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Posts Tagged ‘antimafia’

Piercamillo Davigo in Consiglio regionale Antimafia: “spazio trasparenza va trovato nel mendace”

Posted by fidest press agency su sabato, 5 ottobre 2019

Davigo, membro togato del Consiglio superiore della magistratura, ha partecipato, su invito del M5S Lombardia, a un’audizione in Commissione congiunta Antimafia e Affari Istituzionali sul progetto di legge “Disposizioni in materia di trasparenza dell’appartenenza ad organizzazioni ed associazioni private e in materia di associazioni proibite”. La proposta, a prima firma del consigliere regionale del M5S Lombardia Luigi Piccirillo, ha l’obiettivo di ampliare la trasparenza e prevede una serie di disposizioni per rendere pubblica l’appartenenza ad associazioni private di consiglieri regionali, del presidente della Regione, degli assessori e dei sottosegretari regionali. Davigo ha manifestato interesse al provvedimento sottolineando la necessità di evitare un eccesso di burocratizzazione dei processi: “lo spazio della trasparenza può essere trovato nel mendace, che è punibile, e su base volontaria tenendo conto della privacy”.

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La retorica dell’antimafia

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 giugno 2019

di Vincenzo Olita. Il contrasto alle mafie, per essere credibile, necessita di buoni esempi e di seri comportamenti che diano certezza alla pubblica opinione che il contrasto é quanto mai lontano da interessi di parte e non funzionale al consolidamento di carriere, immagini di politici e non.
Il 23 maggio per ricordare l’anniversario dell’attentato a Giovanni Falcone si organizza, tra l’altro, la nave della legalità che, salpando da Civitavecchia per Palermo, trasporta un migliaio di studenti e centinaia di accompagnatori: politici, giornalisti, forze di polizia, preti e Associazioni di professionisti dell’antimafia che tanto si adoperano, sgomitando, affinché, in questo campo, possano agire in regime di monopolio.
Una massiccia, festosa e retorica mobilitazione vissuta, naturalmente a parte i familiari delle vittime, come momento di grande visibilità mediatica. Inutile analizzare il costo dell’operazione, é facile prevedere l’obiezione che non si può ridurre a semplice costo il ricordo di Giovanni Falcone e Francesca Morvillo, di Paolo Borsellino e delle loro scorte.
Ma il resto del Paese? Resta silente, del tutto assente.
Per i martiri siciliani si potrebbe e dovrebbe fare di più, meglio e senza vanagloria per gli addetti ai lavori, superando sfilate, fiaccolate e stucchevoli kermesse televisive, autocelebrative di percorsi politici e professionali.
Il 23 maggio il Paese tutto si potrebbe raccogliere, volontariamente, in un minuto di silenzio in onore dei caduti, come accade in Israele in occasione della Giornata della Memoria, sarebbe un bel segnale antimafia per una concreta coesione di una società che abbisogna di gesti semplici, partecipati ma soprattutto veri. (fonte: http://www.societalibera.org)

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Riforma del Codice Antimafia

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 marzo 2018

Parma Venerdì 16 marzo, a partire dalle ore 9, si terrà a Palazzo del Governatore (piazza Garibaldi 2) il convegno La Riforma del Codice Antimafia e la gestione dei beni confiscati per un futuro di legalità e giustizia, organizzato da Università di Parma, Associazione Il Borgo, Aiga – Associazione Giovani Avvocati (sezioni di Parma e Reggio Emilia e Coordinamento Emilia Romagna), e Unione Giovani Dottori Commercialisti.
La mattinata si aprirà con i saluti del Sindaco di Parma Federico Pizzarotti, del Presidente della Provincia Filippo Fritelli, del Prefetto Giuseppe Forlani, del Rettore Paolo Andrei, del Presidente del Circolo Il Borgo Giuseppe Luciani, del Coordinatore Aiga Emilia Romagna Mariavittoria Grassi, del Presidente Aiga Parma Alessandra Palumbo e del Vice Presidente dell’Unione Giovani Dottori Commercialisti di Parma Camilla Zanichelli.
L’apertura della prima parte dei lavori, dedicata nello specifico alla Riforma del Codice Antimafia, è affidata a Rosy Bindi, Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia, a cui seguiranno gli interventi di Giorgio Pagliari, docente dell’Università di Parma, Stefania Pellegrini, docente dell’Università di Bologna, e Michele Guerra, Assessore del Comune di Parma con delega alla legalità, moderati da Monica Cocconi, Delegata del Rettore dell’Università di Parma a Anticorruzione e Trasparenza.La seconda parte della giornata è dedicata a Legalità, Trasparenza e lotta al fenomeno mafioso, e dopo l’apertura da parte dell’Assessore regionale Massimo Mezzetti, vedrà gli interventi del Viceprefetto Vincenzo Pasqua e degli avvocati Mario Bonati e Simona Cazzaniga, moderati dall’avv. Mario L’Insalata.Il convegno affronta il tema della Riforma del Codice Antimafia in una prospettiva allo stesso tempo di formazione giuridica e di impegno civile, nel contrasto alla criminalità mafiosa. A questo proposito è significativo che l’evento si svolga poco prima della Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti della Mafia che si terrà a Parma mercoledì 21 marzo; in vista di tale Giornata alcuni studenti hanno partecipato ad un Laboratorio di progettazione sociale sul tema delle Mafie, organizzato da Forum Solidarietà.La Riforma del Codice antimafia investe, principalmente, la disciplina delle misure di prevenzione personali e patrimoniali, l’amministrazione, gestione e destinazione di beni sequestrati e confiscati, l’Agenzia nazionale con tali scopi. Rosy Bindi, Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia nella scorsa legislatura, nella relazione finale dei lavori della Commissione ha formulato alcuni consigli su come proseguire il lavoro iniziato, a cominciare dalla verità sulle stragi mafiose che va ricercata nella classe politica per permettere un’applicazione effettiva della Costituzione italiana, a Settant’anni dalla sua entrata in vigore.

