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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Posts Tagged ‘antisemite’

Gli ebrei le vittime ideali del furore antisemita

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 agosto 2019

Il nuovo nazionalismo, secondo Maurras, aveva bisogno di un nemico interno visibile e l’antisemitismo in Germania, più dell’anticomunismo, rappresentava l’agnello sacrificale ideale. Hitler n’era conscio anche perché avrebbe potuto rendere un favore ai grossi interessi industriali e manovrieri della classe dirigente tedesca la quale mal digeriva l’accesso alle leve di comando, finanziarie, economiche e politiche degli ebrei.
La domanda, a questo riguardo, che spunta naturale è il chiedermi perché questi poteri occulti, che reggevano le sorti del mondo economico tedesco, avevano pensato ad Hitler? Un pittore mancato, un fallito negli studi, un semplice caporale nell’esercito imperiale tedesco, durante la prima guerra mondiale, un fannullone che non aveva mai voluto esercitare un mestiere regolare, come poteva diventare un capo capace d’imporsi come dittatore?
Eppure aveva straordinarie attitudini. Era un oratore trascinatore e agitatore di folle, un regista d’enormi e accuratissime messe in scena, un abile stratega politico e diplomatico e persino un “genio militare” almeno fino alla campagna di Russia. Il suo irrazionalismo, spinto fino alla follia, e l’astuzia freddamente coltivata, costituivano la miscela che lo rendeva organicamente grande. Tuttavia non sarebbe mai giunto al potere senza l’appoggio interessato delle classi dominanti. Vinse la sua battaglia elettorale con 14 milioni di voti, pari al 37% del suffragio complessivo e il suo partito divenne maggioranza grazie alla divisione degli altri.
Oltre alla classe dominante aveva dalla sua i ceti medi proletarizzati dall’inflazione, i sette milioni di disoccupati della grande crisi economica e, sul piano internazionale, poteva contare sull’anticomunismo delle classi dominanti, le divergenze correnti tra le democrazie, il neo-pacifismo e l’anacronismo della divisione del vecchio continente in stati nazionali. Su questo vuoto egli riuscì ad inserirsi e a diventare la lunga mano di un atroce destino per tutta l’umanità.
In Hitler riecheggiava la voglia di riscatto da parte di quella classe borghese e della nobiltà industriale che uscirono malconce dalla prima guerra mondiale. In lui vi era la consapevolezza d’essere l’unico uomo capace di restituire all’Europa il suo primato nel mondo. Così si formarono le coscienze verso quell’avventura bellica che ha segnato per sempre uno dei momenti più tristi per tutta l’umanità. Il tutto incominciò in una maniera quasi irreale. (Riccardo Alfonso)

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Minacce antisemite

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 novembre 2011

Entrance to Crematorium III in the concentrati...

Image via Wikipedia

Dichiarazione dell’On. Luigi BOBBA (PD) “Condanno con fermezza l’attacco subito dalla Comunità ebraica alla quale va la piena solidarietà e la vicinanza dei Democratici vercellesi. Il deprecabile episodio dimostra, ancora una volta, come i vili sentimenti antisemiti siano ancora diffusi e che è necessario essere vigili e non abbassare mai la guardia.
Poche settimane fa ho partecipato, con una delegazione di 50 colleghi parlamentari, a una visita ad Auschwitz e Birkenau. Un’esperienza, quella del viaggio della memoria, che dovrebbe diventare un elemento ordinario nel percorso di istruzione dei nostri ragazzi. Andare ad Auschwitz è un modo non solo di riaffermare l’intangibilità dei valori della libertà e della dignità, ma anche un voler rinnovare l’impegno a coltivarli perché possano ancora sbocciare nella coscienza delle persone. Bisogna perseverare in queste ‘azioni di memoria’ per estirpare l’odio e la stupidità che alberga negli antisemiti e nei razzisti”.

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Scritte antisemite a Roma

Posted by fidest press agency su sabato, 18 settembre 2010

“Non bastano le dichiarazioni di condanna contro gesti ignobili come quelli che hanno coinvolto il Liceo Mameli a Roma con le scritte antisemite, quando, poi, alcuni partiti di centrodestra continuano a tollerare, al proprio interno, dirigenti locali che si permettono di pubblicare su internet proprie foto che li ritraggono  mentre fanno il saluto romano dinanzi  ad un luogo sacro per la memoria  della nostra città, come il museo di via Tasso, tragico simbolo degli orrori del nazifascismo. Infatti, ancora aspettiamo  di sapere quali sono stati i provvedimenti o le iniziative che l’organizzazione giovanile del Pdl, denominata Giovane Italia, ha assunto nei confronti del proprio dirigente locale, il cui gesto non è stato meno grave e meno ignobile da quello che molti esponenti di centrodestra stanno in queste ore giustamente condannando. D’altronde, non c’è molto da aspettarsi da chi  continua con le proprie politiche nazionali e locali e con sconcertanti dichiarazioni, anche da parte di autorevoli esponenti istituzionali, ad accanirsi contro alcune minoranze, come i rom, gli immigrati, i soggetti più emarginati, ignorando i più elementari diritti dell’uomo, in nome della sicurezza”. E’ quanto dichiara Giovanni Barbera, esponente del Prc-Federazione della Sinistra e presidente del Consiglio del XVII Municipio.

