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Seqirus commercializzerà in Europa un innovativo vaccino antinfluenzale quadrivalente prodotto su colture cellulari

Posted by fidest press agency su sabato, 10 marzo 2018

Milano, Italia Seqirus, azienda leader nella produzione di vaccini antinfluenzali innovativi, ha annunciato oggi l’intenzione di commercializzare in Europa il nuovo vaccino antinfluenzale quadrivalente prodotto su colture cellulari (QIVc). Secondo l’azienda, sarà il primo vaccino di questa categoria a essere autorizzato in Europa, con l’obiettivo di ampliare le opzioni disponibili per prevenire il rilevante tasso di ricoveri e di mortalità correlati all’influenza che si registra ogni anno in quest’area geografica.
Il vaccino antinfluenzale quadrivalente in oggetto è stato approvato dall’FDA negli Stati Uniti nel 2016 ed è prodotto su colture cellulari anziché su uova.
Recenti studi di laboratorio hanno dimostrato, infatti, che alcuni virus influenzali subiscono dei mutamenti quando vengono prodotti mediante la coltivazione su uova, come avviene per i vaccini antinfluenzali convenzionali, con conseguenti possibili ripercussioni sull’efficacia del vaccino stesso. Tali mutazioni non sono invece state osservate in virus influenzali prodotti su colture cellulari. Ciò porta a presumere che tali vaccini offrano, in determinate stagioni, una migliore protezione dall’influenza.Il vaccino antinfluenzale quadrivalente viene prodotto negli impianti Seqirus in North Carolina (Stati Uniti), un sito di produzione all’avanguardia, originariamente sviluppato in collaborazione con il Governo degli USA per combattere la minaccia di pandemie.
L’azienda ha accelerato lo sviluppo della tecnologia per la produzione di questo vaccino arrivando, in soli due anni, a quadruplicarne la produzione. Questo rapido aumento della capacità produttiva, unitamente al continuo miglioramento delle tecniche, consentiranno all’azienda di rendere disponibile il vaccino antinfluenzale quadrivalente basato su colture cellulari anche in Europa oltre che negli Stati Uniti.
“I vaccini antinfluenzali tradizionali coltivati su uova sono stati un cardine della protezione contro l’influenza per decenni e rimangono uno strumento molto importante di difesa contro la malattia” ha dichiarato Gordon Naylor, Presidente di Seqirus. “Da leader mondiale nella lotta all’influenza, Seqirus è da sempre impegnata nella ricerca di tecnologie innovative con l’obiettivo di offrire una migliore protezione alle categorie di soggetti a rischio”.“Abbiamo lavorato a lungo per sviluppare questa nuova tecnologia e far crescere rapidamente la nostra produzione al fine di poter offrire questo innovativo vaccino su cultura cellulare anche agli operatori sanitari e ai loro pazienti in Europa” ha aggiunto Naylor. “Il maggiore utilizzo offrirà un’importante opportunità per confrontare sul campo l’efficacia clinica del vaccino prodotto su colture cellulari rispetto a quelli tradizionali, prodotti su uova”.
Seqirus ha presentato all’Agenzia Europea del Farmaco (EMA) la domanda per l’Autorizzazione all’Immissione in Commercio (AIC) del vaccino antinfluenzale quadrivalente prodotto su colture cellulari e si sta preparando per il lancio nei Paesi europei per la stagione influenzale 2019-2020. “L’impatto dell’influenza stagionale nei bambini e nelle altre categorie di soggetti a rischio al di sotto dei 65 anni continua ad essere un problema rilevante che medici ed esperti di salute pubblica si trovano a dover affrontare, soprattutto in stagioni in cui cambiamenti del virus per adattarsi alla crescita su uova si ripercuotono sull’efficacia del vaccino stesso” ha commentato Paolo Bonanni, Professore Ordinario di Igiene, Dipartimento di Scienze della Salute, Università degli Studi di Firenze “In Italia abbiamo bisogno di maggiori opzioni vaccinali e accogliamo favorevolmente questo nuovo vaccino quadrivalente basato su colture cellulari che mostra interessanti potenzialità”.Il vaccino antinfluenzale quadrivalente prodotto su colture cellulari andrà ad aggiungersi all’innovativo portafoglio di Seqirus in Europa, che già comprende il vaccino antinfluenzale trivalente adiuvato, specifico per la fascia d’età 65+, in quanto l’adiuvante è in grado di evocare una migliore risposta immunitaria proprio nei soggetti maggiormente vulnerabili. Questo vaccino è disponibile da anni in Italia e nei principali Paesi europei; recentemente è stato approvato anche nel Regno Unito e reso disponibile per la preparazione della stagione influenzale 2018-19, dopo una raccomandazione da parte delle autorità sanitarie inglesi che prevede l’uso preferenziale del trivalente adiuvato nella fascia 65+.