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Caltanissetta: I vertici del comune ascoltati dall’antimafia

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 aprile 2016

caltanissetta antimafiaI vertici amministrativi e burocratici del Comune di Caltanissetta sono stati ascoltati stamane dalla Commissione regionale Antimafia nell’ambito di una indagine avviata dopo alcune segnalazioni relative a presunte condotte illecite da parte di alcuni soggetti. Per oltre tre ore, il sindaco Giovanni Ruvolo, il segretario generale Rita Lanzalaco ed il capoufficio tecnico Giuseppe Tomasella hanno risposto alle domande del presidente Nello Musumeci e dei deputati-commissari.
L’attenzione dell’Antimafia dell’Ars è puntata essenzialmente su due versanti: la attività urbanistica, la gestione dei rifiuti e i doveri di trasparenza nell’ambito della burocrazia comunale e, dall’altro lato, le presunte contiguità o rapporti di alcuni consiglieri comunali con soggetti mafiosi o appartenenti ad organizzazioni criminali.
“Già da alcuni giorni abbiamo richiesto ed ottenuto dal Comune di Caltanissetta alcuni documenti utili alla nostra indagine – ha dichiarato il presidente Musumeci – che, voglio ricordarlo, non è finalizzata all’accertamento di fatti penalmente rilevanti (competenza, questa, che svolge benissimo la magistratura), ma di condotte politiche e amministrative eticamente incompatibili con le buone prassi. Il nostro compito, insomma, è quello di accertare se anche nel capoluogo nisseno la politica si è dotata dei necessari anticorpi per rendere trasparente l’operato di ciascuno chiamato ad esercitarla, pur nella diversità dei ruoli. Sapremo presto – ha concluso il presidente dell’Antimafia – se le segnalazioni pervenute alla nostra Commissione sono frutto di attività denigratoria o supportate da fatti concreti.” (foto: caltanissetta antimafia)

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Crocetta ascoltato dall’antimafia

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 luglio 2015

crocettaÈ durata due ore e mezza l’audizione di oggi del governatore della Sicilia davanti alla commissione Antimafia dell’Ars, dopo l’invito rivolto dal presidente Nello Musumeci a seguito della vicenda Borsellino legata alla presunta intercettazione telefonica. Crocetta si è sottoposto alle numerose e incalzanti domande dei deputati commissari “in un clima di reciproco rispetto istituzionale per i diversi ruoli”, ha sottolineato Musumeci. Tre i temi affrontati: le nomine dei manager della sanità, la gestione del sistema rifiuti ed il difficile rapporto tra etica e politica alla Regione e negli enti locali. La seduta dell’Antimafia, che si è svolta a porte chiuse ed i cui lavori sono stati secretati, é stata aggiornata a mercoledì della prossima settimana, per potere completare l’audizione del presidente della Regione. (foto crocetta)

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Droghe illegali: l’impotenza e la sconfitta della Direzione Nazionale Antimafia

