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Resistenza agli antimicrobici (RAM): scenario ed epidemiologia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 Maggio 2016

resistenza microbica11La scoperta degli antibiotici e la loro diffusa disponibilità dopo la seconda guerra mondiale hanno rivoluzionato la sanità. A ragione gli antibiotici sono considerati una delle scoperte mediche più rilevanti del XX secolo. Tuttavia, nel tempo molti batteri hanno imparato a difendersi da quegli stessi farmaci messi a punto per combatterli.
In anni recenti, il fenomeno della resistenza agli antimicrobici (RAM), chiamata antibiotico-resistenza quando è riferita specificamente alla resistenza dei batteri agli antibiotici, è cresciuto fino a diventare un problema drammatico, perché la velocità alla quale vengono scoperte nuove molecole è drasticamente ridotta, mentre l’impiego di antibiotici è in costante aumento in tutti i Paesi del mondo.La RAM si verifica quando un microrganismo diventa resistente a un farmaco che in origine veniva usato per trattare le infezioni causate da quello stesso germe che può essere un batterio, un virus, un parassita o un fungo. In generale, i batteri si dividono in due gruppi: i Gram-positivi e i Gram-negativi e la principale differenza tra questi è lo spessore della loro parete cellulare.
La RAM è divenuta un problema di sanità pubblica globale per una serie di motivi, primo tra tutti il crescente, spesso inappropriato, uso degli antibiotici. Questo fenomeno comporta una considerevole riduzione delle possibilità di prevenire e trattare una ampia gamma di infezioni microbiche della pelle, del tratto respiratorio, del sangue circolante e delle vie urinarie, in quanto i germi una volta diventati resistenti perdono la sensibilità al farmaco e si adattano al medicinale che usualmente viene impiegato per ucciderli.
Secondo recenti stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), i “superbug” saranno, nel 2050, la principale causa di morte. La RAM può mettere a repentaglio la maggior parte delle procedure mediche, come ad esempio un intervento di anca, con rischi molto elevati per i pazienti. Tutte le procedure dai trapianti d’organo, alla chemioterapia e chirurgia maggiore verrebbero compromesse gravemente senza la possibilità di attuare un efficace trattamento antibiotico.
Globalmente, le infezioni da germi antibiotico-resistenti rappresentano una emergenza sanitaria. Un problema gravissimo è rappresentato dalle infezioni intra-ospedaliere (HAIs) che riguardano l’8-12% dei pazienti ricoverati.
resistenza microbica14In Europa, si verificano annualmente 4 milioni di infezioni da germi antibiotico-resistenti che causano oltre 37.000 decessi e sono responsabili di un significativo assorbimento di risorse (sanitarie e non) che ammontano a circa € 1,5 miliardi/anno; negli Stati Uniti sono 2 milioni i soggetti colpiti da un’infezione resistente agli antibiotici con circa 50.000 morti e una spesa che supera i 20 milioni di euro.
In Italia, la resistenza agli antibiotici si mantiene tra le più elevate in Europa e quasi sempre al di sopra della media europea. Nel nostro Paese ogni anno, dal 7% al 10% dei pazienti va incontro a un’infezione batterica multiresistente con migliaia di decessi. Le Infezioni Correlate all’Assistenza (ICA) colpiscono ogni anno circa 284.100 pazienti causando circa 4.500-7.000 decessi. Le più comuni infezioni sono polmonite (24%) e infezioni del tratto urinario (21%).
I costi associati all’incremento dei giorni di ospedalizzazione nel nostro Paese variano da 4.000 euro (ricovero in Medicina) a 28.000 euro (Terapia Intensiva).
L’infezione da Staphylococcus aureus meticillino-resistente (MRSA) è la principale causa nel mondo di infezioni comunitarie e di cure sanitarie. Colpisce oltre 150.000 pazienti ogni anno nella sola Europa, che costano al sistema sanitario europeo in spese extra-ospedaliere 380 milioni di euro. Solo le setticemie da MRSA variano negli Stati membri dall’1% a più del 50%, sebbene negli ultimi 5 anni i tassi di batteriemia da MRSA siano calati in modo significativo nei 10 Paesi europei con le maggiori percentuali di endemicità per questa pericolosa infezione. L’infezione da MRSA spiega il 44% di HAIs, il 22% di morti in più e il 41% di giorni in più di ospedalizzazione associati a questa infezione.
La percentuale di ceppi di Staphylococcus aureus invasivi resistenti alla meticillina oscilla tra lo 0% in Islanda e il 64,5% in Romania. Anche in Italia si registrano valori elevati, al di sopra della media (36%).
In Europa la percentuale di ceppi invasivi di Escherichia coli, causa di infezioni del tratto urinario e del torrente circolatorio, resistenti ai fluorochinoloni oscilla tra il 10,9% in Norvegia e il 52% a Cipro. In Italia si registrano valori elevati, circa 42,2%.
La Klebsiella pneumoniae causa polmoniti, infezioni del torrente circolatorio e del tratto urinario. La percentuale di ceppi invasivi resistenti alle cefalosporine di terza generazione oscilla tra lo 0% in Islanda e il 70% in Grecia. Elevati i valori per l’Italia (55,1%).
Si stima che la RAM possa far perdere più dell’1% del PIL, mentre i costi indiretti sarebbero tre volte tanto la spesa sanitaria sostenuta per i costi diretti. Se i governi e le istituzioni non intraprenderanno forti azioni incrociate volte a contrastare questa drammatica e pericolosa emergenza sanitaria, oltre 10 milioni di vite all’anno andranno perse a partire dal 2050 nel mondo, più del numero dei decessi che si verificano correntemente ogni anno per cancro.
Le infezioni causate da microrganismi resistenti agli antimicrobici spesso non rispondono ai trattamenti standard, esitano in malattie prolungate e comportano un maggior carico di spese sanitarie e, soprattutto, un più elevato rischio di decesso che può essere anche doppio; infatti, i pazienti sono esposti ad un rischio aumentato di esito sfavorevole e consumano più risorse sanitarie rispetto ai malati con infezioni non resistenti ai farmaci.
La resistenza agli antibiotici rappresenta una delle principali priorità da affrontare in tema di salute pubblica a livello internazionale. Programmi di sorveglianza e piani di azione sono stati avviati da Governi e Istituzioni sovranazionali come l’OMS, che ha lanciato un Piano d’azione globale, e l’European Centre for Disease Control and Prevention.
Negli USA è stato direttamente il presidente Barack Obama a illustrare il piano d’azione, fissando gli obiettivi da raggiungere entro il 2020. In Italia l’antibiotico-resistenza, insieme al tema delle infezioni correlate all’assistenza, costituisce uno dei temi prioritari di azione definiti nel Piano Nazionale della Prevenzione 2014-2018.