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Vaccinazione antinfluenzale, dall’Aap le linee guida aggiornate

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 settembre 2015

vaccinazioniLa commissione per le Malattie Infettive dell’American Academy of Pediatrics (Aap) raccomanda per la stagione 2015-2016 l’immunizzazione contro l’influenza stagionale annuale per tutti i bambini dai sei mesi in su, compresi gli adolescenti. «L’immunizzazione universale annuale è indicata sia con un vaccino trivalente sia quadrivalente, senza alcuna preferenza» esordisce Carrie Byington, professore di pediatria all’Università dello Utah e presidente della Commissione, spiegando che lo scopo del documento Aap, appena pubblicato su Pediatrics, è di aggiornare le raccomandazioni sull’uso di routine del vaccino stagionale contro l’influenza e sulla somministrazione di farmaci antivirali per prevenire e trattare l’influenza nei bambini. «Particolare attenzione andrebbe posta nel vaccinare i bambini nati pretermine di sei mesi e più secondo l’età cronologica con condizioni che aumentano il rischio di complicanze da influenza» riprende la pediatra, ricordando in particolare i bambini con patologie croniche come l’asma e il diabete mellito, ma anche quelli con patologie cardiache emodinamicamente significative, gli immunosoppressi, e chi soffre di malattie o disturbi dello sviluppo neurologico. Gli esperti dell’AAP sottolineano che i ceppi 2015-2016 di influenza A (H3N2) e B differiscono da quelli contenuti nei vaccini stagionali 2014-2015, e che l’algoritmo di dosaggio per la somministrazione del vaccino antinfluenzale per bambini da 6 mesi a 8 anni di età è stato aggiornato per specificare che i ceppi di virus contenuti nel vaccino sono cambiate dalla scorsa stagione. «Oltre ai bambini, deve ricevere il vaccino antinfluenzale stagionale anche il personale sanitario, che a sua volta ha il compito di promuovere al meglio l’uso del vaccino antinfluenzale e le misure di controllo delle infezioni» aggiunge Byington, sottolineando infine che i pediatri dovrebbero individuare tempestivamente i bambini con sospetti sintomi influenzali sottoponendoli al trattamento chemioterapico antivirale quando indicato, per ridurre morbilità e mortalità dell’influenza. (fonte doctor33)

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Pediatria: vaccino antinfluenzale

Posted by fidest press agency su martedì, 17 gennaio 2012

Model of Influenza Virus from U.S. National In...