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 febbraio 2015

droga cannabis-vicinoIl mercato clandestino della droga, in Italia e non solo, è nelle mani della malavita organizzata, che in Italia ha varie sigle, le piu’ note delle quali sono ‘ndrangheta, mafia, camorra. L’attivita’ di contrasto a questa attivita’ criminale costa allo Stato ed alla comunita’ sociale ed economica delle cifre spropositate, che diventano ancora piu’ drammatiche se prendiamo atto che i risultati, rispetto alle aspettative, sono solo vicino allo zero. Nessuna novita’.
Ma la relazione della Direzione Nazionale Antimafia (DNA) che è stata resa nota ci fornisce numeri ed apre uno squarcio ancora piu’ drammatico di quanto potesse essere immaginato anche dai piu’ negativi opinionisti (noi tra questi) sull’efficacia dei metodi oggi in vigore per combattere questo fenomeno. Nella relazione leggiamo che grazie al “controllo totalizzante del porto di Gioia Tauro” da parte della ‘ndrangheta, “ove attraverso una penetrante azione collusiva, gli ‘ndranghetisti riescono a godere di ampi, continui, si direbbe inesauribili, appoggi interni”, risulta essere proprio Gioia Tauro “la vera porta d’ingresso della cocaina in Italia”.
Una dichiarazione di impotenza e di sconfitta!! Non si tratta di parole pronunciate da un organismo non statale che ha fatto una propria indagine o ha elaborato dati pubblici (magari ministero dell’Interno e Giustizia). No. Non e’ un think-tank di incalliti sostenitori della totale débacle dello e degli Stati di fronte all’espandersi del fenomeno criminale del narcotraffico. E’ la Direzione Nazionale Antimafia!! La DNA, che piu’ statale di cosi’ non si puo’. Cioe’ l’organismo ultra-specializzato preposto alla lotta contro ogni tipo di criminalita’ che agisce organizzata in forma di clan; ad un livello che e’ transnazionale e che, in altri Paesi piu’ che da noi, controlla la quasi totalita’ delle economie e del consenso sociale. Una dichiarazione di impotenza e di sconfitta che, per gli addetti ai lavori ma non solo, dovrebbe quantomeno far riflettere sulla bonta’ dei metodi che si continuano ad utilizzare, dove la totale negazione dell’inserimento nella legalita’ delle loro merci e’ il baluardo.
Sara’ il caso di cominciare a guardare bene cosa accade in altri Paesi europei in cui le legislazioni sono diverse dalle nostre in materia di droghe e, soprattutto, a guardare oltre l’oceano Atlantico, dove proprio oggi lo Stato Usa dell’Alaska (2) si e’ aggiunto a Colorado, Washington e Washington DC per aver legalizzato la marijuana anche a scopo ludico. Non perche’ marijuana e cocaina siano la stessa cosa, ma perche’ la loro gestione nei mercati mondiali clandestini e’ in mano agli stessi o identici personaggi come quelli che controllano il porto di Gioia Tauro, incoronati dalla sconfitta e dall’impotenza della DNA italiana. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Codice antimafia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 giugno 2011

Con l’obiettivo immediato di ottenere un punto di riferimento normativo completo e di semplificare l’attività dell’interprete è stato approvato dal Consiglio dei ministri il Codice antimafia. Il testo unico raccoglie tutta la normativa vigente in tema di misure di prevenzione, aggiornata secondo le prescrizioni della legge delega, migliorando in tal modo l’efficienza delle procedure di gestione, di destinazione ed assegnazione dei beni confiscati. Il nuovo Codice completa la riforma della legislazione antimafia avviata dal Governo tra il 2008 e il 2010, in particolare con riguardo a: applicazione della normativa antimafia a tutti i reati di ‘competenza’ delle D.D.A. e attribuzione alle stesse delle indagini patrimoniali e del potere di proporre le misure di prevenzione; possibilità di applicare separatamente le misure patrimoniali e personali. I patrimoni mafiosi possono essere aggrediti anche in caso di morte; rafforzamento del ruolo del Procuratore nazionale antimafia (può fare applicare propri magistrati alle procure distrettuali per la trattazione di singoli procedimenti di prevenzione); istituzione dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata.

