe essere determinante per fissare la maggioranza al Senato. Trump era rimasto in grande misura fuori dalle negoziazioni delegando il compito al suo rappresentante Steve Mnuchin, ministro del Tesoro. Negli ultimi mesi l’attuale inquilino della Casa Bianca si è concentrato nell’elezione e dopo l’esito negativo del 3 novembre ha passato molto del suo tempo con denunce e pressioni politiche, cercando, senza successo, di ribaltare i risultati elettorali.Il pacchetto doveva arrivare alla sua scrivania e tutto faceva prevedere che lo avrebbe firmato. Inaspettatamente, però, come spesso fa, il 45esimo presidente ha cambiato idea. In un video rilasciato qualche giorno fa ha indicato che la legge consiste di “una vergogna” per le “spese inutili” ma allo stesso tempo ha indicato che 600 dollari per ogni adulto non sono sufficienti. Vuole che ogni americano riceva 2mila dollari. L’annuncio è stato subito accolto con entusiasmo da Nancy Pelosi, leader della maggioranza democratica alla Camera, e Chuck Schumer, leader della minoranza al Senato, dichiarando la loro disponibilità. Silenzio però dai repubblicani e da McConnell i quali avevano resistito, limitando i sussidi a 600 dollari. Trump non ha esplicitamente minacciato di imporre il suo veto ma lo ha dato ad intendere. Le due Camere avrebbero ampi margini per annullare il veto ma adesso con l’offerta di dare 2mila dollari, McConnell si trova nei guai dovendo lottare contro questa anomala “alleanza” fra Trump e i democratici.In Georgia, dove è in corso la campagna elettorale dei due seggi senatoriali, Perdue, uno dei due candidati repubblicani, aveva già fatto mandare in onda annunci televisivi in cui faceva riferimento allo stimolo e gli assegni che sarebbero ricevuti dai georgiani. Adesso tutto sembra falso. Inoltre, il fatto che invece dei 600 dollari Trump ha detto che la cifra doveva essere 2mila, mette in cattiva luce Perdue e Loeffler, l’altra candidata repubblicana. In effetti, Trump ha aiutato indirettamente i due candidati democratici Raphael Warnock e Jon Ossoff i quali favoriscono anche loro 2mila dollari di sussidi.McConnell aveva tacitamente approvato i tentativi di Trump di ribaltare l’esito elettorale ma il suo recente annuncio che il Collegio Elettorale si era espresso ed aveva scelto Biden non aveva fatto piacere al presidente uscente. Con la sua richiesta di aumentare il sussidio a 2mila dollari Trump ha voluto ricalcare il suo dispiacere verso il presidente del Senato e quei repubblicani che hanno alzato bandiera bianca nell’esito elettorale. Il presidente uscente ha inoltre attaccato McConnell direttamente asserendo che il senatore del Kentucky e altri sette suoi colleghi sono stati rieletti solo grazie al suo endorsement.McConnell e i repubblicani alla Camera Bassa si trovano nei guai dovendo affrontare il dilemma se procedere a annullare il probabile veto di Trump. Questi ha una storia poco chiara sulle sue imposizioni di veto. In alcuni casi ha minacciato e poi ha cambiato idea. Una possibilità sarebbe di usare il cosiddetto pocket-veto (veto in tasca), ossia di non agire per dieci giorni, alla conclusione dei quali la legge entrerebbe in vigore senza la sua firma. Ciò che preoccupa di più Trump però non è affatto lo stimolo né la pandemia in corso. L’attuale inquilino della Casa Bianca (per altre tre settimane) continua a dimostrare il suo narcisismo preoccupandosi per il suo futuro. La pandemia e i grossi problemi economici degli americani non sembrano interessarlo. Ha dato segnali che non sarà alla Casa Bianca il 20 gennaio, il giorno dell’inaugurazione di Biden. Trump ha proprio di questi giorni iniziato le sue vacanze natalizie nel suo resort a Mar-a-Lago, la sua residenza in Florida. Secondo alcuni, potrebbe passare lì le ultime tre settimane del suo mandato e non ritornare più alla Casa Bianca.Domenico Maceri, PhD, è professore emerito all’Allan Hancock College, Santa Maria, California.

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L’AIFA approva il primo vaccino anti-COVID: una splendida notizia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 dicembre 2020

“Anche l’AIFA ha provveduto all’approvazione del primo vaccino contro la COVID-19 ed è una splendida notizia. Oggi abbiamo a disposizione un primo vaccino, sicuro ed efficace, che apre finalmente la strada a un contrasto reale della pandemia” dice Andrea Mandelli, presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani. “Ora sta a tutti noi fare in modo che questa opportunità vada sfruttata fino in fondo: è venuto il momento di abbandonare convinzioni antiscientifiche, diffidenze e paure che non hanno alcun fondamento. I professionisti della salute italiani, a cominciare dai farmacisti, sono pronti a lavorare su tutti i fronti per sconfiggere finalmente questo flagello, che oltre che minare la salute della collettività rischia di travolgere il nostro stile di vita e le strutture vitali del paese”.

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