Image via Wikipedia

E’ buona la consapevolezza delle mamme italiane dei rischi legati all’influenza: quasi la metà delle intervistate (46,5%) dichiara, infatti, che l’influenza è una patologia altamente trasmissibile e più del 60% identifica correttamente nei bambini di età inferiore ai 4 anni la fascia più colpita, mentre il 63% riconosce che, nelle forme più gravi, l’influenza può portare anche al ricovero ospedaliero. È quanto emerge da un’indagine online promossa dalla Società Italiana di Pediatria (SIP) alla fine della scorsa stagione influenzale (marzo-aprile 2011), con l’intento di sondare l’opinione delle mamme italiane con figli di età inferiore ai 14 anni sulla percezione dei rischi associati all’influenza per la salute dei propri bambini e sull’opportunità di ricorrere al vaccino antinfluenzale per proteggerli da questi rischi.
L’indagine, attualmente in pubblicazione sulla rivista scientifica Vaccine, ha raccolto un totale di 1515 risposte.
Dallo studio emerge che le mamme confermano l’impatto dell’influenza sulla salute del bambino, ma anche sulla famiglia. Nel 63% dei casi definiti come “influenza” dal campione intervistato, infatti, almeno uno dei due genitori si è dovuto assentare dal lavoro, per prendersi cura del figlio. Inoltre, quasi 9 bambini su 10 hanno assunto un trattamento farmacologico, mentre in 2 casi su 100 è stato necessario il ricovero ospedaliero. Nonostante la copertura vaccinale per l’influenza in età pediatrica sia bassa, la percentuale di mamme che si dichiara favorevole alla somministrazione della vaccinazione per il proprio figlio, se consigliata in questo senso dal pediatra, è del 54%. “Il pediatra rappresenta la figura di riferimento per le famiglie in fatto di decisioni riguardo le vaccinazioni” spiega Alberto E. Tozzi, responsabile scientifico per la comunicazione della Società Italiana di Pediatria. “Promuovere formule partecipative, per esempio attraverso un’indagine come questa, nei percorsi di informazione e cura della propria salute, aiuta a stimolare i cittadini ad assumere un ruolo consapevole, responsabile e proattivo rispetto alle proprie scelte”. In linea con quanto emerge anche da un recente report curato dal Centro Europeo per la Prevenzione ed il Controllo delle Malattie (European Centre for Disease Prevention and Control, ECDC), le strategie di informazione all’opinione pubblica su temi di salute e, più nello specifico, su situazioni di rischio per la salute, come nel caso delle sindromi influenzali, dovrebbero essere sviluppate con un approccio partecipativo. Anziché limitarsi a costruire una comunicazione a senso unico, dove gli esperti informano la popolazione, basandosi unicamente su una oggettivazione scientifica del rischio, si possono ottenere migliori risultati se invece si costruiscono una visione e una consapevolezza del rischio e delle strategie per contrastarlo con i destinatari stessi della comunicazione.
I dati di sorveglianza dell’influenza indicano per questa stagione un andamento simile a quello dell’anno scorso, in cui si sono stati registrati 270 casi per 1000 bambini nella fascia di età 0-4 anni e 211 casi per 1000 bambini nella fascia di età 5-14 anni. E’ noto che l’incidenza più elevata dell’influenza si registra nella fascia d’età pediatrica (0-14 anni). Ciononostante, salvo rare eccezioni, quasi nessun Paese europeo, inclusa l’Italia, ha lanciato una strategia per la vaccinazione ”a tappeto” del bambino, focalizzando l’attenzione sui soli gruppi a rischio. In Italia nella stagione 2009-2010 è stato vaccinato il 6% dei bambini di età inferiore ai cinque anni. “Finora le evidenze riguardo l’efficacia della vaccinazione influenzale in età pediatrica non sono state sufficienti a giustificare un’offerta universale della vaccinazione stessa”, conclude Tozzi. “Naturalmente le evidenze della letteratura scientifica vanno continuamente aggiornate e nuovi promettenti vaccini antinfluenzali per l’età pediatrica sono alle porte”. L’indagine SIP è stata promossa con il supporto di Novartis Vaccines.