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Precari in parlamento

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 giugno 2011

Di Paolo Ribichini. Anche i parlamentari più sensibili al tema del precariato non regolarizzano i propri assistenti. Così stanno partendo le prime cause di lavoro. I precari sono ovunque, anche in Parlamento. Sì, proprio nel luogo dove si fanno tanti bei propositi per combattere il precariato, giovani e meno giovani, sottopagati, spesso in nero e per poche centinaia di euro al mese, stazionano alla corte del politico di turno. Il parlamentare anti-precariato che usa lavoratori precari. Giuseppe Lumia del Partito Democratico e membro della commissione Antimafia è stato recentemente convocato dai giudici della sezione “lavoro” del Tribunale di Palermo. Non per questioni inerenti la mafia, ma perché è stato citato in giudizio da Davide Romano, giornalista addetto-stampa precario dello stesso senatore. Si tratta di una causa da quasi 368mila euro, pari ai contributi, le tredicesime e ferie non godute negli 8 anni che Romano ha lavorato per conto di Lumia. Eppure il 24 gennaio 2011, il parlamentare del Pd tuonava sull’Ansa: “Il lavoro nero è una metastasi per l’economia italiana e calpesta la dignità dei lavoratori”. E poi invitava il governo a “investire risorse per garantire più opportunità ai giovani e assicurare loro prospettive di lavoro e di vita più stabili”. Insomma, contro il precariato, sì, ma quello degli altri. Gli altri casi. Ma quello di Lumia non è il primo caso. Nell’ottobre 2009 per la prima volta un parlamentare veniva costretto a risarcire un suo portaborse. Si trattava di Gabriella Carlucci, oggi deputato del Pdl, condannata a pagare la sua ex assistente per tre anni di lavoro non in regola. A seguire Francesco Barbato dell’Idv, il quale, secondo il settimanale Panorama, avrebbe chiuso il contenzioso con una sua ex collaboratrice, grazie ad una transazione di cui non si conosce il valore. Luca Barbareschi e la onlus. E poiché il fenomeno dei precari “parlamentari” è realmente bipartisan, al di là delle dichiarazioni d’intenti, ora tocca anche a Luca Barbareschi, prima del Pdl, poi di Fli e ora del Gruppo misto. L’attore-politico ha creato una fondazione anti-pedofilia dove lavorano alcuni collaboratori. Spesso, però, alcuni di loro venivano portati a Palazzo Marini, sede degli uffici dei deputati. Qui possono entrare teoricamente solo assistenti che abbiano contratto di lavoro regolare. Invece, a quanto pare, la giornalista che gli ha fatto causa, impiegata presso la onlus, sarebbe andata spesso a Palazzo Marini. Lo scandalo del 2007. Il primo scandalo scoppiò nel 2007 con un servizio della trasmissione di Italia 1, Le Iene. Lucci e co. scoprirono che in Parlamento, su 683 portaborse accreditati, solo 54 avevano regolare contratto. Tutti gli altri entravano a Montecitorio o a Palazzo Madama come ospiti o, udite udite, volontari “a titolo non oneroso”. Oggi la situazione è migliorata, ma il lavoro nero e il precariato ancora non sono stati estirpati. Su 630 deputati solo 269 hanno depositato copia del regolare contratto di lavoro, per accreditare assistenti, portaborse o addetti-stampa. Al Senato, invece, su 321 (senatori a vita inclusi) 192 hanno provveduto alla regolarizzazione. Per carità, pochissime assunzioni e molto precariato: solo 36 sono assunti, 101 hanno un contratto a progetto, 51 sono pagati come collaboratori occasionali e 4 fanno “apprendistato”. I rimborsi intascati. Intanto i parlamentari, senza dover fornire alcuna ricevuta, si intascano 3.690 euro al mese come rimborso per spese inerenti al rapporto tra eletti ed elettori. In queste spese dovrebbero rientrare anche quelle per i portaborse, ma alla fine finiscono in gran parte nelle tasche del parlamentare di turno.
Una soluzione per superare il problema c’è. Basterebbe rinunciare o ridurre in maniera consistente questo rimborso e fare come si fa al Parlamento europeo: l’europarlamentare designa un assistente che viene pagato direttamente dal Parlamento, secondo un tariffario chiaro e puntuale. Ma poi come farebbero a lucrare?

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Giornata nazionale antimafia

Posted by fidest press agency su martedì, 1 marzo 2011

Potenza 19 marzo. Tantissime adesioni alla Giornata Nazionale della Musica contro la Mafia, organizzata da Libera.  E’sostenuta dal Mei di Faenza che anche quest’anno aderisce all’iniziativa rivolgendo un appello a tutte le band e a tutti gli artisti: fare di Sabato 19 marzo una grande giornata anche di musica. L’idea è quella di sostenere l’Associazione Libera di Don Ciotti realizzando “BAF – Buskers Antimafia Festival” un vero e proprio festival buskers che coinvolga artisti del luogo e di altre città, rivolto in particolare ai giovani ed alla cittadinanza per animare la città di Potenza e le sue piazzette del centro storico con artisti disponibili ad esibirsi in acustico e a sostegno della lotta alla mafia. Al momento hanno aderito Capatosta, Giulia Anania, Effetti Collaterali, Pretusa Mens, Koralira, Massimo Curzio, Daniele Fiorani aka Libertà, Latraccia, Luca Maris, One Way Ticket, Funghi Ladri, Trolls, Ablativo Assoluto, 10 Diaz, Lorenzo Iuracà, Christian Lecconi, Big Babol Nerdz, The jungle tribe, Laura Campisi, Max Arduini, Lucilla Falcone, Latinliscio, Alessandro Bellati, Andrea Lucisano, Ignazio Scassillo, il locale Diamone Cave, l’etichetta Extralad e tanti altri che stanno continuando ad aderire. Tra i primi eventi aderenti che si svolgeranno in tutta la penisola sempre il 19 marzo segnaliamo “Claudio Lolli – 2° raduno e Concerto” al Piccolo Teatro Bolognini di Pistoia e gli oltre 30 artisti che si esibiranno in occasione del Musical “l’Arte dei Sensi” al Centro Fieristico Le Ciminiere di Catania.