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Il giusto tra i giusti

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 marzo 2010

Ho accompagnato Padre Pier Sandro Vanzan, grande amico della Comunità  Casa del Giovane, giornalista e scrittore della Civiltà  Cattolica, e relatore del Convegno in memoria di Giovanni Palatucci, nell’aula magna della Questura di Pavia. Ha iniziato il suo intervento definendo Palatucci eroe umile, servo di Dio come la sua fede, un grande poliziotto non per stazza fisica, ma per quell’amore autorevole che ha saputo incarnare e profondere, uno di quei personaggi che sanno smuovere le coscienze, esempio di grande impatto umano, che non è possibile fare a meno di ammirare e sperare di emulare anche solo di rimbalzo. Un funzionario dello Stato che non si è celato dietro le leggi, le sanzioni, quelle leggi antisemite che in tanti fecero rispettare, ma che egli invece sfidò, le mise di lato clamorosamente, rischiando in prima persona, aiutando gli indifesi, quegli ebrei ridotti a cose, non più parte di alcuna umanità, neppure quella più derelitta e sconfitta. Morì  a Dachau di umiliazioni, di stenti, di tifo, ma non sono le medaglie che ha ricevuto in seguito a farne il famoso Questore buono, bensì l’esser stato testimone attivo della speranza, proprio come sta in quel motto che contraddistingue chi serve in Polizia, vicini alla gente, tra la gente, con la gente. Cinquemila uomini trasse in salvo, esseri umani destinati al macero, facendoli fuggire su navi greche, dirottandoli con documenti falsi, nascondendoli dallo zio Vescovo, dove l’accoglienza si fece salvezza.Quale spirito scavava al fondo della sua anima, muoveva i passi della sua missione, forse occorre chiederlo a quanti ha salvato per comprenderne il furore di Giustizia, ben sapendo che solo colui che è lassù sopra di noi, è nella posizione di salvare chicchessia, ma forse Palatucci ha avuto dal suo “Capo”, l’autorizzazione a farsi uscita di emergenza.Non andavano da lui, era lui che andava a cercare quegli uomini, quelle donne, quei bambini,  in procinto di varcare i cancelli della morte nei campi di stermino, quando non erano neppure più numeri da apporre alla fossa. In ebraico il titolo di giusto tra le nazioni di Israele, significa santo, sono 417 i giusti degli ebrei, ognuno per lo meno con una azione eroica al suo attivo: Palatucci fu eroe tutti i giorni, nei gesti quotidiani ripetuti, nel rispetto della sua fede, oltre la legge degli uomini, un esempio da portare a mano nelle scuole, nella vita di ciascuno. La Shoà, un dramma che si sta studiando ancora per il bisogno di riappacifare, riconciliare, metabolizzare per non negare l’inaccettabile, bisogna ricordarlo e bisogna guardare a “Palatucci giusto fra i giusti, perché davvero pochi lo furono veramente, molti furono complici, solamente complici”. (Vincenzo Andraous)

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Scritte antisemite a Roma

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 gennaio 2010

“Le scritte apparse vicino al muro del Museo della Liberazione e a via Cavour costituiscono un atto gravissimo, un’offesa senza pari al rispetto della persona umana.  Purtroppo, mentre aumenta la consapevolezza storica condivisa al fine di non ripetere la tragedia della Shoah, c’è ancora qualche criminale che si spinge a oltraggiare la Memoria solo per ottenere visibilità mediatica. Deve essere chiaro a tutti che non ci saranno sconti per chi offende la vita predicando l’odio e l’intolleranza. Nel rivolgere un appello agli inquirenti perché individuino al più presto i responsabili, voglio esprimere, a nome mio e di tutta l’Amministrazione, la solidarietà al presidente del Museo di Via Tasso, Antonio Parisella, e a Riccardo Pacifici, presidente della Comunità ebraica di Roma, per questo ennesimo atto infame”.  Lo dichiara il Sindaco di Roma, Gianni Alemanno.  “L’ufficio del Decoro Urbano dell’Ama – aggiunge il sindaco – sta provvedendo a rimuovere le scritte nel più breve tempo possibile”.

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Gheddafi contro Israele

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 settembre 2009

“Le dichiarazioni del dittatore libico Muammar Gheddafi contro Israele rappresentano un fatto grave ed è sbagliato sottovalutarle” lo affermano i co-presidenti del Gruppo EveryOne, organizzazione internazionale per i Diritti Umani, Roberto Malini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau. Durante l’apertura del vertice dell’Unione Africana a Tripoli, il leader della Libia ha dichiarato che “lo stato di Israele è dietro a tutti in conflitti in Africa: alimenta le crisi in Darfur, Sud Sudan, Ciad, per sfruttare le ricchezze di quelle aree; per questo chiediamo che siano chiuse tutte le ambasciate di Israele in Africa”. “Quella che si prospetta con le parole di Gheddafi è un teoria pericolosa: quella del ‘complotto ebraico’, che fu alla base delle più feroci persecuzioni antisemite, dai pogrom nella regione del Reno a quelli, terribili, nella Russia zarista” continuano gli attivisti. “La diceria secondo cui gli ebrei tramassero per dominare il mondo venne diffusa in Occidente attraverso i famigerati Protocolli dei Savi di Sion ed ossessionò Hitler ponendosi fra le cause che innescarono le leggi razziali e l’Olocausto. Successivamente” proseguono Malini, Pegoraro e Picciau, “la teoria del ‘complotto ebraico’ attecchì nei paesi arabi, fu ripresa dai gruppi neonazisti ed è ancora una delle cause scatenanti dei fenomeni di antisemitismo. Ci auguriamo pertanto” concludono i Co-presidenti di  EveryOne, “che le forze politiche democratiche e soprattutto gli Stati europei stigmatizzino pesantemente queste dichiarazioni, compresa l’Italia, che non deve anteporre ai valori civili e democratici e all’amicizia con Israele l’accordo anti-immigrazione sottoscritto con Gheddafi, che è alla base di continue violazioni della Convenzione di Ginevra, nonché di trattamenti inumani, torture e omicidi nei centri per migranti in Libia”.

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