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Superbatteri: i deputati vogliono limitare l’uso di antibiotici nell’agricoltura

Posted by fidest press agency su sabato, 5 marzo 2016

batteri patogeniParlamento europeo mercoledì 9 marzo. Per combattere la crescente resistenza dei batteri, come la salmonella e il campylobacter, agli antibiotici attuali, l’uso dei farmaci antimicrobici esistenti dovrebbe essere limitato, mentre si dovrebbero sviluppare farmaci di nuova generazione.Nella votazione di giovedì sulla proposta di modifica della legge UE in materia di medicinali ad uso veterinario, i deputati chiederanno probabilmente di vietare il trattamento antibiotico collettivo e preventivo degli animali e di prendere misure atte a stimolare la ricerca di farmaci di nuova generazione.Secondo il progetto di risoluzione, i medicinali veterinari non devono, in nessun caso, servire a migliorare le prestazioni o a compensare pratiche di allevamento inadeguate. L’uso profilattico degli antibiotici per i singoli animali (cioè come misura preventiva e in assenza di segni clinici d’infezione) deve essere limitato e attuato solo quando è completamente giustificato da un veterinario.Per combattere la resistenza antimicrobica, la nuova legge autorizza la Commissione europea a stabilire quali antimicrobici devono essere riservati esclusivamente al trattamento umano.
Per incoraggiare la ricerca di nuovi antimicrobici, i deputati dovrebbero proporre l’uso di incentivi, tra i quali: periodi più lunghi di tutela per la documentazione tecnica sui nuovi farmaci, protezione commerciale dei principi attivi innovativi e degli investimenti significativi nelle analisi condotte per migliorare un prodotto antimicrobico esistente o per tenerlo sul mercato.
I deputati voteranno giovedì anche la relazione di Claudiu Ciprian Tănăsescu (S&D, RO), che modifica un’altra legge per migliorare la procedura d’immissione sul mercato di medicinali ad uso veterinario, che deve essere separata da quella sui farmaci per gli esseri umani. Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (CEPCM) ha recentemente comunicato che i batteri negli esseri umani, nel cibo e negli animali continuano a mostrare resistenza agli antimicrobici più diffusi. Gli scienziati affermano che la resistenza alla ciprofloxacina, un antimicrobico importante per il trattamento delle infezioni umane, è molto alta nel campylobacter, riducendo così le opzioni per il trattamento efficace delle gravi infezioni alimentari. Anche i batteri di salmonella, resistenti a diversi farmaci, continuano a proliferare in tutta Europa.

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Sifo: la spesa ospedaliera non è incontrollata

Posted by fidest press agency su martedì, 27 aprile 2010

Un comunicato congiunto Sifo-SiNaFO inerente la spesa farmaceutica ospedaliera contesta i dati di Federfarma apparsi sulla stampa di recente che sottolineavano l’aumento della spesa ospedaliera, in modo incontrollato e senza garanzie di trasparenza. “Se è pur vero che nel 2009 vi è stato un aumento della spesa ospedaliera”, sottolinea il comunicato dei farmacisti ospedalieri, – “non è vero  che ciò sia avvenuto – ed ancor meno che sia dipeso – da una gestione del farmaco ospedaliero attuata in modo incontrollato e poco trasparente. Infatti, l’incremento della spesa farmaceutica ospedaliera è essenzialmente dipendente dal fatto che quasi tutti i farmaci di nuovo brevetto e di più alto costo, come antineoplasici e immunomodulatori, antimicrobici per uso sistemico ed ematologici, sono classificati in Fascia H e, quindi, la loro distribuzione/somministrazione, anch’essa numericamente aumentata nell’ultimo periodo, è riservata in via esclusiva all’ambito aziendale ospedaliero. Inoltre, la scadenza dei brevetti relativi a molti farmaci distribuiti dalle farmacie convenzionate sul territorio e la conseguente diminuzione di prezzo degli stessi, unitamente all’aumento di prescrizione di farmaci equivalenti, evidenziano ancora di più il divaricarsi nell’ambito della spesa farmaceutica del Ssn tra il costo dei farmaci ospedalieri e il costo dei farmaci distribuiti in regime convenzionato. “Peraltro – conclude la nota congiunta – “garantire la trasparenza e la tracciabilità della spesa pubblica del farmaco non rappresenta il valore aggiunto di alcuno, ma un preciso dovere verso i cittadini che deve essere garantito sia nelle attività convenzionate sia nell’attività congiuntamente svolta all’interno del SSN da tutti i soggetti a ciò istituzionalmente preposti”. (fonte farmacista33)

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