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Misure antimafia

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 settembre 2010

Dai controlli formali al controllo sostanziale: alle misure di contrasto alla mafia si aggiunge ora un nuovo strumento, operativo anche nella fase esecutiva dei lavori pubblici. Con il decreto n.150, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale del 10 settembre 2010, il prefetto può concretamente esercitare il potere di controllo e di accertamento, affidatogli dalla legge n.94 del 2009. Il regolamento – che entra in vigore il 25 settembre prossimo – disciplina, in particolare, le modalità con le quali vengono rilasciate le informazioni riguardanti gli accessi e gli accertamenti effettuati presso i cantieri delle imprese impegnate nell’esecuzione dei lavori pubblici. In sostanza, il provvedimento amplia l’ambito di intervento dei prefetti in materia di contrasto alla criminalità organizzata, conferendo loro il potere di disporre accessi e accertamenti nei cantieri, avvalendosi di Gruppi interforze. Si tratta dei poteri già attribuiti all’Alto Commissario antimafia, il cui esercizio trasferito, ai prefetti, si propone di accertare – attraverso indagini di polizia – eventuali forme di collusione riscontrate.

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Piano straordinario contro le mafie

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 agosto 2010

La legge contiene due importanti deleghe che dovranno essere attuate entro un anno: 1) emanazione di un codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione; 2) emanazione di nuove disposizioni in materia di documentazione antimafia. La prima delega si rende necessaria in relazione sia alla vastità della legislazione, sia alla sua frammentazione e stratificazione nel corso degli anni. La seconda delega modifica e integra la disciplina delle certificazioni antimafia, vale a dire, tra l’altro, della documentazione antimafia richiesta per la stipula di contratti pubblici e mira, in particolare, all’aggiornamento, alla semplificazione e all’accelerazione delle procedure di rilascio della documentazione antimafia. Per quanto riguarda le altre disposizioni contenute nella legge, si segnalano alcune misure di contrasto alla mafia nel settore degli appalti: nasce la stazione appaltante in ambito regionale, prevista la tracciabilità dei flussi finanziari, che impone di utilizzare conti correnti dedicati alle pubbliche commesse ove appoggiare i relativi movimenti finanziari, e di effettuare i pagamenti con modalità tracciabili (bonifico bancario o postale). La violazione di tali obblighi comporta la risoluzione del contratto e l’applicazione di sanzioni amministrative pecuniarie.

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Vendola accosta Giuliani a Falcone e Borsellino

Posted by fidest press agency su martedì, 20 luglio 2010

Franco Maccari, Segretario generale del Coisp, Sindacato indipendente di Polizia, a seguito degli articoli di stampa che hanno riportato le frasi del presidente della Puglia, il quale ha fatto un “accostamento a dir poco ardito tra Falcone, Borsellino e Carlo Giuliani”. Il giovane attivista no-global morto nel 2001 durante gli scontri del G8 è stato letteralmente “associato” ai due magistrati antimafia uccisi per la loro opera, quando Vendola ha detto: “Vincere per le donne e gli eroi dei nostri giorni come Falcone, Borsellino e Carlo Giuliani”, definendo quest’ultimo “l’eroe ragazzino” ucciso da un carabiniere a Genova quando “una generazione perse l’innocenza e fece i suoi conti con la morte”.
“Per un secondo – precisa Maccari – si pensa ad uno stupido scherzo poi, quando si comprende che è drammaticamente vero che un rappresentante istituzionale abbia osato tanto, rabbia e sconforto prendono il sopravvento. Ma forse siamo noi gli stolti che non capiscono, ed allora chiediamo a Vendola di spiegarci. Quando associa Giuliani a Falcone e Borsellino, vuole intendere che andare in giro a spaccare tutto in segno di civile protesta e col volto eroicamente coperto equivale a combattere la mafia come mai nessuno prima aveva fatto, mettendo la propria faccia bene in evidenza, piazzandosi così un bersaglio sulla fronte per i criminali? Ma soprattutto, quando Vendola parla di ‘eroe di una generazione che perse l’innocenza e fece i suoi conti con la morte’, intende dire forse che incredibilmente quel giorno degli adorabili cocchi di mamma hanno scoperto che se si va in giro ad aggredire col volto travisato la gente tentando di spaccargli il cranio con un estintore magari può accadere qualcosa di brutto? Che quando si violano le regole se ne pagano le conseguenze? Che quando si è convinti di avere ragione non per questo si può prevaricare gli altri con la violenza? E  conclude Maccari, il ‘governatore’, e mai termine fu così drammaticamente inadeguato a chi ha le idee tanto confuse, pensi a chiedere umilmente perdono ai familiari di quei due uomini che vestendo la toga e trascorrendo la vita nei bunker hanno cambiato l’Italia; a chiedere perdono ai familiari di quegli uomini e donne in divisa che per amore della giustizia e per coerenza con i propri giuramenti sono andati volutamente e coscientemente assieme a Falcone e Borsellino a farsi ammazzare; a chiedere perdono a tutte le forze di polizia che lo scarrozzano avanti e indietro e ne garantiranno la sicurezza quando qualche giovane angioletto che non è d’accordo con lui deciderà di prenderlo a sprangate; a chiedere perdono ad ogni cittadino per averne calpestato senza ritegno il senso del decoro, del pudore, dell’onore, e l’orgoglio che solo ed unicamente i nomi di Falcone e Borsellino suscitano”.

