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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘antipatie’

Le antipatie degli stranieri

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 ottobre 2009

Lettera al direttore, Sul settimanale più diffuso in Italia, Tv Sorrisi e  Canzoni (n. 43 di novembre), Clemente J. Mimun scrive: “Ho il dubbio che, al di là dell’antipatia per il nostro governo, i giornalisti stranieri siano soprattutto invidiosi della nostra amatissima Italia”. Ed ecco il motivo che adduce: “Oggi il bersaglio è il presidente del Consiglio, 35 anni fa toccò al Presidente della Repubblica Leone e sempre negli anni 70, in pieno terrorismo, un settimanale tedesco ci dedicò una copertina al vetriolo: una pistola P38 su un piatto di spaghetti”. Il bravo e simpatico Clemente non si chiede come mai l’invidia dei giornalisti stranieri per la nostra amatissima Italia si manifesti a distanza di 35 anni. (Elisa Merlo)

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La politica va in vacanza

Posted by fidest press agency su domenica, 2 agosto 2009

Siamo alle ultime battute. Ne avremo da raccontare sotto l’ombrellone o sulla sdraio d’alta montagna per fare nuove amicizie, per trovare quelle vecchie delle precedenti vacanze, per dialogare con la suocera o tra un’occhiata e l’altra, mentre i nipotini si ricorrono sulla spiaggia o si tuffano davanti a un cavallone, seguire lo sculettare della vicina, giovane e bella. Sono le battute di simpatia e di antipatia che riversiamo sugli uomini e le donne che più delle altri ci hanno colpito. Certe figure, bene o male, restano impresse ma di certo questo governo ci ha regalato come ministro delle donne “fascinose” e se lo avessero lasciato fare il nostro “berlusca” avrebbe conquistato anche Bruxelles con le sue “veline” parlamentari europee. Peccato. Poi passiamo inevitabilmente, in specie per chi abita a Roma agli incontri “ravvicinati” con i personaggi della politica e dello spettacolo. Io, dice una signora, vado dallo stesso parrucchiere della Melato. “E’ simpatica ma un po’ sulle sue”. Io, gli fa eco il marito, ho incontrato a piazza Monte Citorio il ministro Tremonti. Sembrava un trasognato con gli occhi fissi sul vuoto e affiancato da due stangoni che gli facevano da guardia del corpo. Io, lo rincalza una signora, ho mio marito giornalista e un giorno l’ho accompagnato a una conferenza stampa di Berlusconi. Era lì a due metri da me, come io e lei, rivolgendosi al vicino di sdraio nell’ombrellone attiguo, e mi guardava fisso. Che simpaticone. Feci un sobbalzo. Guardai bene la donna, una sessantenne giù di lì e mi trattenni a stento dal prendere il telefonino per collegarmi in redazione: “che il nostro cavaliere abbia cambiato gusti? Si è stancato delle minorenni? A lui piacciono tanto. Lo fanno sentire “paterno”, ma anche “giovane”. Poi mi acqueto. Quel raduno sotto il sole cocente riusciva a darmi un’immagine della politica tutta in “rosa”, fatta di belli e di brutti ma quel che più conta fanno parlare di sé. Le loro gesta, i loro gusti, le loro tendenze, fuori dagli aridi calcoli contabili della politica diventano i più gettonati e probabilmente pensano che sia l’unico modo per essere votati. Non possiamo, di certo fidarci, di quel signore occhialuto che tutte le mattine si rifornisce di giornali e di libri e per ore sta lì seduto a leggere. Ma è l’on.le… ma chi lo fila? Chi lo riconosce? Figurati è dell’opposizione. (R.A.)

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