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Campagna vaccinazione antinfluenzale

Posted by fidest press agency su domenica, 3 ottobre 2010

Comincia ufficialmente la campagna per l’immunizzazione antinfluenzale, dopo la comunicazione inviata dal Ministero della Salute alle Regioni. “Si tratta di una misura che ha dimostrato negli anni e in tutto il mondo la sua efficacia nella tutela della salute pubblica” dice il Presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Andrea Mandelli “eppure secondo gli ultimi dati ancora oggi l’Italia è lontana dagli obiettivi indicati dalle autorità sanitarie che fissano al 75% la soglia minima di copertura vaccinale per la popolazione anziana”. Per Mandelli serve un’opera di informazione mirata e capillare, e a questo fine la Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani ha deciso di collaborare alla sensibilizzazione dei cittadini alla prevenzione antinfluenzale con una camp agna educazionale nelle farmacie del Paese. ‘Se la conosci la eviti. Conosci meglio l’influenza e proteggiti’, è l’headline della campagna, che prevede la distribuzione nelle farmacie di più di un milione di leaflet informativi sul tema. “Non sempre le persone hanno il tempo di recarsi dal medico, soprattutto se si tratta di giovani e adulti. Il posto dove più frequentemente si chiedono informazioni è la farmacia. La Federazione, come ha fatto anche in occasione dell’epidemia di influenza H1N1, vuole mettere in condizione i farmacisti di poter informare al meglio il cittadino e, in questo caso, di fornire direttamente a chi entra in farmacia un guida chiara, semplice e soprattutto utile. E’ un’iniziativa che mira anche a dare ai farmacisti italiani un ruolo attivo nell’attuazione delle politiche di prevenzione che vada al di là della semplice erogazione di un prodotto farmaceutico”. La campagna vacci nale contro l’influenza stagionale è dunque una prima occasione di dare reale applicazione alla legge che ha istituito la farmacia dei servizi, che vede nella collaborazione alle campagne di educazione, screening e prevenzione uno degli elementi qualificanti.

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Il vaccino antinfluenzale

Posted by fidest press agency su domenica, 6 settembre 2009

Ha destato grande preoccupazione a livello mondiale la notizia secondo cui una piccola compagnia farmaceutica cinese avrebbe licenziato un vaccino contro la nuova influenza A/H1N1. E’ altamente improbabile che tale azienda possa avere superato per tempistica i grandi colossi multinazionali del farmaco che hanno investito miliardi di dollari in tecnologia. E’ possibile che la piccola azienda cinese non abbia rispettato appieno i protocolli di sicurezza del vaccino. E’ noto altresì che in Cina l’Autorità nazionale per gli alimenti ed i farmaci di Pechino non ha lo stesso rigore della Food and Drug Administration degli Stati Uniti d’America e dell’analogia Autorità europea ( EMEA). E’ possibile quindi che il vaccino immesso sul mercato cinese possa provocare effetti collaterali, anche seri, a breve o media distanza.  In tal caso la comunità internazionale difficilmente ne verrebbe a conoscenza per la mancanza di trasparenza da parte delle Autorità cinese nei confronti di qualsiasi notizia di rilevanza internazionale. Vale a questo riguardo ricordare come la Cina nascose per molti mesi i dati relativi all’epidemia di SARS nel 2003 con gravi conseguenze a livello internazionale. Hanno destato altrettanta, se non maggiore, preoccupazione le troppo tempestive e precoci congratulazioni alla Cina da parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, tenuto conto conto che il Direttore Generale dell’OMS é la cinese Margaret Chan. Poichè l’OMS gestisce il denaro erogato dagli Stati per la salute pubblica mondiale, non é escluso che l’OMS possa comperare dalla compagnia cinese il vaccino contro la nuova influenza A/H1N1 per distribuirlo nei paesi africani o comunque a basso reddito mettendo a rischio la salute di quelle popolazioni se effettivamente quel vaccino non dovesse aver i requisiti di sicurezza.  La comunità mondiale deve risolvere nei tempi più brevi possibili l’assurdità che a capo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità vi sia una rappresentante del governo di Pechino, paese che non rispetta i diritti civili ed umani, specie delle donne, non rispetta l’ambiente, nasconde le epidemie, sostituendola con un rappresentante di un paese democratico. (Dr Walter Pasini Direttore Centro Global Health)

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