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Maxi operazione Antimafia a Palermo

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 giugno 2010

Il presidente del consorzio sviluppo e legalità e Sindaco di San Giuseppe Jato, Giuseppe Siviglia si congratula con le forze dell’ordine per la brillante operazione portata a termine dal dipartimento mafia ed economia della DDIA di Palermo diretta dal dott. Roberto Scarpinato. “Inizia a venire fuori un nuovo volto della mafia che è il preludio della fine di questo gravissimo fenomeno che mette in sofferenza i siciliani e la Sicilia. Il migliore auspicio per le battute finali è quello che le forze politiche sane con un ulteriore sforzo si uniscano e si adoperino al fine di prendere le distanze da quanti possono essere riconducibili a sistemi perversi e compiacenti alle mafie”.

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TeleRegina: la tv del parroco antimafia di Palermo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 aprile 2010

Palermo. A sostegno dei cittadini di Palermo che si ribellano contro le inadempienze della giunta Cammarata, che ha lasciato le periferie in totale stato di abbandono, scende in campo Teleregina, la tv di Padre Giacomo Ribaudo, parroco di periferia da sempre punto di riferimento dei cittadini di Palermo L’emittente si è messa a disposizione per essere voce al servizio degli ultimi attraverso il programma/inchiesta “Telecronaca in città”, curato da Girolamo Foti, già conduttore del notiziario del comparto difesa e sicurezza “Rotocalco Militare”, dal regista Giorgio Da Genzano e con la collaborazione di Pasquale Migliore.Il programma andrà in onda su cts, sky840, in rete sul canale online di youtube “teleregina channel”,www.girolamofoti.com. Vera novità al suo interno sono i cittadini-reporter per un giorno, che denunciano i problemi della città. L’occhio della telecamera ha documentato, nel quartiere dello Sperone, le cattive condizioni igieniche dovute alla mancanza della fognatura, i palazzi in condizioni di abbandono, ascensori che non funzionano, immondizia; allo Zen, oltre ai quotidiani problemi, l’area verde che doveva diventare un parco “convertita” in discarica a cielo aperto; a Borgonuovo le condizioni di usura dei palazzoni della zona, secondo alcuni a rischio crollo nel caso di terremoto; nel quartiere Oreto lo stato di degrado del ponte che collega il quartiere alla città in grave stato di abbandono e sovraffollato di traffico, a cui fa pendant il ponte nel quartiere della Guadagna, chiuso e dimeticato, che potrebbe ridurre notevolmente il traffico della zona; da ultimo lo stato di salute del fiume e la vita in container dei cittadini di Via Messina Montagna. Quella dei palermitani è stata una risposta civile  a coloro che accusano il sud attraverso la tv pubblica. Aggiunge Foti: “invochiamo la Santa potrettice di Palermo affinchè possa illuminare le coscenze dell’attuale giunta comunale ed attivarsi subito per risolvere i problemi delle periferie. Questo è solo l’inizio della nostra missione al servizio dei cittadini, inizieremo a trattare anche argomenti scomodi come – i rapporti trà mafia – chiesa e politica. La nostra tv presto riprorrà l’interessante intevista fatta dal sottoscritto al reverendo Padre Giacomo Ribaudo autore del libro “io eretico dell’antimafia”. In un’epoca in cui buona parte dell’informazione è controllata dalla politica , e sopratutto si propongono molti programmi spazzatura, la nostra tv inizierà a crearsi spazi importanti in mezzo alla gente, coinvolgendola in buona parte delle produzioni. La risposta alla mediocrità che oggi ci viene propugnata da buona parte dei network televisivi.” Per informazioni sui programmi ed altre importanti produzioni visitate il sito http://www.teleregina.it

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Don Merola all’Antimafia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 aprile 2010

Don Luigi Merola nominato componente della Commissione Parlamentare Antimafia. Il sacerdote napoletano don Luigi Merola, attualmente presidente della Fondazione “A’ Voce d’è Creature”, è stato nominato componente della Commissione parlamentare antimafia. L’importante riconoscimento è stato conferito al sacerdote, che vive da nove anni sotto scorta per minacce subite dalla camorra, direttamente dal presidente della Commissione Beppe Pisanu. L’incarico è stato ufficializzato a Roma, presso il palazzo San Macuto, dinanzi a tutti i membri della commissione. “La mia nomina – ha commentato don Merola – è un riconoscimento al lavoro svolto in questi anni a favore della legalità in tantissime scuole della nostra penisola. Il mio impegno prioritario – continua il sacerdote – resta quello della lotta alla criminalità organizzata e al ripristino della legalità nella città di Napoli”.

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Infiltrazioni mafiose nell’edilizia pontina

Posted by fidest press agency su sabato, 7 novembre 2009

“Ci si stupisce che ci sia gente che ancora si meraviglia di quella che è una cronaca del tutto normale” . Queste le prime parole del responsabile per il Lazio dell’Italia dei Diritti Vittorio Marinelli all’allarme, lanciato dal prefetto Bruno Frattasi, sul rischio di infiltrazioni mafiose negli appalti legati all’edilizia pontina. “Basterebbe invece  – incalza Marinelli – entrare in una qualsiasi libreria per trovare, dopo il successo di Gomorra, un altro libro sul medesimo argomento. In particolare, Elio Veltri, insieme a un magistrato dell’antimafia, ha appena dato alle stampe  il fortunato best-seller ‘mafia pulita’. In tale opera, gli autori evidenziano i meccanismi economici mediante i quali progressivamente sono espulse dal mercato le imprese pulite  sistematicamente sostituite da un’imprenditoria mafiosa e, come tale, malata”. Prosegue polemico l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro: “Semmai le notizie relative al grido d’allarme degli imprenditori pontini possono servire quale cartina tornasole dell’ espansione inarrestabile della delinquenza organizzata in terre rimaste ancora relativamente integre. E’ facile essere profeti nell’ipotizzare una futura ‘calabresizzaione’ della provincia di Latina visto che, secondo recenti inchieste, sembrerebbe che il 27% della popolazione calabrese è in un modo o nell’altro legato alla ‘ndrangheta. La cosa è del tutto ovvia in quanto in quella sfortunata regione la mafia sporca e pulita ha sostituito completamente Stato, Economia e forse purtroppo anche senso civico”.  Al duro attacco di Marinelli si aggiungono le parole della responsabile per la provincia di Latina dell’Italia dei Diritti Camelia Di Marcantonio che specifica: “Frattasi è stato accusato dal senatore Fazzone di aver strumentalizzato tutto e il senatore avrebbe anche affermato che non è vero che c’è la mafia nel Lazio. In tal modo si è come delegittimato il ruolo di Frattasi. Finchè il Governo non riconoscerà la presenza della ‘ndrangheta nella parte meridionale del Lazio – conclude la Di Marcantonio – come sarà possibile scoprire eventuali appalti illegittimi? Sarebbe necessario sensibilizzare chi di dovere a controlli sulle gare relative a grandi opere per poi arrivare a quelle minori. Se non vengono prese in considerazione le verifiche sui grandi appalti come operare un controllo capillare anche sulle commesse ad aziende per piccole opere?”.

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La mappa delle infiltrazioni mafiose

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 ottobre 2009

Roma 19 novembre alle 9,30 presso l’Aula Magna dell’Istituto Superiore Antincendi di Roma, si terrà un convegno dal titolo ‘Cantieri trasparenti: le mani giuste sulla regione’ in cui si illustrerà la mappa aggiornata della situazione nella Regione Lazioe le proposte della categoria per contrastare le infiltrazioni mafiose negli appalti del Lazio. Relazionerà Roberto Cellini, Segretario Generale FILLEA Cgil Roma e Lazio. Interverranno: Vincenzo Bonifaci, Vice Presidente dell’ANCE, Enzo Ciconte, Presidente dell’Osservatorio tecnico-scientifico sulla sicurezza e la legalità della Regione Lazio, Claudio Di Berardino, segretario Generale CGIL Roma e Lazio, Maurizio Fiasco, Sociologo, Luigi De Ficchy, Procuratore Capo di Tivoli, Piero Luigi Vigna, già Procuratore Nazionale Antimafia, Tommaso Cottone, Procuratore Capo Regione Sardegna.  Coordinerà Enrico Fierro, giornalista e concluderà i lavori Walter Schiavella, Segretario Generale FILLEA CGIL. Al convegno sono stati invitati a partecipare il Comune di Roma, la Provincia di Roma, la Regione Lazio, l’Abi, l’Acer, l’ASL, la CdLT, la Casa, la Cassa Edile di frosinone, la Cassa Edile di Latina, la Cassa Edile di Rieti, la Cassa Edile di Roma e Provincia, la Cassa Edile di Viterbo, il Cefme, il CNA, la Confartigianato, il CTP Roma, DPL, l’Edilcassa, la Federlazio, la Feneal-UIL, la Filca CISL Regionale e di Roma, la Formedil, l’Inail, l’Inps, la Lega delle Cooperative, l’Associazione LIBERA CONTRO TUTTE LE MAFIE, i partiti politici, la Prefetture, la SILP, UIR e URCEL. Inoltre, il convegno è stato presentato al Presidente della Corte d’Appello di Roma, Giorgio Santacroce, per l’impegno strategico che la FILLEA si prefigge per contrastare il fenomeno.

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Ferrovie Appalti delle pulizie

Posted by fidest press agency su sabato, 8 agosto 2009

È gravissima, dichiara Paolo Landi Segretario Generale di Adiconsum, la guerra che si sta consumando tra le Aziende di pulizia che “ambiscono” ad accaparrarsi gli appalti di Trenitalia, e che sta provocando aggressioni ai lavoratori. Tutto ciò aggrava in maniera non più tollerabile le condizioni igieniche dei treni italiani, con disagi e sporcizia sopportati ormai da troppo tempo dai passeggeri. È vergognoso – continua Pietro Giordano, Segretario Nazionale di Adiconsum – ciò che sta avvenendo in queste ore. I passeggeri, i pendolari, i turisti italiani e stranieri subiscono una guerra non loro. Trenitalia non cambi rotta in merito allo smantellamento dei monopoli degli appalti di pulizia, ma inserisca nei capitolati d’appalto: – la presentazione della certificazione antimafia per le aziende che gareggiano; -l’eliminazione del massimo ribasso d’asta, che penalizza i lavoratori ed i servizi resi ai viaggiatori. Adiconsum, inoltre, chiede a Trenitalia di creare un organismo bilaterale unitamente alle Associazioni consumatori, in grado di: •verificare la qualità e l’effettiva fruibilità dei servizi resi,•istituire Comitati di vigilanza e controllo congiunti,•realizzare Help desk permanenti nelle stazioni ferroviarie, informativi sui diritti del passeggero, in grado di raccogliere reclami e attivare procedure conciliative.

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Abolita la Commissione Antimafia

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 Mag 2009

Ha ottenuto il via libera del Consiglio comunale la soppressione della Commissione Antimafia. Il centrodestra ha votato in blocco a favore, mentre i membri dell’opposizione, contrari al provvedimento, dopo il voto hanno lasciato indignati l’aula. La Commissione Antimafia, che aveva avuto il via libera unanime il 5 di marzo avrebbe dovuto indagare sul rischio di infiltrazioni criminali anche in vista dei lavori per l’ Expo. Pochi giorni dopo dell’inizio dei lavori però il prefetto di Milano Lombardi aveva scritto una lettera al sindaco Moratti definendo illegittimo l’organismo, e da quel momento è iniziato il boicottaggio dei consiglieri del centrodestra che ha portato il 25 Maggio alla soppressione dell’istituzione. ” L’affossamento della Commissione Antimafia” commenta Annalisa Martino, responsabile dell’ Italia dei Diritti per la città di Milano ” riflette un trend nazionale di insabbiamento di realtà che potrebbero far emergere delle collusioni di certe lobby con la criminalità organizzata”. ” E’ altamente rischiosa questa operazione” conclude la responsabile milanese del movimento presieduto da Antonello De Pierro ” poiché è risaputo che in eventi così importanti infiltrazioni da parte di associazioni criminali non sono un semplice sospetto dei soliti facinorosi”.

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Più fondi alle forze armate

Posted by fidest press agency su sabato, 9 Mag 2009

“Il fenomeno dei profitti lucrati a spese dell’ambiente e della salute dei cittadini italiani è ben radicato, richiede strumenti specifici ma soprattutto la volontà politica di circoscrivere ed isolare i settori in cui la criminalità riesce agevolmente ad inserirsi”. Così l’On. Domenico Scilipoti dell’Italia Dei Valori interviene sui risultati del rapporto “Ecomafia 2009” di Legambiente. “Si parla di introdurre un apposito osservatorio nazionale all’interno della procura antimafia, di una disciplina normativa che sanzioni in modo puntuale e specifico le condotte antigiuridiche finalizzate ad ottenere proventi illeciti e del ritorno all’utilizzo delle intercettazioni. Sono proposte ragionevoli – prosegue il deputato IDV – che però devono essere integrate da uno sforzo in più: maggiori risorse alle forze dell’ordine ed individuazione e isolamento di quei settori in cui la peggiore politica clientelare ed affarista cammina a braccetto con la criminalità organizzata. Per questo, siamo e saremo sempre critici di fronte ai tagli insensati al settore sicurezza ed evidenziamo le storture attinenti al settore rifiuti, dove attualmente opera indisturbato il malaffare, con il business delle discariche e degli inceneritori. Una specifica normativa – conclude Scilipoti – è senz’altro necessaria ma non risolutiva: occorre prevenzione attraverso la revisione delle strategie sin qui messe in campo”.

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